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	<title>Commenti a: un post sul post-assemblea</title>
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	<description>comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella</description>
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		<title>Di: giuseppe cordasco, roma</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/20/un-post-sul-post-assemblea/#comment-945</link>
		<dc:creator>giuseppe cordasco, roma</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jan 2008 19:47:28 +0000</pubDate>
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		<description>Accetto volentieri la tua provocazione secondo cui mi starei disinteressando della situazione in Campania forte della mia distanza, della mia nuova residenza nel &quot;giardino&quot; di Roma. Una notazione iniziale: la situazione rifiuti nel Lazio è vicina al collasso, ma questa è un&#039;altra storia e semmai ne parleremo un&#039;latra vota....
 
Come vivo io quotidianamente a Roma l&#039;emergenza rifiuti, da giornalista e cittadino campano? Con tre sentimenti essenzialmente: vergogna, inadeguatezza e disillusione.
Vergogna innanzitutto perché è inevitabile essere addidati un po&#039; da tutti, persone intelligenti e meno, come dei veri e propri incapaci, come dispensatori nazionali di immondizia, come untori universali di rivolte popolari, che da Pianura per motivazioni annesse e connesse si sono allargate a Puglia, Sardegna e chissà dove ancora. E voglio precisare che le critiche naturalmente arrivano da tutte le latitudini non certo solo da Roma, visto che nella capitale lavora gente proveniente un po&#039; da tutta Italia. I più disponibili esordiscono in modo onesto e dialogante con un &quot;Ma come è potuto succedere, come siete arrivati a tanto?&quot;. E siccome io non sono certo un dio sceso in terra, mi arrampico raccontando le cose più varie e facendo riferimento agli scritti di Saviano, alle cose dirette che so su Ariano, ma in generale mi accorgo di quanto insoddisfatto resti il mio uditorio e di quanto insoddisfatto resti io alla fine, di tali spiegazioni. E&#039; difficile, davvero difficile spiegare come si sia arrivati a tanto lungo 15 anni di emergenza continua.
 
E qui entra in campo il senso di inadeguatezza. Inadeguatezza delle parole, dei sentimenti, delle immagini, delle comoscenze, di tutto. Sento di essere di quella terra, ma di non appartenerle, di non conoscerla a sufficienza per poter esprimere dei giudizi che lungi dall&#039;essere oggettivi, siano almeno sentiti, veri. Io sono nato in Svizzera e ci sono vissuto praticamente fino a 18 anni, faccio la differenziata da quando portavo i pantoloncini corti, sono cresciuto in un rapporto quasi gioviale con la spazzatura, vista come risorsa in ogni sua forma: dal vetro, al cartone, dalla carta all&#039;alluminio, dal ferro all&#039;organico. Per me è da sempre così e qui in Italia continuo a vivere facendo passi avanti e indietro: a seconda di dove ho vissuto ho trovato sull&#039;argomento regole diverse, una Italia tante repubbliche. A Napoli da studente universitario niente riciclo, a Milano mezzo riciclo, a Legnano(Mi) riciclo completo, a Roma niente riciclo, a Lioni riciclo spinto, ora ritorno a Roma e di nuovo non si riesce a trovare un cassonetto decente dove buttare almeno vetro e plastica. Io sono proprio inadeguato a spiegare lo spirito di questo paese, perché molti suoi comportamenti non li comprendo, non li comprendo nè se si tratta delle mie zone di orgine, nè se si tratta di altre zone.
 
Detto ciò però in questo paese vivo ormai stabilemnte da circa 20 anni e quindi non posso essere estraneo a certe logiche, Ed ecco che affiora la disillusione. E qui parto dalle mie terre. Disillusione per una classe politica che ho votato e che non riesce a trovare il modo di andarsene ammettendo il fallimento. Insomma, qui non si tratta di non aver costruito una bretella autostradale, o di non aver abbassato di mezzo punto le tasse, qui stiamo parlando di una delle più grandi tragedie sociali, economiche e sanitarie che abbiano mai colpito la nostra Regione. Che cosa serve ad un politico per poter ammettere serenamente il fallimento e lasciare spazio ad altri, è davvero così difficile. Ma allora, di cosa stiamo parlando, di Politica, o veramente solo e soltanto di affari? Fuori dalla Campania nessuno riesce a capire cosa ci faccia ancora Bassolino al suo posto, non lo capisce nessuno, e io non riesco a dare risposte plausibili neanche a me stesso, perché sono il primo che chiede un suo passo indietro.
Ma la disillusione non si ferma alla classe politica, c&#039;è anche verso la società civile, che proprio non è riuscita a fare sua concetti banali come riciclaggio e salvaguardia dell&#039;ambiente. Inutile che ce lo nascondiamo, questa sensibilità ecologica non esiste, non si è formata negli anni, a nessun livello, mi dispiace dirlo Angelo: nè al mare e nè in montagna. Sono profondamente deluso e disilluso, del fatto che non ci sia un&#039;adeguata autocritica su questo. Ho intervistato un noto giornalista del Mattino: mi ha detto, è vero, i napoletani ce l&#039;hanno a morte con la classe politica, ma se devono spendere una parola di critica sulle loro incapacità ad accettare un minimo di buone regole ecologiche, non lo fanno. E credo che per una volta lo stesso valga da noi: lo vedevo a Conza negli anni dell&#039;Università, ho cointinuato a vederlo negli anni successivi, e l&#039;ho visto anche a Lioni nell&#039;ultimo anno: sembra sempre che la gente faccia di forza un favore a qualcuno rispettando certe regole, personalmente è un attegiamento che non riesco più a tollerare. Che i cittadini finalmente si rendano conto che davvero certe trasformazioni devono partire dal basso, e voi che state sul territorio e so essere in buona fede, intendo voi della comunità, cercate di rendervi conto che ci sono problemi che prima che urlati ad un politico e ad un blog, forse vanno urlati al vicino di casa...
