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	<title>Commenti a: Lettera sulla dittatura</title>
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	<description>comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella</description>
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		<title>Di: alfonso</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/30/lettera-sulla-dittatura/#comment-1142</link>
		<dc:creator>alfonso</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Feb 2008 11:27:18 +0000</pubDate>
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		<description>la lettera sulla dittartura merita un dibattito più aperto ematuro. magari anche meno ideologico.
mi dispiace per adesioni poco critiche e piuttosto opportunistiche di soggetti che dovrebbero esprimere una cultura e non hanno idee su niente, solo imbarazzanti atteggiamenti da superstar.
speriamo si parli di questo problema in uno dei nostri incontri convivial-dandy-political-narcisistici-goliardici</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>la lettera sulla dittartura merita un dibattito più aperto ematuro. magari anche meno ideologico.<br />
mi dispiace per adesioni poco critiche e piuttosto opportunistiche di soggetti che dovrebbero esprimere una cultura e non hanno idee su niente, solo imbarazzanti atteggiamenti da superstar.<br />
speriamo si parli di questo problema in uno dei nostri incontri convivial-dandy-political-narcisistici-goliardici</p>
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		<title>Di: lucio2008</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/30/lettera-sulla-dittatura/#comment-1003</link>
		<dc:creator>lucio2008</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Feb 2008 08:03:50 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Franco, 
ti ringrazio per i complimenti, quasi imbarazzanti.
Appena mi sarà possibile parteciperò ad uno dei vostri convegni artistico-conviviali e goliardico-culinari. Per ora mi godo la &quot;prigione dorata&quot; imposta da mio figlio... Mi farebbe piacere portarlo ad uno dei vostri incontri, ma è ancora molto piccolo ed è difficilmente gestibile, essendo una piccola e simpatica &quot;peste&quot;. 
Ripeto: non so ancora se e quando potrò, ma alla prima occasione sarò ben lieto di essere tra i vostri commensali.
Lucio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Franco,<br />
ti ringrazio per i complimenti, quasi imbarazzanti.<br />
Appena mi sarà possibile parteciperò ad uno dei vostri convegni artistico-conviviali e goliardico-culinari. Per ora mi godo la &#8220;prigione dorata&#8221; imposta da mio figlio&#8230; Mi farebbe piacere portarlo ad uno dei vostri incontri, ma è ancora molto piccolo ed è difficilmente gestibile, essendo una piccola e simpatica &#8220;peste&#8221;.<br />
Ripeto: non so ancora se e quando potrò, ma alla prima occasione sarò ben lieto di essere tra i vostri commensali.<br />
Lucio</p>
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		<title>Di: franco arminio</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/30/lettera-sulla-dittatura/#comment-1000</link>
		<dc:creator>franco arminio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jan 2008 20:26:39 +0000</pubDate>
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		<description>caro lucio
ma quando ti fai vedere a uno dei nostri incontri.
comunque complimenti per la serietà con cui ti avvicini alle questioni.
