rifiutano (le dimissioni)
… Ma nonostante l’impegno del governo, resta alta la polemica politica. Nel mirino il sindaco Rosa Russo Iervolino e il suo predecessore, il presidente della Campania Antonio Bassolino. Contro di lui anche un esponente del centrosinistra, il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro, che senza mezzi termini ha chiesto le sue dimissioni. Bassolino, dal canto suo, ha parlato di parole irresponsabili da parte di un ministro del governo. La tensione resta alta. Ancora oggi, dai microfoni del Gr3, Di Pietro ha ribadito la necessità di un passo indietro di Bassolino e di un «ricambio generazionale» alla guida della regione, non rinunciando ad attaccare anche Clemente Mastella e l’Udeur che difendono Bassolino: «Mastella e il suo partito sono tra quelli che governano la Regione – ha detto l’ex pm -. Alla presidenza del consiglio regionale c’è sua moglie, assessori ce ne sono del suo partito in Regione e in tutta la Campania, quindi, piuttosto è davvero strano che diventino giudici di se stessi. Questi che hanno governato devono lasciarsi giudicare, non fare i giudici…
della vergogna RIFIUTI è opportuno discuterne adesso sul BLOG della C.P.
è auspicabile un manifesto, una petizione firmata da tutti i comunitari che vogliono partecipare alla discussione
anche questo è un BLOG esperimento

era ora che la comunità venisse al dunque
maria stuarda
6 Gennaio 2008 alle 9:30 pm
La Comunità Provvisoria deve discutere pure di rifiuti? Ma se già è stato detto tutto ed il contrario di tutto sull’argomento! Sono d’accordo con Michele Fumagallo sul fatto che bisogna discutere di argomenti alti! tanto già si sa come va a finire, ovvero che non finisce.
Antonio Romano
6 Gennaio 2008 alle 11:30 pm
E quali sarebbero questi “argomenti alti”, forse alludi al tema del “paesaggio”? E quando il tuo bel paesaggio è infestato e deturpato da cumuli immondi di rifiuti, tu di cosa discuti? A me pare che la Comunità provvisoria rischi di assomigliare sempre più al circolo accademico-letterario ispirato all’antica Arcadia, risalente alla prima metà del XVIII secolo. L’Accademia dell’Arcadia rappresentò un movimento autocelebrativo e autoidealizzante, rinchiuso e concentrato ottusamente sui temi della poesia e della letteratura bucolica. La CP sembra in qualche misura la riproduzione in miniatura di questo idealismo accademico-letterario di ispirazione bucolico-agreste. Un idealismo derivante dall’illusione di una natura incontaminata dalla corruzione della cosiddetta “civiltà dei consumi”… e dei rifiuti!
Lucio Garofalo
Lucio Garofalo
7 Gennaio 2008 alle 12:27 am
INCENERITORI (no ?)
1 – L’incenerimento dei rifiuti li trasforma in nanoparticelle tossiche e diossine
2 – L’incenerimento necessita di sostanze come acqua, calce, bicarbonato che aumentano la massa iniziale dei rifiuti
3 – Da una tonnellata di rifiuti vengono prodotti fumi e 300 kg di ceneri solide e altre sostanze
- le ceneri solide vanno smaltite per legge in una discarica per rifiuti tossici nocivi, rifiuti estremamente più pericolosi delle vecchie discariche
- i fumi contengono 30 kg di ceneri volanti cancerogene, 25 kg di gesso
- l’incenerimento produce 650 kg di acque inquinate da depurare
4 – Le micro polveri (pm 2 fino a pm 0,1) derivanti dall’incenerimento se inalate dai polmoni giungono al sangue in 60 secondi e in ogni altro organo in 60 minuti
5 – Le patologie derivanti dall’inalazione sono: cancro, malformazioni fetali, Parkinson, Alzheimer, infarto e ictus. Lo comprovano migliaia di lavori scientifici
6 – Gli inceneritori, detti anche termovalorizzatori, sono stati finanziati con il 7% della bolletta dell’Enel associandoli alle energie rinnovabili insieme ai rifiuti delle raffinerie di petrolio al carbone. Senza tale tassa sarebbero diseconomici. Nell’ultima Finanziaria è stato accordato il finanziamento, ma solo agli inceneritori già costruiti
7 – In Italia ci sono 51 inceneritori, sarebbe opportuno disporre di centraline che analizzino la concentrazione di micro polveri per ognuno di essi, insieme all’aumento delle malattie derivate sul territorio nel lungo periodo
8 – I petrolieri, i costruttori di inceneritori e i partiti finanziati alla luce del sole da queste realtà economiche sono gli unici beneficiari dell’incenerimento dei rifiuti
RACCOLTA DIFFERENZIATA (si !)
