COMUNITA’ PROVVISORIA . paesi .. paesaggi … paesologia

comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella

una sera al cinema a Lioni

con 5 commenti

 L’altra sera volevamo vedere un film con un amico. Un caro amico di cui sono responsabile per il suo ritorno in Irpinia. Viveva a Milano ed aveva un bel lavoro. Ha deciso di tornare ad Ariano ed avviare un’impresa innovativa nell’ambito dei servizi alle imprese. Gli ho proposto di andare a Lioni: non sapeva neanche come ci si arrivasse. Abbiamo fatto la strada della Valle Ufita e poi siamo passati per il bivio di Sant’Angelo.

Il mio amico è un grosso appassionato di cinema ed è rimasto molto colpito nel vedere questa bella struttura che ospita il multisala.

Per la strada ho chiamato al cellulare il grande Gaetano Calabrese dandoci appuntamento all’ingresso del cinema. Abbiamo bevuto insieme e mi ha fatto omaggio del suo “ Nuvole Lontane”.

Nell’andare ho immaginato di percorrere la strada che, quando vivevo a Roma, di sera facevo per andare a cinema da Rocca di Papa fino a Via Tuscolana o a Grottaferrata o a Frascati. Impiegando più o meno lo stesso tempo che ho impiegato da Ariano a Lioni.

Dico questo perché mi piace pensare all’Irpinia come ad un’unica città, la Città dei Paesi di Arminiana memoria, e le strade di montagna che si percorrono di sera quando la temperatura scende a 7 gradi sotto zero come le arterie di un sistema vitale e gioioso. Allora per mangiare il gelato o andare a teatro si va a Mirabella, per mangiare le paste si va a Grotta, se vuoi vedere le persone per la strada vai ad Ariano o a Lioni, se vuoi cenare vai a Flumeri o a Vallesaccarda, se vuoi entrare in libreria vai ad Ariano. Tutto sommato, i paesi nella loro complessità offrono una gamma completa di servizi ed opportunità di svago o divertimento. In fondo vale la pena vivere queste terre che nella loro complessità sono generose ma che certo hanno bisogno di essere reinterpretate nella dimensione spazio-temporale. Che va al di là dei secolari campanilismi e che necessiterebbe di una promozione pubblicitaria unitaria ed organica.                 

Antonio Romano

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caro Antonio, tra i commenti a questo post, quello di Antonio Luongo ti invita a Cairano. Mi unisco alla passeggiata e, considerato che ogni città ha un suo giardino, vi propongo di allungarci fino alle pendici del Vulture, a pochi km. da Cairano. A giorni, e per pochi giorni primaverili, sarà lì visibile la ‘bramea’, la farfalla della foto di copertina.  Per un miracolo, questa farfalla, autentico e raro fossile vivente, abita unicamente nel nostro habitat.

a.v.

La natura della Basilicata offre agli studiosi e agli appassionati di natura due eccezionali rarità (quelle che gli esperti definiscono ‘endemismi’): il Pino Loricato, sul massiccio del Pollino, e una grande farfalla notturna, chiamata comunemente Bramea Europea.

In una zona pedemontana del Monte Vulture (vulcano oggi spento, unico nel versante adriatico degli Appennini), nella ristretta area ‘Le Grotticelle’, grazie alla presenza, da un lato, di significativi nuclei di frassino ossifillo tra altre e varie specie igrofile e, dall’altro lato, di particolarissime condizioni microclimatiche caldo umide, hanno reso possibile l’eccezionale sopravvivenza di una grande farfalla notturna di origine asiatica, considerata anch’essa un relitto del Miocene (26-7 milioni di anni fa): la Bramea Europea (Achanthobrahmea Europaea, Hartig)

 

in copertina :  Bramea Europea (Achanthobrahmea Europaea, Hartig)

La scoperta di quest’altro fossile vivente è dovuta all’entomologo altoatesino conte Federico Hartig, soltanto nel 1963. Questa farfalla notturna appartiene alla rarissima famiglia delle Brameidi, costituita da appena cinque generi e dieci specie, con una distribuzione unicamente extraeuropea: tra l’Anatolia e la Corea, passando per la Regione Etiopica.

