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comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella

il capitano

con 4 commenti

ieri sera Rosa Iervolino, in un’intervista trasmessa da Vespa, ha affermato che non c’è spazio per i rifiuti tra Napoli e Pompei; ci sono troppo persone e poco territorio. Suggerisce allora al Governo, per le discariche, di guardare dove c’è tanto territorio e pochissime persone … Si guarderà quindi alle nostre zone interne, all’Irpinia. Il nostro territorio, la nostra storia,il nostro Paesaggio è ormai il sacco a cui guardare per svuotare la pattumiera di Napoli.
Lo deciderà il Governo, in modo che i nostri rappresentanti politici, prossimamente potranno ancora dire che non hanno colpe.
Cari Comunitari quale altra situazione potrà essere di nostro vero interesse per arrivare ad una discussione ? e, possibilmente, ad una presa di posizione ?
In questo frangente non mi va di leggere nè poesia nè diari di bordo, nè cambiare i colori del blog.
Trovo stomachevole lo scrivere finalizzato alla distrazione, così come trovo inammissibile l’immondizia che ci circonda e la feroce violenza che si è intravista ieri sera a Pianura.
Cittadini esasperati, sporchi, bagnati e mazziati nella strada / facce di pietra, pulite e ben vestite nello studio romano di Vespa. Bassolino non si dimette, dice ancora la Iervolino: “un capitano di nave non lascia (l’equipaggio) nel momento più difficile”. _a.v.

Written by comunitaprovvisoria

8 Gennaio 2008 a 8:41 am

Pubblicato in x Angelo Verderosa

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4 Risposte

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  1. Finalmente un atteggiamento deciso e responsabile, una svolta di carattere che mi aspettavo da te. Non si può assolutamente restare indiferenti a quanto sta succedendo. L’indifferenza e l’ignoranza sulle problematiche ambientali ci ha portato a questa situazione. Siamo in molti a pensarla allo stesso modo. La comunità, almeno in molti suoi componenti è matura, non ha bisogno di eterna incubazione, sa capire ed apprezzare i momenti dedicati alla poesia ed all’estasi letteraria, ma cerca anche forme di espressione diverse con contenuti forti che non ci distraggano totalmente dalla realtà. Come si fa a non capire che la vita è fatti di momenti diversi, c’è il momento per sognare ma anche quello dell’agire. Suggerirei, per chi lo fosse interessato, in tempi brevi un incontro, che tu stesso, Angelo, puoi stabilire nei luoghi e forma, per dibattere questo ad altri problemi inerenti l’ambiente e trarne delle conclusioni che portino ad azioni efficaci. Il pensiero e l’agire di ognuno di noi ha più valenza di quanto si possa pensare. si può accettare l’indifferenza della gente ignorante, ma non quella delle persone colte,consapevoli. Mi chiedo spesso in che mondo viviamo? Se non c’è consapevolezza e dignità, volontà di agire nelle persone che hanno le qualità per farlo, che futuro ci possiamo aspettare?
    Tonino Lapenna

    toninolapenna

    8 Gennaio 2008 alle 9:25 am

  2. Cari napoletani, è difficile trovare gente attaccata alla propria città più di voi.
    Quest’ amore è proclamato non solo da versi e canzoni che vanno per il mondo, ma anche da rimpianti, ricordi, nostalgie, da una continua produzione di libri, di incisioni, di gouaches, fotografie, che tramandano la decantata bellezza della nostra città. So di napoletani che da lontano sognano Napoli e so di altri che per averla dovuta abbandonare sono morti. E allora come si spiega che voi abbiate assistito senza batter ciglio e con suprema indifferenza, quasi si trattasse di una città nemica da distruggere, a tutti gli scempi che negli anni hanno devastato la nostra città fino a renderla irriconoscibile? E ora assistiate a questa estrema derisione della monnezza, che se fosse accumulata in un punto farebbe una montagna più alta del Vesuvio? Quando la monnezza ha cominciato ad apparire nelle strade, perché nessun occhio l’ha guardata, si è allarmato, ha denunciato, o fatto qualcosa per fermarla in tempo? Fu distrazione, negligenza, abitudine, abulia, parassitismo, o fu mancanza di senso civico, di spirito di iniziativa, di classe dirigente, di coraggio intellettuale, di orgoglio, di cultura, di amore infine. O di che altro? Vogliamo domandarcelo una buona volta?
    Raffaele La Capria – 08 gennaio 2008 http://www.corriere.it

