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	<title>Commenti a: La redazione eccezionalmente ripropone</title>
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	<description>comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella</description>
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		<title>Di: micheless</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/08/la-redazione-eccezionalmente-ripropone/#comment-2214</link>
		<dc:creator>micheless</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2008 15:09:47 +0000</pubDate>
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		<description>Ma Alfonso,

cosa vuol dire la contrapposizione &quot;non un&#039;etica sociale, ma un&#039;etica individuale&quot;?
L&#039;etica sociale se è contrapposta a quella individuale non è altro che etica autoritaria. 
La democrazia reale si fonde sul massimo (massimo!) di esaltazione dell&#039;individuo, altrimenti diventa dittatura, o democrazia finta, paternalistica. 

Come fai a pensare che l&#039;autonomia del pensiero coincida con l&#039;anarchia?
Coincide semplicemente con la democrazia. 
In realtà sull&#039; &quot;autonomia&quot;, in qualsiasi campo del vivere civile, si misura tutta la capacità del rapporto democratico ed egualitario tra le persone. 

Con  affetto

Michele Fumagallo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma Alfonso,</p>
<p>cosa vuol dire la contrapposizione &#8220;non un&#8217;etica sociale, ma un&#8217;etica individuale&#8221;?<br />
L&#8217;etica sociale se è contrapposta a quella individuale non è altro che etica autoritaria.<br />
La democrazia reale si fonde sul massimo (massimo!) di esaltazione dell&#8217;individuo, altrimenti diventa dittatura, o democrazia finta, paternalistica. </p>
<p>Come fai a pensare che l&#8217;autonomia del pensiero coincida con l&#8217;anarchia?<br />
Coincide semplicemente con la democrazia.<br />
In realtà sull&#8217; &#8220;autonomia&#8221;, in qualsiasi campo del vivere civile, si misura tutta la capacità del rapporto democratico ed egualitario tra le persone. </p>
<p>Con  affetto</p>
<p>Michele Fumagallo</p>
]]></content:encoded>
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	<item>
		<title>Di: sergio gioia</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/08/la-redazione-eccezionalmente-ripropone/#comment-2212</link>
		<dc:creator>sergio gioia</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2008 14:45:40 +0000</pubDate>
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		<description>molto bene prof. alfonso</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>molto bene prof. alfonso</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: alfonso</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/08/la-redazione-eccezionalmente-ripropone/#comment-2201</link>
		<dc:creator>alfonso</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Mar 2008 07:21:18 +0000</pubDate>
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		<description>EAAP tutto ok! a giorni, però
for sergio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>EAAP tutto ok! a giorni, però<br />
for sergio</p>
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		<title>Di: sergio gioia</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/08/la-redazione-eccezionalmente-ripropone/#comment-2160</link>
		<dc:creator>sergio gioia</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2008 14:36:39 +0000</pubDate>
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		<description>chiedo scusa se sono breve, ma secondo me l&#039;aborto è un omicidio, sempre</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>chiedo scusa se sono breve, ma secondo me l&#8217;aborto è un omicidio, sempre</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: alfonso</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/08/la-redazione-eccezionalmente-ripropone/#comment-2157</link>
		<dc:creator>alfonso</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2008 14:19:33 +0000</pubDate>
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		<description>come che c&#039;entra, tu hai messo in circolo l&#039;idea che democrazia significhi autonomia e quella autonomia del pensiero a me sembrava coincidesse con anarchia e questa con il relativismo del pensiero e la frantumazione del sociale, etica inclusa.
non un&#039;etica sociale, ma un&#039;etica individuale.
non dici tu «a me basta che...»?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>come che c&#8217;entra, tu hai messo in circolo l&#8217;idea che democrazia significhi autonomia e quella autonomia del pensiero a me sembrava coincidesse con anarchia e questa con il relativismo del pensiero e la frantumazione del sociale, etica inclusa.<br />
non un&#8217;etica sociale, ma un&#8217;etica individuale.<br />
non dici tu «a me basta che&#8230;»?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: micheless</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/08/la-redazione-eccezionalmente-ripropone/#comment-2147</link>
		<dc:creator>micheless</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2008 11:23:58 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=491#comment-2147</guid>
		<description>Caro Alfonso,

la discussione su autonomia, democrazia e anarchia (ma che c&#039;entra?), ci porterebbe troppo lontano. Dobbiamo rimandarla.

