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	<title>Commenti a: quadrara delle aquile</title>
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	<description>comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella</description>
	<lastBuildDate>Tue, 01 Dec 2009 09:26:02 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: michele fumagallo</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/31/quadrara-delle-aquile/#comment-1006</link>
		<dc:creator>michele fumagallo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Feb 2008 15:21:37 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Angelo,

non per polemica ma solo per aggiunta, ti ricordo che le pietre &quot;riprendono il proprio posto nella storia&quot; solo se prima riprendono il loro posto nella storia &quot;i muratori&quot;. Infatti quando &quot;i muratori&quot; (classe operaia, lavoratori, eccetera) sono stati sconfitti dalla storia anche le pietre sono andate a farsi benedire.

Michele Fumagallo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Angelo,</p>
<p>non per polemica ma solo per aggiunta, ti ricordo che le pietre &#8220;riprendono il proprio posto nella storia&#8221; solo se prima riprendono il loro posto nella storia &#8220;i muratori&#8221;. Infatti quando &#8220;i muratori&#8221; (classe operaia, lavoratori, eccetera) sono stati sconfitti dalla storia anche le pietre sono andate a farsi benedire.</p>
<p>Michele Fumagallo</p>
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		<title>Di: angelo verderosa</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/31/quadrara-delle-aquile/#comment-1004</link>
		<dc:creator>angelo verderosa</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Feb 2008 09:37:53 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;strong&gt;Sento le pietre soddisfatte quando, con la mano accorta del muratore e un po’ di calce, riprendono il proprio posto nella storia.&lt;/strong&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sento le pietre soddisfatte quando, con la mano accorta del muratore e un po’ di calce, riprendono il proprio posto nella storia.</strong></p>
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	</item>
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		<title>Di: d.cambria</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/31/quadrara-delle-aquile/#comment-1001</link>
		<dc:creator>d.cambria</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Feb 2008 07:24:51 +0000</pubDate>
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		<description>AGLI UOMINI DI BUONA VOLONTA&#039; VOGLIO DEDICARE QUESTA MIA POESIA, AFFINCHE&#039; CAPISCANO COMA LA VITA CHE VIVIAMO NON E&#039; ALTRO CHE UN ESAME PER LA PROSSIMA. MI AUGURO CHA LA CP CAPISCA SEMPRE DI PIU&#039; IL PROPRIO RUOLO, IMPORTANTE, CERTO, USCENDO ALLO SCOPERTO, NON NASCONDENDOSI COME STA FACENDO, O PER LO MENO LO HA FATTO FINO AD IERI. PER NASCONDERSI DA COSA? DA UNA REALTA&#039; ORAMAI TANTO PALESE CHE RUOTA INTORNO A NOI? DELLA DISGREGAZIONE DEI VALORI UMANI DELL&#039;UOMO? LA CP HA UOMINI PER FARSI SENTIRE E VALERE. ESSERE ASSENTI IN UN MOMENTO TANTO IMPORTANTE PER LA VITA DELLA NOSTRA REPPUBBLICA, ORAMAI ALLO SBANDO, NON PUò&#039; CHE RELEGARCI NEL GHETTI DI NOI STESSI.

GOCCE D’UOMINI
       

Gocce di mare
di cielo
di terra
di sogni
di attesa
di lutti
di gioia
di amore
di pianto
di vita
di angoscia
di speranza
di dolore
di sudore:
gocce di uomini



