COMUNITA' PROVVISORIA

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QUARTA GUERRA SANNITICA

iovanna-3.jpg  Abbiamo iniziato la Quarta Guerra Sannitica per il riscatto delle Zone Interne Appenniniche ; abbiamo messo sotto vuoto i figuri politici che hanno imperato e li teniamo sotto formalina per esporli nel museo dei misfatti. Ci vergogniamo per loro in anticipo, accettiamo facce pulite, pensieri onesti e non siamo affatto provvisori come sembriamo, occupiamo con impegno i luoghi delle verità ; lasciamo al singolo il dovere di denunciare le pene sociali che ci affliggono ; non affidiamo crediti e cambiali in bianco se son al sorriso ; non ci facciamo infinocchiare dai mass-media anzi dalla maggiordomeria televisiva; cerchiamo il confronto portando a conto e ragione la storicità delle responsabilità politiche; ci riteniamo danneggiati e scempiati dalle lordure prodotte dalla politica; non offriamo comodità referenziali ma solo noi stessi: con le nostre storie vive e il nostro rigore etico e morale.

Difendiamo le coscienze dal limbo dei sogni spronandole all’immaaginazione per cambiare la realtà intorno a noi; non processiamo la buona fede trascorsa, ma non accettiamo l’agire in buonafede senza criticità; non imbarchiamo tutti i facinorosi politicanti perchè li reputiamo i carcerieri degli aguzzini della nostra libertà e teniamo a custodire l’amore del popolo delle montagne e delle valli appenniniche rinvenendo i dolori dell’emigrazione, dell’abbandono, e non siamo più disposti a seguire l’ombra riversa del progresso (come sempre è stato).

Spingiamo nel vento delle idee pulsato dal cuore noi stessi per superare gli affanni della vita; accogliamo le arti e gli artisti senza mecenati ,desiderosi di far dono di sé pensando di essere vita di altri presa a prestito, rimanendo debitori del buono che si deve sempre costruire insieme; doniamo nausea per difenderci dai fraudolenti e dagli ingannatori e processiamo nel tribunale del noi pubblicamente l’astuzia politica in quanto delirante effetto catastrofico per l’innocenza che rinveniamo negli occhi di un infante.

Produciamo latte educativo con amore materno e ritorniamo nel grembo delle nostre madri per affrontare uniti i nemici della nostra gente, quella che sente nel vento l’ululato della dignità: bene supremo per scontare il debito della vita ascritto ad ognuno di noi comunitario provvisorio ad oltranza fuori di noi stessi, artefici di coraggio per la sopravvivenza.

Gaetano Calabrese – Poeta errante dell’Irpinia – autenticamente pubblico come sempre!

(commento in risposta ad una provocazione di gino d’amelio nel post “la rivoluzione”

in copertina, disco in pietra irpina dello scultore Egidio Iovanna   www.breccia.it

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Scritto da comunitaprovvisoria

16 febbraio 2008 a 4:34 pm

9 Risposte

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  1. QUI SI LEGGONO BELLE COSE, A VOLTE BELLISSIME COME QUESTA.
    POI C’è UN’IDEA. NON è UN BLOG DI PURA ESPOSIZIONE NARCISA.
    MA LA COSA PIù INTERESSANTE è CHE IL TUTTO ACCADE IN UNO SPAZIO PUBBLICO E IN IRPINIA.
    NON SO SE MI SPIEGO.

    (da un commento di nino rossi sul post “la rivoluzione”)

    caro nino … non ci conosciamo ma ti spieghi molto bene.
    per certi versi siamo sorpresi anche noi per quello che qui accade…
    ti invitiamo a scrivere ancora su questo blog.

    comunitap.

