per una rete web di SENTINELLE IRPINE
ho appena letto la mail e mi perdonerai se l’ho inoltrata ad altri, fidatissimi, amici, insieme al sito della comunità. La proposta mi sembra ottima, la appoggio in toto. Dopo anni di disillusioni (e di bastonate varie), dopo aver creduto tanto (ed aver anche tanto sofferto) per questa nostra terra di mezzo, mi ritrovo qui, entusiasta e convinta della bontà delle ultime nascenti iniziative (comunità provvisoria in primis). Novità fanno capolino e tutte mi sembrano avere come leitmotiv la voglia di aprirsi di nuovo, l’idea di una partecipazione concreta e fattiva, politica (questa parola ha un significato bellissimo e con questo significato io voglio tornare ad usarla). _ Quindi:-avete tutta la mia disponibilità (ed i miei contatti) per diffondere iniziative e discussioni;-vorremmo ( parlo al plurale perché in questo non sono sola, ma insieme ad altri amici del Co.C.I.S, del teatro99posti, dell’associazione Portaurea, archeologi , attori, teatranti o, più semplicemente, irpini) portare le nostre esperienze, le nostre suggestioni, i nostri pensieri a qualcuno degli incontri della comunità-a Grotta … un nutrito gruppo di persone vigilerà su ciò che resta della parte antica del paese, c’erano idee folli… un mese fa circa c’è stato un incontro gremitissimo, molto molto vivace e commovente
-allo stato attuale serve puntare lo sguardo anche su ciò che sta accadendo alle falde del Partenio, lì la pressione camorristica è pesante, ma lo è ancora di più lo scempio che si sta perpetrando nei confronti del territorio (monteforte docet…), in perfetta linea con le discariche in alta irpinia, qui si costruiscono dormitori orrendi. vivo a mercogliano e quello che vedo è terribile, vi farò poi avere video e foto
-su alcuni dei punti indicati (carife, museo irpino,e, in generale, emergenze culturali) potrei fornire dettagli e proposte, anche per questo sono a vs. disposizione.
Se vi va,una volta di queste porteremo anche il nostro documentario “Avellino-Rocchetta” che, a suo tempo, a dispetto di tutto e di tutti, vinse “ciack irpinia” e quello che ho realizzato io sulle valli d’ansanto e sulla mefite.
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la lettera di Elda Martino fa seguito ad alcuni appunti spediti ieri, via e.mail ad un gruppo di amici irpini con l’idea di organizzare una rete di “sentinelle” sul territorio; ecco alcuni stralci:
L’idea è organizzare una rete di discussione e opinione sul territorio irpino, mediante il web
La rete non solo riceve e ascolta ma elabora e trasmette; all’occorrenza con tempi rapidissimi
Un comunicato ha forza se non è anonimo o a firma di uno o della segreteria di qualcosa
Un comunicato circola sicuramente meglio se porta la firma di persone che stanno sul territorio
Un po’ come
-la petizione sui rifiuti fatta a gennaio sul blog (400 firme e 12 link attivi)
-la lettera aperta a Veltroni a inizio febbraio (15 firme, pubblicata su 32 blog e 12 redazioni on line)
-la recente lettera a pecoraro scanio in merito alla sua ultima idea di portarci i rifiuti in irpinia (stampa locale, 38 blog, 6 segreterie partito, 12 associazioni ambientaliste, annozero, repubblica, corsera, blog di grillo, ecc.)
E’ un periodo in cui la rete web aiuta molto, non so se avete letto la lettera di Marco, un ragazzo di Ariano, pubblicata con il video degli scontri a savignano, nella home page del blog di Grillo. 4000 commenti in 4 giorni. 4000 italiani sanno e hanno visto la differenza tra l’irpinia e il napoletano
Qualche esempio di utilità:
-autocisterna che scarica liquami lungo il corso dell’Ofanto >>> mail con poche righe di segnalazione, una foto, raccolta firme e comunicato di segnalazione…
-rifiuti in irpinia, alzata di testa del presidente di turno >>> mail, opposizione alle discariche regionali nel nostro territorio, condivisione e comunicato …
-trasmissione televisiva Ballarò di ieri sera … diciamo acnhe la nostra, è ripartita l’emigrazione, il territorio si sta spopolando, napoli e la camorra premono, non servono le strade in questo momento… >>> e.mail, poche righe, comunicato
-l’azienda di soggiorno e turismo di avellino, 3 giorni fa è andata alla Borsa del Turismo a Milano… ma che ci va a fare ? cosa porta, cosa propone se abbiamo ancora il problema dei rifiuti per strada ?
