COMUNITA’ PROVVISORIA _______________ . . paesi .. paesaggi … paesologia - - - - - - NO alla MILITARIZZAZIONE del FORMICOSO

comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella - NO alla DISCARICA sul FORMICOSO

cercasi commenti

with 20 comments

ci sono tanti visitatori e immagino che qualcuno legga anche i post. il numero dei commenti tuttavia è ancora piuttosto basso.

le parole sono ancora importanti e chi si espone con sincerità scrive sempre bene.

abbiate cura di commentare, di fare domande a chi scrive, di porre dubbi, di avanzare altre ipotesi.

la comunità provvisoria è un luogo importante.

Written by comunitaprovvisoria

15 Marzo 2008 a 12:01 am

20 Responses to 'cercasi commenti'

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  1. Cari amici,

    un solo piccolo “commento” a “cercasi commenti”.

    Non pensavo di divertirmi tanto. Tutta la rete è sempre stata molto interessante ma anche molto noiosa per me che sono un imbranato del computer.

    E’ la prima volta che mi capita di dialogare “realmente”, di non annoiarmi.

    Di chi può essere il merito se non vostro? Dei promotori della Comunità Provvisoria certamente, ma anche di tutti voi che scrivete.

    Grazie, quindi. E lunga vita a questo “spazio di comunicazione reale”.

    Michele Fumagallo

    micheless

    15 Mar 08 at 10:28 am

  2. Cari amici,

    altro piccolo “commento” a “cercasi commenti”.

    Dimenticavo di dire che la comunicazione “reale”, “vera” che intravedo sul nostro blog ha un retroterra che può spiegare la sua realtà e la sua verità.

    Questo retroterra sono gli incontri che facciamo ogni tanto.
    Lì la comunicazione diventa rapporto, conoscenza.
    Dunque la conoscenza è strettamente legata al vedersi, al guardarsi.
    La scrittura non avrebbe lo stesso valore se non ci fosse l’incontro.
    E probabilmente il nostro blog non avrebbe quel piccolo successo che sta avendo, nè la comunicazione tra di noi sarebbe così “vera”, così “reale”.

    La filosofia è spicciola, d’accordo, ma tant’é.

    Michele Fumagallo

    micheless

    15 Mar 08 at 10:42 am

  3. Amici,

    ancora un altro piccolo “commento” a “cercasi commenti”.

    Sì, d’accordo, gli incontri, la scrittura che si nutre degli incontri, eccetera eccetera.

    Ma la geografia? Ho dimenticato la geografia (gravissimo errore).

    Che saremmo noi senza la striscia di montagne e valli dell’Alta Irpinia?
    Che comunicazione potremmo mettere in atto senza quest’altro retroterra decisivo?

    La nostra comunicazione (la nostra vita) sarebbe “sospesa”, come foglia al vento.

    Soggetta, quindi, ad essere sbalzata di qua e di là, e poi portata via al primo infuriare del vento.

    Michele Fumagallo

    micheless

    15 Mar 08 at 11:05 am

  4. di solito non sono una provocatrice, anzi tut’altro, però in questi giorni pensando alla comunità mi rodeva un tarlo, un tarlo che mi rende ciò che di solito non sono: provocatrice: quando voi parlate del Goleto e poi spesso di montagne e colline (giustamente) non so perchè mi viene in mente Bossi e la foce del Po’. Mi serpeggia il dubbio legista sudista, irpinista (non si può dire ma lo dico) tale dubbio mi ha tenuta distante dalla comunità. La comunità ha senso soltanto se è una comunità legata sì a un luogo ma aperta al mondo e sul mondo. Ciao Lucia

    lucia

    15 Mar 08 at 2:05 pm

  5. @ Lucia =
    Ciao Lucia, spero tutto bene. Ho poco navigato in internet. Ti lascio la mia e -mail
    ((gaetanocalabrese (chiocciola) tin (punto) it)) per scambiare libri e scritti - se vorrai-.
    Mi farai sapere per e-mail, visto che abbiamo interersse e pubblicazioni all’attivo, nonchè progetti letterari. So delle tue frequentazioni Holden e , forse,abbiamo qualche conoscenza in comune, oltre alle esperienze in corso. Ho 59 anni e vivo a Lioni ma per 11 anni sono stato al nord (sul Verbano). Ciao e buon tutto, G.C.

    Gaetano Calabrese

    15 Mar 08 at 10:22 pm

  6. Cara Lucia,

    sull’apertura e sulla chiusura c’è grandissima confusione sotto il cielo.

