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	<title>Commenti a: le cose vere</title>
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	<description>comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella</description>
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		<title>Di: michele fumagallo</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/24/le-cose-vere/#comment-919</link>
		<dc:creator>michele fumagallo</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jan 2008 10:07:37 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Beppe Grillo.

Dunque per fare &quot;politica attiva&quot; bisogna fare una &quot;lista&quot;, anzi una &quot;lista civica&quot;.
Dunque per fare &quot;politica attiva&quot; bisogna &quot;parlare&quot; dal pulpito di un consiglio comunale, di un consiglio regionale, domani di un Parlamento?

Chiedo scusa per questo gioco linguistico non ortodosso, ma è solo per polemizzare un pò con il (grande) comico genovese.

Ma chi te l&#039;ha detto che per fare politica si presenta una lista?
Chi te l&#039;ha detto che per fare politica si organizzano le forze in un consiglio comunale o regionale o in un parlamento?

E&#039; ovvio, te l&#039;hanno detto &quot;loro&quot;.
Cioè i genitori da piccolo, gli insegnanti da grandicello, gli amici, il &quot;ceto politico&quot;, il &quot;ceto intellettuale&quot; e quant&#039;altri.
Ma le cose non stanno affatto così, caro Grillo.

La politica è una delle più grandi invenzioni fatte dagli uomini per la risoluzione dei loro problemi. E&#039; grande perchè, appunto, &quot;organizza gli uomini&quot; (se non facesse questo chi se ne fotterebbe? E infatti...). Dentro questa organizzazione degli uomini, cioè dentro il &quot;corpo della politica&quot;, ci sono anche le istituzioni e l&#039;amministrazione, che sono quindi &quot;parte&quot; del corpo, non &quot;il&quot; corpo. Anzi, per chi voglia porsi il problema della partecipazione degli uomini (come sicuramente tu vuoi fare), le istituzioni, luoghi dove la partecipazione è super elitaria, sono la parte del corpo, certo importante, ma meno significativa, diciamo le braccia e le gambe della politica. Il cuore e il cervello del corpo politico, cioè gli organi-guida, organizzano prima di tutto la società, quindi  le istituzioni. Il principe dunque è la società, il luogo del &quot;comando&quot; è la società. Naturalmente parlo della poltica democratica (egualitaria) che ti sta a cuore, che serve agli uomini non ad un ceto per &quot;parlare&quot; agli uomini, e magari per opprimere.

Scommettiamo che hai cominciato a far politica (ma che sciocchezza: la facevi pure prima e molto meglio con i tuoi spettacoli!) con i tuoi raduni e adesso che fai le &quot;liste&quot; inizi la tua parabola politica discendente?

Rimandando la discussione sui contenuti ad altro intervento,
ti saluto
Michele Fumagallo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Beppe Grillo.</p>
<p>Dunque per fare &#8220;politica attiva&#8221; bisogna fare una &#8220;lista&#8221;, anzi una &#8220;lista civica&#8221;.<br />
Dunque per fare &#8220;politica attiva&#8221; bisogna &#8220;parlare&#8221; dal pulpito di un consiglio comunale, di un consiglio regionale, domani di un Parlamento?</p>
<p>Chiedo scusa per questo gioco linguistico non ortodosso, ma è solo per polemizzare un pò con il (grande) comico genovese.</p>
<p>Ma chi te l&#8217;ha detto che per fare politica si presenta una lista?<br />
Chi te l&#8217;ha detto che per fare politica si organizzano le forze in un consiglio comunale o regionale o in un parlamento?</p>
<p>E&#8217; ovvio, te l&#8217;hanno detto &#8220;loro&#8221;.<br />
Cioè i genitori da piccolo, gli insegnanti da grandicello, gli amici, il &#8220;ceto politico&#8221;, il &#8220;ceto intellettuale&#8221; e quant&#8217;altri.<br />
Ma le cose non stanno affatto così, caro Grillo.</p>
<p>La politica è una delle più grandi invenzioni fatte dagli uomini per la risoluzione dei loro problemi. E&#8217; grande perchè, appunto, &#8220;organizza gli uomini&#8221; (se non facesse questo chi se ne fotterebbe? E infatti&#8230;). Dentro questa organizzazione degli uomini, cioè dentro il &#8220;corpo della politica&#8221;, ci sono anche le istituzioni e l&#8217;amministrazione, che sono quindi &#8220;parte&#8221; del corpo, non &#8220;il&#8221; corpo. Anzi, per chi voglia porsi il problema della partecipazione degli uomini (come sicuramente tu vuoi fare), le istituzioni, luoghi dove la partecipazione è super elitaria, sono la parte del corpo, certo importante, ma meno significativa, diciamo le braccia e le gambe della politica. Il cuore e il cervello del corpo politico, cioè gli organi-guida, organizzano prima di tutto la società, quindi  le istituzioni. Il principe dunque è la società, il luogo del &#8220;comando&#8221; è la società. Naturalmente parlo della poltica democratica (egualitaria) che ti sta a cuore, che serve agli uomini non ad un ceto per &#8220;parlare&#8221; agli uomini, e magari per opprimere.</p>
<p>Scommettiamo che hai cominciato a far politica (ma che sciocchezza: la facevi pure prima e molto meglio con i tuoi spettacoli!) con i tuoi raduni e adesso che fai le &#8220;liste&#8221; inizi la tua parabola politica discendente?</p>
<p>Rimandando la discussione sui contenuti ad altro intervento,<br />
ti saluto<br />
Michele Fumagallo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: lucio2008</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/24/le-cose-vere/#comment-918</link>
		<dc:creator>lucio2008</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jan 2008 09:04:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/24/le-cose-vere/#comment-918</guid>
		<description>Indiani d’America e briganti meridionali (risposta a Michele Fumagallo)

Purtroppo non sempre la sintesi è positiva, anzi. Talvolta la brevità può generare dubbi e malintesi, derivanti dall’eccessiva superficialità e dal facile schematismo. La mia definizione rispetto al Brigantaggio non voleva essere un’affermazione apodittica, semplicistica, tanto meno enfatizzante o mistificante, ma l’equivoco è sorto evidentemente dalla concisione e dalla stringatezza con cui ho descritto il progetto.
Pertanto, urge dilungarmi un po’ per chiarire meglio alcuni punti.
Anzitutto, ti informo che il progetto iniziale (presentato e approvato ad ottobre) prevedeva un laboratorio di ricerca e di approfondimento sulle tematiche della Resistenza partigiana e della Costituzione antifascista, ma per adeguarci allo sviluppo temporale del programma di storia nelle classi di terza media, il progetto è stato opportunamente modificato in itinere. Ora il “Laboratorio della memoria” è incentrato sui temi del Brigantaggio e della Costituzione, che quest’anno compie 60 anni.
Detto ciò, concordo sul fatto che i rischi di eccessiva mitizzazione (e, di conseguenza, mistificazione) storica sono sempre deprecabili, sia che si tratti del Brigantaggio meridionale, sia che si affronti la falsa epopea risorgimentale, o altre vicende storiche. 
In ambito storico, a maggior ragione nel campo dell’insegnamento della storia, è sempre necessario scongiurare ed evitare atteggiamenti faziosi, enfatici e dogmatici, per adottare un approccio possibilmente critico e problematico verso le questioni, i personaggi e i processi storici sottoposti allo studio e all’attenzione degli alunni.
Faccio tale (noiosa) puntualizzazione per far comprendere chiaramente il mio punto di vista rispetto alla materia. In classe non bisogna mai plagiare o manipolare le fragili menti (sempre aperte e ricettive) dei ragazzi, ma occorre assumere una posizione il più possibile lucida, serena e distaccata, per abituare le nuove generazioni ad esercitare l’arte benefica del dubbio e della critica. Una dote che in genere manca alle menti già formate, quindi chiuse e poco ricettive, degli adulti. 
Questo è, a mio modesto avviso, il compito precipuo delle istituzioni e delle agenzie educative che concorrono alla formazione del libero cittadino, per mettere l’individuo in condizione di esprimere autonomamente i propri giudizi e compiere le proprie scelte.
La scuola assume un ruolo che è ancora centrale e privilegiato in questa opera educativa, malgrado le enormi pressioni e la spietata concorrenza esercitata dai mezzi di comunicazione di massa, a cominciare dalla televisione e da Internet. Le cui potenzialità espressive, comunicative ed informative devono essere saggiamente ed abilmente sfruttate dagli insegnanti. Da qui è nata l’idea di creare un blog interattivo per esporre on-line i risultati delle ricerche e dei lavori svolti dai ragazzi.
Rispetto alla questione sollevata, rispondo che non ho voluto affatto equiparare il fenomeno storico del Brigantaggio meridionale alla Resistenza partigiana del 1943-45. Per vari motivi, ma anzitutto per la semplice ragione che nel primo caso si è trattato di una guerra civile assai violenta e sanguinosa (come lo è stata del resto anche la guerra tra fascisti e antifascisti), ma che ha avuto una durata molto lunga (un intero decennio!) dal 1860 al 1870. Una guerra civile che ha provocato eccidi spaventosi, massacri di massa in cui sono stati trucidati centinaia di migliaia di contadini e briganti meridionali, persino donne e bambini, insomma un vero e proprio genocidio perpetrato a scapito delle popolazioni del nostro Meridione. Una guerra che si è conclusa tragicamente dando inizio al fenomeno dell’emigrazione di massa dei meridionali. Un esodo di proporzioni bibliche, paragonabile (appunto) alla diaspora del popolo ebraico. Infatti, i meridionali sono sparsi e presenti nel mondo ad ogni latitudine, in ogni angolo del pianeta, hanno messo radici ovunque, facendo la fortuna di numerose nazioni: Argentina, Venezuela, Uruguay, Stati Uniti d’America, Svizzera, Belgio, Germania, Australia, eccetera.
Pertanto, io credo che se si vuole comparare a tutti i costi la triste vicenda del Brigantaggio e della brutale repressione subita dal popolo meridionale, con altre esperienze storiche, credo che l’accostamento più giusto da suggerire, sia probabilmente quello con i Pellerossa del Nord-America e con le guerre indiane combattute proprio nello stesso periodo storico, ossia verso la fine del XIX secolo. Guerre feroci e sanguinose che hanno causato una strage altrettanto raccapricciante, quella dei nativi nordamericani. Un genocidio troppo spesso (volutamente) ignorato e dimenticato, come quello consumato a danno delle popolazioni dell’Italia meridionale.
Inoltre, condivido in parte il giudizio (forse troppo secco e perentorio) rispetto al carattere anacronistico, retrivo e antiprogressista, delle ragioni politiche, storiche, sociali, che stanno alla base della strenua lotta combattuta dai briganti meridionali. In politica ciò che è vecchio è (quasi) sempre reazionario. Tuttavia, inviterei ad approfondire meglio le motivazioni e le spinte ideali che hanno animato la resistenza e la lotta di numerosi briganti contro i Piemontesi invasori.
Non voglio annoiarvi con le cifre relative ai numerosi primati detenuti dalla monarchia borbonica e dal Regno delle Due Sicilie in vasti ambiti dell’economia, della sanità, dell’istruzione eccetera, né intendo in tal modo esternare sciocchi sentimenti di inutile nostalgia rispetto ad una società arcaica, di stampo dispotico-aristocratico e semi-feudale, ossia ad un passato che fu prevalentemente di barbarie e oscurantismo, di ingiustizia ed oppressione, di sfruttamento e asservimento delle plebi rurali del nostro Meridione. Ma un dato è certo e inoppugnabile: la monarchia sabauda era molto più retriva, molto più rozza, ignorante e dispotica, meno illuminata di quella borbonica.
Il Regno delle Due Sicilie era indubbiamente molto più ricco, avanzato e sviluppato del Regno dei Savoia, tant’è vero che esso rappresentava un boccone assai invitante ed appetibile per tutte le maggiori potenze europee, Inghilterra e Francia in testa.
Ripeto: questo è un argomento estremamente vasto e complesso che richiederebbe un approfondimento specifico e adeguato, magari attraverso un dibattito da promuovere su questo blog. Pertanto, mi permetto di suggerire un’idea in tal senso.
Infine, concludo con una breve chiosa a proposito della tesi circa le presunte spinte progressiste incarnate dai processi di unificazione degli Stati nazionali nel XIX secolo e dello Stato europeo oggi. Non mi pare che tali processi abbiano garantito un reale, autentico progresso sociale, morale e civile, ma hanno favorito e generato quasi esclusivamente uno sviluppo prettamente economico. Voglio dire che l’unificazione dei mercati e dei capitali, prima a livello nazionale ed ora a livello europeo, o addirittura globale, non coincide affatto con l’unificazione e con l’integrazione dei popoli e delle culture, siano esse locali, regionali o nazionali. 
Ovviamente, le forze autenticamente democratiche, progressiste e rivoluzionarie devono puntare a raggiungere il secondo traguardo.

