COMUNITA’ PROVVISORIA _______________ . . paesi .. paesaggi … paesologia - - - - - - NO alla MILITARIZZAZIONE del FORMICOSO

comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella - NO alla DISCARICA sul FORMICOSO

CANDIDATI

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Noi non pensiamo che in Parlamento accada molto, ma non sarebbe male se ci andasse gente di valore, che ha letto e continua a leggere qualche libro. Non si può accettare che venga dato per scontato che al posto di Maccanico ci debba andare Enzo De Luca e al posto di Mancino ci vada Rosetta D’Amelio. Sarebbe questa la discontinuità di cui tanti parlano? Invece di mandarli a casa li promuoviamo? È vero, al momento nulla è deciso, ma certi articoli servono anche a sondare il terreno. Già è assurdo che non ci sia il voto di preferenza, sarebbe inconcepibile che le candidature venissero definite dai soliti noti senza alcuna partecipazione di chi poi deve andare a votare. Occorre che gli elettori intenzionati a non darla vita a Berlusconi siano messi in condizioni di votare gente che non appartenga a un sistema di potere che nella nostra regione ha prodotto solo guasti.Questa volta facciamo sul serio: o presentano gente credibile oppure ci organizziamo autonomamente. Potremmo anche provare a fare una lista civica, una lista per testimoniare che siamo stufi fino all’inverosimile di questo andazzo.È ora che anche le persone più sensibili aspirino ad avere una vocazione maggioritaria: il potere ai mediocri produce solo la proliferazione dei mediocri.

comunità provvisoria 

La discussione è aperta…

Written by verderosa

3 Febbraio 2008 a 10:15 pm

70 Responses to 'CANDIDATI'

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  1. credo che la faccenda ovviamente non sia di dire questo si, questo no.
    la faccenda nel nostro caso ruota introno al ruolo della regione campania.
    se si assume il fallimento di chi l’ha governata
    non si può concepire alcuna promozione.
    chi pensa, ad esempio, di dirottare bassolino al senato non può non sapere che al nord una cosa del genere sarebbe devastante.
    io penso che che la comunitò provvisoria in questo momento sia in un luogo in cui la società civile può manifestare la sua esistenza in maniera molto decisa. altrimenti vorrà dire che in fondo tutto quello che ci circonda non ci fa veramente così schifo come diciamo.
    armin

    armin

    3 Feb 08 at 11:29 pm

  2. si,
    sono schifosi.
    questo volta non ci possiamo turare il naso e votarli.
    un solo urlo: andate via, toglietevi dalle palle.
    massimo mosca

    massimo

    3 Feb 08 at 11:36 pm

  3. si devono fare le primarie e devono poter partecipare tutti.
    magari de luca prende più voti degli altri
    ma almeno sappiamo chi lo ha scelto.
    anonimo triste

    anonimo triste

    3 Feb 08 at 11:57 pm

  4. Cari amici non vi disturbo mai con messaggi e notizie ma questa volta ho deciso di rubarvi pochi minuti di lettura.
    Forse alcuni o molti di voi già conoscono o hanno letto l’articolo pubblicato a pag.60 sul n°4 di Panorama dal titolo “CARROZZONE BASSOLINO”.
    Sicuramente Bassolino ha fatto del bene anche alle nostre zone, e quando dico che ha fatto del bene intendo che ha deviato soldi che di fronte a quello che leggerete sono niente e sicuramente spesi bene e controllati con rigore.
    Ieri, sabato 2 febbraio, nella trasmissione “TG3 AMBIENTE ITALIA” l’illustre Dott. Geologo De Medici ha illustrato con molta leggerezza il suo piano, di ben un anno fa, con il quale intendeva risolvere entro le 48 ore il problema rifiuti a napoli, fare nuove discariche nella zona alta dell’Irpinia e Baronia.
    Nuove discariche, migliaia di ettari di terreno sottratti all’agricoltura, o magari zone in frana, argillose, sbancamenti, massicciate, asfalto e poi piramidi immense, tanto da far invidia alla Grecia secondo me.
    Appalti che data l’emergenza non hanno bisogno di gare di appalto e possono essere pilotati a piacimento, quindi milioni di euro, euro, euro…..
    Trasporti su gomma, centinaia di chilometri, carburante, smog e aggiungete voi altro…
    Che dire…. forse in ricambio al favore dobbiamo aprire il deretano e far venire le migliaia di ecoballe nei nostri territori, forse incontaminati rispetto allo scempio provocato da loro….
    Ma nelle periferie di napoli e del napoletano non esistono zone dove depositare provvisoriamente le (P)Balle?
    Ma l’emergenza rifiuti finirà secondo voi?
    Dopo aver letto di quanto si sperpera in stronzate trarrete le conclusioni.
    Eppure sono anni che ci stiamo battendo per portare avanti il discorso “Differenziata”.
    Combattere ogni giorno contro l’ignoranza di chi preferisce non fare o si scoccia di fare la differenziata o di chi preferisce arricchire le migliaia di chilometri di siepi che affiancano le nostre strade di tutto il possibile e gli incendi estivi poi restituiscono lo scempio.
    Forse molti di voi non leggeranno nemmeno perchè tanto la frase che prima ci viene è: “che mi frega tanto è sempre la solita schifezza”
    Ringrazio per l’attenzione.
    Pasquale Lodise

    vi allego due stralci, uno è tratto dalla proposta di risoluzione n.5 presentata al Senato, in data 17 gennaio 2008 , da un gruppo di Parlamentari che recita:

    “ … considerato il fatto che esistono nel territorio regionale campano ampie aree interne, con tereni argillosi lontano da centri urbani, che non mettono a rischio di inquinamento acque superficiali e sotterranee, individuate in una relazione del prof. Giovanni Battista De Medici (già consegnata nel febbraio 2007 al Commissario Bertolaso) in Comuni dell’Alta Baronia, quali Vallesaccarda, Vallata, Macedonia, Bisaccia ed Andretta …”

    l’altro è tratto direttamente dalla relazione di De Medici:

    I paesi, “… lontani dagli agglomerati urbani e presenti all’interno di uno scenario privo di ogni significato culturale, paesaggistico, economico e sociale…”

    pasquale lodise

    4 Feb 08 at 9:01 am

  5. Le primarie sono soltanto una subdola arma di cui si è dotata la classe dirigente del centro sinistra, per far si che la loro base ingenuamente avalli le più nefande schifezze!!!
    Ma voi avete mai partecipato alle primarie ai vostri paesi ?? Cosa c’era di tanto diverso rispetto alle scelte che si facevano nel chiuso di un salotto del segretario cittadino di turno , nella quale si decideva chi far votare ?
    E poi che credibilità hanno le primarie se ogni qual volta già si sa tre mesi prime chi le vincerà ???
    Ve la ricordate la canzone di Carosone “Tu vuò fà l’americano” ? ma chi tu fa fa’ !!!
    NON VALE LA PENA VOTARE CHI DI FATTO NON PUOI SCEGLERE !!!!
    Secondo voi tutti , esiste la forza oserei dire morale affinchè la segreteria del partito democratico (ma dovè ??) … anzi per meglio specificare i due gruppi del partito democratico (perchè ognuno per la sua quota -ex margherita ed ex ds - specificheranno i canditati più fedeli al gruppo dirigente ed al coacervo di interessi che rappresentano) possa scegliere persone altre ??
    Se così accadesse, vale la pena di tornare alle urne ed è già fatta la scelta per chi votare e forse vincere !!
    Ma sinceramente credo che se in un ultimo anelito di democraticità si voglia esercitare il diritto al voto , bisogna organizzarsi in liste autorganizzate !

    luca battista

    4 Feb 08 at 9:52 am

  6. stamattina un altro giornale locale riprende
    con questa storia delle candidature dando per scontato che de luca e d’amelio
    debbano andare in parlamento.
    non è certo la peggiore delle sventure, ma colpisce il fatto che si continua ad andare avanti come se la storia dell’immondizia fosse una fiction qualcosa che non c’entra niente con la vita e la politica reale.
    sono curioso di vedere qui cosa si smuove.
    sia chiaro: se non si smuove niente è meglio chiudere la baracca e stare zitti.
    armin

    armin

    4 Feb 08 at 10:40 am

  7. Mi meraviglio spesso per quella frenesia che prende taluno all’annuncio (talvolta intempestivo) di possibili elezioni. E mi meraviglio sempre molto della piega che prendono le necessarie successive discussioni. Non manca mai chi sogna di cambiare gli uscenti (nel senso che stanno sempre sull’uscio di qualcuno a mendicare una prebenda), pensando di fare “cosa buona e giusta”, oppure chi sogna di restare attaccato, prono, al carro di Trespi che continua a trasformare i canti in onore di Dioniso in commedia. Dei due chi é l’intelligente e chi il fesso? Oppure sono “concordi” nel senso che appartengono entrambi contemporaneamente alla medesima categoria? In questa terra, periferia dell’impero, sembra impossibile poter rispondere: la domanda impone una riflessione su quelle due categorie dello spirito (nel senso che farsi una bella risata potrebbe essere una giusta opportunità).
    Mi viene sempre da chiedere agli appartenenti alle due categorie: ma come é che non vi accorgete della grande fortuna di avere simili mediocrità come vostri rappresentanti? Com’è che invece di agitarvi (solo ora) non vi chiedete se é meglio dare “più potere ai mediocri o più mediocrità ai potenti?” Eppure é abbastanza semplice capire: essi (quegli ingenui e specchiati nostri rappresentanti) ci dicono, ci insegnano, ci aiutano dicendo: “…MA CHE NE VOLETE SAPERE VOI DEI VOSTRI PROBLEMI!! Voi non potete capire, “noi siamo gli unici specialisti sui vostri problemi, ci tramandiamo l’arte senza eccezioni di generazione in generazione, abbiamo fatto sempre senza di voi, abbiamo impiegato ogni nostra credibilità, ogni nostra faccia, (anche nel senso di c.lo e di c..zo), abbiamo sbraitato sulle piazze, tradito ogni amico, superato ogni legge, sostituito ogni competente, con una accuratezza maniacale, con una dedizione parossistica …. e voi ci volete sostituire? sognate altri, meno esperti, meno adepti, meno proni, meno servi? E che cosa é? Ma meglio di noi chi può esserci in questi momenti ad aiutarvi?? Ma insomma é tanto difficile comprendere che i problemi che avete siamo stati proprio noi a crearveli? Suvvia, non siate diversi da come siete stati e da come vi conosciamo ed amiamo, lasciate stare, non é per voi, vi fate male!! Vi facciamo male!!” Meditate gente, meditate! EnzoLuongo

    enzoluongo (già enzlu)