1 – Riduzione dei rifiuti (Berlino, per fare un esempio, ha ridotto in sei mesi i rifiuti del 50%)
2 – Raccolta differenziata porta a porta con tariffa puntuale
3 – Riciclo di quanto raccolto in modo differenziato
4 – Quanto rimane di rifiuti dopo l’attuazione dei primi tre punti va inviato a impianti per una selezione meccanica delle tipologie dei rimanenti rifiuti indifferenziati. La parte non riciclabile può essere trattata senza bruciarla con in impianti di bioessicazione
5 – In termini economici non conviene bruciare in presenza di una raccolta differenziata perchè:
- il legno può essere venduto alle aziende per farne truciolato
- il riciclaggio della carta rende più dell’energia che se ne può ricavare
- il riciclaggio della plastica è conveniente. Occorrono 2/3 kg di petrolio per fare un kg di plastica
6 – La raccolta differenziata può arrivare al 70% dei rifiuti, il 30% rimanente può ridursi al 15-20% dopo la bioessicazione. Una quantità che è inferiore o equivale agli scarti degli inceneritori. Ma si tratta di materiali inerti e non tossici con minori spese di gestione ed impatti ambientali sanitari
Se nel settore dei rifiuti non ci fossero le attuali realtà, per legge, di monopoli privati a totalità di capitale pubblico, ma una reale liberalizzazione del mercato, la concorrenza tra le aziende avverrebbe sulla capacità di recupero e l’incenerimento sarebbe superato…
giuseppe
7 Gennaio 2008 alle 7:56 am
per documentarsi
le relazioni al convegno di novembre 2007
http://www.federambiente.it/moduli/ECOMONDO%202007/La%20raccolta%20differenziata.htm
giuseppe
7 Gennaio 2008 alle 8:01 am
NOI COMPRIAMO RIFIUTI su
http://www.borsarifiuti.com
il portale e’ dedicato al commercio e al riciclaggio dei rifiuti recuperabili, delle materie seconde e dei prodotti provenienti dal riciclaggio di rifiuti. La raccolta differenziata e’ il primo passo per una corretta gestione dei rifiuti. Il secondo passo fallo con noi: valorizzali, vendili
borsa rifiuti
7 Gennaio 2008 alle 8:07 am
No amici, io che ci abito, e non dormo quando osservo inerme la condizione della mia Partenope, vi dico che, secondo il mio umile parere, l’unica soluzione a tale problema è un totale cambio di rotta politica. Sono anni che abbiamo una sinistra napoletana totalmente passiva ai problemi della città! Rosetta, Tonino, che gentaglia; noi cittadini onesti siamo stufi di questo palcoscenico a noi dedicato, siamo stufi di questa politica corrotta con la camorra, qualcuno mi dica cosa è cambiato in meglio in 10 anni. A Napoli servono leggi speciali, pieni poteri alla DIA e alle forze dell’ordine, e soprattutto gente con le palle, per risolvere quello che è all’origine di ogni problema: la Camorra. Pene capitali ai boss, affidamento della prole ai servizi sociali per portarli lontano lontano da questa realtà, fuori dalla città. Tolleranza zero con i traffici illegali di qualsiasi tipo. E vedrete come Napoli si risolleverà, gli imprenditori torneranno, gli inceneritori si realizzeranno, i posti di lavoro si moltiplicheranno.
