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	<title>Commenti a: Quaranta anni fa il 68&#8230; (parte prima)</title>
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	<description>comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella</description>
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		<title>Di: HERA-Klescampania</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/21/quaranta-anni-fa-il-68-parte-prima/#comment-2569</link>
		<dc:creator>HERA-Klescampania</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 10:09:41 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Michele, 
non mi ero accorta che il tuo post-68 aveva ripreso a navigare..
me ne sono accorta poco fa e ti rispondo rapidamente sulle questioni pratiche.
Salvo imprevisti familiari, sarò ad Andretta venerdì 4.

Sabato 5 ore 16/16.30 c&#039; è il laboratorio + ore 21 l&#039; assemblea ordinaria.
Domenica 6 rinnovo la mia disponibilità per la C.P.: ad Andretta  o altrove, se ci sono incontri organizzati da qualcun altro della C.P.

Ieri sera , ho verificato molto da vicino, le difficoltà a coinvolgere i soci responsabili nella preparazione di un evento : quindi la mia disponibilità per domenica è piena, ma forse con scarsa capacità di coinvolgere i com-paesani.
Puoi trovare telefoni e mail a giro sul sito di HK .
Ciao  Teresa</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Michele,<br />
non mi ero accorta che il tuo post-68 aveva ripreso a navigare..<br />
me ne sono accorta poco fa e ti rispondo rapidamente sulle questioni pratiche.<br />
Salvo imprevisti familiari, sarò ad Andretta venerdì 4.</p>
<p>Sabato 5 ore 16/16.30 c&#8217; è il laboratorio + ore 21 l&#8217; assemblea ordinaria.<br />
Domenica 6 rinnovo la mia disponibilità per la C.P.: ad Andretta  o altrove, se ci sono incontri organizzati da qualcun altro della C.P.</p>
<p>Ieri sera , ho verificato molto da vicino, le difficoltà a coinvolgere i soci responsabili nella preparazione di un evento : quindi la mia disponibilità per domenica è piena, ma forse con scarsa capacità di coinvolgere i com-paesani.<br />
Puoi trovare telefoni e mail a giro sul sito di HK .<br />
Ciao  Teresa</p>
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	<item>
		<title>Di: alfonso</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/21/quaranta-anni-fa-il-68-parte-prima/#comment-2564</link>
		<dc:creator>alfonso</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 07:25:55 +0000</pubDate>
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		<description>carissimo michele
forse non leggerai questo mio commento.
sarà solo, se dovesse essere così, colpa mia.
ho visto solo ora il tuo intervento. mi piace molto.
mi piace perchè ti rivolgi a noi come al solito.
da visionario, da profeta. da persona che non ha smarrito niente del &#039;68, ma che tutto ha custodito, elaborato e consegnato, giorno dopo giorno, ininterrottamente. con la propria presenza, con la propria parola, con il suo sorriso e, persino, ma non secondario, il suo look. incontrarti, come sempre, per me è gioia. non è mai solo un saluto. sempre un abbraccio</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>carissimo michele<br />
forse non leggerai questo mio commento.<br />
sarà solo, se dovesse essere così, colpa mia.<br />
ho visto solo ora il tuo intervento. mi piace molto.<br />
mi piace perchè ti rivolgi a noi come al solito.<br />
da visionario, da profeta. da persona che non ha smarrito niente del &#8216;68, ma che tutto ha custodito, elaborato e consegnato, giorno dopo giorno, ininterrottamente. con la propria presenza, con la propria parola, con il suo sorriso e, persino, ma non secondario, il suo look. incontrarti, come sempre, per me è gioia. non è mai solo un saluto. sempre un abbraccio</p>
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	<item>
		<title>Di: michele fumagallo</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/21/quaranta-anni-fa-il-68-parte-prima/#comment-2519</link>
		<dc:creator>michele fumagallo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 23:57:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=560#comment-2519</guid>
		<description>Caro Antonio,

la storia è scritta sempre dai vincitori. In tutti i sensi. Sia come manipolazione che come idealizzazione.

Nel mio breve post (tra l&#039;altro, forse, a puntate) ho parlato di alcune cose essenziali di quella rivolta generazionale. Tutto il resto è davvero cronaca spicciola. E bisogna stare attenti alle cronache spicciole perchè, quando prendono il sopravvento, non fanno capire nulla dell&#039;essenziale. Anche questo è avvenuto negli ultimi anni: un sovrastare delle piccole cose, manipolate per nascondere l&#039;essenziale.

Avremo modo di parlare ancora, se continuerà questo dibattito, del 68.

Per ora voglio dirti che non esiste nessuna lotta, non ne parliamo poi di una rivolta generazionaei, che sia rose e fiori. Non appartiene alla nostra natura umana. Il conflitto è sempre presente nella nostra vita, ineliminabile. Il problema è solo (solo? Ma ci vuole una grande saggezza!) la sua &quot;governabilità&quot;. 