in tempo di discredito per il pensiero vai in contromano.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro lucio<br />
ma quando ti fai vedere a uno dei nostri incontri.<br />
comunque complimenti per la serietà con cui ti avvicini alle questioni.<br />
in tempo di discredito per il pensiero vai in contromano.</p>
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	<item>
		<title>Di: lucio2008</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/30/lettera-sulla-dittatura/#comment-999</link>
		<dc:creator>lucio2008</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jan 2008 19:29:07 +0000</pubDate>
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		<description>“La differenza tra la democrazia e la dittatura è che nella prima ti fanno votare poi ti danno ordini, mentre nella seconda non ti fanno perdere tempo a votare”. Con questa sintesi grezza ma efficace lo scrittore americano Charles Bukowski riusciva meglio di tanti &quot;sinistri&quot; a svelare la truffa della democrazia. Per i democratici il voto libero e uguale è il fondamento della libertà, ma il voto non è mai stato uguale e tanto meno libero. “Cento che agiscano sempre di concerto e d’accordo prevarranno sempre su mille che agiscano liberamente”, faceva notare circa un secolo fa Gaetano Mosca (animatore, con Vilfredo Pareto, del movimento élitista). E in realtà la democrazia è un sistema di oligarchie mascherate, che schiacciano il singolo non &quot;infeudato&quot;. Anche un neopositivista teorico della democrazia come Hans Kelsen sosteneva che la democrazia è un “sistema di finzioni” la cui ideologia, scissa dalla realtà, serve a dare ai cittadini l’illusione di delegare il proprio volere mentre non fanno altro che scegliere da chi essere governati. Una proposizione che in sostanza ricalca quella di Lenin: scegliere ogni cinque anni da quale parte della borghesia essere sfruttati.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>“La differenza tra la democrazia e la dittatura è che nella prima ti fanno votare poi ti danno ordini, mentre nella seconda non ti fanno perdere tempo a votare”. Con questa sintesi grezza ma efficace lo scrittore americano Charles Bukowski riusciva meglio di tanti &#8220;sinistri&#8221; a svelare la truffa della democrazia. Per i democratici il voto libero e uguale è il fondamento della libertà, ma il voto non è mai stato uguale e tanto meno libero. “Cento che agiscano sempre di concerto e d’accordo prevarranno sempre su mille che agiscano liberamente”, faceva notare circa un secolo fa Gaetano Mosca (animatore, con Vilfredo Pareto, del movimento élitista). E in realtà la democrazia è un sistema di oligarchie mascherate, che schiacciano il singolo non &#8220;infeudato&#8221;. Anche un neopositivista teorico della democrazia come Hans Kelsen sosteneva che la democrazia è un “sistema di finzioni” la cui ideologia, scissa dalla realtà, serve a dare ai cittadini l’illusione di delegare il proprio volere mentre non fanno altro che scegliere da chi essere governati. Una proposizione che in sostanza ricalca quella di Lenin: scegliere ogni cinque anni da quale parte della borghesia essere sfruttati.</p>
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	<item>
		<title>Di: franco arminio</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/30/lettera-sulla-dittatura/#comment-997</link>
		<dc:creator>franco arminio</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jan 2008 17:07:15 +0000</pubDate>
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		<description>roberta e dario
che bei commenti!
la comunità provvisoria è proprio il tentativo di ricostruire una piazza.
dobbiamo farlo tutti insieme, così non si stanca nessuno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>roberta e dario<br />
che bei commenti!<br />
la comunità provvisoria è proprio il tentativo di ricostruire una piazza.<br />
dobbiamo farlo tutti insieme, così non si stanca nessuno.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: roberta</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/30/lettera-sulla-dittatura/#comment-993</link>
		<dc:creator>roberta</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jan 2008 14:47:25 +0000</pubDate>