-ospedali sporchi dove per ricoverarsi serve la raccomandazione per scavalcare chi aspetta da mesi il suo turno … e.mail al gruppo >>> condivisione, firme e parte una denuncia …
-concorsi truccati per l’assunzione presso uffici pubblici …
-concorsi mai espletati come la sistemazione di piazza duomo ad avellino …
-dopo un pacco di soldi speso per il museo archeologico a Carife, scrigno prezioso sul territorio, il museo rimane chiuso per una infiltrazione d’acqua … scriviamo, segnaliamo …
-i reperti di rocca san felice e di cairano, giacciono poco valorizzati nel museo di avellino; perché non li riportiamo a Rocca e a Cairano ?
-vogliamo lanciare un mese di eventi e cultura ? musica, pittura, architettura, letteratura … serve un gruppo per auto-organizzare … dal basso
Insomma facciamo gruppo e scriviamo quello che pensiamo, condividiamo le posizioni e facciamo passaggi stampa, rendiamo note nuove opinioni.
I 1000 visitatori del blog, ogni giorno, fanno riflettere
C’è bisogno di un’informazione alternativa, fatta dal basso
C’è bisogno di fare gruppo, stare insieme, fare comunità di cittadini sul territorio
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idee, contributi, dibattito e adesioni sono aperte
mettiamo il tutto, man mano, nei commenti a questo post
.
… per quello che mi sarà possibile continuerò a dare una mano alla rete che abbiamo creato, seppur a distanza e in modo saltuario.
Credo che il punto cui siamo giunti è già più che soddisdafacente, capisco quindi anche l’intenzione di fare il salto di qualità.
Comunque invito te e gli altri a mantenere un ritmo tranquillo, nel proporre eventi ed argomenti, concentrandosi su una cosa per volta.
Io riparto per Siena, ci rivedremo presto e comunque non vi perderò certo di vista.
Stefano
http://teoraventura.ilcannocchiale.it
stefano
28 febbraio 2008 alle 11:29 am
L’altra sera al Goleto spiegai ad Antonio Romano perchè non faccio più resistenza:
a ospedali che servono solo per far carriere;
a medici raccomandati (e non solo perchè sto pagando 21.000,00 euro di tasca mia dopo che il sindacato ha detto che era una questione personale, per aver chiamato un medico raccomandato);
a pazienti che si lamentano perchè non si sentono “curati” perchè ormai anche la cura è una raccomandazione;
a politici ladri senza nessuna raccomandazione ma che raccomandano;
a schede elettorali raccomandate e preconfezionate;
a candidati buoni che servono solo per far fessi i buoni e non sono neppure consapevoli che essi stessi diventano i peggiori;
a candidati che pagano per stare in lista perchè “autofinanziano” il partito e poi si “autofinanziano” la campagna elettorale;
a candidati padri, figli, moglie, nipoti/e, fratelli e sorelle; a comare e comparielli;
a candidati di clan della camorra, della dragta e della mafia;
a partiti dichiaratamente democratici senza democrazia;
a partiti di sinistra che sono diventati di destra;
a partiti di destra che sono diventati di sinistra;
a come pensare di smaltire 1.000.000 di tonnellate di eco balle senza pensare di andarle a mettere nell’unico buco rimasto in campania ..il cratere del vesuvio;
a come convincere a consumare di meno;
a come convincere a fare raccolta differenziata;
a come avere una giustizia giusta;
a….mi fermo qui (per i tre minuti di par condicio)….
Voglio solo essere un testimone della mia esperienza e ascoltare poesie nel bar del Goleto!
