OLTRE al DANNO, ANCHE la BEFFA
Lo stesso processo di smaltimento dei rifiuti è diventato una vera e propria merce, un “business”, un affare d’oro che ha assunto proporzioni gigantesche, un’attività estremamente lucrosa e redditizia che consente l’accumulazione di colossali fortune economiche a vantaggio di organizzazioni economico-imprenditoriali di stampo criminale. Il problema mette dunque in luce tutti i limiti, i conflitti e le contraddizioni sociali e strutturali del sistema complessivo, ponendo seriamente in discussione la validità e la razionalità dell’attuale modello di sviluppo (e sottosviluppo) che possiamo definire tardo-capitalistico.
Le drammatiche vicende di questi giorni hanno fatto emergere dalle macerie sociali e dai cumuli di spazzatura, dove qualcuno intendeva tenerle sepolte, le gravissime responsabilità storico-politiche, locali e nazionali, che hanno condotto all’attuale situazione di esasperazione, rabbia e rivolta popolare. E’ necessario spiegare e far comprendere all’opinione pubblica le ragioni che hanno spinto (e spingeranno) la gente a ribellarsi. E’ evidente che le responsabilità politiche e morali (ma anche penali) sono molteplici e complesse, ed investono vari livelli di gestione: locale, regionale e nazionale. Senza dubbio Prodi non è stato l’ultimo ma nemmeno il primo colpevole. Poiché la gestione del problema è stata affidata ad un livello di natura commissariale, le responsabilità dipendono anche e soprattutto, ma non solo, dal governo nazionale. Inoltre, poiché la cosiddetta “emergenza” dura e si trascina ormai da anni, esattamente da oltre un decennio, è innegabile che le responsabilità non sono da attribuire solo al governo Prodi, bensì anche ai governi precedenti. E’ altrettanto ineccepibile che i principali responsabili del disastro sono gli amministratori locali, dal momento che la gestione di un problema come quello dei rifiuti e del ciclo dei rifiuti, è di ordine territoriale. Pertanto, le principali responsabilità vanno ascritte agli esponenti di maggior spicco delle amministrazioni locali in Campania, vale a dire Rosa Russo Iervolino in qualità di sindaco del Comune di Napoli, e Antonio Bassolino nella triplice veste di commissario straordinario dell’emergenza, sindaco della città partenopea e governatore della regione. L’arroganza del ceto politico campano ha raggiunto livelli talmente assurdi e parossistici da oltrepassare ogni immaginazione. Oltre al danno (economico, sanitario, sociale, morale, d’immagine, ecc.), anche la beffa. Anzitutto, la beffa di mancate dimissioni. Quindi, la beffa di nuove candidature (addirittura blindate) alle prossime elezioni parlamentari.
A ciò si deve aggiungere anche la beffarda e complice opera di disinformazione svolta dai mass-media locali e nazionali. Occorre contrastare con fermezza gli squallidi tentativi mediatici di criminalizzazione di una giusta vertenza di massa, che da Pianura approda ad Ariano Irpino. Altrimenti si rischia di tacere le reali responsabilità politiche (che sono criminali) assecondando il meccanismo di propaganda che punta ad affermare la linea (filo-camorrista) degli inceneritori e delle megadiscariche come soluzione della “emergenza”. Un problema esploso drammaticamente negli ultimi anni, ma che affonda le sue radici in tempi senza dubbio più remoti.
Pertanto, è ovvio che il problema riguarda tutti, non solo le popolazioni di Napoli e della Campania, non solo le comunità meridionali, e nemmeno solo gli italiani, ma tutti gli abitanti del pianeta. La questione non può essere ridotta ad un ragionamento circoscritto che asseconda gli istinti più egoistici e particolaristici, per cui nessuno vuole la spazzatura altrui, in questo caso l’immondizia di Napoli, ma è necessario vincere ogni campanilismo e localismo, per promuovere ed impostare, invece, un discorso di solidarietà, di educazione e di sensibilizzazione culturale, morale e civile, a livello sovracomunale e intercomunitario. Oltretutto, la spazzatura in questione non appartiene solo ai napoletani, ma probabilmente proviene in gran parte da fuori, anche e soprattutto dal Nord Italia e dal Nord Europa. Per decenni il territorio di Napoli e della Campania ha ospitato (ed ospita tuttora) numerose discariche abusive, gestite come tutti sanno dalla camorra, discariche dove vengono riversati i residui e i veleni più nocivi e pericolosi, di tipo chimico e persino nucleare, provenienti dalle zone più sviluppate e industrializzate del Nord Italia e del Nord Europa.
Questa piaga decennale è una delle conseguenze che paghiamo a causa di un processo di sottosviluppo storico coloniale favorito dall’occupazione militare e politica del Regno delle Due Sicilie da parte dello Stato “unitario” italiano, sorto in seguito alle cosiddette “guerre di indipendenza” che furono guerre di conquista e di espropriazione economica e culturale, condotte dalla monarchia sabauda con la complicità di alcune potenze europee (Francia e Inghilterra in testa), della massoneria anglo-francese e piemontese, nonché grazie all’apporto decisivo di personaggi ambigui tra cui il pirata-massone Giuseppe Garibaldi, esaltato come “eroe nazionale” dalla falsa mitologia filo-risorgimentale.
