IRPINI NEL MONDO E NELL’ANIMA / TERESA
IRPINI NEL MONDO E NELL’ANIMA / TERESA
Teresa Cella in persona, Mam Ter per un paio
Rispondo ad un invito della C.P. e mi presento in prima persona.
Primo tempo , colorando brandelli di storia già raccontati:
Sono Teresa C., sono nata ad Andretta il 2 luglio ‘51 ed ho cominciato ad emigrare a 28 giorni, in pieno solleone, con tutta una famiglia di donne (mamma, nonna e zia gio) e mio padre che aveva iniziato una carriera di “servitore dello Stato “ in Polizia .
Fu il Mastro di bottega di Manganelli, quando arrivò a Firenze negli anni 70.
Le tre donne avevano già migrato tra i vari paesi dell’ Irpinia al seguito del nonno ed erano rientrate ad Andretta , dopo la morte del nonno , poco prima che scoppiasse la guerra.
Nella storia di famiglia quel nostro viaggio di 12 ore per fare 300 km, con le fasce appese ad asciugare alla finestra del treno, è diventato un racconto mitico, tramandato dalla nonna, vivacizzato da particolare successivo, riferito da mia madre.
Nei giorni seguenti, nella nuova terra (ciociaria : Frosinone) mia madre decise di ribellarsi a sua madre e alla tradizione dei bambini fasciati come mummie..a sudare tutto il sole del solleone e… mi sfasciò.Le fasce non andarono a finire alle ortiche nè nelle pattumiere, ma continuarono una vita da reliquia in giro per casa , a perenne ricordo dei tempi che furono e del coraggio ignaro di mia madre, che affrontava e prendeva nuove energie dal cambiamento.
Sono stata l’ ultima della famiglia a nascere ad Andretta : mia sorella M.Cristina è ciociara !!.
Abbiamo mantenuto un legame solidissimo con il paese, rientrando tutti gli anni per un lungo periodo estivo. Negli anni’ 50/inizio ‘60 sono stati fondamentali, per la mia educazione “da bambina,”, tutte le tradizioni del mondo femminile : li paparuoli cotti nel forno a paglia, il pane fatto in casa con la pizza e i pizzilli, lo streculaturo, l’ acqua portata in casa con i barili e poi, in un secondo tempo, l’ acqua arrivata alla fontana pubblica del paese e poi i giochi a carte e le discussioni davanti alla farmacia, per gli uomini e i muretti a secco lungo la strada dalla stazione di Conza , che mio nonno Alfonso ci segnalava da” homo civicus”, orgoglioso del progresso …
Grazie, papà .Grazie, mamma. Grazie a tutti voi che siete le mie radici.
Secondo tempo : Cosa faccio ?
Faccio la madre dal 1982 e il medico borderline dal 1975 .
Vivo a Firenze dal 1966, con un lungo intervallo a Parigi negli anni di Mitterrand (82-90).
Che vor’ di’ fare il medico borderline?
Voglio dire che ho lasciato l’ anestesia e l’ ospedale abbastanza presto, ho studiato agopuntura ed omeopatia a Parigi ( ed Ikebana), ma che innanzitutto ho incominciato nel ‘76 la mia formazione individuale e di gruppo alla Psicoterapia della Gestalt .
E non ho praticamente mai smesso di formarmi da trentadue anni.
Voglio citare per nome i miei maestri e capiscuola : Dagmar Lorenz-Fi, Barry Simmons-Roma, Paolo Quattrini-Fi ( da sempre), Antonio Ferrara –Na, Claudio Naranjo –Sat Spagna, Consuelo Trujillo -Spagna e, infine, ma solo per separarli culturalmente , Lama Norbu e Lama Sogyal Rimpoche.Cito le persone , non è per un culto della personalità, ma perchè ognuno di loro mi ha insegnato tanto, per la vita e per il mio lavoro.
Scrivo e dipingo e , qualche volta, pratico ancora l’ ikebana .
Scrivo soprattutto poesie o “cose” ad intenzione poetica da quando avevo 15 anni, praticamente dal mio arrivo a Firenze ..e dipingo /disegno da 32 anni ( vedasi effetto terapia).
Tutto questo , oggi, mi porta a dire che faccio il medico di confine , definizione che mi calza meglio che dire medico psicoterapeuta.. o medico counsellor..Posso anche dire che faccio la formatrice alla relazione di aiuto per la federazione AICO.
Oggi posso dire che la “consapevolezza come cura” e “l’ alfabetizzazione emotiva “ sono le terapie e i rimedi che prescrivo più volentieri e che consumo personalmente.
Terzo tempo :
Ho avuto bisogno, moltissimo, dopo il ’90 di trovare risposta alla mia ricerca di senso.