    16 febbraio 2008 alle 4:41 pm

  2. on line la petizione
    http://www.petitiononline.com/20080216/petition.html
    Firma anche tu se vuoi: dobbiamo dare un segno nuovo alla Regione Campania e alla nazione Italiana tutta.
    Ciao

    mario di luongo

    16 febbraio 2008 alle 4:48 pm

  3. petizione promossa da micromega

    L’offensiva contro le donne ha raggiunto livelli intollerabili. Ma egualmente intollerabile appare la mancanza di reazione dello schieramento politico di centro-sinistra, che troppo spesso è addirittura condiscendenza.

    vi invitiamo a sottoscrivere la lettera-appello: http://www.firmiamo.it/liberadonna

    mariagianna

    16 febbraio 2008 alle 4:54 pm

  4. CONTRO I RIFIUTI DI NAPOLI SVERSATI IN IRPINIA
    CONTRO LA RIAPERTURA DI DIFESA GRANDE

    Vi invio alcune foto della II manifestazione, quella di oggi -sabato 16-, al bivio di Villanova.
    Come potrete notare c’è un cartello che inneggia ad una discarica al Formicoso, non vorrei che il tutto si trasformasse in una guerra tra poveri.
    Non invio alcun commento per ora. _ mimì

    —–

    cari comunitari, opportuno ri-aprire una riflessione su ariano-savignano
    Lì a Savignano il paesaggio è bello e santo -tal quale quello irpino in generale-
    Per me rimane un no generale alle discariche ai margini della provincia, margini geografici e politici
    Ripeto il mio pensiero:
    1. abbattere il volume dei rifiuti con l’obbligo ‘militare’ della raccolta differenziata
    2. obbligare gli ipermercati, i produttori di imballaggi (plastica, vetro, lattine, beni di consumo usa e getta) a riprendersi gli imballaggi costituendo centri di raccolta preso gli stessi ipermercati
    3. favorire il consorzio autonomo dei comuni per una politica ‘locale’ dello smaltimento rifiuti
    4. evitare nel modo più assoluto le mega-discariche (come quella ipotizzata a Savignano) perchè in ogni futura emergenza l’Irpinia si vedrà recapitare i rifiuti di napoli e provincia; com’è successo finora per difesa grande ad ariano !
    5. la discarica cosidetta ‘provinciale’ deve essere ubicata nell’hinterland di avellino, quindi in prossimità del centro di produzione di rifiuti più grande della provincia (baiano, monteforte, mercogliano, avellino, atripalda); la discarica che si cerca deve essere a massimo 10-15 km. dai 150.000 abitanti che deve servire. Non si possono portare a spasso i rifiuti di 150.000 abitanti a 60-70 km. di distanza.
    Logica / ECOLOGICA questo vorrebbe, smaltimento nell’immediata vicinanza della produzione.
    A meno che i politici chiamati a decidere non facciano anche i camionisti.
    _ angelo verderosa

    mimì + angelo

    16 febbraio 2008 alle 5:01 pm

  5. La Rete è un supermedia che tende ad assorbire e a trasformare ogni altra forma di comunicazione.
    Queste considerazioni sono fatte da anni ma, nonostante non siano confutabili, i vecchi media continuano ad esistere, anche se in crescente difficoltà.
    Sembra però che il punto di non ritorno, nel quale la Rete diventerà centrale per l’informazione sia vicino.
    Molti segnali lo fanno pensare.
    I quotidiani e i telegiornali sono superati dalle notizie in rete, sempre più di fonte individuale attraverso i blog.
    La velocità di pubblicazione e di accesso obbliga i media tradizionali ad essere presenti on line, questo non può avvenire senza trasformare il modo di fare informazione.