    Io posso parlare per me. E dire alcune cose che considero decisive.

    Lasciamo stare Bossi che è un avversario non per il suo radicamento al nord (questa è la sua parte positiva) ma per le sue posizioni politiche, non ultimo quel federalismo falso con cui copre la sua politica di fatto separatista.

    Cara Lucia, le grandi cose, siano esse pubbliche (rivoluzioni, cambiamenti radicali, “date storiche”, eccetera) o private (grande storia d’amore, ad esempio) avvengono soltanto con la “chiusura”. Che si rassomiglia molto alla “separatezza” del femminismo di un tempo.
    La “chiusura” è cosa quindi fondamentale per chi voglia costruire qualcosa di forte e grande. Il problema nasce sui tempi. Cioè se la chiusura è tattica o strategica.
    Se è tattica è assolutamente sacrosanta, se invece è strategica diventa pericolosa.
    Praticamente si “chiude” all’inizio di qualsiasi storia, per aprire dopo.
    Questo è, per quanto mi riguarda, il metodo corretto di approccio a una realtà in cui si vuole lasciare un segno forte.

    L’apertura, invece, è positiva soltanto quando è apertura mentale, psicologica.
    Se invece è apertura politica all’inizio di una storia, è semplicemente un modo piccolo di vivere quella storia, un modo superficiale, un annacquamento di un pensiero e azione forti.

    Ne dobbiamo riparlare.

    Con affetto
    Michele Fumagallo

    micheless

    16 Mar 08 at 2:19 am

  7. Caro Michele non sono d’accordo.
    E’ chiaro che la rivoluzione si fa quando si sta male, che un cambiamento radicale avviene per sovvertire un certo tipo di ordine, i momenti di chiusura in questi casi fungono da spinta propulsiva al cambiamento ma l’input è tuttavia sempre esterno mai interno e quell’input viene da momenti di apertura.
    dialetticamente le fasi sono conseguenziali…ma questo non basta a suffragare quanto tu sostieni a proposito della chiusura.
    La storia ci dice che i periodi più floridi culturalmente ed economicamente, cosa che non guasta, sono quelli caratterizzati da “apertura” e non solo mentale e psicologica.
    Il tema della chiusura come tu lo intendi mi rimanda ad epoche inquietanti, le società chiuse dell’alto medioevo con la chiusura culturale ed economica costituirono un periodo di immobilismo a 360° che durò quasi mezzo millennio. La “chiusura” in epoche recenti ha portato ad ipertrofie identitarie con le conseguenze che tutti conosciamo, le economie e le politiche “chiuse” di certi paesi ne hanno ridotto alla fame le popolazioni e le hanno private della libertà.
    In qualsiasi prospettiva inquadri la chiusura non ne vedo che aspetti negativi.
    anche una storia d’amore nasce dal momento in cui ci si apre si totalmente ad un’altra persona, ad una fede sia essa artistica,politica o religiosa.
    Aggiungo inoltre che le “chiusure” non sono mai tali in maniera assoluta: anche nei momenti di massima contrazione i confini sono sempre fortemente permeabili.

    maria rosaria

    16 Mar 08 at 7:13 pm

  8. Cara Maria Rosaria,

    a me non piacciono le cose facili. Cerco di andare avanti anche per paradossi, o quelli che il senso comune chiama paradossi.

    Tieni presente che io parlo di passaggi storici, cioè di cose “forti”.
    Penso di essere stato chiaro: quando bisogna mettere in atto una grande cosa, la “chiusura” è fondamentale, naturalmente come scelta tattica; diventa pericolosa quando essa è strategica. Ma tutto ciò che è “forte” ha il sapore della chiusura momentanea. Ho citato, non per caso, la “separatezza”, concetto caro al femminismo degli anni 70. Concetto utile per un soggetto (in quersto caso le donne) che stava costruendo un passaggio forte sulla strada della propria emancipazione.

    Anche per quanto riguarda le identità, il discorso è simile. L’identità è fondamentale, senza di essa non si può costruire nulla che non sia effimero o facile. Diventa pericolosa quando si trasforma in quello che dici tu, cioè “ipertrofia identitaria”.

    Vedi, Maria Rosaria, io vado avanti nei miei ragionamenti, come posso dire, per “contraddizioni”.

    La chiusura è un’ottima cosa e una pessima cosa. E’ ottima se è tattica, è pessima se è strategica.
    L’apetura è un’ottima cosa quando viene “dopo”, è una pessima cosa quando viene “prima”.
    La violenza è una pessima cosa quando è offensiva, è un’ottima cosa quando è difensiva.
    E così via.