Lucio Garofalo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Indiani d’America e briganti meridionali (risposta a Michele Fumagallo)</p>
<p>Purtroppo non sempre la sintesi è positiva, anzi. Talvolta la brevità può generare dubbi e malintesi, derivanti dall’eccessiva superficialità e dal facile schematismo. La mia definizione rispetto al Brigantaggio non voleva essere un’affermazione apodittica, semplicistica, tanto meno enfatizzante o mistificante, ma l’equivoco è sorto evidentemente dalla concisione e dalla stringatezza con cui ho descritto il progetto.<br />
Pertanto, urge dilungarmi un po’ per chiarire meglio alcuni punti.<br />
Anzitutto, ti informo che il progetto iniziale (presentato e approvato ad ottobre) prevedeva un laboratorio di ricerca e di approfondimento sulle tematiche della Resistenza partigiana e della Costituzione antifascista, ma per adeguarci allo sviluppo temporale del programma di storia nelle classi di terza media, il progetto è stato opportunamente modificato in itinere. Ora il “Laboratorio della memoria” è incentrato sui temi del Brigantaggio e della Costituzione, che quest’anno compie 60 anni.<br />
Detto ciò, concordo sul fatto che i rischi di eccessiva mitizzazione (e, di conseguenza, mistificazione) storica sono sempre deprecabili, sia che si tratti del Brigantaggio meridionale, sia che si affronti la falsa epopea risorgimentale, o altre vicende storiche.<br />
In ambito storico, a maggior ragione nel campo dell’insegnamento della storia, è sempre necessario scongiurare ed evitare atteggiamenti faziosi, enfatici e dogmatici, per adottare un approccio possibilmente critico e problematico verso le questioni, i personaggi e i processi storici sottoposti allo studio e all’attenzione degli alunni.<br />
Faccio tale (noiosa) puntualizzazione per far comprendere chiaramente il mio punto di vista rispetto alla materia. In classe non bisogna mai plagiare o manipolare le fragili menti (sempre aperte e ricettive) dei ragazzi, ma occorre assumere una posizione il più possibile lucida, serena e distaccata, per abituare le nuove generazioni ad esercitare l’arte benefica del dubbio e della critica. Una dote che in genere manca alle menti già formate, quindi chiuse e poco ricettive, degli adulti.<br />
Questo è, a mio modesto avviso, il compito precipuo delle istituzioni e delle agenzie educative che concorrono alla formazione del libero cittadino, per mettere l’individuo in condizione di esprimere autonomamente i propri giudizi e compiere le proprie scelte.<br />
La scuola assume un ruolo che è ancora centrale e privilegiato in questa opera educativa, malgrado le enormi pressioni e la spietata concorrenza esercitata dai mezzi di comunicazione di massa, a cominciare dalla televisione e da Internet. Le cui potenzialità espressive, comunicative ed informative devono essere saggiamente ed abilmente sfruttate dagli insegnanti. Da qui è nata l’idea di creare un blog interattivo per esporre on-line i risultati delle ricerche e dei lavori svolti dai ragazzi.<br />
Rispetto alla questione sollevata, rispondo che non ho voluto affatto equiparare il fenomeno storico del Brigantaggio meridionale alla Resistenza partigiana del 1943-45. Per vari motivi, ma anzitutto per la semplice ragione che nel primo caso si è trattato di una guerra civile assai violenta e sanguinosa (come lo è stata del resto anche la guerra tra fascisti e antifascisti), ma che ha avuto una durata molto lunga (un intero decennio!) dal 1860 al 1870. Una guerra civile che ha provocato eccidi spaventosi, massacri di massa in cui sono stati trucidati centinaia di migliaia di contadini e briganti meridionali, persino donne e bambini, insomma un vero e proprio genocidio perpetrato a scapito delle popolazioni del nostro Meridione. Una guerra che si è conclusa tragicamente dando inizio al fenomeno dell’emigrazione di massa dei meridionali. Un esodo di proporzioni bibliche, paragonabile (appunto) alla diaspora del popolo ebraico. Infatti, i meridionali sono sparsi e presenti nel mondo ad ogni latitudine, in ogni angolo del pianeta, hanno messo radici ovunque, facendo la fortuna di numerose nazioni: Argentina, Venezuela, Uruguay, Stati Uniti d’America, Svizzera, Belgio, Germania, Australia, eccetera.<br />
Pertanto, io credo che se si vuole comparare a tutti i costi la triste vicenda del Brigantaggio e della brutale repressione subita dal popolo meridionale, con altre esperienze storiche, credo che l’accostamento più giusto da suggerire, sia probabilmente quello con i Pellerossa del Nord-America e con le guerre indiane combattute proprio nello stesso periodo storico, ossia verso la fine del XIX secolo. Guerre feroci e sanguinose che hanno causato una strage altrettanto raccapricciante, quella dei nativi nordamericani. Un genocidio troppo spesso (volutamente) ignorato e dimenticato, come quello consumato a danno delle popolazioni dell’Italia meridionale.<br />
Inoltre, condivido in parte il giudizio (forse troppo secco e perentorio) rispetto al carattere anacronistico, retrivo e antiprogressista, delle ragioni politiche, storiche, sociali, che stanno alla base della strenua lotta combattuta dai briganti meridionali. In politica ciò che è vecchio è (quasi) sempre reazionario. Tuttavia, inviterei ad approfondire meglio le motivazioni e le spinte ideali che hanno animato la resistenza e la lotta di numerosi briganti contro i Piemontesi invasori.<br />
Non voglio annoiarvi con le cifre relative ai numerosi primati detenuti dalla monarchia borbonica e dal Regno delle Due Sicilie in vasti ambiti dell’economia, della sanità, dell’istruzione eccetera, né intendo in tal modo esternare sciocchi sentimenti di inutile nostalgia rispetto ad una società arcaica, di stampo dispotico-aristocratico e semi-feudale, ossia ad un passato che fu prevalentemente di barbarie e oscurantismo, di ingiustizia ed oppressione, di sfruttamento e asservimento delle plebi rurali del nostro Meridione. Ma un dato è certo e inoppugnabile: la monarchia sabauda era molto più retriva, molto più rozza, ignorante e dispotica, meno illuminata di quella borbonica.<br />
Il Regno delle Due Sicilie era indubbiamente molto più ricco, avanzato e sviluppato del Regno dei Savoia, tant’è vero che esso rappresentava un boccone assai invitante ed appetibile per tutte le maggiori potenze europee, Inghilterra e Francia in testa.<br />
Ripeto: questo è un argomento estremamente vasto e complesso che richiederebbe un approfondimento specifico e adeguato, magari attraverso un dibattito da promuovere su questo blog. Pertanto, mi permetto di suggerire un’idea in tal senso.<br />
Infine, concludo con una breve chiosa a proposito della tesi circa le presunte spinte progressiste incarnate dai processi di unificazione degli Stati nazionali nel XIX secolo e dello Stato europeo oggi. Non mi pare che tali processi abbiano garantito un reale, autentico progresso sociale, morale e civile, ma hanno favorito e generato quasi esclusivamente uno sviluppo prettamente economico. Voglio dire che l’unificazione dei mercati e dei capitali, prima a livello nazionale ed ora a livello europeo, o addirittura globale, non coincide affatto con l’unificazione e con l’integrazione dei popoli e delle culture, siano esse locali, regionali o nazionali.<br />
Ovviamente, le forze autenticamente democratiche, progressiste e rivoluzionarie devono puntare a raggiungere il secondo traguardo.</p>
<p>Lucio Garofalo</p>
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	</item>
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		<title>Di: le iene</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/24/le-cose-vere/#comment-911</link>
		<dc:creator>le iene</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jan 2008 12:59:55 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;strong&gt;E&#039; IMPORTANTE VEDERE QUESTO VIDEO &lt;/strong&gt;
.
&lt;strong&gt;servizio delle IENE di venerdì 25 gennaio sulla MONNEZZA a NAPOLI
ecco perchè le discariche non basteranno mai
ecco perchè Napoli sommergerà di RIFIUTI l&#039;IRPINIA e la CAMPANIA INTERA&lt;/strong&gt;
.
.cliccare sul link seguente per aprire il video
.
http://www.video.mediaset.it/video.html?sito=iene&amp;data=2008/01/25&amp;id=4354&amp;categoria=puntata&amp;from=email</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>E&#8217; IMPORTANTE VEDERE QUESTO VIDEO </strong><br />
.<br />
<strong>servizio delle IENE di venerdì 25 gennaio sulla MONNEZZA a NAPOLI<br />
ecco perchè le discariche non basteranno mai<br />
ecco perchè Napoli sommergerà di RIFIUTI l&#8217;IRPINIA e la CAMPANIA INTERA</strong><br />
.<br />
.cliccare sul link seguente per aprire il video<br />
.<br />
<a href="http://www.video.mediaset.it/video.html?sito=iene&amp;data=2008/01/25&amp;id=4354&amp;categoria=puntata&amp;from=email" rel="nofollow">http://www.video.mediaset.it/video.html?sito=iene&amp;data=2008/01/25&amp;id=4354&amp;categoria=puntata&amp;from=email</a></p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: comunitaprovvisoria</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/24/le-cose-vere/#comment-910</link>
		<dc:creator>comunitaprovvisoria</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jan 2008 12:52:16 +0000</pubDate>
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		<description>Comunità Provvisoria si riunisce domani