Per questo da quattro anni faccio il Clown e cerco di colorare tutti i grigi e le tristezze (per questo l’altra sera criticai l’uso nell’arte della sofferenza umana, che non significa negarla, ma l’arte, ogni forma d’espressione artistica, lo stesso clown, è “arte e scienza”, deve tendere alla bellezza non come banalità dell’essere ma come speranza di guarigione di resurrezione.
Ecco, è proprio per questo che continuo a viaggiare con la mia moto del tempo ed il 16 Marzo 2008 a Flumeri, insieme a Naiza, organizziamo un incontro per insegnare a tutti voi provvisori, (se vi và), “Come Costruirsi in Casa Una Moto del Tempo” e proporvi di costituire un’associazione nazionale non profit (con sede a Flumeri) “Il Cerchio, Comunità Libertaria per Sognatori Pratici”.
Flumeri “punto di svolta” di Nusco…possibile raccordo tra costa e country ? Chi sà?
Una cosa è certa per fare tutto quello che dici tu e che in parte penso anch’io bisogna che tutti noi riscriviamo i luoghi comuni e “riprendiamo i sensi” (persi).
enzo maddaloni, nanosecondo
28 febbraio 2008 alle 12:13 pm
Caro Enzo,
una precisazione a proposito dell’arte, anche perché, quella sera al Goleto, dove si innescò un dibattito sul cinema e l’arte abbastanza confuso (colpa mia, evidentemente), venne tirato in ballo il “Miserere” di Loguercio-Matarazzo che invece non c’entrava molto con quello di cui dopo si è discusso.
Non condivido molto la tua idea di arte, anche se amo il tuo “fare” il clown. Sottolineo “fare” cioè interpretare, non “essere” che invece attiene alla vita reale.
Che voglio dire? L’arte è un gioco, tutto quì. Nel gioco si può fare tutto. Nella vita no.
Ecco perchè ogni “finalità” dell’arte diventa di fatto scelta “moralistica” (ci metto, come vedi, tanto di virgolette), per me sbagliata.
Un esempio, che ho portato anche quella sera. Nell’arte, che è appunto un gioco, io ti posso tagliare la testa e mettermi a giocare a pallone con essa. Che male ci sarebbe, tanto è un gioco! Nella vita questo ovviamente non lo posso fare, perché, invece, la vita non è affatto un gioco.
Penso quindi che l’arte debba essere la cosa più libera in assoluto, che non deve tollerare alcuna limitazione fosse pure la finalità più nobile. Come sai ci sono artisti (poeti, registi, pittori, eccetera) che hanno cantato il “nulla”, oppure il dolore senza via d’uscita, o anche la violenza più efferata e senza alcuna finalità positiva, e potrei continuare con gli esempi. Sono stati artisti sublimi. Citavo quella sera il caso di Antonioni che ha cantato non solo l’ “incomunicabilità”, ma anche il dolore più terribile, quello “sordo” senza più alcuna vitalità e, ovviamente, senza “vie d’uscitra”.
Attenzione quindi all’ “ottimismo”, caro Enzo. Nell’ottimismo si nascondono le cose più false. Quì non penso solo all’arte, ma alla vita reale. Nella vita reale, infatti, l’ottimismo è essenzialmente il linguaggio del potere. Che deve nascondere la verità e si presenta con una faccia “facile”, tipica del manipolatore o del mercante che deve vendere a tutti i costi la sua merce anche quando è avariata.
La discussione è lunga ovviamente, e, se tu vuoi, la continueremo.
Con affetto
Michele Fumagallo
michele fumagallo
28 febbraio 2008 alle 1:32 pm
Sai che sono d’accordo con te anche se penso, cosi’, subito, che e’ difficile diventare “guardiani” coscienti e attenti della propria terra. Si puo’ essere romanticamente intenzionati, ma “fare informazione” e non “contro_informazione” credo sia difficile.
Pero’ nonostante io sia ultimamente “di molto” riottoso, potrete contare sui miei pensieri, opere e qualche omissione.