Bisogna guardarsi dall&#039;idealismo perchè porta fuori strada. Dà illusioni. 
Nessuna conquista è mai regalata. Tutte sono strappate con le unghie e con i denti. Questa è sicuramente la tragedia della nostra vita ma anche la sua grandezza.

Non si può sfuggire. Possiamo solo stare dalla parte giusta: dalla parte di chi non ha, di chi è infelice, dei pacificatori. E governare il conflitto cercando di ricomporlo sempre in termini più alti e civili per tutti.

Continuiamo la discussione

Con affetto
Michele Fumagallo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Antonio,</p>
<p>la storia è scritta sempre dai vincitori. In tutti i sensi. Sia come manipolazione che come idealizzazione.</p>
<p>Nel mio breve post (tra l&#8217;altro, forse, a puntate) ho parlato di alcune cose essenziali di quella rivolta generazionale. Tutto il resto è davvero cronaca spicciola. E bisogna stare attenti alle cronache spicciole perchè, quando prendono il sopravvento, non fanno capire nulla dell&#8217;essenziale. Anche questo è avvenuto negli ultimi anni: un sovrastare delle piccole cose, manipolate per nascondere l&#8217;essenziale.</p>
<p>Avremo modo di parlare ancora, se continuerà questo dibattito, del 68.</p>
<p>Per ora voglio dirti che non esiste nessuna lotta, non ne parliamo poi di una rivolta generazionaei, che sia rose e fiori. Non appartiene alla nostra natura umana. Il conflitto è sempre presente nella nostra vita, ineliminabile. Il problema è solo (solo? Ma ci vuole una grande saggezza!) la sua &#8220;governabilità&#8221;. </p>
<p>Bisogna guardarsi dall&#8217;idealismo perchè porta fuori strada. Dà illusioni.<br />
Nessuna conquista è mai regalata. Tutte sono strappate con le unghie e con i denti. Questa è sicuramente la tragedia della nostra vita ma anche la sua grandezza.</p>
<p>Non si può sfuggire. Possiamo solo stare dalla parte giusta: dalla parte di chi non ha, di chi è infelice, dei pacificatori. E governare il conflitto cercando di ricomporlo sempre in termini più alti e civili per tutti.</p>
<p>Continuiamo la discussione</p>
<p>Con affetto<br />
Michele Fumagallo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: antonio luongo</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/21/quaranta-anni-fa-il-68-parte-prima/#comment-2512</link>
		<dc:creator>antonio luongo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 21:49:36 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=560#comment-2512</guid>
		<description>Ma poi veramente da quel 68, cosa possiamo ricordare e cosa ci rimane oggi? maah….

io avevo appena otto anni e ricordo il 68 come un periodo brutto, 

era difficile, anzi pericoloso uscire di casa,
 
scontri e tantissimo fumo nelle vie di milano,
 
tra poliziotti e manifestanti, strade bloccate,
 
scuole occupate, lunghi percorsi per andare chi al lavoro e chi a scuola.

se la nuova rivoluzione deve portare ancora a questo, è meglio nemmeno parlarne.

ant</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ma poi veramente da quel 68, cosa possiamo ricordare e cosa ci rimane oggi? maah….</p>
<p>io avevo appena otto anni e ricordo il 68 come un periodo brutto, </p>
<p>era difficile, anzi pericoloso uscire di casa,</p>
<p>scontri e tantissimo fumo nelle vie di milano,</p>
<p>tra poliziotti e manifestanti, strade bloccate,</p>
<p>scuole occupate, lunghi percorsi per andare chi al lavoro e chi a scuola.</p>
<p>se la nuova rivoluzione deve portare ancora a questo, è meglio nemmeno parlarne.</p>
<p>ant</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: micheless</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/21/quaranta-anni-fa-il-68-parte-prima/#comment-2509</link>
		<dc:creator>micheless</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 19:15:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=560#comment-2509</guid>
		<description>Cara Teresa,

Anche a te le scuse per il ritardo con cui ti rispondo.

Hai fatto bene a ricordare le donne come protagoniste di una delle lotte più interessanti e memorabili dopo il 68.

Ma su tutta la tematica di quel periodo, sulla coscienza femminile (e femminista) venuta fuori negli anni 70, sarebbe bello se tu (e anche altre donne del nostro blog) riprendessi in post ad hoc quella storia.