    blogosfera

    17 febbraio 2008 alle 8:57 pm

  6. La ricerca di una nuova luce, non amiamo vivere nell’ombra.
    Mi rendo conto che il mio rapporto con il blog e con la Comunità Provvisoria ha degli aspetti conflittuali mai nascosti, non emotivi come qualcuno vorrebbe asserire, godo di un sano equilibrio mentale, grazie a Dio, ma per la considerazione che porto nei confronti di alcuni suoi componenti, non tutti, altrimenti mi smentirei, seguo, anche se con un po’ di distanza, l’evolversi di un giusto dibattito interno, che forse potrebbe portare a dei risultati importanti. In un momento di libertà dai miei impegni mi affaccio e trovo finalmente qualcosa di interessante, qualcosa che sancisce quello che io da tempo affermavo: La comunità è un progetto, un movimento e questo non è una colpa. E’ importante che vada dalla parte giusta e con le persone più giuste!!!!
    Nel momento in cui il Blog ha il coraggio di sganciarsi dal monopolio ideologico e gestionale di alcuni dei suoi fondatori ecco che compare un articolo straordinario quello di Gaetano Calabrese. Una profonda riflessione sullo stato d’animo che caratterizza molti di noi, in questo difficile momento storico e politico che attraversa la nostra società, la nostra comunità Irpina, per i fatti contingenti richiamati nelle cronache quotidiane. Difesa ad oltranza di un territorio con una sua forte caratterizzazione, volontà decisa di opporsi a scelte politiche, che ci umilierebbero ancora una volta e forse in maniera decisiva. Bellissimo il passaggio” accettiamo facce pulite, pensieri onesti,… occupiamo con impegno i luoghi delle verità ; lasciamo al singolo il dovere di denunciare le pene sociali che ci affliggono…ci riteniamo danneggiati e scempiati dalle lordure prodotte dalla politica; non offriamo comodità referenziali ma solo noi stessi: con le nostre storie vive e il nostro rigore etico e morale”. L’impegno sociale e politico di ognuno di noi deve da questo momento in poi essere sempre di più rivolto a far emergere gli aspetti migliori della nostra società, di noi stessi, deve portare a premiare le persone oneste e pulite, dobbiamo avere il coraggio di liberarci dei falsi, dei meschini, degli opportunisti, che sono ovunque ed anche in mezzo a noi, sempre pronti a carpire per secondi fini la nostra buona fede. Ribellione, certamente civile e democratica, il tempo delle rivoluzioni è finito da tempo, contro le gestioni politiche, che offendono il nostro territorio, ribellione allo stato di abbandono istituzionale a cui siamo sottoposti, lotta all’ignoranza ed alla poca informazione, causa dei nostri mali maggiori. Coerenza nel cercare i tempi, i modi ed i giusti canali, attraverso i quali far crescere, nel tempo, una coscienza nuova, più colta, più informata, più determinata, l’unica capace di poterci traghettare verso scelte e traguardi migliori.
    Un sostegno a tutti coloro, che amano le verità ed che hanno il coraggio delle loro idee e delle loro azioni, quando richiamano l’attenzione su uomini ed azioni che hanno portato al dissesto del nostro territorio. Un sostegno a tutti coloro che ci educano a guardare con i nostri occhi la realtà, a vedere ciò che gli altri fanno finta di non vedere, perché a loro volta hanno gli occhi coperti da fette consistenti di lardo o prosciutto, la differenza non è casuale.
    A sostegno delle iniziative di informazione iniziate dall’amico Angelo Verderosa, in molti commenti, con a tema “ l’Ecologia”e alla lotta degli amici Arianesi contro la monnezza napoletana, riporto un articolo comparso sulla rivista “ Le Scienze” n° di Febbraio 2008 a firma Marco Cattaneo. Un articolo che ci fa seriamente riflettere sulle nostre incongruenze e sulla ignoranza delle classi dirigenti, e sulla poca conoscenza delle tematiche di carattere ambientale. Nutritevi pure di letteratura e di poesia, ma qualche volta non sarebbe disdicevole leggere qualche rivista o libro a carattere scientifico, serve a migliorare le nostre conoscenze. Ovviamente l’invito non è rivolto a coloro che abitualmente lo fanno.