    comunitaprovvisoria

    8 Gennaio 2008 alle 10:01 am

  3. Condivido lo sdegno e la rabbia di Angelo Verderosa! Finalmente qualche Comunitario Provvisorio comincia a manifestare apertamente i propri sentimenti di scandalo e indignazione morale e civile.
    Come dicevo in un precedente intervento, non si può restare inerti e indifferenti di fronte allo spettacolo osceno e indecente offerto non solo da un paesaggio devastato e avvelenato da cumuli di spazzatura immonda, ma anche dalla gente di Pianura assalita brutalmente dalle forze dell’ordine al servizio di un potere cieco e sordo che ha fallito rovinosamente e ora tenta di scaricare (come sempre) le proprie responsabilità e i propri “sensi di colpa” criminali sulla popolazione. Un potere inteso non solo come ceto politico “digerente”, locale e nazionale, ma anche come sistema economico-affaristico, costituito da un intreccio perverso e, nel contempo, “fisiologico” tra capitalismo lecito ed illecito, incentrato sulla malavita imprenditoriale organizzata. Oltre al danno (ovvero i delitti e lo scempio di ordine economico-ambientale, sociale e morale), oltre alle “mancanze” e “inadempienze” storiche che si sono accumulate per anni, insieme agli ammassi di spazzatura, anche la beffa generata dalla fiera dell’ipocrisia, dall’esposizione televisiva delle “lacrime di coccodrillo” del “povero ed afflitto” governatore Bassolino!…
    Personalmente, da una Comunità di intellettuali io mi aspetterei ben altro che non le reazioni quasi apatiche e disincantate come quelle finora registrate sulla CP, tranne rarissime eccezioni. Ho sempre associato l’idea di “intellettuale” a figure scomode e destabilizzanti come Antonio Gramsci e Pier Paolo Pasolini, mosse da una profonda e coraggiosa passione civile autenticamente rivoluzionaria, che li ha indotti ad assumere sovente posizioni fermamente critiche e controcorrente, sempre schierate dalla parte dei soggetti più deboli e indifesi, gli “umili” di Manzoni, i “vinti” di Verga, insomma i reietti e i diseredati della nostra società (ecco come si manifesta il vero anticonformismo!), rispetto alle scelte e agli schemi di giudizio e di condotta predominanti. Pertanto, invito la Comunità Provvisoria a fare altrettanto!
    Lucio Garofalo

    comunitaprovvisoria

    8 Gennaio 2008 alle 10:43 am

  4. nostro dovere è riunirci e parlare; parlare senza la mediazione e la freddezza del blog.
    il blog può fare bene il suo lavoro nei momenti di ispirazione e di meditazione.
    adesso è il momento della indignazione e della discussione, possibilmente in circolo e senza leader. per capire innanzitutto. per trovare un nostro ruolo. per ritrovare anche nei momenti della preocuppazione e dell’angoscia sociale un caloroso senso di comunità.
    resto sempre per le scampagnate ma non mi va di farle quando fuori c’è tempesta.
    ne ho parlato anche con franco arminio e con tonino la penna, lucio parteciperebbe; e luigi pure. Spero michele e spero anche antonio, non penso riuscirà a starsene in casa quando nel pomeriggio vedrà i primi camion diretti a Savignano. si parla ancora di cave, lioni, sant’angelo; dopo 14 anni i sistemi tecnici e politici procedono con la più incosciente improvvisazione.
    bisogna trovare un luogo. al goleto non è possibile.
    possiamo vederci giovedì pomeriggio alle 16 da qualche parte ? _angelo

    comunitaprovvisoria

    8 Gennaio 2008 alle 12:19 pm


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