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comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella

L’Otto Marzo e le Donne

con 53 commenti

Scrivo su invito del cugino Verderosa a parlare di donne in occasione dell’Otto marzo.

Sono sulla scia del vecchio post dedicato all’Irpinia e le donne. Certo invitare un maschilista dichiarato come me a parlare di donne l’otto marzo sulla CP può apparire blasfemo in senso laico in una comunità schierata come la CP. Ma fa parte del mio stile e dello stile dell’apparente pacato cugino Angelo, che immagino adesso stia ridendo come un pazzo sotto i baffi.

Per me novello Teocon maschilista parlare di donne significa esprimere il desiderio di recuperare la valenza mistica del rapporto naturale fra uomo e donna, da tempo ormai calpestata o dimenticata.

Il mistero dell’incontro fra due esseri completamente diversi che, nella diversità, racchiudono il quadro perfetto della Totalità dell’Essere, implica la dichiarazione di un mistero ancora più grosso. Il Mistero della Vita si perpetua sulla Terra grazie al desiderio di un uomo ed una donna di compenetrarsi spiritualmente e carnalmente. È mistero che diventa Progetto Esistenziale e progetto di Salvezza, che non può non acquisire una valenza Trascendente.

Questo per me è l’unico significato vero dell’incontro e della conseguente vicenda fra un uomo ed una donna. La Totalità dell’Essere che si gioca nella vocazione all’Amore incondizionato senza se e senza ma fra due esseri liberi. L’Unione Esclusiva fra due persone diviene quindi la massima espressione della Libertà Umana. Ecco quindi che, come suggeriva Nanosecondo in una mail che mi è giunta, manifesto la mia contrarietà alle celebrazioni per l’otto marzo. Abolirei anche la festa del maschio. Proporrei la festa del fidanzamento e la festa della famiglia. Luogo di libertà e non di chiusura, di formazione e di edificazione di Vita, piuttosto che di scontri ed incomprensione.

Il mio desiderio perverso diviene allora la  Speranza che nell’era della Conflittualità diffusa almeno fra uomo e donna si possa recuperare la dimensione originaria di Armonia, che rappresenta in fondo la prospettiva finale dell’esistenza di ognuno di noi.

 

Written by Antonio Romano

7 Marzo 2008 a 5:16 pm

Pubblicato in Antonio Romano

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53 Risposte

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  1. …progetto di salvezza?!?…
    urgono chiarimenti, pleeeeeeeeeeeeeeeeease…

    maria rosaria

    7 Marzo 2008 alle 5:25 pm

  2. il senso dell’8 marzo non era quello della contrapposizione tra donna e uomo, ma quello della valorizzazione del ruolo pubblico e sociale della donna. così come la metti tu, non c’entra un gran che

    roberta

    7 Marzo 2008 alle 5:54 pm

  3. …già, non c’entra un gran che…su una cosa sono d’accordo, sull’abolizione dell’8 marzo: un giorno solo per festeggiarci e il resto dell’anno per ‘farci la festa’…

    maria rosaria

    7 Marzo 2008 alle 6:12 pm

  4. DONNA

    Nel tuo esserci l’incanto dell’essere,

    La vita, tua storia,

    segnata dal desiderio d’essere

    semplicemente donna!

    Nel tuo corpo ti porti,

    come nessun altro,

    il segreto della vita!

    Nella tua storia

    la macchia dell’indifferenza,

    della discriminazione, dell’oppressione…

    in te l’amore più bello,

    la bellezza più trasparente,

    l’affetto più puro

    che mi fa uomo!

    Eliomar Ribeiro de Souza
    (poeta brasiliano)

    ENZO MADDALONI RICORDA a tutti i comunitari
    L’APPUNTAMENTO DEL 16 MARZO A FLUMERI
    vedi il programma in @ppuntamenti

    enzo maddaloni

    7 Marzo 2008 alle 6:21 pm

  5. visto che siamo in piena sintonia con il post sulla famiglia,
    lanciato da ANTONIO ROMANO -cugino di fascino normanno e di stile sannita-
    ricordo che DOMENICA 9 MARZO al Goleto, alle 16,
    si riunisce il gruppo della PASTORALE FAMILIARE
    dell’Arcidiocesi di s.angelo dei lombardi-conza-nusco-bisaccia
    Ci saremo ad ascoltare, tra tanti altri, io, Alfonso Nannariello e Antonio Luongo.
    Siete tutti invitati.
    angelo verderosa

    comunitario a.v.

    7 Marzo 2008 alle 6:28 pm

  6. Caro Antonio,

    intanto bentornato dalla “vandea” arianese. Spero che l’aria e il vento dell’Alta Irpinia ti faccia bene (scherzo, non ti arrabbiare).

    Poi, che dire? Povero 8 marzo!

    Tra chiesa e famiglia le donne sono proprio messe male!

    Tra un Antonio che reclama la spiritualità sotto le insegne di santa romana chiesa e Angelo e Alfonso che si raccolgono attorno all’ideologia (sempre di santa romana chiesa) della famiglia, le donne possono davvero sentirsi libere e appagate!

    Chissà cosa ne pensano le dirette interessate? E le donne comunitarie?

    Aspetto un pò cosa ne dicono loro, prima di intervenire.

