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	<title>Commenti a: TINA, RICERCATRICE /castelnuovo di conza</title>
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	<description>comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella</description>
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		<title>Di: ............................................</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/06/tina-ricercatrice-castelnuovo-di-conza/#comment-13778</link>
		<dc:creator>............................................</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 15:32:45 +0000</pubDate>
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		<description>tina secondo me non te la devi prendere nè con la povera diciasettenne nè con il provincialismo. questo commento l&#039;ha scritto una non patriotica a differenza di te. tu ci hai esposto il TUO punto di vista, tu dici che bisogna lottare per restare ma si lotta solo per ciò che è importante per sè stessi e non a tutti importa del proprio paese. secondo me quello che dici tu è giusto quanto quello che dice la diciasettene con la sola eccezione che lei avrebbe dovuto parlare per sè. considererai sicuramente sbagliato ciò che ti ho detto perchè tu vivi per questi ideali,sei totalmente appassionata,ossessionata da essi e..ti capisco perchè ti sta parlando una ex comunista che pensava di vivare nei fantastici ideali del comunismo e che loro vivessero in lei...e ora nonostante abbia capito l&#039;inesattezza del mio pensiero non riesce a passare dalla parte del &quot;giusto&quot;. 
comunque la ringrazio,prof.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>tina secondo me non te la devi prendere nè con la povera diciasettenne nè con il provincialismo. questo commento l&#8217;ha scritto una non patriotica a differenza di te. tu ci hai esposto il TUO punto di vista, tu dici che bisogna lottare per restare ma si lotta solo per ciò che è importante per sè stessi e non a tutti importa del proprio paese. secondo me quello che dici tu è giusto quanto quello che dice la diciasettene con la sola eccezione che lei avrebbe dovuto parlare per sè. considererai sicuramente sbagliato ciò che ti ho detto perchè tu vivi per questi ideali,sei totalmente appassionata,ossessionata da essi e..ti capisco perchè ti sta parlando una ex comunista che pensava di vivare nei fantastici ideali del comunismo e che loro vivessero in lei&#8230;e ora nonostante abbia capito l&#8217;inesattezza del mio pensiero non riesce a passare dalla parte del &#8220;giusto&#8221;.<br />
comunque la ringrazio,prof.</p>
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	<item>
		<title>Di: Napizaro &#171; Le cittá sono la ricchezza delle nazioni</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/06/tina-ricercatrice-castelnuovo-di-conza/#comment-2662</link>
		<dc:creator>Napizaro &#171; Le cittá sono la ricchezza delle nazioni</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Apr 2008 20:12:01 +0000</pubDate>
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		<description>[...] viene impartito da un uomo anziano in pensione, che ha lavorato a Los Angeles per decenni. Gli emigrati si preoccupano di trovare lavoro ai loro figli, fratelli e compaesani nella grande citta’. Una [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] viene impartito da un uomo anziano in pensione, che ha lavorato a Los Angeles per decenni. Gli emigrati si preoccupano di trovare lavoro ai loro figli, fratelli e compaesani nella grande citta’. Una [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Tina</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/06/tina-ricercatrice-castelnuovo-di-conza/#comment-2281</link>
		<dc:creator>Tina</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Mar 2008 11:05:57 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Maria Rosaria,
ho apprezzato i tuoi commenti e anche invidiato un pò la tua occupazione(anch&#039;io sono un&#039;insegnante e per di più specializzata in Antropologia culturale, quindi capisco bene quanta carica può darti il tuo lavoro).