DOMENICA 27 gennaio a  CALITRI

 

ore 16 visita al centro storico, appuntamento davanti al Municipio

ore 17 visita al Palazzo Zampaglione, B&amp;B  e al Museo della Ceramica

ore 18 riunione

ore 19,30 chi vuole può fermarsi presso il locale della Gatta Cenerentola</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Comunità Provvisoria si riunisce domani</p>
<p>DOMENICA 27 gennaio a  CALITRI</p>
<p>ore 16 visita al centro storico, appuntamento davanti al Municipio</p>
<p>ore 17 visita al Palazzo Zampaglione, B&amp;B  e al Museo della Ceramica</p>
<p>ore 18 riunione</p>
<p>ore 19,30 chi vuole può fermarsi presso il locale della Gatta Cenerentola</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: michele fumagallo</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/24/le-cose-vere/#comment-907</link>
		<dc:creator>michele fumagallo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 23:44:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/24/le-cose-vere/#comment-907</guid>
		<description>Caro Lucio Garofalo,
dunque il brigantaggio è una straordinaria esperienza di lotta armata condotta dalle popolazioni dell&#039;Italia meridionale per restistere all&#039;occupazione militare imposta dalla monarchia sabauda?
Ma le cose non stanno così e sono enormemente più complesse.
Non ci dilunghiamo per adesso su questo argomento perchè ci riporterebbe troppo indietro e si sa che molti &quot;meridionalisti&quot; amano guardare al passato (manipolato e rivisitato) per non fare i conti col presente. Ma hai scambiato per caso il brigantaggio meridionale post-unitario per la lotta del movimento di liberazione resistenziale dell&#039;ultima guerra? La storia non si fa con i se ovviamente ma, così, per gioco, ti descrivo ciò che sarebbe stato utile allora se quel &quot;movimento&quot; fosse stato limpido e chiaro contro le ingiustizie. Avrebbe certamente lottato: 1) per l&#039;unità d&#039;Italia, allora l&#039;unica cosa veramente &quot;progressista&quot; all&#039;ordine del giorno, 2) contro il modo &quot;coloniale&quot; di concepire l&#039;unità d&#039;Italia ma sempre e comunque per quell&#039;obiettivo, 3) contro il vecchio potere borbonico e papalino che aveva sottomesso, umiliato e sfruttato i contadini, oltre a impedire, per salvare se stessi, il cammino della storia allora rappresentato dall&#039;unità della nazione. Compito dello storico, diceva uno studioso, è liberare l&#039;uomo dal proprio passato. Qui, in questa vecchia storia di mitizzazione di un ambiguo movimento di protesta, c&#039;è sempre il desiderio di molti di impedire ai meridionali di fare i conti con i propri &quot;difetti&quot;. Cioé di guardare sempre indietro.  

Cordialmente
Michele Fumagallo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Lucio Garofalo,<br />
dunque il brigantaggio è una straordinaria esperienza di lotta armata condotta dalle popolazioni dell&#8217;Italia meridionale per restistere all&#8217;occupazione militare imposta dalla monarchia sabauda?<br />
Ma le cose non stanno così e sono enormemente più complesse.<br />
Non ci dilunghiamo per adesso su questo argomento perchè ci riporterebbe troppo indietro e si sa che molti &#8220;meridionalisti&#8221; amano guardare al passato (manipolato e rivisitato) per non fare i conti col presente. Ma hai scambiato per caso il brigantaggio meridionale post-unitario per la lotta del movimento di liberazione resistenziale dell&#8217;ultima guerra? La storia non si fa con i se ovviamente ma, così, per gioco, ti descrivo ciò che sarebbe stato utile allora se quel &#8220;movimento&#8221; fosse stato limpido e chiaro contro le ingiustizie. Avrebbe certamente lottato: 1) per l&#8217;unità d&#8217;Italia, allora l&#8217;unica cosa veramente &#8220;progressista&#8221; all&#8217;ordine del giorno, 2) contro il modo &#8220;coloniale&#8221; di concepire l&#8217;unità d&#8217;Italia ma sempre e comunque per quell&#8217;obiettivo, 3) contro il vecchio potere borbonico e papalino che aveva sottomesso, umiliato e sfruttato i contadini, oltre a impedire, per salvare se stessi, il cammino della storia allora rappresentato dall&#8217;unità della nazione. Compito dello storico, diceva uno studioso, è liberare l&#8217;uomo dal proprio passato. Qui, in questa vecchia storia di mitizzazione di un ambiguo movimento di protesta, c&#8217;è sempre il desiderio di molti di impedire ai meridionali di fare i conti con i propri &#8220;difetti&#8221;. Cioé di guardare sempre indietro.  </p>
<p>Cordialmente<br />
Michele Fumagallo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: corriere.it &#60; grillo per le nuove votazioni</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/24/le-cose-vere/#comment-904</link>
		<dc:creator>corriere.it &#60; grillo per le nuove votazioni</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 19:17:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/24/le-cose-vere/#comment-904</guid>
		<description>&lt;strong&gt;SUl Blog del comico genovese lanciate le liste civiche per Comuni e Regioni
Grillo: «Da oggi si fa politica attiva»&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;I requisiti per il «bollino». «Su legge elettorale e conflitto d&#039;interessi si gioca il destino del Paese»&lt;/em&gt;
ROMA - «Da oggi il blog fa politica attiva». Beppe Grillo, all&#039;indomani della caduta del governo guidato da Romano Prodi, rompe il ghiaccio e rispolvera il progetto di presentare liste civiche per partecipare attivimente alla vita politica. Il comico genovese ha quindi lanciato un sito dedicato «alle liste civiche, al cittadino che prende in mano il proprio destino, il proprio Comune, la propria Regione».