    Con affetto

    Michele Fumagallo

    p.s.: ad Antonio, ma anche ad Angelo e Alfonso, consiglio una lettura davvero illuminante sulla famiglia e sull’orrore egoistico che si annida nella sua ideologia. E’ il vangelo. L’invito, ma con motivazioni opposte, vale anche per le nostre donne.

    micheless

    7 Marzo 2008 alle 9:49 pm

  7. Alle donne della CP una piccolissima selezione della misoginia nella storia.
    .
    “Io moltiplicherò i dolori delle tue gravidanze, tu partorirai nel dolore: La tua bramosia ti spingerà verso tuo marito ed egli dominerà su di te” Genesi;
    ” I genitori, dopo aver abbracciato e baciato la figlia, la lasciarono andare, esortandola ad onorare i suoceri, amare il marito, reggere la famiglia, governare la casa e mostrarsi irreprensibile” Tobia 10, 12-13;
    “E’ stata la donna autrice del peccato per l’uomo, e non l’uomo per la donna” Ambrogio da Milano 397;
    “Tu sei la porta del Demonio, tu per la prima volta hai violato la legge divina” Tertulliano 223 ca.;
    “Se gli uomini potessero vedere ciò che è sotto la pelle, la vista delle donne darebbe loro la nausea…come possiamo desiderare di abbracciare questo sacco di escrementi?” Oddone di Cluny, PL133;
    ” la donna non deve imparare né a leggere né a scrivere, se non per diventare monaca, perché dal leggere e dallo scrivere delle donne molti mali sono venuti” Filippo da Novara, ” Les quatres ages de l’homme;

    Buona Festa della Donna, donne.
    elda

    eldarin

    7 Marzo 2008 alle 11:00 pm

  8. Stasera ho esagerato.
    ho scritto commenti su tre post diversi e siamo al quarto !
    Vi leggo e SICSING-SICSING …resto muta e attonita di fronte alla coloritura mistico-floreale del papa-boy ed ancor più divento incredula di fronte alla deviante deviazione del post verso l’ Inno alla Famiglia.
    Fate pure.
    Domani non festeggio.
    Teresa C.

    HERA-Klescampania

    7 Marzo 2008 alle 11:22 pm

  9. Sono contro le riserve indiane….per me è sempre 8 marzo ….e poi l’8 marzo è una giornata di lutto, di riflessione collettiva sulla condizione delle donne ieri, oggi e domani. Credo che c’è poco da festeggiare semmai da ripensare si!

    E, poi la libertà è un battito d’ali e loro a differenza di noi maschietti sono state sempre farfalle.Per questo prima ho dedicato loro semplicemente una poesia.

    grazie donne.

    nanosecondo

    Enzo Maddaloni

    7 Marzo 2008 alle 11:40 pm

  10. Grazie cugino Angelo per l’invito, ma domenica pomeriggio ho la prima registrazione per il CD che stiamo realizzando….. un progetto musicale di cui parlerò a breve…..
    Aspetto ulteriori commenti….
    a presto

    Antonio Romano

    8 Marzo 2008 alle 12:38 am

  11. C’è ancora molto da lottare per le donne, l’otto marzo ha ancora un profondo senso, al di là dei rametti di mimosa .
    L’8 marzo è davvero una giornata di riflessione collettiva sulla condizione delle donne ieri, oggi e domani. , ma non è un lutto, al contrario deve essere una sfrontata esibizione degli strumenti culturali e morali di cui le donne dispongono per continuare a valorizzare il loro ruolo pubblico e sociale.
    Scrivo questo commento all’una di notte, con in sottofondo un inverosimile (per me) Giuliana Ferrara che a LA7 programma TETRIS dichiara “La legalizzazione dell’aborto favorisce la pratica di una sessualità promiscua ed amorale “ (!!!)
    Il tema dell’abolizione o della modifica della Legge 194 fino al suo completo svuotamento è entrato prepotentemente nel dibattito mediatico e politico di queste ore.-
    Mi sento spiazzato, anni di lotte civili e morali si vogliono cancellare con un colpo di spugna…. Ecco si porta al centro la verità della vita… ma quale vita ? Si antepone una idealistica concezione …( religiosa !? sacrale !? ) al significato della vita reale, quella vissuta sulla pelle delle donne, quella che mette radici nel dolore e nella sofferenza di scelte troppo intime per poter essere di nuovo discusse !
    Ecco… ora comincio a sentire lo spaesamento che ti spiazza e così perdi il tuo oriente…
    Forse le donne… si le donne tutte possono aiutarci a comprendere meglio cosa si vuole di nuovo mettere in discussione…
    Anzi , ciò che non si vuol proprio dibattere ! … chi ha sollevato di nuovo la questione (la chiesa tutta ) e chi ha deciso di fare da grancassa mediatica nel teatrino della politica (Ferrara Giuliano) .. non vogliono neanche parlarne più, ormai unti dal Signore e quindi depositari della verità assoluta…. Vai a http://www.radioradicale.it/ferrara-abortisce-in-diretta-con-pannella-urlata-a-1mat

    Intanto se si vuol avere un’idea di quello che è accaduto qualche giorno fa…

    Giuliano Ferrara rifiuta all’ultimo momento un dibattito sull’aborto con Marco Pannella a Unomattina. Questo il suo comunicato a Pannella:
    “Non sottoporrò alla futilità delle opinioni a confronto” in tv il tema dell’aborto, ne’ con Pannella ne’ con altri: Giuliano Ferrara spiega cosi’ il mancato confronto a ‘Unomattina’ con il leader radicale.
    Caro Pannella questa mattina hai fatto una tremenda scenataccia in tv, a Raiuno, perche’ non ho accettato di discutere con te di aborto. Duilio Giammaria e la sua collega Elisa Ansaldi erano sconcertati dalla tua violenza verbale. Io invece la capivo. Hai dato scandalo perche’ pensavi che io rifiutassi di parlare con te della questione decisiva che ci divide aspramente. Ma non e’ così, e te lo spiego. Io non discuterò della vita umana, come se fosse un’opinione, con alcun candidato in tv. La tv é antiveritativa.
    Un bel mezzo per comunicare, rispettabile e fatto da persone rispettabili, tra cui io stesso fino a ieri. Ma sul ponte di Messina o sull’Ici valgono le opinioni, sulla vita umana e l’amore vale la solitaria e pubblica ricerca della verità.
    Senza fanatismo, io penso di averla trovata, la verità sulla vita umana, e credo che sia giusto non esporla alla futilita’ delle opinioni a confronto. Se le norme non mi consentiranno di esporre, in par condicio con altri candidati, le mie idee sulla strage eugenetica in corso nel mondo, pazienza. Entrerò in clandestinità mediatica. I cittadini hanno il diritto di essere informati sulle idee di chi si candida alle elezioni, ma anche i cittadini hanno un’anima razionale. E le anime razionali possono comunicare tra di loro, liberalmente, anche fuori dalla televisione, se necessario. “
    Elda, forse nuova misoginia da aggiungere alla storia , grazie per i tuoi appunti , Buona Festa delle Donne, a Voi Donne, che sapete amare

    luca battista

    8 Marzo 2008 alle 1:22 am

  12. LA CREAZIONE DEL CIELO

    La Prima Donna dispose le stelle per aiutare la Luna a far luce. Ad una ad una le ordinò per bene, in forma di animali luccicanti appesi alla notte. Ma il Vecchio Coyote irruppe festoso, e sparse le stelle come oggi le vedi.