    4 Feb 08 at 10:51 am

  8. caro enzo
    a me quello che preme alla fine non è quello che fanno gli altri, ma quello che facciamo noi, la nostra incapacità di coagularci intorno a un’idea, una persona.
    il mio compito è osservare questi luoghi e testimoniare su quanto osservo.
    non posso propormi per nulla, non mi sono mai proposto per nulla. dico soltanto che chi sbraita tanto sulla cattiva politica ha il dovere di costruirne una migliore. siamo qui per questo o no?
    armin

    armin

    4 Feb 08 at 11:36 am

  9. Penso che in Italia noin cambierà niente, perché l’opposizione è d’accordo con la maggioranza. L’Italia è aldisotto dell’Hondura e del CIAD dove esistono opposizioni. La colpa e dei comunisti che si sono dimostrati peggiori di Berlusconi e della vecchia democrazia cristanoa.

    sapia generoso

    4 Feb 08 at 12:10 pm

  10. seguo il vostro blog da qualche settimana, sono originario di montella ma vivo a torino dall’età della mia adolescenza; giù ho i parenti e ancora la residenza; e se si vota questa volta verrò a votare. vengo dalla estrema sinistra, poi pci, poi ds, poi centrosinistra.
    Visto lo sfacelo e la decadenza di Napoli che arriva fino alla nostra terra irpina non voterò più centrosinistra. Se non ci sarà un’alternativa, una lista civica, beppe grillo o chi altro per lui, io sarò costretto a votare centrodestra. E’ l’unico modo per dire no al centrosinistra, a bassolino, a de mita e compagnia bella.
    andate avanti e non vi fermate. ancora non sembra vero che in irpinia un gruppo di persone della strada scriva e pubblichi quello che pensa … ma voi siete veramente in Irpinia ? gianni perna - torino - montella

    gianni perna

    4 Feb 08 at 12:28 pm

  11. BLOGOLANDIA INVITA LA COMUNITA’ PROVVISORIA

    Il progetto Blogolandia, si pone come fine ultimo l’informazione fatta dalla gente per la gente: un network di blog, ognuno dei quali circostanziato su un particolare Comune, che offre la possibilità di leggere informazioni locali, precise e puntuali, che partono direttamente dalla gente che abita il Comune.

    Ogni blog è dedicato ad una sola Città o Comune d’Italia ed è curato da un cittadino / blogger (giornalista e non) appassionato del proprio territorio comunale che prende il nome di “Sindaco di Blogolandia”.

    Se negli Stati Uniti il concetto di blog metropolitano non è nuovo, in Italia i blog impazzano, ma in pochi hanno pensato di lavorare ad un progetto di blog cittadini, una nicchia stranamente inesplorata vista la voglia di urlare le proprie ragioni che gli italiani e i blogger, guidati da Beppe Grillo, hanno in questo periodo.

    La piattaforma Blogolandia, migliorata, abbellita e giunta in questi giorni alla versione 2.0, fornisce agli aspiranti sindaci tutti i mezzi tecnici necessari per potersi sbizzarrire su un sito dedicato all’informazione “mirata”, avendo molta più visibilità rispetto a un blog tradizionale.

    E’ tempo che la Comunità Provvisoria, antesignana in Campania del fenomeno Blog Territoriali apra un Urban Blog su Blogolandia; invitiamo i blogger e la redazione a consultare http://www.blogolandia.it

    blogolandia

    4 Feb 08 at 1:22 pm

  12. l’intervento di perna dovrebbe incoraggiare i pigri d’irpinia a venire allo scoperto.
    d’altra parte potremmo anche decidere di non occuparci più di certi argomenti, se non c’è la sufficiente convizione della necessità di intraprendere certe battaglie.
    armin

    armin

    4 Feb 08 at 2:00 pm

  13. destra, sinistra, centro … niente di tutto questo: siamo stanchi di questa politica. sono anni che sento dire queste parole ma, puntualmente, ad ogni nuova elezione succede ormai la stessa cosa. vince berlusconi, poi prodi, poi berlusconi … che in fondo fanno sempre lo stesso gioco: favorire le proprie fazioni, i propri gruppi, i propri interessi. chi non fa parte di tali gruppi è sempre fuori dai giochi.
    ora siamo stanchi davvero.
    occorre un cambiamento radicale, duro, energico. occorre una “democrazia totalitarista” dove la libertà di alcuni (I molti FURBI) non deve sfociare, come è oggi, in repressione per molti altri (GLI ONESTI).

    gianni

    4 Feb 08 at 5:14 pm

  14. blogoland : ci sembra di capire che volete organizzare una lista di cittadini; è facile basta avere almeno 1500 sottoscrittori

    come i liberi cittadini possono candidarsi autonomamente al parlamento

    http://www.camera.it/cost_reg_funz/667/668/724/listaArticoli.asp

    Art. 18 bis
    La presentazione delle liste di candidati per l’attribuzione dei seggi con metodo proporzionale deve essere sottoscritta: da almeno 1.500 e da non più di 2.000 elettori iscritti nelle liste elettorali di comuni compresi nelle circoscrizioni fino a 500.000 abitanti; da almeno 2.500 e da non più di 3.000 elettori iscritti nelle liste elettorali di comuni compresi nelle circoscrizioni con più di 500.000 abitanti e fino a 1.000.000 di abitanti; da almeno 4.000 e da non più di 4.500 elettori iscritti nelle liste elettorali di comuni compresi nelle circoscrizioni con più di 1.000.000 di abitanti. In caso di scioglimento della Camera dei deputati che ne anticipi la scadenza di oltre centoventi giorni, il numero delle sottoscrizioni è ridotto alla metà. Le sottoscrizioni devono essere autenticate da uno dei soggetti di cui all’articolo 14 della legge 21 marzo 1990, n. 53. La candidatura deve essere accettata con dichiarazione firmata ed autenticata da un sindaco, da un notaio o da uno dei soggetti di cui all’articolo 14 della legge 21 marzo 1990, n. 53. Per i cittadini residenti all’estero l’autenticazione della firma deve essere richiesta ad un ufficio diplomatico o consolare.[*]

    blogoland

    4 Feb 08 at 5:17 pm

  15. diciamoci la verità : a veltroni e al PD, soprattutto quello campano l’attuale sistema elettorale fa comodo…
    con le preferenze invece …. ve l’immaginate i nostri consiglieri regionali quanto voti avrebbero ? e bassolino quanti voti avrebbe da qui a qualche mese ?
    come al solito in TV c’è una farsa… la sinistra ha governato 2 anni e adesso elemosina altri tre mesi con la scusa della riforma elettorale
    voterò centrodestra perchè il centrosinistra ha sbagliato e continua a sbagliare
    di sibio antonio

    antonio di sibio

    4 Feb 08 at 5:38 pm

  16. la lista. fate la lista.
    IO vivo a Roma e sogno un’irpinia libera. Abbiate coraggio.
    Anna Morano

    anna morano

    4 Feb 08 at 5:42 pm

  17. la comunità provvisoria
    può avere esiti imprevedibili.
    dipende molto da quanto accade in questi giorni.
    c’è più spazio di quel che sembra

  18. sono michele minieri
    sannita radicale
    esordendo in questa discussione
    do la mia totale disponibilità
    a ogni forma di proposta
    conflittuale rispetto all’ordine vigente
    naturalmente col crisma della non violenza.
    saluti cari

    michele minieri

    4 Feb 08 at 5:59 pm

  19. minieri è passato per casa mia.
    poco fa mi ha telefonato roberta gimigliano, filosofa
    innamorata dell’irpinia d’oriente.
    si, forse è il momento di provare a scollarci
    da questa senso di impotenza che ci trasciniamo da troppo tempo.
    se elezioni servono a rianimare ben vengono
    ma a noi preme ricostruire la comunità
    ridare senso alle nostre relazioni.
    armin

    armin

    4 Feb 08 at 6:24 pm

  20. Si vota a giugno. C’è tempo
    perché questo rivolo diventa una valanga.
    saluti
    mariano

    mariano

    4 Feb 08 at 6:25 pm

  21. La comunità provvisoria è un miracolo. Non dovete leccare il c..o a nessuno. Siete piiù forti di quel che pensate.
    mariano

    mariano

    4 Feb 08 at 6:36 pm

  22. fate la lista! facciamo la lista? cominciamo col chiederci di cosa e di chi vogliamo essere rappresentativi. chiariamoci su cosa significa l’appello alla società civile contro la politica. nella teoria classica la società civile è la sede del conflitto tra gli interessi organizzati privi di una proiezione politica immediata. sindacati, associazioni, confindustria e analoghi. noi però non siamo la proiezione di interessi di parziali organizzati in forma collettiva. in che senso allora siamo società civile? ne parliamo?

    roberta

    4 Feb 08 at 6:51 pm

  23. Cari Comunitari, ieri sera ad Ariano eravamo un bel gruppo.
    Don Antonio della Curia Vescovile e lo stesso Vescovo sono stati gentilissimi ed ospitali ad aprire il Museo Diocesano e la Sala degli Argenti. La Teca con le Sante Spine (spine o memoria delle spine della corona di Cristo Crocefisso) in un argento del 1400, ci ha catturati tutti. Così la storia del ‘forestiero’ Sant’Ottone, difensore alla Grande degli Arianesi…
    Dalla bellezza e dalla storia siamo in breve tempo passati alla storia di Difesa Grande.
    Appena scesi dalla macchina presidenziale di EnzoLuò, una Thesis blu scuro, siamo stati circondati dal gruppo di manifestanti; ci hanno scambiato per persone del Commissariato; sono iniziate spinte e parole.
    Arminio è riuscito, in breve tempo, ad affratellare il pubblico, bisogna dargliene atto…
    La situazione è comunque tesa.
    Mi ha colpito l’elenco dei numeri telefonici da avvisare in caso di ‘presenze sospette’ o ‘anomalie’; l’elenco in sostanza era costituito da amministratori; e questo tutto sommato è positivo.
    Non ci si fida più del potere provinciale, politico o regionale.
    Ci si fida di quelli più vicini.
    Un’emergenza come quella di Ariano, che continua a registrare l’assenza dei rappresentanti di governo proviniciali e regionali, porterà 20-30.000 voti contro l’attuale maggioranza politica.
    Sbaglio ? _a.v.