umberto
7 Gennaio 2008 alle 8:16 am
umberto ma se anche l’opposizione non abbaia è colpa di noi cittadini che li legittimiamo attraverso il voto perchè sai meglio di me che in questi territori ( io vivo in prov. di caserta ) le persone tra scegliere di votare la persona onesta o votare la persona che “gli offre un piacere”, preferisce la seconda opportunità!
alex
7 Gennaio 2008 alle 8:17 am
Antonio Bassolino interviene con una lettera su La Repubblica di oggi 7 gennaio rispondendo ad Eugenio Scalfari che ieri dalle pagine dello stesso quotidiano ne aveva chiesto le dimissioni dall’incarico di presidente della Regione Campania e sulla vicenda dei rifiuti replica “ho lottato, fallito ma non lascio”. “Non esito a riconoscere le mie responsabilita’ – scrive Bassolino – Anche nel silenzio dei tanti che pure hanno ricoperto incarichi importanti”.”Se le mie dimissioni potessero servire” a dare soluzione duratura al problema – aggiunge – “non avrei la minima esitazioni”. “Ma in questo momento sento il dovere di portare avanti con fermezza la battaglia di civilta’ condivisa da tutti gli italiani onesti”.
repubblica
7 Gennaio 2008 alle 8:26 am
Napoli: un mondezzaio coloniale
L’emergenza natalizia dello smaltimento dei rifiuti in Campania è stata comunicata dai media in base ai consueti canoni del razzismo ufficiale. La finta informazione alternativa – quella di trasmissioni come “Report”, e dei best-seller come “Gomorra” o “La casta” – ha consolidato e articolato questo quadro, offrendo parole magiche ed evocative come “camorra” o “sistema”, oppure icone di satrapi della pubblica amministrazione, come il governatore Bassolino, che è una figura analoga a quella di un Bokassa, l’ex “imperatore” del Centro-Africa, l’emblema razzistico dello sfruttamento delle pubbliche risorse a fini di lusso privato. Diventato un “Bokassolino” o il “Bokassa del Mezzogiorno”, il governatore Bassolino costituisce oggi anche lui per i media l’immagine esplicativa dell’inferiorità di un popolo e della sua mancanza di futuro. Il razzismo consiste appunto in una serie di risposte precostituite che servono a prevenire e neutralizzare le vere domande, anche le più ovvie. Che delle strutture amministrative locali, come Regioni e Comuni, si occupino della raccolta dei rifiuti, è perfettamente comprensibile, ma che c’entrano con il loro smaltimento? I rifiuti sono notoriamente uno dei prodotti più esportabili ed esportati del mondo. Da qui deriva la seconda, ancora più ovvia, domanda: come mai una Regione povera come la Campania – che produce quindi meno rifiuti delle altre Regioni – ha sempre bisogno di nuove discariche? E poi ancora un’altra domanda, che costituisce anche una implicita risposta: cosa sono e da dove realmente provengono i rifiuti che le discariche campane contengono e dovranno contenere? Dato che nonostante le barriere mediatiche, queste questioni sono state comunque poste, ecco pronte le risposte rassicuranti/razzistiche alla Roberto Saviano: la “camorra imprenditrice” traffica in rifiuti tossici e allestisce siti per accoglierli. Il razzismo può uccidere ogni buonsenso, e farci credere che le multinazionali che producono i rifiuti tossici siano costrette a implorare dalla camorra un sito per smaltirli. Per la propaganda ufficiale il problema è sempre lo stesso: non esistono popoli e territori asserviti e colonizzati, ma solo razze inferiori e/o subdole.
Blogger Meridionalista
Blogger meridionalista
7 Gennaio 2008 alle 10:35 am
Mi sono occupato fino alla nausea di rifiuti ai tempi della battaglia per salvare il Formicoso. Quella battaglia, durata quattro anni, fu vinta, ma come era facile prevedere il problema dei rifiuti ha assunto proporzioni gigantesche. Sappiamo colpe e colpevoli, sappiamo anche che siamo ben lontani dalla risoluzione della faccenda.