    (Algonkin Blackfeet tratta da: Canti degli Indiani d’America

    Enzo Maddaloni

    8 Marzo 2008 alle 9:55 am

  13. Care amiche (e cari amici),

    le feste andrebbero tutte abolite dopo il loro “uso iniziale”. Dopo quell’uso infatti subentra sempre la manipolazione opposta e la festa (la sua motivazione originaria, la sua vitalità autentica, eccetera) si capovolge nel contrario. E’ così per tutte le ricorrenze. E’ fatale e non ci si può far niente, tranne sottrarsi alla liturgia e camminare per altre strade, magari a inventare altre feste (autentiche).

    L’8 marzo non sfugge a questa logica, anzi.

    Che dire, tuttavia?

    E’ un otto marzo di attacco all’autonomia femminile da parte dell’unica cultura (maschile) esistente in Italia, quella cattolica.
    E naturalmente non può che essere un attacco “sessuale”. Come sempre. Sul sesso si gioca sempre tutta la partita nell’emancipazione femminile, checché ne dicano le donne stesse.

    Oggi il cavallo di battaglia degli “attaccanti” è l’aborto. Un argomento in cui se ne dicono di cotte e di crude e sempre in termini molto violenti e “innaturali” contro le donne.

    Per la questione specifica rimando a una mia risposta a Giuliano Ferrara quando lanciò la campagna per la moratoria sull’aborto (è sul blog della comunità provvisoria, ma non mi ricordo dove, magari il curatore potrebbe riportarla su questo post). Si va dall’attacco dolce e suadente a quello più radicale e duro, ma tutti convergenti nell’obiettivo di ridimensionare o impedire l’autonomia femminile.

    E’ una campagna insidiosa perchè si avvale, in questo periodo storico di trapasso dove la crisi galoppa ma non trova vie d’uscita, dello sbandamento e dell’ “ingolfamento” in cui siamo precipitati da tempo. E si sa che, quando il senso di morte penetra dentro una società (è il nostro caso, almeno in Occidente, secondo me) tutto diventa possibile. Molti corvi cominciano a svolazzare nel cielo.

    L’autonomia femminile (ma qualsiasi autonomia) è difficile. E’ un gioco di forza e di equilibrio. Per molte (e per molti) è dietro l’angolo la voglia di mollare, di lasciar perdere, di acquattarsi dentro i “meccanismi dati”, i “valori dati”.

    Il controllo della sessualità femminile è da sempre del resto un’ossessione del potere maschile. Lo è, in termini diversi, ancora oggi.

    Che fare, amiche mie?

    Qualche idea polemica, anche “contro” le donne, ce l’avrei.
    Ma preferisco ascoltarle prima, interloquire magari con loro.

    Con affetto

    Michele Fumagallo

    micheless

    8 Marzo 2008 alle 10:54 am

  14. io credo che il grande fraintendimento di questa giornata nasca dal fatto che gli uomini fanno gli auguri alle donne, mentre le donne dovrebbero farseli tra loro. come avviene per tutti i movimenti di emancipazione. è come se confindustria si mettesse a patrocinare le battaglie sindacali. il senso era, e dovrebbe essere oggi più che mai con i ferrara che impazzano, quello di prendersi lo spazio e i diritti che spettano. il senso degli auguri è perseverare nella lotta. ma gli uomini singoli, e spero innanzitutto quelli della comunità, non sono la controparte. la controparte sono la mentalità e i meccanismi di un’organizzazione sociale ancora carente, che tanto gli uomini quanto le donne contribuiscono a perpetuare.
    allora auguri a tutte le donne e a tutti gli uomini di buona volontà…

    p.s. io non credo che la bibbia sia un testo misogino. tutto sommato abbiamo smesso da più di un secolo di leggerla in maniera letterale su tante questioni, perché non dovremmo farlo anche su questa?

    roberta

    8 Marzo 2008 alle 11:12 am

  15. ….è solo un sabato di marzo…….di muliebre c’è l’origine della stessa vita di ciascuno, non solo cromosomi o dna che con strutture differenti sostengono la nostra sensorialità anch’essa differente, diversa dall’essere forse quell’intrigante impossibile utopia (”mistica del rapporto naturale fra uomo e donna…Armonia” come si scrive nel post) donata in ere primigenie e senza devastazioni-deviazioni-conflitti……..a pensarci se questo è solo un sabato di marzo come prima ho scritto allora non è affatto un fuori-tema ciò che il sign.Romano ha segnato nel post….anzi, è un legittimo desiderio….c’è chi dice che sia un giorno di lotta…(un solo giorno?)..se la “lotta” a cui ci si riferisce è quella per riportare sui corpi (tutti) le vesti naturali dell’equilibrio “umano” che li ha persi per strada nel corso delle varie storie personali e collettive scivola attraverso i tempi, il tempo, il tempo dei tempi, allora è un sabato di marzo e di lotta per l’armonia, per l’amore, per il rispetto universale, per le stelle e la poesia, per il lavoro, per le rose e per il pane (l’ordine non è di importanza)………..bene, mi rendo conto che sono troppo seria stamattina, saranno le nuvole, la febbre o il fatto che non mi piacciono molto le mimose :-) …….