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		<description>I greci si sapevano cittadini perchè prendevano parte personalmente al dibattito pubblico destinato a definire quale fosse il bene della colletività. in questo si sapevano distinti dai sudditi delle grandi monachie orientali, nelle quali non solo non si dava partecipazione del popolo alle decisioni politiche, ma soprattutto il concetto di bene pubblico era stabilito dall&#039;alto e le misure di sicuezza sociale erano concesse dal potere in modo patriarcale in funzione della conservazione della pace sociale. l&#039;estensione dello stato moderno ha disabilitato la formula della partecipazione diretta, ma la dislocazione dei centri realmente significativi della decisione politica presso organismi internazionali di carattere non elettivo ha definitivamente consegnato all&#039;inattualità anche ogni residuo appello alla democrazia rappresentativa. e noi oggi siamo sudditi e non più cittadini e non solo perché anche il voto, seppure non fosse mutilato da una legge elettorale blindata, ha perso ogni valore, ma anche e soprattutto perché tutti, da destra e da sinistra, i politici parlano in nome dei nostri bisogni e delle nostre volontà senza peritarsi di interpellarci. questa è la dittatura, questa condanna dei cittadini a sudditi, questo patriarcalismo che ci indottrina dall&#039;alto sui nostri desideri e sui nostri bisogni, questa riduzione del &quot;popolo&quot; alla condizione di minorità. no, non è la politica rappresentativa il grimadello per questa pigione, ma solo l&#039;agorà, il ripristino di luoghi pubblici di discussione in cui riapproriarci della nostra capacità di immaginarci un mondo a nostra misura, la rivendicazione della nostra autonomia desiderante e progettuale, la nostra maturità</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>I greci si sapevano cittadini perchè prendevano parte personalmente al dibattito pubblico destinato a definire quale fosse il bene della colletività. in questo si sapevano distinti dai sudditi delle grandi monachie orientali, nelle quali non solo non si dava partecipazione del popolo alle decisioni politiche, ma soprattutto il concetto di bene pubblico era stabilito dall&#8217;alto e le misure di sicuezza sociale erano concesse dal potere in modo patriarcale in funzione della conservazione della pace sociale. l&#8217;estensione dello stato moderno ha disabilitato la formula della partecipazione diretta, ma la dislocazione dei centri realmente significativi della decisione politica presso organismi internazionali di carattere non elettivo ha definitivamente consegnato all&#8217;inattualità anche ogni residuo appello alla democrazia rappresentativa. e noi oggi siamo sudditi e non più cittadini e non solo perché anche il voto, seppure non fosse mutilato da una legge elettorale blindata, ha perso ogni valore, ma anche e soprattutto perché tutti, da destra e da sinistra, i politici parlano in nome dei nostri bisogni e delle nostre volontà senza peritarsi di interpellarci. questa è la dittatura, questa condanna dei cittadini a sudditi, questo patriarcalismo che ci indottrina dall&#8217;alto sui nostri desideri e sui nostri bisogni, questa riduzione del &#8220;popolo&#8221; alla condizione di minorità. no, non è la politica rappresentativa il grimadello per questa pigione, ma solo l&#8217;agorà, il ripristino di luoghi pubblici di discussione in cui riapproriarci della nostra capacità di immaginarci un mondo a nostra misura, la rivendicazione della nostra autonomia desiderante e progettuale, la nostra maturità</p>
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	<item>
		<title>Di: dario</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/30/lettera-sulla-dittatura/#comment-990</link>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jan 2008 12:27:12 +0000</pubDate>
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		<description>Dalla Dittatura del Rumore alla Libertà del Silenzio

&quot;Timorosa , una ragazzina brutta, storpia, con i piedi deformi che la fanno zoppicare, e la bocca storta, vive per lo più con i suoi parenti, i Paurosi, a Tremebondo, un malfamato e sperduto paesello della Vallata dell’Umiliazione.
Fidanzata al cugino Codardo vive sotto la costante vigilanza delle zie Depressa e Triste Presentimento.
In mezzo a tante sfortune  ha però la fortuna di essere al servizio del Grande Pastore- un personaggio quasi mitico, che balza per le colline e i monti con l’agilità di una cerbiatta -, di cui custodisce le greggi.
Un giorno il Grande Pastore la invita a salire con lui sulle Alte Vette dove – dice – esistono delle sorgenti miracolose, immergendosi nelle quali uno esce completamente guarito sia nel corpo che nell’anima.
Timorosa aderisce con entusiasmo alla proposta del Grande Pastore, ma poi, ossequiente al nome che porta, subito si pente, sopraffatta dalla paura e dall’ansia.
Nello stesso tempo non si sente di venir meno alla parola data e, dopo una serie di peripezie, sormontando le difficoltà proprie e gli ostacoli frapposti dai parenti Paurosi, parte con il Pastore verso le Alte Vette.
Mentre salgono la montagna, incontrano nella natura: alberi, pascoli, greggi, fiori, il cinguettio degli uccelli, rigagnoli d’acqua che, confluendo, diventano ruscelli, torrenti, cascate e, alla fine, i grandi fiumi che, attraversando la pianura, scorrono verso il mare.
