COMUNITA’ PROVVISORIA, il blog dei paesi e delle montagne

la finta

Pubblicato su a Franco Arminio by comunitaprovvisoria su Marzo 19th, 2008

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Un giorno senza paesaggio, con una febbre incerta, con la sensazione che il mondo fuori è inerte e superato. Altro che crisi della politica. Mi pare compromesso quel delicato meccanismo che garantiva il formarsi dell’esperienza memorabile: poteva essere un lutto, una gita di Pasquetta, un nuovo amore, un libro letto. Mi pare che quello che accade un giorno sia totalmente scaduto il giorno successivo. Non so se tutto questo attiene alla forma di organizzazione economica, o meglio al fatto che il mondo esiste ormai solo come un gigantesca banca di cui siamo di volta in volta debitori o creditori. Questi sono pensieri che vengono dopo una giornata senza paesaggio, vissuta al chiuso, con gli echi degli imbecilli che abbiamo eletto a leaders politici.

Quando ho accettato la candidatura sapevo che non sarebbe successo niente di particolare. Secondo i sondaggi il 45 per cento degli italiani voteranno Berlusconi. È una cosa di per sé desolante, ma è ancora di più penoso vedere come gli altri, il 55 per cento, assistono con sostanziale indifferenza a questo scenario. Tra i capi dell’ex centrosinistra, sempre gli stessi, non c’è nessuno che si smuove veramente. Sembra tutta una finta, anche la vita più convinta.

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in copertina, giorno con paesaggio e senza febbre / Comunità Provvisoria al Goleto il 24 febbraio 2008

foto Antonio Luongo

7 Responses to 'la finta'

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  1. armin said, on Marzo 19th, 2008 at 11:08 pm

    che bella foto!
    alla fine queste foto racconteranno quel che stiamo facendo più di quello che andiamo scrivendo.
    armin

  2. Dario said, on Marzo 20th, 2008 at 9:44 am

    è piacevole ricordare l’amico che palpava con amore una caciotta mentre ci raccontava un mondo di persone contemporanee e antiche.

    Che bella giornata al Goleto!

    E’ così facile incontrarsi mentre è cosi triste parlare di questo tempo elettorale, ma elettorale per chi?

    Chi dobbiamo votare chi possiamo scegliere, ho proposto un amico poeta, ma non lo posso votare, penso sia necessario staccarsi da questo tempo elettorale per pensare al nostro viaggio provvisorio.

  3. armin said, on Marzo 20th, 2008 at 4:05 pm

    caro dario
    capisco la tua amarezza
    che è anche la mia (e poi sono pure malato da quattro giorni)
    ma che senso ha per me adesso ritirarmi dalla partita?
    io penso che invece stiamo comunque sprecando un’occasione.
    e mi chiedo anche che senso ha il viaggio provvisorio con gente che poi al dunque non è disposta a darti una mano.
    con immutato affetto e stima
    armin

  4. Anonimo said, on Marzo 20th, 2008 at 7:57 pm

    Caro Franco,

    bisogna continuare con il laboratorio democratico per raccontare un’altra e alta politica.
    Esserci nonostante l’amarezza.
    Il nostro 21° posto in lista è in armonia con la provvisorietà ed in disarmonia con questo tempo elettorale.
    Racconteremo il 21° paesaggio come un fiore fresco, aperto, che è una gioia ricevere.

    Ti auguro una rapida guarigione

    un abbraccio
    Dario

  5. Dario said, on Marzo 20th, 2008 at 8:05 pm

    Caro Franco,

    Nonostante l’amarezza bisogna continuare con il laboratorio democratico per raccontare un’altra e alta politica.

    Il nostro 21° paesaggio è in armonia con la provvisorietà e in disarmonia con questo tempo elettorale.

    Ti auguro una rapida guarigione

    un abbraccio
    Dario

  6. HERA-Klescampania said, on Marzo 20th, 2008 at 11:13 pm

    Questa è la foto più più che avete pubblicato.
    Vera ,lineare, nitida, non costruita …solo guardata.
    Teresa

  7. micheless said, on Marzo 21st, 2008 at 1:09 am

    Caro Franco,

    La situazione che ti scandalizza tanto è in fondo già stata descritta da Nanni Moretti ne “Il caimano”.

    Il berlusconismo non è vincente perchè Berlusconi si accinge (forse) a vincere le prossime elezioni. E’ vincente perchè ha messo in atto già da tempo una “rivoluzione” (spiace dirlo, ma è così) nella società italiana, che ha cambiato in radice l’alfabeto a cui eravamo abituati da anni.

    L’indifferenza di quel 55% di cui parli si spiega così. Ora, certo, questo comportamento può essere criticabile ma non scoperto tardivamente

    E’ evidente, insomma, che non sarà un’elezione a cambiare tutto questo, persino se Berlusconi risultasse perdente il 14 aprile.

    Perciò la scadenza del 13 e 14 aprile va vissuta con meno apprensione. Con più saggezza, direi.

    Ci aspettano anni di ricostituzione, su basi nuove ovviamente, del tessuto democratico compromesso. Anni in cui tutte le culture democratiche di riferimento (da quella liberale a quella comunista) dovranno confrontarsi con il cambiamento necessario e soprattutto praticarlo.

    Per quanto riguarda queste elezioni, limitiamoci ad augurarci che Berlusconi ne esca con le ossa rotte.

    Michele Fumagallo

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