Ritorno a Firenze, divorzio dal marito francese, i due figli piccoli da crescere : Matthieu (82 ) e Chiara (86), bilingui e binazionali…non più solo Irpinia, ma mixage Europa, ben riuscito.
Fino al 2001: anno in cui il normale disagio esistenziale di donna sola che cerca di barcamenarsi tra figli e professione etc incontra la malattia grave e l ‘impermanenza.
Matthieu si ammala di linfoma di Hdg : ha 18 anni. Va a scuola , fa le chemio e fa l’esame di maturità , mentre si aggrava e si prepara al primo autotrapianto di midollo osseo.
Chiara fa la ribelle, si aggrappa al fratello per come può e sa fare…. e perde anni di scuola.
La vita corre e diventa più intensa .Matthieu si iscrive ad ingegneria civile..vuole costruire ponti , aeroporti ed autostrade… metafora concreta per riunire genitori lontani e incapaci di parlarsi.
Le energie aumentano in tutti noi . Ci battiamo per Matthi , ma sappiamo che la malattia è proteiforme e può tornare. Infatti la malattia si trasforma in leucemia acuta nel 2004 .
Decidiamo , io e Matthi , che per lui è opportuno ritornare ad essere cittadino francese a Parigi, per curarsi e continuare a studiare , prendendo amore ed energia dal padre.
Io lo seguo : viaggio avanti e indietro e poi mi fermo.
Il rischio è altissimo : Matthi affronta mesi di isolamento e chemio in camera sterile( ma fa a tempo a sfidanzarsi e rifidanzarsi..alla faccia degli impacciati! ), poi la radiot. e il nuovo trapianto da donatore. Non va. La malattia da rigetto lo invade , dappertutto, senza tregua , per tre mesi.
Sono i mesi in cui nasce HERA-KlèS : scrivo lo statuto in un Internet point di Parigi, nelle pause delle mie visite a lui, in isolamento.
E Matthieu muore, cosciente, occhi aperti, di un azzurro trasparente come il cielo. Sereno.
Il 10 luglio del 2005 a Parigi. Io ed il padre siamo presenti come il primo giorno, in pace.
Il 15 luglio viene sepolto ad Andretta, accanto a mio padre: abbiamo scelto noi genitori, in seguito abbiamo saputo che aveva detto a xx “Se mi succede qualcosa, vorrei essere sepolto ad Andretta”.Volontà di un cittadino del mondo, un nomade , un viaggiatore che mette radici all’ ultimo passo.
C’ erano i membri della famiglia francese, gli amici fiorentini, tutto il paese e noi , il suo cane , accucciato ai piedi e… le due fidanzate, l’ italiana e la francese .
Da quel giorno comincia la mia nuova vita, quella intima, ma anche quella più impegnata.
Una scelta di vita che mi porta a tornare più spesso ad Andretta, ad impegnarmi per l’ Irpinia.
Nelle settimane successive di agosto ero lì : non volevo staccarmi ancora da lui, eppure sembravo e mi sentivo una roccia di serenità. Incontrai un’ amica, Elvira M, architetto . e le chiesi :
“ Cosa si può fare perchè questo paese NON muoia ?”.
Ovviamente…non facevo che spostare la mia lotta , dal piano personale a quello collettivo.
Una settimana dopo ero al lavoro: dalla progettazione alla realizzazione in una settimana.
Oggi è il giorno della tessitura : trama e ordito, vita professionale/ vita privata e ..vita spirituale. Oggi , non voglio dire di piùdel mio rapportocon l’ Irpinia: nascita e morte sono momenti privilegiati e Andretta racchiude quelli della mia famiglia.
Forse continuerò a parlare della mia visione dell’ Irpinia e dei suoi abitanti come HERA-KlèS.
Ora è il momento per dire ai miei figli :
Grazie, Matthi. per il tuo coraggio e il tuo insegnamento.
Grazie, Chiara per la tua maturata presenza e sensibilità.
Vi faccio solo una confidenza , con pudore mediatico.
Sto preparando a Firenze un Prix Matthieu 82 per giovani malati oncologici (se ne occuperanno due giovani psi) ed ho aperto un blog , dedicato ai genitori /familiari di ragazzi morti precocemente.
http://matthinelcuore.blogspot.com
Vi chiedo di diffondere l’ informazione ai possibili interessati.
Grazie, Teresa C./Mam Ter
.