Quello che invece voglio sottolineare, e che secondo me non si capisce, è il rapporto che la natura ha creato nel caso della nascita delle persone.

Un bambino si forma nella pancia di una persona (una, non due o quaranta). 
Le decisioni spettano alla donna. Nessuno dovrebbe &quot;pretendere&quot; diversamente. 
Invece, come sai, accade tutto il contrario (anche per colpa delle donne stesse, sia chiaro, che esprimono spesso una drammatica &quot;paura della libertà&quot;). Per evidenti ragioni di potere, e di potere maschile.
 
Sulle questioni &quot;spicciole&quot; (procedure abortive, tempi, e quant&#039;altro), citavo la legge vigente nel nostro ordinamento statale (la 194). E&#039; una legge compromissoria col mondo cattolico antiabortista (così nacque) e l&#039;autonomia della donna è ridotta davvero al minimo. Tuttavia è un punto da cui partire, magari per riformarla, ma in senso opposto a quello che chiedono cattolici conservatori e gerachie ecclesiastiche, cioè nel senso di un&#039;accresciuta autonomia di decisione della donna. 

Vedi, caro Alfonso, sulla &quot;democrazia in fieri&quot;, &quot;nascente&quot;, ci sono confusioni e paure ancestrali. Ci si spaventa quando si scopre che ogni democrazia nascente contiene dentro di sé, inevitabilmente, dosi massicce di &quot;dittatura&quot;. E come potrebbe essere altrimenti? Se lo fosse, non sarebbe più &quot;nascente&quot; ma &quot;già nata&quot;.

Come sai, ho affrontato questo discorso anche sul nostro blog, che pullula di persone che ignorano i fondamenti di una democrazia nascente (e la &quot;Comunità provvisoria&quot; è un gruppo in &quot;democrazia nascente&quot;). Per questo vi sono &quot;manipolazioni&quot; continue, tentazioni &quot;autoritarie&quot; continue, eccetera.

Scusami la confusione, ma il rapporto natura-democrazia è complesso. Quindi la discussione continua.

Con affetto
Michele Fumagallo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Alfonso,</p>
<p>la discussione su autonomia, democrazia e anarchia (ma che c&#8217;entra?), ci porterebbe troppo lontano. Dobbiamo rimandarla.</p>
<p>Quello che invece voglio sottolineare, e che secondo me non si capisce, è il rapporto che la natura ha creato nel caso della nascita delle persone.</p>
<p>Un bambino si forma nella pancia di una persona (una, non due o quaranta).<br />
Le decisioni spettano alla donna. Nessuno dovrebbe &#8220;pretendere&#8221; diversamente.<br />
Invece, come sai, accade tutto il contrario (anche per colpa delle donne stesse, sia chiaro, che esprimono spesso una drammatica &#8220;paura della libertà&#8221;). Per evidenti ragioni di potere, e di potere maschile.</p>
<p>Sulle questioni &#8220;spicciole&#8221; (procedure abortive, tempi, e quant&#8217;altro), citavo la legge vigente nel nostro ordinamento statale (la 194). E&#8217; una legge compromissoria col mondo cattolico antiabortista (così nacque) e l&#8217;autonomia della donna è ridotta davvero al minimo. Tuttavia è un punto da cui partire, magari per riformarla, ma in senso opposto a quello che chiedono cattolici conservatori e gerachie ecclesiastiche, cioè nel senso di un&#8217;accresciuta autonomia di decisione della donna. </p>
<p>Vedi, caro Alfonso, sulla &#8220;democrazia in fieri&#8221;, &#8220;nascente&#8221;, ci sono confusioni e paure ancestrali. Ci si spaventa quando si scopre che ogni democrazia nascente contiene dentro di sé, inevitabilmente, dosi massicce di &#8220;dittatura&#8221;. E come potrebbe essere altrimenti? Se lo fosse, non sarebbe più &#8220;nascente&#8221; ma &#8220;già nata&#8221;.</p>
<p>Come sai, ho affrontato questo discorso anche sul nostro blog, che pullula di persone che ignorano i fondamenti di una democrazia nascente (e la &#8220;Comunità provvisoria&#8221; è un gruppo in &#8220;democrazia nascente&#8221;). Per questo vi sono &#8220;manipolazioni&#8221; continue, tentazioni &#8220;autoritarie&#8221; continue, eccetera.</p>
<p>Scusami la confusione, ma il rapporto natura-democrazia è complesso. Quindi la discussione continua.</p>
<p>Con affetto<br />
Michele Fumagallo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: alfonso</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/08/la-redazione-eccezionalmente-ripropone/#comment-2139</link>
		<dc:creator>alfonso</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Mar 2008 07:29:52 +0000</pubDate>
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		<description>differenze tra autonomia, democrazia e anarchia?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>differenze tra autonomia, democrazia e anarchia?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: micheless</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/08/la-redazione-eccezionalmente-ripropone/#comment-2127</link>
		<dc:creator>micheless</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2008 17:41:27 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Alfonso,