 
Continuerò a seguire le vicende naturalmente e spero che il mio ruolo di operatore dell&#039;informazione possa servire a qualcosa. Nel limite delle mie possibilità vorrei tenere alta l&#039;attenzione e cercare di raccontare i fatti dal basso. Quindi conto di contattarvi nei prossimi giorni per sapere dal campo come evolve la situazione.
Un avviso ai naviganti: De Gennaro è lo stesso del G8, e ha dimostrato di essere spavaldo non solo nell&#039;utilizzo della forza pubblica, ma anche della comunicazione. Una delle vittime più illustre a Genova, con tutto il rispetto dovuto al ragazzo morto, è stata l&#039;informazione. Non fatevi fregare su questo punto e tenete aperti tutti i canali di comunicazione possibile, è l&#039;unica strategia che permette almeno di perdere con l&#039;onore delle armi.
 
Un abbraccio fraterno da un irpino in trasferta.
 
Giuseppe</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Accetto volentieri la tua provocazione secondo cui mi starei disinteressando della situazione in Campania forte della mia distanza, della mia nuova residenza nel &#8220;giardino&#8221; di Roma. Una notazione iniziale: la situazione rifiuti nel Lazio è vicina al collasso, ma questa è un&#8217;altra storia e semmai ne parleremo un&#8217;latra vota&#8230;.</p>
<p>Come vivo io quotidianamente a Roma l&#8217;emergenza rifiuti, da giornalista e cittadino campano? Con tre sentimenti essenzialmente: vergogna, inadeguatezza e disillusione.<br />
Vergogna innanzitutto perché è inevitabile essere addidati un po&#8217; da tutti, persone intelligenti e meno, come dei veri e propri incapaci, come dispensatori nazionali di immondizia, come untori universali di rivolte popolari, che da Pianura per motivazioni annesse e connesse si sono allargate a Puglia, Sardegna e chissà dove ancora. E voglio precisare che le critiche naturalmente arrivano da tutte le latitudini non certo solo da Roma, visto che nella capitale lavora gente proveniente un po&#8217; da tutta Italia. I più disponibili esordiscono in modo onesto e dialogante con un &#8220;Ma come è potuto succedere, come siete arrivati a tanto?&#8221;. E siccome io non sono certo un dio sceso in terra, mi arrampico raccontando le cose più varie e facendo riferimento agli scritti di Saviano, alle cose dirette che so su Ariano, ma in generale mi accorgo di quanto insoddisfatto resti il mio uditorio e di quanto insoddisfatto resti io alla fine, di tali spiegazioni. E&#8217; difficile, davvero difficile spiegare come si sia arrivati a tanto lungo 15 anni di emergenza continua.</p>
<p>E qui entra in campo il senso di inadeguatezza. Inadeguatezza delle parole, dei sentimenti, delle immagini, delle comoscenze, di tutto. Sento di essere di quella terra, ma di non appartenerle, di non conoscerla a sufficienza per poter esprimere dei giudizi che lungi dall&#8217;essere oggettivi, siano almeno sentiti, veri. Io sono nato in Svizzera e ci sono vissuto praticamente fino a 18 anni, faccio la differenziata da quando portavo i pantoloncini corti, sono cresciuto in un rapporto quasi gioviale con la spazzatura, vista come risorsa in ogni sua forma: dal vetro, al cartone, dalla carta all&#8217;alluminio, dal ferro all&#8217;organico. Per me è da sempre così e qui in Italia continuo a vivere facendo passi avanti e indietro: a seconda di dove ho vissuto ho trovato sull&#8217;argomento regole diverse, una Italia tante repubbliche. A Napoli da studente universitario niente riciclo, a Milano mezzo riciclo, a Legnano(Mi) riciclo completo, a Roma niente riciclo, a Lioni riciclo spinto, ora ritorno a Roma e di nuovo non si riesce a trovare un cassonetto decente dove buttare almeno vetro e plastica. Io sono proprio inadeguato a spiegare lo spirito di questo paese, perché molti suoi comportamenti non li comprendo, non li comprendo nè se si tratta delle mie zone di orgine, nè se si tratta di altre zone.</p>
<p>Detto ciò però in questo paese vivo ormai stabilemnte da circa 20 anni e quindi non posso essere estraneo a certe logiche, Ed ecco che affiora la disillusione. E qui parto dalle mie terre. Disillusione per una classe politica che ho votato e che non riesce a trovare il modo di andarsene ammettendo il fallimento. Insomma, qui non si tratta di non aver costruito una bretella autostradale, o di non aver abbassato di mezzo punto le tasse, qui stiamo parlando di una delle più grandi tragedie sociali, economiche e sanitarie che abbiano mai colpito la nostra Regione. Che cosa serve ad un politico per poter ammettere serenamente il fallimento e lasciare spazio ad altri, è davvero così difficile. Ma allora, di cosa stiamo parlando, di Politica, o veramente solo e soltanto di affari? Fuori dalla Campania nessuno riesce a capire cosa ci faccia ancora Bassolino al suo posto, non lo capisce nessuno, e io non riesco a dare risposte plausibili neanche a me stesso, perché sono il primo che chiede un suo passo indietro.<br />