    angelo verderosa

    4 Feb 08 at 7:38 pm

  24. A proposito di candidati………………………….

    Se qualcuno oggi nell’ambito della politica italiana contemporanea, si chiedesse, per esempio, a chi piaccia di più governare, se al centrodestra o al centrosinistra, non avrebbe certo difficoltà a trovare qualcuno da interpellare.
    Di gente che ha cambiato sponda, passando da una parte all’altra e viceversa, sono pieni i ranghi parlamentari. Mastella, primo tra tutti, che nel ‘98 lasciò l’Udc per fondare l’Udeur e aprire la strada al governo D’Alema e che oggi, sembra, è tornato all’ovile, ma anche Dini, naturalmente, che nel ‘95, da ministro del tesoro di Berlusconi, passò a capo di un governo “tecnico” sostenuto dalle sinistre e dalla Lega e nel ‘96 entrò a vele spiegate in quell’Ulivo che, oggi, ha contribuito ad affondare. Né potremmo dimenticare il senatore Di Gregorio, che consumò l’avanti e indietro tra Forza Italia e la Margherita nel giro di pochissimi mesi; il senatore Follini, che passando dall’Udc al Partito democratico contribuì, per un poco, a vanificare gli effetti di quel cambio di casacca e il senatore Cusumanno, – sia resa lode al merito sfortunato – che nel ‘94 ruppe la disciplina di partito dei Popolari per dare a Berlusconi la fiducia in Senato e i giorni passati ha rotto quella dell’Udeur nel vano tentativo di salvare Prodi in extremis.
    Degli altri che hanno fatto la stessa esperienza (e ce ne sono) al momento non mi sovvengono i nomi. Ma tutti avranno avuto, per i loro andirivieni, delle ottime motivazioni.
    Che poi difficilmente queste motivazioni potessero essere condivise dai disgraziati elettori che, in mancanza di alternative, li avevano mandati in Parlamento non è un problema che li abbia in alcun modo turbati
    Per la verità, anche gli elettori di Prodi, parlandone come da vivo, si sarebbero attesi dal loro leader tutt’altro di quanto ha effettivamente fatto.
    Avrebbero voluto, probabilmente, che ritirasse le truppe anche dall’Afghanistan, che a Vicenza spiegasse agli americani che quell’aeroporto serviva alla città, che si occupasse con precedenza assoluta del conflitto di interessi, che abolisse con la dovuta premura la Gasparri e le altre leggi ad personam, che facesse almeno qualche passo verso la concreta realizzazione dell’ambizioso programma sociale della sua coalizione.
    Non lo ha fatto in parte perché non glielo hanno lasciato fare e in parte perché aveva delle altre priorità, ma, a parte il fatto che sospetto fortemente che sentiremo, tra non molto, parecchia nostalgia per Prodi, non è questa la sede adatta per discutere del problema.
    Il fatto è che la volontà degli elettori, nel nostro sistema politico, rappresenta la vera e unica variabile indipendente, nel senso che non ne dipende mai una beata fava, come buona parte degli eletti ha dimostrato proprio adesso che si apprestano a richiederci l’ennesimo voto.
    Al quale andremo, suppongo, disciplinati e volonterosi, certi gli uni della vittoria e gli altri di una clamorosa mazziata, ma consapevoli gli uni e gli altri della assoluta improbabilità che qualcuno, una volta insediato al potere, tenga qualche conto del nostro punto di vista.
    È questo, in realtà, l’unico vero motivo per cui a volte nulla riesce a interessarci della politica nazionale.
    Forse la Comunità provvisoria vuole provare a risvegliare questo interesse?

    il giardiniere

    4 Feb 08 at 9:16 pm

  25. cara roberta
    da te più che domande aspettiamo risposta.
    sei, insieme a michele fumagallo
    la politologa del gruppo.
    la mia impressione è che abbiamo una grossa occasione.
    poi è difficile precisare in cosa consiste questa occasione, ma questa è un’altra storia.
    armin

  26. lista ?!?!?! ancora una lista ???
    in italia i partiti si devono ridurre a non piu’ di 4 o 5. basta con le liste di quartiere.
    la politica, quella vera e seria, la fanno gli uomini e non le liste.

    gianni

    4 Feb 08 at 9:45 pm

  27. Siete voi onesti, incensurati e mai finora candidati, il vero problema dell’Italia.
    Senza la vostra infame categoria di individui potremmo vivere in pace, senza denunce, scandali e la moglie di Mastella confinata a Ceppaloni.
    L’Italia sarebbe pacificata e serena.
    L’Irpinia sempre in beata sudditanza.
    Voi onesti, voi della comunità provvisoria siete i veri diversi.
    Tutti gli altri cittadini hanno gli occhi bianchi, senza pupille. Vedono la realtà attraverso Fede, Vespa, Mentana, Ferrara.
    Voi comunitari avete purtroppo occhi normali, che vedono il mondo com’è, non come dovrebbe essere.
    Siete pericolosi.
    Come il vostro Blog.
    Chiederemo alla Polizia Giudiziaria di osservarVi e farVi chiudere, prima delle elezioni.

    PD _ PoiDomani

    4 Feb 08 at 10:44 pm

  28. Il “problema” rifiuti ha dato, dell’Italia e della Campania in particolare, un’idea di degrado sociale e politico in tutto il mondo. Ora, sembrerebbe che, con le buone o con le cattive, il Commissario De Gennaro tamponerà alla meglio l’emergenza, a noi preoccupa il dopo De Gennaro visti gli scenari che si profilano in merito al futuro smaltimento dei rifiuti urbani.
    Tra qualche anno, forse anche in tempi meno dilatati, si presenterà ancora più devastante e imponente il problema approvvigionamento idrico. In quasi tutte le Regioni d’Italia si è proceduto ad una corretta gestione delle acque disponibili sul territorio, in Campania si continua ad adoperare impianti colabrodo e a far gestire “l’oro bianco” a società che badano soprattutto al profitto.
    Dalle nostre parti, come abbiamo già detto, il 50% dell’acqua a disposizione si perde per strada, le condotte idriche sono vecchie e fatiscenti, non in grado di trasportare tutta l’acqua che proviene dalle sorgenti. Di fronte a questo problema enorme, gli amministratori, a tutti i livelli, anziché provvedere alla sostituzione delle condotte e al loro ripristino, continuano a dividere gli utili derivanti dal costo del prezioso liquido.
    Ancora una volta ci preme sottolineare che, ogni società che “gestisce” l’acqua costa ai contribuenti che, ornai dalle società sono definiti clienti, costa alla popolazione milioni di euro l’anno. Un presidente di società grava sul bilancio della gente per 40,000 euro l’anno, una cifra da capogiro se si pensa alla incompetenza dei Presidenti, spesso designati non per competenza ma solo per appartenenza partitica. I consigli d’amministrazione e le strutture, spesso, sono dei veri e propri carrozzoni politici realizzati ad arte per accontentare gli amici egli amici degli amici, in barba all’efficienza del servizio che, potrebbe dare gli stessi risultati con strutture molto più sottili ed efficienti. Nessuno fa niente, nessuno reclama e, la povera gente, continua ad avere sul capo questa “spada di Damocle” che da un momento all’altro potrebbe creare una crisi idrica di proporzioni devastanti.

    F.D.L.

    4 Feb 08 at 10:50 pm

  29. Cari comunitari, un buon blog collettivo, almeno finora, il vostro.
    Tra qualche settimana saremo ineluttabilmente richiamati al voto per la Camera e il Senato. Personalmente ritengo sia mia dovere esprimermi e quindi voterò.
    Il problema è naturalmente: cosa fare se credi nello strumento elettorale ma non nell’offerta che ti viene presentata? Il Nobel Saramago in ‘Saggio sulla Lucidità’ ha la risposta: votare bianco (o nullo).
    A suo dire è un messaggio che manda nel panico i potenti: il sistema democratico ci va bene, siete voi che non ci piacete. Ovviamente bisogna che le proporzioni del fenomeno siano inattese e sopra la media.
    Io ho sinceramente mezzi e tempi solo per provare a convincere qualche amico o conoscente, ma volevo soltanto suggerirvi che potrebbe valere la pena avviare una campagna per un voto bianco/nullo di massa in Provincia di Avellino.
    Molti lo valutano, ma alla fine evitano pensando che sia solo un voto sprecato: credo che aspettino soltanto qualcuno che dia un senso a quel comprensibilissimo (e arrabbiatissimo) desiderio di scarabocchio sulla scheda…
    gaetano iannaccone - avellino

    gaetano iannaccone

    4 Feb 08 at 10:54 pm

  30. io dico che siamo arrivati in fondo, ma cosa ci alziamo a fare ancora la mattina per andare a guadagnare sti 1000€ ???
    ci siamo la piazza è sempre più vicino,occhio che saremo buoni, cari, e imbalzamati, ma se scatta la scintilla,non c’è nascondiglio che tenga dopo sono bastonate per tutti …