Il tuo intervento è pieno di riflessioni giuste, critiche, mai banali. Però volevo ricordarti: certo che l&#039;emigrazione è stata nella storia una grande molla di crescita economica da un lato, e un&#039;insostituibile occasione di riscatto sociale dall&#039;altro: ma a quale prezzo? E&#039; inulte ricordarti le vassazioni, le tragedia di troppi a fronte dei pochi che ce l&#039;hanno fatta.(&quot;L&#039;orda: quando gli albanesi eravamo noi&quot; di G. Stella è davvetro un pugno allo stomaco per un certa idea delle nostre vicende migratorie)
E poi: va bene che bisogna nutrirsi del confronto, che non bisogna aggrapparsi ad un&#039;idea statica di identità, richiudendosi in una smorfia di fastidio, nel tentativo sciocco di conservare immobile qualcosa che invece è dinamico, che si nutre di dia.logo, di con-fronto, di media-zione. Ma resta un elemento da cui non si può prescindere: la libertà.
Va bene tutto, ma se si decide di andarsene.
Quando la libertà di decidere, di scegliere per se e per la propria vita non c&#039;è...beh allora diventa tutto più complicato.
E&#039; allora che difendere la propria cultura, questa identità&quot;ereditata&quot;, che fa da cuore a quella dinamica che ogni giorno andiamo nutrendo, diventa un tentativo di affermazione della propria libertà, della propria volontà. 
Tutto qui.
In verità avrei qualche perplessità anche rispetto alle prospettive aperte dalla globalizzazione, rispetto alle dinamiche tra locale e globale (certo senza sminuire un fenomeno rivoluzionario che ci consente, tra l&#039;altro, anche di comunicare in questo momento)...ma ne parleremo un&#039;altra volta...
ciao e a presto</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Maria Rosaria,<br />
ho apprezzato i tuoi commenti e anche invidiato un pò la tua occupazione(anch&#8217;io sono un&#8217;insegnante e per di più specializzata in Antropologia culturale, quindi capisco bene quanta carica può darti il tuo lavoro).<br />
Il tuo intervento è pieno di riflessioni giuste, critiche, mai banali. Però volevo ricordarti: certo che l&#8217;emigrazione è stata nella storia una grande molla di crescita economica da un lato, e un&#8217;insostituibile occasione di riscatto sociale dall&#8217;altro: ma a quale prezzo? E&#8217; inulte ricordarti le vassazioni, le tragedia di troppi a fronte dei pochi che ce l&#8217;hanno fatta.(&#8220;L&#8217;orda: quando gli albanesi eravamo noi&#8221; di G. Stella è davvetro un pugno allo stomaco per un certa idea delle nostre vicende migratorie)<br />
E poi: va bene che bisogna nutrirsi del confronto, che non bisogna aggrapparsi ad un&#8217;idea statica di identità, richiudendosi in una smorfia di fastidio, nel tentativo sciocco di conservare immobile qualcosa che invece è dinamico, che si nutre di dia.logo, di con-fronto, di media-zione. Ma resta un elemento da cui non si può prescindere: la libertà.<br />
Va bene tutto, ma se si decide di andarsene.<br />
Quando la libertà di decidere, di scegliere per se e per la propria vita non c&#8217;è&#8230;beh allora diventa tutto più complicato.<br />
E&#8217; allora che difendere la propria cultura, questa identità&#8221;ereditata&#8221;, che fa da cuore a quella dinamica che ogni giorno andiamo nutrendo, diventa un tentativo di affermazione della propria libertà, della propria volontà.<br />
Tutto qui.<br />
In verità avrei qualche perplessità anche rispetto alle prospettive aperte dalla globalizzazione, rispetto alle dinamiche tra locale e globale (certo senza sminuire un fenomeno rivoluzionario che ci consente, tra l&#8217;altro, anche di comunicare in questo momento)&#8230;ma ne parleremo un&#8217;altra volta&#8230;<br />
ciao e a presto</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: maria rosaria</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/06/tina-ricercatrice-castelnuovo-di-conza/#comment-2064</link>
		<dc:creator>maria rosaria</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Mar 2008 14:27:39 +0000</pubDate>
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		<description>@ enzo