A questo punto Timorosa è presa da una curiosità: vuole capire che cosa cantano le acque lungo il percorso che dalle cime innevate le conduce al mare. “Qualche volta – confida al Pastore – nel silenzio della notte, mi soffermo ad ascoltare, mentre sono nel mio letto, la voce del ruscello che scorre dietro il giardino della mia casa. Risuona in modo così allegro e vivo che pare sussurrare ripetutamente un segreto messaggio d’amore.
Penso che lo scrosciare dell’acqua intoni sempre il medesimo canto, sia esso chiaro e profondo o tenue e basso. Vorrei sapere che cosa dicono le acque dolci. Hanno un timbro molto diverso da quello del mare e delle acque salate, ma non riesco a comprenderlo.
E’ un linguaggio sconosciuto. Ditemi, Pastore, vi riesce di capire il canto delle acque quanto scorrono nei loro letti?”.
Il Pastore sorrise, ma poi compie un gesto particolarmente significativo: prende per mano Timorosa e insieme si siedono, silenziosi, sul bordo del ruscello. E mentre sono lì silenziosi, con le acque che scorrono ai loro piedi, d’improvviso gli orecchi di Timorosa si aprono ed essa comprende il messaggio delle acque.&quot;

Hannah Hurnard 

Sedersi ai bordi del torrente, e improvvisamente, mentre si sta con le acque che scorrono ai nostri piedi comprenderne il messaggio : “scendere e risalire: ecco il desiderio più dolce e il più dolce dolore”.

Sedersi di fronte al vento di Cairano, e improvvisamente accorgersi, mentre si sta con il vento che ci spazza via, che siamo in compagnia, insieme silenziosi ed ululanti.

Stare con la realtà,  è  tutt’altro che scontato e può richiedere, a seconda delle circostanze o delle realtà con cui entriamo in contatto, un lungo tempo di preparazione per esempio una frequenza alla scuola di paeseologia, alla comunità provvisoria.

dario</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dalla Dittatura del Rumore alla Libertà del Silenzio</p>
<p>&#8220;Timorosa , una ragazzina brutta, storpia, con i piedi deformi che la fanno zoppicare, e la bocca storta, vive per lo più con i suoi parenti, i Paurosi, a Tremebondo, un malfamato e sperduto paesello della Vallata dell’Umiliazione.<br />
Fidanzata al cugino Codardo vive sotto la costante vigilanza delle zie Depressa e Triste Presentimento.<br />
In mezzo a tante sfortune  ha però la fortuna di essere al servizio del Grande Pastore- un personaggio quasi mitico, che balza per le colline e i monti con l’agilità di una cerbiatta -, di cui custodisce le greggi.<br />
Un giorno il Grande Pastore la invita a salire con lui sulle Alte Vette dove – dice – esistono delle sorgenti miracolose, immergendosi nelle quali uno esce completamente guarito sia nel corpo che nell’anima.<br />
Timorosa aderisce con entusiasmo alla proposta del Grande Pastore, ma poi, ossequiente al nome che porta, subito si pente, sopraffatta dalla paura e dall’ansia.<br />
Nello stesso tempo non si sente di venir meno alla parola data e, dopo una serie di peripezie, sormontando le difficoltà proprie e gli ostacoli frapposti dai parenti Paurosi, parte con il Pastore verso le Alte Vette.<br />
Mentre salgono la montagna, incontrano nella natura: alberi, pascoli, greggi, fiori, il cinguettio degli uccelli, rigagnoli d’acqua che, confluendo, diventano ruscelli, torrenti, cascate e, alla fine, i grandi fiumi che, attraversando la pianura, scorrono verso il mare.<br />
A questo punto Timorosa è presa da una curiosità: vuole capire che cosa cantano le acque lungo il percorso che dalle cime innevate le conduce al mare. “Qualche volta – confida al Pastore – nel silenzio della notte, mi soffermo ad ascoltare, mentre sono nel mio letto, la voce del ruscello che scorre dietro il giardino della mia casa. Risuona in modo così allegro e vivo che pare sussurrare ripetutamente un segreto messaggio d’amore.<br />