    “Le desolanti immagini delle montagne di rifiuti che ricoprono le vie delle città campane in queste settimane le abbiamo tutti davanti agli occhi. Giorni fa,quando gli ho chiesto come stava, un amico che abita a Napoli ha esclamato, con un sorriso amaro:”C’è una bella biodiversità, per le strade…”Ma pochi forse ricordano l’ordinanza del Consiglio comunale del capoluogo campano del 16 novembre scorso, che estendeva il divieto di fumare ai parchi pubblici in presenza di bambini fino a 12 anni e donne in gravidanza, per tutelarne la salute. E’ talmente paradossale che non mi viene nemmeno da ridere. Sarebbe istruttiva, per i rappresentanti delle istituzioni campane, una gita turistica a Hiriya, la gigantesca discarica del Gush Dan, la regione israeliana che comprende Tel Aviv e altre 17 municipalità per un totale di circa tre milioni di abitanti. Nata nel 1952 come discarica di rifiuti solidi, Hiriya copre un’area di 450.000 metri quadrati per 60 metri di altezza: un totale di 16 milioni di metri cubi di immondizia
    Nel 1998 le autorità della regione hanno messo fine all’attività della discarica e hanno deciso di trasformarla in uno spazio di verde pubblico, Ayalon Park, entro il 2020. Lo smaltimento pianificato è iniziato nel 2000, e oggi Hiriya riceve 2700 tonnellate di rifiuti indifferenziati al giorno da 800 camion, che ne fanno una delle più grandi stazioni di transito al mondo, oltre che il più vasto e avanzato centro ambientale di Israele.
    Qui si separa e si ricicla tutto: plastica, legno, metalli, umido. Nell’impianto di trattamento biologico gestito dall’azienda pubblica Environmental Services Company (ESC), la spazzatura viene scaraventata in una gigantesca vasca dove i materiali leggeri (che galleggiano) vengono separati da quelli pesanti (che si depositano sul fondo). Dopo aver eliminato le sostanze inorganiche, resta il materiale per il trattamento biologico, da cui si ricavano acqua, compost e metano, usato per produrre elettricità con una turbina da 1,5 megawatt.
    L’impianto può smaltire 200 tonnellate al giorno, al pari di quello che riceve e separa i materiali da costruzione. Poi c’è un impianto pilota di gassificazione, che produce syngas a ciclo chiuso, e un’unità di separazione da 500 tonnellate al giorno. Ed è in fase di pianificazione una struttura per il trattamento di pneumatici. Ultimi arrivati, l’impianto per le aree umide – cinque vasche in cui affondano le radici diverse specie di fiori, con il compito di purificare i rifiuti – e l’impianto di trattamento per le acque reflue del processo di smaltimento. Infine, con 63 pozzi sparsi per tutta l’area viene raccolto il biogas prodotto dai materiali interrati, producendo 4 megawatt di potenza che vanno ad alimentare un’azienda tessile a qualche chilometro di distanza.
    Per ora Ayalon Park è un immenso cantiere, ma già nella primavera 2004 sono stati aperti al pub¬blico dieci chilometri di piste ciclabili, che collegano Hiriya al Begin Park di Tel Aviv, mentre nel 2010 sarà inaugurato il settore orientale del parco, il cui progetto, dopo una gara d’appalto internazionale, è stato affidato all’architetto paesaggista tedesco Peter Latz. Ma già oggi, per illustrare questo gioiello della gestione ambientale, il vicesindaco di Tel Aviv Doron Sapir, portavoce della Dan Region As-sociation of Towns, organizza banchetti in cima alla montagna di rifiuti che orgogliosamente mostra ai suoi ospiti. Non dovrebbe essere poi così difficile per gli amministratori della Regione Campania godersi un superbo catering con vista sulle signorili periferie residenziali di Tel Aviv; basta fissare una visita ufficiale. Se invece preferiscono la formula fai-da-te, possono sempre scoprire Hiriya attraverso il centro visitatori, inaugurato nel 2005.
    Voglio aggiungere un tocco finale. Dei 100 dipendenti di ESC, che è pur sempre l’azienda municipale della nettezza urbana, 30 sono laureati e 42 diplomati. Perché è un’azienda ad alta tecnologia. Non a caso. Israele è il primo paese al mondo per investimenti in ricerca, con il 4,8 per cento del PIL, di cui il 3,25 dalle imprese”.
    Tonino Lapenna – da Vallata(AV)

