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	<title>Commenti a: TETES de BOIS</title>
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	<description>comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella</description>
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		<title>Di: micheless</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/12/tetes-de-bois/#comment-2241</link>
		<dc:creator>micheless</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 22:50:06 +0000</pubDate>
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		<description>Maria Rosaria, tesoro, 

io cercavo di portare l&#039;attenzione su di una arretratezza che non esiste, non è mai esistita nei termini in cui si discute spesso di questo argomento. Volevo dire che il nostro territorio ha attraversato sempre la modernità.  Non volevo certo dire che la politica culturale è qui molto avanzata. Tutt&#039;altro, è invece, soprattutto oggi, banale e &quot;reazionaria&quot; come e più che altrove.

Il problema è in parte quello che descrivi tu (organizzazione per pochi, effimera, poco spazio ai giovani, eccetera), in parte pesa invece il &quot;dominio&quot; di un ceto piccolo borghese che ragiona secondo i propri ritmi e interessi, certamente antipopolari, visti i risultati. 

Per un discorso più approfondito, però, dovremmo scendere non solo nella linea della politica culturale delle istituzioni, ma soprattutto nel merito delle manifestazioni stesse.
Spero che lo facciamo la prossima volta.

Con  affetto
Michele Fuamgallo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Maria Rosaria, tesoro, </p>
<p>io cercavo di portare l&#8217;attenzione su di una arretratezza che non esiste, non è mai esistita nei termini in cui si discute spesso di questo argomento. Volevo dire che il nostro territorio ha attraversato sempre la modernità.  Non volevo certo dire che la politica culturale è qui molto avanzata. Tutt&#8217;altro, è invece, soprattutto oggi, banale e &#8220;reazionaria&#8221; come e più che altrove.</p>
<p>Il problema è in parte quello che descrivi tu (organizzazione per pochi, effimera, poco spazio ai giovani, eccetera), in parte pesa invece il &#8220;dominio&#8221; di un ceto piccolo borghese che ragiona secondo i propri ritmi e interessi, certamente antipopolari, visti i risultati. </p>
<p>Per un discorso più approfondito, però, dovremmo scendere non solo nella linea della politica culturale delle istituzioni, ma soprattutto nel merito delle manifestazioni stesse.<br />
Spero che lo facciamo la prossima volta.</p>
<p>Con  affetto<br />
Michele Fuamgallo</p>
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		<title>Di: maria rosaria</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/12/tetes-de-bois/#comment-2239</link>
		<dc:creator>maria rosaria</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 18:28:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=515#comment-2239</guid>
		<description>caro Michele,
io vorrei soffermarmi invece sulle inconsistenze di certe operazioni &#039;culturali&#039; che hanno avuto luogo e che avvengono nel nostro territorio.
Spesso si nota una certa mancanza di contenuto, si organizza un contenitore dove ognuno può progettare un certo tipo di profitto che può essere di tipo ricreativo, economico o narcisistico, il tutto non si traduce in un modo particolare di sentire e di pensare esteso a un numero non ristretto di persone ( a cosa dovrebbero servire degli eventi &#039;culturali&#039;?) ma in un sottotipo di indotto di non si sa che, che dura lo spazio di un fine settimana dove a trarne giovamento, sono  pochi.
E così non si contribuisce a creare una nuova consapevolezza, una nuova sensibilità, che sono i presupposti fondamentali per una qualsiasi forma di rinascita. 
Il problema è cercare dei veri contenuti e fare in modo che non siano i soliti pochi noti a fruirne, ogni cosa pensata dovrebbe avere lo scopo di essere recepita dal maggior numero possibile di persone, non deve essere una cosa che dura lo spazio di una sera,  deve essere un qualcosa che stimoli, che avvii una forma di riflessione , deve essere socializzata, aperta,  dovrebbe concorrere a far si che si formi anche se solo in &#039;nuce&#039; una nuova sensibilità. 
Un po&#039; più di &#039;manovalanza&#039; e meno &#039;contemplazione intellettiva&#039;: è questo che serve.
Nel post della montagna non ricordo se elda o qualcun altro parlavano del forte disagio non solo giovanile: la nuova forza per l&#039;irpinia sono i giovani di cui purtroppo si parla molto poco.
La bellezza dell&#039;irpinia appartiene a loro, il compito di una comunità adulta dovrebbe essere rimuovere le patine, le muffe e le escrescenze che con gli anni si sono accumulate.
Si riuscirà mai a pensare in questo modo? Si sarà mai capaci di spostare i termini temporali della &#039;questione irpina&#039; ad una generazione più avanti? O saremo costretti a vederci vittime di progetti sempre a breve scadenza?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>caro Michele,<br />
io vorrei soffermarmi invece sulle inconsistenze di certe operazioni &#8216;culturali&#8217; che hanno avuto luogo e che avvengono nel nostro territorio.<br />
Spesso si nota una certa mancanza di contenuto, si organizza un contenitore dove ognuno può progettare un certo tipo di profitto che può essere di tipo ricreativo, economico o narcisistico, il tutto non si traduce in un modo particolare di sentire e di pensare esteso a un numero non ristretto di persone ( a cosa dovrebbero servire degli eventi &#8216;culturali&#8217;?) ma in un sottotipo di indotto di non si sa che, che dura lo spazio di un fine settimana dove a trarne giovamento, sono  pochi.<br />
E così non si contribuisce a creare una nuova consapevolezza, una nuova sensibilità, che sono i presupposti fondamentali per una qualsiasi forma di rinascita.<br />
Il problema è cercare dei veri contenuti e fare in modo che non siano i soliti pochi noti a fruirne, ogni cosa pensata dovrebbe avere lo scopo di essere recepita dal maggior numero possibile di persone, non deve essere una cosa che dura lo spazio di una sera,  deve essere un qualcosa che stimoli, che avvii una forma di riflessione , deve essere socializzata, aperta,  dovrebbe concorrere a far si che si formi anche se solo in &#8216;nuce&#8217; una nuova sensibilità.<br />
Un po&#8217; più di &#8216;manovalanza&#8217; e meno &#8216;contemplazione intellettiva&#8217;: è questo che serve.<br />
Nel post della montagna non ricordo se elda o qualcun altro parlavano del forte disagio non solo giovanile: la nuova forza per l&#8217;irpinia sono i giovani di cui purtroppo si parla molto poco.<br />
La bellezza dell&#8217;irpinia appartiene a loro, il compito di una comunità adulta dovrebbe essere rimuovere le patine, le muffe e le escrescenze che con gli anni si sono accumulate.<br />
Si riuscirà mai a pensare in questo modo? Si sarà mai capaci di spostare i termini temporali della &#8216;questione irpina&#8217; ad una generazione più avanti? O saremo costretti a vederci vittime di progetti sempre a breve scadenza?</p>
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		<title>Di: maria rosaria</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/12/tetes-de-bois/#comment-2234</link>
		<dc:creator>maria rosaria</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 14:30:41 +0000</pubDate>
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		<description>io lo leggo tutti i giorni...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>io lo leggo tutti i giorni&#8230;</p>
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		<title>Di: Blog Cinema &#187; TETES de BOIS</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/12/tetes-de-bois/#comment-2231</link>
		<dc:creator>Blog Cinema &#187; TETES de BOIS</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 13:21:56 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Jan: [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Jan: [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: micheless</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/12/tetes-de-bois/#comment-2226</link>
		<dc:creator>micheless</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 09:41:36 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Francesco t.,

