COMUNITA’ PROVVISORIA . paesi .. paesaggi … paesologia

comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella

a nord, a nord, comunitari

con 10 commenti

Cari amici della Comunità Provvisoria,  mi dispiace ma state prendendo delle brutte cantonate. La questione rifiuti, ma molte altre che si sono già presentate e si presenteranno, vi fanno andare fuori strada.   C’è poco da stare allegri. C’è un’impressionante incapacità di analizzare i processi storici alla luce dell’epoca di trapasso che stiamo vivendo. Tralascio la questione specifica dei rifiuti, su cui mi propongo di intervenire un’altra volta (tanto ormai si è capito che ci accompagnerà per molto tempo).

Se ne leggono di cotte e di crude anche sul nostro blog. Senza nessuna voglia (o capacità) di raccontare, come si dice nei tribunali, la verità tutta la verità nient’altro che la verità.

Invece è proprio quello che, in un’epoca confusa e di sfiducia collettiva, bisognerebbe fare. La Comunità Provvisoria, se vuole avere qualcosa di nuovo da dire e provare ad inventare un minimo di “nuovo alfabeto” (perché siamo davvero a questo, a un analfabetismo analitico spaventoso, a un analfabetismo affettivo spaventoso, a un analfabetismo del vivere civile spaventoso), deve sforzarsi di cercare il massimo di verità negli avvenimenti. Non è facile d’accordo, ma questa è la sfida.

Piaccia o non piaccia ai nostri piagnucolosi o incazzosi commentatori, nella nostra epoca, ahimé, non ci sono “innocenti”.  L’innocenza se n’è andata a farsi benedire quando abbiamo raggiunto la “terra promessa” del progresso e del benessere.

Per questo viviamo, a me sembra, in un periodo di decadenza. Una sorta di “stagnazione civile” che produce un ingolfamento della storia.

Ed ecco che le parole sembrano sempre più vuote, quando le pronunciamo ci accorgiamo che non corrispondono più alla realtà.

La questione rifiuti a Napoli è emblematica. Si balbetta qualche mezza verità. Per esempio che la classe dirigente è clientelare e famelica, che c’è complicità della politica con la camorra, che il Nord ha “inzuppato” nella crisi meridionale invece che aggredirla. Tutte cose vere, ma raccontate, appunto, con furbizia, con la logica delle verità “deboli”, e naturalmente con lo sguardo rivolto al passato.

Allora mantenetevi forti, comunitari e frequentatori del blog!

Voglio fare incazzare di brutto alcuni di voi, provando ad elencare alcune cose che a me sembrano un tantino più vicine alla verità.

1)     In nessuna città del Nord Europa o anche del Nord Italia le popolazioni sarebbero convissute con tonnellate di immondizia in mezzo alle strade. Se non fossero intervenute le autorità (ma l’avrebbero fatto), i cittadini si sarebbero organizzati in comitati non solo di protesta ma di “risoluzione attiva” del problema, di lavoro o, per dirla con linguaggio che usavamo tempo fa, di “sciopero alla rovescia”

2)     In nessuna città del Nord Europa o anche del Nord Italia, nonostante la crisi che si vive ovunque sia pure in modo diverso, le popolazioni convivono in modo così ramificato con la camorra e la cultura camorristica e mafiosa.

3)     In nessuna parte del Nord Europa o anche del Nord Italia, nonostante la raccomandazione abbia preso piede anche altrove, c’è una psicologia di massa clientelare così diffusa come nel Sud d’Italia.

4)     In nessuna parte del Nord Europa o della ricca America del Nord c’è un concentrato di case in proprietà (insieme alle opere pubbliche una delle grandi tragedie del paesaggio italiano e meridionale) come nel Sud d’Italia definito “povero”.

5)     In nessuna città del Nord Europa o anche del Nord Italia il più rincoglionito degli abitanti, magari anche senza molti soldi, celebra, non dico lo sposalizio, ma semplicemente i diciott’anni della figlia con cento o molti di più ospiti come capita spesso nel Sud d’Italia.

