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SAVIANO GOVERNATORE

con 5 commenti

diario democratico /2

 

È curioso che è caduto il governo nazionale e quello della regione Campania sia ancora in piedi. Non solo fin qui non è cambiata una virgola negli assetti del potere (a parte le vicende dei mastelliani), ma addirittura si vocifera che molti assessori regionali e lo stesso Bassolino saranno candidati al Parlamento. Di fronte a uno scenario di questo tipo l’ondata di antipolitica non può che accrescersi. Le candidature che si profilano sono espressioni di un ceto che somiglia sempre più a quegli alcolisti che rassicurano la moglie di aver smesso di bere e poi un po’ furtivamente mettono mano alla bottiglia.

L’amministrazione regionale va vista per quella che è: una fabbrica con ottomila dipendenti che invece di produrre manufatti produce problemi. È chiaro che più si accentua l’inefficienza della fabbrica e più è difficile metterla in condizioni di ben funzionare. Così, quando prima o poi, si faranno le elezioni regionali non si può immaginare di sostituire il personale promosso a Roma con le seconde file che ci riempiranno delle solite promesse e che continueranno a produrre altri problemi. Forse sarebbe il caso che le forze di centrosinistra invece che parlare di discontinuità e rinnovamento promuovessero una pacata, ma inesorabile rivoluzione. Sappiamo bene che la politica non si salva con una sola persona. Sappiamo che nella nostra regione il degrado non è prerogativa dei politici, ma forse è arrivato il momento di fare scelte veramente coraggiose. Per me una scelta di questo tipo sarebbe di chiedere a Roberto Saviano se vuole candidarsi come governatore. Immagino che l’interessato si consideri poco adatto all’impresa perché conosce bene che razza di mondo   è la politica, ma è proprio la presenza di uno come lui in un luogo istituzionale così importante che cambierebbe di colpo l’atteggiamento di consiglieri e assessori e anche dell’apparato burocratico.

Saviano non potrebbe fare miracoli, ma sicuramente creerebbe di colpo anche all’esterno delle istituzioni un clima diverso: questa è sempre la cosa più importante, perché una società più sano inevitabile produce una classe dirigente più sana. Certo si può risalire la china anche con percorsi più tradizionali, affidati a politici seri e capaci che pure ci sono in giro, ma in questo caso il pericolo di ricadute nel baratro in cui siamo adesso sarebbero molto probabili.

Insomma, quando uno zoppica inutile pensare di farlo camminare, è meglio che provi a volare.

franco arminio

Written by comunitaprovvisoria

9 Febbraio 2008 a 4:11 pm

5 Risposte

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  1. il PD, partito democratico, in irpinia parte con … Ciriaco De Mita.

    mi mancano le parole …

    gianni

    9 Febbraio 2008 alle 6:40 pm

  2. Ho appena spento il televisore… giocando col telecomando mi ero soffermato sul resoconto dell’incontro (adunata) dei vertici provinciali (!!?) del PD ( ma quando sono stati eletti ? mi sfugge qualcosa !?) svoltosi stamane (sabato) a Capriglia Irpina .
    Credo che non ci sia speranza ! altro che Saviano governatore ! De MIta Candidato ! perchè lui rappresenta il territorio e quindi con una legge elettorale che non fa scegliere i cittadini è evidente che debbano essere candidati chie ha rappresentatività consolidata nelle circoscrizioni elettorali ! (Sigh!!! ) Questo il concetto espresso da De LUca , che ovviamente parlava anche per sè ! Rosetta D’Amelio invece ha affermato che con questa legge elettorale becera e truffaldina è necessario candidare chi sul territorio ha la capacità di togliere voti all’avversario .. quindi per lei De MIta è insostituibile !! (ovviamente parlava anche per sè !) Questo è quanto basta ! guardare il Tg di ITV (Irpinia Tv).-