i Tetes des Bois, se è per questo, sono già stati anche ad Avellino.
E anche gruppi musicali , come posso dire, &quot;superiori&quot;.

Ma, scusatemi, amici, se la butto sempre in &quot;sentenze&quot;: qualsiasi cultura e di qualsiasi tipo è passata non solo ad Avellino, ma anche in Alta Irpinia. E ovunque nel sud.

Non ci sono luoghi &quot;arretrati&quot;, amci miei.
E&#039; una leggenda fatta circolare ad arte da imbroglioni di vario tipo. Non a caso si nasconde la realtà del passato. Per giustificare la propria arretratezza oggi. Lo fanno in tanti.

E, ti assicuro, è una cosa davvero irritante.

Vuoi qualche esempio?

Negli anni 50 del secolo scorso Camillo Marino e Giacomo D&#039;onofrio misero in piedi un festival cinematografico chiamato &quot;Laceno d&#039;oro&quot;. Un festival, sia chiaro, di impostazione &quot;passatista&quot; già allora, discutibile e &quot;arretrato&quot; già allora (e la rivalutazione fattane da alcuni amici anni dopo è semplicemente un&#039;altra operazione &quot;reazionaria&quot;). Tuttavia passarono per quel festival molti nomi e molti film.
Ebbene, anni dopo, continuo con l&#039;esempio, un altro festival, quello di Mirabella Eclano, &quot;Scrivere il cinema&quot; (altra operazione superficiale e &quot;arretrata&quot;), portò moltissimi nomi, di tutti i tipi (da Franco Nero a Werner Herzog). Sapete quale fu il leit motiv di quel festival? Questo: vedete chi vieni qui, cosa siamo stati capaci di fare in una terra così povera, eccetera eccetera? Naturalmente non era vero perchè già altri prima avevano fatto la stessa cosa e anche di più.
Ancora con l&#039;esempio: anni dopo il festival Leone di Torella dei Lombardi porta altri ospiti (tra parentesi ci sarebbe molto da discutere su rassegne dove si punta in modo massiccio sugli ospiti) e sempre con la stessa tiritera. Vedi chi viene a Torella?, Quando mai è accaduto questo prima? E&#039; un ritornello che non fanno solo gli sprovveduti o furbetti ( scusatemi) torellesi, ma fa lo stesso direttore artistico, il &quot;cosmopolita&quot; Gianni Minà, che non dovrebbe essere così sprovveduto.