...&quot;ogni identità è fatta di memoria e oblio. Più che nel passato, va cercata nel suo costante divenire&quot;...

M.Vaime &quot;Eccessi di culture&quot; Einaudi

( io aggiungo che è fatta più di oblio)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ enzo</p>
<p>&#8230;&#8221;ogni identità è fatta di memoria e oblio. Più che nel passato, va cercata nel suo costante divenire&#8221;&#8230;</p>
<p>M.Vaime &#8220;Eccessi di culture&#8221; Einaudi</p>
<p>( io aggiungo che è fatta più di oblio)</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: teoraventura</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/06/tina-ricercatrice-castelnuovo-di-conza/#comment-2047</link>
		<dc:creator>teoraventura</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Mar 2008 11:07:47 +0000</pubDate>
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		<description>Per Maria Rosaria:
come si potrebbe essere in idisaccordo sul fatto che senza gangli politicisti e clientelari il nostro territorio (Irpinia) sarebbe migliore? Tuttavia ci sono segnali importanti, avviati da alcune regioni (Puglia, Basilicata e Sardegna, ne ho parlato in un post precedente), che puntano a far ritornare i giovani che hanno ottenuto una formazione post-universitaria fuori regione, grazie a contributi regionali e progetti preferenziali di inserimento al lavoro. La Campania questo non lo fa.
Sull&#039;importanza delle migrazioni e delle nuove esperienze, niente in contrario, il fatto su cui mi sembra molti interventi concordino è che chi ha visto situazioni diverse altrove, difficilmente torna in Irpinia e prova a lottare per liberare spazi per sè e per gli altri (salvo, forse, alcune lodevoli eccezioni). 
Comunque non vorrei sembrare troppo pessimista o piagnone, l&#039;irpinia ha risorse straordinarie e ci sono alcune sacche di r-esistenza culturale (vedi la Comunità provvisoria).  
Ciao, Maria Rosaria, e in bocca al lupo per il tuo lavoro.

p.s. complimenti a enzo maddaloni per la citazione più che azzeccata.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per Maria Rosaria:<br />
come si potrebbe essere in idisaccordo sul fatto che senza gangli politicisti e clientelari il nostro territorio (Irpinia) sarebbe migliore? Tuttavia ci sono segnali importanti, avviati da alcune regioni (Puglia, Basilicata e Sardegna, ne ho parlato in un post precedente), che puntano a far ritornare i giovani che hanno ottenuto una formazione post-universitaria fuori regione, grazie a contributi regionali e progetti preferenziali di inserimento al lavoro. La Campania questo non lo fa.<br />
Sull&#8217;importanza delle migrazioni e delle nuove esperienze, niente in contrario, il fatto su cui mi sembra molti interventi concordino è che chi ha visto situazioni diverse altrove, difficilmente torna in Irpinia e prova a lottare per liberare spazi per sè e per gli altri (salvo, forse, alcune lodevoli eccezioni).<br />
Comunque non vorrei sembrare troppo pessimista o piagnone, l&#8217;irpinia ha risorse straordinarie e ci sono alcune sacche di r-esistenza culturale (vedi la Comunità provvisoria).<br />
Ciao, Maria Rosaria, e in bocca al lupo per il tuo lavoro.</p>
<p>p.s. complimenti a enzo maddaloni per la citazione più che azzeccata.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Enzo Maddaloni</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/06/tina-ricercatrice-castelnuovo-di-conza/#comment-2035</link>
		<dc:creator>Enzo Maddaloni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Mar 2008 08:44:17 +0000</pubDate>
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		<description>“Gli uomini non sono solo se stessi; essi sono anche l’ambiente in cui sono nati, il focolare della città o della fattoria dove hanno imparato a fare i primi passi, i giochi che hanno rallegrato la loro infanzia , i racconti delle anziani donne che hanno ascoltato , il cibo che hanno mangiato, le scuole che hanno frequentato, gli sport che hanno praticato, i poeti che hanno letto, il Dio che hanno adorato.”

(W. Somerset Maugham , “La Lama Del Rasoio”)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>“Gli uomini non sono solo se stessi; essi sono anche l’ambiente in cui sono nati, il focolare della città o della fattoria dove hanno imparato a fare i primi passi, i giochi che hanno rallegrato la loro infanzia , i racconti delle anziani donne che hanno ascoltato , il cibo che hanno mangiato, le scuole che hanno frequentato, gli sport che hanno praticato, i poeti che hanno letto, il Dio che hanno adorato.”</p>
<p>(W. Somerset Maugham , “La Lama Del Rasoio”)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: HERA-Klescampania</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/06/tina-ricercatrice-castelnuovo-di-conza/#comment-2021</link>
		<dc:creator>HERA-Klescampania</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 21:33:06 +0000</pubDate>
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		<description>A@Tutte/i, 

mi piace il ritorno sul tema dell&#039; emigrazione e l&#039; esperienza di Maria Rosaria.
Ho sempre vissuto fuori, a partire dai miei 28 giorni..e l&#039; ho già detto.
Ma l&#039; esperienza più intima è stata confrontarmi con gli/le intellettuali del Maghreb, dell&#039; Africa nera , del Cile , del Libano e della Palestina che vivevano a Parigi negli anni ottanta.
Tutti avevamo la sensazione di essere stranieri nel paese ospitante...ma anche stranieri nel paese di origine :E-stranei, Barbaros per gli uni e per gli altri.
Tutti, onestamente ed appassionatamente non volevamo rinunciare alla ricerca di essere l&#039; uno e l&#039; altro, forse integrati , ma non assimilati, ma anche portatori di storie e verità e cultura E-stranea.