Irpini nel mondo e nell’anima è un’appello a entrare nel cerchio della Comunità Provvisoria
tutti noi che ci portiamo dentro la nostra terra siamo chiamati a scrivere su questo blog
potete inviare a altairpinia (@) gmail.com o studio (@) verderosa.it
.
teresa, la tua storia è intensa, commovente, coraggiosa. pensi che riusciremo a vederti un giorno alle riunioni della comunità in “carne e ossa”?
roberta
17 Marzo 2008 alle 1:25 pm
Roberta,
io sarò af Andretta per HERA-KlèS sabato 5 aprile per un pomeriggio/sera, già segnalati sul blog ad @puntamenti.
Il giorno dopo sono libera e potrei raggiungervi , se ci sono iniziative…fermo restando l’ inghippo dei trasporti, visto che viaggio in treno e bus.
Ora conto di tornare ogni paio di mesi , quindi giugno, quasi certamente agosto…ma non so ancora per quanto tempo (settimane).
Grazie della curiosità sincera.
Teresa C.
HERA-Klescampania
17 Marzo 2008 alle 3:30 pm
Cara Teresa,
vale anche per me l’invito a vedersi il 5 o il 6 aprile?
Mi sono un po’ rotto anch’io di comunicare per blog, senza mai vedere una persona “in carne e ossa”.
Con affetto
Michele Fumagallo
micheless
17 Marzo 2008 alle 6:22 pm
Michele,
Il 5 aprile -a xxx piacendo- provo a far qualcosa per Andretta e per gli Irpini esterni che hanno il tempo e curiosità di arrivare fin là.
immagino di ripetere lo schema di intervento che ho messo a fuoco in gennaio : lettura e discussione di brani e improvvisazione teatrale “sul tema”.
Mi dispiace non poter essere presente , quando non coincide con i tempi che ho previsto per HK.
Comunque, per buttarla a ridere: sono molto in carne e con 4 ossa tibiche, cioè 4 tibie!
P.Quattrini , saputolo, commentò che ero “quadritibica”…che in gergo nostro…..
Beh ! grazie della lettura paziente e curiosa. Teresa C.
HERA-Klescampania
17 Marzo 2008 alle 9:44 pm
carissima
mi sento come una pecora muta di fronte ai suoi macellatori
scusa l’insufficienza. non è compatimento. non so cosa sia esattamente.
ma una cosa è. terribilmente forte da svuotarti di colpo corpo e cielo
alfonso
18 Marzo 2008 alle 8:28 am
cara teresa
ho letto e spero questa volta di esserci il cinque aprile ad andretta.
poi il giorno dopo potremmo organizzare qualcosa con la comunità provvisoria.
arminio
comunitaprovvisoria
18 Marzo 2008 alle 12:15 pm
Grazie Alfonso, Grazie Armin..
siamo tutti pecore mute al macello….fin quando troviamo la voce per dirlo.
Il macello resta, comunque , sulla nostra strada…
l’ importante è riconoscerlo ed apprezzarlo.
Ter
HERA-Klescampania
18 Marzo 2008 alle 12:34 pm
Carissima Teresa,
ho consultato il tuo sito e così ti ho consociuto meglio. Sei splendida.
Ti ho inviato una email per presentarti anche le nostre iniziative future: “Il Cerchio, Comunità Per Sognatori Pratici”.
Mi farebbe piacerissimo incontrarti e confrontare un pò con te le nostre esperienze ed i nostri sogni. Se non riesco il cinque aprile almeno la domenica sei stai in zona mi farebbe piacere incontrarti. Ti faccio fare un giro con la mia moto del tempo. sai com’è “finche c’è piega c’è speranza”.
Ti ho lasciato in email i mie recapiti telefonici.
Nel frattempo ti racconto la fiaba della mia vita:
http://www.girodivite.it/Il-Clown-Nanosecondo-alla-ricerca.html
Cammina nella bellezza
Nanosecondo
Enzo Maddaloni
19 Marzo 2008 alle 12:08 pm
Cara Teresa,
hai saputo trasformare il dolore in amore per la vita, spero anch’io di conoscerti un giorno non troppo lontano. Un abbraccio Lucia
lucia
19 Marzo 2008 alle 4:58 pm
teresa…ho aspettato un po’ prima di scrivere…per riflettere e per ricordare.
Hai una grande anima, vorrei incontrarti per poterti abbracciare.
maria rosaria
19 Marzo 2008 alle 7:40 pm
Sì , questo è Lucia e Enzo etc,
amore per la Vita
anche la vita scambiata,
la speranza trattenuta a coltivarne senso
gioia e luce per quanto accade
senza illudersi
riconoscendo le ombre in agguato
e cercando
leggerezza.
Ter
HERA-Klescampania
19 Marzo 2008 alle 8:00 pm
voglio bene a te, a matthi e al vostro luogo
andretta
comunitario
20 Marzo 2008 alle 7:06 pm