    metaphisique

    8 Marzo 2008 alle 11:41 am

  16. 1. chi ha detto “un solo giorno”? 2. la natura dell’uomo è la cultura, che con l’immediatezza della natura data ha poco a che fare 3. la cultura produce la società e nella società si danno inevitabilmente interessi conflittuali. Tutto questo c’entra poco col rapporto personale uomo-donna, che ci auguriamo tutti essere armonico e felice. Il resto è politica (nel senso buono) e nella politica la conciliazione è un danno.
    Michele, dove sei?

    roberta

    8 Marzo 2008 alle 12:43 pm

  17. finitela di deridere il cattolicesimo, trogloditi, pugnalereste vostra mamma alle spalle per un pò di narcisismo

    sergio gioia

    8 Marzo 2008 alle 1:06 pm

  18. capite voi di cattolicesimo come io capisco la fisica nucleare, e non ce l’ho con michele che è persona di livello superiore

    sergio gioia

    8 Marzo 2008 alle 1:13 pm

  19. antonio, continua la tua buona battaglia in questo mondo di superficiali

    sergio gioia

    8 Marzo 2008 alle 1:15 pm

  20. ops, scusa michele, quando ho scritto non c’era il tuo intervento, e neanche quello di luca. per sergio: il cristianesimo e il vangelo non c’entrano niente con tutto questo

    roberta

    8 Marzo 2008 alle 1:20 pm

  21. i commenti lunghi vengono moderati perchè non si usano ancora i profili di accesso
    chi già li ha, li usi
    tutti coloro che vogliono abilitarsi come “collaboratori” del blog scrivano una mail a : enzo.luongo@tin.it
    inserire nella mail : nome, cognome, luogo e data nascita, residenza, codice fiscale, e.mail, eventuale blog o sito
    allegare una foto o un disegno che comparirà a lato dell’avviso commenti

    verderosa

    8 Marzo 2008 alle 1:30 pm

  22. sei tu forse l’interprete autentica del cristianesimo? perchè un professore di matematica è competente nella sua materia e un prete cattolico non dovrebbe esserlo nella sua, e a maggior ragione un pontefice, e di certo più di tutti gli improvvisati teologi che magari non capiscono manco niente del loro specifico campo professionale, figurarsi di cattolicesimo

    sergio gioia

    8 Marzo 2008 alle 1:32 pm

  23. e poi tu avevi parlato con buon senso prima, perchè mi hai replicato?

    sergio gioia

    8 Marzo 2008 alle 1:36 pm

  24. Cara Roberta,

    il conflitto è il sale della democrazia, si diceva una volta. Oggi non si dice più ed è un danno enorme.

    E’ evidente che il conflitto è figlio della natura, non si può togliere. Si può “guidare”. E in effetti una persona di alto valore democratico è quella che sa “guidare” il conflitto, non quella che lo elimina. Chi elimina o vuol eliminare il conflitto mette in atto una manipolazione e una demagogia.

    Per tornare all’8 marzo e alla contraddizione uomo-donna (esiste, cari amici, esiste, altro che armonia!), è evidente che è uno dei conflitti più antichi (e affascinanti, dico io, sperando di non scandalizzare nessuno) nella storia dell’umanità.

    Per parafrasare il vecchio adagio di cui sopra, possiamo quindi dire che il conflitto uomo-donna è il sale della democrazia (e della vita, se mi posso permettere).

    Un conflitto salutare che aiuta le donne a riprendere, o iniziare a prendere, il cammino della propria autonomia, e gli uomini a cambiare, cioè a migliorare e arricchire la propria visione del mondo.

    E anche nel rapporto intimo uomo-donna, cara Roberta, sono convinto che la contraddizione, e il conflitto, tra i sessi aiuta ad avere un rapporto più maturo, più consapevole della sua “fragilità”, dell’essere l’amore un dono (del padreterno?), quindi soggetto ogni istante a finire. E a finire, direi, “grazie a dio”. Perchè non c’è cosa più infantile, soprattutto nell’amore e nell’intimità, dell’ “armonia”, cosa squisitamente astratta, che fa regredire le persone invece che farle maturare.

    Perciò, pur essendo franco di cerimonie, e non amando le ricorrenze ormai svuotate di senso, mi piace oggi, 8 marzo, “festa della donna”, urlare ai quattro venti:

    “Viva il conflitto uomo-donna, viva questa contraddizione, vitale come nessun’altra”.

    Con affetto

    Michele Fumagallo

    micheless

    8 Marzo 2008 alle 3:45 pm

  25. Caro Sergio Gioia,

    una precisazione affettuosa se mi permetti, rimandando un dibattito più vasto sul cattolicesimo ad altra occasione (magari potresti aprirlo tu) perchè non possiamo togliere spazio al dibattito sull’8 marzo.

    Non reagire in modo fanatico alle critiche al cattolicesimo. Cerca di usare la dialettica, altrimenti tutto diventa pesante, “guerresco”.

    La cultura cattolica, ad esempio, è sicuramente una grande cultura, come del resto tutte le altre.

    Se viene criticata, questo è il mio caso, è perchè soprattutto in Italia è cultura (quasi) unica, quindi soggetta a privilegi enormi, quindi soggetta a errori enormi.

    E’ una cuiltura (parlo delle culture profonde e primarie, come in genere sono quelle “religiose”) senza concorrenza, oggi si direbbe senza “mercato”.

    La critica è quindi fondata su di una ragione storica. Non è un puro attacco pregiudizievole.

    Scusami il “pedagogismo”.