Ma la disillusione non si ferma alla classe politica, c&#8217;è anche verso la società civile, che proprio non è riuscita a fare sua concetti banali come riciclaggio e salvaguardia dell&#8217;ambiente. Inutile che ce lo nascondiamo, questa sensibilità ecologica non esiste, non si è formata negli anni, a nessun livello, mi dispiace dirlo Angelo: nè al mare e nè in montagna. Sono profondamente deluso e disilluso, del fatto che non ci sia un&#8217;adeguata autocritica su questo. Ho intervistato un noto giornalista del Mattino: mi ha detto, è vero, i napoletani ce l&#8217;hanno a morte con la classe politica, ma se devono spendere una parola di critica sulle loro incapacità ad accettare un minimo di buone regole ecologiche, non lo fanno. E credo che per una volta lo stesso valga da noi: lo vedevo a Conza negli anni dell&#8217;Università, ho cointinuato a vederlo negli anni successivi, e l&#8217;ho visto anche a Lioni nell&#8217;ultimo anno: sembra sempre che la gente faccia di forza un favore a qualcuno rispettando certe regole, personalmente è un attegiamento che non riesco più a tollerare. Che i cittadini finalmente si rendano conto che davvero certe trasformazioni devono partire dal basso, e voi che state sul territorio e so essere in buona fede, intendo voi della comunità, cercate di rendervi conto che ci sono problemi che prima che urlati ad un politico e ad un blog, forse vanno urlati al vicino di casa&#8230;</p>
<p>Continuerò a seguire le vicende naturalmente e spero che il mio ruolo di operatore dell&#8217;informazione possa servire a qualcosa. Nel limite delle mie possibilità vorrei tenere alta l&#8217;attenzione e cercare di raccontare i fatti dal basso. Quindi conto di contattarvi nei prossimi giorni per sapere dal campo come evolve la situazione.<br />
Un avviso ai naviganti: De Gennaro è lo stesso del G8, e ha dimostrato di essere spavaldo non solo nell&#8217;utilizzo della forza pubblica, ma anche della comunicazione. Una delle vittime più illustre a Genova, con tutto il rispetto dovuto al ragazzo morto, è stata l&#8217;informazione. Non fatevi fregare su questo punto e tenete aperti tutti i canali di comunicazione possibile, è l&#8217;unica strategia che permette almeno di perdere con l&#8217;onore delle armi.</p>
<p>Un abbraccio fraterno da un irpino in trasferta.</p>
<p>Giuseppe</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: giulio bruno</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/20/un-post-sul-post-assemblea/#comment-926</link>
		<dc:creator>giulio bruno</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jan 2008 10:23:20 +0000</pubDate>
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		<description>caro Angelo, leggo con piacere queste note... mi ricordano, non senza nostalgia, tanti analoghi dibattiti sul futuro della nostra Irpinia all&#039;indomani del terremoto.  allora credevo cose diverse, come il pensare che l&#039;entropia fosse la chiave della felicità. oggi credo il contrario. oggi, ad esempio, penso che la fortuna delle Terre &quot;distanti&quot; stia proprio nelle loro &quot;distanza&quot;. che è nemica dell&#039;entropia e, quindi, amica della felicità. altrove la contrapposizione tra mente e corpo è una superata questione occidentale. altrove l&#039;asfalto, sempre meno importante, manifesta le tracce di recenti interramenti di fibre piuttosto che quelle, untuose, del percolato d’immondizie in trasferta. altrove è la mente ad avere la meglio; da noi, come sempre, è ancora il corpo: la fatica, la fame, la camorra. ed ora l’immondizia.  altrove sono stati installati cassonetti a scomparsa (isole ecologiche) nei quali è possibile immettere previa introduzione di una tessera magnetica personalizzata: la macchina pesa il sacchetto e questo dato viene memorizzato in modo da poter tassare ciascuno in base a quanto introdotto. altrove l’immondizia è una risorsa e non un problema. una volta si credeva che il governo locale fosse la soluzione, perché meglio di tutti conosce il territorio e le sue esigenze. ma l’autonomia ed il decentramento vanno bene per la mente, non per il corpo. se il governo locale fallisce bisogna sostituire l’autonomia con un sistema surrogatorio centrale che, con il commissariamento, imponga la sostituzione dell’intero governo locale e non solo del ramo inefficiente, il quale deve essere personalmente gravato di personali responsabilità. la personalizzazione delle responsabilità sta alla base del successo delle imprese private ed è quello che manca nell’amministrazione della cosa pubblica. il che rimanda ai problemi  del giusto processo e della certezza della pena che, in Italia, forse proprio per questi motivi non si risolve. credo che la questione della munnezza debba essere vista, per fare un parallelo con la medicina, come l’eccesso di colesterolo nel sangue: il problema è grave se trascurato, ma può risolversi agevolmente con ormai  BANALI terapie. del resto così fan tutti. alcuni sono facili, come dieta e statine (nel nostro caso leggi: ciclo integrato dei rifiuti) altri sono più difficili e riguardano la modifica del proprio stile di vita (nel nostro caso leggi: lotta all’iperconsumismo programmatico). l’unica follia è non fare niente, incluso il non cambiare medico!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro Angelo, leggo con piacere queste note&#8230; mi ricordano, non senza nostalgia, tanti analoghi dibattiti sul futuro della nostra Irpinia all&#8217;indomani del terremoto.  