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CHE SARA’ MAI IL SUD ?

con 5 commenti

asiciliano-madonna-dellabb-2003.jpg   _______Il Sud della Poesia - «A dire di una certa situazione, variamente subita e commiserata, in cui si troverebbe, inspiegabilmente o con spiegazioni da vittima con cattivo, la poesia del Sud, del Sud vengono in mente tante altre cose, ineluttabili nella memoria, prorompenti nell’animo e nella penna.

E che sarà mai il Sud, compreso quello che nell’altro emisfero hanno messo a nord, oltre il sole, le palme, le granatine, la disoccupazione e la delinquenza?

Perché dove c’è il cielo più sereno, l’aria più tersa, il cibo più colorato, si è sempre più poveri, ingrnui, dimenticati?

Si dirà che è la storia, non la natura, a fare di ogni Sud un Sud di disperati, ed è anche vero, ma che storia è questa che sceglie sempre  il Sud per i suoi imbrogli?

C’è qualcos’altro. Il Sud, coi suoi richiami niminosi, è un simbolo dell’isola dei beati, del paradiso che, per definizione, deve essere perduto, sia come sia.

Allora la poesia che si scrive al Sud -e qui conviene il netto riferimento alle cose italiane- non è altro che il Sud della Poesia, che basterebbe fosse scritta al Nord per avere un destino dritto e pulito, come le strade, senza mai una buca, chi governa governa.

È un bene naturale, la poesia, e come tale abbonderebbe ovunque non ci fosse qualcosa a farla morire, quanto meno a nasconderne la presenza, e questo qualcosa, al Sud pare più forte, più stabile e specifico che altrove.

Certe colpe, che paiono di nessuno, sono quelle di tutti e, praticamente, per legge democratica e di mercato (sia ben chiaro è un’endiadi), non sono tali.

Al Sud, che in questo senso è ogni altra Italia che non sia Lombardia, non c’è editoria così come tante altre imprese, per quelle regioni che a dirle ti fanno fuori, e neanche questa è la vera ragione del caso.

I testi di poesia, almeno in Italia, non si commerciano in nessuna parte, ma le cosche economiche orizzontali dell’Italia del Nord (dai bulloni ai giornali) hanno il potere storico ed esclusivo di pagarsi gli amici in televisione, recensioni, salotti, pubblicazioni, eventi artificiosi, passaparola, a compenso di cose che sanno loro (e un po’ anche noi), per quello che trapela: è un tipo di mafia diversa e specializzata che al Sud basterebbe non ci fosse, o ci fosse anche al Sud.

Ciò è grave in quanto lede i veri poeti, e per quanto si scrive, ma in via subordinata è pure dovere avvisare di non poche autocensure e orgogli mal riposti da fichi d’india, rosmarini e limoni che troppo spesso restringono la vista e la poesia dopo aver preso il cuore. E sì che sono trappole per il sangue, ma i poeti del Sud, da questo lato, sono gravati di un dovere in più: resistere agli incanti tanto scontati quanto avvolgenti della loro terra»

Sangiuliano in POETI DEL SUD 3

a cura di Paolo Saggese, Elio Sellino Editore, Avellino 2007 

alfonso nannariello

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in copertina “Madonna dell’Abbondanza” di Angelo Siciliano

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Written by comunitaprovvisoria

26 Febbraio 2008 a 1:57 pm

5 Risposte

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  1. sono contento che ci sia questo testo sul nostro blog.
    armin

    franco arminio

    26 Febbraio 2008 alle 3:30 pm

  2. complimenti! …è bello leggervi anche da Milano….ormai durante le mie brevi pause… mi immergo nelle vostre discussioni come lettrice …..e mi crogiolo compiaciuta…..idealmente mi sento vicina alla mia terra e alla mia gente…e mi illudo di non essere mai andata via….e che la distanza si sia annientata….
    spero di conoscervi presto…live!!!….mi dispiace aver perso l’opportunità del Goleto, ma spero che ci siano altre iniziative …magari durante le prossime festività!!!

    una nuova “fan”
    Marianna

    marianna

    26 Febbraio 2008 alle 4:53 pm

  3. Potrà sembrare a taluno un estetismo insopportabile parlare di poesia là dove ci viene ancora una volta richiamata e soprattutto così ben presentata da alfonso, ma se la poesia è un modo intimamente “comunitario” ( dono del singolo al mondo) di conoscere e di amare, non mi vergognerei di aver adoperato quella parola.
    ant

    antonio luongo

    29 Febbraio 2008 alle 6:30 am

  4. Già, era quello che dicevo io, offrirsi… e “non esibirsi” come invece qualche lazzarone ha voluto intendere. Un giorno ne parlemo lungamente insieme, ho qualche idea, ma la devo maturare e ponderare altrimenti litigo con tutti i poetiti “laureati” , ma non con quelli della letteratura vissuta, al contrario, da essi se ne trae un gran bene! Ciao, Gaetano

    Gaetano Calabrese

    29 Febbraio 2008 alle 10:15 am

  5. La poesia è poesia…troppa non va bene e poca non va bene…ma ci deve essere e se non ci fosse saremmo secchi e vivi, saremmo seccati o indolenziti se poi è offerta va bene e se poi è esibita va bene lo stesso perchè se è poesia è poesia… Con la laurea o senza laurea se è poesia è poesia…Se è vissuta arriva di più e se non è vissuta arriva di meno ma è l’aristocrazia che non arriva davvero perchè chi gode della poesia ha l’animo semplice e capisce il valore della vita…Come delle cose che ci aiutano a vivere e a capire
    se sono giuste o sbagliate…E’ un valore piccolo piccolo che rischia ogni giorno di essere scalzato ammazzato e tritato ma che non ha paura di esserlo e vive nonostante tutto perchè generato dal cuore e dall’anima di ognuno di noi che vive… quando può…perchè la poesia è appunto poesia…

    renzo marrucci

    5 Settembre 2008 alle 12:31 am


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