&lt;strong&gt;IN POLITICA &lt;/strong&gt;- Grillo, con l&#039;operazione liste civiche, sotto l&#039;insegna «Per un nuovo Rinascimento», rompre l&#039;ultimo diaframma tra il popolo del Vaffa day e la politica attiva. Anche se per ora l&#039;attenzione è dedicata al livello locale, l&#039;obiettivo è già quello di influire sul Parlamento: «La legge elettorale e il conflitto di interessi - scrive Grillo nel suo blog - sono le vere partite su cui si gioca il destino del Paese. Di queste si deve discutere in diretta in Parlamento di fronte agli italiani», osserva il comico. 

&lt;strong&gt;DISTRAZIONE DI MASSA &lt;/strong&gt;- «Ve ne sarete accorti - si legge ancora sul blog - Ogni giorno esce una notizia di distrazione di massa. Contrada, la legge sull&#039;aborto, il Papa alla Sapienza. Le prime pagine dei giornali sono solo per loro. I giornalisti servi discutono solo di aria fritta. Sono titoli di copertura, nascondono la realtá. Servono per lavorare nell&#039;ombra. Per evitare ogni cambiamento. Come è avvenuto dopo l&#039;omicidio Moro nel 1978, dopo le stragi di Capaci e di via D&#039;Amelio nel 1992 con le morti di Falcone e Borsellino. In seguito sono diventati presidenti del Consiglio i prescritti Andreotti e Berlusconi. La politica è un&#039;attivitá di copertura del potere», scrive Grillo. 

&lt;strong&gt;I REQUISITI&lt;/strong&gt; - Fedele agli annunci della scorsa estate, sul suo sito sono riportati anche «i requisiti e gli impegni per creare una lista civica certificata e pubblicata sul blog». Insomma il «bollino di qualità» (che comprende anche una sorta di dimissioni in bianco preventive). Ecco i requisiti: 1. All&#039;atto della loro candidatura e nel corso dell&#039;intero mandato elettorale, i candidati non dovranno essere iscritti ad alcun partito o movimento politico; 2. Il candidato non dovrà avere riportato sentenze di condanna in sede penale, anche non definitive, né avere procedimenti penali in corso al momento della propria candidatura; 3. Il candidato non dovrà avere assolto in precedenza più di un mandato elettorale, a livello centrale o locale, a prescindere dalla circoscrizione nella quale presenta la propria candidatura; 4. Ogni candidato dovrà risiedere nella circoscrizione del Comune o della Regione (a seconda che si tratti di elezioni comunali o regionali) per il quale intende avanzare la propria candidatura». 

&lt;strong&gt; GLI IMPEGNI &lt;/strong&gt;- Dopo i requisiti, Grillo elenca gli impegni: 1. Ogni candidato si impegna a rimettere il mandato elettorale ricevuto, nel caso in cui, nel corso del suo svolgimento perda o si dimostri non abbia posseduto fin dall&#039;origine uno o più dei requisiti minimi sopra descritti. In mancanza, l&#039;intera lista perderà il diritto di qualificare la propria attività con la certificazione del blog; 2. All&#039;atto della propria candidatura, la lista provvederá a pubblicare in Rete, in un apposito ed adeguato spazio web, l&#039;elenco dei componenti e il loro curriculum vitae secondo uno standard che andremo a definire, con il proprio programma di governo ed istituirà contemporaneamente un blog aperto a tutti i cittadini che consenta il libero scambio di opinioni e critiche con i componenti della lista civica; 3. La lista non potrá associarsi ad altri partiti o liste, se non certificate dal blog, per governare il Comune o la Regione (la Provincia non è contemplata perché va abolita).</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>SUl Blog del comico genovese lanciate le liste civiche per Comuni e Regioni<br />
Grillo: «Da oggi si fa politica attiva»</strong><em>I requisiti per il «bollino». «Su legge elettorale e conflitto d&#8217;interessi si gioca il destino del Paese»</em><br />
ROMA &#8211; «Da oggi il blog fa politica attiva». Beppe Grillo, all&#8217;indomani della caduta del governo guidato da Romano Prodi, rompe il ghiaccio e rispolvera il progetto di presentare liste civiche per partecipare attivimente alla vita politica. Il comico genovese ha quindi lanciato un sito dedicato «alle liste civiche, al cittadino che prende in mano il proprio destino, il proprio Comune, la propria Regione».</p>
<p><strong>IN POLITICA </strong>- Grillo, con l&#8217;operazione liste civiche, sotto l&#8217;insegna «Per un nuovo Rinascimento», rompre l&#8217;ultimo diaframma tra il popolo del Vaffa day e la politica attiva. Anche se per ora l&#8217;attenzione è dedicata al livello locale, l&#8217;obiettivo è già quello di influire sul Parlamento: «La legge elettorale e il conflitto di interessi &#8211; scrive Grillo nel suo blog &#8211; sono le vere partite su cui si gioca il destino del Paese. Di queste si deve discutere in diretta in Parlamento di fronte agli italiani», osserva il comico. </p>
<p><strong>DISTRAZIONE DI MASSA </strong>- «Ve ne sarete accorti &#8211; si legge ancora sul blog &#8211; Ogni giorno esce una notizia di distrazione di massa. Contrada, la legge sull&#8217;aborto, il Papa alla Sapienza. Le prime pagine dei giornali sono solo per loro. I giornalisti servi discutono solo di aria fritta. Sono titoli di copertura, nascondono la realtá. Servono per lavorare nell&#8217;ombra. Per evitare ogni cambiamento. Come è avvenuto dopo l&#8217;omicidio Moro nel 1978, dopo le stragi di Capaci e di via D&#8217;Amelio nel 1992 con le morti di Falcone e Borsellino. In seguito sono diventati presidenti del Consiglio i prescritti Andreotti e Berlusconi. La politica è un&#8217;attivitá di copertura del potere», scrive Grillo. </p>
<p><strong>I REQUISITI</strong> &#8211; Fedele agli annunci della scorsa estate, sul suo sito sono riportati anche «i requisiti e gli impegni per creare una lista civica certificata e pubblicata sul blog». Insomma il «bollino di qualità» (che comprende anche una sorta di dimissioni in bianco preventive). Ecco i requisiti: 1. All&#8217;atto della loro candidatura e nel corso dell&#8217;intero mandato elettorale, i candidati non dovranno essere iscritti ad alcun partito o movimento politico; 2. Il candidato non dovrà avere riportato sentenze di condanna in sede penale, anche non definitive, né avere procedimenti penali in corso al momento della propria candidatura; 3. Il candidato non dovrà avere assolto in precedenza più di un mandato elettorale, a livello centrale o locale, a prescindere dalla circoscrizione nella quale presenta la propria candidatura; 4. Ogni candidato dovrà risiedere nella circoscrizione del Comune o della Regione (a seconda che si tratti di elezioni comunali o regionali) per il quale intende avanzare la propria candidatura». </p>
<p><strong> GLI IMPEGNI </strong>- Dopo i requisiti, Grillo elenca gli impegni: 1. Ogni candidato si impegna a rimettere il mandato elettorale ricevuto, nel caso in cui, nel corso del suo svolgimento perda o si dimostri non abbia posseduto fin dall&#8217;origine uno o più dei requisiti minimi sopra descritti. In mancanza, l&#8217;intera lista perderà il diritto di qualificare la propria attività con la certificazione del blog; 2. All&#8217;atto della propria candidatura, la lista provvederá a pubblicare in Rete, in un apposito ed adeguato spazio web, l&#8217;elenco dei componenti e il loro curriculum vitae secondo uno standard che andremo a definire, con il proprio programma di governo ed istituirà contemporaneamente un blog aperto a tutti i cittadini che consenta il libero scambio di opinioni e critiche con i componenti della lista civica; 3. La lista non potrá associarsi ad altri partiti o liste, se non certificate dal blog, per governare il Comune o la Regione (la Provincia non è contemplata perché va abolita).</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: verderosa per ALAMARO</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/24/le-cose-vere/#comment-903</link>
		<dc:creator>verderosa per ALAMARO</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 19:05:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/24/le-cose-vere/#comment-903</guid>
		<description>mi piace aggiornarvi sugli scritti di EDUARDO ALAMARO che pubblica Press/tLETTER

Fra Dame e Arditi: Gae Aulenti e Peter Eisenman a Napoli
E’ stata una settimana ordinariamente terrificante. Per Napoli, per la Campania, per la Sicilia, per il Sud, per Roma, per la Sapienza d’Italia … no, fermi tutti, “attacco” sbagliato, questo “intermezzo” così nessuno se lo legge. Inizio daccapo, prendo di nuovo la ricorsa: uno, due, tre, stacco…. oplà!, .. salto nel vuoto dell’Architettura al Presente, riattacco…: La chiamavano Nutella, la moglie di Mastella. Scoperta, intercettata, arrestata. Fortuna dei nomi! Mastella che fa rima con Nutella. La Nutella per tutti, il godimento possibile in questa nostra valle di lacrime … il Sogno italiano, la Dolce vita di massa, spalmata sul territorio, gustosamente, democraticamente, capillarmente. Seconde case, villettopoli  &amp; parentopoli, … e poi Mastella fa anche rima con pastella, pazziella, piastrella, putrella, mattonella, costatella, ..... No, mi fermo, questo LPP non me lo passa. Troppo sfottò “politico”, poco architettonico. F-utile, non utile. No, ci ripenso ancora, lo ripesco. Sono (forse) salvo, rientro nel nostro campiello specifico. Leggo infatti che: … Omissis (e difatti LPP non l’ha passata) … E poi non siamo mica tra educande o orsoline. Così fan tutte. L’Italia è tutta una S-partenope (dal verbo spartire, la torta pubblica, nda). Io do una ASL a te, tu dai una IACP a me. Tu metti a posto quello, io metto apposto (cattedra) quell’altro. Da sempre, da tempo, la politica è un mix di Sangue e Merda. Nutella e Putrella. Dare e Avere. Bastone e Carota. Mazza e Panello. Falce e Martello. Libro e Moschetto. Stella e Corona. Croce e Delizia. Parole e Cose. Progetto e Destino. Salvezza e Caduta. Calce e Struzzo. Calma e Gesso. Righe e Squadrette, … e chi più ne ha più ne mette. Poi la riuscita della ricetta (politica &amp; architettonica) dipende dalla proporzioni e dalle dosi. Che variano secondo i luoghi, le epoche ed i gusti, “i dosatori”, i codici e ricettari di fatto, nei fatti, dalle pentole, dai coperchi. Dalla coperture, dai parlamenti e zappamenti .… e meno male che ora ci sono gli artisti sempre-presenti, i designers sempre-giovani, i poeti e gli architetti, segnatamente le archistar, che ci allietano la vita. 