allora credevo cose diverse, come il pensare che l&#8217;entropia fosse la chiave della felicità. oggi credo il contrario. oggi, ad esempio, penso che la fortuna delle Terre &#8220;distanti&#8221; stia proprio nelle loro &#8220;distanza&#8221;. che è nemica dell&#8217;entropia e, quindi, amica della felicità. altrove la contrapposizione tra mente e corpo è una superata questione occidentale. altrove l&#8217;asfalto, sempre meno importante, manifesta le tracce di recenti interramenti di fibre piuttosto che quelle, untuose, del percolato d’immondizie in trasferta. altrove è la mente ad avere la meglio; da noi, come sempre, è ancora il corpo: la fatica, la fame, la camorra. ed ora l’immondizia.  altrove sono stati installati cassonetti a scomparsa (isole ecologiche) nei quali è possibile immettere previa introduzione di una tessera magnetica personalizzata: la macchina pesa il sacchetto e questo dato viene memorizzato in modo da poter tassare ciascuno in base a quanto introdotto. altrove l’immondizia è una risorsa e non un problema. una volta si credeva che il governo locale fosse la soluzione, perché meglio di tutti conosce il territorio e le sue esigenze. ma l’autonomia ed il decentramento vanno bene per la mente, non per il corpo. se il governo locale fallisce bisogna sostituire l’autonomia con un sistema surrogatorio centrale che, con il commissariamento, imponga la sostituzione dell’intero governo locale e non solo del ramo inefficiente, il quale deve essere personalmente gravato di personali responsabilità. la personalizzazione delle responsabilità sta alla base del successo delle imprese private ed è quello che manca nell’amministrazione della cosa pubblica. il che rimanda ai problemi  del giusto processo e della certezza della pena che, in Italia, forse proprio per questi motivi non si risolve. credo che la questione della munnezza debba essere vista, per fare un parallelo con la medicina, come l’eccesso di colesterolo nel sangue: il problema è grave se trascurato, ma può risolversi agevolmente con ormai  BANALI terapie. del resto così fan tutti. alcuni sono facili, come dieta e statine (nel nostro caso leggi: ciclo integrato dei rifiuti) altri sono più difficili e riguardano la modifica del proprio stile di vita (nel nostro caso leggi: lotta all’iperconsumismo programmatico). l’unica follia è non fare niente, incluso il non cambiare medico!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: comunitaprovvisoria</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/20/un-post-sul-post-assemblea/#comment-913</link>
		<dc:creator>comunitaprovvisoria</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jan 2008 13:22:19 +0000</pubDate>
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		<description>cliccate sul link seguente per accedere sul video delleIENE a Napoli
è diretto ed esplicito, ecco perchè le discariche non basteranno mai

http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/26/337/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>cliccate sul link seguente per accedere sul video delleIENE a Napoli<br />
è diretto ed esplicito, ecco perchè le discariche non basteranno mai</p>
<p><a href="http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/26/337/" rel="nofollow">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/26/337/</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: erminio d'addesa</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/20/un-post-sul-post-assemblea/#comment-895</link>
		<dc:creator>erminio d'addesa</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 13:03:07 +0000</pubDate>
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		<description>In riferimento a quanto affermato in varie trasmissioni televisive e su vari quotidiani dal  prof. Giovanni de’ Medici, riguardo i siti  di stoccaggio dei rifiuti quali  Vallesaccarda, Vallata, Lacedonia, Bisaccia ed Andretta, si precisa che lo stesso  ha agito autonomamente in quanto non ha ricevuto  incarico professionale da alcuna istituzione: Regione, Provincia, Comune, Commissariato, etc.  Lo  stesso ha indicato, su  tutta la Regione Campania, solo quattro siti che ricadono esclusivamente  nell’Alta Baronia e nell’Alta Irpinia,  dove sono presenti, a suo dire, situazioni territoriali ideali per poter creare mega- discariche.
Lo stesso ha fornito una visione discriminatoria di queste aree definendole marginali, arretrate, senza alcun valore agrario e prive di popolazione. Tale visione oltremodo offensiva  per l’Irpinia e soprattutto per la popolazione ivi residente è  maturata nell’Assise di Marigliano che fa capo all’avvocato Marotta. 
Il Formicoso è un territorio dove sono presenti tante aziende agricole e zootecniche che forniscono prodotti di qualità, specialmente in campo, caseario famosi a livello nazionale. Quasi tutte queste aziende hanno usufruito di finanziamenti con fondi europei e quanto pensato dal professore in questione,  se preso in considerazione, sarebbe una sciagura per l’economia del territorio.
Sempre il prof. De Medici ha affermato che il sito in questione (il Formicoso) è già interessato dagli impianti eolici e pertanto la creazione di una mega-discarica non avrebbe comportato alcun problema al territorio. 
Quindi si ha da parte di questo signore una visione di asservimento dal punto di vista ambientale, energetico e dei rifiuti dei territori irpini alle necessità di Napoli e delle aree costiere. 
