COMIZI ELETTORALI
Avrei voglia di andare in giro a fare comizi e raccontare la bellezza che stiamo sprecando. Ho il sogno di una provincia che si lega al suo paesaggio, che lo accudisce senza chiedere nulla in cambio. Inutile lamentarsi per quello che fanno o non fanno gli altri. Andrò nei paesi a raccontare la leggenda di una politica alta e altra. Farò i miei comizi all’anziano che divide con me la panchina nella piazza di Lacedonia o di Candida. Parlerò ai ragazzi che stanno intorno alla macchinetta delle scommesse sportive. Parlerò in nome di un sogno e non certo dei tristi personaggi di cui si discorre ogni giorno sui giornali. Non bisogna cadere nella trappola di considerare quelle che vediamo le uniche scene possibili. Siamo al punto che perfino la critica a certi personaggi finisce per renderli gli unici deputati a esercitare la politica. Allora non andrò a parlare degli assessori regionali che si autopromuovono e prenotano un seggio per il parlamento. Non parlerò di quelli che nelle riunioni fanno i cosiddetti “interventi”. Oggi non si fanno più i comizi, si interviene. La maggior parte di questi interventi consistono nel dire quello che hanno detto gli altri, con la differenza che siamo stati noi a dirlo. È raro che si torni a casa contenti quando si partecipa a questo tipo di riunioni. Io ci torno con la faccia infiammata dalla rabbia. Non sopporto questo uso sciatto e opaco della lingua, la più gloriosa delle nostra facoltà. So di avere finalmente molti compagni di strada. So, lo sanno tutti quanta insofferenza si è diffusa in una regione dove non funziona il riciclo dei rifiuti, ma quello dei politici è perfettamente efficiente. In questi giorni è tutto un brulicare d’incontri in cui alcuni politici decidono il destino dei loro colleghi i quali a loro volta decidono il destino di altri colleghi, il tutto in una giostra in cui a girare sono sempre gli stessi.
È tempo che la stanchezza per questa situazione si traduca in comportamenti coerenti. Non è una buona idea tirarsi fuori non andando a votare: è un modo di contestare la malapolitica senza perderci niente. Non va bene neppure il giochino dell’antipolitica: chiedere alla “casta” di togliersi di mezzo ed è come dire a una cane che sta montando una cagna di terminare l’operazione. Difficile immaginare che il cane ci possa ubbidire, a meno che non prendiamo la mazza e la brandiamo contro i copulatori a quattro zampe. Per i cittadini non violenti la mazza sarebbero le elezioni, ma i politici hanno inventato un sistema elettorale che impedisce l’uso della mazza. Altro che porcata: siamo di fronte a una legge geniale, una legge che sarà difficile cambiare.
A questo punto bisogna saper credere generosamente nella imprevedibilità della vita e della storia. Nessuno sa quello che accadrà fra qualche mese nella nostra Italia e nella nostra Irpinia, anche se molti si illudono di saperlo. Forse l’unica certezza è che non ci accadrà niente di buono se tutti non avremo un po’ più di coraggio. Il coraggio di dire che ci sono persone impresentabili ma ce ne sono anche tante che hanno meriti e talenti. Nel partito democratico non c’è tempo e non c’è nemmeno bisogno di fare le primarie. Basterà che alle assemblee che verranno la gente dica in libertà ciò che pensa e tutto non sarà, non potrà essere, come prima. arminio
in copertina
POLITICI MAMMONI, dipinto di Angelo Siciliano

La forza più rivoluzionaria:
-la consapevolezza della bellezza a portata di mano;
-il fare concentrati e presenti;
-gli occhi di un amico;
-il vento di Cairano;
-la comunità provvisoria.
dario
dario
12 Febbraio 2008 alle 2:34 pm
che strane giornate
caro dario.
ma dobbiamo viverle religiosamente,
come tu dici, concentrati e presenti….
f.a.
ARMIN
12 Febbraio 2008 alle 2:37 pm
“Siediti ai bordi dell’aurora,
per te sorgerà il sole.
Siediti ai bordi della notte,
per te scintilleranno le stelle.
Siediti ai bordi del torrente,
per te canterà l’usignolo.
Siediti ai bordi del silenzio,
Dio di parlerà”.
Vivekananda
Pensiamo troppo, riflettiamo troppo, parliamo troppo.
riflettere, analizzare, filosofare, parole, parole.
Rumore, rumore, rumore,
E’ sufficiente tacere ed osservare, non dobbiamo fare altro che guardare la danza di una stella, di un fiore, di una foglia che cade, il muro di una casa, una pietra, ogni frammento della danza della creazione.
Guardare, Ascoltare, Odorare, Toccare, Gustare.