Penso che lo scrosciare dell’acqua intoni sempre il medesimo canto, sia esso chiaro e profondo o tenue e basso. Vorrei sapere che cosa dicono le acque dolci. Hanno un timbro molto diverso da quello del mare e delle acque salate, ma non riesco a comprenderlo.<br />
E’ un linguaggio sconosciuto. Ditemi, Pastore, vi riesce di capire il canto delle acque quanto scorrono nei loro letti?”.<br />
Il Pastore sorrise, ma poi compie un gesto particolarmente significativo: prende per mano Timorosa e insieme si siedono, silenziosi, sul bordo del ruscello. E mentre sono lì silenziosi, con le acque che scorrono ai loro piedi, d’improvviso gli orecchi di Timorosa si aprono ed essa comprende il messaggio delle acque.&#8221;</p>
<p>Hannah Hurnard </p>
<p>Sedersi ai bordi del torrente, e improvvisamente, mentre si sta con le acque che scorrono ai nostri piedi comprenderne il messaggio : “scendere e risalire: ecco il desiderio più dolce e il più dolce dolore”.</p>
<p>Sedersi di fronte al vento di Cairano, e improvvisamente accorgersi, mentre si sta con il vento che ci spazza via, che siamo in compagnia, insieme silenziosi ed ululanti.</p>
<p>Stare con la realtà,  è  tutt’altro che scontato e può richiedere, a seconda delle circostanze o delle realtà con cui entriamo in contatto, un lungo tempo di preparazione per esempio una frequenza alla scuola di paeseologia, alla comunità provvisoria.</p>
<p>dario</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: luca battista</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/30/lettera-sulla-dittatura/#comment-985</link>
		<dc:creator>luca battista</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2008 23:42:46 +0000</pubDate>
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		<description>La storia come ce l’hanno raccontata  - mi par di ricordare -  ha sempre  svoltato, perché poche anime vive, con  un  “altro” pensiero   politico, economico, sociale, artistico    e soprattutto  con comportamenti  fuori dalle consuetudini  dell’epoca, hanno tracciato quel sentiero che poi si è trasformato in autostrade che hanno condotto a cambiamenti epocali.-
Gli oppressi saranno anche in numero minore rispetto agli oppressori, ma questo mi sembra la naturale evoluzione di un “sistema” democratico che per garantirsi la sua stessa esistenza fonda il funzionamento dei suoi apparati governativi  sulla necessità di una forza  che deve dominare su un’altra, senza alcun riferimento alla antica dicotomia capitalismo-proletariato.
La dittatura “impalpabile”, senza fucili e divise, senza torture e camere a gas, di difficile accettazione, è però dentro il senso stesso dell’essere governato.
Forse non è superfluo ricordare che il governo in senso lato non è solo la classe   “casta”-politica, ma che il peso della classe  “casta” degli speculatori  e delle lobby economico-finanziare è oggi preponderante nella scelte governative di uno stato.-
Quindi essere governato non  significa essere guardato a vista, regolamentato, incasellato, catechizzato, controllato, valutato, comandato da parte di persone  (gli oppressori ?) che spesso non hanno né titolo, né conoscenza, né  virtù ?
Essere governati non  vuol dire essere tassato, monopolizzato, spremuto, concusso, mistificato ? e se fai la minima resistenza  , se ti lamenti, non vieni in tutti i modi (subdoli e sfacciati)   represso, emendato, disarmato, deriso e spesso schernito, ingiuriato, disonorato ?
A giustificazione e nel nome della pubblica utilità o meglio dell’interesse generale, o meglio ancora di un ordine ormai costituito, da conservare e da non mettere mai più in discussione.
Sono questi i governi e di conseguenza la giustizia e la morale  della nuova dittatura dell’epoca democratica?
Non addormentarsi ed agire è già affondare i colpi ! 
Siamo tutti in libertà vigilata, ed allora è necessario incontrarsi anche clandestinamente , per riorganizzare il proprio stare dentro questa epoca, ma fuori e contro questa  dittatura.