Avevo insieme ad Angelo Verderosa immaginato che la Comunità potesse elaborare una sua proposta e magari farla sottoscrivere. Prendo atto che questa via a molti non piace. Allora quello che possiamo dire è che ognuno si organizza come vuole, magari utilizzando anche questo blog per far conoscere le proprie idee e le proprie iniziative sulla materia. Alcuni possono raccogliere le firme, altri possono immaginare performance artistiche. Piena libertà a tutti, ma senza usare il cappello della “comunità”. Non siamo un partito e ci mettiamo poco a prendere una decisione e a cambiarla. Non abbiamo neppure paura di manifestare la nostra impotenza che poi è l’impotenza di tutti in questo periodo.
La nostra strada la costruiamo giorno per giorno, senza mete preordinate. Siamo provvisori e barcollanti, come i tempi impongono. E siamo anche felicemente disordinati. Cambiamo grafica ogni giorno e non nascondiamo le nostre indecisioni. Basti pensare per fare un esempio all’atteggiamento verso i commenti anonimi. Chi li vuole, chi non li vuole. Rimane l’evidenza che abbiamo iniziato il cammino a Bisaccia mettendoci in cerchio e invitando ognuno a dire chi era e cosa faceva nella vita. f.a.
franco arminio
7 Gennaio 2008 alle 5:42 pm
Cari amici.
No, la proposta di Angelo è ovviamente chiara ma assolutamente inopportuna, perchè contraria allo spirito della Comunità Provvisoria e al suo periodo sperimentale di esistenza.
Si può naturalmente avviare una discussione sul problema rifiuti ma al di fuori di logiche partitiche o politiche o professionali o come cacchio le volete chiamare. Quindi niente manifesti, firme e tutto il resto.
Così si rischia di far naufragare l’esperienza della Comunità Provvisoria che è un organismo quanto mai delicato e in “gestazione”.
Poi, scusatemi, ma anche come dibattito, che sfizio c’è a parlare di una cosa di cui oggi discutono tutti, addirittura in tutto il mondo? E ne discutono in tutti i modi, sia quello demagogico che quello propositivo? Ma pensate davvero che tutti aspettano noi e il nostro pensiero? Suvvia, amici, un pò di modestia!
Poi, scusatemi ancora: che razza di persone sono quelle che “vanno dove vanno tutti”? Dalle mie parti si chiamano pecore, ma noi siamo irpini, anzi altirpini, cioè lupi non pecore.
Mi permetto quindi di suggerirla io una proposta, penso in stile con l’agire della Comunità Provvisoria: uno dei prossimi incontri mensili, quelli “forti”, in uno dei nostri luoghi, magari anche in un luogo simbolico (mettiamo la discarica di Difesa Grande ad Ariano) dedichiamolo alla spazzatura, cioè al “trash”. Cinema e video spazzatura, arte povera, poesie spazzatura, teatro spazzatura, il tutto accompagnato, come al solito, con il cibo spazzatura cioè i cibi più poveri e genuini (ricordate il salame “pezzente” o il pane vecchio bollito, o tante altre leccornie “povere”?) della nostra tradizione culinaria.
Con affetto, Michele Fumagallo
michele fumagallo
7 Gennaio 2008 alle 5:43 pm
Sono d’accordo con Mike Smoke Cock.
non possiamo avere una valenza politica. Forza Romano, ma no PRodi!
a.r.
7 Gennaio 2008 alle 5:45 pm
La proposta di Angelo è chiara e opportuna. Sui rifiuti non è il caso di fare una chiacchierata da bar, ma bisogna scrivere una proposta precisa per la nostra provincia e sottoporla alla pubblica attenzione. Io direi di procedere in questo modo. Oggi e domani è aperto il dibattito, possibilmente entrando nel merito della questione. Se riusciamo a intenderci mercoledì scriviamo il testo e si chiede di firmarlo.
f.a.
7 Gennaio 2008 alle 5:46 pm
Vi segnalo questo articolo di oggi di Marcello D’Orta sul Giornale di oggi:
Scritto da Marcello D’Orta da il Giornale, 07-01-2008
A Napoli, il problema immondizia è antico quanto la stessa città, che pure conta duemila e cinquecento anni. Non lo risolsero i greci, non lo risolsero i romani (che pure erano maestri in questo genere di cose), e non lo risolsero i Borbone. Nel Settecento, secolo di massimo splendore artistico della capitale, le strade erano luride, come testimonia, tra l’altro, una lettera di Leopold Mozart (padre di Wolfgang) alla moglie: «La sporcizia, l’enorme numero dei mendicanti, il popolo ripugnante (…) tutto ciò mi permette volentieri di lasciare queste bellezze». Due secoli dopo, Benedetto Croce scriveva che «A Napoli non si è ancora cominciato a portare via le immondizie del Duecento».