AAA ad esempio …mercoledì scorso a Napoli, per risollevarci il morale dalle montagne ‘e munnezza nelle strade spartenopee, sono venuti due di questi galli da archi-combattimento globale. Un tour de force, per seguirli, il mio. Ma ne valeva la pena! Alle 17.00 a Palazzo Cavalcanti di Via Roma, Gae Aulenti, nelle vesti di Presidente della “Fondazione dell’Istituto Italiano di Scienze umane”. Tema dell’incontro “Trama ed ordito”. Intrigante, penso. Specie se poi l’arzilla Gae allargherà a “Trame ed Arditi”; ai “Ragazzi del Piano” (regolatore di Napoli, Donzelli editore, ndr); nonché alle sue due stazioni metropolitane, (Dante e Museo, pessime, nda). Invece no, va bassa, molto bassa. Voce fioca, non motivata, deludente. La G-aulenti non appare g-audenti. Anzi non si sente niente. Lei stessa non si sente (bene), forse. Proietta sciattamente un po’ di immagini. Canta un po’ di sue canzoni. Vecchi successi internazionali nei teatri di Barcellona, Parigi, Tokio. Vecchio scarpone, quanto hai cantato! Pare Viale del tramonto. O Nilla Pizzi, se non fosse per quegli occhialoni modello “per guardarVi meglio!! Grazie dei fiori, grazie di tutto, Gae! Niente canzoni napulitane, però! Niente Metropolì – Metropolà, pecché??!!! Forse è per questo motivo che il pubblico non si scalda. Non è certo quello delle grandi occasioni, degno di un’archistar! Lo stesso Preside di Architettura,  Beneomale-detto Gravagnuolo, che la introduce, dice un po’ di cose di fretta, d’occasione, e la saluta. “Scusate, c’è in concomitanza Eisenman a Santa Chiara (tengo ‘o core scuro scuro…)”, dice e va via. E noi con lui (a rispettosa distanza). Ciao Gae, alla prossima. Mantieniti forte, fai qualche gargarismo in più!!!

Saltando tra le montagne ‘e munnezza, vado in un altro “pollaio” archistar. Odo da lontano i canti di «galli ‘ncoppa ‘a munnezza» (sociale), come da antico proverbio locale. Alla lettera, vista la situazione dei rifiuti solidi inurbani a Napoli. Anche qui introduce Beneomale-detto Gravagnuolo. Dice cose interessanti, ma non c’è spazio qui. Taglio, vado oltre. Scrivo invece qualcosa di Eisenman (“tradotto” e messo in opera da Gubitosi junior). Nonché da me che mi “applico” per Voi, amici miei dell’Intermezzo. Dice, tra l’altro, il Nostro Peter (con-pan) che “si sente in panchina”, (come un Maratona inutilizzato, ma si può?, nda); che deve entrare nell’archi-partita (di giro) al momento giusto ed opportuno, in Italia. Speriamo presto. Che può scendere in campo nella squadra del “Napoli metrò” ad alta velocità archistar: la Napoli Zazzà!!, ma l’allenatore dove sta? E la squadra? E le riserve? E il vivaio? E le regole del gioco? E il pubblico pagante ed appagante? Ne ha Facoltà, d’Architettura, pare!!)
All’uopo si rammarica il Nostro che in Italia ha pubblicato soltanto libri e non ha (ancora) costruito nulla. Lui che conosce così bene l’Italia. E che l’ama, Terragni docet!! Per cui è molto invidioso del cugino Richard Meier che, testuale, perfido!: “non conosce nulla dell’Italia, ma ha costruito in punti prestigiosi”. Pensa te! “Destino cinico e baro”, direbbe Saragat… (e a me solo la stazioncina di Pompei? Anche se lì c’è la Madonna che (forse) mi farà la Grazia!! “Grazie Benedetto!, grazie Camillo!”, dice l’americano). Va quindi il Nostro sul piano (inclinato) critico dell’eterno Presente d’oggi. Ci rassicura che abbiamo superato il Modern, il post/modern, il decostruttivismo, e che andiamo nell’Altrove, non si sa bene dove … siamo in un momento di Stile Tardo. Dice che, per affinità, ama il lavoro tardo di Beethoven, (chiamalo fesso!!, nda) … ama la Messa (avanti tutta) Solenne, quando gran Ludwig non udiva più i suoi suoni, … come un pittore che non vede più i colori, ma “li sente” sulla tela, … e i suoi contemporanei non lo capivano perché suonava Oltre, … perché (per i Beethoven di ieri e gli Eisenman di oggi) non c’è più suono nel Mondo, non c’è più Utilitas, c’è solo puro suono: le parole e cose hanno definitivamente divorziato (ma il buon Tettamanzi ha dato qualche speranza a chi si è rifatto una nuova casa architettonica: “il Signore è vicino ha chi ha il cuore ferito”, nda) … 
Si inoltra poi il Nostro, schematicamente, sul piano storico posto tra Modern (… alla fine del XIX secolo c’erano cose che ci facevano pensare la modernità … l’aeroplano, la radio, il cinema, .. si viveva la modernità da dentro) … poi (salto) .. venne il ’68 che è stata una rivoluzione, ma una rivoluzione implosiva che ha aperto al post/modernismo …(salto) fino al 1988, quando il primato è passato al decostruttivismo (salto) … ma l’11 settembre 2001 ha posto termine a tutto ciò … perché quello che è successo lì è la materializzazione del gesto decostruttivista … è l’utopia e la realtà che viaggiano insieme, (che si schiattano insieme, contemporaneamente). E perciò abbiamo la fine della fine. Dal 2001 siamo in uno stile tardo … siamo dopo la fine … Come dire? Nella finissima architettura, quella di Eisenman. E anch’io ho finito per questa settimana. Non ho più spazio per Peter (in Pan). ‘A Madonna ‘e Pompei, l’accumpagna!!! Per se e per i suoi.  Finissimi saluti, Eduardo Alamaro (Eldorado) 

P.S. Dimenticavo di dire che per me ha ragione Nutella: tra l’Amore e il Potere dell’Architettura scelgo l’Ammore! E.A.