&quot;che impariamo a fare&quot;? &quot;che indaghiamo a fare&quot;? &quot;perchè la ricerca&quot;?

Belle domande. Sapessi quante persone se le sono poste.
Io non voglio pormele perchè mi va tutto bene: qualsiasi ricerca, qualsiasi studio, qualsiasi indagine. Ciò che non mi va bene è la &quot;sottomissione&quot; allo studioso, allo scienziato, al ricercatore.

Il punto di vista di cui parlo è quello &quot;autonomo&quot;, non atomizzato. Non fare confusione.
L&#039;autonomia è ovviamente &quot;personale&quot;. Ma senza autonomia personale non si può creare nessun &quot;collettivo&quot; democratico degno di questo nome. Si crea soltanto una massa manipolabile da qualsiasi potere (o qualsiasi &quot;sapiente&quot;). 

L&#039;autonomia è il principio primo di qualsiasi democrazia autentica, reale, non finta.

Ci sarebbe poi da interrogarci sulla differenza che passa tra lo &quot;studio&quot; e la &quot;passione&quot;. 

Io preferisco la seconda come approccio alla realtà, con tutto il rispetto per chi è legato al primo (sempre se, beninteso, riesce ad avere un rapporto egualitario e democratico con tutti senza pretese). 

Con affetto

Michele Fumagallo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Alfonso,</p>
<p>&#8220;che impariamo a fare&#8221;? &#8220;che indaghiamo a fare&#8221;? &#8220;perchè la ricerca&#8221;?</p>
<p>Belle domande. Sapessi quante persone se le sono poste.<br />
Io non voglio pormele perchè mi va tutto bene: qualsiasi ricerca, qualsiasi studio, qualsiasi indagine. Ciò che non mi va bene è la &#8220;sottomissione&#8221; allo studioso, allo scienziato, al ricercatore.</p>
<p>Il punto di vista di cui parlo è quello &#8220;autonomo&#8221;, non atomizzato. Non fare confusione.<br />
L&#8217;autonomia è ovviamente &#8220;personale&#8221;. Ma senza autonomia personale non si può creare nessun &#8220;collettivo&#8221; democratico degno di questo nome. Si crea soltanto una massa manipolabile da qualsiasi potere (o qualsiasi &#8220;sapiente&#8221;). </p>
<p>L&#8217;autonomia è il principio primo di qualsiasi democrazia autentica, reale, non finta.</p>
<p>Ci sarebbe poi da interrogarci sulla differenza che passa tra lo &#8220;studio&#8221; e la &#8220;passione&#8221;. </p>
<p>Io preferisco la seconda come approccio alla realtà, con tutto il rispetto per chi è legato al primo (sempre se, beninteso, riesce ad avere un rapporto egualitario e democratico con tutti senza pretese). </p>
<p>Con affetto</p>
<p>Michele Fumagallo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: alfonso</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/08/la-redazione-eccezionalmente-ripropone/#comment-2121</link>
		<dc:creator>alfonso</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2008 15:56:16 +0000</pubDate>
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		<description>sei più che un caro amico
ma non possiamo farci un&#039;etica personale. dici che non ti interessano i &quot;sapienti&quot;. allora: che impariamo a fare? che indaghiamo a fare? perché la ricerca?
che ci indigniamo a fare, se ognuno può avere il suo punto di vista atomizzato e personale?
un grande ed affettuoso abbraccio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>sei più che un caro amico<br />
ma non possiamo farci un&#8217;etica personale. dici che non ti interessano i &#8220;sapienti&#8221;. allora: che impariamo a fare? che indaghiamo a fare? perché la ricerca?<br />
che ci indigniamo a fare, se ognuno può avere il suo punto di vista atomizzato e personale?<br />
un grande ed affettuoso abbraccio</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: micheless</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/08/la-redazione-eccezionalmente-ripropone/#comment-2119</link>
		<dc:creator>micheless</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2008 15:35:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=491#comment-2119</guid>
		<description>Caro Alfonso,

Alcune questioni riguardo all&#039;aborto.