    piumotta

    4 Feb 08 at 10:58 pm

  31. Cari Comunitari, Caro Harmin,
    blogoland.it mi ha chiesto di visionare il vostro urban blog o, meglio, il vostro landscape’s blog.
    Da quello che traspare, almeno attraverso il blog, il vostro gruppo sembra caratterizzato da persone di eta’ giovane, da aderenti di ardore messianico; per mia esperienza all’inizio è sempre così: i giovani aderenti danno tutto, anche l’ anima , si buttano nella cosa in cui credono in modo cieco e totalizzante, vogliono risolvere in pochi mesi, duo o tre al massimo, alcuni elementi possibilmente entro il giorno dopo; problemi che stanno sul tappeto da oltre un secolo in Italia , la questione meridionale e la camorra, da me ampiamente trattati, ragion per cui come si entusiasmano e si infervorano facilmente , facilmente si stancano , si deprimono, si afflosciano ed infine muoiono e scompaiono.
    A questi ragazzi della comunità voglio dire : ponetevi gli anni davanti , se decidete di intraprendere queste lotte, oppure datevi ad altro, non si risolvono nel lungo tempo questi problemi , figuriamoci nel beve termine.
    Ragazzi un po’ di sano realismo non guasta. Ma davvero pensate che le liste le decidano i cittadini ? Ma davvero pensate di raccogliere 1550 firme ? Una cosa si può fare subito : spernacchiare coloro che promettono di risolvere i problemi che affliggono l’ Italia , in poco tempo, senza sforzo e senza sudore , fatica ed abnegazione.
    Il Sig. Fumagallo è condivisibile quando afferma che ci vuole almeno un anno.
    Bisogna afflatare il gruppo, ampliarlo, coinvolgere persone anche meno giovani.
    E bisogna seguire la ricerca del bello. La politica sì ma cercando di condizionarla dall’esterlo. Criticarla. Pungolarla come avete fatto con la petizione e con l’assemblea.
    A proposito grazie per la vostra presenza ieri ad Ariano.
    Sono arrivato tardi al Bivio di Villanova. Avrei voluto conoscervi di persona.
    Remigio Del Guercio - Ariano

    renigio del guercio - blogoland

    4 Feb 08 at 11:48 pm

  32. Come e’ possibile che non si riesce a fare una nuova legge elettorale e ci tocca andare a votare con questa legge che esclude la rappresentativita’ ,dove ogni politico inserisce nella propria lista,il fratello,la moglie ,il cognato e cosi’ via e a noi ci tocca votare la lista e non le persone? Come e’ possibile andare a votare con questo sistema senza una soglia di sbarramento che alimenta la frammentazione dei partiti consentendo ad un politico con 600.00 voti di essere ministro e di permettersi poi il lusso di far cadere anche il governo?.Siamo nel paese dei balocchi, l’Italia e’ l’unico paese al mondo con il piu’ alto numero di partiti,allora il problema e’ diventato,oramai solo di etica,una volta si faceva il parlamentare per rappresentare la propria terra,per onore,per orgoglio e con pochi soldi,oggi si fa’ il parlamentare per rimanere attaccati alla poltrona,per gli altissimi stipendi e per tutti i benefici che ne derivano,pensione compresa.
    Sono veramente confuso,sconcertato ,disgustato.
    Cordiali saluti.
    Luigi Salzarulo -Lioni.

    luigi

    5 Feb 08 at 9:40 am

  33. vi allego stralcio della proposta di risoluzione n.5 presentata al Senato, in data 17 gennaio 2008 , da un gruppo di Parlamentari che recita:

    “ … considerato il fatto che esistono nel territorio regionale campano ampie aree interne, con terreni argillosi lontano da centri urbani, che non mettono a rischio di inquinamento acque superficiali e sotterranee, individuate in una relazione del prof. Giovanni Battista De Medici (già consegnata nel febbraio 2007 al Commissario Bertolaso) in Comuni dell’Alta Baronia, quali Vallesaccarda, Vallata, Macedonia, Bisaccia ed Andretta …”

    l’altro è tratto direttamente dalla relazione di De Medici:

    I paesi, “… lontani dagli agglomerati urbani e presenti all’interno di uno scenario privo di ogni significato culturale, paesaggistico, economico e sociale…”

    Voi della Comunità Provvisoria, se potete, alzate la voce per favore
    difendete la nostra terra
    chi abbiamo votato finora non ci rappresenta più
    chi abbiamo votato si sono chiusi nel loro stipendio dorato, nei loro uffici romani, nelle loro belle case a festeggiare

    l’irpinia muore soffocata dalla monnezza di napoli e dalla mala sanità

    antonio casarella - vallata

    5 Feb 08 at 9:55 am

  34. non faremo nessuna lista, ma non ci ritiriamo a vita privata.
    a breve rivedremo anche i fini e l’organizzazione del gruppo, se di gruppo si puiò parlare.
    comunque noi almeno offriamo una possibilità di espressione pubblica, non mi sembra poco.
    i partiti al momento non riescono a fare neppure questo.
    armin

  35. faccio qui appello agli amici della comunità, alle persone che hanno partecipato ai nostri incontro, chiedo loro di dare un segno di esistenza.
    noi irpini siamo molto individualisti: millenni di pastorizia hanno lasciato il segno.
    soli sotto le intemperie, così ci sentiamo,
    e anche quando arriva una cosa come la c.p
    in cui scamparsi e stare insieme
    facciamo fatica, siamo attenti a cogliere le crepe
    piuttosto che chiamare dentro altre persone.
    il compito che ci eravamo dati era questo. presto capiremo chi vuole proseguire questa bella avventura.

    armin

    5 Feb 08 at 12:21 pm

  36. Ragazzi unitevi e combattete.
    Siete gente onesta e di grande levatura intellettuale.
    Nei partiti c’è quasi solo immondizia.
    Non vi scoraggiate.
    é il vostro tempo.
    martina

    martina

    5 Feb 08 at 1:21 pm

  37. de luca non è diverso da mastella, d’amelio non esiste e gli altri a cui pensanso sono dei fantasmi.
    forza, fatevi avanti che c’è bisogno di gente nuova e forte.
    Mario Pironti

    mario pironti

    5 Feb 08 at 2:41 pm

  38. occorre una persona NUOVA da proporre e sostenere politicamente da parte di tutta la c.p.

    gianni

    5 Feb 08 at 2:44 pm

  39. oggi è carnevale, mettiamoci una maschera, quella che preferiamo, e giochiamo ad essere colui che desideriamo.
    divertiamoci e sorridiamo, oggi possiamo farlo, oggi siamo leggeri e spensierati, possiamo scherzare su tutto ciò che vogliamo.
    forza, carnevale non finisce oggi, continua tutto l’anno.

    gianni

    5 Feb 08 at 4:35 pm

  40. Cari amici, caro Franco.

    No, non è che ciò che ci circonda non ci faccia schifo. Tutt’altro. E’ che proprio perchè molte cose ci fanno schifo, le elezioni diventano un rito spesso vuoto, spesso truffaldino, spesso inutile, spesso di sfogo per finti oppositori. Le elezioni, diciamola tutta, “non esistono”. Intendo “non esistono” quando sono staccate dalla Politica (uso la maiuscola, per una volta). Un pò come se uno staccasse dal corpo un braccio. Il braccio ha grande valore, ma staccato non ne ha nessuno. Oggi viviamo un’epoca di crisi generale, quindi anche e soprattutto della politica, per cui la schizofrenia del “distacco” del braccio dal corpo (della politica) è una cosa tragica che prescinde anche dagli schieramenti che si candidano alle elezioni. Il problema quindi ritorna a monte, a cosa si pensa della politica, quale concezione se ne ha. Questo è il punto vero. E non ci siamo.
    Perchè a ogni stormir di fronda (elettorale) vedo agitazioni scomposte.
    La politica ha un senso e una grandezza (parlo per me, ovviamente) perchè organizza gli uomini per la risoluzione dei loro problemi e bisogni. L’invenzione è stata grandissima per questo. Organizza gli uomini, quindi, non le istituzioni, tanto meno le elezioni che hanno un senso solo se sono espressione dell’agire collettivo e “quotidiano” delle persone. Voglio dire che se il “corpo della politica” non si muove per intero (società e anche istituzioni), le elezioni diventano un imbroglio, roba da ceto politico borghese o piccolo borghese. Chi aspira (mi metto anch’io tra questi) a organizzare altri interessi (diciamo quelli della classe operaia, oggi “diffusa”), che c’entra? Per polemizzare ancora di più: ma qualcuno crede che senza il “risveglio” (brutta parola, ma non me ne viene un’altra in questo momento) del lavoro dipendente, della classe operaia diffusa, della riappropriazione e riforma della politica da parte di questo pezzo fondamentale della società, possa cambiare qualcosa? Mi dispiace, ma io penso esattamente il contrario. E la crisi che vive il centro sinistra è proprio questa. Senza il protagonismo, sociale innanzitutto e poi anche istituzionale, di quel mondo, è vano aspettarsi un cambiamento, soprattutto se uno se lo aspetta partendo non dalla società, dove la crisi è nata (adesso sarebbe troppo lungo parlarne) e dove si innerva il potere reale e diffuso, ma dalle istituzioni, oggi ridotte ad appendice degli interessi della grande borghesia e della massa del ceto piccolo borghese famelico. Le elezioni, in questo
    clima, diventano persino “fuga dalla politica”. Intendo la poltica “vera”, che voglia condividere con il popolo, gioie e sofferenze di tutti i giorni. E allora, perchè non smetterla con questa fregola elettorale? Sì, certo, ognuno ha la sua tattica, ognuno calcola i propri interessi, ognuno voterà o non voterà per chi gli pare, ma la domanda che rivolgo alle persone che aspirano a costruire una politica, non dico comunista come piacerebbe a me, ma pulita e ricca di cultura, è questa: “Ma pensate davvero che le elezioni, in questo periodo storico assolutamente “di passaggio”, decise da un potere spesso corrotto oltre che attaccato ad interessi consolidati e antipopolari, possano essere il terreno della rivitalizzazione della politca e della sua riforma? E, invece, non pensate che l’organizzazione sociale (sociale, e solo in seguito istituzionale) dei bisogni degli uomini, la pratica (lunga) di riorganizzazione e di invenzione di nuove culture e nuove tattiche, non possa riformare davvero, essa sì, una società sbandata e incapace di capire il cul di sacco in cui si è cacciata?”.

    p.s. : ciò che ho detto vale a maggior ragione per la cosiddetta Comunità Provvisoria che ovviamente può vivere e produrre qualcosa di buono solo se attraversa i sentieri nuovi della cultura e della politica, i sentieri dell’invenzione e della fantasia, non certo le certezze inutili di riti e scadenze imposte dalla vecchia cultura e dalla vecchia politica.