Le ragioni della sopravvivenza nella nicchia boscata delle ‘Grotticelle’ di questa falena vanno ovviamente ricercate, oltre che nelle caratteristiche qualità dell’habitat, negli adattamenti di carattere etologico che essa ha dovuto assumere.
Il ciclo vitale della Bramea risulta strettamente legato alla presenza del fraxinus oxycarpa olacea: il bruco si nutre delle sue foglie e non di altre.

Per tutelare sia questo eccezionale endemismo che il biotopo in cui esso si manifesta, nell’Area delle Grotticelle (estesa per 209 ettari all’interno della Foresta demaniale di Monticchio), è stata istituita nell’anno 1971 una Riserva Naturale Orientata e Biogenetica, la prima area protetta al mondo istituita per la protezione esclusiva di una farfalla.

Written by Antonio Romano

17 Febbraio 2008 a 6:54 pm

5 Risposte

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  1. Antonio, ancora un piccolo sforzo e saresti giunto anche a Cairano, trovando quel vento che serve per andare lontano, quel vento che passa su tutto, quel vento che
    si porta via tutto. D’accordo non è tutto nella vita ma può essere tutto in certi momenti, certi momenti che sono una vita!!!
    antonio luongo – Cairano

    antonio luongo

    18 Febbraio 2008 alle 12:22 am

  2. Grazie Antonio per la favolosa risposta! Molto bella davvero!
    a dopo

    Antonio Romano

    18 Febbraio 2008 alle 11:49 am

  3. Cari amici,

    questa scoperta (tardiva) dei paesi, della Lucania, eccetera, mi fa molto piacere, ma un pò mi fa anche incazzare. Pensare di iniziare sempre d’accapo è una scemenza. Pensare che le “scoperte”, e quindi le novità, cioè quello che con una convenzione chiamiamo “progresso”, prescindano dal tempo e dalla storia, è un inganno. Se si scopre una cosa “fuori tempo” si diventa arretrati, in linguaggio politico si dice “reazionari”.

    Cosa voglio dire, caro Antonio, e cari tutti? Che i nostri paesi da alcuni decenni vengono frequentati tranquillamente dai loro abitanti. Non è da oggi che un vasto territorio dell’Alta Irpinia (ma anche oltre: la Valle Ufita, parte della Lucania, ecceterra) frequenta il cinema a Lioni; non è da oggi che pizzerie, ristoranti tradizionali e “chic” vengono frequentati, oltre che da “fuorisede” anche dagli abitanti del territorio complessivamente inteso; non è da oggi che i giovani del territorio girano come trottole per i paesi (e anche oltre, ovviamente) persino a fare nulla; non è da oggi che una grande percentuale degli abitanti del nostro territorio lavora fuori dal proprio paese; non è da oggi che una grande percentuale di donne (e di uomini) dei nostri paesi gironzolano per ogni dove nel nostro territorio (ma anche oltre) a fare spese. Si potrebbe continuare con altri esempi, ma fermiamoci qui.

    Bisogna stare molto attenti quando si “scopre l’ombrello”. Si fa un’operazione, come ho detto, arretrata. Avevo già accennato a una cosa del genere quando si è parlato della regione Pollino-Maiella. Una suggestione di cui si è già parlato tantissimi anni fa. Persino un coglioncino come il sottoscritto si inventava negli anni 70 del secolo scorso una cosa simile sia prima che quando iniziava a scrivere per un quotidiano nazionale (il manifesto), cioè più di trent’anni fa. In modo diverso, non mi ricordo quanti anni fa, la Fondazione Agnelli, cioè la Fiat, cercò di elaborare una riforma delle regioni italiane riducendole, se non vado errato, a dodici con accorpamenti vari e molto discutibili. Tutte cose assolutamente invecchiate oggi. Così come è invecchiato, caro Antonio, il tuo modo di presentare all’amico la multisala di Lioni e i servizi dei nostri paesi, oltre naturalmente alla suggestione dell’Irpinia come un’ unica città. E’ una sciocchezza, perchè è un territorio che, per la sua conformazione e per la sua “inesistenza” (si va da comuni che gravitano su Napoli a quelli che gravitano su Benevento e a quelli che gravitano su Basilicata e Puglia) non può essere preso per intero come un Nuovo Municipio (bisogna far politica, Antonio, quindi creare anche istituzioni nuove, non vivere di pure suggestioni soprattutto quando esse possono essere storicamente fuorvianti). Sciocchezza invece non è la riforma delle istituzioni date a partire dai comuni che, nella loro stragrande maggioranza in Italia, non rappresentano più, per la loro inconsistenza abitativa, il Comune moderno.