    Tonino Lapenna

    18 febbraio 2008 alle 12:05 pm

  7. 18.2.08
    Stamani la Polizia alle ore 9,00 ha occupato il sito di pustarza a Savignano I.
    Le strade per Difesa Grande sono bloccate.
    Subito si sono verificati i primi scontri della polizia con i pochi contadini presenti.
    La cittadinanza di Ariano, Savignano e Monteleone si sta avviando sul sito.
    saluti.
    Mimì’

    mimì cambria

    18 febbraio 2008 alle 12:59 pm

  8. in continuità con quello che scrive TONINO LA PENNA per ayalon park :

    È in corso di realizzazione a Hiriya. Vicino all’aeroporto Ben-Gurion di Tel Aviv, sorgerà un parco dedicato ad Ariel Sharon. Un fatto singolare, non solo perché l’ex primo ministro è ancora vivo, ma soprattutto perché il sito scelto coincide con la più grande discarica del paese, utilizzata dal 1952 al 1998.
    La riconversione della collina di rifiuti di Hiriya fa parte del più vasto Ayalon Park Plan, promosso proprio dal governo di Ariel Sharon nel 2004: un sistema di nuovi spazi pubblici e ricreativi che verranno insediati nei prossimi anni nella valle del fiume Ayalon, al centro dell’area metropolitana di Tel Aviv.
    Quarantacinque ettari di terreno che verranno definitivamente sottratti all’espansione immobiliare. Un progetto fortemente voluto da Sharon, che in questo luogo aveva combattuto nel 1948 durante la Guerra di Indipendenza.

    L’idea di riutilizzare la discarica ha avuto tra i suoi sostenitori anche il direttore dell’Israel Museum, Martin Weyl, che è stato tra gli ispiratori del metodo di intervento da seguire, affermando che “i rifiuti fanno parte della nostra civiltà e non possiamo nasconderli”.
    Il parco di Hiriya è stato in effetti pensato come una sorta di grande parco a tema sul riciclaggio dei rifiuti. Ai piedi della collina sono stati già insediati un frantoio per il recupero degli inerti dalle demolizioni, un impianto per ottenere concime dai rifiuti organici e un sistema di vasche di fitodepurazione.
    Appositi pozzi permetteranno inoltre di captare i gas prodotti dalla collina, dai quali si ricaverà l’energia elettrica necessaria per l’illuminazione del parco.

    La scelta del progettista è stata l’esito di un concorso internazionale vinto dal gruppo guidato dal paesaggista tedesco Peter Latz, che così descrive il nuovo parco: “da lontano Hiriya sembra quasi una ‘montagna mistica’ nel mezzo della piana del fiume Ayalon. Abbiamo voluto preservare il più possibile questa immagine, creando comunque un nuovo paesaggio, che reinterpreta i caratteri del mondo mediterraneo, insieme a un piccolo lago. Tutto questo sarà invisibile dall’esterno in modo da ottenere un effetto sorpresa al termine della lenta ascesa verso la sommità della collina”.

    Per un paese geograficamente compresso come Israele e con un’elevatissima densità abitativa, trasformare una montagna di rifiuti in un paesaggio rinaturalizzato e con nuove funzioni collettive assume un forte significato simbolico. In Israele esiste una consolidata tradizione di disegno e trasformazione del paesaggio, che si esprime non solo in celebri progettisti al confine con la land art, come Shlomo Aronson, ma anche nelle pratiche pluriennali di controllo delle acque e di coltivazione delle aree desertiche del Negev.
    Il paesaggio è quindi sempre stato considerato non come un dato di fatto, ma come una materia fluida, da rimodellare in base alle esigenze di una società in rapida espansione.

    I limiti territoriali e in particolare la progressiva saturazione del Gush Dan, nel quale è concentrato oltre il trenta per cento della popolazione israeliana, impongono in effetti un attento controllo delle risorse territoriali e anche l’invenzione di nuovi paesaggi, come il riuso delle discariche o di altri spazi marginali.

    Per maggiori informazioni sul progetto in corso: Hiriya
    Andrea Costa (andrea.cst@gmail.com)

    comunitaprovvisoria

    18 febbraio 2008 alle 1:09 pm

  9. contro i rifiuti c’è una sola arma: IL VOTO DEL PROSSIMO 13-14 APRILE
    una parte politica TREMA su questo problema, spetta a NOI farla CROLLARE.

    gianni

    18 febbraio 2008 alle 3:10 pm


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