il baluginio dei sorrisi
È passato troppo tempo già per dire di esso. Per dire di quel buio che da Sant’Angelo dei Lombardi arrivava a Bisaccia. Non so quanti chilometri di buio saranno stati. Era molto tempo che non vedevo una notte tanto bella. A un certo punto Franco ha preso delle scorciatoie. L’ho chiamato poco fa. Si sentivano i lieti rumori di una casa dopo cena. Gli ho detto di quel buio di quella sera. Mi ha detto: ”Scrivici su qualcosa”. Io gli ho detto: “Non vorrei esagerare”. “Ma dai”. Ha detto lui. E allora adesso provo a dire di quel buio. C’erano un sacco di chilometri da fare, eppure non mi sembrano così tanti a guardare la mappa sul web. La mappa è quella in tre stili: “mappa”, “satellite”, “terreno”. Quella tipo “terreno” è la più singolare. Ci stanno delle linee come su di un foglio grigiastro verdastro accartocciato. A nord di San’Angelo c’è come un accartocciamento tronco conico, con quasi in cima, Castel Baronia. Tra Bisaccia e Sant’Angelo dei Lombardi sulla carta “terreno” non ci stanno paesi o borghi. Sulla carta tipo “mappa” invece ce ne stanno: Rione Fornace, Santa Maria Manganelli, Rione Montemarano, Pietri Di Sotto, Masseria Compierchio. Poi viene l’incrocio con la statale 91. Poi fino a Bisaccia Nuova non ci stanno né paesi né minuscoli borghi. Dev’essere stato lì che ho sentito la bellezza di quel buio. E a vederla ci siamo azzittiti con Franco. La 91 a sud porta fino al lago di Conza. Da Cairano, dove sta Antonio, si dovrebbe vedere il lago. Voglio vedere che dice il sito di Cairano. Eccolo qua il lago, prima c’è una animazione. Ci stanno dei parapendisti che scendono dall’alto. Sto leggendo che d’agosto c’è “la festa dell’aria”. Nel 2007 è stata la 16° edizione. Nel sito c’è anche un omaggio a Franco Dragone, regista e coreografo del “Cirque du soleil”. Li ho visti non meno di 20 anni fa dalle mie parti. E ci stava Victoria Chaplin nella compagnia. Era carina, bianchissima e volante. In pratica la 91 a ovest, la 399 a est, la 491 a sud e la 303 a nord per Bisaccia e Calitri formano un ampio rettangolo con Cairano sotto per città, e completamente sola in quel rettangolo, a parte alcune Masserie. Antonio sta lì. Sulla Comunità c’è riportato il suo sito: www.ilfornaioecologico.it. C’è un testo che dice del “pane di una volta”, che “
Non era fatto di solo lievito, acqua e farina. Era fatto di lavoro notturno, di attesa paziente per la lievitazione, di cottura dolce in un forno a temperatura moderata. Era fatto di tutte quelle cose che le esigenze della vita moderna non rendono più attuabili.” Ma erano quelle cose lì a dare a quel pane “l’aroma, la fragranza, il profumo, il gusto”. Lui comunque il pane lo fa ancora così. E un poco la luce che sta nelle ultime foto che ha pubblicato sulla Comunità Provvisoria ha le stesse caratteristiche. È fragrante e profumata quasi. C’era un grande buio quella sera, c’era il grande lavoro notturno del buio. Anche dove sto io a Fermo c’è abbastanza buio, ma di meno. Sto appena fuori la città. È una discesa di centro metri dove le macchine “s’infugano”. In salita invece prendono la rincorsa. Li dove comincia la discesa, al bivio, cominciava la campagna vera e propria. Adesso è diverso. A ovest si vedono le colline che arrivano ai Sibillini. Franco è stato qui diverse volte. Sa di vista di cui sto parlando. In breve si arriva, attraverso il fondovalle dell’Ete, alla Marina di San Giorgio. Di notte si può entrare nel porto. Ma in fondo alla punta del molo non si arriva. Di giorno invece sì. Da una parte ci stanno le barche dei vacanzieri a vita, dall’altra parte i pescherecci e le vongolare. In fondo al molo si vede il Conero. Significa “monte opposto al mare”. Gli antichi in una sola parola