Ciao a tutti e a ben rivederci. Enzo
enzoluò
28 febbraio 2008 alle 5:38 pm
da un po’ di anni a questa parte mi sto dedicando a un lavoro di recupero di memoria, ho inziato intervistando una trentina di persone che erano in piazza della loggia il giorno della strage, ho trasformato le loro testimonianza in monologhi teatrali che sono stati inseriti in una piéce teatrale, poi ho intervistato una decina di persone anziane che vivono nei ricoveri e un’altra decina (età media 80 anni) che vivono nelle proprie case trasformando le testimonianze in racconti, tutto questo lavoro non solo per raccogliere testimonianze ma anche per dare voce a chi non possiede una voce, e non solo, per trasmettere ai giovani la storia dei loro padri, e non solo, per chiedere giustizia, per denunciare uno stato di cose, e altro ancora. Per dire che la scrittura (è arte anche quella) non è un gioco, può anche essere un gioco, ma può essere anche tante altre cose. Non fraintendetemi, non sono presuntuosa e non credo di aver creato arte, anche se ovviamente ci provo, tenacemente ci provo, come tenacemente cerco la bellezza nella vita e nella scrittua. Ciao Lucia
luciamarchitto
28 febbraio 2008 alle 6:04 pm
perchè non iniziamo a mettere ognuno l’http del proprio blog ?
lucia inizia tu, metti l’indirizzo del tuo sito nei commenti a questo post
iniziamo a costruire un elenco e ad attivare subito uno scambio di link
INVITO ai blogger irpini
28 febbraio 2008 alle 8:02 pm
ho due blog
l’indirizzo del primo è:
http://www.bloggers.it/scritture
il secondo è:
http://luciamarchitto.wordpress.com
Ciao Lucia
lucia
28 febbraio 2008 alle 8:12 pm
Il gioco rientra in molte delle mie occupazioni, me ne occupo quanto basta per affermare che si tratta di una cosa tremendamente seria.
Attraverso il gioco strutturato si viene a conoscenza di situazioni drammatiche, spesso terribili.
Il gioco è un mondo a sè, un mondo separato dalla realtà comune ed entrare in gioco ‘in-ludere’ non solo vuol dire entrare in una dimensione illusoria ma vuol dire esporsi al rischio dell’ignoto non a caso il mondo del gioco ed il mondo del sacro appartengono al medesimo universo. Non vorrei urtare la suscettibilità di nessuno nè tantomeno offendere la religiosità di molti comunitari ma cosa sono le religioni se non un modo di giocare con l’ignoto, con quanto di spaventoso e drammatico c’è nel non sapere cosa ci sia oltre. I rituali di molte religioni, quelli che lo stesso don Milani definiva puro folklore, sono modi di giocare con il “sacro” e “l’ ignoto” e questo bisogno di ritualità riscontrabile in tutte le religioni può ricondursi a questo bisogno sanguigno di giocare. Il gioco è ovunque si guardi, è in una varietà pazzesca di modi di dire, è nei ruoli che di volta in volta ciascuno di noi assume anche inconsapevolmente, giocare quindi non solo per andare oltre i limiti, per liberarsi ma giocare per essere o voler essere in un determinato modo.
L’arte è gioco non a caso in inglese la parola play indica al tempo stesso diverse forme di arte.
Il gioco è la molla primordiale della civiltà.
Che male c’è quindi a definire l’arte un gioco?
Cordialità
maria rosaria
28 febbraio 2008 alle 8:12 pm
cara lucia
avrei voluto scriverti sul blog, ma non è stato trovato.
spero di leggere quanto prima le tue cose, specie quelle della strage
alfonso
alfonso
29 febbraio 2008 alle 12:20 pm
Complimenti a Lucia per il lavoro sulla memoria (io mi occupo di storia e forse forse ho un pò voce in capitolo)..Un’altra emigrata irpina che si afferma nel suo campo, ance se altrove!!
AD MAIORA!
Stefano
teoraventura
29 febbraio 2008 alle 2:15 pm
Carissimo Michele,
il mio problema è che non sono un critico professionista e ne tanto il mio obiettivo è diventarlo.
Semplicemente mi permettevo di fare una riflessione manifestando un mio dubbio su una tendenza a mia opinione sbagliata: “deturpare” attraverso un uso distorto la ” sofferenza”.