1) A me non interessa cosa pensano le persone genericamente intese. A me interessa che l&#039;unica persona che ha il potere di generare, cioè la donna, decida nel massimo della libertà possibile e nel massimo dell&#039;autonomia possibile.
Ho cercato di battere il tasto sull&#039;aspetto &quot;dittatoriale&quot; (naturalmente &quot;dittatoriale&quot;), del rapporto donna-nascituro. Non è possibile nessuna &quot;democrazia&quot;, cioè nessuna procedura &quot;democratica&quot; in quel tipo di rapporto. La natura è così. L&#039;ingerenza di chiunque, fosse pure l&#039;uomo con cui la donna ha generato, si può mettere in moto soltanto perchè lo vuole la donna stessa, quindi per &quot;benevolenza&quot; della donna non perchè sia costretta da regole &quot;democratiche&quot;. Tutto naturalmente cambia quando il bambino è nato e il rapporto non è più &quot;a due&quot;, ma comincia il rapporto con la &quot;società&quot;. Lì, la democrazia, cioè le regole &quot;collettive&quot; che investono più persone, diventa &quot;obbligatoria&quot; e il rapporto donna-bambino non più &quot;esclusivo&quot;.
Il mio non è un discorso &quot;ideologico&quot;, è semplicemente un discorso &quot;radicale&quot;, di massima valorizzazione dell&#039;autonomia. Come sai, anche leggendo queste mie note sul blog della Comunità Provvisoria, sono un tenace assertore del concetto di &quot;autonomia&quot; (a partire da quella personale), senza di cui non è possibile nessuna democrazia reale, ma solo una finzione di essa.

2) Per quanto riguarda il &quot;concetto di Persona&quot;, la discussione è aperta, nel senso che è eternamente aperta, e non si può chiudere. Cioè è un mistero dell&#039;esistenza. Il mistero, come sai, è così e non tollera nessuna domanda su di esso. Quando &quot;scatta&quot; la domanda, essa è sì veramente &quot;ideologia&quot;, la più nefasta delle ideologie, perchè cerca di dare risposte a un mistero. Per essere ancora più chiari, visto che amiamo un po&#039; le stesse culture profonde di riferimento, si mette in atto &quot;una ribellione a dio&quot;, e non invece &quot;una sottomissione&quot; come richiederebbe saggiamente qualsiasi mistero dell&#039;esistenza. (Un tale, come sai, suggeriva questa saggezza quando gli uomini si facevano domande troppo profonde, cioè troppo inutili e pericolose: &quot;A dio tutto è possibile, all&#039;uomo non tutto è possibile&quot;).

3) Sull&#039;omicidio riguardo all&#039;aborto, è termine che non mi appartiene quando si discute di una donna. Io non so che termine dare all&#039;&quot;interruzione di gravidanza&quot; (magari interruzione di gravidanza è sufficiente). So che il termine &quot;omicidio&quot;, è un termine ricattatorio, violento, antifemminile (per definizione), usato non a caso dal potere (maschile, in grandissima maggioranza) per condizionare e piegare ai propri voleri (che sono voleri di natura sessuale e di dipendenza sessuale della donna, altro che &quot;difesa della vita&quot;, questa è la mia opinione) la donna. Inoltre è un termine &quot;blasfemo&quot; perchè si arroga il diritto di decidere e dare nome a una cosa che invece è soggetta a interrogativi da sempre. E gli interrogativi (cioè i misteri) si lasciano democraticamente e umilmente &quot;appesi&quot;, senza risolverli, o meglio dando alla donna la scelta di &quot;risolverli&quot;, nel modo in cui ritiene più saggiamente agire.