Caro Francesco, funziona sempre così da tempo nel nostro territorio. Quando si fa qualcosa, ognuno pensa di essere stato il primo. E&#039; un&#039;operazione pericolosa perchè nasconde una sostanziale &quot;reazione&quot; sotto una finzione di &quot;novità&quot;.

Gli esempi che ho portato sopra sono solo alcuni, te ne potrei citare a decine, dalla questione anni 70 Sant&#039;Andrea-teatro (su cui spero torrneremo anche come Comunità Provvisoria), alle rassegne musicali e cinematografiche di vario tipo negli anni 80 e anche prima (Nusco, tra gli altri), al jazz (ultimo quello di alcuni comuni altirpini). Al centro della poesia europea &quot;Altura&quot; di Bisaccia, che ebbe proprio in Franco Arminio un promotore (chi scrive si ritagliò, se posso permettermi di dirlo, uno spazio politico in quell&#039;impegno), una manifestazione ricca di incontri di alto livello, fallita nel suo progetto di struttura forte, una cosa su cui bisognerà ritornare (anche come Comunità Provvisoria, secondo me).

Ti racconto queste cose perchè bisogna stare attenti ai finti &quot;progressisti&quot; (siamo al sud, territorio di trasformismo e &quot;imbroglio&quot;), a quelli che scoprono l&#039;ombrello, che cancellano il passato per presentarsi come &quot;novità&quot;. In genere sono sempre portatori di &quot;reazione&quot; o, che è peggio, di &quot;finto progresso&quot;.

p.s. : su ciò che scrivo su &quot;Il Manifesto&quot; non ti preoccupare perchè non perdi niente. E non solo perchè da otto anni ho smesso di scrivere di cronaca e quindi scrivo pochissimo (solo di cultura e rassegne con qualche perlustrazione in alcune &quot;storie&quot;), ma anche perchè il giornalismo (tutto, senza eccezioni) è davvero nella stessa crisi epocale di altri poteri. Tutti gli organismi &quot;vecchi&quot;, anche quando hanno ancora qualcosa da esprimere, sono in preda a &quot;malattia mortale&quot;. Nessun organismo del passato ha dentro di sè i germi per il futuro. Davvero occorre costruire qualcosa (molte cose) di nuovo. Questa è la sfida che abbiamo davanti oggi, in un&#039;epoca di trapasso.

Scusami la confusione.