Certo l’arte non è neutrale alla storia o meglio agli “eventi” di grande “depressione sociale” che viviamo oggi e quindi lo stesso fare arte “oggi” non potrebbe essere considerata un “gioco” perché non è altro che la rappresentazione della “realtà” quindi diventa verità in quest’arte c’è una visione si moralizzatrice.
Certo altra cosa è fare il Clown Dottore, figura che unifica arte e scienza e per certi versi diventa immorale “dissacatrice”, compiendo per certi versi un atto “metafisico” non solo sugli “osservatori” ma anche su se stesso in quanto “osservato” e quindi nella sostanza (il clown) è l“essere” quindi nell’interpretare, vive e fa vivere così rinasce, altro che intepretare!
La stessa sofferenza di fondo in questo caso non diventa rappresentazione di vita “moralizzata” ma esperienza di ciò che veramente noi siamo e possiamo essere: la speranza. Personalmente sono per uccidere tutte le “morali”.
Certo che l’arte deve essere “libera” il problema è cosa può essere inteso oggi, come “arte” nel contesto attuale e poi chi l’ha detto che la vita non può essere un gioco?
Ecco perché vogliamo realizzare “il cerchio, comunità per sognatori pratici” anche perché “le parole sono finestre oppure muori”, o meglio tutto può essere il contrario di tutto, anche qui manca il guardarsi negli occhi ed il sentirsi anche attraverso un gesto, mentre si parla.
Quindi come faccio a darti ragione che l’ottimismo è essenzialmente un linguaggio di potere se non partecipi ad esempio ad un Council della Gioia per comprendere la differenza di parlare con il cuore e parlare per pregiudizi o credenze e comprendere così tu direttamente e non perché te lo possa dire io che solo questo può anche aiutarti a guarire, oltre che da una tua visione sbagliata della vita, anche da una malattia?
L’ottimismo certo che può essere anche “manipolatore”, ma può essere anche “rivoluzione”. Come vedi dipende sempre dalla consapevolezza dell’uso che ne fai delle cose.
Il mio problema oggi è “fare” e, così, “essere”. Vivere direttamente un’esperienza di ciò che siamo oggi, non per soddisfare qualcuno, ma semplicemente invitare altri a fare come me: praticare il sogno.
Stai nella bellezza
Nanosecondo
http://www.girodivite.it/Il-Clown-Dottore.html
Enzo Maddaloni
29 febbraio 2008 alle 3:41 pm
All’epoca in cui scrivevo canzoni e storie in calitrano con quell’altro ingegnere, per il quale alcuni anni fa divenni trasparente, il pensiero che avevo era anche quello di impedire, in qualche maniera (la nostra), la scomparsa di una lingua ancora parlata. Recita il poeta Buttitta in “ Lingua e dialetto”:
“Un populu, mittitilu a catina, spugghiatilu, attuppatici a vucca: è ancora libiru.
Livatici u travagghiu, u passaportu, a tavula unni mancia, u lettu unni dormi, è ancora riccu.
Un populu, diventa poviru e servu, quannu ci arrobbano a lingua
addutata di patri: è persu pi sempri.
Un popolo, mettetelo in catene, spogliatelo, tappategli la bocca, è ancora libero.
Toglietegli il lavoro, il passaporto, la tavola dove mangia, il letto dove dorme, è ancora ricco.
Un popolo, diventa povero e servo, quando gli rubano la lingua
avuta in dote dai padri: è perduto per sempre………”
Io non l’ho più dimenticato. Cominciai a raccogliere materiale, con l’intenzione di creare una biblioteca della mia gente, con interviste registrate su nastro, in modo che restasse la lingua, le storie ed una gran biblioteca di facce, perché su quelle è già incisa la nostra storia. Non c’erano i mezzi allora (anni 70), ora che ci sono non ci sono più volti, storie, uomini.
Benvenuti, bentornati. Vi prego, fate ciò che anche per pudore non feci! EnzoLuongo
enzlu
29 febbraio 2008 alle 8:32 pm
Caro Alfonso, quando vengo a Calitri te ne porto una copia in regalo, quello dei nonni invece lo puoi trovare alla bibioteca di Calitri.
