COMUNITA’ PROVVISORIA . paesi .. paesaggi … paesologia

comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella

conferma mediatica

con 6 commenti

Comunità Provvisoria

DOMENICA 27 gennaio a CALITRI –  ore 16 visita al centro storico, appuntamento davanti al Municipio  -  ore 17 visita al Palazzo Zampaglione, B&B  e al Museo della Ceramica  -  ore 18 riunione  -  ore 19,30 chi vuole può fermarsi presso il locale della Gatta Cenerentola 

E’ IMPORTANTE VEDERE QUESTO VIDEO  -  contiene la dolorosa ed esplicita conferma ‘mediatica’ a tutto quello che  abbiamo scritto sul Blog e discusso nelle assemblee  -  servizio delle IENE di venerdì 25 gennaio sulla MONNEZZA a NAPOLI  -   ecco perchè le discariche non basteranno mai  -  ecco perchè Napoli sommergerà di RIFIUTI l’IRPINIA e la CAMPANIA INTERA  -   cliccare sul link seguente per aprire il video  -  http://www.video.mediaset.it/video.html?sito=iene&data=2008/01/25&id=4354&categoria=puntata&from=email

Written by comunitaprovvisoria

26 Gennaio 2008 a 2:06 pm

6 Risposte

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  1. Quale sarà il tema portante della riunione delle ore 18,00 a Calitri?

    Tonino Lapenna

    26 Gennaio 2008 alle 2:41 pm

  2. Chi sa forse domani…..
    Un rumore sordo,
    un chiavistello si chiude
    e la libertà scompare.
    I pensieri volano a ritroso
    sono cattivi, fanno male.
    Perché in quel maledetto momento
    c’eri tu ad armare la mia mano,
    a stravolgere la mia mente?
    Per un attimo di ebbrezza
    hai voluto la mia libertà,
    hai violentato la mia anima,
    hai ucciso le mie idee.
    Adesso sono solo
    vorrei tanto….
    ma ancora non posso,
    chi sa forse domani
    sarò di nuovo
    padrone di me stesso.

    Ariano Irpino 12.11.2003

    Tancredi Lisena

    tancredi lisena

    27 Gennaio 2008 alle 12:10 pm

  3. … mi dispiace dirlo, ma sono deluso del blog, molto deluso. Come già dissi il primo giorno che ci incontrammo al Goleto, se dietro ogni nostra azione non c’è un fine, un principio, non può che esserci il vuoto. Con la grande stima ed amicizia che nutro e che ci lega da tempo, immutata, dietro il blog c’è un vuoto che fa paura. Vi prego pubblicare il mio articolo sulla manifestazione di Ariano, che è a difesa di tutti non solo della terra arianese. Con le foto. Saluti. Mimì’

    d.cambria

    30 Gennaio 2008 alle 8:15 am

  4. sono un irpino (di Cairano) ma vivo all’estero (in California) ed ho da poco cominciato a visitare questo sito/blog che trovo molto interessante e che continuerò a visitare regolarmente.

    Vorrei contribuire anche io ma su un argomento che a me sta molto a cuore ma che agli italiani non importa niente o quasi. L’argomento è l’uso di parole straniere inutili, specialmente inglesi, in italiano, anche su questo blog. Da qualche anno ho in rete un sito appunto su questo argomento, http://www.ipli.it , che però non ha avuto successo soprattutto perché pochi visitano i siti oggigiorno. Le sarò grato se mi fa sapere se è possibile avere l’argomento “ANGLISMI INUTILI: PERCHÉ?” sul vostro blog.
    raffaele ruberto

    raffaele ruberto - california

    6 Febbraio 2008 alle 9:09 pm

  5. Il modo migliore per comprendere il mio argomento sarebbe di visitare il mio sito cliccando su http://www.ipli.it, oppure cliccando si http://www.ipli.it/situazione/htm che e’ una pagina del sito. Naturalmente dovrei modificare il testo perche’ e’ fatto apposta per un sito, ma questo dovrebbe darti una idea di quello che vorrei fare.
    Tra parentesi, oltre al fatto che il sito non ha avuto successo, c’e’ anche una ragione economica e cioe’ il fatto che pago piu’ di 100 euro all’anno per mantenere il sito.

    In quanto alla California, un paradiso terrestre proprio non lo e’ anche se a voi sembra cosi’. Noi stiamo qui per lavoro e perche’ abbiamo figli e nipoti. Stiamo bene e non ci possiamo lamentare, ma non e’ casa nostra anche se siamo assimilati abbastanza bene e parliamo inglese senza problemi. Ora che siamo in pensione, ci trasferiremmo immediatamente in Italia, a Cairano per essere precisi, se non ci fossero figli e nipoti.

