Se un giorno di marzo a Bisaccia…..
Domenica parlerò per la prima volta nel mio paese come rappresentante di un partito. Parlerò nella curiosa situazione di un candidato che ha la certezza di non essere eletto. È una condizione in fondo naturale per uno che scrive. Nella vita in realtà non si viene mai eletti, si passa semplicemente da una sconfitta all’altra. Ci si libera del peso di una sconfitta per passare al peso della sconfitta successiva. C’è qualcosa di irrimediabilmente penoso se guardiamo le vicende della nostra vita da un angolo stretto, dal buco che portiamo dentro e che non riusciremo mai a colmare. D’altra parte c’è da rendere omaggio ogni giorno alla gloria di essere al mondo insieme agli altri. Viviamo in una terra assai poco lieve. Terra ventosa e cupa. Alle asprezze del clima corrisponde il teatro dell’accidia e del rancore che ogni giorno si allestisce nelle nostre contrade.
Adesso, però, comincia a spirare un venticello nuovo, un’aria che allarga i pensieri, che li muove verso una comunità provvisoria, ma decisa a coniugare il computer e il pero selvatico, la passione per la bellezza e per una politica che sappia andare dietro il paesaggio.
Venite a farmi compagnia. Venite a passeggiare sotto le pale, venite a raccogliere il silenzio e la luce nella fabbrica del vento e del pane.
arminio17@gmail.com
..ti regalo una poesia, poetaBiopoliticus.
Amore Gratuito
Ho affidato al vento le mie parole
Ti amo senza verità nascoste
Ma, le mie mani restavano vuote
Così le ho affidate al mio aquilone
E, dal cielo è scesa la rugiada
Ho scoperto così
L’amore gratuito
Le mie mani sono ancora vuote
Ma, il mio cuore è nutrito dalla tua gioia
Per questo voglio insegnarti
A far volare gli aquiloni
Il nostro cerchio Non si chiude
Si apre al bello
Alla bellezza della pioggia
Che inaffierà la nostra terra
Di una goccia di rugiada
Che scendendo dal cielo
Si posa su una foglia ingiallita.
E, accarezzandola, gli dice
Abbi il coraggio delle tue imperfezioni
E, solo così scopri
L’amore gratuito
Donando
Semplicemente
Un sorriso
poeta innamorato dell’irpinia: Nanosecondo
Enzo Maddaloni
14 Marzo 2008 alle 10:31 am
Caro Franco,
no, non penso che nella vita si passi da una sconfitta ad un’altra.
Il concetto di vittoria e di sconfitta è assolutamente da rivedere. E’ un concetto falso, perchè prigioniero del linguaggio burocratico (e ipocrita) del potere. Ed è un concetto autoritario e integralista. Infatti viene sempre coniugato al singolare. Si dice “la vittoria” oppure “la sconfitta”, senza neanche scendere nel merito e precisare. E’ la spia del gioco truccato che c’è in ogni competizione “guidata” dal potere.
E infatti “la vittoria” e “la sconfitta” semplicemente “non esistono”.
Perché nella vita, invece, esistono solo “le vittorie” e “le sconfitte”.
Sembra un gioco di parole, invece il trucco è tutto lì. Nell’uso del singolare c’è una delle truffe più autoritarie che siano state mai concepite dal potere.
E’ la truffa di presentare “il potere” come un punto (un solo punto) da raggiungere.
Le cose non hanno mai funzionato così, figuriamoci oggi, nella società complessa che ci ritroviamo!
Quante volte, nella mia vita di comunista e di oppositore, ho sentito una frase del genere: non abbiamo mai vinto.
Che stronzata! Che infantilismo! Che “subalternità”!
A nulla serviva ricordare le infinite vittorie del movimento operaio, tutti invece erano concentrati su un “punto” (che coincideva sempre, guarda caso, con le elelzioni e magari una presidenza del consiglio).