Uno dei monologhi lo puoi leggere a questo indirizzo:
http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2008/02/07/fotografie-in-bianco-e-nero/, strano che tu non abbia trovato il mio blog, prova a scrivere luciamarchitto su google e sicuramente lo troverai.
Un saluto a tutti e un abbraccio ad Alfonso. Lucia
lucia
29 febbraio 2008 alle 9:06 pm
http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2008/02/07/fotografie-in-bianco-e-nero/ ho notato che mettendo la virgola subito dopo l’indirizzo non permette di collegarsi al sito, spero che ora funzioni. Lucia
lucia
29 febbraio 2008 alle 9:08 pm
I giovani studenti dell’IIS di Grottaminarda (AV) presentano “Rifiuto Inquinare”
Nell’ambito delle attività didattiche , i giovani studenti l’IIS di Grottaminarda concludono un laborioso lavoro sulla tutela dell’ambiente coniando un opuscolo informativo dal titolo “Rifiuto Inquinare”.
Una sorta di formulario di semplici regole tese alla difesa del patrimonio ambientale d’Irpinia e, nel contempo, un suggerimento alla classe politica sul “come fare” per evitare il susseguirsi di catastrofi ambientali sul territorio regionale ed Irpino.
La presentazione del lavoro è stata ausiliato da un dibattito al quale hanno preso parte esponenti del mondo scientifico e culturale del territorio Irpino, un occasione ed una sede, questa, di riflessione e di attenzione sul problema “rifiuti”
-E’ stata un’iniziativa costruttiva che ha visto il coinvolgimento di tutti gli studenti sul tema di questi giorni, una voce ed una sensibilità nuova per porsi in maniera diversa rispetto al problema dell’ambiente attraverso un unico protagonista, il futuro, loro.- ha dichiarato la dirigente scolastica Catia Capasso. IIS Majorana
rifiuto inquinare
29 febbraio 2008 alle 11:01 pm
a tutte le SENTINELLE del territorio / richiesta intervento
Dopo anni di studio e di ricerche, Domenico Cambria ha portato alla luce la storia dell’HIRPINIA sannita, la storia delle origini della nostra provincia.
Ma ha portato anche alla luce una civiltà di stampo megalitica tutta da studiarsi, racchiusa nei menhir e nei cromlech che riempiono le coste della montagna che va da Acerno a Bagnoli a Nusco.
Tra Bagnoli e Nusco un insediamento di chiaro stampo sannita, una città che probabilmente è la Bovianum trattata da Livio nel III conflitto con Roma.
Ecco, però, che all’improvviso, proprio quando escono fuori queste scoperte, il comune di Bagnoli, autorizzato dalla Soprintendenza di Avellino, cosa fa?
Distrugge uno dei camminamenti militari che si trovano all’interno di questa zona, detta Valle Romana, il maggiore, rappresentato da un sentiero con mura a destra e sinistra.
Il camminamento forse risale ad un periodo pre-sannitico.
Appena avviati i lavori, sotto il camminamento è apparsa una forte massicciata su cui si poggiava.
Fatti sospendere i lavori, sono poi proseguiti quasi di nascosto perché Cambria, avvisato da alcuni bagnolesi, aveva provveduto a denunciare il fatto anche alla Procura della Repubblica di S.Angelo dei Lombardi.
Il danno è immenso, se si pensa che è stato distrutto un reperto che risaliva al 3-4000 a.C., e se si considera che l’insediamento era integro, e se si considera ancora che tutto il mondo storico ed archeologico è alla ricerca di questa città.
Occorre denunciare il fatto ai giornali di tutto il mondo, promuovere una commissione d’inchiesta da parte del Ministero, denunciare a chiunque quanto accaduto.
Domenico Cambria
d. cambria
29 febbraio 2008 alle 11:09 pm
Caro Mimì…conservo gelosamente una foto di qualche tempo fa in un gruppo numerosissimo sui luoghi dei “menhir di bagnoli….. ricordo chi divertito non vedeva quello che tu vedevi…. e credo che questo atteggamento irridente segna ancora la tua pelle e la tua intelligenza….
ma in Italia vale da sempre la protervia dei Sovrintendenti …. e soprattutto la loro dissimetria valutativa…. insomma “addo’ verino e addo’ cechino” !