	Stranamente qualche “buontempone” non ha ancora pensato ad una deportazione della popolazione di quelle zone pensando così di creare una sorta di lago d’Aral campano e prevedendo oltre agli impianti eolici, e a qualche megadiscarica anche un bel inceneritore.
La città di Napoli e la fascia costiera già beneficiano  dell’acqua irpinia per far fronte al proprio fabbisogno idrico e quindi si cerca di continuare in questa politica di colonialismo territoriale. 
Inoltre le disposizioni normative regionali hanno, nel campo dell’eolico, preservato totalmente le fasce costiere da questa impiantistica in quanto ne avrebbe deturpato il paesaggio mentre in Irpinia vi è stata una palificazione eolica selvaggia che la porta a produrre il 30% dell’energia del vento in Italia. 
Per quanto riguarda i rifiuti bisogna agire nell’ottica della provincializzazione e quindi ogni provincia deve risolvere la questione autonomamente implementando la raccolta differenziata spinta che deve essere imposta ai cittadini in maniera rapida e  combattendo nel contempo le infiltrazioni criminali in questo settore. 
Ovviamente gli intellettuali borghesi dell’Assise di Marigliano dovrebbero insegnare ai cittadini napoletani come si fa la raccolta differenziata e chiedere ai politici ed agli amministratori del mancato “Rinascimento napoletano” di farsi da parte perché l’emergenza rifiuti ha portato all’implosione di un ceto politico ormai usurato.
Non bisogna dimenticare che l’Irpinia ha già dato e tanto per fronteggiare il problema rifiuti,  infatti  la discarica di Difesa Grande di Ariano Irpino  per anni è stato lo sversatoio regionale, dove Napoli e zone limitrofe venivano a scaricare i propri rifiuti.
La Provincia di Avellino sta operando nell’ottica del raggiungimento dell’autonomia provinciale nel campo dei rifiuti ed in tal senso il Consiglio Provinciale ha deliberato. Il territorio provinciale è aperto a forme di solidarietà con altri territori (vedi il CdR di Pianodardine) ma respinge fortemente imposizioni illogiche ed offensive da parte di chi non ha fatto niente e non fa niente per alleggerire la problematica dei rifiuti. Le istituzioni napoletane ed i napoletani stessi devono capire che per  uscire dalla crisi rifiuti devono operare una revisione  dei propri comportamenti e delle proprie abitudini in questo campo facendo partire –soprattutto- il sistema della raccolta differenziata. 
La zona costiera della Campania  non può risolvere il problema pensando di portare la propria spazzatura nella terra dei “cafoni irpini” e facendo così diventare le terre d’Irpinia sempre più “terre dell’osso”.
 
Avellino, lì 18 gennaio 2008
                                                                                                                        Erminio D’Addesa
 
Tel. Fax.: 0825  792432 –
Tel.:         0825  790274 – 0827  91245
Cell. :       320  4399701</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>In riferimento a quanto affermato in varie trasmissioni televisive e su vari quotidiani dal  prof. Giovanni de’ Medici, riguardo i siti  di stoccaggio dei rifiuti quali  Vallesaccarda, Vallata, Lacedonia, Bisaccia ed Andretta, si precisa che lo stesso  ha agito autonomamente in quanto non ha ricevuto  incarico professionale da alcuna istituzione: Regione, Provincia, Comune, Commissariato, etc.  Lo  stesso ha indicato, su  tutta la Regione Campania, solo quattro siti che ricadono esclusivamente  nell’Alta Baronia e nell’Alta Irpinia,  dove sono presenti, a suo dire, situazioni territoriali ideali per poter creare mega- discariche.<br />
Lo stesso ha fornito una visione discriminatoria di queste aree definendole marginali, arretrate, senza alcun valore agrario e prive di popolazione. Tale visione oltremodo offensiva  per l’Irpinia e soprattutto per la popolazione ivi residente è  maturata nell’Assise di Marigliano che fa capo all’avvocato Marotta.<br />
Il Formicoso è un territorio dove sono presenti tante aziende agricole e zootecniche che forniscono prodotti di qualità, specialmente in campo, caseario famosi a livello nazionale. Quasi tutte queste aziende hanno usufruito di finanziamenti con fondi europei e quanto pensato dal professore in questione,  se preso in considerazione, sarebbe una sciagura per l’economia del territorio.<br />
Sempre il prof. De Medici ha affermato che il sito in questione (il Formicoso) è già interessato dagli impianti eolici e pertanto la creazione di una mega-discarica non avrebbe comportato alcun problema al territorio.<br />
Quindi si ha da parte di questo signore una visione di asservimento dal punto di vista ambientale, energetico e dei rifiuti dei territori irpini alle necessità di Napoli e delle aree costiere.<br />
	Stranamente qualche “buontempone” non ha ancora pensato ad una deportazione della popolazione di quelle zone pensando così di creare una sorta di lago d’Aral campano e prevedendo oltre agli impianti eolici, e a qualche megadiscarica anche un bel inceneritore.<br />
La città di Napoli e la fascia costiera già beneficiano  dell’acqua irpinia per far fronte al proprio fabbisogno idrico e quindi si cerca di continuare in questa politica di colonialismo territoriale.<br />
Inoltre le disposizioni normative regionali hanno, nel campo dell’eolico, preservato totalmente le fasce costiere da questa impiantistica in quanto ne avrebbe deturpato il paesaggio mentre in Irpinia vi è stata una palificazione eolica selvaggia che la porta a produrre il 30% dell’energia del vento in Italia.<br />