“Lavi la capu a lu ciucciu” era una bella espressione popolare della mia infanzia in quel di Nusco. Ed era azzeccata per simili ragionamenti e comportamenti.
Se ci sforziamo, ognuno per quel che gli compete e con le idee che si porta dentro, di svelare ciò che c’è dietro i concetti di vittoria e di sconfitta, facciamo un’operazione di verità straordinaria e apriamo una strada nuova all’approccio alla realtà (e al potere).
Con affetto
Michele Fumagallo
micheless
14 Marzo 2008 alle 12:49 pm
caro michele
capisco quel che dici.
io non mi riferivo alla vittoria o alla sconfitta elettorale.
mi riferivo alle tante morti provvisorie che ci accompagnano prima di quella definitiva
f.a.
armin
14 Marzo 2008 alle 1:03 pm
Caro Franco,
ma è ovvio che capisco quel che scrivi.
I miei sono anche pretesti per dialogare e per aggiungere qualche contributo al dibattito su questo blog della Comunità Provvisoria.
Con affetto
Michele Fumagallo
micheless
14 Marzo 2008 alle 3:26 pm
capisco anche questo.
mi pare che la qualità degli interventi meriterebbe più commenti. mi pare che molti facciano resistenza alla bellezza che stiamo producendo. in fondo la routine mediocre diventa un nido e noi questo nido dobbiiamo sfasciarlo.
armin
14 Marzo 2008 alle 8:15 pm
carissimo amico
da sconfitta a sconfitta
secondo sartre
è l’essenza della poesia
:)
alfonso
15 Marzo 2008 alle 8:54 am
Carissimo BioArminicus,
“Se accade che il clamore del mondo soffochi la nostra voce interiore, vuol dire che è giunto il momento della lotta: dobbiamo risvegliare il guerriero della luce che dorme in ciascuno di noi e intraprendere un cammino disseminato di lusinghe e tentazioni, un sentiero in cui ogni passo può nascondere le insidie di un intero labirinto, un percorso dove la vittoria ha il medesimo volto della sconfitta.
Ma chi può soccorrerci nei momenti di difficoltà? Quali parole dobbiamo ascoltare tra le miriadi che ci rimbombano nelle orecchie? Possiamo davvero condividere con gli altri i sogni e i rimpianti?” (tratto da Il manuale del Guerriero della Luce di Paulo Coehlo).
la parola magica è: Uacc Uaa!
Nanosecondo
Enzo Maddaloni
15 Marzo 2008 alle 12:09 pm
ops dimenticavo ……sempre più spesso ci sentiamo tristi e ci chiediamo siamo soli? Ma chi siamo veramente ……..ieri ho fatto un giro con la mia moto sotto le pale. Il vento le faceva girare abbastanza forti e con la mia moto ad un certo punto ho sbandato su fianco e una Pala mi stava tranciando un orecchio. E’ uscito un sacco di sangue. Non sapevo che nelle orecchie ci fosse tutto quel sangue. Mi ha soccorso in tempo un signore che passava di li e gli ho chiesto ma voi chi siete e lui mi ha risposto…..ONCI.
Come? si ONCI ONCI……
Noi siamo gli Onci Onci,
veniamo giù dai monti
se vuoi venir con noi
cantiamo tutti insiem
Onci, Onci, Onci,
Veniamo dai monti – Onti – Onti!
Fai un saltino – Ino – Ino!
Non far cadere – ere –ere!
Il tuo vicino – Ino – Ino!
Vai verso destra – estra – estra!
Muovi la testa – esta –esta!
Vai a sinistra – ista – ista!
Hasta la vista -ista –ista
Fai un sorrisetto etto – etto!
Muovi il culetto etto – etto!
Fai l’aeroplano ano –ano!
e poi mi ha: “..adesso ricominicia di nuovo a viaggiare a diverse velocità”….
…e così mi ha accompagnato in ospedale. Mi hanno dato un punto sull’orecchio.
Nanosecondo
Enzo Maddaloni
15 Marzo 2008 alle 12:20 pm