Con il passare del tempo,  all&#039; inizio degli anni novanta, al mio rientro a Firenze città di partenza, mi sono resa conto che l&#039; esperienza comune dei migranti , sul piano psichico,può essere visto come necessità e metafora dell processo di individuazione, della sperimentazione della vita e del mondo al di fuori e al di là degli schemi  appresi dal collettivo di origine e trasmessi pedissequamente dalla famiglia di origine.

Non sto affermando che tutti gli emigranti si rendono conto della enorme ricchezza insita nell&#039; esperienza del viaggio, quello reale e quello metaforico,nella esperienza di sperimentare qualcosa di diverso da ciò che hanno appreso durante l&#039; infanzia , nella terra di origine.

Sto ragionevolmente proponendo che una parte di essi, soprattutto coloro che ricercano in scienze umane, riconoscono nel viaggio e nella emigrazione stanziale di lunga durata due grandi vantaggi , vorrei dire due grandi risultati : il SINCRETISMO e il processo di INDIVIDUAZIONE.
Due vantaggi che si possono nominare in molti altri modi..vi lascio scegliere quello che più vi aggrada.
Personalmente e per le persone che ho incontrato e che si pongono delle domande,  sento preponderante il processo di individuazione , cioè la lunga maturazione che ti porta a stare bene con te stesso/a e che , in alcuni particolari momenti, porta ad apprezzare sprazzi di pura LIBERTA&#039; dalle istanze del collettivo, cioè della società civilal all&#039; intorno.
Ovviamente , la mia testimonianza porta un sentire ed una comunicazione più intima del tipo: ragazzi, giovani, donne e uomini, non abbiate paura di E-migrare, di partire ad E-splorare nuovi mondi e Con-Frontarvi con essi :bastano 100Km per cominciare a respirare aria nuova e vedere nuovi orizzonti...se poi i Km diventano 1.000/2.000 tanto di guadagnato!
Buon Viaggio Teresa Cella da Firenze, città difficile per gli emigranti interni!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A@Tutte/i, </p>
<p>mi piace il ritorno sul tema dell&#8217; emigrazione e l&#8217; esperienza di Maria Rosaria.<br />
Ho sempre vissuto fuori, a partire dai miei 28 giorni..e l&#8217; ho già detto.<br />
Ma l&#8217; esperienza più intima è stata confrontarmi con gli/le intellettuali del Maghreb, dell&#8217; Africa nera , del Cile , del Libano e della Palestina che vivevano a Parigi negli anni ottanta.<br />
Tutti avevamo la sensazione di essere stranieri nel paese ospitante&#8230;ma anche stranieri nel paese di origine :E-stranei, Barbaros per gli uni e per gli altri.<br />
Tutti, onestamente ed appassionatamente non volevamo rinunciare alla ricerca di essere l&#8217; uno e l&#8217; altro, forse integrati , ma non assimilati, ma anche portatori di storie e verità e cultura E-stranea.</p>
<p>Con il passare del tempo,  all&#8217; inizio degli anni novanta, al mio rientro a Firenze città di partenza, mi sono resa conto che l&#8217; esperienza comune dei migranti , sul piano psichico,può essere visto come necessità e metafora dell processo di individuazione, della sperimentazione della vita e del mondo al di fuori e al di là degli schemi  appresi dal collettivo di origine e trasmessi pedissequamente dalla famiglia di origine.</p>
<p>Non sto affermando che tutti gli emigranti si rendono conto della enorme ricchezza insita nell&#8217; esperienza del viaggio, quello reale e quello metaforico,nella esperienza di sperimentare qualcosa di diverso da ciò che hanno appreso durante l&#8217; infanzia , nella terra di origine.</p>
<p>Sto ragionevolmente proponendo che una parte di essi, soprattutto coloro che ricercano in scienze umane, riconoscono nel viaggio e nella emigrazione stanziale di lunga durata due grandi vantaggi , vorrei dire due grandi risultati : il SINCRETISMO e il processo di INDIVIDUAZIONE.<br />
Due vantaggi che si possono nominare in molti altri modi..vi lascio scegliere quello che più vi aggrada.<br />
Personalmente e per le persone che ho incontrato e che si pongono delle domande,  sento preponderante il processo di individuazione , cioè la lunga maturazione che ti porta a stare bene con te stesso/a e che , in alcuni particolari momenti, porta ad apprezzare sprazzi di pura LIBERTA&#8217; dalle istanze del collettivo, cioè della società civilal all&#8217; intorno.<br />
Ovviamente , la mia testimonianza porta un sentire ed una comunicazione più intima del tipo: ragazzi, giovani, donne e uomini, non abbiate paura di E-migrare, di partire ad E-splorare nuovi mondi e Con-Frontarvi con essi :bastano 100Km per cominciare a respirare aria nuova e vedere nuovi orizzonti&#8230;se poi i Km diventano 1.000/2.000 tanto di guadagnato!<br />
Buon Viaggio Teresa Cella da Firenze, città difficile per gli emigranti interni!</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: maria rosaria</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/06/tina-ricercatrice-castelnuovo-di-conza/#comment-2012</link>
		<dc:creator>maria rosaria</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 17:34:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=482#comment-2012</guid>
		<description>@ teoraventura.............