EDUARDO ALAMARO
tratto da 
presS/Tletter n. 3-2008
http://www.prestinenza.it
http://www.presstletter.com</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mi piace aggiornarvi sugli scritti di EDUARDO ALAMARO che pubblica Press/tLETTER</p>
<p>Fra Dame e Arditi: Gae Aulenti e Peter Eisenman a Napoli<br />
E’ stata una settimana ordinariamente terrificante. Per Napoli, per la Campania, per la Sicilia, per il Sud, per Roma, per la Sapienza d’Italia … no, fermi tutti, “attacco” sbagliato, questo “intermezzo” così nessuno se lo legge. Inizio daccapo, prendo di nuovo la ricorsa: uno, due, tre, stacco…. oplà!, .. salto nel vuoto dell’Architettura al Presente, riattacco…: La chiamavano Nutella, la moglie di Mastella. Scoperta, intercettata, arrestata. Fortuna dei nomi! Mastella che fa rima con Nutella. La Nutella per tutti, il godimento possibile in questa nostra valle di lacrime … il Sogno italiano, la Dolce vita di massa, spalmata sul territorio, gustosamente, democraticamente, capillarmente. Seconde case, villettopoli  &amp; parentopoli, … e poi Mastella fa anche rima con pastella, pazziella, piastrella, putrella, mattonella, costatella, &#8230;.. No, mi fermo, questo LPP non me lo passa. Troppo sfottò “politico”, poco architettonico. F-utile, non utile. No, ci ripenso ancora, lo ripesco. Sono (forse) salvo, rientro nel nostro campiello specifico. Leggo infatti che: … Omissis (e difatti LPP non l’ha passata) … E poi non siamo mica tra educande o orsoline. Così fan tutte. L’Italia è tutta una S-partenope (dal verbo spartire, la torta pubblica, nda). Io do una ASL a te, tu dai una IACP a me. Tu metti a posto quello, io metto apposto (cattedra) quell’altro. Da sempre, da tempo, la politica è un mix di Sangue e Merda. Nutella e Putrella. Dare e Avere. Bastone e Carota. Mazza e Panello. Falce e Martello. Libro e Moschetto. Stella e Corona. Croce e Delizia. Parole e Cose. Progetto e Destino. Salvezza e Caduta. Calce e Struzzo. Calma e Gesso. Righe e Squadrette, … e chi più ne ha più ne mette. Poi la riuscita della ricetta (politica &amp; architettonica) dipende dalla proporzioni e dalle dosi. Che variano secondo i luoghi, le epoche ed i gusti, “i dosatori”, i codici e ricettari di fatto, nei fatti, dalle pentole, dai coperchi. Dalla coperture, dai parlamenti e zappamenti .… e meno male che ora ci sono gli artisti sempre-presenti, i designers sempre-giovani, i poeti e gli architetti, segnatamente le archistar, che ci allietano la vita. </p>
<p>AAA ad esempio …mercoledì scorso a Napoli, per risollevarci il morale dalle montagne ‘e munnezza nelle strade spartenopee, sono venuti due di questi galli da archi-combattimento globale. Un tour de force, per seguirli, il mio. Ma ne valeva la pena! Alle 17.00 a Palazzo Cavalcanti di Via Roma, Gae Aulenti, nelle vesti di Presidente della “Fondazione dell’Istituto Italiano di Scienze umane”. Tema dell’incontro “Trama ed ordito”. Intrigante, penso. Specie se poi l’arzilla Gae allargherà a “Trame ed Arditi”; ai “Ragazzi del Piano” (regolatore di Napoli, Donzelli editore, ndr); nonché alle sue due stazioni metropolitane, (Dante e Museo, pessime, nda). Invece no, va bassa, molto bassa. Voce fioca, non motivata, deludente. La G-aulenti non appare g-audenti. Anzi non si sente niente. Lei stessa non si sente (bene), forse. Proietta sciattamente un po’ di immagini. Canta un po’ di sue canzoni. Vecchi successi internazionali nei teatri di Barcellona, Parigi, Tokio. Vecchio scarpone, quanto hai cantato! Pare Viale del tramonto. O Nilla Pizzi, se non fosse per quegli occhialoni modello “per guardarVi meglio!! Grazie dei fiori, grazie di tutto, Gae! Niente canzoni napulitane, però! Niente Metropolì – Metropolà, pecché??!!! Forse è per questo motivo che il pubblico non si scalda. Non è certo quello delle grandi occasioni, degno di un’archistar! Lo stesso Preside di Architettura,  Beneomale-detto Gravagnuolo, che la introduce, dice un po’ di cose di fretta, d’occasione, e la saluta. “Scusate, c’è in concomitanza Eisenman a Santa Chiara (tengo ‘o core scuro scuro…)”, dice e va via. E noi con lui (a rispettosa distanza). Ciao Gae, alla prossima. Mantieniti forte, fai qualche gargarismo in più!!!</p>
<p>Saltando tra le montagne ‘e munnezza, vado in un altro “pollaio” archistar. Odo da lontano i canti di «galli ‘ncoppa ‘a munnezza» (sociale), come da antico proverbio locale. Alla lettera, vista la situazione dei rifiuti solidi inurbani a Napoli. Anche qui introduce Beneomale-detto Gravagnuolo. Dice cose interessanti, ma non c’è spazio qui. Taglio, vado oltre. Scrivo invece qualcosa di Eisenman (“tradotto” e messo in opera da Gubitosi junior). Nonché da me che mi “applico” per Voi, amici miei dell’Intermezzo. Dice, tra l’altro, il Nostro Peter (con-pan) che “si sente in panchina”, (come un Maratona inutilizzato, ma si può?, nda); che deve entrare nell’archi-partita (di giro) al momento giusto ed opportuno, in Italia. Speriamo presto. Che può scendere in campo nella squadra del “Napoli metrò” ad alta velocità archistar: la Napoli Zazzà!!, ma l’allenatore dove sta? E la squadra? E le riserve? E il vivaio? E le regole del gioco? E il pubblico pagante ed appagante? Ne ha Facoltà, d’Architettura, pare!!)<br />
All’uopo si rammarica il Nostro che in Italia ha pubblicato soltanto libri e non ha (ancora) costruito nulla. Lui che conosce così bene l’Italia. E che l’ama, Terragni docet!! Per cui è molto invidioso del cugino Richard Meier che, testuale, perfido!: “non conosce nulla dell’Italia, ma ha costruito in punti prestigiosi”. Pensa te! “Destino cinico e baro”, direbbe Saragat… (e a me solo la stazioncina di Pompei? Anche se lì c’è la Madonna che (forse) mi farà la Grazia!! “Grazie Benedetto!, grazie Camillo!”, dice l’americano). Va quindi il Nostro sul piano (inclinato) critico dell’eterno Presente d’oggi. Ci rassicura che abbiamo superato il Modern, il post/modern, il decostruttivismo, e che andiamo nell’Altrove, non si sa bene dove … siamo in un momento di Stile Tardo. Dice che, per affinità, ama il lavoro tardo di Beethoven, (chiamalo fesso!!, nda) … ama la Messa (avanti tutta) Solenne, quando gran Ludwig non udiva più i suoi suoni, … come un pittore che non vede più i colori, ma “li sente” sulla tela, … e i suoi contemporanei non lo capivano perché suonava Oltre, … perché (per i Beethoven di ieri e gli Eisenman di oggi) non c’è più suono nel Mondo, non c’è più Utilitas, c’è solo puro suono: le parole e cose hanno definitivamente divorziato (ma il buon Tettamanzi ha dato qualche speranza a chi si è rifatto una nuova casa architettonica: “il Signore è vicino ha chi ha il cuore ferito”, nda) …<br />
Si inoltra poi il Nostro, schematicamente, sul piano storico posto tra Modern (… alla fine del XIX secolo c’erano cose che ci facevano pensare la modernità … l’aeroplano, la radio, il cinema, .. si viveva la modernità da dentro) … poi (salto) .. venne il ’68 che è stata una rivoluzione, ma una rivoluzione implosiva che ha aperto al post/modernismo …(salto) fino al 1988, quando il primato è passato al decostruttivismo (salto) … ma l’11 settembre 2001 ha posto termine a tutto ciò … perché quello che è successo lì è la materializzazione del gesto decostruttivista … è l’utopia e la realtà che viaggiano insieme, (che si schiattano insieme, contemporaneamente). E perciò abbiamo la fine della fine. Dal 2001 siamo in uno stile tardo … siamo dopo la fine … Come dire? Nella finissima architettura, quella di Eisenman. E anch’io ho finito per questa settimana. Non ho più spazio per Peter (in Pan). ‘A Madonna ‘e Pompei, l’accumpagna!!! Per se e per i suoi.  Finissimi saluti, Eduardo Alamaro (Eldorado) </p>
<p>P.S. Dimenticavo di dire che per me ha ragione Nutella: tra l’Amore e il Potere dell’Architettura scelgo l’Ammore! E.A.</p>
<p>EDUARDO ALAMARO<br />
tratto da<br />
presS/Tletter n. 3-2008<br />
<a href="http://www.prestinenza.it" rel="nofollow">http://www.prestinenza.it</a><br />
<a href="http://www.presstletter.com" rel="nofollow">http://www.presstletter.com</a></p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: marco sambo</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/24/le-cose-vere/#comment-902</link>
		<dc:creator>marco sambo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 19:01:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/24/le-cose-vere/#comment-902</guid>
		<description>Mondezza Today (3)
Ci vorrebbe Jannis Kounellis per descrivere la situazione odierna di Napoli: un labirinto dentro il quale, camminando, si possono osservare, a terra, sacchetti di spazzatura adagiati ad arte, come se un Teseo contemporaneo avesse lasciato la sua mondezza per ritrovare l’uscita del dedalo, un filo d’Arianna senza Tempo e Storia, un filo fatto di rifiuti.
Mondezza Today. Anche oggi. Come “Cronisti della spazzatura” continuiamo a denunciare uno dei momenti più brutti, imbarazzanti, deludenti della nostra Repubblica. E nessuno si dimette. Al di là del colore politico e delle fazioni, al di là dei giochi politici, la realtà è che, nel nostro Paese, per lo scandalo rifiuti, nessuno si dimette. Una barzelletta tragicomica.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mondezza Today (3)<br />
Ci vorrebbe Jannis Kounellis per descrivere la situazione odierna di Napoli: un labirinto dentro il quale, camminando, si possono osservare, a terra, sacchetti di spazzatura adagiati ad arte, come se un Teseo contemporaneo avesse lasciato la sua mondezza per ritrovare l’uscita del dedalo, un filo d’Arianna senza Tempo e Storia, un filo fatto di rifiuti.<br />
Mondezza Today. Anche oggi. Come “Cronisti della spazzatura” continuiamo a denunciare uno dei momenti più brutti, imbarazzanti, deludenti della nostra Repubblica. E nessuno si dimette. Al di là del colore politico e delle fazioni, al di là dei giochi politici, la realtà è che, nel nostro Paese, per lo scandalo rifiuti, nessuno si dimette. Una barzelletta tragicomica.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: lucio2008</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/24/le-cose-vere/#comment-900</link>
		<dc:creator>lucio2008</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 17:27:34 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/24/le-cose-vere/#comment-900</guid>
		<description>All&#039;incirca un anno fa scrissi il seguente articolo che vi propongo. Rileggendolo, io stesso mi sono impressionato per la mirabile &quot;virtù&quot; profetica (degna della mitica Cassandra o del geniale Pasolini) che ho dimostrato di possedere. Spero che non venga scambiata per altro, ovvero per iettatura.
Ecco l&#039;articolo.