6)     In nessuna parte del Nord Europa o d’America intere classi dirigenti, spesso corrotte e clientelari per non dire peggio, vengono premiate dall’elettorato come avviene in Italia e specialmente nel Sud d’Italia.

 

Cari comunitari, si potrebbe continuare, ma per ora fermiamoci qui.

Volevo solo dire che il piagnisteo meridionale è finito, non ha più nessuna credibilità, non ci credono neanche quelli che lo praticano. C’è ben altra storia da mettere in moto nel vecchio Sud. Una storia nuova, che riparta dalla verità, senza nascondere i “difetti” della popolazione meridionale. Una storia che comprenda che è dall’incontro degli “opposti” che possono nascere scintille. Dall’incontro con una donna può nascere qualcosa di grande in un uomo e viceversa. Dall’incontro di un intellettuale con un operaio può nascere qualcosa di grande e viceversa. Dall’incontro con il Nord può nascere qualcosa di grande nel Sud e viceversa. Perciò ho ascoltato tempo fa con noia la canzone di Teresa De Sio che declamava: a Sud a Sud!. No, mi dispiace. Non è più tempo. “A Nord, a Nord!”: questa è la parola d’ordine che mi piacerebbe sentire al Sud e soprattutto tra le nostre montagne dell’Alta Irpinia.

 

Con  affetto

Michele Fumagallo

- – - – - Aiello del Sabato, Altavilla Irpina, Andretta, Aquilonia, Ariano Irpino, Atripalda, Avella, Avellino, Bagnoli Irpino, Baiano, Bisaccia, Bonito, Cairano, 

Calabritto – Calitri – Candida – Caposele – Capriglia Irpina – Carife – Casalbore – Cassano Irpino – Castel Baronia – Castel Vetere sul Calore – Castelfranci – Cervinara – Cesinali – Chianche – Chiusano di San Domenico – Contrada – Conza della Campania – Domicella – Flumeri – Fontanarosa – Forino – Frigento – Gesualdo – Greci – Grottaminarda – Grottolella – Guardia – Lacedonia – Lapio – Lauro – Lioni – Luogosano – Manocalzati – Marzano di Nola – Melito Irpino – Mercogliano – Mirabella Eclano – Montaguto – Montecalvo Irpino – Montefalcione – Monteforte Irpino – Montefredane – Montefusco – Montella – Montemarano – Montemiletto – Monteverde – Montoro Inferiore – Montoro Superiore – Morra De Sanctis – Moschiano – Mugnano del Cardinale – Nusco – Ospedaletto d’Alpinolo – Pago del Vallo di Lauro – Parolise – Paternopoli – Petruro Irpino – Pietradefusi – Pietrastornina – Prata di Principato Ultra – Pratola Serra – Quadrelle – Quindici – Rocca San Felice – Roccabascerana – Rotondi – Sant’Angelo A Scala – Sant’Angelo all’Esca – Santa Lucia di Serino – San Mango sul Calore – San Martino Valle Caudina – San Michele di Serino – San Nicola Baronia – San Potito Ultra – San Sossio Baronia – Santo Stefano del Sole – Salza Irpina – Santa Paolina – Sant’Andrea di Conza – Sant’Angelo Dei Lombardi – Savignano Irpino – Scampitella – Senerchia – Serino – Sirignano – Solofra – Sorbo Serpico – Sperone – Sturno – Summonte – Taurano – Taurasi – Teora – Torella – Torre Le Nocelle – Torrioni – Trevico – Tufo – Vallata – Venticano – Villamaina – Villanova del Battista – Volturara Irpina – Zungoli