le migliori energie se ne vanno perchè evidentemente non le si vuole riconoscere e valorizzare.
diciamo le cose come stanno.
le belle energie irpine, e sono tante, sono purtroppo sommerse dalla cattiva politica, non faccio sconti a nessuno.
Figure da penombra che hanno contaminato con falsi valori ed inquinato con giochi vili le nostre comunità.
Il merito non viene riconosciuto, vengono invece premiate le abilità di intessere relazioni sociali con il &#039;don rodrigo&#039; di turno...peccato.
La mediocrità abiterà ancora per parecchio nelle nostre contrade.
Ritornare...me lo chiedo spesso anch&#039;io. Lo farei? Non lo so. Più no che si.

p.s. sono insegnante in un istituto comprensivo della periferia romana, svolgo il ruolo di funzione strumentale per l&#039;intercultura, mi occupo di 300 ragazzi migranti.
Con il dipartimento di linguistica di siena ho collaborato a dei progetti per studiare le inteconnessioni tra integrazione e apprendimento dell&#039;italiano L2.
attualmente mi occupo, a scuola e sul territorio, di integrazione di giovani musulmani.
Lo scorso anno ho svolto uno studio con RomaTre, dipartimento di scienze dell&#039;educazione, sull&#039;islamofobia e sulla rimozione dell&#039;elemento arabo-islamico dalla cultura italiana.
Sono poche cose.
ma avrei potuto fare queste cose dalle nostre parti senza dover bussare da qualcuno?