A presto
Michele Fumagallo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Francesco t.,</p>
<p>i Tetes des Bois, se è per questo, sono già stati anche ad Avellino.<br />
E anche gruppi musicali , come posso dire, &#8220;superiori&#8221;.</p>
<p>Ma, scusatemi, amici, se la butto sempre in &#8220;sentenze&#8221;: qualsiasi cultura e di qualsiasi tipo è passata non solo ad Avellino, ma anche in Alta Irpinia. E ovunque nel sud.</p>
<p>Non ci sono luoghi &#8220;arretrati&#8221;, amci miei.<br />
E&#8217; una leggenda fatta circolare ad arte da imbroglioni di vario tipo. Non a caso si nasconde la realtà del passato. Per giustificare la propria arretratezza oggi. Lo fanno in tanti.</p>
<p>E, ti assicuro, è una cosa davvero irritante.</p>
<p>Vuoi qualche esempio?</p>
<p>Negli anni 50 del secolo scorso Camillo Marino e Giacomo D&#8217;onofrio misero in piedi un festival cinematografico chiamato &#8220;Laceno d&#8217;oro&#8221;. Un festival, sia chiaro, di impostazione &#8220;passatista&#8221; già allora, discutibile e &#8220;arretrato&#8221; già allora (e la rivalutazione fattane da alcuni amici anni dopo è semplicemente un&#8217;altra operazione &#8220;reazionaria&#8221;). Tuttavia passarono per quel festival molti nomi e molti film.<br />
Ebbene, anni dopo, continuo con l&#8217;esempio, un altro festival, quello di Mirabella Eclano, &#8220;Scrivere il cinema&#8221; (altra operazione superficiale e &#8220;arretrata&#8221;), portò moltissimi nomi, di tutti i tipi (da Franco Nero a Werner Herzog). Sapete quale fu il leit motiv di quel festival? Questo: vedete chi vieni qui, cosa siamo stati capaci di fare in una terra così povera, eccetera eccetera? Naturalmente non era vero perchè già altri prima avevano fatto la stessa cosa e anche di più.<br />
Ancora con l&#8217;esempio: anni dopo il festival Leone di Torella dei Lombardi porta altri ospiti (tra parentesi ci sarebbe molto da discutere su rassegne dove si punta in modo massiccio sugli ospiti) e sempre con la stessa tiritera. Vedi chi viene a Torella?, Quando mai è accaduto questo prima? E&#8217; un ritornello che non fanno solo gli sprovveduti o furbetti ( scusatemi) torellesi, ma fa lo stesso direttore artistico, il &#8220;cosmopolita&#8221; Gianni Minà, che non dovrebbe essere così sprovveduto.</p>
<p>Caro Francesco, funziona sempre così da tempo nel nostro territorio. Quando si fa qualcosa, ognuno pensa di essere stato il primo. E&#8217; un&#8217;operazione pericolosa perchè nasconde una sostanziale &#8220;reazione&#8221; sotto una finzione di &#8220;novità&#8221;.</p>
<p>Gli esempi che ho portato sopra sono solo alcuni, te ne potrei citare a decine, dalla questione anni 70 Sant&#8217;Andrea-teatro (su cui spero torrneremo anche come Comunità Provvisoria), alle rassegne musicali e cinematografiche di vario tipo negli anni 80 e anche prima (Nusco, tra gli altri), al jazz (ultimo quello di alcuni comuni altirpini). Al centro della poesia europea &#8220;Altura&#8221; di Bisaccia, che ebbe proprio in Franco Arminio un promotore (chi scrive si ritagliò, se posso permettermi di dirlo, uno spazio politico in quell&#8217;impegno), una manifestazione ricca di incontri di alto livello, fallita nel suo progetto di struttura forte, una cosa su cui bisognerà ritornare (anche come Comunità Provvisoria, secondo me).</p>
<p>Ti racconto queste cose perchè bisogna stare attenti ai finti &#8220;progressisti&#8221; (siamo al sud, territorio di trasformismo e &#8220;imbroglio&#8221;), a quelli che scoprono l&#8217;ombrello, che cancellano il passato per presentarsi come &#8220;novità&#8221;. In genere sono sempre portatori di &#8220;reazione&#8221; o, che è peggio, di &#8220;finto progresso&#8221;.</p>
<p>p.s. : su ciò che scrivo su &#8220;Il Manifesto&#8221; non ti preoccupare perchè non perdi niente. E non solo perchè da otto anni ho smesso di scrivere di cronaca e quindi scrivo pochissimo (solo di cultura e rassegne con qualche perlustrazione in alcune &#8220;storie&#8221;), ma anche perchè il giornalismo (tutto, senza eccezioni) è davvero nella stessa crisi epocale di altri poteri. Tutti gli organismi &#8220;vecchi&#8221;, anche quando hanno ancora qualcosa da esprimere, sono in preda a &#8220;malattia mortale&#8221;. Nessun organismo del passato ha dentro di sè i germi per il futuro. Davvero occorre costruire qualcosa (molte cose) di nuovo. Questa è la sfida che abbiamo davanti oggi, in un&#8217;epoca di trapasso.</p>
<p>Scusami la confusione.</p>
<p>A presto<br />
Michele Fumagallo</p>
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		<title>Di: francesco t.</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/12/tetes-de-bois/#comment-2225</link>
		<dc:creator>francesco t.</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2008 07:51:22 +0000</pubDate>
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		<description>michele sei una preziosa risorsa per il municipio dell&#039;IRPINIA
ancora di più per la comunità provvisoria
chi avrebbe mai saputo che i tetes de bois fossero passati per melfi ?
la prossima volta avvisaci per tempo
sul blog
perchè il manifesto lo si legge in pochi
francesco</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>michele sei una preziosa risorsa per il municipio dell&#8217;IRPINIA<br />
ancora di più per la comunità provvisoria<br />
chi avrebbe mai saputo che i tetes de bois fossero passati per melfi ?<br />
la prossima volta avvisaci per tempo<br />
sul blog<br />
perchè il manifesto lo si legge in pochi<br />
francesco</p>
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