Domenico Cambria</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>AGLI UOMINI DI BUONA VOLONTA&#8217; VOGLIO DEDICARE QUESTA MIA POESIA, AFFINCHE&#8217; CAPISCANO COMA LA VITA CHE VIVIAMO NON E&#8217; ALTRO CHE UN ESAME PER LA PROSSIMA. MI AUGURO CHA LA CP CAPISCA SEMPRE DI PIU&#8217; IL PROPRIO RUOLO, IMPORTANTE, CERTO, USCENDO ALLO SCOPERTO, NON NASCONDENDOSI COME STA FACENDO, O PER LO MENO LO HA FATTO FINO AD IERI. PER NASCONDERSI DA COSA? DA UNA REALTA&#8217; ORAMAI TANTO PALESE CHE RUOTA INTORNO A NOI? DELLA DISGREGAZIONE DEI VALORI UMANI DELL&#8217;UOMO? LA CP HA UOMINI PER FARSI SENTIRE E VALERE. ESSERE ASSENTI IN UN MOMENTO TANTO IMPORTANTE PER LA VITA DELLA NOSTRA REPPUBBLICA, ORAMAI ALLO SBANDO, NON PUò&#8217; CHE RELEGARCI NEL GHETTI DI NOI STESSI.</p>
<p>GOCCE D’UOMINI</p>
<p>Gocce di mare<br />
di cielo<br />
di terra<br />
di sogni<br />
di attesa<br />
di lutti<br />
di gioia<br />
di amore<br />
di pianto<br />
di vita<br />
di angoscia<br />
di speranza<br />
di dolore<br />
di sudore:<br />
gocce di uomini</p>
<p>Domenico Cambria</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Press/TLetter</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/31/quadrara-delle-aquile/#comment-998</link>
		<dc:creator>Press/TLetter</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jan 2008 19:00:21 +0000</pubDate>
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		<description>&lt;strong&gt;vi aggiorno sugli scritti settimanali che il mio amico Eduardo Alamaro pubblica su Press/TLetter; ne riporto uno stralcio ...  si parla della veglia di preghiera tenuta qualche giorno fa dal Cardinale Sepe nel Duomo di Napoli ... &lt;/strong&gt;
(i TAG ? architettura, città, rifiuti, miracolo, politica, nutella); buona lettura  

&lt;strong&gt;Abbi pietà della città, Signore!&lt;/strong&gt;

... La voce del Nostro Gran cardinale era netta, sonante, amplificata ed inquadrata in un eccezionale scenario, di per sé autorevole. In sostanza ed effetti (speciali), il suo è stato un discorso appassionato, pieno d’Architettura e di bellezza della città. Città intesa come giardino di Dio sepolto sotto muntagne ‘e munnezza; al pari della coscienza del cittadino d’oggi, mal governato ed indottrinato dai malamedia. E tutto ciò perché? Per uno sviluppo distorto e diabolico. Frutto di “una opulenza sregolata e irresponsabile”. Cioè di “una modernità sbagliata”, di un apparente benessere che in realtà cela in sé, anzi produce, montagne di rifiuti, muntagne ‘e munnezza (coi galli di turno a cantarci sopra). Cioè il mal-Essere, il peccato, la spazzatura (simbolica e concreta) che ci copre oggi, un Castigo di Dio! E i rifiuti rappresentano, sono il Male. Anzi sono “un tumore maligno che devasta la nostra città!”