    Con affetto
    Michele Fumagallo
    p.s. : prepara un post, magari un po’ più in là, sul cattolicesimo.

    micheless

    8 Marzo 2008 alle 4:12 pm

  26. Sergio non prendertela ma forse la nostra Roberta ignora il Cantico dei Cantici, ed il capitolo 12 dell’Apocalisse. Si intitola ” La Donna ed il Drago” e parla dello scontro finale fra il Bene ed il Male che avrà la Donna vestita di Bianco come estremo difensore della Vita e del Bene.
    Chi non ha Fede non è che esercita un’opzione, ignora completamente il Senso Trascendente della Vita. Tutti i continenti hanno una loro religiosità. Solo l’Europa ha deciso prima di abbattere il Senso Religioso e poi, memore della Disperazione del SuperUomo Nicciano, gira disperata alla ricerca di Senso. Ma l’Utopia Nicciana dell’Uber Mensch è venuta meno, per cui gli atei occidentali hanno sentito l’esigenza di donarsi una religiosità laicista per non indurre i suoi abitanti ad un suicidio collettivo.
    Ma perchè se l’Europa è il Continente delle Rivoluzioni e delle Emancipazioni siamo da sempre da tutti definiti come il Vecchio Continente? Come mai gli altri continenti sono dinamici e gioiosi mentre il nostro è statico e triste? L’unico europeo capace di suscitare emozioni sia se va a Cuba sia se va ad Istambul, sia se va a New York che a Buenos Aires si chiama Pontefice di Roma. L’unico europeo contro cui poi ci si scaglia effettivamente. Ma in Asia o in America ma chi si caca un Nietzche o un Marx, un Lutero o un Odifreddi, un Corrado Augias o un ateo qualsiasi? L’Europa è sempre più autoreferenziale e pensa sempre di essere il centro del mondo…….. L’Europa laicista è un grave imbarazzo non per l’Europa clericale ( che tollera) ma per il mondo intero non europeo che deride.
    Laicisti viaggiate invece di fare i sacerdoti della vostra vuota religione umanitaria….
    Come direbbe Oliviero Toscani imitato da Fiorello: ” Siete Vecchi ma proprio vecchi!”
    Viva il Papa!!!!! Viva Ratzinger unico difensore della vera Identità Europea.

    Antonio Romano

    8 Marzo 2008 alle 6:06 pm

  27. leggo ora il resto dei commenti…..non è nel mio modo di fare ma devo replicare alla domanda 1.Chi ha detto “un solo giorno”?……….cara roberta, non m’importa molto del giorno della donna e lo si sarà capito……..parlavo di un “solo giorno” di lotta per rispetto, amore universale etc.etc………..ed era pura provocazione ovviamente poichè tali valori non sono biologici ma puramente “esistenziali”, non so “cosmici” (diciamo così per semplificare, religiosi o meno all’ascolto) e non c’è un tempo piccolo a sostenerli ma uno immenso che ci sfiora come un vento leggero……….su noi, di donne o di uomini noi siamo rivestiti al momento…… spero di non aver polemizzato, non era assolutamente una mia intenzione, lo ripeto, ma ci tenevo a spiegarti a cosa mi riferivo……per il resto rispondevo al post del sign.Romano così come posto inizialmente……..e allora riferivo su armonia, conflitto etc.etc………..credimi se ti dico che non avrei mai “descritto” così la situazione se non per partecipare ai presenti commenti derivati dal post iniziale, appunto…….

    Metaphisique

    8 Marzo 2008 alle 7:12 pm

  28. una micro risposta per non mettermi troppo in mostra:

    1) per micky: sarò stato un pò impulsivo, senza perdere la lucidità, ma fanatico non credo. comunque grazie per quello che mi hai detto, caro

    2) per antonio: sottoscrivo ogni parola del tuo commento, e ti invio i miei più cordiali saluti, ciao

    sergio gioia

    8 Marzo 2008 alle 7:34 pm

  29. caro antonio,
    ti ringrazio per avermi voluto difendere con sergio facendo appello alla mia ignoranza. semmai la prossima volta che ci vediamo mi spieghi l’apocalisse e pure nietzsche, visto che ci troviamo… :-P
    io credo che la cultura europea sia un patrimonio irrinunciabile, e credo che il cristianesimo faccia parte integrante di questo patrimonio. sono quindici anni che studio queste cose e pure la teologia bibblica. ti invito a non sottovalutare l’importanza del luteranesimo, dal momento che non lo fanno neanche nelle facoltà cattoliche di teologia. per il resto mi piacerebbe confrontarmi con te serenamente su queste questioni, al di là delle polemiche.

    p.s. lo spirito laico non è a sua volta una fede. è una regola dell’interazione che prescrive la sospensione delle prevenzioni. mi auspico con te un sano confronto laico

    roberta

    8 Marzo 2008 alle 8:37 pm

  30. Una breve aggiunta a rinforzo del passaggio di Michele F.:
    ” i conflitti sono il sale della democrazia…
    omissis..non si può togliere.Si può guidare.”

    A livello personale, in chiave endopsichica prima e relazionale poi, i conflitti non si risolvono, non si possono risolvere, non si devono risolvere.

    I conflitti si DIALETTIZZANO, creando movimento e dialogo, prima con se stessi e poi con l’ Altro da sè.
    Il sale della vita si gusta anche verificando il movimento prodotto dal dialogo e l’ uscita dalla palude del mancato riconoscimento .

    Solamente che , sul piano di una discussione comunitaria come quella in corso, il conflitto in questione..che di questo si parla, diventa un dialogo fra sordi.
    Mi ricordo gli svolazzi sul tema della sessualità femminile del mese scorso sul post per l’ I e le donne, i lazzi, i frizzi ed i giudizi.

    Ritrovo alcuni degli stessi bloggers a fare schieramento compatto e trascendentale.
    Vorrei solo dire loro :non attribuitevi i meriti e la difesa della trascendenza ad ogni costo.

    Il SACRO , fare sacrum è qualcosa di ben diverso e non appartiene di diritto alle Istituzioni religiose, compresa la nostra chiesa cattolica.
    L’ esperienza del sacro , dell’ ineffabile e dell’ indicibile è umana ed universale e nessuna istituzione e nessun teo-con può ergersi a proprietario e difensore unico.
    A proposito, in francese teo-con è una parola composta che contiene una parolaccia .

    Per il resto non mi addentro in merito all’ 8 marzo.
    Ci sono stati anni che ho festeggiato .per me oggi è un giorno di memoria di lutto e non intendo motivarlo pubblicamente.
    Buonasera TERESA C.