    Michele Fumagallo

    michele fumagallo

    5 Feb 08 at 6:11 pm

  41. Oltre il banale: l’emersione dal basso. (1/2)

    … toc, toc. E’ permesso? Posso?… si parla di futuro? …per capire? …candidati? …

    Mi (vi) domando: cosa scegliere nell’antica lotta tra il male ed il ‘menomale’?
    E’ molto antica la riflessione sul rapporto fra morale individuale e morale collettiva all’interno dello sviluppo delle nazioni. Un rapporto che sta verosimilmente anche alla base della riscoperta dell’etica, dell’importanza dell’etica nella trasformazione economica e sociale della società italiana e che affrontiamo ‘indirettamente’ sempre nelle nostre discussioni.

    Cosa è allora tale nostra società (locale o nazionale) in relazione all’esempio Atene-Sparta? Roberto Calasso ha sostenuto che quella (Atene) fu il successo di una società dello scambio su una società dell’accumulazione (Sparta); altri hanno sostenuto che fu il successo di una società “genitoriale” su una società “fraterna” fatta di fratelli uguali ma fatalmente rivali; ed altri come Norman Brown, hanno sostenuto che si trattò del successo di “una società morale di uomini immorali (Atene)” su una “società immorale di uomini morali (Sparta)”.
    La tentazione cinica ed immediata di molti, credo, sia pensare alla società italiana ed irpina in particolare, come “società immorale di uomini immorali”; poi si piazzerebbe in graduatoria la propensione ad una somiglianza con Sparta (forte etica individuale che non sfonda ad etica dell’interesse collettivo); ed in terza posizione l’idea di una bassa moralità individuale unita ad una forte coesione etica nazionale. Nessuno, credo, penserebbe oggi all’Italia come ad ‘una società amorale (non_immorale) di uomini morali’. In fondo ci piace ritenerci narcisisticamente imperfetti: è una forma di difesa da responsabilità troppo impegnative.

    Quello etico è in effetti un problema che in Irpinia (e in Italia) esiste da sempre, e che ora risulta molto evidente ed accentuato visti gli accadimenti, anche se non esplicito perfino nelle nostre dissertazioni.
    Sappiamo che di questi tempi (e non solo di questi tempi), la percezione ed il giudizio straniero sull’Italia sono sempre stati pessimi: paese dei veleni, paese dei pugnali, paese del tradimento; e noi italiani considerati sempre un misto di cortigianeria machiavellica ed ipocrisia papista.
    Ma anche i grandi italiani che hanno pensato l’Italia, da Leopardi a Croce, non sono riusciti a dare un giudizio positivo sull’etica individuale e collettiva di questo paese. Nel migliore dei casi, una società ed un popolo bifronti, dualizzati, fatalmente ambivalenti.
    L’etica non poteva entrare in questo grumo di ambivalenze. L’etica è chiarezza (di intenzioni e di precetti), non continua ambivalenza. Non a caso chiunque abbia voluto dare un po’ di dimensione etica a questo paese ha dovuto semplificarlo, rinunciando alla sua complessità (i papi, la cultura risorgimentale, il fascismo stesso). Noi stessi ora con queste nostre “sensazioni, necessità, urgenze, sogni”.

    Quando, per il sopravvenire della democrazia di massa e della cultura di massa, non é stato possibile operare semplificazioni della complessità (in pratica negli ultimi cinquanta anni), allora ha ripreso il sopravvento il gene bifronte e dualizzato di questo paese, dando spazio ad una grande ambiguità dei comportamenti sia individuali sia collettivi, sia della società civile sia dei pubblici poteri, sia dei cittadini sia dello Stato.
    Con un grande, costante rimpallo di responsabilità: lo Stato ritiene immorali i suoi cittadini (evasori fiscali, falsi invalidi, assenteisti, ecc.); i cittadini ritengono immorale lo Stato (inefficiente, spendaccione, lottizzato, ecc.). Con una sinergia perversa delle due posizioni che accentua l’ambiguità di fondo ed i relativi sensi di colpa collettivi. EnzoLuongo. (fine prima parte - segue)

    enzlu

    5 Feb 08 at 7:39 pm

  42. Oltre il banale: l’emersione dal basso. (2/2)

    Per molti anni, dal ‘54 ad oggi, questa situazione è stata coperta e mascherata dalla forte carica di “etica delle buone intenzioni” che stava sotto le due grandi forze ideologiche e culturali dominanti: quella comunista e quella cattolica (quella socialista non è riuscita ad assurgere compiutamente a forza pugnante).
    Ogni ideologia essendo per sua stessa natura a forte carica di intenzionalità, è di fatto fonte di etica delle buone intenzioni; ma le due che hanno tenuto banco nel lungo dopoguerra italiano sono state, sempre in termini intenzionali, particolarmente impegnate (si è addirittura parlato di loro come di “due chiese”).

    E ciò ha coperto l’antica ambivalenza morale dei singoli, della società, dello Stato.
    Una ambivalenza che nei fatti andava addirittura aumentando, attraverso fenomeni e comportamenti fortemente dualizzati (si pensi alla compresenza tra soggettività egoistica e solidarietà; al bifrontismo fra sommerso ed emerso; al confine labile fra lecito ed illecito, ecc.), fenomeni e comportamenti che rendendo più complessa la società, la allontanavano di fatto dalle semplificate intenzioni ideologiche, corrose dall’interno.
    Negli ultimi anni ci siamo ritrovati in una condizione di nudità; esaurite ‘le coperte ideologiche’, è risultata chiara la scarsa consistenza dei valori etici di cui i comportamenti hanno bisogno. Le reazioni questa nudità sono state di due diversi tipi: alcuni, specie nella comunicazione di massa e nella dialettica politica, hanno preferito ‘la moralità della denuncia’ con una forte propensione a vedere immoralismo un po’ dappertutto; altri, specie nel mondo dell’economia e nel mondo ecclesiale (Confindustria e Santa Sede), hanno preferito ricominciare un discorso morale dal basso, cioè dal primato (e dalla faticosa costruzione) del concetto di responsabilità individuale in ogni campo: professionale, aziendale, comunitario che sia.
    Una riedizione del bifrontismo italico, questa compresenza di etica della denuncia (quasi sempre gridata) e di etica della responsabilità (quasi sempre non esternata).

    Quale che sia il giudizio che ne diamo (di queste due riscoperte dell’etica) - anche la denuncia è morale, se è frutto dell’indignazione, della non rassegnazione al peggio -, è probabile che sia la seconda strada quella che può stare alla base di un lungo processo di maturazione di una più avanzata dimensione etica nella politica. Non solo perché c’è sempre più necessità dell’etica della responsabilità (la nostra C.P. ed i suoi post ne sono la prova), ma perché ‘una crescita dal basso’ anche dell’etica, così come tanti blogger (e non solo) richiedono, è più coerente con ‘la crescita dal basso’ della società italiana e della nostra terra in particolare in questi giorni.
    Essa è necessaria ed ineludibile ora e qui, perché su questa strada, con questi mezzi, troviamo una crescente presenza di persone, ambienti, strutture, che danno carica molto forte ai processi di trasformazione in corso.
    Per questo, in corrispondenza ad una ‘tradizione’ delle nostre discussioni, che è tutta fiducia ‘nell’impegno dei soggetti sociali, nella crescita dal basso, nelle (purtroppo) lunghe derive culturali’ questo intervento è dedicato a capire come l’emergere della dimensione etica si attui nei mondi vitali (lavorativi, professionali, comunitari, ecclesiastici) della nostra terra.

    Nella mia terra brutalmente violentata, dominata, semplificata, disamorata, disillusa, tradita e ‘incacchiata’ “urbi et orbi”, capricciosamente ed inspiegabilmente refrattaria alla lentezza dei pensieri, questo sia il mio personale ed forse ultimo contributo alla C.P. al processo di emersione che sarà lungo e forse contraddittorio, ma che vale la pena di avviare.

    Non è un problema di facce ‘note o sconosciute’, né di anni vissuti ‘tanti o pochi’, ma solo di ‘teste, coraggio di fare Politica’ (nel senso Fumagallo) che non hanno volti e non hanno età.
    Su!, su la testa! miei buoni comunitari, ché si vedrà lontano un grande orizzonte.
    EnzoLuongo.

    enzlu

    5 Feb 08 at 7:45 pm

  43. Propongo la candidatura di Franco Armino alle prossime elezioni!

    dario

    dario

    5 Feb 08 at 8:26 pm

  44. “Il nostro nemico non è l’uomo ricorda fratello ricorda”

    Da soli siamo vulnerabili.
    A livello di singoli individui abbiamo sofferto terribilmente.
    Affichè il ventunesimo secolo sia un secolo di spiritualità dobbiamo farci guidare da uno spirito comunitario.
    Dobbiamo impararea a fare le cose insieme a condividere le idee e le profonde aspirazioni che abbiamo nel cuore.
    Occorre che impariamo a considerare la comunità come il nostro stesso corpo.
    Abbiamo bisogno gli uni degli altri per praticare la solidità, la libertà e la compassione.

    Compassione significa lasciar andare la nostra auto-identità, smettere di dimostrare questa identità ogni momento.

    Compassione significa agire come agisce il vento, come agisce il sole, come agisce l’aria.
    Prendete ad esempio l’aria che assume la forma della stanza. L’aria non dice “Vi darò questo spazio per respirare nel modo che voglio io.”
    Ognuno gode il piacere di poter respirare l’aria. E’ lo stesso con il sole: il sole non smette di splendere quando ci sono nuvole nel cielo.