Per quanto riguarda i rifiuti bisogna agire nell’ottica della provincializzazione e quindi ogni provincia deve risolvere la questione autonomamente implementando la raccolta differenziata spinta che deve essere imposta ai cittadini in maniera rapida e  combattendo nel contempo le infiltrazioni criminali in questo settore.<br />
Ovviamente gli intellettuali borghesi dell’Assise di Marigliano dovrebbero insegnare ai cittadini napoletani come si fa la raccolta differenziata e chiedere ai politici ed agli amministratori del mancato “Rinascimento napoletano” di farsi da parte perché l’emergenza rifiuti ha portato all’implosione di un ceto politico ormai usurato.<br />
Non bisogna dimenticare che l’Irpinia ha già dato e tanto per fronteggiare il problema rifiuti,  infatti  la discarica di Difesa Grande di Ariano Irpino  per anni è stato lo sversatoio regionale, dove Napoli e zone limitrofe venivano a scaricare i propri rifiuti.<br />
La Provincia di Avellino sta operando nell’ottica del raggiungimento dell’autonomia provinciale nel campo dei rifiuti ed in tal senso il Consiglio Provinciale ha deliberato. Il territorio provinciale è aperto a forme di solidarietà con altri territori (vedi il CdR di Pianodardine) ma respinge fortemente imposizioni illogiche ed offensive da parte di chi non ha fatto niente e non fa niente per alleggerire la problematica dei rifiuti. Le istituzioni napoletane ed i napoletani stessi devono capire che per  uscire dalla crisi rifiuti devono operare una revisione  dei propri comportamenti e delle proprie abitudini in questo campo facendo partire –soprattutto- il sistema della raccolta differenziata.<br />
La zona costiera della Campania  non può risolvere il problema pensando di portare la propria spazzatura nella terra dei “cafoni irpini” e facendo così diventare le terre d’Irpinia sempre più “terre dell’osso”.</p>
<p>Avellino, lì 18 gennaio 2008<br />
                                                                                                                        Erminio D’Addesa</p>
<p>Tel. Fax.: 0825  792432 –<br />
Tel.:         0825  790274 – 0827  91245<br />
Cell. :       320  4399701</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: sergio gioia</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/20/un-post-sul-post-assemblea/#comment-864</link>
		<dc:creator>sergio gioia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2008 22:13:31 +0000</pubDate>
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		<description>grazie angelo, non mancherò</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>grazie angelo, non mancherò</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: comunitaprovvisoria</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/20/un-post-sul-post-assemblea/#comment-828</link>
		<dc:creator>comunitaprovvisoria</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 19:45:45 +0000</pubDate>
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		<description>caro Sergio,
mi piace la tua secchezza replicatoria...
sei nel pieno spirito della comunità provvisoria
già a Carpignano ho avuto questa questa impressione e il fatto che a te quella serata è piaciuta me lo conferma ancora di più
non mancare quindi ai prossimi eventi, alle giornate comunitarie, così conoscerai
Fumagallo e capirai che non è un dogm atico ma un dogm amico
sei a Napoli, ma aiutaci a difendere l&#039;Irpinia, con Gioia
a.v.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro Sergio,<br />
mi piace la tua secchezza replicatoria&#8230;<br />
sei nel pieno spirito della comunità provvisoria<br />
già a Carpignano ho avuto questa questa impressione e il fatto che a te quella serata è piaciuta me lo conferma ancora di più<br />
non mancare quindi ai prossimi eventi, alle giornate comunitarie, così conoscerai<br />
Fumagallo e capirai che non è un dogm atico ma un dogm amico<br />
sei a Napoli, ma aiutaci a difendere l&#8217;Irpinia, con Gioia<br />
a.v.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: sergio gioia</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/20/un-post-sul-post-assemblea/#comment-826</link>
		<dc:creator>sergio gioia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 19:35:19 +0000</pubDate>
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		<description>caro fumagallo, grazie ancora per la contro risposta, ma il tuo argomentare dogmatico mi preclude ogni possibilità di replica</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro fumagallo, grazie ancora per la contro risposta, ma il tuo argomentare dogmatico mi preclude ogni possibilità di replica</p>
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		<title>Di: Tonino Lapenna</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/20/un-post-sul-post-assemblea/#comment-818</link>
		<dc:creator>Tonino Lapenna</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 13:17:56 +0000</pubDate>
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		<description>A sostegno del mio ultimo commento e per fare ulteriore chiarezza sulla mia posizione, aggiungo quanto segue. Non mi piace il fatto che qualcuno pensa di vedere atteggiamenti miei di polemica, con quelli che ormai considero miei amici.