. Dice poi Sepe (che Seppe dal Signore), che “ci son state un cumulo di diagnosi sbagliate, .. ed ora la città è sfinita, senza più sangue ed energie … bisogna però rimboccarsi le maniche, emergere dai rifiuti, dire basta colle emergenze, tornare alla ordinarietà delle cose, alla città di Dio e degli uomini!!!”. “Bisogna finalmente imboccare”, ha continuato il Cardinale e cardine della Città bella, le “vie profonde per trovare un nuovo cammino … e la Chiesa non ha paura di sporcarsi le mani”. Per questo, aggiunge, “vorremmo anche Noi scavare con le nostre mani tra i cumuli di rifiuti per disotterrare la Speranza. Senza celare però le nostre colpe, perché anche Noi napoletani abbiamo colpe per le montagne di spazzatura che sovrastano le nostre strade e le nostre coscienze … urge cambiare lo stile di vita: Napoli dov’è il tuo sole?  …” Da qui il richiamo all’etica dell’Essenziale, dell’Essere, alle “cose semplici e vitali, perché tutto ciò che è nocivo a noi e all’ambiente, alla Natura, è offesa a Dio”. Così conclude poi ‘o Cardinale: “Rialzati martoriata Napoli! Non lasciati mai vincere dal tuo dolore! Riempiamo di vino nuovo otri nuovi (disegnati possibilmente da Eldorado, mi raccomando, nda). Chiediamo per ciò l’intercessione di San Gennaro per arginare questo evento catastrofico …” cioè per rimuovere i cumuli di rifiuti, insieme ai cumuli di peccati d’ogni sorta e sortilegio (e chi li ha favoriti). Così sia!!! Un grande, interminabile applauso, ha salutato la fine dell’omelia, meglio, dell’arringa del Cardinale. Volevo chiedere il bis, o almeno una appendice, ma mi hanno consigliato di no, è irrispettoso. Lo facevo solo perché è raro sentire (a Napoli) queste cose da un pulpito così autorevole (Renato De Fusco a parte). 
A questo punto la scena madre: l’uscita delle ampolle dalla Cappella di San Gennaro. Erano sistemate su una apposita santa macchina trionfale barocca. Assoluta, splendente, tutta dorata ed incensata. Procedeva il Santo nostro Patrono colle sue ampolle, portato a braccia dai fedeli dell’apposita Congregazione. L’hanno poi collocata sul presbiterio, vicino all’altare. Sono iniziate così le preghiere. “Si scioglie o non si scioglie?” San Gennà, fa’ sciogliere tutt’ ‘a munnezza ‘e Napule! Converti in cosa buona e bella, tutta la malarchitettura di speculazione; fai sgravare finalmente Palazzo Gravina con tutti i suoi docenti; scaccia tutte le archistar e i brodostar che ce li hanno portati; liberaci da Zazzà, da tutti i vesuvibbuoni, dai porcelloni e parcelloni volanti. San Gennà, facci campa!!! Saluti speranzosi, W il cardinale dell’architettura di Napoli, Eduardo Alamaro (Eldorado)
 
