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la protesta dello stomaco

nè con Bassolino, nè con la camorra!

 

Fiorenzo Bava Beccarsi, nel 1966 divenne direttore generale d’artiglieria e genio al Ministero della Guerra, e tenne il comando del VII e del III Corpo d’armata.

 

Nel maggio 1898, in occasione dei gravi tumulti milanesi – passati alla storia come la “Protesta dello stomaco” – il governo guidato da Antonio di Rudinì proclamò lo stato d’assedio e il generale, in qualità di regio commissario straordinario, ordinò di sparare cannonate sulla folla provocando una strage.

In segno di riconoscimento per quella che dalla monarchia fu giudicata una brillante azione, Bava-Beccaris ricevette il 5 giugno 1898 dal re Umberto I la Gran Croce dell’Ordine militare di Savoia, e il 16 giugno 1898 ottenne un seggio al Senato. Fu collocato a riposo nel 1902. Negli ultimi anni di vita, ormai stanco ed ammalato, aderì al movimento interventista (che professava la partecipazione dell’Italia nella prima guerra mondiale) e sostenne nel 1922 la necessità di affidare importanti incarichi governativi a Benito Mussolini. Il 29 luglio del 1900, a Monza, Umberto I venne assassinato dall’anarchico Gaetano Bresci, che dichiarò esplicitamente di aver voluto vendicare i morti del maggio 1898 e l’offesa della decorazione a Bava-Beccaris.

 

La violenza porta solo altra violenza!

 

Ancora oggi, quella che si registra in Campania sulla “Protesta dello Stomaco” (la puzza della munnezza) da parte degli abitanti di Pianura (e non solo) non è solo la violenza subita dalla popolazione dalla camorra che indisturbata per anni ha prodotto lo sfacello che sappiamo, ma anche da una “Casta Politica” assente che per anni ha “sgovernato” la nostra regione ed oggi non può che affidarsi all’esercito per dimostrare la sua forza “istituzionale”.

 

“Ectoplasma” cosi è stato definito Bassolino da un Cittadino di Pianura alcune sere fa a “Porta a Porta”. Bassolino non ha battuto ciglio, affermando che l’unica sua responsabilità in dieci anni di mal governo della Campania è stata solo quella di non essere riuscito a costruire in tempo utile il termovalorizzatore di Acerra.

 

Si è dimenticato, di tutto il resto: sanità; sistema di potere; intrecci politico-affaristici, un sistema “anti-democratico” che giustificherebbe da solo l’anti democraticità delle nostre istituzioni, oggi rappresentato dal semplice fatto di farsi chiamare “Governatore”. Dio è morto. Lo Stato è morto. Il Popolo sta per morire.

 

E’ logico che questa politica scellerata della distruzione quando si sente attaccata si fa chiamare “istituzione” e per questo utilizza tutti i mezzi per difendersi.

 

Questa non è democrazia è la peggiore delle monarchia!

 

Il problema serio è che per anni in Campania si è vissuto all’interno di una logica di regime. La Campania non è più solo il sud dell’Italia ma a livello internazionale rappresenta nella sua tristezza il sud del mondo, senza possibilità (almeno così sembra) di riscatto.

 

La catena di potere costruita da Bassolino in questi anni in buona compagnia di Mastella e De Mita, ha prodotto questi risultati. Oggi la Campania vive un periodo storico tragicamente mediovale senza neppure offendere a quanti (come oggi) in questo periodo “oscuro” hanno saputo costruire il futuro. Futuro che è già passato e che nella logica dei signorotti e corrotti, và (metaforicamente) ucciso.

 

La responsabilità è solo la loro? Certamente no! E’ anche nostra! Di tutti i Cittadini della Campania che ci sono affidati ad una logica di consumo dei propri bisogni che ha prodotto solo munnezza e questo ammasso di “latrina istuzionale” che oggi appaiono in televisione, per le strade, negli ospedali in tutte le cosiddette “istituzioni democratiche” occupate, malmenate, stracciate e ridotte a munnezza e che oggi si dovrebbero difendere con i propri occupanti? No grazie!

 

Il problema oggi non è dimettersi partendo dalla valutazione del Capitano della nave che affonda. Questi capitani non si sono accorti che la nave già è affondata da un pezzo e che solo loro stanno sulle scialuppe nel mentre i naufraghi stanno affondando nel mare di merda?

 

Il problema non è se si ritiene o meno opportuno o si intravede una (sola) responsabilità personale, semmai questa cosa, in ordine ad una possibile risoluzione del problema, da parte di queste persone, resta veramente marginale, perché non c’è solo una responsabilità personale ma proprio una responsabilità politica ed “istituzionale” che è rappresentata dalla stessa arroganza dell’ultime dichiarazioni del “Governatore Bassolino”.

 

Una “Casta Politica” che supera se stessa e si clona per i prossimi 30 anni a sgovernare il bel paese, facendo pagare i debiti delle loro scelleratezze ai nostri figli ed ai nostri nipoti?

 

Questo il quadro, sul quale oggi, adesso, ora in questi minuti questa “Casta Politica” dovrebbe misurarsi per rispettare l’unica istituzione democratica ancora che si regge in piedi: Il Popolo naufrago.

 

Nella nostra regione Campania “il popolo” è rappresentato proprio da quei Cittadini ormai senza più speranza di cittadinanza e per questo, semplicemente solo per questo, questa casta politica farebbe meglio a ritrovare “il coraggio delle loro imperfezioni”… “andandosene a casa”.

 

La nuova classe politica a cui dovremmo affidare il nostro presente ed iul nostro futuro? Classe 1980 in poi.

 

Per questi motivi credo che tutto ciò certamente non basta se questa azione e questo processo non è accompagnato da una presa di coscienza collettiva vera sul nostro modo d’essere e sui nostri bisogni di consumo.

 

Ecco, proprio perché credo che la violenza porta solo altra violenza e non ho mai creduto a questo tipo di manifestazioni di piazza, specialmente quando il solo a rischiare è il popolo dei diritti negati, delle violenze gratuite, di questo “sistema di potere” o “u’sistema”, credo che l’unica cosa giusta, l’unica azione da promuovere e che ci resta da fare oggi come residuo o scarto del popolo civile della Campania, affinchè lo stesso riscatti la sua storia: fatta di gioia e di buon umore; è quella di una lunga lotta non violenta di tutti i cittadini della Campania.

 

Sarebbe bello che il popolo della fame perenne, degli spaghetti, potesse realizzare uno scatto di dognità ed al posto delle marce, delle lotte e delle barricate per strada, dove sono facili anche le infiltrazioni di natura camorristica, facesse….

“LA PROTESTA DELLO STOMACO”,

“…o sciopero della fame e del consumo collettivo”

 

Questa azione di grande civiltà per riflettere (anche) sui nostri reali bisogni di consumo, finalizzati (anche) alla riduzione di produzione di munnezza.

 

E, solo così, da tutta questa merda, potrebbe rinascere un fiore.

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Written by comunitaprovvisoria

8 gennaio 2008 a 12:59 pm

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