Written by comunitaprovvisoria

9 Gennaio 2008 a 3:10 pm

10 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. Senza offesa, a me pare che la “cantonata” l’abbia presa qualcun altro!
    Il rovesciamento dell’impostazione politico-culturale-geografica che l’intervento di M. F. suggerisce, nasconde una pericolosa mistificazione di origine colonialista. Ma la cosa più grave è che una simile mentalità (dichiaratamente) filo-nordista e (inconsapevolmente) filo-colonialista si è insinuata nei cervelli e nelle coscienze dell’intellighenzia meridionale di “sinistra”. Il che indica spaventosamente che il colonialismo politico-culturale del Nord massonico-capitalista non ha vinto, ma HA STRAVINTO, penetrando nella psicologia più profonda dei nostri conterranei più (in)colti e più (in)coscienti. Senza offesa, ripeto.
    Mi si consenta di affermare che sono verità oltremodo deboli e banali che:
    1) le popolazioni e le città del Nord non avrebbero mai tollerato di convivere troppo a lungo con ammassi di lurida spazzatura, ma si sarebbero attivati e mobilitati in tempo;
    2) nessuna città del Nord Italia e del Nord Europa convive intimamente con la cultura mafiosa e camorrista (ma ne siamo sicuri?);
    3) il clientelismo politico e la piaga delle raccomandazioni non ha mai preso piede in nessuna parte del Nord (ma ne siete poi tanto convinti?);
    eccetera eccetera.
    Ammetto che un fondo di (labile) verità sia presente in simili luoghi comuni, che forse corrispondono solo in parte alla realtà storica dei popoli del Nord (anche in questo caso sono io che rovescio al mittente l’accusa di “anacronismo”), ma inorridisco e mi inquieto non poco quando penso alla situazione odierna del Nord, in particolar modo di alcune regioni del Nord-Est, ladddove è atticchito il peggior clientelismo politico-elettorale, ossia quello di stampo leghista e (altrove) il clientelismo e l’affarismo di matrice forzaitoliota. Allora credo che gli schemi preconcetti da rivedere siano ben altri!
    Condivido solo un punto dell’intervento di Fumagallo: occorre dismettere i panni del “facile piagnisteo” di origine “partenopea”, anzi di origine “plebea”. Ma non credete che le plebi rurale ed urbane di un tempo avessero tutte le ragioni del mondo per lagnarsi?
    Mi spiace, ma non ravviso alcuna verità forte e credibile nell’intervento che ho letto.
    Lucio Garofalo

    lucio2008

    9 Gennaio 2008 alle 4:10 pm

  2. Caro Michele, cari Comunitari,
    per uscire da questi problemi
    dobbiamo riprendere il senso di Società Civile e Collettiva! La società molecolare descritta da De Rita nell’ultimo rapporto Censis è da sempre la caratteristica spiccata delle comunità del sud. Anche questo determina il problema dei rifiuti perchè chi deve assumere delle decisioni anche “com imporre” la differenziata è rimasto fermo per pigrizia, malaffare e per non dare problemi ai suoi elettori …che schifo!
    Un piccolo passo avanti che tutti possiamo fare, (in attesa cambiare la società consumistica) è di fare la spesa con la borsa di stoffa……
    come si faceva un tempo
    Ciao Luigi Di guglielmo

    luigidiguglielmo

    9 Gennaio 2008 alle 8:11 pm

  3. Cari Amici
    questa volta non ho scritto una poesia, ho l’anima schiacciata da cumuli di spazzatura.
    Vi prego però con tutto il cuore di far girare il più possibile questo mio scritto:

    CARI GOVERNANTI,
    NOI CAMPANI SIAMO FORTUNATI

    Si, lo siamo davvero, perché la nostra bellissima e torturata terra può essere ancora salvata e protetta,
    PERCHE ANCORA NON CI AVETE COSTRUITO SOPRA I
    TERMOVALORIZZATORI
    (cioè GLI INCENERITORI)
    Quindi noi Campani siamo molto fortunati perché ci possiamo ancora salvare la terra e la salute!!!
    E NON CI VOGLIAMO FAR INGANNARE
    da chi per uscire con la faccia ripulita dal disastro ambientale che ha provocato vuole far scomparire la spazzatura dalla strada accontentando la massa considerata una massa di stupidi…
    NOI CAMPANI NON SIAMO STUPIDI
    Non vogliamo la spazzatura per strada ma certamente non la vogliamo accumulata lontano dagli occhi su terreni che raccoglieranno veleno e lo trasformeranno nel cibo che mangiamo e diamo da mangiare ai nostri figli, non la vogliamo incenerita e lanciata nell’aria che respiriamo da una lunga e tetra ciminiera che sbuffa notte e giorno polveri e veleni che entreranno PER SEMPRE nel sangue nostro e dei nostri cari
    GLI INCENERITORI NON LI VOGLIAMO
    Lo sappiamo cari nostri governanti che vi siete obbligati anni fa con appalti miliardari a farli costruire, ma non fa niente
    PAGATE IL PREZZO E RITIRATE GLI APPALTI
    perchè
    IL PREZZO NON POSSONO ESSERE LE NOSTRE VITE.

    Noi Campani siamo fortunati e molto intelligenti, vogliamo imparare a DIVIDERE la spazzatura, dividerla in cose che ci possono ancora servire, cose che possono concimare la nostra meravigliosa terra, cose che possono diventare corrente elettrica e carburante da utilizzare nella nostra vita quotidiana.
    E siccome questo lavoro lo faremo noi a casa, voi governanti con le nostre tasse non ci dovrete più pagare tanta manodopera, e ci dovrete ridurre la tassa sulla spazzatura.
    A noi Campani si sa ci piace l’aria aperta, il cielo azzurro, il sole, il mare e la mozzarella di bufala
    RIVOGLIAMO TUTTO
    E LA NOSTRA TERRA
    LIBERA DALLA DIOSSINA
    Vogliamo che la RACCOLTA DIFFERENZIATA sia attuata al 100% e per questo noi Campani ci applicheremo anima e core e voi governanti dovrete applicarvi ad insegnarla ed attuarla fino in fondo, con esperti e persone una volta tanto oneste a far parte di questa catena che è l’unica che accettiamo volentieri.
    VOGLIAMO CHE SI REALIZZINO GLI IMPIANTI
    di
    TRATTAMENTO MECCANICO BIOLOGICO

    per lo smaltimento vero e non inquinante della nostra spazzatura.
    NOI CAMPANI, GENTE INTELLIGENTE
    ci siamo informati e vi diamo qualche ottima notizia in merito:

    - COSTANO MOLTO MOLTO MENO DEGLI INCENERITORI
    - PRODUCONO CORRENTE ELETTRICA E RISPARMIANO ACQUA
    - NON SOFFIANO VELENI NELL’ARIA
    - NON COLANO VELENI NELLA TERRA
    - CON QUEL POCO CHE RIMANE DELLA NOSTRA SPAZZATURA DOPO IL TRATTAMENTO SI POSSONO COLTIVARE CAMPI E COSTRUIRE STRADE.

    CARI GOVERNANTI, NOI CAMPANI SIAMO DEI RIVOLUZIONARI.
    NON DIMENTICATELO.

    ross temp

    comunitaprovvisoria

    10 Gennaio 2008 alle 10:04 am

  4. Per approfondire l’argomento sui rischi salute cìè un convegno ad Ottaviano sabato 12 gennaio.
    Domenico

    U.M.A.N.A.
    presenta un incontro-dibattito su

    Cause e prevenzione dei tumori maligni

    dott. Giuseppe PALMIERI
    Oncologo, Primo Ricercatore Istituto di Chimica Biomolecolare – C.N.R.
    Presidente Associazione U.MA.NA. onlus
    dott. Francesco CREMONA
    Chirurgo Oncologo, Primario Chirurgia C – Istituto Tumori “G. Pascale”
    Direttore Scientifico Associazione House Hospital onlus
    dott. Sergio CANZANELLA
    Project Manager European Cancer Patient Coalition
    Project Manager Federazione Associazioni Volontariato in Oncologia