    L’Italia ha tanti problemi, e nel suo piccolo anche Cairano li ha, ma e’ meglio di tanti altri posti, certamente meglio della California, anche se a voi sembra il paradiso terrestre. Il discorso e’ troppo lungo e forse si dovrebbe iniziare un argomento sul blog che paragoni l’Irpinia ai posti nel mondo dove vivono Irpini.

    Fatemi sapere se il mio argomento vi interessa.
    Grazie e buon lavoro.
    Raffaele Rubereto

    raffaele ruberto - california

    6 Febbraio 2008 alle 9:10 pm

  6. Alta densità
    Sandro Roggio
    [15 Gennaio 2008]

    Densità, alta densità; e poi soprattutto sprawl, cioè diffusione ininterrotta di case nel territorio.
    E’ rimasto in ombra questo aspetto nelle analisi sul dramma di Napoli e dintorni, invasi dai rifiuti oltre ogni temibile previsione.
    Sì, perché la difficoltà è pure data dal grado elevatissimo di occupazione dello spazio disponibile da cose e persone (la Campania è la regione più densamente popolata del paese: oltre 420 abitanti per km quadrato).
    Basta dare un’occhiata alle mappe per scoprire che ogni metro quadro di questa metropoli è impegnato, non ci sono più vere campagne da tempo, che dovrebbero stare ad una distanza di sicurezza dalle città e dai suoi cascami. L’urbanizzazione è senza soluzione di continuità e ogni vuoto, risorsa scarsa (da riempire di case o di rifiuti) ha grande valore, e per il suo possesso concorrono schiere di malavitosi.
    In una simile condizione, di pericolo per frammistione di attività incompatibili, è ovvio che sia assai difficile trovare un posto dove appoggiare, seppure temporaneamente, i rifiuti prodotti da tanta gente, che ad occhio sembra più di quella che viene censita/denunciata.

    Densità, allora. C’è una linea di pensiero che associa l’elevata presenza umana con la ricchezza di un’area urbana che, si dice, deve attrarre investimenti per competere. L’indice dei consumi (quindi di rifiuti prodotti) serve a misurare la forza di un luogo rispetto ad un altro. E’ la presenza elevata di grandi strutture (di vendita in primis) che dice del primato di un luogo, dove si contano i consumatori con compiacimento. I consumatori sono anche elettori. Il consumo del territorio, com’è noto, si trasforma in voti dappertutto. E il caso Napoli non è isolato: è assai simile, piuttosto, all’ecomostro di turno che spicca per sottovalutazione di tanti altri casi di usi distorti del territorio. Ci fu una legge per Napoli, alle origini della storia urbanistica del Paese, che alludeva ad altri casi.
    La bassa densità insediativa è stata (è) considerata una disgrazia dalle comunità che non crescono, perché le regioni meno abitate, così è nella storia, salvo eccezioni, sono più povere. La condizione sfavorevole, indicata dagli investitori, è quella della distanza dalle grandi correnti di traffico, com’è per le isole.
    Se, ad esempio, si guardano i rapporti sulla Sardegna, si troverà continuamente riproposto l’argomento della bassa densità abitativa come svantaggio grave. Nel Settecento, i Savoia che si prendevano l’isola con i suoi pochissimi abitanti, molto controvoglia, consideravano grave questo deficit di popolamento, e il progetto di portarci gente, quanta più gente possibile, è stato riproposto a lungo. Ancora oggi un milione e mezzo di abitanti (che stanno in pezzo di città), settanta per chilometro quadrato, sembrano un difetto. Il disegno di occupare i luoghi, quelli più preziosi per cominciare, è molto sostenuto dagli apostoli del Pil, e trova attenzione. Produce dispersione, se non crescita di popolazione.

    Decrescita. Se ne parla con diffidenza. I più considerano le tesi sullo scadimento della qualità della vita prodotte dalla crescita (quelle di Latouche, ad esempio) strampalate interpretazioni della realtà, perché porre limiti allo sviluppo, si dice, è contro le leggi che fanno girare il mondo, da sempre. C’è chi considera il ciclo edilizio inarrestabile, incontrollabile, perché tocca al mercato decidere.
    Serviranno le condizioni allarmanti di Napoli a fare riflettere sull’idea di sviluppo, almeno sulle difficoltà di governare territori dove peraltro gli abusi allignano in un circolo vizioso?
    Uno degli insegnamenti da trarre dovrebbe essere quello di risparmiare il suolo, anche dove sembra abbondante. Ci potrebbe essere bisogno di terra fertile e soprattutto salubre nei prossimi anni. Che la bassa densità possa essere volta a vantaggio qualcuno comincia a immaginarlo: la produzione agricola e zootecnica sarà consentita solo dove la terra non è stata avvelenata. Lo esigerà il mercato, perché anche i consumatori più distratti si accorgeranno che di veleni si muore.

    alta densità

    6 Febbraio 2008 alle 9:17 pm


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