    Ripeto: io stavo parlando di cose forti nella vita dei popoli e in quella delle persone.

    E’ poi ovvio che i confini tra i due conceti di chiusura e apertura sono da me divisi di netto, “estremisticamente”. Ma solo per far risaltare il mio pensiero.

    Con affetto
    Michele Fumagallo

    micheless

    17 Mar 08 at 2:27 am

  9. caro Michele,
    mi sfuggono le sfumature che attribuisci al “tattico” ed allo “strategico” ma è sicuramente un mio limite…
    per il resto si può affermare, confutandolo, tutto e il contrario di tutto.
    cordialmente
    maria rosaria

    maria rosaria

    17 Mar 08 at 9:37 pm

  10. Maria Rosaria, tesoro,

    sul “tattico” e lo “strategico”, così come sull’ “apertura” e la “chiusura” continueremo un’altra volta.

    Invece l’approccio “contraddittorio” alla realtà è uno dei princìpi fondamentali, per quanto mi riguarda. Non è una cosa indistinta, “tutto e il contrario di tutto” come dici tu.

    Con affetto
    Michele Fumagallo

    micheless

    17 Mar 08 at 11:44 pm

  11. Michele, quel “tesoro” mi sa di “se potessi te strozzerei”….confermi?
    Tu sei per l’approccio contraddittorio io invece sono contraria a qualsiasi impostazione epistemologica : “falsificabilità ed errore” intesi come libertà dal metodo sono i principi fondanti artistici e creativi di qualsiasi processo conoscitivo sia esso scientifico o umanistico…cmq forse se ne riparlerà…
    un abbraccio
    maria rosaria

    maria rosaria

    18 Mar 08 at 4:16 pm

  12. No, Maria Rosaria,

    quel “tesoro” è proprio tesoro. E non c’è quindi nessun desiderio di strangolamento.
    Semmai una voglia di abbracciarti. E non solo perchè sono un maschietto e i maschietti vogliono abbracciare le femminucce. Ma perchè mi è sempre venuta, nel dialogo con te, una sorta di miscuglio di commozione e rabbia. Ma guarda, siamo dello stesso paese e in fondo ci conosciamo pochissimo. Forse non abbiamo mai parlato delle nostre cose e delle nostre idee. Ci voleva il blog della Comunità Provvisoria per metterci in dialogo.
    Che cosa curiosa, non ti pare?

    Un abbraccio forte, tesoro.

    Michele Fumagallo

    p.s. : sulla contraddizione mi piacerebbe continuare, perchè davvero considero fondamentale quell’approccio alla realtà. Non mancherà qualche altro argomento del blog per riparlarne e rimetterci a “litigare”.

    micheless

    18 Mar 08 at 8:49 pm

  13. @Michele: le chiusure mi fanno paura, non credo che ad una chiusura corrisponda poi un’apertura, come dire che il potere muore all’alba, un’utopia.
    @Gaetano: sono tornata ieri sera da una breve vacanza romana e ho letto con ritardo il tuo commento, ti ho inviato una mail, spero ti sia giunta. Ciao Lucia

    luciamarchitto

    19 Mar 08 at 5:28 pm

  14. Cara Lucia,

    bisogna saper vivere la contraddizione. Senza la contraddizione (cioè concepire una cosa e il suo contrario: questa è la grandezza dell’esistenza) la vita è esposta al fanatismo oppure all’astrattezza di princìpi monchi, cioè falsi o perlomeno superficiali.

    Anche a me la chiusura fa paura, ma solo quando essa è di lunga durata cioè strategica, altrimenti non solo non mi fa paura ma la considero assolutamente necessaria.

    Beninteso, il discorso vale solo se si vuol costruire qualcosa di forte e grande (diciamo una rivoluzione, collettiva o personale che sia). Per qualsiasi cosa leggera o superficiale non conviene scomodare una “contraddizione”, basta lasciarsi andare.

    Scusami se mi permetto un esempio terra terra: se io e te dobbiamo vivere una grande storia d’amore (non ti spaventare, è solo un esempio) dobbiamo mandare un po’ al diavolo chi vuol sapere e intromettersi troppo, dobbiamo “chiudere” all’inizio, solo così possiamo esprimere il massimo di intimità che richiede una storia d’amore forte. E’ in un secondo momento che la storia può “espandersi” e coinvolgere anche tutti gli altri.

    Per le grandi questioni storiche e collettive vale la stessa cosa.