    I rifiuti solidi urbani: quale futuro?
    Raccolta differenziata ed alternative all’incenerimento

    dott. Mauro MARCHETTI
    Chimico, Responsabile Istituto di Chimica Biomolecolare del C.N.R. di Sassari

    sabato 12 gennaio 2008 – ore 10.00

    OTTAVIANO
    Piazza Municipio
    Salone Parrocchiale Chiesa S.Francesco di Paola

    dcipriano

    10 Gennaio 2008 alle 11:27 am

  5. Intervento sul Post di Michele Fumagallo e sul terzo commento.

    Michele ha dette delle cose sacrosante, anche se agli occhi di molti possono sembrare minestra ribollita. Il paragone con il Nord dell’Italia o con i paesi del Nord Europa è improponibile. Il grado di civiltà, di democrazia, di alto senso civico è una peculiarità da sempre di quelle regioni e non della nostra. Il problema è come giustamente sostiene anche Michele di carattere politico e culturale. Il problema non si potrà risolvere nell’immediato e con una semplice discussione, ma è auspicabile che chi ha le qualità per farlo, e mi riferisco agli uomini di cultura, contribuiscano anche con piccole azioni, nel tempo a modificare le coscienze ed i comportamenti,. Questo può avvenire anche attraverso il Blog o con l’impegno di coloro che fanno parte della Comunità Provvisoria. Non possiamo fuggire, abbandonando il Sud al suo, triste, destino o rimanendo avulsi dalla realtà. Mi è piaciuto, anche se può avere poca rilevanza, il riferimento alle manie di un popolo, assurdo, con mille problemi, che per una festa di compleanno, per i 18 anni, invita 100 o più persone e aggiungo spendendo cifre notevoli. Questo la dice lunga sulle nostre incongruità.
    Al commentatore, mi riferisco al terzo commento, non ho altri riferimenti per identificarlo, chiederei: a nome di chi sta parlando? Di quali Campani? Io sono Campano, direi meglio Irpino , non mi sento di condividere quanto da lui detto. Questo commentatore oltre a conoscere poco delle nuove tecniche di smaltimento dei rifiuti, in modo particolare il riferimento è ai nuovi modelli di termovalorizzatori, in questo momento, per me, necessari e risolutivi del problema rifiuti, in attesa di tecnologie ancora più sicure e che io stesso auspico, non conosce i costumi di vita e la cultura del popolo Campano. Pensa realmente che il popolo napoletano, casertano, salernitano, possono convertire il loro comportamento dalla sera alla mattina, diventando virtuosi, liberandosi di un retaggio culturale, cosi ben radicato nei secoli. E’ un povero illuso. Ha mai osservato le comitive di Napoletani, che quando vengono nel nostro territorio, in Irpinia e non solo, per delle scampagnate, quando ripartono cosa lasciano sul terreno come testimonianza del loro infausto passaggio. Son capaci di fare di un bellissimo prato una discarica, con assoluta indifferenza per l’ambiente. Soltanto una legge ed un atteggiamento forte, tendente a far rispettare le regole, può portare queste persone ad usare atteggiamenti più rispettosi per l’ambiente ed ad operare una vera raccolta differenziata. Ad onor del vero, mi è anche capitato di conoscere dei Napoletani virtuosi, ma purtroppo nella massa costituiscono una piccola realtà.
    I Campani sono un popolo di rivoluzionari? Come mai non sono stati capaci di scrollarsi di dosso, con una rivoluzione, anche civile, la Camorra o una classe politica e dirigenziale, assolutamente corrotta? La stessa sinistra politica, che dovrebbe essere per vocazione più vicina alle sorti del popolo o di coloro che son più bisognosi di aiuto ed assistenza, ha fallito in Campania. Bassolino è l’esempio più emblematico, dove è finito il suo Meridionalismo, le lotte che, anni molto addietro, auspicava per il riscatto del Mezzogiorno? Quando si fanno delle affermazioni suggerirei di riflettere. Capisco i buoni intendimenti, se fosse possibile li sottoscriverei, ma, ahimè, la realtà ci richiama a fare altre considerazioni. Non me ne voglia.
    Tonino Lapenna

    toninolapenna

    10 Gennaio 2008 alle 11:30 am

  6. Continuo ad apprezzare gli interventi di Michele F e Tonino Lp.

    Vi trascrivo una indicazione comportamentale espressa da P. Quattrini ad una giovane allieva , circa tre anni fa….a proposito di far pace con le cose successe e le emozioni negative

