Dal Vangelo secondo Matteo
Oggi Domenica delle Palme, vi invito alla lettura del Vangelo Secondo Matteo Capitolo 26. Forse una lettura poco provvisoria, ma che indica la via stabile per l’incontro verso Colui che ha rivelato l’uomo all’uomo. / Chi volesse la Bibbia in versione integrale ecco il link: http://www.bibbiaedu.it/bibbia/versioneCEI_1974/nt/index.html / Non abbiate paura!
L` ultima cena / 17 Il primo giorno degli Azzimi, i discepoli si avvicinarono a Gesù e gli dissero: “Dove vuoi che ti prepariamo, per mangiare la Pasqua?”. 18 Ed egli rispose: “Andate in città, da un tale, e ditegli: Il Maestro ti manda a dire: Il mio tempo è vicino; farò la Pasqua da te con i miei discepoli”. 19 I discepoli fecero come aveva loro ordinato Gesù, e prepararono la Pasqua.
Il traditore svelato / 20 Venuta la sera, si mise a mensa con i Dodici. 21 Mentre mangiavano disse: “In verità io vi dico, uno di voi mi tradirà”. 22 Ed essi, addolorati profondamente, incominciarono ciascuno a domandargli:Sono forse io, Signore? 23 Ed egli rispose: “Colui che ha intinto con me la mano nel piatto, quello mi tradirà. 24 Il Figlio dell`uomo se ne va, come è scritto di lui, ma guai a colui dal quale il Figlio dell`uomo viene tradito; sarebbe meglio per quell`uomo se non fosse mai nato!”. 25 Giuda, il traditore, disse: “Rabbì, sono forse io?”. Gli rispose: “Tu l`hai detto”.
Istituzione della SS. Eucaristia
26 Ora, mentre essi mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: “Prendete e mangiate; questo è il mio corpo”. 27 Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo: “Bevetene tutti, 28 perché questo è il mio sangue dell`alleanza, versato per molti, in remissione dei peccati. 29 Io vi dico che da ora non berrò più di questo frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo con voi nel regno del Padre mio”.
Gesù predice l` abbandono dei discepoli
30 E dopo aver cantato l`inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. 31 Allora Gesù disse loro: “Voi tutti vi scandalizzerete per causa mia in questa notte. Sta scritto infatti:
Percuoterò il pastore
e saranno disperse le pecore del gregge,
32 ma dopo la mia risurrezione, vi precederò in Galilea”. 33 E Pietro gli disse: “Anche se tutti si scandalizzassero di te, io non mi scandalizzerò mai”. 34 Gli disse Gesù: “In verità ti dico: questa notte stessa, prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte”. 35 E Pietro gli rispose: “Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò”. Lo stesso dissero tutti gli altri discepoli.
Al Getsemani / 36 Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: “Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare”. 37 E presi con sé Pietro e i due figli di Zebedèo, cominciò a provare tristezza e angoscia. 38 Disse loro: “La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me”. 39 E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: “Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!”. 40 Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano. E disse a Pietro: “Così non siete stati capaci di vegliare un`ora sola con me? 41 Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole”. 42 E di nuovo, allontanatosi, pregava dicendo: “Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà”. 43 E tornato di nuovo trovò i suoi che dormivano, perché gli occhi loro si erano appesantiti. 44 E lasciatili, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, ripetendo le stesse parole. 45 Poi si avvicinò ai discepoli e disse loro: “Dormite ormai e riposate! Ecco, è giunta l`ora nella quale il Figlio dell`uomo sarà consegnato in mano ai peccatori. 46 Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce si avvicina”.
Cattura di Gesù 47 Mentre parlava ancora, ecco arrivare Giuda, uno dei Dodici, e con lui una gran folla con spade e bastoni, mandata dai sommi sacerdoti e dagli anziani del popolo. 48 Il traditore aveva dato loro questo segnale dicendo: “Quello che bacerò, è lui; arrestatelo!”. 49 E subito si avvicinò a Gesù e disse: “Salve, Rabbì!”. E lo baciò. 50 E Gesù gli disse: “Amico, per questo sei qui!”. Allora si fecero avanti e misero le mani addosso a Gesù e lo arrestarono. 51 Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù, messa mano alla spada, la estrasse e colpì il servo del sommo sacerdote staccandogli un orecchio. 52 Allora Gesù gli disse: “Rimetti la spada nel fodero, perché tutti quelli che mettono mano alla spada periranno di spada. 53 Pensi forse che io non possa pregare il Padre mio, che mi darebbe subito più di dodici legioni di angeli? 54 Ma come allora si adempirebbero le Scritture, secondo le quali così deve avvenire?”. 55 In quello stesso momento Gesù disse alla folla: “Siete usciti come contro un brigante, con spade e bastoni, per catturarmi. Ogni giorno stavo seduto nel tempio ad insegnare, e non mi avete arrestato. 56 Ma tutto questo è avvenuto perché si adempissero le Scritture dei profeti”. Allora tutti i discepoli, abbandonatolo, fuggirono.