Dico qui, che forse un incontro della C_P_ in limitato spazio temporale, possa essere dedicato al racconto delle nostre disavventure con Sovrintendenti e Simili,anche così si crea la consapevolezza su cui poggiare la difesa del nostro paesaggio !
Luca
luca battista
1 marzo 2008 alle 10:11 am
una disavventura la metto anch’io, scelgo l’ultima:
al Goleto, a lavori quasi ultimati, la Soprintendenza, a seguito di un sopralluogo, con un telegramma intima la “sospensione dei lavori, ad horas” …
senza alcuna motivazione …
come forse quacuno sa il parere delle soprintendenze è assoluto, non è appellabile nemmeno al Tar, solo il Ministro dei beni culturali può qualcosa
iniziano le riunioni …
emerge una prima motivazione verbale : non si condivide il progetto in corso di esecuzione …
la stazione appaltante si dilegua …
15 operai vanno a casa
l’impresa preannuncia l’apertura di un contenzioso … mezzi fermi, materiali in deperimento, operai da pagare senza far nulla … quale migliore occasione ?
mi armo di pazienza e coraggio: alla riunione porto i pareri dati dalla stessa Soprintendenza sul progetto definitivo e poi su quello esecutivo… (esecutivo)
possibile che sia stato dato un parere di questo tipo ?
ma chi è stato ?
iniziano gli accertamenti … per vedere se quello eseguito è conforme al progetto approvato dalla stessa soprintendenza (è conforme, nonostante il cantiere sia di restauro, risulta tutto conforme …)
imbarazzo…
“roma deve sapere che qualcuno ha approvato un progetto che non è condivisibile…”
si minaccia il ricorso al “Comitato”
… e qui succede l’incredibile
-non tutti condividono questo teatro che rischia di essere dannoso a livello di immagine e anche economico…
-si capisce anche che l’appalto non è della soprintendenza … ma del comune …
e che qualcuno si rivarrà per i danni procurati…
si passa ai voti : 7 contro 1
mi fermo qua
il cantiere riprese dopo pochi giorni “dal voto”
E CHI è STATO AL gOLETO ha visto quale progetto è stato eseguito
e quanta qualità è stata raggiunta
a proposito, il progetto è esposto da ieri pomeriggio ad Avellino, nella mostra organizzata dagli Ordini Architetti di Avellino, Genova e Vicenza con il patrocinio del Consiglio Nazionale Architetti.
il progetto del Goleto ha ricevuto il premio INTRALUOGHI 2007/2008 ma ieri non lo si è detto …
non aggiungo dove è esposto il progetto …
provate a immaginare
—
P.S.:
cari colleghi architetti, con molti di voi mi sono rivisto ieri, al convegno, dopo un bel pò di tempo
abbiamo parlato di blog, ci siamo scambiati le e.mail
c’è tanta sofferenza pre e post-bersani
gli architetti fanno gli sconti, voluti dall’ultimo governo prodi, del 50-60% (anche qui nella nostra provincia)
tanti altri ordini (notai, farmacisti, medici) sono invece usciti indenni dalle liberalizzazioni di bersani;
persino i tassisti stanno meglio di noi
siamo alla stregua di fornitori di servizi, imprese di pulizia come ha detto francesco venezia ieri
da quello che mi raccontate e che sento fortemente anch’io, in provincia manca il dibattito, manca l’incontro, manca lo scambio di idee;
in politica come nell’architettura
l’asfissia dell’ultimo periodo ha prodotto danni enormi e le vuote chiacchiere di ieri ne sono una riprova
si pensa ancora che con i concorsi di idee si risolvano i problemi di lavoro
come se gli esempi a noi più vicini fossero buoni esempi – avellino piazza duomo in primis (almeno da quello che ho sentito ieri)
evidentemente a qualcuno va bene così
se mi avete letto fin qui vi ringrazio e vi propongo di avviare subito un gruppo di discussione
ognuno dica la sua e la metta qui sul blog della comunità provvisoria
scriva le proprie esperienze e le proprie esperienze
facciamo gruppo, facciamo una rete anche di architetti sul nostro territorio
siamo rimasti almeno persone aperte e sensibili e abbiamo gioia nel rivederci
almeno questo dobbiamo a palazzo gravina
qualcosa cambierà
angelo verderosa
1 marzo 2008 alle 12:12 pm
Internet raggiunge nel mondo oltre un miliardo di utenti e in Italia circa 24 milioni di persone. Ogni giorno nascono circa 120.000 blog, per un totale di oltre 100 milioni di blog in tutto il mondo. Nel solo 2007, 44 milioni di persone si sono avvicinate con un ruolo partecipativo al più grande fenomeno sociale, culturale e democratico della storia recente,
In molti paesi autoritari i blogger difendono la libertà d’espressione e la democrazia sfidando la repressione e, talora, andando in prigione per questo. Nei paesi democratici i blogger estendono la libera circolazione delle idee, la comunicazione comunitaria e in definitiva la partecipazione alla vita sociale.