    “LA SCELTA è fra essere una MERDA oppure essere un fiorellino calpestato dalla MERDA DEL MONDO “.
    Carino e soprattutto chiaro e , per ora , non mi prolungo.
    La responsabilità individuale non ha niente a che vedere con la colpa e il vittimismo : ma solo con il RICONOSCERE QUELLO CHE C’E',pensando,sentendo ed agendo di conseguenza.
    Buona serata TERESA C. per HERA-KlèS

    HERA-Klescampania

    12 Gennaio 2008 alle 8:17 pm

  7. Comincio a pensare che Michele Fumagallo non abbia tutti i torti quando afferma che stiamo vivendo una fase storica di transizione verso un’epoca in cui gran parte delle precedenti categorie politiche, filosofiche, culturali, potrebbero essere rovesciate, quanto meno di senso. Così, per citare un esempio, un atteggiamento di carattere (ottusamente) protestatario rischia di invertirsi nel suo valore opposto, ossia in un gesto reazionario. A me pare che in tale ragionamento risuoni l’eco di “vecchie” riflessioni pasoliniane come quelle contenute negli “Scritti corsari” e nelle “Lettere luterane”, pubblicate postume nel 1976. Nell’ultimo anno della sua vita (cioé nel 1975) Pier Paolo Pasolini condusse, dalle colonne del “Corriere della Sera” e del “Mondo”, un’accesa requisitoria contro l’Italia del suo tempo, “distrutta esattamente come l’Italia del 1945″, ma molto affine all’odierna società italiana. Partendo dall’analisi delle mutazioni antropologico-culturali, Pasolini rintracciava i segni di un inarrestabile degrado: “la crisi dei valori umanistici e popolari; le lusinghe del consumismo, più forte e corruttore di qualsiasi altro potere; le distruzioni operate dalla classe politica; un’invincibile e diffusa “ansia di conformismo”; le mistificazioni di certi intellettuali autoproclamatisi progressisti.” A riprova che non è vero che la Storia va sempre avanti: l’individuo e la società possono (purtroppo) regredire. Ebbene, cosa c’è di più degradante ed inquietante dell’immondizia e della grave crisi sociale scatenata dai rifiuti (e non mi riferisco solo alle attuali vicende, ossia alla vertenza napoletana e campana), che ha fatto emergere dai cumuli di monnezza e dalle macerie civili una ben peggiore spazzatura, di natura morale e politica?

    lucio2008

    12 Gennaio 2008 alle 9:15 pm

  8. Mi ha fatto piacere leggere il tuo post.Per un motivo: sono stanca di sentirmi dire “Voi al Nord state bene”.
    Sono figlia di Irpini ma nata al Nord.QUindi le realtà le conosco molto bene entrambe.E con piacere, anche alcuni amici nati nei monti Irpini e ora lavoratori al nord…danno ragione a me.
    Giù tutti piangono miseria..ma stranamente tutti firmati dalla testa ai piedi, matrimoni che manco re mida si può permettere, feste dei 18 anni (come dici tu) che noi qui ci sonniamo..ma neanche chiediamo.
    La domanda che mi pongo ogni santa volta: perchè lo stesso prodotto io qui lo devo pagare 3 volte di più rispetto a giù??? Perchè????
    E chi è che dice che noi stiamo bene? Tutti precari con salari uguali ai vostri…e con tutto più caro.
    Semplicemente qui come dici tu..esiste una parvenza di civiltà. Sono stata a Napoli i giorni prima di Natale…stringeva il cuore a vedere il pattume davanti elle vetrate dei negozio o le entrate delle case…ma mi incazzavo quando vedevo: frigoriferi, divani, materesarri e via dicendo. Ma dico Io!! Avete sto problema ma cosa cavolo piazzete a fare pure sta roba??? Non te la puoi tenere in cantina aspettando che la situzione si ristabilizzi un attimo???? O mi sbaglio?
    Perchè io sono una delle poche che giù si mette la cartaccia in tasca invece di buttarla a terra?
    Perchè giù invece di reagire si dice “Ma si che fà..tanto nn serve a niente”
    Come mai alla presentazione di Gomorra di Saviano i vecchietti facevano finta di non saperne nulla, che non gli interessava, mentre le serrande dei negozi erano abbassate (come se fosse lutto)..tutto questo per prendere distacco dal lavoro del ragazzo.
    Ma allora ste stanno bene in mezzo a sto schifo…stateciiiiiiiiiiiiii
    Io sono una di quelle che a 26 anni si è rotta le scatole di avere degli ideali e vedere gente che è morta nello spirito.
    Io so solo ora che nn voglio vedere deturpato il nostro paesggio..lo faccio solo per la natura, per gli animali…degli abitanti ora come ora nn mi interessa. SOno pochissimi quelli che reagiscono.
    Chi è causa del suo mal piaga se stesso