    HERA-Klescampania

    8 Marzo 2008 alle 8:46 pm

  31. Da una foto.

    8 marzo 1973: esterno giorno: risalendo ‘Mezzocannone’, ritorno dalla sfilata.
    Carrellata di volti, lenta, in risalita;
    si voltano allegre, salutano, ciao;
    “… io sono mia, mia! Mi-ja!” e’ il sonoro di fondo.
    Nessuno lo disse, nessuno parlò.
    Il destino si sarebbe compiuto altrove.
    Altrove rimbomberanno nomi, cose, eventi,
    stazioni, le parole di sole.
    Per anni.
    Vedemmo crescere e morire nostra terramadre:
    Talvolta la visitammo, matti e schivi.
    Giro lo sguardo al sole: cosa daresti per riveder quei denti?
    per risentir quel chiasso?

    Eccolo finalmente il mio 8 marzo.
    Un bel succoso cuore rosso a tutti. EnzoLuongo

    enzlu

    9 Marzo 2008 alle 10:47 am

  32. quelli che chiamate teo-con sono solo cattolici praticanti, questa definizione è solo piena di disprezzo, e riflette una forma di idiozia cognitivo-descritiva

    sergio gioia

    9 Marzo 2008 alle 1:33 pm

  33. leggo che a più riprese si parla di cultura: europea addirittura…
    non posso dilungarmi molto, le culture pensate in questo modo rischiano di diventare un recinto invalicabile e in un passato abbastanza recente hanno alimentato forme di razzismo estreme.
    la cultura europea non esiste come non esiste una identità europea.
    Ratzinger appellandosi ad una presunta identità europea cerca di affermare il primato della chiesa e del cristianesimo e sappiamo benissimo che alla radice della democrazia europea la chiesa non c’è, anzi la chiesa ha fatto di tutto per ostacolarne il cammino.
    Evitando di passare in rassegna le varie stragi di ebrei, valdesi, musulmani, ecc. e riflettendo invece sulle posizioni dell’illuminismo e sui valori e gli ideali della rivoluzione francese le cose dovrebbero risultare abbastanza chiare.
    Se potrà interessare, trascriverò su questo blog, un breve articolo pubblicato su un periodico della chiesa cattolica della seconda metà dell’800 in cui la chiesa si dichiarava preoccupata per l’istituzione di una scuola pubblica aperta a tutti adducendo a motivo di ciò la preoccupazione che una alfabetizzazione di massa avebbre costituito un pericolo per l’ordine sociale e per la pratica religiosa.
    Aggiungo che in un’epoca piuttosto recente don Milani fu allontanato perchè considerato scomodo…
    prima di cominciare a pensare di poter camminare sulle acque sarebbe il caso di riflettere su ciò che è la fede e su cosa sono le religioni.
    Spesso sono cose tra loro estranee.
    La fede è libertà ed appartiene all’intimo dell’animo umano, le religioni sono tentativi di controllo sociale.

    maria rosaria

    9 Marzo 2008 alle 2:56 pm

  34. maria rosaria, tu hai ragione. le culture non devono diventare dei recinti e tanto meno essere comparate in termini valutativi. lungi da me ogni forma di eurocentrismo e ogni ipotesi di “scontro delle civiltà”. uso l’espressione in senso “debole”, ma non per questo rinuncio a riflettere sulla mia storia, che, nel bene o nel male, mi rimanda di necessità al cristianesimo, all’illuminismo, alla rivoluzione francese, come pure alla filosofia greca, all’arte rinascimentale, al diritto romano, etc.
    d’altra parte non credo che una religione si esaurisca nel suo significato, da un lato nelle istituzioni che la rappresentano, dall’altro nella professione di fede individuale.
    credo che il cristianesimo, nella potenza tragica dell’idea di un dio incarnato, che nel momento culminante della sua missione chiede al pardre ragione dell’abbandono, sia un patrimonio di tutti, che si sottrae a ogni monopolizzazione. protesta violenta contro ogni semplificazione dogmatica. come per agostino, come per dostoevskij

    roberta

    9 Marzo 2008 alle 5:03 pm

  35. Cara Maria Rosaria,

    “La fede è libertà ed appartiene all’intimo dell’animo umano, le religioni sono tentativi di controllo sociale”.

    Che bello! Che definizione perfetta!

    Un bacio, anzi dieci, cento, mille baci.

    Grazie, Maria Rosaria

    Con affetto
    Michele Fumagallo

    micheless

    9 Marzo 2008 alle 5:22 pm

  36. grazie , Maria Rosaria.
    Ognuno di noi parla dalla verità della sua storia e della sua cultura.
    grazie per il tuo apporto.

    Non mi dispiace più di tanto per quelli che si offendono e leggono disprezzo mentre non si accorgono del disprezzo e giudizio che seminano.
    é questione di riconoscere l’ altra parte, in un conflitto.

    Teresa C. personalmente e non per HK

    HERA-Klescampania

    9 Marzo 2008 alle 5:42 pm

  37. “la fede è una cosa, le religioni sono un’altra”…che non senso storico!
    la fede è trasmessa dalle religioni, viceversa sarebbe come la fantasia di un alcolizzato

    sergio gioia

    10 Marzo 2008 alle 11:40 am

  38. caro sergio,
    nasce prima la fede, poi le religioni: è uno dei principali assunti antropologici…
    la fede non è trasmessa dalle religioni, le religioni fanno leva sulla fede, la piegano al loro volere, la strumentalizzano a proprio piacimento…
    sento di non appartenere ad alcuna religione, ma questo non implica una mia assenza di spiritualità che è invece abbastanza intensa e profonda.
    non disprezzo chi difende proterviamente (purtroppo) la propria appartenenza religiosa, vorrebbe significare tredici anni di lavoro buttati al vento.
    mi dispiace questa cecità volontaria che inibisce il dialogo e la conoscenza reciproca, che isola se stessi e gli altri.
    peccato che chi si ostina a ritenersi depositario del messaggio del Cristo ne sia poi negli aspetti fondamentali un oppositore.