    Per questo il femminismo degli anni 70 inventò giustamente la “separatezza” (dagli uomini), perchè stava facendo qualcosa di grande e forte e non poteva essere “disturbato” (sempre dagli uomini). Naturalmente quella separatezza aveva (e ha) un senso soltanto se è momentanea, perchè altrimenti non è altro che chiusura negativa e degenerazione. Tante donne, infatti, “degenerarono”.

    Ovviamente vale sempre la questione che non tutte le ciambelle possono riuscire col buco. Si può fallire, è ovvio, in qualsiasi strategia, anche la più sofisticata e grande.

    Lucia cara, la “contraddizione” non è un’utopia (stiamo usando entrambi il termine in senso negativo). E’, per quanto mi riguarda, la linea che affonda le sue radici nella sapienza e saggezza più antiche.

    Con affetto
    Michele Fumagallo

    micheless

    19 Mar 08 at 7:46 pm

  15. Caro Michele, mi riesce molto difficile seguirti, quando parli della grande storia d’amore che prima si chiude e poi si apre mah! penso che la storia d’amore resta sempre chiusa tra le due persone, che questa storia non coinvolge gli altri che al massimo possono essere contenti per te, perchè sono tuoi amici o parenti, perchè ti vogliono bene.
    Ciao Lucia

    luciamarchitto

    19 Mar 08 at 10:03 pm

  16. Cara Lucia,

    non è importante seguirmi (lo dico davvero, senza polemica). Importante è aver capito che per me (sottolineo: per me) il gioco vitale, pubblico e privato, è fondato sulla contraddizione.

    La nostra discussione continua.

    Con affetto
    Michele Fumagallo

    micheless

    20 Mar 08 at 12:17 pm

  17. Caro Michele,
    vocabolario Devoto Oli alla voce CHIUSURA leggo: “1) cessazione o interruzione del passaggio, della comunicazione, di qualsiasi attività, dovuta a ragioni di spazio o di tempo.
    2) dispositivo che serve a chiudere”;
    alla voce contraddizione leggo: “1) opposizione, contrasto derivante da incoerenza o inconciliabilità… 2) rapporto di opposizione tra due asserzioni o due fatti di cui uno escluda l’altro o comunque sia in contrasto con l’altro eccc…” questo per dire che chiusura e contraddizione non sono sinonimi e hanno significati diversi.
    Ciao Lucia

    luciamarchitto

    20 Mar 08 at 4:42 pm

  18. No, Lucia,

    io non ho affatto pensato che chiusura e contraddizione sono sinonimi. Non so perchè me lo attribuisci. Quando l’ho detto?

    Ho detto semplicemente, con abbondanza di esempi, che considero la chiusura iniziale un punto decisivo in una grande storia. Per poi (poi) aprire.

    Ho affermato quindi che la mia filosofia di vita è dominata dalla contraddizione. Che è un punto decisivo (parlo per me, ovviamente) dell’agire.

    La contraddizione è termine usato qui in senso positivo (se vuoi, con tutta l’umiltà possibile, in senso evangelico). Oppure nel senso pasoliniano dello “scandalo del contraddirmi”. Per portare qualche esempio: io non mi fido di una persona che non sa “chiudere” e al momento opportuno “aprire”. Non mi fido di una persona che non sa subire la violenza su di sé e al momento opportuno uccidere. Non mi fido di una persona che non sa essere fedele a un amore e al momento opportuno amare più persone. E così via.

    Spero di essere stato un po’ chiaro.

    Con affetto
    Michele Fumagallo

    micheless

    21 Mar 08 at 1:55 am

  19. Caro Michele,
    scusa mi sono persa durante la discussione dovrei rileggere tutto dal principio ma forse a questo punto sarà meglio rimandare la discussione a un confronto senza scrittura, perchè già comunicare oralmente è difficile farlo a strappi e a morsi con messaggi è quasi impossibile, magari quando vengo in Irpinia ci facciamo una bella chiacchierata.
    perchè per esempio non riesco a capire questa tua frase, non riesco a interpretarla: “Non mi fido di una persona che non sa subire la violenza su di sé e al momento opportuno uccidere”. una persona che non sa subire una violenza… bisogna saperla subire la violenza? perchè? a quale scopo? … non so Michele, sarà un problema mio non dico di no, ma non ti seguo, non riesco a seguirti. Perciò rimando la discussione a un confronto verbale. Ciao Lucia

    lucia

    21 Mar 08 at 4:11 pm

  20. Le ultime tre linee sono finalmente chiare, lampanti ed interessanti .
    @ Michele F

    Teresa C

    HERA-Klescampania

    21 Mar 08 at 6:20 pm

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