Ricordate il DODECALOGO?
 
In un triste giorno di Quaresima dell&#039;anno Duemilasette, sul monte Citorio, dio (alias la Curia vaticana) dettò a Mosè (alias Prodi bis-chero) i 12 comandamenti da impartire agli it-alieni. Vediamo quali erano nel dettaglio i 12 precetti neodemocristiani.
 
Io sono il tuo governo sovrano: 
 
1) Non avrai altro governo al di fuori del bis-chero (tranne un esecutivo di coalizione neocentrista-piduista, vale a dire all’insegna della “Grande abbuffata moderata” o “Grande ammucchiata” di stampo massonico-mafioso).
 
2) Non nominare invano i DI.CO o i Pacs (ma neanche i fax, né i Thugs, i Flinstones, gli Adams e tanto meno i Simpson).
 
3) Ricordati di santificare le Ceneri (e di bruciare gli eretici e le streghe).
 
4) Onora Andreotti, Cossiga e Pininfarina (i veri padri della Patria democristiana).
 
5) Non uccidere i ricchi, ma soltanto i poveracci (vedi le stragi  e gli stillicidi sul lavoro).
 
6) Non fornicare con Mastella e Formigoni (ma nemmeno con Bindi, Moratti e Binetti).
 
7) Non derubare i padroni, ma soltanto gli operai (come la Democrazia Cristiana e i suoi degni eredi insegnano).
 
8) Non dire falsa testimonianza, ma nemmeno la verità (Andreotti docet).
 
9) Non desiderare la nostra poltrona.
 
 10) Non desiderare il nostro stipendio.
 
 11) Non desiderare la nostra pensione.
 
 12) Non desiderare soprattutto la nostra caduta anticipata (altrimenti perdiamo il diritto alla pensione).
 
Amen (una montagna di risate li seppellirà!)
 
I NUOVI DEMO(ni)CRISTIANI
 
I nostri ineffabili governanti, non solo ci mancano continuamente di rispetto offendendo la nostra intelligenza, ma violano il mandato elettorale che gli abbiamo conferito (ma quando ci toglieremo il brutto vizio di andare a votare?) contravvenendo ad un  patto siglato con chi li ha deputati in Parlamento. Ormai è fin troppo chiaro che questi nuovi democristiani ci hanno elegantemente raggirato, sfruttando il nostro voto solo per scalare il potere, facendoci credere di salvare l&#039;Italia e la povera democrazia italica dall&#039;insidia costituita dal &quot;cavaliere nero&quot;, che non è Zorro, il giustiziere dei poveri, bensì un bandito mascherato che vive ad Arcore e fa il giustiziere dei ricchi, ma soprattutto difende e persegue i propri interessi di arci-multimiliardario. Non certo in funzione antiberlusconiana, ma in chiave antioperaia ed anticomunista va interpretata la caduta e la (finta) crisi del governo Prodi, avvenuta il giorno delle Ceneri, data di inizio della Quaresima, nell’anno del Signore Duemilasette. 
Per avere totalmente mano libera si sono inventati una grottesca crisi governativa, servita in realtà a camuffare e propiziare un golpe istituzionale (una sorta di blando e piccolo Termidoro italico), un &quot;dolce regalo&quot; che ha consentito di rapinare (ancora una volta) i lavoratori italiani: il Dodecalogo neodemocristiano che ha causato altri lutti e altre sciagure, altri scippi ed espropri di massa legalizzati, altre &quot;missioni di pace&quot;, altre nefandezze ed infamie, altre imboscate e altri inganni a scapito della classe operaia it-aliena, in barba alla tanto amata e bistrattata Carta costituzionale. Diamo definitivamente addio agli articoli 1, 2, 3, 4, 7, 11, … della nostra Costituzione. Basta leggerli con un minimo di attenzione per capire quanto sia inapplicata e disattesa (da sempre, cioè da quando fu promulgata) la Costituzione repubblicana del 1948. 
Infatti, nei 12 punti della &quot;svolta neodemocristiana&quot; non si faceva più menzione dei DI.CO., quei ridicoli ed innocui (eppure assai invisi alle gerarchie vaticane) surrogati dei PACS, non si ravvisava più alcuna attenzione e sensibilità verso le gravi emergenze sociali che affliggono il Paese, in primis la precarietà del lavoro, ma venivano formulate poche enunciazioni assai vaghe e generiche, facilmente rinnegabili, nel senso che non significavano nulla di concreto, ma soprattutto nulla di sinistra! 
Infine, gli ultimi due punti (11 e 12) del suddetto Dodecalogo, erano invece più netti e precisi, perciò più pericolosi, in quanto sancivano l’istituzione, in forma surrettizia ed anticostituzionale, di quel super-premierato che il bandito Berlusconi ha cercato invano di costruire in Italia. Ci voleva un governo sedicente di centro-“sinistro” per riuscire nell’impresa, che aveva il sapore di un vero &quot;golpe istituzionale&quot;, seppure attuato in maniera soffice e, apparentemente, indolore. Purtroppo per noi, per la fragile e incompiuta democrazia italiota. Nemmeno il bandito di Arcore era riuscito a fare tanto, cioè a realizzare una simile porcata anticostituzionale.
In seguito venne il V-DAY AFTER e tutti i potenti vissero felici e contenti.
Infine, giunse Madre Mastella da Ceppaloni a rovesciare il governo e sancire un&#039;ulteriore svolta a destra...
 
Lucio Garofalo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;incirca un anno fa scrissi il seguente articolo che vi propongo. Rileggendolo, io stesso mi sono impressionato per la mirabile &#8220;virtù&#8221; profetica (degna della mitica Cassandra o del geniale Pasolini) che ho dimostrato di possedere. Spero che non venga scambiata per altro, ovvero per iettatura.<br />
Ecco l&#8217;articolo.</p>
<p>Ricordate il DODECALOGO?</p>
<p>In un triste giorno di Quaresima dell&#8217;anno Duemilasette, sul monte Citorio, dio (alias la Curia vaticana) dettò a Mosè (alias Prodi bis-chero) i 12 comandamenti da impartire agli it-alieni. Vediamo quali erano nel dettaglio i 12 precetti neodemocristiani.</p>
<p>Io sono il tuo governo sovrano: </p>
<p>1) Non avrai altro governo al di fuori del bis-chero (tranne un esecutivo di coalizione neocentrista-piduista, vale a dire all’insegna della “Grande abbuffata moderata” o “Grande ammucchiata” di stampo massonico-mafioso).</p>
<p>2) Non nominare invano i DI.CO o i Pacs (ma neanche i fax, né i Thugs, i Flinstones, gli Adams e tanto meno i Simpson).</p>
<p>3) Ricordati di santificare le Ceneri (e di bruciare gli eretici e le streghe).</p>
<p>4) Onora Andreotti, Cossiga e Pininfarina (i veri padri della Patria democristiana).</p>
<p>5) Non uccidere i ricchi, ma soltanto i poveracci (vedi le stragi  e gli stillicidi sul lavoro).</p>
<p>6) Non fornicare con Mastella e Formigoni (ma nemmeno con Bindi, Moratti e Binetti).</p>
<p>7) Non derubare i padroni, ma soltanto gli operai (come la Democrazia Cristiana e i suoi degni eredi insegnano).</p>
<p>8) Non dire falsa testimonianza, ma nemmeno la verità (Andreotti docet).</p>
<p>9) Non desiderare la nostra poltrona.</p>
<p> 10) Non desiderare il nostro stipendio.</p>
<p> 11) Non desiderare la nostra pensione.</p>
<p> 12) Non desiderare soprattutto la nostra caduta anticipata (altrimenti perdiamo il diritto alla pensione).</p>
<p>Amen (una montagna di risate li seppellirà!)</p>
<p>I NUOVI DEMO(ni)CRISTIANI</p>
<p>I nostri ineffabili governanti, non solo ci mancano continuamente di rispetto offendendo la nostra intelligenza, ma violano il mandato elettorale che gli abbiamo conferito (ma quando ci toglieremo il brutto vizio di andare a votare?) contravvenendo ad un  patto siglato con chi li ha deputati in Parlamento. Ormai è fin troppo chiaro che questi nuovi democristiani ci hanno elegantemente raggirato, sfruttando il nostro voto solo per scalare il potere, facendoci credere di salvare l&#8217;Italia e la povera democrazia italica dall&#8217;insidia costituita dal &#8220;cavaliere nero&#8221;, che non è Zorro, il giustiziere dei poveri, bensì un bandito mascherato che vive ad Arcore e fa il giustiziere dei ricchi, ma soprattutto difende e persegue i propri interessi di arci-multimiliardario. Non certo in funzione antiberlusconiana, ma in chiave antioperaia ed anticomunista va interpretata la caduta e la (finta) crisi del governo Prodi, avvenuta il giorno delle Ceneri, data di inizio della Quaresima, nell’anno del Signore Duemilasette.<br />
Per avere totalmente mano libera si sono inventati una grottesca crisi governativa, servita in realtà a camuffare e propiziare un golpe istituzionale (una sorta di blando e piccolo Termidoro italico), un &#8220;dolce regalo&#8221; che ha consentito di rapinare (ancora una volta) i lavoratori italiani: il Dodecalogo neodemocristiano che ha causato altri lutti e altre sciagure, altri scippi ed espropri di massa legalizzati, altre &#8220;missioni di pace&#8221;, altre nefandezze ed infamie, altre imboscate e altri inganni a scapito della classe operaia it-aliena, in barba alla tanto amata e bistrattata Carta costituzionale. Diamo definitivamente addio agli articoli 1, 2, 3, 4, 7, 11, … della nostra Costituzione. Basta leggerli con un minimo di attenzione per capire quanto sia inapplicata e disattesa (da sempre, cioè da quando fu promulgata) la Costituzione repubblicana del 1948.<br />
Infatti, nei 12 punti della &#8220;svolta neodemocristiana&#8221; non si faceva più menzione dei DI.CO., quei ridicoli ed innocui (eppure assai invisi alle gerarchie vaticane) surrogati dei PACS, non si ravvisava più alcuna attenzione e sensibilità verso le gravi emergenze sociali che affliggono il Paese, in primis la precarietà del lavoro, ma venivano formulate poche enunciazioni assai vaghe e generiche, facilmente rinnegabili, nel senso che non significavano nulla di concreto, ma soprattutto nulla di sinistra!<br />
Infine, gli ultimi due punti (11 e 12) del suddetto Dodecalogo, erano invece più netti e precisi, perciò più pericolosi, in quanto sancivano l’istituzione, in forma surrettizia ed anticostituzionale, di quel super-premierato che il bandito Berlusconi ha cercato invano di costruire in Italia. Ci voleva un governo sedicente di centro-“sinistro” per riuscire nell’impresa, che aveva il sapore di un vero &#8220;golpe istituzionale&#8221;, seppure attuato in maniera soffice e, apparentemente, indolore. Purtroppo per noi, per la fragile e incompiuta democrazia italiota. Nemmeno il bandito di Arcore era riuscito a fare tanto, cioè a realizzare una simile porcata anticostituzionale.<br />
In seguito venne il V-DAY AFTER e tutti i potenti vissero felici e contenti.<br />
Infine, giunse Madre Mastella da Ceppaloni a rovesciare il governo e sancire un&#8217;ulteriore svolta a destra&#8230;</p>
<p>Lucio Garofalo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: lucio garofalo</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/24/le-cose-vere/#comment-893</link>
		<dc:creator>lucio garofalo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 12:55:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/24/le-cose-vere/#comment-893</guid>
		<description>Salve. 
Vi segnalo il link relativo al neonato blog scolastico sul Brigantaggio meridionale. 
Il titolo del blog è &quot;Alunni Briganti&quot;. 
L&#039;indirizzo web è http://www.alunnibriganti.splinder.com 
 