    maria rosaria

    10 Marzo 2008 alle 3:29 pm

  39. Maria Rosaria, invece di passare documenti del 1800 perchè non pubblichi qualcosa di Giovanni XXIII oppure di Giovanni Paolo II? I laicisti ignorano che anche la Chiesa ha vissuto il ventesimo secolo, con le sue proposte ed i suoi errori, i suoi progetti ed i suoi pentimenti…. Omettere che Giovanni Paolo II ha chiesto perdono agli ebrei, agli africani trasportati in America come schiavi….. è omettere volutamente la realtà. La Chiesa ammette i suoi errori: la tua fede politica non ti porta manco a capire quali siano gli errori del laicismo e dell’ateismo… tanto credete di stare nel giusto………suscitate ilarità sconvolgenti………. Siete dei gran falsificatori ed il vostro capo è il principe di questo mondo……. Vi perdoniamo per questo….. ma convertitevi…. non dico al Cristianesimo che la FEDE è un dono, ma al rigore razionale nella ricerca della verità…… Se odiate tanto la Chiesa perchè non la lottate armi in pugno? Organizzate un bell’attentato al Papa, uccidete un pò di parroci in giro, bruciate le Bibbie in piazza…. Gli increduli tuoi antenati commisero già un grosso delitto attorno all’anno 30…… perchè non vi fate promotori anche della giustezza della morte di Cristo sulla Croce in quanto bestemmiatore? Mah……. spero che il Signore mi dia pazienza ma tanta per ascoltare……..
    Dopo il Padre Nostro si dice fra l’altro: ” Non guardare ai nostri peccati, ma alla Fede della tua Chiesa” Capisci cosa significa? Significa che quel che conta per un cristiano non è non sbagliare, ma avere Fede in Dio che diventa uomo e sacrifica per la salvezza dell’Umanità il Figlio di cui si è voluto compiacere…..

    Direbbe Johnny Deep in Donnie Brasco: ” E che te lo dico a fare….”

    Antonio Romano

    10 Marzo 2008 alle 11:47 pm

  40. Ecco bravo ! Non ce lo dire !
    Non voglio prendere armi in pugno e fare come i fondamentalisti di ogni specie ! Bruciare, uccidere, cancellare !!
    La tolleranza è anche stare a leggere le tue affermazioni, sempre più offensive ! Ma perchè vuoi convertirci e fare proselitismo ?? Ma poi con questi toni ! Ma mica sei sceso dalle caravelle di Cristoforo Colombo per imporci il tuo modello culturale e religioso !
    Ma poi che c’entra questo con l’otto marzo !! Giorno simbolico a supporto della necessità – ancora oggi tutta da affermare – che le donne hanno nel mondo (paesi islamici per esempio) di conquisatre una loro dignità pubblica e sociale !!
    Sono stanco…. rischi di avere l’ultima parola perchè ci prendi per sfinimento !!!
    Credo che forse sia opportuno proporre una sorta di boicottaggio dialettico !!

    luca battista

    11 Marzo 2008 alle 12:44 am

  41. per Antonio.
    Io non odio la Chiesa…ci mancherebba altro…
    Sono per mia natura portata a riflettere, e molto.
    Conosco personalmente don Di Tora, sostengo attraverso un’associazione legata alla caritas, la sua opera a favore dei meno fortunati.
    Conosco persone che sono state vicino a don Andrea Santoro e che oggi continuano la sua missione di conoscenza di comunione e dialogo con le popolazioni del medio oriente.
    Conosco tante persone della chiesa che si rimboccano le maniche senza fare troppe chiacchiere…non c’è bisogno mica di arrivare fino a Giovanni Paolo II, figura unica ed irripetibile…
    Don Milani è un mio importante punto di riferimento professionale…
    Ho conosciuto e stimato padre Lucio…
    Credo che storicamente la chiesa abbia combinato un bel pò di guai che non mi sono certo inventata: basta comprarsi un buon manuale di storia e leggere…
    Non mi disturba la chiesa e non mi disturbano i cattolici, non capisco perchè la ricerca dell’obiettività e delle verità storiche debba dar luogo a tali fraintendimenti.
    Quello che spesso mi disturba, e vale per tutte le religioni, è il voler monopolizzare la fede.
    Il voler per forza di cose concretizzare il bisogno di spiritualità in una prassi religiosa, condensarla in uno scritto, relegarla ad un luogo e ad un certo tipo di rito.
    Ritrovo la mia spiritualità in una chiesa deserta, nella moschea di Roma, nel silenzio di un monastero buddista nella campagna sabina.
    Riflettere sulla spiritualità e sul modo che ognuno ha di viverla: è questo che mi interessa e che dovrebbe avvicinarci e non dividere.
    Cmq apprezzo che tu mi abbia scritto per dirmi la tua opinione in modo diretto.
    Se vuoi, sei mio ospite qui a Roma: potremmo visitare insieme luoghi di intensa spiritualità e poi parlarne serenamente.
    Cordialmente
    Maria Rosaria

    maria rosaria

    11 Marzo 2008 alle 1:15 pm

  42. non c’è niente da fare, dite sempre chi è e chi non è oppositore degli aspetti fondamentali del cristianesimo… i teocon almeno si limitano a distinguere il peccato dal peccatore…

    sergio gioia

    11 Marzo 2008 alle 3:46 pm

  43. …’mbe certo, se rispondete a quel modo…

    maria rosaria

    11 Marzo 2008 alle 4:38 pm

  44. cara maria rosaria, non ti conosco, ma mi piace quello che hai scritto. sono veramente stanca di ferventi procacciatori di discepoli che non perdono occasione di ribadire quanto è grande la loro fede e quanto sono certi di essere nel giusto. mi sento più vicina a chi questo non lo dice. la parola ‘peccato’ mi irrita profondamente. le parole, hanno un peso e di alcuni fardelli io farei fieramente a meno. mi annichilisce chi ha la presunzione di comprendere più di un altro, ma non ho sentimenti per chi addirittura ritiene di vedere nell’animo di un altro.