Del resto la storia ha svoltato in questi ultimi dieci anni,  la rivoluzione tecnica sta ridisegnando la società; non più gerarchie ma decentralizzazione, non più rigidità ma fluidità. Bisogna percorrerli questi nuovi sentieri ed esaltare la capacità di costruire anche piccoli nuclei di persone (gli oppressi ?)  dotati di mezzi di produzione necessari ad organizzare una vita sociale ed autonoma.
Nuclei che stanno dentro la logica della rete e che sono i nodi di scambio  delle conoscenze, dei prodotti, delle idee, dei mezzi esaltando una visione sociale fondata  sul senso del pluralismo, del policentrismo, del federalismo e perché no dell’autogestione !</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La storia come ce l’hanno raccontata  &#8211; mi par di ricordare &#8211;  ha sempre  svoltato, perché poche anime vive, con  un  “altro” pensiero   politico, economico, sociale, artistico    e soprattutto  con comportamenti  fuori dalle consuetudini  dell’epoca, hanno tracciato quel sentiero che poi si è trasformato in autostrade che hanno condotto a cambiamenti epocali.-<br />
Gli oppressi saranno anche in numero minore rispetto agli oppressori, ma questo mi sembra la naturale evoluzione di un “sistema” democratico che per garantirsi la sua stessa esistenza fonda il funzionamento dei suoi apparati governativi  sulla necessità di una forza  che deve dominare su un’altra, senza alcun riferimento alla antica dicotomia capitalismo-proletariato.<br />
La dittatura “impalpabile”, senza fucili e divise, senza torture e camere a gas, di difficile accettazione, è però dentro il senso stesso dell’essere governato.<br />
Forse non è superfluo ricordare che il governo in senso lato non è solo la classe   “casta”-politica, ma che il peso della classe  “casta” degli speculatori  e delle lobby economico-finanziare è oggi preponderante nella scelte governative di uno stato.-<br />
Quindi essere governato non  significa essere guardato a vista, regolamentato, incasellato, catechizzato, controllato, valutato, comandato da parte di persone  (gli oppressori ?) che spesso non hanno né titolo, né conoscenza, né  virtù ?<br />
Essere governati non  vuol dire essere tassato, monopolizzato, spremuto, concusso, mistificato ? e se fai la minima resistenza  , se ti lamenti, non vieni in tutti i modi (subdoli e sfacciati)   represso, emendato, disarmato, deriso e spesso schernito, ingiuriato, disonorato ?<br />
A giustificazione e nel nome della pubblica utilità o meglio dell’interesse generale, o meglio ancora di un ordine ormai costituito, da conservare e da non mettere mai più in discussione.<br />
Sono questi i governi e di conseguenza la giustizia e la morale  della nuova dittatura dell’epoca democratica?<br />
Non addormentarsi ed agire è già affondare i colpi !<br />
Siamo tutti in libertà vigilata, ed allora è necessario incontrarsi anche clandestinamente , per riorganizzare il proprio stare dentro questa epoca, ma fuori e contro questa  dittatura.<br />
Del resto la storia ha svoltato in questi ultimi dieci anni,  la rivoluzione tecnica sta ridisegnando la società; non più gerarchie ma decentralizzazione, non più rigidità ma fluidità. Bisogna percorrerli questi nuovi sentieri ed esaltare la capacità di costruire anche piccoli nuclei di persone (gli oppressi ?)  dotati di mezzi di produzione necessari ad organizzare una vita sociale ed autonoma.<br />
Nuclei che stanno dentro la logica della rete e che sono i nodi di scambio  delle conoscenze, dei prodotti, delle idee, dei mezzi esaltando una visione sociale fondata  sul senso del pluralismo, del policentrismo, del federalismo e perché no dell’autogestione !</p>
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	<item>
		<title>Di: franco arminio</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/30/lettera-sulla-dittatura/#comment-984</link>
		<dc:creator>franco arminio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2008 22:08:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/30/lettera-sulla-dittatura/#comment-984</guid>
		<description>questo testo non è recente e quando è uscito su nazione indiana (in una versione leggermente più liunga) ha suscitato molta discussione ed ha avuto molta circolazione nella rete.