Segue una breve nota di presentazione del progetto e del blog.
 
 
LABORATORIO DELLA MEMORIA:
IL BRIGANTAGGIO MERIDIONALE E LA FESTA DELLA COSTITUZIONE
 
Tra le varie iniziative messe in campo dall&#039;Istituto Comprensivo Statale &quot;V. Criscuoli&quot; di Sant&#039;Angelo dei Lombardi, per il corrente anno scolastico, emerge un progetto relativo al &quot;Laboratorio della Memoria&quot;. 
Il progetto si articola in due attività didattico-formative che in qualche misura si vanno ad intersecare tra loro. 
Il primo momento prevede un percorso di approfondimento storico dedicato al &quot;Brigantaggio&quot;, inteso come una straordinaria esperienza di lotta armata condotta dalle popolazioni dell’Italia meridionale (l’ex Regno borbonico delle Due Sicilie) per resistere all&#039;occupazione militare imposta dalla monarchia sabauda. Tale vicenda storica ci tocca direttamente da vicino, fa parte della memoria collettiva della nostra gente, è presente e viva nei nostri luoghi, è insita nella nomenclatura di alcuni vicoli, strade, piazze, persino di alcune sedi municipali. Insomma, si tratta di un’esperienza storica che ha coinvolto e segnato profondamente le popolazioni locali. Si pensi soltanto alle formazioni e alle azioni di noti “briganti” che hanno avuto come scenario proprio il nostro territorio, quello dei monti irpini.
Trattandosi di un Laboratorio di ricerca sul Brigantaggio meridionale, è evidente che i destinatari dell’iniziativa sono alunni ed insegnanti delle classi terze della scuola secondaria di 1° grado, dato che l’argomento rientra formalmente nel programma curricolare di storia riservato a tali classi.
Inoltre, quest&#039;anno ricorre il 60° anniversario della nostra Costituzione (in vigore esattamente dal 1° gennaio 1948), per cui si è ritenuto giusto cogliere l’occasione per allestire una manifestazione sull&#039;argomento. Il progetto prevede una “Festa della Costituzione” da organizzare in concomitanza con la Festa della Liberazione, quindi intorno al 25 aprile. Senza dubbio, i 60 anni della Costituzione forniranno spunti preziosi per promuovere percorsi educativi di tipo trasversale e interdisciplinare, incentrati sull’Educazione alla convivenza democratica, nelle varie classi dell&#039;Istituto. 
Lo svolgimento del progetto richiede un arco di tempo compreso tra febbraio e aprile dell&#039;anno in corso.
Infine, per esporre i contenuti prodotti dagli alunni, tra le varie modalità escogitate, oltre alle classiche mostre e alle consuete manifestazioni scolastiche finali, si è pensato di creare un blog interattivo, curato da alunni ed insegnanti, da riempire con i risultati delle ricerche e delle attività condotte durante il laboratorio. 
Il titolo del blog è &quot;Alunni Briganti&quot;. L&#039;indirizzo web è http://www.alunnibriganti.splinder.com.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Salve.<br />
Vi segnalo il link relativo al neonato blog scolastico sul Brigantaggio meridionale.<br />
Il titolo del blog è &#8220;Alunni Briganti&#8221;.<br />
L&#8217;indirizzo web è <a href="http://www.alunnibriganti.splinder.com" rel="nofollow">http://www.alunnibriganti.splinder.com</a> </p>
<p>Segue una breve nota di presentazione del progetto e del blog.</p>
<p>LABORATORIO DELLA MEMORIA:<br />
IL BRIGANTAGGIO MERIDIONALE E LA FESTA DELLA COSTITUZIONE</p>
<p>Tra le varie iniziative messe in campo dall&#8217;Istituto Comprensivo Statale &#8220;V. Criscuoli&#8221; di Sant&#8217;Angelo dei Lombardi, per il corrente anno scolastico, emerge un progetto relativo al &#8220;Laboratorio della Memoria&#8221;.<br />
Il progetto si articola in due attività didattico-formative che in qualche misura si vanno ad intersecare tra loro.<br />
Il primo momento prevede un percorso di approfondimento storico dedicato al &#8220;Brigantaggio&#8221;, inteso come una straordinaria esperienza di lotta armata condotta dalle popolazioni dell’Italia meridionale (l’ex Regno borbonico delle Due Sicilie) per resistere all&#8217;occupazione militare imposta dalla monarchia sabauda. Tale vicenda storica ci tocca direttamente da vicino, fa parte della memoria collettiva della nostra gente, è presente e viva nei nostri luoghi, è insita nella nomenclatura di alcuni vicoli, strade, piazze, persino di alcune sedi municipali. Insomma, si tratta di un’esperienza storica che ha coinvolto e segnato profondamente le popolazioni locali. Si pensi soltanto alle formazioni e alle azioni di noti “briganti” che hanno avuto come scenario proprio il nostro territorio, quello dei monti irpini.<br />
Trattandosi di un Laboratorio di ricerca sul Brigantaggio meridionale, è evidente che i destinatari dell’iniziativa sono alunni ed insegnanti delle classi terze della scuola secondaria di 1° grado, dato che l’argomento rientra formalmente nel programma curricolare di storia riservato a tali classi.<br />
Inoltre, quest&#8217;anno ricorre il 60° anniversario della nostra Costituzione (in vigore esattamente dal 1° gennaio 1948), per cui si è ritenuto giusto cogliere l’occasione per allestire una manifestazione sull&#8217;argomento. Il progetto prevede una “Festa della Costituzione” da organizzare in concomitanza con la Festa della Liberazione, quindi intorno al 25 aprile. Senza dubbio, i 60 anni della Costituzione forniranno spunti preziosi per promuovere percorsi educativi di tipo trasversale e interdisciplinare, incentrati sull’Educazione alla convivenza democratica, nelle varie classi dell&#8217;Istituto.<br />
Lo svolgimento del progetto richiede un arco di tempo compreso tra febbraio e aprile dell&#8217;anno in corso.<br />
Infine, per esporre i contenuti prodotti dagli alunni, tra le varie modalità escogitate, oltre alle classiche mostre e alle consuete manifestazioni scolastiche finali, si è pensato di creare un blog interattivo, curato da alunni ed insegnanti, da riempire con i risultati delle ricerche e delle attività condotte durante il laboratorio.<br />
Il titolo del blog è &#8220;Alunni Briganti&#8221;. L&#8217;indirizzo web è <a href="http://www.alunnibriganti.splinder.com" rel="nofollow">http://www.alunnibriganti.splinder.com</a>.</p>
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