ci mettevamo tutto quanto. Stamattina ha scritto Angelo Verderosa per gli auguri di Pasqua, richiamando la poesia di Alfonso. Sono partito che volevo scrivere tre righe sul lavoro notturno del buio per ricambiare quegli auguri luminosi, e sono ancora qui a colpire la tastiera. Ma la colpisco per stare un poco lì, e questo sicuramente si era capito. Due ragazze che dovevano tornare a Napoli quella sera la batteria della macchina era andata in tilt. Dev’essere stato Michele ad aiutarle. Poi avrebbe fatto strada loro. Le ragazze continuavano a sorridere. La batteria era saltata. Ma loro sorridevano. Baluginavo nel buio i loro sorrisi. adelelmo ruggieri
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la piana del Formicoso dalla statale 303, sullo sfondo i Monti Picentini / foto angelo verderosa 16.3.08

come si usa nelle “migliori” emittenti radiofoniche private partenopee, un bacione e auguri pasquali a franco, angelo, michele ciasullo, fumagallo e minieri, ant. romano, alfonso, enzo e antonio luongo, dario, nanosecondo, paolo anche se non ci ho mai parlato, pietro di nusco, adelelmo,fiorella e consorte, roberta, angela e tutti gli altri,
kiss, smack
lo avevo immaginato dai primi righi. un testo così aderente alla verità delle cose riprese a videocamera, non poteva non essere che di Adelelmo.
come sei ricco di attenzioni, di premure, di ascolti di cose lontane, di particolari minuzioni, di elementi in sottofondo. e tutto diventa quadro, teatro, struttura.
sento il sangue di adelelmo scorrergli nel corpo da arterie e vene. sento il suo benssere quando scrive, come quando il cuore sobbalza all’improvviso per una gioia.
il buio che adelelmo tocca e ci rimanda, si accartoccia e diventa luce.
È un augurio ogni volta la tua scrittura, carissimo.
È pasqua ogni volta che ti leggiamo e sappiamo rivolto a tutte le tue cose e a noi
un abbraccio
caro adelelmo, un pensiero e un saluto affettuoso dalle due ragazze con la batteria scarica…
a sergio e a tutti buona pasqua
In pratica … tra Provincia, Regione e Ministero, non ultimo quel beota del ministro, proprio tra la 91 a ovest, la 399 a est, la 491 a sud e la 303 a nord per Bisaccia e Calitri, proprio in quel rettangolo, hanno immaginato una discarica …
per portare i rifiuti di Napoli in Alta Irpinia
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dopodomani, a Pustarza di Savignano, sui prati destinati alla nuova megadiscarica regionale (22 ettari), si farà la pasquetta
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i prati della nostra terra devono restare al paesaggio e al buio, facciamo tutti uno sforzo affinchè non ci portino via quest’ultima ricchezza
.
angelo
Grazie Adelelmo
per la tua scrittura così visiva, da sentirla con tutti i sensi.
Auguri di primavera
Teresa C.
Un saluto carissimo in questa giornata di mezza festa, feriale fin qui
e festiva da qui fino a domani.
Spero che la Pasquetta a Pustarza di Savignano sia andata benissimo.
Qui a Pasqua una specie di diluvio battente.
Bella la foto coi Picentini solenni all’orizonte.
Adelelmo
Incantato dall’abilità del narratore, mi ritrovo alla fine,
quasi all’improvviso, a chiedermi come già finito?
non è bello? l’aria e lo spazio aperto?
la differenza tra stare dentro e stare fuori?
voglia di un viaggio che non finisce mai,
di mangiare una cosa e non perdere la fame
di essere dentro un momento e non uscirne mai
di ascoltare una musica nuova e non perdere la sorpresa delle prime note
tutto quello che succede alla gente avviene in base a combinazioni di circostanze.
le chiamiamo coincidenze no?
come vedere di colpo una faccia che ti riguarda tra mille facce che non ti dicono niente
il baluginio dei sorrisi.
ant
Un caro saluto Antonio
Adelelmo