    luca battista

    9 Febbraio 2008 alle 11:36 pm

  3. Caro Franco,

    si possono fare tutte le provocazioni che vuoi, ma rischiano di diventare il contrario se non si esce dai “meccanismi dati”. Anzi, se si continua a seguire il “meccanismo dato” (in questo caso le elezioni, prese tra l’altro come un “assoluto”, senza nessuna discussione sul loro senso), la provocazione non è più tale ma diventa “racconto morto”, col rischio di apparire persino uno scrittore ininfluente.
    Alcuni interrogativi sulla tua proposta Saviano:
    1) Dici: ma come, è caduto il governo e la giunta della Regione Campania è ancora in piedi? Scusami, dov’è lo scandalo? Il governo è caduto perché alcuni gruppi che l’appoggiavano hanno ritirato l’adesione. La Regione Campania non è caduta perché non c’è stato un numero sufficiente di consiglieri regionali che le hanno tolto l’appoggio. Tutto qua. Naturalmente tu ti riferivi alla questione morale (rifiuti, eccetera). Quì, ahinoi, le cose sono cambiate, e in peggio. La questione morale non é mai stata avvertita dalle classi dirigenti italiane, non ne parliamo quelle meridionali, come decisiva. Il discorso ci porterebbe lontano, per esempio sulla questione cattolica, cultura unica che produce la gran parte della corruzione che respiriamo. Voglio dire che sarebbe stato bello se Bassolino e company avessero rassegnato le dimissioni, e non solo per i rifiuti ma magari per le assunzioni e consulenze clientelari. Così non è stato, ma è stupido pretenderle soltanto da lui. Bisogna in pratica fare i conti con una realtà dove la corruzione è normale, quindi obbliga a rivedere le categorie e le culture “antagonistiche”. Che si devono organizzare, non più chiedendosi perché avviene questo e perché i poteri non si dimettono, ma perché, pur avvenendo quel che avviene, le cose non mutano. Questa è la domanda decisiva oggi (anche ieri per la verità), e ci porta dritto dritto alla “corruzione” della cultura fondante, e unica, del nostro popolo, quella cattolica.
    2) L’inefficienza della fabbrica-Regione è descritta molto bene da te ma con un piccolo particolare che ne inficia, ahimé, il valore critico. La tua descrizione è giusta ma purtroppo antistorica. Aveva un senso al massimo vent’anni fa, con i vecchi stati nazionali ancora in piedi (ancora efficienti). Oggi non ce l’ha più (in tutte le regioni, non solo in Campania), perché quello regionale é diventato, lo si capisca o no, un potere “reazionario” in sé, che “ragiona” (e non può fare altrimenti) nella logica degli stati nazionali. Quindi è un potere pericolosissimo perché impedisce di fatto, la “liquidazione” dei vecchi stati nazionali (che dovrebbero, ovviamente, prenderne il posto e diventare regioni) e quindi la costruzione vera dell’Unione Europea. Che tutto questo, poi, avvenga col beneplacito dell’Unione Europea dimostra solo l’insipienza, e lo spirito ultraconservatore, degli stati europei indipendentemente dai governi in carica.
    Come vedi quindi una critica, quando è antistorica, diventa il contrario, cioé consolida i poteri invece di metterli in crisi.
    3) Saviano gevernatore, dici. Sì, la proposta può essere suggestiva, ma non mi convince per almeno due motivi, uno di metodo e un altro di sostanza. Il primo è che le elezioni non sono un esame universitario, non si vince perché si é bravi e si é studiato. Si vince se si prendono dei voti. Tutto qua. La democrazia rappresentativa delle persone “brave” e “preparate” è una democrazia inesistente. Decidono i cittadini col voto e spesso non decidono, soprattutto in Italia, pensando a persone brave e preparate. Anche perché spesso le persone brave e preparate, di grande spessore in altri ambiti politici, non hanno nessuna vocazione istituzionale e nessuna capacità amministrativa. Il secondo motivo, di sostanza, é che Saviano sta già facendo una politica egregia con la sua scrittura (presumo la sua vocazione) e i suoi libri, quindi non potrebbe che fare “di meno” con un incarico istituzionale. Praticamente si rischierebbe di perdere un grande scrittore di reportage politici per acquisire un (modesto?) amministratore. Ne vale la pena? Per me, ma credo per tutti gli aficionados della politica, assolutamente no. La politica, non solo la letteratura, ne perderebbe (accade una cosa simile col caso-Grillo).

    Affettuosamente
    Michele Fumagallo

    michele fumagallo

    10 Febbraio 2008 alle 12:01 pm

  4. caro michele
    quello che dici è giusto
    ma io volevo solo affermare l’idea che certe cose sono concepili.
    bisogna allargare l’idea di politica e quindi pensare anche a saviano.
    secondo me chi pensa che saviano governatore sia una cosa inconcepibile e tu non sei tra questi
    è sicuro che sarà un pessimo politico.
    ne riparliamo de visu, come sempre

    armin

    10 Febbraio 2008 alle 1:39 pm

  5. a proposito della SANITA’ in CAMPANIA

    Il Pool Mani Pulite ci ha insegnato che per scoprire dove si ruba basta prendere un computer, metterci dentro i costi di un settore dell’amministrazione pubblica in una citta’ e confrontarli con i costi di altre citta’ nello stesso settore.
    Se si parla di nuova politica bisogna parlare di mettere in pratica strategie vincenti per stanare i ladri e gli incapaci che stanno rovinando l’Italia.
    Allora com’e’ che a nessuno nel Consiglio regionale della Campania si e’ mai fatto la semplice domanda che si e’ posto ieri Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera?
    Non era una domanda difficile.
    Quanti medici primari ci sono in un ospedale di Napoli?
    Una domanda facile, basta contarli. Gian Antonio Stella ci dice che a Napoli ci sono 220 primari, che vuol dire 1 primario ogni 4 medici, anzi: ogni 3 pazienti scarsi. A Padova i primari sono in tutto 79 e seguono 1.759 posti letto, cioe’ ce n’e’ 1 ogni 20 pazienti.

    CHI SI OCCUPA DELLA SANITA’ NELLA REGIONE CAMPANIA ?
    QUAL’E’ IL SUO VERTICE ?

    dal blog di Jacopo Fo

    11 Febbraio 2008 alle 9:40 am


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