La soluzione estrema escogitata dal governo Prodi per rispondere al problema che ormai sembra essergli sfuggito di mano, è stata la nomina del “prefetto di ferro” Gianni De Gennaro (famigerato “manganellatore” responsabile della mattanza di Genova nel luglio 2001) in qualità di ”Commissario straordinario per l’emergenza”, dotato di superpoteri e delegato a “risolvere” il problema così come è stato abituato a fare finora, ossia ricorrendo alla brutalità poliziesca.
Insomma, se ancora ci fossero dubbi, la risposta adottata dal governo è precisamente una reazione di segno colonialista, che si traduce nell’invio dell’esercito guidato da un “uomo forte”, così come fanno da sempre tutti gli Stati colonialisti di fronte ad una rivolta che esplode in una colonia. L’uso della forza e della repressione militare è esattamente nello stile, nella natura e nella storia di De Gennaro. Come ha scritto Franco Berardi, in arte Bifo, in un bell’articolo apparso su vari siti web, ”la scelta di spedire De Gennaro a Pianura trasforma il governo dell’impotenza in un governo di polizia”. A questo punto, con tale scelta infausta è caduta anche l’ultima differenza che si poteva scorgere, benché a fatica, con l’esperienza del governo Berlusconi.
Lucio Garofalo
??????????????????????????????????????????????????????????????????? nn ho voglia di leggere…se fate le cose meno lunghe!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! >:)
daniele
11 Febbraio 2008 alle 5:28 pm
complimenti per la punteggiatura, lucio
sergio gioia
11 Febbraio 2008 alle 6:17 pm
lucio scrive in modo molto esaustivo
vedo che i post maggiormente commentati sono invece quelli più monchi e provocatori
riesce difficile pertanto inserire brevi commenti ai post di lucio, sono dei piccoli trattati…
complimenti
a.v.
angelo
11 Febbraio 2008 alle 7:24 pm
il giudice di pace di casoria ha condannato il comune di napoli e asia spa al risarcimento danni di 1000 € in favore di un privato cittadino che aveva intentato loro causa.
uniamoci tutti e combattiamo contro le istituzioni che non funzionano.
gianni
11 Febbraio 2008 alle 7:36 pm
” alcune sciocche considerazioni ”
In questi giorni ,spesso, mi viene da pensare come mai ” Il Berlusca” e soci subito dopo le elezioni vorrebbero varare la nuova legge elettorale.
Perche’ non e’ stata fatta prima del voto allora? Avremmo data la possibilita’ all’Italia di essere guidata da un governo stabile e duraturo senza il rischio che dopo il 13 aprile chiunque vinca le elezioni si trovi con una maggioranza risicata al senato e allora saremmo di nuovo punto e a capo, nelle stesse condizioni di oggi.
Una chiave di lettura (sbagliata o meno che sia) me la sono data.
Credo che “il Cummenda” voglia dare “un posto al sole” in parlamento a tutti i suoi fedelissimi sguinzagliati per L’Italia che rischiano seriamente di non essere eletti con la nuova legge elettorale che prevede una soglia di sbarramento e il dimezzamento dei deputati e senatori. E non dimentichiamo che con questa legge dopo solo due anni e sei mesi di legislatura si acquisisce il diritto allla pensione da nababbo.
Che grave smacco e che grande offesa alla dignita’ dei lavoratori,quando si pensa che un operaio della Thyssen di Torino con lo stipendio di dicembre, gratifica natalizia compresa, prende in busta circa 800 euro netti al mese. Non ho mai sentito dire che qualcuno di questi signori del palazzo abbia donato una parte del loro cospicuo stipendio alle famiglie delle vittime della fabbrica di Torino.
Sento parlare tanti giuristi di incostituzionalita’ di questa legge elettorale,ma la cosa che mi chiedo e’ se qualche associazione o singolo cittadino abbia prodotto o meno ricorso contro questa legge .
A proposito ,come si presenta un ricorso c/o la Corte Costituzionale? e quanto costa? E , se il gioco vale la candela, perche’ non presentare,rapidamente, come cittadini dell’Irpinia istanza contro questa legge?
Renderemmo un favore all’Italia intera e alle istituzioni liberandole da questi sporchi giochi di potere.
Cordiali saluti
Luigi Salzarulo – Lioni
luigi salzarulo
12 Febbraio 2008 alle 12:58 pm
Grazie, Angelo, ma devo imparare a scrivere in modo meno “esaustivo”…
lucio2008
12 Febbraio 2008 alle 3:29 pm
Effettivamente, non si può far altro che complimentarsi con l’autore del post.
Francesco
13 Febbraio 2008 alle 11:54 am