Sostengo da 35 anni alcuni movimenti ambientalisti, anzi questo è il trentaseiesimo, nazionali ed internazionali, è sono da sempre abituato ad una analisi tecnico scientifica delle problematiche connesse all’ambiente. Per vocazione e passione penso di essermi formato una forte coscienza ecologica, che viene dal continuo studio di tutto ciò che abbraccia queste tematiche. Sono abituato a guardare ai problemi ed alle soluzioni, con una ottica diversa da quella di questo ambientalismo di tipo unicamente politico, quello del no ad oltranza  alle discariche. Questa potrebbe essere una delle motivazioni che mi vede un po’ distante da certe posizioni di carattere , per me unicamente politico, che contesto e continuo a non voler capire o per meglio dire accettare.  E’ una questione di formazione culturale.  Odio gli assembramenti e le assemble, in nome di impegni su problematiche poco conosciute, odio il presenzialismo politico, odio gli arrivisti del’ultima ora. Amo i confronti civili, dove si può dare informazione e strumenti di educazione, atti a formare vere coscienze ecologiche. Odio il puzzo , più di quello delle discariche, che si porta la politica o perlomeno un certo tipo di politica. Provo sdegno per le persone di cultura che si prestano, inconsciamente o no, a questi giochi.
di nuovo un caro saluto
Tonino Lapenna</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A sostegno del mio ultimo commento e per fare ulteriore chiarezza sulla mia posizione, aggiungo quanto segue. Non mi piace il fatto che qualcuno pensa di vedere atteggiamenti miei di polemica, con quelli che ormai considero miei amici.<br />
Sostengo da 35 anni alcuni movimenti ambientalisti, anzi questo è il trentaseiesimo, nazionali ed internazionali, è sono da sempre abituato ad una analisi tecnico scientifica delle problematiche connesse all’ambiente. Per vocazione e passione penso di essermi formato una forte coscienza ecologica, che viene dal continuo studio di tutto ciò che abbraccia queste tematiche. Sono abituato a guardare ai problemi ed alle soluzioni, con una ottica diversa da quella di questo ambientalismo di tipo unicamente politico, quello del no ad oltranza  alle discariche. Questa potrebbe essere una delle motivazioni che mi vede un po’ distante da certe posizioni di carattere , per me unicamente politico, che contesto e continuo a non voler capire o per meglio dire accettare.  E’ una questione di formazione culturale.  Odio gli assembramenti e le assemble, in nome di impegni su problematiche poco conosciute, odio il presenzialismo politico, odio gli arrivisti del’ultima ora. Amo i confronti civili, dove si può dare informazione e strumenti di educazione, atti a formare vere coscienze ecologiche. Odio il puzzo , più di quello delle discariche, che si porta la politica o perlomeno un certo tipo di politica. Provo sdegno per le persone di cultura che si prestano, inconsciamente o no, a questi giochi.<br />
di nuovo un caro saluto<br />
Tonino Lapenna</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Tonino Lapenna</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/20/un-post-sul-post-assemblea/#comment-815</link>
		<dc:creator>Tonino Lapenna</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 12:33:29 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/20/un-post-sul-post-assemblea/#comment-815</guid>
		<description>Caro Michele,
Non so quale polemica tu intraveda, per quello che mi riguarda, io non penso di essere in polemica con nessuno dei comunitari, se poi altri sono convinti di questo no so che fare. Penso inoltre che Franco non abbia bisogno di alcun avvocato d&#039;ufficio. Se io e lui dovessimo avere qualcosa da dirci di importante, prenderemmo il telefono e ci chiariremmo, ambedue non abbiamo problemi per non farlo. 
Mi stai deludendo, il volere prendere i discorsi dalla lontana sono tipici di certi atteggiamenti culturali o cultural politici che oggi non dicono nulla di nuovo e non portano come altri modi di porsi ad alcunchè. La crisi istituzionale generalizzata è anche il frutto di scelte politiche sbagliate, che non partono solo dall&#039;alto, ma anche dal basso, e di comportamenti indegni. La Nazione tutta è marcia, ed il risanamento parte dal basso, anche dalla pulizia dei piccoli vassalli della politica, sono i più pericolosi e viscidi, sono le fondamenta marce su cui si basa tutto il sostegno di una certa politica. Da te mi sarei aspettato ben altri  toni. Sappi comunque che non ho intenzione di polemizzare con te, rispetto la tua esperienza. Ti prego solo di leggere i miei scritti con molta attenzione, sono lo sfogo di un cittadino pulito, che può a ragione definirsi fuori da ogni sospetto. Mi augurerei per tutti atteggiamenti eticamente, moralmente corretti come i miei. Lo dico con presunzione, ma sono uno dei pochi che può sempre camminare a testa alta in ogni contesto, uno che ha sempre il coraggio delle proprie idee, giuste o sbagliate che siano.