    Thai maestro zen Vietnamita
    e altre fonti

    dario

    dario

    5 Feb 08 at 8:47 pm

  45. Mi chiamo Lucia Marchitto,
    sono una calitrana trapiantata a Brescia,
    mi piacerebe essere informata sull’attività della vostra comunità.
    Ho appena scoperto il vostro blog e ho iniziato a leggere con interesse il vostro lavoro.
    Ne approfitto per salutare Alfonso Nannariello.
    Lucia

    lucia marchitto

    5 Feb 08 at 9:28 pm

  46. in questo periodo mi sento più portato a leggere i vostri contributi che a scrivere, ma volevo dire a franco che sono con lui idealmente e spero in qualche modo concretamente, e a voi tutti. presto mi verrà la voglia di scrivere più spesso e più a lungo, grazie

    sergio gioia

    5 Feb 08 at 9:51 pm

  47. Sono in parte d’accordo con Michele Fumagallo. Le elezioni sono solo un rituale inutile, vuoto e persino ingannevole, specie se tale pratica è scissa e distante dal corpo reale della società e della Politica (con la P maiuscola), divenendo un’appendice assolutamente funzionale agli interessi di parte delle forze dominanti.
    L’elettoralismo è dunque una malattia, che infatti si manifesta attraverso i sintomi di uno forte stato febbrile. L’elettoralismo è un potente sedativo in mano alla borghesia e ai poteri dominanti, una “droga” spirituale usata per addormentare la coscienza delle masse. Le elezioni servono soprattutto a rincretinire le classi lavoratrici e a distrarle dal loro compito rivoluzionario. Deviare e allontanare le masse operaie dal terreno della lotta di classe, per incanalarle e impantanarle nella palude melmosa dell’elettoralismo e del parlamentarismo borghese, è sempre stato un obiettivo necessario per la salvaguardia e la conservazione del potere detenuto dalla borghesia capitalista. Ma la democrazia borghese non è solo una truffa, un’illusione: essa è un’emanazione generata direttamente dallo stesso modo di produzione capitalistico-borghese che di fronte al mercato rende tutti uguali, ovvero omologati, tutti venditori e compratori allo stesso tempo. Un ingranaggio che costringe per lunghi anni le persone a produrre, consumare e alla fine crepare, condannandole a un destino miserabile, umiliante e degradante… Un sistema fondato sull’economia di mercato, sull’aziendalismo esasperato, sulla proprietà privata, sul principio (distorto, pericoloso e mistificante) dell’individualismo e della competizione sfrenata tra gli individui, messi l’uno contro l’altro (”homo homini lupus”). La democrazia rappresentativa borghese concepisce la società come una somma di individui (atomizzati), ognuno con i suoi criteri di scelta e di giudizio, con una propria coscienza, con un proprio destino, senza alcun legame di solidarietà, di interdipendenza e di condivisione con la coscienza e il destino altrui.
    Il cretinismo parlamentare, una delle principali caratteristiche degenerative della politica democratico-rappresentativa di stampo borghese, consiste proprio nel considerare il singolo individuo come il motore della storia, come l’agente determinante dei possibili miglioramenti o peggioramenti della vita sociale. Ma in cuor loro, le classi dominanti, benché stordite dai loro stessi inganni, sanno che la realtà sociale segnata dalle contraddizioni e dagli antagonismi di classe, si rivolterà inevitabilmente contro di esse.
    Berlusconi e Veltroni, e le loro differenti alleanze politico-elettorali, rappresentano sostanzialmente i due principali poli economico-finanziari contrapposti. Col pretesto di combattere e scongiurare il rischio che il governo cada nelle mani della “destra”, tutti i “sinceri democratici” si abbracciano e si sostengono a vicenda, recandosi alle urne per votare la (falsa) “sinistra”.
    Per ridestarsi da decenni di rincoglionimento e cretinismo elettorale e parlamentare(pseudo)democratico, il proletariato dovrà con ogni probabilità essere scosso da terremoti economici e sociali di grandi dimensioni e di grande intensità e profondità. Solo allora i proletari massacrati in tutto il mondo (ri)troveranno l’unica risposta di classe che la storia riserva loro. E manderanno al diavolo i parlamenti liberal-borghesi e le (inutili e sciocche) schede elettorali.

    lucio2008

    5 Feb 08 at 10:23 pm

  48. Ma a questo punto votiamo Di Pietro, organizziamoci insieme all’Italia dei Valori…siamo protagonisti di questa campagna elettorale..che il potere torni seriamente al popolo..

    jonny

    5 Feb 08 at 10:40 pm

  49. grazie a dario
    innanzitutto.
    proporre pubblicamente di candidarmi è una cosa che gli amici di solito non fanno. anzi, gli amici in irpinia di solito hanno il problema di come trattenerti.
    le cose che dice michele sono molto interessanti e sostanzialmente le condivido.
    forse la differenza tra me e lui è che io sono meno rigoroso e riesco a frequentare persone che lui non riuscirebbe a frequentare.
    detto questo ribadisco che non siamo qui per fare la lista. cinquanta commenti non sono niente. ce ne sarebbero voluti cinquecento.
    prendiano atto che l’irpinia è quella che è,
    ma qualcosa dobbiamo fare.
    che siano importanti o meno le eleziioni,
    dobbiamo rispondere politicamente al dissesto profondo di una regiome in cui di fatto consumiamo la nostra esistenza
    ringrazio enzo e tuti gli altri per i loro interventi e spero che la discussione prosegua.
    a breve ci vedremo e tireremo le somme.

  50. dimenticavo:
    alcuni amiici scrittori hanno letto questo post e sbirciato un pò nella comunità
    ricavandone un’ottima impressione.
    sono sicuro che tra di noi non ci sia questa consapevolezza.
    voglio dire che fin quando non ci accorgiamo che anche qui è possible fare una grande vita
    rischiamo sempre di fare una piccola vita.
    saluti
    arminiosi

  51. stamattina sui giornali locali continuano le penose indiscrezioni sulle candidature.
    perfino maccanico, untracentenario, avrebbe manifestato la volontà di ricandidarsi e pare che la cosa non scandalizzi nessuno.
    non so che si può fare a questo punto.
    forse potremmo organizzare una grande manifestazione pubblica in cui diciamo il nostro pensiero e vediamo chi viene e chi ha veramente voglia di gridare il proprio sdegno contro la casta.

  52. Caro Franco,

    la mia proposta di candidarti alle prossime elezioni nel partito democratico rivoluzionario all’interno del PD è una possibilità da coltivare e da prendere in seria considerazione.
    E’ giunta l’ora di proporre anche attraverso la tua candidatura questa energia e voglia di comunità.

    Dario

    dario

    6 Feb 08 at 10:43 am

  53. A PROPOSITO DI (NUOVE) ELEZIONI

    Le elezioni sono solo un rituale inutile, vuoto e persino ingannevole, specie se tale pratica è scissa e distante dal corpo reale della società e della Politica (con la P maiuscola), divenendo un’appendice assolutamente funzionale agli interessi di parte delle forze dominanti. L’elettoralismo è dunque una malattia, che infatti si manifesta attraverso i sintomi di un forte stato febbrile. L’elettoralismo è un potente sedativo in mano alla borghesia e ai poteri dominanti, una “droga” spirituale usata per addormentare la coscienza delle masse. Le elezioni servono soprattutto a rincretinire le classi lavoratrici e a distrarle dal loro compito rivoluzionario. Deviare e allontanare le masse operaie dal terreno della lotta di classe, per incanalarle e impantanarle nella palude melmosa dell’elettoralismo e del parlamentarismo borghese, è sempre stato un obiettivo necessario per la salvaguardia e la conservazione del potere detenuto dalla borghesia capitalista. Ma la democrazia borghese non è solo una truffa, un’illusione: essa è un’emanazione generata direttamente dallo stesso modo di produzione capitalistico-borghese che di fronte al mercato rende tutti uguali, ovvero omologati, tutti venditori e compratori allo stesso tempo. Un infame ingranaggio che costringe le persone a produrre e consumare per un’intera esistenza e alla fine crepare, condannandole a un destino miserabile e degradante. Un sistema brutale ed alienante, fondato sull’economia di mercato, sull’aziendalismo esasperato, sulla proprietà privata, sul principio (pericoloso e mistificante) dell’individualismo e della competizione sfrenata tra gli individui, messi l’uno contro l’altro (”homo homini lupus”). La democrazia rappresentativa borghese concepisce la società come una somma di individui (atomizzati), ognuno con i suoi criteri di scelta e di giudizio, con una propria coscienza, con un proprio destino, senza alcun legame di solidarietà, di interdipendenza e di condivisione con la coscienza e il destino altrui.
    Il cretinismo parlamentare, una delle principali caratteristiche degenerative della politica democratico-rappresentativa di stampo borghese, consiste proprio nel considerare il singolo individuo come il motore della storia, come l’agente determinante dei possibili miglioramenti o peggioramenti della vita sociale. Ma in cuor loro, le classi dominanti, benché stordite dai loro stessi inganni, sanno che la realtà sociale segnata dalle contraddizioni e dagli antagonismi di classe, si rivolterà inevitabilmente contro di esse.
    Berlusconi e Veltroni, e le loro differenti alleanze politico-elettorali, rappresentano sostanzialmente i due principali poli economico-finanziari contrapposti. Col pretesto di combattere e scongiurare il rischio che il governo cada nelle mani della “destra”, tutti i “sinceri democratici” si abbracciano e si sostengono a vicenda, recandosi alle urne per votare la (falsa) “sinistra”.
    Si pensi ad un partito sedicente “comunista” come Rifondazione, diviso da sempre tra un’anima elettoralista e una vocazione governista, da un lato, e spinte movimentiste ed operaiste dall’altro. Un partito la cui direzione (non solo i quadri dirigenti, bensì pure la base militante) mira alla formazione di un blocco elettorale di sinistra, il più aperto ed ampio possibile, per battere la destra berlusconiana. Mai che qualcuno nel PRC avesse solamente ipotizzato che l’epicentro della lotta per il potere reale fosse collocato all’esterno del gioco elettorale e parlamentare, ed implicasse la formazione di uno schieramento e di un blocco di classe, non di votanti e relative schede elettorali. Non si tratta di due strade praticabili contestualmente, ma di due percorsi opposti e divergenti. Infatti, le forze democratico-riformiste che hanno nella democrazia parlamentare il loro ossigeno non riescono a fuoriuscire da quello stato “ambientale” per misurarsi decisamente sul terreno di classe. Non si conoscono ancora esempi di partiti comunisti a carattere “anfibio”.
    Per ridestarsi da decenni di rincoglionimento e cretinismo elettorale e parlamentare (pseudo)democratico, il proletariato dovrà con ogni probabilità essere scosso da terremoti economici e sociali di grandi dimensioni e di grande intensità e profondità. Solo allora i proletari massacrati in tutto il mondo (ri)troveranno l’unica risposta di classe che la storia riserva loro. E manderanno al diavolo i parlamenti liberal-borghesi e le (inutili) schede elettorali.