Quando guardiamo un albero e vediamo un miracolo solo allora, finalmente potremmo dire di aver visto un albero.
dario
12 Febbraio 2008 alle 2:52 pm
sento che c’è qualcosa di malato in questo mio parlare,
ma penso sempre che siano le mie ultime parole,
le scrivo sempre con questo spirito.
armin
ARMIN
12 Febbraio 2008 alle 3:41 pm
Le tue parole caro Franco, come ho avuto modo già di dirti, sono piene di silenzio e centrate e per questo utili come un dono.
dario
dario
12 Febbraio 2008 alle 4:25 pm
Il rumore nasce dalle parole violentate lasciate alla loro impotenza, e ridondante presunzione , le uniche parole possibili sono quelle fecondate dal silenzio e da uno sguardo compassionevole, queste parole sgorgano dal dolore e dal miracolo dei poeti e ci regalano suoni e occhi nuovi.
e per questo non smettere amico di scrivere e parlare.
dario
dario
12 Febbraio 2008 alle 4:44 pm
mentre andavo in cucina
a prendere un biscotto
ho pensato che qui non c’è il mare
e non ci sono i baci di una donna
c’è il muro della nebbia
e i muri delle case
il muro di questo febbraio
senza neve e senza piedi.
non è lo stesso anno
ma è lo stesso mese
in cui guardavo il mio paese
come una madre guarda
una culla vuota.
ARMIN
12 Febbraio 2008 alle 5:02 pm
Le assemblee, gli incontri, parlare ai giovani vicini alle macchinette delle scommesse sportive ( o ai videopoker), raccogliere le parole (e i silenzi) di chi vive la quotidianità dei nostri paesi mi sembra un bel modo di affrontare le prossime settimane di campagna elettorale; anche se non ci libereremo degli impresentabili, quantomeno saremmo più consapevoli.
Stefano
teoraventura
12 Febbraio 2008 alle 5:22 pm
ammesso che alle assemblee ti facciano parlare. di solito pretendono che tu ascolta un mare di sciocchezze standotene buono al tuo posto. il tutto deve consumarsi in fretta perchè i notabili del luogo di certo avranno altri improrogabili impegni. mi chiedo, ci saranno assemblee? di cosa si discuterà? un fiume di parole senza senso, dette e ridette. coltiviamo invece quell’idea genuina della Politica fatta per la gente e in mezzo alla gente. promuoviamo il partito democratico rivoluzionario che tu franco per primo hai lanciato. occorre però organizzazione e azioni politiche rilevanti. dopo aver detto occorre fare. altrimenti anche noi ci lasceremo suggestionare da parole e idee che potranno farci sognare ma niente di più. PARTITO DEMOCRATICO RIVOLUZIONARIO.
jonny
12 Febbraio 2008 alle 5:59 pm
credo che si faranno delle mini primarie per scegliere i candidati.
è una cosa buona, ma se votano solo quelli del 14 ottobre uno come me non avrebbe alcuna possibilità.
comunque caro jony dimmi chi sei
dammi la tua mall e ci teniamo in contatto
dove lo trovo un altro che prende sul serio il partito democratico rivoluzionario?
armin
armin
12 Febbraio 2008 alle 6:09 pm
Grazie, Armin, per l’ apertura del post e per l’ umiltà semplice di parole , sguardo e silenzio.
Nelle prossime settimane si può fare politica anche semplicemente, anche essendoci e parlandone….o parlandone in un altro modo.
Stando comunque certi che tante vecchie facce sanno riciclarsi, ma il paesaggio umano intorno può cambiare.
Teresa C.
HERA-Klescampania
12 Febbraio 2008 alle 10:05 pm
cara teresa
hai colto il punto.
non possiamo impedire la persistenza di certe schifezze, ma possiamo costuire qualche lembo di salute civile, ai bordi della grande palude
armin
armin
13 Febbraio 2008 alle 6:19 pm
…perdona l’ignoranza ma non conosco il significato e la funzione del website!!Ciao prof.Franco mi presento:sono andrea ricciardi,il tipo che ti ha telefonato a casa domenica 10feb al mattino e ti ha parlato con entusiasmo del dvd La terra dei paesi.Bene, io vivo dal 1995 nel nord-ovest e con gli anni(sara’ l’involuzione!)sono sempre piu’dalla terra Irpinia!Ti ricordo il tuo invito a prendere un caffe’ ad avellino nel mio prossimo viaggio(ancora non so’ quando, se prima o durante la primavera).Okay Arminio passatela bene.A proposito,dimenticavo,ho poi letto il tuo orizzonte bizantino su ottopagine del 10/02 su scampitella…ciao alla prossima,andrea
andrea
16 Febbraio 2008 alle 10:31 pm