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	<title>Commenti a: La GRANDE VITA</title>
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	<description>comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella</description>
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		<title>Di: michele fumagallo</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/02/22/la-grande-vita/#comment-1543</link>
		<dc:creator>michele fumagallo</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Feb 2008 16:54:23 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Franco,

capisco la tua amica friulana. Ha ragione sul &quot;codice di lettura&quot; della realtà. Senza codici di lettura si è irrimediabilmente perduti. Senza codici di lettura è come dire senza il tempo oppure senza la storia. E&#039; il nulla. Poi magari ogni codice di lettura va verificato perchè può essere sbagliato e bisogna sostituirlo con un altro, ma intanto avere una propria linea di lettura della realtà è già tanto. Invitala, la tua amica, alla rirunione di domenica o alle altre che seguiranno. Può darsi che prenda fiducia sui muri (i propri muri oltre quelli degli altri), ma soprattutto sugli &quot;animali&quot; che li abitano.

Non ti deve sembrare strano, Franco, se all&#039;improvviso (ma non esistono mai cose improvvise, c&#039;è sempre una lunga &quot;preparazione&quot; anche quando non si vede) un gruppo di persone possa produrre qualcosa di grande. E&#039; addirittura una &quot;regola&quot;. Naturalmente sempre se quel gruppo è capace di far lievitare &quot;quella grande storia&quot;. Se è capace di non manipolare, di capire che un agire collettivo (qualsiasi agire collettivo) si ha solo con la massima espressione individuale, di &quot;sentire&quot; il tempo, di produrre innovazione reale (magari dilettantesca, ma reale), di mettere tutto onestamente sul tavolo.

La Comunità Provvisoria, che tu hai fondato, può diventare certamente una grande
cosa. Dipende da noi: da Franco se non si lascia travolgere dalla sua impazienza, da Michele se non si lascia travolgere dalla sua proverbiale pigrizia, da Alfonso se impoara a camminare da solo e non si lascia travolgere da amori poetici arretrati, da Angelo se la smette di inseguire l&#039; &quot;attualità&quot; (che animale è?), da Antonio se abbandona i suoi slanci infantili e teodem, da tutti gli altri (non vi arrabbiate, vi prego, se non vi cito tutti) se mantengono la barra dritta della Comunità Provvisoria sul versante della sperimentazione annuale e di &quot;arte applicata a incontri tra amici&quot; (aridaje, fijo! direbbe Aldo Fabrizi).

A domenica 24 al Goleto.

Con  affetto
Michele Fumagallo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Franco,</p>
<p>capisco la tua amica friulana. Ha ragione sul &#8220;codice di lettura&#8221; della realtà. Senza codici di lettura si è irrimediabilmente perduti. Senza codici di lettura è come dire senza il tempo oppure senza la storia. E&#8217; il nulla. Poi magari ogni codice di lettura va verificato perchè può essere sbagliato e bisogna sostituirlo con un altro, ma intanto avere una propria linea di lettura della realtà è già tanto. Invitala, la tua amica, alla rirunione di domenica o alle altre che seguiranno. Può darsi che prenda fiducia sui muri (i propri muri oltre quelli degli altri), ma soprattutto sugli &#8220;animali&#8221; che li abitano.</p>
<p>Non ti deve sembrare strano, Franco, se all&#8217;improvviso (ma non esistono mai cose improvvise, c&#8217;è sempre una lunga &#8220;preparazione&#8221; anche quando non si vede) un gruppo di persone possa produrre qualcosa di grande. E&#8217; addirittura una &#8220;regola&#8221;. Naturalmente sempre se quel gruppo è capace di far lievitare &#8220;quella grande storia&#8221;. Se è capace di non manipolare, di capire che un agire collettivo (qualsiasi agire collettivo) si ha solo con la massima espressione individuale, di &#8220;sentire&#8221; il tempo, di produrre innovazione reale (magari dilettantesca, ma reale), di mettere tutto onestamente sul tavolo.</p>
<p>La Comunità Provvisoria, che tu hai fondato, può diventare certamente una grande<br />
cosa. Dipende da noi: da Franco se non si lascia travolgere dalla sua impazienza, da Michele se non si lascia travolgere dalla sua proverbiale pigrizia, da Alfonso se impoara a camminare da solo e non si lascia travolgere da amori poetici arretrati, da Angelo se la smette di inseguire l&#8217; &#8220;attualità&#8221; (che animale è?), da Antonio se abbandona i suoi slanci infantili e teodem, da tutti gli altri (non vi arrabbiate, vi prego, se non vi cito tutti) se mantengono la barra dritta della Comunità Provvisoria sul versante della sperimentazione annuale e di &#8220;arte applicata a incontri tra amici&#8221; (aridaje, fijo! direbbe Aldo Fabrizi).</p>
<p>A domenica 24 al Goleto.</p>
<p>Con  affetto<br />
Michele Fumagallo</p>
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