    lucio2008

    6 Feb 08 at 11:01 am

  54. caro dario
    da domani su ottopagine inizio una mia rubrica che in effetti è anche una sorta di campagna elettorle.
    una campagna fatta senza essere candidato.
    sarebbe curioso se qualcuno avanzasse anche sui giornali la mia candidatura.
    non si può evitare che mettano tutta la solita roba, ma si può trattare: se vogliono i nostri voti qualche persona decente la devono pur mettere
    armin

  55. caro Dario
    caro Arminio
    si può provare
    si deve provare questa strada.
    ma come dobbiamo muoverci?
    Mario Caggiano

    mario caggiano

    6 Feb 08 at 1:07 pm

  56. maccanico
    de luca
    de mita
    d’amelio
    sena
    possibile?

    combattiamo.
    adesso è il momento

    GELSOMINO

    GELSOMINO

    6 Feb 08 at 1:54 pm

  57. si vota il 13 aprile. è iniziata la campagna elettorale.

    chi della c.p. è disposto a candidarsi, e dove ?
    chi decide chi ? chi decide dove ?
    se ne discuterà ?

    gianni

    6 Feb 08 at 3:14 pm

  58. candidiamo ARMINIO
    dove lui vuole
    dove vogliamo noi
    dove nessuno vuole.
    Antonio

    antonio

    6 Feb 08 at 3:35 pm

  59. si, se lui vuole, arminio va bene.
    ma gli conviene?
    vito

    vito

    6 Feb 08 at 3:39 pm

  60. Caro Franco,
    stamattina ho visto Dario in teatro.
    Per noi sei tu il candidato ideale non solo per la C.P. ma per la Comunità Irpina.
    Pensiamo di inviare una petizione a Veltroni.
    ANGELO

    angelo verderosa

    6 Feb 08 at 4:18 pm

  61. ” Non è un problema di facce ‘note o sconosciute’, né di anni vissuti ‘tanti o pochi’, ma solo di ‘teste, coraggio di fare Politica’ (nel senso Fumagallo) che non hanno volti e non hanno età.
    Su!, su la testa! miei buoni comunitari, ché si vedrà lontano un grande orizzonte.
    EnzoLuongo. ”

    perchè non Enzo Luongo ?

    enzlu, che dici ?

    gianni

    6 Feb 08 at 4:50 pm

  62. caro angelo
    questa cosa quasi mi commuove.
    alla fine quello che conta sia nella letteratura sia nella politica è costruire delle relazioni umane piene di senso e questo la comunità provvisoria lo sta già facendo.
    armin

  63. LA GENTE CHE NON VUOLE VOTARE è TANTA.BISOGNA CHE IL PD SI DECIDA A DARE UNA RAPPRESENTANZA ANCHE A QUESTA GENTE.
    INSOMMA BISOGNA PARLARE ANCHE CON BEPPE GRILLO.
    SE SI FA QUESTO IL DISCORSO SU ARMINIO DIVENTA ANCORA PIù INTERESSANTE.
    MA LO FARANNO?
    PENSO DI NO.
    SANNO CHE PERDERANNO LE ELZIONI. NON VOGLIONO PERDERE IL POSTO.
    michele luongo

    michele luongo

    6 Feb 08 at 6:31 pm

  64. ognuno fa quello che sa fare e quello che gli altri gli lasciano fare.
    io non darei per scontato che le cose andranno a finire come pensano i notabili…
    a volte la vita ci sorprende.
    armin

    armin

    6 Feb 08 at 8:41 pm

  65. Caro Franco,
    ho letto il tuo inervento su Ottopagine di oggi, concreto, centrato e propositivo.

    Proporre il parco del silenzio e della luce a Monteverde e un’idea rivoluzionaria e può essere fatta solo da chi ama questa terra.
    Perchè al rumore assordante di una politica auturiproducentosi a se stessa è necessario proporre luoghi nuovi e persone che conoscono il potere rivoluzionario del silenzio.

    Ancora più convinto propongo la tua candidatura alle prossime elezioni nel PD e condivido la proposta di Angelo di inviare una lettera aperta a Veltroni.

    dario

    dario

    7 Feb 08 at 11:14 am

  66. caro dario
    a me l’unica cosa che riesce è scrivere, l’unica in cui mi sento nel mondo e il parodosso è che scrivi bene solo se sei fuori dal mondo.
    dunque sono uno che cerca continuamente di tornare in una casa dove non è mai stato.
    la politica per come è adesso non è praticabile, ma facciamo bene almeno a non stare zitti, a segnalare che ci sarebbe bisogno di un altra politica.
    se poi vogliamo dirla tutta si può anche dire che il più fesso della comunità provvisoria in parlamento ci starebbe meglio degli assessori regionali che saranno promossi.
    armin

    arminio

    7 Feb 08 at 2:13 pm

  67. Santo Versace: «Grillo? Ha ragione»
    «Classe politica fa più danni dei criminali» Nino Luca, Agr dal corriere.it

    (da non perdere)

    http://mediacenter.corriere.it/MediaCenter/action/player?uuid=15d85a9c-d594-11dc-aa3d-0003ba99c667

    corriere.it

    7 Feb 08 at 5:27 pm

  68. Il senatore Antonio Polito (Pd): non mi candido, ho vergogna per i rifiuti «Ho osservato la scena politica campana: è una vista deprimente»

    NAPOLI — La sua candidatura al quarto posto delle lista campana della Margherita per il Senato, vera e propria garanzia di un approdo certo a Palazzo Madama, rappresentò una delle principali novità delle elezioni del 2006. Ora, nemmeno due anni dopo il grande salto dal giornalismo alla politica, Antonio Polito sta seriamente pensando di compiere un altro salto. Altrettanto clamoroso. Stavolta, però, all’indietro.
    Conferma senatore?
    «Diciamo che sono molto restio a candidarmi».
    Perché?
    «Provo un po’ di vergogna per la conclusione della legislatura e, naturalmente, per quanto è successo in Campania».
    Allude, naturalmente, ai rifiuti?
    «Certamente. Noi parlamentari siamo stati eletti dal popolo campano. E non siamo riusciti a contribuire al miglioramento della situazione».
    È molto severo con se stesso.
    «So bene che se in strada ci sono montagne di rifiuti la colpa non è mia. Però, il gioco dello scarico della responsabilità è pericoloso. Alla fine, non ci sarebbe alcun responsabile. Dico allora che, in quanto eletto dal popolo, assumo la mia quota di responsabilità».
    Pensa che, se lo volesse, avrebbe difficoltà a conquistare un posto in lista?
    «Non ho idea. Io sto ragionando su di me».
    Ma se lei, che è in politica da meno di due anni, senza aver avuto peraltro responsabilità gestionali in Campania, avverte il peso delle condizioni in cui versa la regione, a quali conclusioni dovrebbero giungere Ciriaco De Mita e il governatore Bassolino che sono stati, in ruoli diversi, protagonisti assoluti della scena politica regionale degli ultimi dieci anni?
    «Ora sto ragionando solo sulle mie responsabilità».
    Come giudica, sulla base della sua esperienza, la scena politica campana?
    «L’ho osservata in presa diretta. Spesso è stata una vista deprimente».
    Gimmo Cuomo
    07 febbraio 2008

    corriere del mezzogiorno

    7 Feb 08 at 5:36 pm

  69. A proposito di Grillo e di “grillismo”, la mia posizione si può riassumere nella seguente frase: “Né con il Grillo, né con il Gatto e la Volpe”.
    Sull’argomento ho pensato di proporvi un articolo che ho scritto e pubblicato alcuni mesi fa.