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in copertina, “Resurrezione”, Abbazia del Goleto, Cappella Inferiore
siamo introdotti più da vicino a un mistero. quello di Dio che si prende cura dell’uomo.
una tale prossimità all’uomo stimola ogni uomo a farsi prossimo di un altro.
la cp, pur non sapendolo, credo faccia questo. che senso avrebbe una comunità
legata da vincoli di amicizia ed interessi per una terra, se non coltivasse quelle amicizie e promuovesse quella terra?
se tutto si fermasse sul blog, saremmo infecondi come chi usa il preservativo, come gente inerte, reazionari. invece noi vogliamo essere militanti, rivoluzionari (ricordate VOGLIA DI RIVOLUZIONE di franco arminio?).
noi siamo presenti ed agiamo, nelle provvisorietà delle cose, con un valore non provvisorio: la cura di noi stessi e della nostra terra.
non è questo il comando che ci fu dato all’origine?
«fecondate la terra», rendetela fertile. arricchitela del seme della vostra presenza.
non corrisponde questo invito/comando a quello dell’ultima cena «fate questo in memoria di me»?
noi, le mani di Dio!
alfonso
17 Marzo 2008 alle 9:49 am
Caro Antonio,
sei stato troppo precipitoso. Hai fatto un po’ di confusione tra la pasqua e la domenica delle palme. Io invece vorrei provare a dividerle.
Per dire cosa, su quella domenica precedente a tutto l’iter della settimana successiva (ultima cena con gli amici, cattura, processo, morte e resurrezione)?
Semplicemente questo: la domenica delle palme è il trionfo della Povertà.
E’ l’ingresso trionfale a Gerusalemme, con i simboli della povertà (asinello, …) di un “re” del tutto particolare. Un re che capovolge la realtà data , che considera il massimo di povertà (”nudità”, addirittura) la strada per la “conquista” della libertà e della felicità.
Una cosa insopportabile per qualsiasi potere tradizionale, e per qualsiasi persona “incredula”.
Con affetto
Michele Fumagallo
micheless
17 Marzo 2008 alle 3:37 pm
no caro Michele, mi sa che fai confusione tu tanto da non conoscere il calendario liturgico.
Ho solo riportato il Vangelo della Domenica delle Palme….
Fa niente….. sei perdonato per non conoscere il Calendario, ma la prossima volta documentati. Bastano 10 euro per una Sacra Bibbia ho messo anche il link a quella online per cui non devi neanche spendere soldi……
Dio che entra sull’Asinello non è il simbolo della povertà o di qualche forma di lotta al potere temporale e alle sue rappresentazioni. Bisogna spogliarsi completamente di sè per essere pronti a cogliere nel proprio cuore il Regno di Dio, manifestatosi agli uomini attraverso Cristo la cui realizzazione in Terra è frutto della buona volontà degli uomini finalmente divenuti tali attraverso l’accettazione di Cristo presso di sè. Ma al riguardo la Scrittura è chiara: dovremo aspettare la fine dei tempi perchè Cristo ritorni sulla Terra. Sarà tardi allora per i miscredenti… perchè sarà il Giudizio Eterno…… vi rimando alla lettura dell’Apocalisse di Giovanni o di qualche testo sull’Apocalisse stessa.
dottorantonioromano
17 Marzo 2008 alle 6:14 pm
Caro Antonio,
ahi, ahi, ahi, con le liturgie. Ma non lo sai che le liturgie sono la cosa più “anticristiana” che esista sulla faccia della terra?
Sono la forma contrapposta alla sostanza, e vale in assoluto per qualsiasi liturgia, non solo “religiosa” ma “politica”, “sociale”" e chi più ne ha più ne metta.
I “calendari liturgici” come li chiami tu e come li chiamano le chiese, io non li seguo. In linea di principio.
Non accetto nessuna interferenza nel rapporto tra di me e il “figlio del falegname”.
Il rapporto è diretto, “vis-à-vis”.
Le interpretazioni sono ovviamente mie, e sono ovviamente opinabili.
Confermo e ribadisco quindi che quella passata alla storia come “domenica delle palme” è essenzialmente la giornata del “trionfo della Povertà” (ci metto anche la P maiuscola), cioè il trionfo di un “potere” (virgolette, ovviamente) totalmente nuovo, che fonda la ricerca della libertà e della felicità (perchè quel tale era scandalosamente impegnato non solo per la libertà ma anche per la felicità: questa è sostanzialmente la “buona novella”) sullo spogliarsi delle cose per raggiungere le persone.
Buona domenica delle palme (già passata, vedo)
Michele Fumagallo
micheless
17 Marzo 2008 alle 11:21 pm
Caro Mike,
dalla tua analisi è completamente fuori la dimensione Metafisica e spirituale…..
Certo che da un materialista non posso aspettarmi altro…..
Invitami al cinema che ci vediamo a Lioni……. un quartiere della mia città…..
Antonio Romano
18 Marzo 2008 alle 2:16 pm