Un caro saluto
Tonino Lapenna</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Michele,<br />
Non so quale polemica tu intraveda, per quello che mi riguarda, io non penso di essere in polemica con nessuno dei comunitari, se poi altri sono convinti di questo no so che fare. Penso inoltre che Franco non abbia bisogno di alcun avvocato d&#8217;ufficio. Se io e lui dovessimo avere qualcosa da dirci di importante, prenderemmo il telefono e ci chiariremmo, ambedue non abbiamo problemi per non farlo.<br />
Mi stai deludendo, il volere prendere i discorsi dalla lontana sono tipici di certi atteggiamenti culturali o cultural politici che oggi non dicono nulla di nuovo e non portano come altri modi di porsi ad alcunchè. La crisi istituzionale generalizzata è anche il frutto di scelte politiche sbagliate, che non partono solo dall&#8217;alto, ma anche dal basso, e di comportamenti indegni. La Nazione tutta è marcia, ed il risanamento parte dal basso, anche dalla pulizia dei piccoli vassalli della politica, sono i più pericolosi e viscidi, sono le fondamenta marce su cui si basa tutto il sostegno di una certa politica. Da te mi sarei aspettato ben altri  toni. Sappi comunque che non ho intenzione di polemizzare con te, rispetto la tua esperienza. Ti prego solo di leggere i miei scritti con molta attenzione, sono lo sfogo di un cittadino pulito, che può a ragione definirsi fuori da ogni sospetto. Mi augurerei per tutti atteggiamenti eticamente, moralmente corretti come i miei. Lo dico con presunzione, ma sono uno dei pochi che può sempre camminare a testa alta in ogni contesto, uno che ha sempre il coraggio delle proprie idee, giuste o sbagliate che siano.<br />
Un caro saluto<br />
Tonino Lapenna</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: michele fumagallo</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/20/un-post-sul-post-assemblea/#comment-813</link>
		<dc:creator>michele fumagallo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 11:34:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/20/un-post-sul-post-assemblea/#comment-813</guid>
		<description>Soltanto ora mi accorgo di una breve polemica di Tonino Lapenna contro Franco Arminio sulla gestione dell&#039;assemblea sui rifiuti di Bisaccia di sabato 19 gennaio.
Ma, scusami Lapenna, che polemica è? La gestione dell&#039;assemblea da parte di Franco è stata perfetta. Non solo dal punto di vista dell&#039;informazione e da quello della moderazione del dibattito, ma direi anche dal punto di vista dell&#039; &quot;egemonia&quot;.
Contestare &quot;a priori&quot; degli amministratori che contano oggi quanto il due di briscole (non gioco, si dice così?) non ha senso. E non solo per ragioni tattiche (si cerca evidentemente l&#039;unità quando si fanno battaglie di questo tipo, oltre al fatto che tutti hanno diritto di parola), ma strategiche. I sindaci di piccoli comuni e i presidenti di comunità montane non sono oggi avversari su cui sparare qualsiasi cosa. Ho definito la critica a quest&#039;ultimi, già altre volte, &quot;sparare sulla croce rossa&quot;. C&#039;è un&#039;istituzione su cui sparare di tutto, ma davvero di tutto tanto è devastante la sua esistenza, ed è la Regione (vedre, chi vuole, altri miei interventi su questo blog). Nessun movimento e nessuna persona (fatte sempre salve le responsabilità che sono ovviamente diverse da un sindaco a un cittadino) può oggi nascondersi dietro la protesta, fosse pure quella più sacrosanta. C&#039;è in Italia (non ne parliamno nel Sud d&#039;Italia) una crisi paurosa delle istituzioni, massacrate innanzitutto dalla storia che è cambiata da tempo. Non intervenire su questa crisi e non proporre soluzioni è non soltanto grave perchè espone ad essere, nella migliore delle ipotesi, l&#039;altra faccia della medaglia di un sindaco o di un presidente della comunità montana, ma perdente perchè senza futuro. 
Ricordo inoltre che le firme della petizione, lanciata da Franco, sono state in gran parte raccolte da lui con giri &quot;paesologici&quot; a cui ormai ci ha abituato e di cui gli siamo sempre grati. 

Michele Fumagallo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Soltanto ora mi accorgo di una breve polemica di Tonino Lapenna contro Franco Arminio sulla gestione dell&#8217;assemblea sui rifiuti di Bisaccia di sabato 19 gennaio.<br />
Ma, scusami Lapenna, che polemica è? La gestione dell&#8217;assemblea da parte di Franco è stata perfetta. Non solo dal punto di vista dell&#8217;informazione e da quello della moderazione del dibattito, ma direi anche dal punto di vista dell&#8217; &#8220;egemonia&#8221;.<br />
Contestare &#8220;a priori&#8221; degli amministratori che contano oggi quanto il due di briscole (non gioco, si dice così?) non ha senso. E non solo per ragioni tattiche (si cerca evidentemente l&#8217;unità quando si fanno battaglie di questo tipo, oltre al fatto che tutti hanno diritto di parola), ma strategiche. I sindaci di piccoli comuni e i presidenti di comunità montane non sono oggi avversari su cui sparare qualsiasi cosa. Ho definito la critica a quest&#8217;ultimi, già altre volte, &#8220;sparare sulla croce rossa&#8221;. C&#8217;è un&#8217;istituzione su cui sparare di tutto, ma davvero di tutto tanto è devastante la sua esistenza, ed è la Regione (vedre, chi vuole, altri miei interventi su questo blog). Nessun movimento e nessuna persona (fatte sempre salve le responsabilità che sono ovviamente diverse da un sindaco a un cittadino) può oggi nascondersi dietro la protesta, fosse pure quella più sacrosanta. C&#8217;è in Italia (non ne parliamno nel Sud d&#8217;Italia) una crisi paurosa delle istituzioni, massacrate innanzitutto dalla storia che è cambiata da tempo. Non intervenire su questa crisi e non proporre soluzioni è non soltanto grave perchè espone ad essere, nella migliore delle ipotesi, l&#8217;altra faccia della medaglia di un sindaco o di un presidente della comunità montana, ma perdente perchè senza futuro.<br />
Ricordo inoltre che le firme della petizione, lanciata da Franco, sono state in gran parte raccolte da lui con giri &#8220;paesologici&#8221; a cui ormai ci ha abituato e di cui gli siamo sempre grati. </p>
<p>Michele Fumagallo</p>
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