    Angela

    11 Marzo 2008 alle 7:33 pm

  45. ah ah

    sergio gioia

    11 Marzo 2008 alle 7:51 pm

  46. Che tristezza leggervi !
    Provo a ripetere e sottolineare qualcosa che Maria Rosaria ha ampiamente e pacatamente scritto e descritto.

    L’ esperienza spirituale non ha niente a che fare con la Fede, soprattutto con la fede ad f minuscola forgiata dalle Istituzioni religiose, di qualunque origine eprovenienza.

    L’ esperienza spirituale ha a che fare con il silenzio tra le parole, con l’ esperienza del vuoto fertile e di quel Sacro di cui non si sa come parlare e di cui è inutile anche parlare.

    L’ esperienza spirituale ha a che fare con l’ esercizio e la pratica continua della Compassione , riconoscendo come Maestri anche i nostri migliori nemici.

    L’ esperienza spirituale di ognuno non può essere vissuta come cavallo di battaglia né occasione di giudizio per l’ altro da sè.

    L’ esperienza spirituale non si presta ad appartenenze istituzionali religiose .
    I mistici di tutte le religioni ( e i grandi come don Milani) lo sanno, per questo si com-prendono e rispettano quando si incontrano.

    Nel blog , che pure sta diventando un vero laboratorio di democrazia, ci sono voci RIGIDE di PAURA , proprio sui due temi che stanno occupando codesto post.
    Che tristezza stasera!
    Teresa C. , personalmente buddista di pratica incerta, allieva di Lama Sogyal Rimpoche

    HERA-Klescampania

    11 Marzo 2008 alle 8:09 pm

  47. Cara Maria Rosaria,
    accetto l’invito a Roma. Per me sarebbe un tornare a casa.
    fammi sapere
    gracias

    Antonio Romano

    11 Marzo 2008 alle 9:02 pm

  48. Per Angela:
    Cara Angela, non so chi sei ma vorrei rispondere ad un punto. Manifestare la propria Fede non è una reclame pubblicitaria per vendere un prodotto e procacciarsi più clienti.
    Sarebbe un esercizio mercantile, che indurrebbe il cristiano stesso all’astuzia e all’esercizio della Superbia. Chi qui come altrove cerca di manifestare la Fede ricevuta in dono vuole invitare i fratelli e le sorelle alla riflessione e al confronto. La Verità non la possediamo ma deriva nel credere in Cristo. Difficile a comprendersi? Il cristiano sente poi l’esigenza di lottare per la molteplicità delle sensibilità ma l’unicità della Fede: sconvolgente?
    Vi ricordo che la Chiesa ha vissuto e vive i suoi travagli: ho citato Giovanni Paolo II ( che non sempre ha suscitato in me consenso) per ricordare la necessità che ha avvertito di chiedere perdono per i peccati commessi dalla Chiesa.
    Per Maria Rosaria:
    Ognuno ha i propri referenti in persone di chiesa. Anche chi non crede mi pare giusto!
    Il cristiano oggi lotta non per dire che è più bravo di un altro o è nel vero a differenza di ebrei musulmani o atei. Il Cristiano oggi lotta per una cosa soltanto e basta.
    Lotta per la necessità nella Fede nel Figlio dell’Uomo. Vi lascio con le parole del successore di Pietro.

    Il contenuto centrale del Vangelo è: il Regno di Dio è vicino. Viene posto un termine nel tempo, accade qualcosa di nuovo. E viene richiesta agli uomini una risposta a questo dono: conversione e fede. (…) Si può dire : mentre l’asse della predicazione pre-pasquale di Gesù è l’annuncio del Regno di Dio, il centro della predicazione apostolica post- pasquale è la cristologia.
    (…) Dice il modernista cattolico Alfred Loisy: “ Gesù annunciò il regno di Dio ed venuta la Chiesa” Sono parole da cui traspare sì ironia, ma anche tristezza: invece del tanto atteso regno di Dio, dal mondo nuovo trasformato da Dio stesso, è venuto qualcosa di completamente diverso- una misera cosa!-: la Chiesa. (…) L’idea di fondo è chiara : il Regno di Dio non si trova da qualche parte sulla carta geografica. Non è un regno alla maniera dei regni del mondo; il suo luogo è l’interiorità dell’uomo. Lì cresce e da lì opera.

    Joseph Ratzinger: Gesù di Nazareth

    Antonio Romano

    11 Marzo 2008 alle 9:36 pm

  49. benchè di tanto in tanto ci sia più o meno casualmente qualcosa di vero in quello che dite, purtuttavia l’impianto complessivo, maria rosaria, angela e teresa, è proprio sballato…volevo caritatevolmente spiegarvi perchè, ma poi la vostra saccenteria mi ha convinto che non ne vale la pena

    sergio gioia

    11 Marzo 2008 alle 10:21 pm

  50. caro Antonio,
    come vedi il dialogo intereligioso porta i suoi buoni frutti.
    almeno ci parliamo con toni pacifici…in seguito possiamo anche provare a pregare insieme…ognuno a suo modo…

    maria rosaria

    11 Marzo 2008 alle 11:37 pm

  51. Sergio fai uno sforzo con le donne miscredenti!ahahahahah non mi va di prendere mazzate da solo! ahahahah Donne si scherza! Cara Maria Rosaria, ognuno preghi come vuole….. e chi dice niente… ognuno sia però consapevole che la Verità ci rende liberi e che la Verità esiste…..

    Antonio Romano

    12 Marzo 2008 alle 9:43 am

  52. ottimo…marchese Romano

    sergio gioia

    12 Marzo 2008 alle 3:49 pm

  53. Per Emanuela , da Mantegna a Van Gogh 12/03/08

    Trema
    la tua chiesa
    mentre accoglie
    un Cristo deposto

    Dal cuscino
    Una luce dorata
    Rimbalza
    Sul corpo deposto.
    E lo illumina.

    OGGI, MAM TER
    senza commenti e spiegazioni circonstanziate.
    dal nuovo blog http://matthinelcuore.blogspot.com

    HERA-Klescampania

    12 Marzo 2008 alle 8:01 pm


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