P. S. Il sangue di San Gennaro non si sciolse. La munnezza rimase, insieme a De Gennà, supercommissario anti-rifiuti, rifiutato e contestato. A Roma invece tanto pregò e tuonò che piovve a sinistra. E’ la riprova, se ce n’era bisogno, che senza Nutella non si governa questo Paese! L’Italia è in ginocchio, ma non per pregare, Eminenza! Tutta colpa della Nutella, della promessa di felicità, un vero castigo di Dio. Basta così, non ci crediamo più!! E.A</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p><strong>vi aggiorno sugli scritti settimanali che il mio amico Eduardo Alamaro pubblica su Press/TLetter; ne riporto uno stralcio &#8230;  si parla della veglia di preghiera tenuta qualche giorno fa dal Cardinale Sepe nel Duomo di Napoli &#8230; </strong><br />
(i TAG ? architettura, città, rifiuti, miracolo, politica, nutella); buona lettura  </p>
<p><strong>Abbi pietà della città, Signore!</strong></p>
<p>&#8230; La voce del Nostro Gran cardinale era netta, sonante, amplificata ed inquadrata in un eccezionale scenario, di per sé autorevole. In sostanza ed effetti (speciali), il suo è stato un discorso appassionato, pieno d’Architettura e di bellezza della città. Città intesa come giardino di Dio sepolto sotto muntagne ‘e munnezza; al pari della coscienza del cittadino d’oggi, mal governato ed indottrinato dai malamedia. E tutto ciò perché? Per uno sviluppo distorto e diabolico. Frutto di “una opulenza sregolata e irresponsabile”. Cioè di “una modernità sbagliata”, di un apparente benessere che in realtà cela in sé, anzi produce, montagne di rifiuti, muntagne ‘e munnezza (coi galli di turno a cantarci sopra). Cioè il mal-Essere, il peccato, la spazzatura (simbolica e concreta) che ci copre oggi, un Castigo di Dio! E i rifiuti rappresentano, sono il Male. Anzi sono “un tumore maligno che devasta la nostra città!”. Dice poi Sepe (che Seppe dal Signore), che “ci son state un cumulo di diagnosi sbagliate, .. ed ora la città è sfinita, senza più sangue ed energie … bisogna però rimboccarsi le maniche, emergere dai rifiuti, dire basta colle emergenze, tornare alla ordinarietà delle cose, alla città di Dio e degli uomini!!!”. “Bisogna finalmente imboccare”, ha continuato il Cardinale e cardine della Città bella, le “vie profonde per trovare un nuovo cammino … e la Chiesa non ha paura di sporcarsi le mani”. Per questo, aggiunge, “vorremmo anche Noi scavare con le nostre mani tra i cumuli di rifiuti per disotterrare la Speranza. Senza celare però le nostre colpe, perché anche Noi napoletani abbiamo colpe per le montagne di spazzatura che sovrastano le nostre strade e le nostre coscienze … urge cambiare lo stile di vita: Napoli dov’è il tuo sole?  …” Da qui il richiamo all’etica dell’Essenziale, dell’Essere, alle “cose semplici e vitali, perché tutto ciò che è nocivo a noi e all’ambiente, alla Natura, è offesa a Dio”. Così conclude poi ‘o Cardinale: “Rialzati martoriata Napoli! Non lasciati mai vincere dal tuo dolore! Riempiamo di vino nuovo otri nuovi (disegnati possibilmente da Eldorado, mi raccomando, nda). Chiediamo per ciò l’intercessione di San Gennaro per arginare questo evento catastrofico …” cioè per rimuovere i cumuli di rifiuti, insieme ai cumuli di peccati d’ogni sorta e sortilegio (e chi li ha favoriti). Così sia!!! Un grande, interminabile applauso, ha salutato la fine dell’omelia, meglio, dell’arringa del Cardinale. Volevo chiedere il bis, o almeno una appendice, ma mi hanno consigliato di no, è irrispettoso. Lo facevo solo perché è raro sentire (a Napoli) queste cose da un pulpito così autorevole (Renato De Fusco a parte).<br />
A questo punto la scena madre: l’uscita delle ampolle dalla Cappella di San Gennaro. Erano sistemate su una apposita santa macchina trionfale barocca. Assoluta, splendente, tutta dorata ed incensata. Procedeva il Santo nostro Patrono colle sue ampolle, portato a braccia dai fedeli dell’apposita Congregazione. L’hanno poi collocata sul presbiterio, vicino all’altare. Sono iniziate così le preghiere. “Si scioglie o non si scioglie?” San Gennà, fa’ sciogliere tutt’ ‘a munnezza ‘e Napule! Converti in cosa buona e bella, tutta la malarchitettura di speculazione; fai sgravare finalmente Palazzo Gravina con tutti i suoi docenti; scaccia tutte le archistar e i brodostar che ce li hanno portati; liberaci da Zazzà, da tutti i vesuvibbuoni, dai porcelloni e parcelloni volanti. San Gennà, facci campa!!! Saluti speranzosi, W il cardinale dell’architettura di Napoli, Eduardo Alamaro (Eldorado)</p>
<p>P. S. Il sangue di San Gennaro non si sciolse. La munnezza rimase, insieme a De Gennà, supercommissario anti-rifiuti, rifiutato e contestato. A Roma invece tanto pregò e tuonò che piovve a sinistra. E’ la riprova, se ce n’era bisogno, che senza Nutella non si governa questo Paese! L’Italia è in ginocchio, ma non per pregare, Eminenza! Tutta colpa della Nutella, della promessa di felicità, un vero castigo di Dio. Basta così, non ci crediamo più!! E.A</p>
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		<title>Di: linda iurato</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/01/31/quadrara-delle-aquile/#comment-996</link>
		<dc:creator>linda iurato</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 31 Jan 2008 16:20:49 +0000</pubDate>
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		<description>Io ormai sono arianese di adozione, domenica non lavoro, quindi ci vediamo alle 17 al Museo della ceramica! linda</description>
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