4) I filosofi, i biologi, e altri &quot;sapienti&quot; chi sono? Io non delego nulla a nessuno. Sono io a decidere sulle cose della vita. L&#039;unica &quot;persona&quot; a cui sono disposto a dare la delega è la natura, altrimenti detta anche padreterno. Lì sono disponibile a fare il gesto della sottomissione, a recitare quella grande preghiera del &quot;senso del limite&quot; che è il Padrenostro (mi piacerebbe discuterne, e magari perchè tu non inizi un post su quella grande &quot;poesia&quot;?). In ogni caso, e visto che ci siamo inoltrati nei testi sacri, ti ricordo che il &quot;figlio del falegname&quot; liquidò con una breve preghiera i &quot;sapienti&quot;: &quot;Signore, ti ringrazio perchè hai rivelato questo ai semplici e lo hai nascosto ai sapienti&quot;. Dunque la conoscenza e la saggezza del mondo è &quot;preclusa&quot; ai sapienti, agli scienziati, agli intellettuali. Gli unici in grado di capire  e &quot;sentire&quot; il mondo sono i semplici. 
Mi piace pensare (ma è davvero la mia idea), per tornare all&#039;aborto, che la donna che deve decidere di una gravidanza contiene in sè tutta la sapienza adatta a quella decisione. 

5) Per tornare, poi, a questioni più spicciole, mi riferisco alla legge 194 che regola l&#039;interruzione di gravidanza in Italia, essa è una legge di assoluto compromesso, dove l&#039;autonomia femminile è al lumicino. Per questo fu allora criticata da molti di noi (parlo della sinistra radicale e comunista). Essa andrebbe riformata in stile almeno &quot;zapatero&quot;. Ma come sai in Italia, sono tutti baciapile della chiesa. Non solo Veltroni, che si cacherebbe sotto al solo pensiero di riformare quella legge nel senso di una scelta femminile veramente autonoma, ma ho qualche dubbio che lo farebbe persino la sinistra &quot;arcobaleno&quot;. 