Tutti i giorni mi relaziono con i migranti, grandi e meno grandi, del territorio dove vivo.
Le migrazioni sono il mio pane quotidiano.
Ti saluto cordialmente.
maria rosaria</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ teoraventura&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.</p>
<p>le migliori energie se ne vanno perchè evidentemente non le si vuole riconoscere e valorizzare.<br />
diciamo le cose come stanno.<br />
le belle energie irpine, e sono tante, sono purtroppo sommerse dalla cattiva politica, non faccio sconti a nessuno.<br />
Figure da penombra che hanno contaminato con falsi valori ed inquinato con giochi vili le nostre comunità.<br />
Il merito non viene riconosciuto, vengono invece premiate le abilità di intessere relazioni sociali con il &#8216;don rodrigo&#8217; di turno&#8230;peccato.<br />
La mediocrità abiterà ancora per parecchio nelle nostre contrade.<br />
Ritornare&#8230;me lo chiedo spesso anch&#8217;io. Lo farei? Non lo so. Più no che si.</p>
<p>p.s. sono insegnante in un istituto comprensivo della periferia romana, svolgo il ruolo di funzione strumentale per l&#8217;intercultura, mi occupo di 300 ragazzi migranti.<br />
Con il dipartimento di linguistica di siena ho collaborato a dei progetti per studiare le inteconnessioni tra integrazione e apprendimento dell&#8217;italiano L2.<br />
attualmente mi occupo, a scuola e sul territorio, di integrazione di giovani musulmani.<br />
Lo scorso anno ho svolto uno studio con RomaTre, dipartimento di scienze dell&#8217;educazione, sull&#8217;islamofobia e sulla rimozione dell&#8217;elemento arabo-islamico dalla cultura italiana.<br />
Sono poche cose.<br />
ma avrei potuto fare queste cose dalle nostre parti senza dover bussare da qualcuno?</p>
<p>Tutti i giorni mi relaziono con i migranti, grandi e meno grandi, del territorio dove vivo.<br />
Le migrazioni sono il mio pane quotidiano.<br />
Ti saluto cordialmente.<br />
maria rosaria</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: roberta</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/06/tina-ricercatrice-castelnuovo-di-conza/#comment-1998</link>
		<dc:creator>roberta</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 14:55:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=482#comment-1998</guid>
		<description>condivido quanto detto da maria rosaria, ma comprendo il senso della posizione di tina e di alfonso. io ho vissuto molto più fuori che in irpinia e non so neanche se questo mio di oggi è un vero ritorno. credo che partire arricchisca, però solo se non significa condannarsi al nomadismo. il rischio è quello di perdere, insieme al radicamento in un territorio, ogni capacità di agire politico. una società di migranti è una società facilmente controllabile. è questo quello che io temo, non solo per la nostra terra. d&#039;altra parte esiste anche un&#039;auto-esclusione rassegnata di chi resta, uno sradicamento dell&#039;anima, che è molto più dannoso dell&#039;allontanamento fisico. spero che questa comunità serva a combattere questo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>condivido quanto detto da maria rosaria, ma comprendo il senso della posizione di tina e di alfonso. io ho vissuto molto più fuori che in irpinia e non so neanche se questo mio di oggi è un vero ritorno. credo che partire arricchisca, però solo se non significa condannarsi al nomadismo. il rischio è quello di perdere, insieme al radicamento in un territorio, ogni capacità di agire politico. una società di migranti è una società facilmente controllabile. è questo quello che io temo, non solo per la nostra terra. d&#8217;altra parte esiste anche un&#8217;auto-esclusione rassegnata di chi resta, uno sradicamento dell&#8217;anima, che è molto più dannoso dell&#8217;allontanamento fisico. spero che questa comunità serva a combattere questo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: teoraventura</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/06/tina-ricercatrice-castelnuovo-di-conza/#comment-1992</link>
		<dc:creator>teoraventura</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Mar 2008 13:12:53 +0000</pubDate>
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		<description>...con queste belle considerazioni. E sono altrettanto contento che si continui a parlare di emigrazione; come dice Maria Rosaria, gli scambi possono essere una ricchezza, ma devono essere equilibrati; noi perdiamo le migliori energie, sistematicamente e senza inversione di tendenza; in entrata si segnalano le badanti e poco altro, che per quanto svolgano un ruolo sempre più utile per i nostri piccoli paesini, mi sembra che non possano essere protagoniste dello sviluppo della ns zona.
Sono una breve considerazione, su questo ci ritornerò quando avrò più tempo.
p.s. Maria Rosaria, hai lavborato a Siena? che dipartimento? e ora di che ti occupi e dove?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;con queste belle considerazioni. E sono altrettanto contento che si continui a parlare di emigrazione; come dice Maria Rosaria, gli scambi possono essere una ricchezza, ma devono essere equilibrati; noi perdiamo le migliori energie, sistematicamente e senza inversione di tendenza; in entrata si segnalano le badanti e poco altro, che per quanto svolgano un ruolo sempre più utile per i nostri piccoli paesini, mi sembra che non possano essere protagoniste dello sviluppo della ns zona.<br />
Sono una breve considerazione, su questo ci ritornerò quando avrò più tempo.<br />
p.s. Maria Rosaria, hai lavborato a Siena? che dipartimento? e ora di che ti occupi e dove?</p>
]]></content:encoded>
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