ora è qui. l&#039;ho messo  e ne metterò anche altri che non c&#039;entrino nulla con il teatrino mediatico. però noto che quando la riflessione s&#039;impenna la partecipazione diventa pià difficile ed è questo che la comunità deve evitare. dobbiamo avere la capacità anche di stare sui temi alti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>questo testo non è recente e quando è uscito su nazione indiana (in una versione leggermente più liunga) ha suscitato molta discussione ed ha avuto molta circolazione nella rete.<br />
ora è qui. l&#8217;ho messo  e ne metterò anche altri che non c&#8217;entrino nulla con il teatrino mediatico. però noto che quando la riflessione s&#8217;impenna la partecipazione diventa pià difficile ed è questo che la comunità deve evitare. dobbiamo avere la capacità anche di stare sui temi alti.</p>
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		<title>Di: lucio2008</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/30/lettera-sulla-dittatura/#comment-983</link>
		<dc:creator>lucio2008</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2008 20:31:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/30/lettera-sulla-dittatura/#comment-983</guid>
		<description>La vera dittatura...

&quot;(…)Le proprietà del denaro sono mie, di me suo possessore: le sue proprietà e forze essenziali. Ciò ch&#039;io sono e posso non è dunque affatto determinato dalla mia individualità. Io sono brutto, ma posso comprarmi la più bella fra le donne. Dunque non sono brutto, in quanto l&#039;effetto della bruttezza, il suo potere scoraggiante, è annullato dal denaro. Io sono, come individuo storpio, ma il denaro mi dà 24 gambe: non sono dunque storpio. Io sono un uomo malvagio, infame, senza coscienza, senza ingegno, ma il denaro è onorato, dunque lo è anche il suo possessore. Il denaro è il più grande dei beni, dunque il suo possessore è buono: il denaro mi dispensa dalla pena di esser disonesto, io sono, dunque, considerato onesto; io sono stupido, ma il denaro è la vera intelligenza di ogni cosa: come potrebbe essere stupido il suo possessore? Inoltre questo può comprarsi le persone intelligenti, e chi ha potere sulle persone intelligenti non è egli più intelligente dell&#039;uomo intelligente? Io, che mediante il denaro posso tutto ciò che un cuore umano desidera, non possiedo io tutti i poteri umani? Il mio denaro non tramuta tutte le mie deficienze nel loro contrario?(…)&quot;

Karl Marx

... è quella del denaro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>La vera dittatura&#8230;</p>
<p>&#8220;(…)Le proprietà del denaro sono mie, di me suo possessore: le sue proprietà e forze essenziali. Ciò ch&#8217;io sono e posso non è dunque affatto determinato dalla mia individualità. Io sono brutto, ma posso comprarmi la più bella fra le donne. Dunque non sono brutto, in quanto l&#8217;effetto della bruttezza, il suo potere scoraggiante, è annullato dal denaro. Io sono, come individuo storpio, ma il denaro mi dà 24 gambe: non sono dunque storpio. Io sono un uomo malvagio, infame, senza coscienza, senza ingegno, ma il denaro è onorato, dunque lo è anche il suo possessore. Il denaro è il più grande dei beni, dunque il suo possessore è buono: il denaro mi dispensa dalla pena di esser disonesto, io sono, dunque, considerato onesto; io sono stupido, ma il denaro è la vera intelligenza di ogni cosa: come potrebbe essere stupido il suo possessore? Inoltre questo può comprarsi le persone intelligenti, e chi ha potere sulle persone intelligenti non è egli più intelligente dell&#8217;uomo intelligente? Io, che mediante il denaro posso tutto ciò che un cuore umano desidera, non possiedo io tutti i poteri umani? Il mio denaro non tramuta tutte le mie deficienze nel loro contrario?(…)&#8221;</p>
<p>Karl Marx</p>
<p>&#8230; è quella del denaro.</p>
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