    I partiti e i nuovi arrivati ed arrivisti

    Tutti conoscono Le Avventure di Pinocchio, la celebre fiaba inventata dall’estro di Carlo Lorenzini, in arte Collodi. Sarà che io non ho mai ammirato il noioso personaggio del Grillo Parlante, profilo allegorico di tutti i moralisti e i bacchettoni che si ergono a difesa dell’ordine costituito, di tutti i falsi predicatori, paladini del buon costume, sempre pronti a sentenziare, a dispensare consigli al prossimo, ad impartire norme e precetti che loro sono i primi a violare. Né ho mai amato il ritratto dello stesso Pinocchio (tanto caro a Roberto Benigni), un tipo ingenuo e facilmente influenzabile, emblema di tutti gli sciocchi zimbelli e i burattini in genere. Tanto meno ho apprezzato la maschera di Mangiafoco, crudele metafora dei burattinai, degli aguzzini e carcerieri del sistema. Parimenti ho detestato quei birboni e farabutti che sono il Gatto e la Volpe, divertente allegoria dei numerosi imbroglioni, furfanti e mascalzoni in circolazione, sempre pronti a raggirare e derubare gli sprovveduti, anch’essi vaganti in gran copia. Invece, ho sempre preferito il ritratto allegro e strepitoso di Lucignolo, effigie simbolica dei giovani ribelli e disobbedienti, inguaribili sognatori, figura tipica dell’anarchico utopista e anticonformista, all’eterna ricerca della libertà e della felicità inseguite nell’immaginario “Paese dei balocchi”… Sarà anche per questo, ma francamente non riesco a nutrire una sincera simpatia verso il comico antipolitico-né-di-destra-né-di-sinistra Beppe Grillo. E ancor meno provo attrazione verso quell’ambiguo movimento che i mass-media hanno già battezzato con il nome di “grillismo”. Certo, anch’io avverto un moto istintivo e irrefrenabile di avversione, rabbia e repulsione nei confronti di un sistema pseudopolitico sempre più laido, corrotto ed affarista, nel quale i (presunti) furbetti, impostori e ciarlatani, i peggiori carrieristi, gli arrivisti più cinici e spregiudicati la fanno da padroni. Comprendo l’ondata di protesta e sdegno popolare che si è manifestata in modo dilagante in occasione del V-Day, il mega-evento svoltosi lo scorso 8 settembre (data storica scelta non a caso) a Bologna e in altre città italiane, con collegamenti in alcune postazioni all’estero. Fidando nella memoria storica collettiva e nell’esperienza diretta, ho sempre coltivato una profonda, legittima diffidenza verso i movimenti di questo tipo, sebbene mi sforzi di comprendere le cause che li producono. In passato, abbiamo già conosciuto altri movimenti (ben più vasti e potenti) di rigetto antipartitocratico. Abbiamo assistito ad altri “fenomeni” del genere, quali: all’indomani della seconda guerra mondiale e nel pieno svolgimento del clima ancora infiammato della guerra civile scatenata dall’insanabile contrasto tra il fascismo e la Resistenza partigiana, apparve il Fronte dell’Uomo Qualunque, fondato a Roma nel 1944 dal commediografo, giornalista e (guarda caso) uomo di spettacolo Guglielmo Giannini; successivamente si affacciarono i Radicali di Marco Pannella ed Emma Bonino, veri cani da guardia dell’ultraliberismo di stampo anglosassone; molti anni dopo (in)sorse la Lega Nord. Insomma, l’elenco è ben nutrito. Tutti i suddetti movimenti, (in)sorti con premesse più o meno analoghe, mossi da motivazioni abbastanza affini, sono infine approdati al medesimo sbocco finale: inserirsi nell’alveo della tanto agognata e maledetta Casta partitocratica. Infine, rammento che lo stesso Cavaliere Silvio Berlusconi si presentò in illo tempore con le fattezze del “nuovo che avanza”, quale monumento simbolico dell’Antipolitica. Egli seppe interpretare ed incarnare in modo magistrale il diffuso malcontento popolare diretto contro i partiti, cavalcando abilmente l’onda sentimentale dell’Antipolitica, ergendosi ad emblema e paladino dell’Antisistema e della battaglia antipartitocratica, per poi diventare l’esponente negativo per eccellenza del potere partitico, oltre che di quello economico-plutocratico e finanziario, nonché del “quarto potere”, quello mass-mediatico. Tuttavia, mi chiedo se tali accostamenti storici possano davvero servire ad inquadrare e comprendere fino in fondo un movimento che per certi versi risulta “inedito”, quantomeno perché generatosi attraverso la rete web. Certo, gli stereotipi e i pregiudizi ideologici incombono sempre, pronti ad emergere nelle menti conformiste, aduse a ragionare mediante facili categorie convenzionali. Dunque, prima di esprimere giudizi affrettati, occorrerebbe afferrare le radici più oscure e profonde del fenomeno. Un fenomeno storicamente determinato dalla grave crisi di consensi e credibilità in cui versa da tempo l’apparato del potere politico (ri)costituitosi in Italia dopo la “bufera” politico-giudiziaria di Tangentopoli che investì i partiti della Prima Repubblica all’inizio degli anni ‘90. Un fenomeno le cui radici probabilmente affondano in eventi risalenti in parte a tempi abbastanza remoti, in parte ad esperienze più recenti. Ma il parallelismo che mi pare più logico e scontato, indubbiamente corretto dal punto di vista storico-politico, è quello con il “leghismo”, di cui il “grillismo” si configura come il più degno erede, ancorché in una versione inedita di “sinistra”, vale a dire come un revival delle istanze forcaiole e leghiste sorte negli anni ‘80 e ‘90, spostate e proiettate a “sinistra”, in quanto adottate da una piazza popolare che è orientata prevalentemente a “sinistra”, vale a dire collocata nell’area della “sinistra scontenta e delusa” dal governo appena caduto. In tal senso, se posso azzardare un’audace definizione, il “grillismo” si rappresenta come una sorta di “leghismo di sinistra”, ovvero un “leghismo di marca girotondista”. Ma qui vorrei soffermarmi per invitarvi a riflettere meglio su un punto. Il massiccio movimento di protesta che Grillo è riuscito a radunare attorno a sé, benché possa pretendere di aver ragione, accampando una serie di giuste rivendicazioni contro un ceto politico assolutamente inetto e corrotto (aggiungerei servile e subalterno rispetto ai poteri forti), tuttavia non riesce ad occultare la sua vera natura autoritaria, moralista e populista. Mi spiego meglio facendo un esplicito richiamo a quell’ipotesi di riforma che è diventata il principale cavallo di battaglia del movimento “grillista”. Mi riferisco esattamente al disegno di legge popolare articolato in tre punti per un “Parlamento Pulito”. I tre punti della proposta sono:
    - NO AI PARLAMENTARI CONDANNATI. No ai 25 parlamentari condannati in Parlamento - Nessun cittadino italiano può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva, o in primo e secondo grado e in attesa di giudizio finale.
    - DUE LEGISLATURE. No ai parlamentari di professione da 20 e 30 anni in Parlamento - Nessun cittadino italiano può essere eletto in parlamento per più di due legislature. La regola è valida retroattivamente.
    - ELEZIONE DIRETTA. No ai parlamentari scelti dai segretari di partito - I candidati al parlamento devono essere votati dai cittadini con la preferenza diretta.
    Ebbene, soffermiamoci a ragionare un pò sulla condizione (sine qua non) che per fare parte delle liste civiche occorre (oltre a non avere tessere di partito) essere “incensurati”. Questo piccolo, all’apparenza insignificante dettaglio è estremamente rivelatore, è una spia che denuncia la reale natura (reazionaria e poliziesca) del movimento “grillista”. Questo è senza dubbio un elemento essenziale che conta molto più del folclore, delle manifestazioni di protesta, delle boutade, delle battute ad effetto e dei “vaffanculo” urlati contro la Casta partitocratica. Nel postulare una norma tanto rigida, il progetto “grillista” esprime non solo un eccessivo timore reverenziale nei confronti dell’azione classista e repressiva della magistratura, bensì tradisce un rigoroso e farisaico perbenismo piccolo-borghese, un legalitarismo e un giustizialismo “giacobino-girotondino” a dir poco inquietante. Nelle società classiste, la Legge e il Diritto non sono mai imparziali. La Legge non è affatto “uguale per tutti”, anzi. In un ordinamento giuridico-politico ed economico-materiale strutturato sulla divisione sociale del lavoro, incentrato sullo sfruttamento delle mansioni produttive costrette in un regime salariale, costruito sull’esistenza e sulla tutela della proprietà privata, le leggi dello Stato non sono mai asettiche e neutrali, ma sono viziate e pregiudicate, dunque schierate ed applicate a beneficio del più forte, del ricco e del potente di turno, sono il prodotto storicamente determinato dai rapporti di forza e di potere insiti in una data formazione sociale in un dato momento storico. Oggi si può incappare facilmente ed ingiustamente nelle maglie della (in)Giustizia repressiva, per cui si può essere “censurati” perdiverse ragioni, tra cui i “reati d’opinione”, i”delitti” contro la proprietà privata e contro l’ordine costituito. La conseguenza immediata e drammaticamente concreta del disegno di legge proposto dal movimento “grillista” è proprio quella di bollare come “colpevoli”, “rei” o”delinquenti”, tutte le vittime del sistema carcerario e repressivo della (in)Giustizia di classe, negandogli ogni diritto politico, espellendoli dalla “comunità politica”, ossia escludendoli dall’alveo della cittadinanza. In tale progetto di esclusione si rivela la natura autenticamente autoritaria e poliziesca, classista e fascista del “grillismo”. Per tali ragioni, ho deciso di schierarmi apertamente contro un simile movimento. Affermo ciò non senza un lieve rammarico, nel senso che malgrado io non sia un servo dell’ordine costituito, ossia un funzionario di partito, per cui anch’io avverso tenacemente il sistema politico vigente, tuttavia non riesco a simpatizzare per l’iniziativa e la polemica di Grillo. Una battaglia che reputo fascista e qualunquista: vorrà dire che mi beccherò una valanga di critiche, ingiurie ed offese da parte dei “grillini”. Dirò di più. Io credo che il tema della corruzione non appartenga solo e semplicemente alla vita politica italiana, non investa solo la classe politica “digerente” del nostro paese, ma costituisce una questione più ampia e complessa (direi globale) della politica così come viene concepita e praticata negli attuali ordinamenti borghesi. La corruzione è un tratto costituzionale complessivo e distintivo di tutti gli Stati capitalistici, un aspetto insito organicamente negli assetti politico-statali contemporanei. Ridotti ormai a veri e propri comitati d’affari. La corruzione non è una prerogatica esclusiva dei partiti politici italiani, ossia del Parlamento italiano pieno zeppo di inquisiti, di gente spregiudicata e senza scrupoli. In realtà, la corruzione è una malattia che infetta l’intero corpo sociale, una caratteristica fondamentale del sistema economico-imperialistico incentrato sull’ingerenza e sullo strapotere esercitato dalle corporation multinazionali. Che sono molto peggio dei partiti politici, nella misura in cui altrove pilotano direttamente i governi, senza filtri o mediazioni di sorta. Si tratta di colossali associazioni a delinquere legalizzate che operano su scala planetaria e che violano apertamente e ripetutamente i diritti umani e civili dei popoli e dei lavoratori del Sud del mondo, in Africa, in America Latina, in Asia. Del resto, lo stesso Lenin scrisse quasi un secolo fa “Stato e rivoluzione”, un’opera classica del pensiero marxista e rivoluzionario. Un libro formidabile in cui Lenin si propose di indagare la reale natura dello Stato, partendo da un’analisi scientifica delle forme e dei meccanismi che regolano la “democrazia capitalistico-borghese”, intesa e definita come “dittatura di classe della borghesia”. Con vero furore anarchico Lenin riuscì ad esprimere una critica radicale volta a spezzare la macchina statale della borghesia imperialista, non solo nella veste della “Repubblica democratico-parlamentare”, ma dello Stato capitalistico tout-court. Un apparato statale criticato e rifiutato integralmente, nella sua totalità, quindi da rovesciare, se necessario, anche con metodi violenti. Che non sono certo quelli del “grillismo”.

    lucio2008

    7 Feb 08 at 5:56 pm

  70. Grillo ha meriti e torti.
    Ciò che gli va riconosciuto è di aver messo in cortocircuito il sistema partitocratico.

    gianni

    8 Feb 08 at 8:43 am

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