Ma quello che si vede in questi giorni è di gran lunga più stupefacente, verrebbe da dire più grandioso, di ciò che si è mostrato ai napoletani di sempre. Montagne di rifiuti che salgono al cielo come torri di Babele della vergogna; roghi che illuminano a giorno la città; feroci battaglie di zoccole, gatti e perfino gabbiani che si contendono i rifiuti.
Tutti levano alta la loro protesta, tutti, tranne gli intellettuali. E tra i pochi che lo fanno, qualcuno sembra mettere la sordina, come a sperare che il proprio pensiero non sia «troppo» conosciuto. Perché mai? È facile rispondere. Perché i maîtres à penser napoletani sono in larga parte prezzolati, quasi nessuno intende mettersi contro il potere che (da tre lustri) distribuisce prebende, protegge, funge da agenzia di collocamento, mette sul trono e defenestra chi gli pare.
A Napoli il potere ha assunto i caratteri di un favoritismo spudorato, di un nepotismo clamoroso e impudente, di un clientelismo sfacciato e perfino spavaldo, caratteristico delle dittature. Il presunto Rinascimento napoletano ha avuto il suo patron artistico in Achille Bonito Oliva, di cui Ruggero Guarini ha scritto: «Egli ha gestito da anni tutta una serie di vanesie e pretenziose installazioni in piazza del Plebiscito, esposizioni di interminabili sfilze di immense croste e vasti scarabocchi lungo le gallerie del metrò e vari deliziosi progettini di decorazioni urbane affidate a creativi di regime».
Tra queste «opere d’arte» ci sono degli autentici obbrobri, come le cancellate della Villa comunale (che hanno suscitato l’ira funesta di Sgarbi), una fontana al Vomero (subito battezzata dai napoletani ‘a vasca d”e capitùne) e una sfilza di scarpe vecchie in una stazione del metrò. Questi lavori sono costati al contribuente napoletano miliardi di vecchie lire. Tra i protetti dal regime, artisti come Fabro, Paladino, Kounellis, e lo scultore e pittore Damien Hirst, che ha avuto il coraggio (l’incoscienza, l’irresponsabilità) di esaltare la stessa munnezza che ci soffoca e ci opprime: «Quello che mi piace di più di Napoli è la sua sporcizia, che è lo specchio della società moderna. Napoli è un grande stimolo per gli artisti». Nelle famose «Notti bianche» (ennesimo scampolo di demagogia sociale) sono saliti sui palchi personaggi dello spettacolo come Pino Daniele, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Tullio De Piscopo, Eduardo De Crescenzo, Giorgia, Claudio Baglioni, Stefano Benni eccetera, e tutti o quasi tutti hanno elogiato il lavoro del governatore, del sindaco, del presidente della Provincia.
Stando così le cose, sarebbe ingenuo pensare che a Napoli un intellettuale additi come responsabile dell’apocalittico spettacolo che offre la monnezza non la sola camorra ma anche la classe politica locale. Il potere – ha scritto Michele Serio – è un venticello. Un venticello che porta premi, prebende, riconoscimenti, gratificazioni, ed è giusto e saggio mostrare un segno di rispetto verso chi ha il potere di dispensarli. Qual è questo segno? Lo stesso Serio lo indica: in un museo d’arte moderna, innalzare una statua a Bassolino «dalla cui figura provengono luci stroboscopiche che si riversano sulle schiene prone degli intellettuali di sinistra ai suoi piedi».
Si potrebbe poi scrivere una frase di Eric Fromm sulle schiene di questi intellettuali: «L’uomo non vende solo merci: vende anche se stesso».
il giardiniere
7 Gennaio 2008 alle 6:49 pm