Continuiamo la discussione

Con  affetto
Michele Fumagallo

p.s. : scrivo molto? Non so, in realtà ti confesso che mi diverto. Mi piace, tra una cosa e l&#039;altra, interrompere con qualche scritto sul blog della Comunità. L&#039;unica cosa che mi dispiace è non poter rivedere come si deve (sono uno lento) la scrittura e quindi sommergere gli amici con un linguaggio abbastanza &quot;sgarrupato&quot;. Mi dispaice, e chiedo scusa a te e agli altri.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Alfonso,</p>
<p>Alcune questioni riguardo all&#8217;aborto.</p>
<p>1) A me non interessa cosa pensano le persone genericamente intese. A me interessa che l&#8217;unica persona che ha il potere di generare, cioè la donna, decida nel massimo della libertà possibile e nel massimo dell&#8217;autonomia possibile.<br />
Ho cercato di battere il tasto sull&#8217;aspetto &#8220;dittatoriale&#8221; (naturalmente &#8220;dittatoriale&#8221;), del rapporto donna-nascituro. Non è possibile nessuna &#8220;democrazia&#8221;, cioè nessuna procedura &#8220;democratica&#8221; in quel tipo di rapporto. La natura è così. L&#8217;ingerenza di chiunque, fosse pure l&#8217;uomo con cui la donna ha generato, si può mettere in moto soltanto perchè lo vuole la donna stessa, quindi per &#8220;benevolenza&#8221; della donna non perchè sia costretta da regole &#8220;democratiche&#8221;. Tutto naturalmente cambia quando il bambino è nato e il rapporto non è più &#8220;a due&#8221;, ma comincia il rapporto con la &#8220;società&#8221;. Lì, la democrazia, cioè le regole &#8220;collettive&#8221; che investono più persone, diventa &#8220;obbligatoria&#8221; e il rapporto donna-bambino non più &#8220;esclusivo&#8221;.<br />
Il mio non è un discorso &#8220;ideologico&#8221;, è semplicemente un discorso &#8220;radicale&#8221;, di massima valorizzazione dell&#8217;autonomia. Come sai, anche leggendo queste mie note sul blog della Comunità Provvisoria, sono un tenace assertore del concetto di &#8220;autonomia&#8221; (a partire da quella personale), senza di cui non è possibile nessuna democrazia reale, ma solo una finzione di essa.</p>
<p>2) Per quanto riguarda il &#8220;concetto di Persona&#8221;, la discussione è aperta, nel senso che è eternamente aperta, e non si può chiudere. Cioè è un mistero dell&#8217;esistenza. Il mistero, come sai, è così e non tollera nessuna domanda su di esso. Quando &#8220;scatta&#8221; la domanda, essa è sì veramente &#8220;ideologia&#8221;, la più nefasta delle ideologie, perchè cerca di dare risposte a un mistero. Per essere ancora più chiari, visto che amiamo un po&#8217; le stesse culture profonde di riferimento, si mette in atto &#8220;una ribellione a dio&#8221;, e non invece &#8220;una sottomissione&#8221; come richiederebbe saggiamente qualsiasi mistero dell&#8217;esistenza. (Un tale, come sai, suggeriva questa saggezza quando gli uomini si facevano domande troppo profonde, cioè troppo inutili e pericolose: &#8220;A dio tutto è possibile, all&#8217;uomo non tutto è possibile&#8221;).</p>
<p>3) Sull&#8217;omicidio riguardo all&#8217;aborto, è termine che non mi appartiene quando si discute di una donna. Io non so che termine dare all&#8217;&#8221;interruzione di gravidanza&#8221; (magari interruzione di gravidanza è sufficiente). So che il termine &#8220;omicidio&#8221;, è un termine ricattatorio, violento, antifemminile (per definizione), usato non a caso dal potere (maschile, in grandissima maggioranza) per condizionare e piegare ai propri voleri (che sono voleri di natura sessuale e di dipendenza sessuale della donna, altro che &#8220;difesa della vita&#8221;, questa è la mia opinione) la donna. Inoltre è un termine &#8220;blasfemo&#8221; perchè si arroga il diritto di decidere e dare nome a una cosa che invece è soggetta a interrogativi da sempre. E gli interrogativi (cioè i misteri) si lasciano democraticamente e umilmente &#8220;appesi&#8221;, senza risolverli, o meglio dando alla donna la scelta di &#8220;risolverli&#8221;, nel modo in cui ritiene più saggiamente agire.</p>
<p>4) I filosofi, i biologi, e altri &#8220;sapienti&#8221; chi sono? Io non delego nulla a nessuno. Sono io a decidere sulle cose della vita. L&#8217;unica &#8220;persona&#8221; a cui sono disposto a dare la delega è la natura, altrimenti detta anche padreterno. Lì sono disponibile a fare il gesto della sottomissione, a recitare quella grande preghiera del &#8220;senso del limite&#8221; che è il Padrenostro (mi piacerebbe discuterne, e magari perchè tu non inizi un post su quella grande &#8220;poesia&#8221;?). In ogni caso, e visto che ci siamo inoltrati nei testi sacri, ti ricordo che il &#8220;figlio del falegname&#8221; liquidò con una breve preghiera i &#8220;sapienti&#8221;: &#8220;Signore, ti ringrazio perchè hai rivelato questo ai semplici e lo hai nascosto ai sapienti&#8221;. Dunque la conoscenza e la saggezza del mondo è &#8220;preclusa&#8221; ai sapienti, agli scienziati, agli intellettuali. Gli unici in grado di capire  e &#8220;sentire&#8221; il mondo sono i semplici.<br />
Mi piace pensare (ma è davvero la mia idea), per tornare all&#8217;aborto, che la donna che deve decidere di una gravidanza contiene in sè tutta la sapienza adatta a quella decisione. </p>
<p>5) Per tornare, poi, a questioni più spicciole, mi riferisco alla legge 194 che regola l&#8217;interruzione di gravidanza in Italia, essa è una legge di assoluto compromesso, dove l&#8217;autonomia femminile è al lumicino. Per questo fu allora criticata da molti di noi (parlo della sinistra radicale e comunista). Essa andrebbe riformata in stile almeno &#8220;zapatero&#8221;. Ma come sai in Italia, sono tutti baciapile della chiesa. Non solo Veltroni, che si cacherebbe sotto al solo pensiero di riformare quella legge nel senso di una scelta femminile veramente autonoma, ma ho qualche dubbio che lo farebbe persino la sinistra &#8220;arcobaleno&#8221;. </p>
<p>Continuiamo la discussione</p>
<p>Con  affetto<br />
Michele Fumagallo</p>
<p>p.s. : scrivo molto? Non so, in realtà ti confesso che mi diverto. Mi piace, tra una cosa e l&#8217;altra, interrompere con qualche scritto sul blog della Comunità. L&#8217;unica cosa che mi dispiace è non poter rivedere come si deve (sono uno lento) la scrittura e quindi sommergere gli amici con un linguaggio abbastanza &#8220;sgarrupato&#8221;. Mi dispaice, e chiedo scusa a te e agli altri.</p>
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