maria clicca
1 marzo 2008 alle 11:12 pm
Dalla vostra “sentinella” Nanosecondo in missione speciale in Germania:
Sono seduto, da 48 ore, a fianco língresso di uno degli inceneritori nel quale dovrebbero arrivare i vagoni di eco balle dalla Campania.
Sono due giorni che aspetto ma niente. Nisba!
Da indiscrezione raccolte in giro per la germania pare che i tedeschi si stiano rivendendo ai cecoslovacchi le nostre eco balle, guadagnandoci pure, e forse i cecoslovacchi attraverso la mafia russa ce li rinviano in Campania.
Pare che il business continua. Ve l´avevo detto che se li mettevamo nel cratere del vesuvio avremmo risparmiato un sacco di soldi?
Nonosecondo
München 03/03/2008
Enzo Maddaloni
3 marzo 2008 alle 2:10 pm
Ritengo che molti dei “punti dolenti” del fare la nostra professione nel “nostro” territorio siano il sintomo di un malessere anche e soprattutto culturale.
Forse bisogna tradurre un’azione informativa attenta, cosa che ho visto ti trova partecipe, in un’atto di presa di impegno, focalizzando quali sono i ruoli e i punti chiave ove esiste un “ristagno” in termini culturali.
La tendenza all’immobilismo alla non diffusione delle informazioni etc. sono figlie di una cultura del controllo a favore dei pochi, credo che sia evidente, tu hai citato anche qualche caso sul blog – concorso avellino etc., –
Forse va creato un luogo di rinnovato impegno culturale.
A questo proposito credo che dobbiamo trovare un momento per incontrarci.
saluti , Gustavo
gustavo
4 marzo 2008 alle 12:15 pm
quando ho inviato questo post ad angelo ero eccessivamente ottimista.
leggendo i commenti, mi rendo conto di quanto abbia ragione maria rosaria che, in un commento ad un altro post,rileva una certa tendenza a perseverare nei propri monologhi interiori e me ne dispiaccio.
ma non cambio propositi e proposte.
almeno per ora.
elda
eldarin
5 marzo 2008 alle 12:50 am
Riprendo la riflessione di Maria Rosaria per chiedere cosa è per lei la differenza tra arte e gioco. Si può dire che l’arte è un gioco serio? E che la difficoltà sta soprattutto nel dire cose profonde e vere con la maggiore semplicità ed espressività di linguaggio ? Quando il gioco diventa serio non ci si diverte più…subentra qualche cosa che impegna e rende stanchezza e duramente ci si scopre anche rischiando… Che la difficoltà stà nel fatto che chi gioca da solo… si isola dal mondo amando soprattutto se stesso e chi fa arte ama il prossimo e cerca per lui risposte che lo comprendono? Il gioco di un bambino forse non è gioco innocente ma quello di un uomo o di una donna…Una maggiore sensibilità è anche una maggiore esposizione e generosità verso la ricerca di risposte vere? Oppure per gioco intendi cinismo? Cioè quel misto tra Aristocrazia e sensibilismo?
Estensione dell’essere e narcisimo? Oggi molto frequente ma che ha bisogno di una forte dose di ipocrisia per reggersi? Chissà… L’arte è amore e non è un gioco…
renzo marrucci
7 settembre 2008 alle 12:56 pm