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comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella

La notte, il blog, i post e i suoi commenti (prima parte)

con 3 commenti

falco6.jpgAnche questa volta è arrivata la notte, è la notte di sabato. Un sabato come tanti, la temperatura è 3 gradi, sto girovagando per il paese. Insieme a me jmbo tutto allegro e pimpante, nonostante la sua età. Nell’aria si sente ancora odore di legna bruciata. Con me ho la mia ormai inseparabile reflex, un cavalletto, nelle varie tasche dello zainetto un pezzo di pizza, un libro, un notes due penne, del vino, (quello buono che ancora si può trovare a Cairano) e una decina di biscotti. La passeggiata questa volta sarà lunga, infatti dopo aver percorso la strada che porta verso nord, sono arrivato sino ai “gaggi” passando per la fontana dove i cairanesi fino a qualche decennio fa, si rifornivano di acqua, quando ancora l’acquedotto pugliese non era arrivato anche a Cairano. Quando mi sono fermato alla fontana in “pier la ripa” così chiamano il posto i cairanesi, ho pensato alla storia o leggenda di Tullio Annio Milone che, qui si dice, morì schiacciato da alcune pietre fatte cadere da una donna. Nel frattempo anche se non è una notte ideale scatto alcune fotografie: una panchina con delle sedie, frutto del lavoro degli operai della comunità montana, la strada e un scorcio di paese. Poi sono risalito per il paese percorrendo via Padiglione, via S. Martino sino ad arrivare al punto più alto del paese dove una volta c’era un castello e adesso c’è il bacino dell’acquedotto pugliese. Mi sono seduto a riposare, mi sentivo libero e pensavo al piccolo falco, che ieri si era impigliato, con le sue ali in un cespuglio, io l’ho aiutato a liberarsi e lui rimase lì sulla strada, fissando la mia faccia, guardandomi negli occhi cercando forse di farmi capire la sua gratitudine. Il piccolo falco mi ha fatto ricordare quando, per un breve periodo, in uno dei momenti più belli della mia vita, abitavo a Colle val d’Elsa, avevo diciannove anni. Un giorno dopo essere stato a San Gimignano, a Siena e Monteriggioni dove fotografai per la prima volta un falco. Adesso sono passati quasi trenta di anni ed eccomi qui, a Cairano sul suo cocuzzolo e …………….   

fine prima parte.                                    

Antonio Luongo

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Written by comunitaprovvisoria

8 Marzo 2008 a 8:51 pm

3 Risposte

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  1. caro antonio
    potresti raccogliere queste tue pagine
    come pagine di un diario notturno
    un diario cairanese
    che nessuno immagina si possa poter scrivere
    assuefatti, come si è,
    all’idea che da noi niente possa essere detto
    semplicemente perché
    siamo assuefatti e non riconosciamo
    le cose che ogni giorno vediamo.
    tu sei lo sguardo uovo per vedere ciò
    che è già nei nostri occhi, ma non più colto.
    incolto

    alfonso

    10 Marzo 2008 alle 12:37 pm

  2. Carissimo Antonio complimenti per le tue bellssime foto. Quel falco ti ha riconosciuto!

    renzo marrucci

    9 Settembre 2008 alle 10:26 pm

  3. Carissimo Renzo, non so, se il falco mi ha riconosciuto,
    certo è che ha contribuito a fare di me sempre più un “naturalista”.

    antonioluongo

    9 Settembre 2008 alle 11:05 pm


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