    Abbiamo già parlato altre volte di cosa è un Comune moderno e della sua consistenza abitativa (a occhio, intorno agli 80/100 mila abitanti). Dobbiamo affrontare la discussione meglio e in modo approfondito, essendo, secondo me, la riforma delle istituzioni, luna delle questioni decisive del nostro tempo.

    Per ora mi limito a dirti, amichevolmente, di lasciarti alle spalle scoperte tardive e recuperare il tempo perduto. Sapessi cosa scopriremmo se solo andassimo un pò indietro nella storia dei nostri paesi: lavoratori e artigiani, magari poveri e in minoranza ma “in movimento”, sia a piedi che con mezzi sgarrupati, non certo persone statiche e chiuse nei loro paesi come immaginiamo troppo spesso.

    Se si ha coraggio e si propongono le cose “dentro il tempo e la storia”, cioè quando il tempo e la storia chiama, senza timidezze e paure, con spirito avanguardistico (tutte le novità sono figlie dell’avanguardia in ogni campo del vivere civile) e cioè autenticamente “progressista”, la realtà acquista un’altra dimensione. E anche noi diventiamo più onesti intellettualmente, perchè proponiamo un progresso autentico, non roba stantìa presentata come fresca (il nostro territorio è pieno di tutti questi inganni).

    Con affetto
    Michele Fumagallo

    michele fumagallo

    18 Febbraio 2008 alle 12:01 pm

  4. l’Alta Irpinia è pregna di eccellenze e paculiarità, basta guardarsi attorno per scorgere tante cose belle.
    Dovremmo imparare ad essere un poco più girovaghi del nostro stupendo territorio e cercare di farlo conoscere di più anche alle nuove generazioni, attenti solo, talvolta, ed anche superficialmente, alle cose estereofile.
    Credo, comunque, che anche le aree limitrofe alla nostra terra meriterebbero maggiore attenzione, come: Il Sannio, la Daunia ed il Vulture.
    Per il momento basterebbe iniziare con una sana presa “visione” dell’Irpina, di conoscerla a fondo; Dal che non ci si può esimersi dall’innamorarsi e di farla amare anche agli altri.
    Sicuramente non potremmo essere tutti PAESOLOGHI ma almeno “Borgologhi”.
    “Chissà se oggi abbiamo inventato una nuova figura: IL BORGOLOGO”.

    Affettuosamente

    Emidio da Teora c i a o

    Emidio

    20 Febbraio 2008 alle 11:27 am

  5. ANTONIO PANZONE 14 giugno 2008
    Impegni pregressi mi hanno impedito di poter inseguire con Voi i sogni di un’Irpina pulita metaforicamente parlando. I problemi sono tanti e non si sa da quale parte cominciare. A mio avviso, la nostra gente, non ha tempo di leggere, perché deve rincorrere le esigenze della quotidianità. Sono tempi bui, né si intravedono orizzonti sereni. Ho scritto sul mio sito uuna pagina sull’esodo dei nostri giovani . . .. Una sera in un convegno ho esposto ai nostri politici sen. Enzo De Luca e al sindaco di Avellino Giuseppe Galasso la preoccupazione per la precarietà in cui versa la nostra terra. Dopo aver accennato ai secolari problemi dell’acqua e della ferrovia Av-Rocchetta, non ho mancato dire che le ecoballe sul nostro territorio seguiranno la sorte dei due problemi sopraccennati, cioè resteranno nel nostro territorio a testimonianza della incapacità a tutelarlo e a tutelarci.
    Forse sarebbe più efficace scendere nelle piazze e parlare con la gente. Scrivere potrebbe essere un modo come isolarsi, non rendendo partecipi gli altri, tanti, che, sono convinto, hanno le stesse nostre ansie . . .Quanto meno bisognerebbe tener conto anche di questo aspetto.
    Il 22 p.v. probabilmente ci sarà un incontro presso il Castello marchionale di Taurasi per parlare del Parco fluviale. Se confermeranno l’incontro, Vi chiamerò. Cordialità.

    Antonio Panzone

    14 Giugno 2008 alle 9:19 am


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