    Rosaria

    14 Gennaio 2008 alle 1:29 pm

  9. LIBERIAMO LA CAMPANIA DALLA “MONNEZZA”

    La vicenda rifiuti in Campania rappresenta il fallimento dell’esperienza politica degli ultimi quindici anni, di un governo come quello della Campania da parte del centro-sinistra, guidato da A. Bassolino.

    Il governo Bassolino ha volutamente alimentato la condizione dell’emergenza rifiuti, divenendo responsabile della devastazione e dell’inquinamento delle istituzioni pubbliche e delle autonomie locali.

    L’operato di Bassolino come ex Sindaco di Napoli, commissario straordinario all’emergenza rifiuti, Governatore della Campania e Commissario alla bonifica è stato certamente pessimo.

    Tale risultato richiede e impone le dimissioni di A. Bassolino per ricostruire una rappresentatività popolare nelle istituzioni pubbliche della Campania, sostenute da una partecipazione democratica dal basso, restituendo, la fiducia delle popolazioni campane nelle istituzioni democraticamente governate e bloccando, così, il movimento reazionario e strumentale promosso dal centro destra.

    Firmatari

    Carmine Cogliano

    Comitato Politico Federale PRC

    Tony Della Pia

    Comitato Politico Regionale PRC

    Nicola Servodio

    Comitato Politico Federale PRC

    Carmine Ferrante

    Vice Sindaco di Luogosano

    Comitato Politico Federale PRC

    Francesco Pagliarulo

    Comitato Politico Federale PRC

    chiunque voglia aderire a questo documento lo può fare inviando una e-mail a: segretario62@libero.it

    comunitaprovvisoria

    14 Gennaio 2008 alle 6:08 pm

  10. temo che Michele Fumagallo abbia ragione. Penso che dietro le sue parole con c’è nessuna invocazione colonialista. C’è solo indignazione per un Sud ancora piagnucolante e postulante. Paolo Sylos Labini diceva che si era coltivata a lungo la speranza, a partire dagli anni del miracolo economico, di una riscossa del Mezzogiorno e di un suo aggancio al Nord e concludeva, e questo solo un paio di anni fa, che è avvenuto il contrario: il Sud ha esportato il suo tasso di inciviltà nel Nord del Paese.
    Questa osservazione, secondo me, è emblematica di quanto sia difficile mutare l’indole di una popolazione presa, in primo luogo, da un ritardo di sviluppo, perchè un diffuso e vero benessere è alla base di una maturazione civile. Come promuoverlo? Questo è un altro discorso. La magra consolazione è che a volte anche valide intuzioni politiche sono state distorte nella fase di realizzazione. Forse perchè la classe diregente è espressione del popolo? Io ci vedo un circolo virtuoso, da cui è possibile uscire se la sensibilità di una futura classe diregente abbia la forza di resistere al pietismo meridonale.

    M

    27 Febbraio 2008 alle 4:32 pm


Lascia un commento