Con  affetto
Michele Fumagallo

p.s. : allora, ci vediamo per uno dei nostri incontri ad Andretta il 6 aprile?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Teresa,</p>
<p>Anche a te le scuse per il ritardo con cui ti rispondo.</p>
<p>Hai fatto bene a ricordare le donne come protagoniste di una delle lotte più interessanti e memorabili dopo il 68.</p>
<p>Ma su tutta la tematica di quel periodo, sulla coscienza femminile (e femminista) venuta fuori negli anni 70, sarebbe bello se tu (e anche altre donne del nostro blog) riprendessi in post ad hoc quella storia.</p>
<p>Con  affetto<br />
Michele Fumagallo</p>
<p>p.s. : allora, ci vediamo per uno dei nostri incontri ad Andretta il 6 aprile?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: michele fumagallo</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/21/quaranta-anni-fa-il-68-parte-prima/#comment-2503</link>
		<dc:creator>michele fumagallo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 16:14:59 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Angelo,

anche per te le scuse del ritardo con cui rispondo.

Sì, bisognerebbe affrontare il &quot;68 di traverso&quot; che avvenne nelle nostre zone. Perchè di traverso? Ma perchè fu un movimento concentrato molto nelle città, nelle università, poi nelle grandi fabbriche. Da noi l&#039;onda contestativa prese &quot;di lato&quot; la società locale (soprattutto potere politico e famiglie). Ma non fu una cosa banale o superficiale. Cominciò allora a crollare soprattutto il &quot;potere delle famiglie&quot;, i valori arcaici in cui erano ferme. E anche in campo politico un certo rinnovamento, nella sinistra soprattutto, è databile da allora. E&#039; un discorso lungo da fare, e credo sia più proficuo farlo con le storie personali. Intanto grazie dei tuoi ricordi infantili e dei nomi che mi riportano a persone (e dibattiti, e scontri, eccetera) che ho frequentato per anni.

Con  affetto
Michjele Fumagallo
p.s. : sul film libanese &quot;Caramel&quot;, bell&#039;opera prima, anche se nel solco di altre opere simili degli ultimi anni, della regista Nadine Labaki, parleremo altre volte, senza appesantire troppo il nostro blog.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Angelo,</p>
<p>anche per te le scuse del ritardo con cui rispondo.</p>
<p>Sì, bisognerebbe affrontare il &#8220;68 di traverso&#8221; che avvenne nelle nostre zone. Perchè di traverso? Ma perchè fu un movimento concentrato molto nelle città, nelle università, poi nelle grandi fabbriche. Da noi l&#8217;onda contestativa prese &#8220;di lato&#8221; la società locale (soprattutto potere politico e famiglie). Ma non fu una cosa banale o superficiale. Cominciò allora a crollare soprattutto il &#8220;potere delle famiglie&#8221;, i valori arcaici in cui erano ferme. E anche in campo politico un certo rinnovamento, nella sinistra soprattutto, è databile da allora. E&#8217; un discorso lungo da fare, e credo sia più proficuo farlo con le storie personali. Intanto grazie dei tuoi ricordi infantili e dei nomi che mi riportano a persone (e dibattiti, e scontri, eccetera) che ho frequentato per anni.</p>
<p>Con  affetto<br />
Michjele Fumagallo<br />
p.s. : sul film libanese &#8220;Caramel&#8221;, bell&#8217;opera prima, anche se nel solco di altre opere simili degli ultimi anni, della regista Nadine Labaki, parleremo altre volte, senza appesantire troppo il nostro blog.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: michele fumagallo</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/21/quaranta-anni-fa-il-68-parte-prima/#comment-2502</link>
		<dc:creator>michele fumagallo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Mar 2008 15:48:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=560#comment-2502</guid>
		<description>Caro Alfonso,

scusami il ritardo con cui rispondo a questo tuo breve intervento. 

Non so se la Comunità Provvisoria potrà essere il luogo del nostro cambiamento radicale. Me lo auguro, ma sai, le cose camminano per vie traverse e imperscrutabili.

Per ora noi dobbiamo avere la capacità di far lievitare questa pasta del tutto particolare che corrisponde alla comunità. Se ne verrà fuori un pane profumato e ottimo da gustare lo dirà soltanto il futuro, anche il futuro non troppo lontano. 

Ciò che invece voglio sottolineare del tuo intervento è l&#039;ottimismo, la tua preservazione del nostro blog dal limite della &quot;depressione&quot; che un po&#039; ci prende tutti (ma è depressione generale e persino metaforica, per quanto mi riguarda). Mi fa piacere che dai la carica a tutti noi; mi fa piacere che lo fai tu che forse più di altri avresti bisogno di &quot;essere caricato&quot;.

Sul 68: la sua forza sta certamente nell&#039;avere avuto una carica ideale che noi adesso ci sogniamo soltanto. Tuttavia bisogna stare attenti, caro Alfonso. Bisogna stare attenti a pensare che quella carica è svanita soltanto perchè molti di noi l&#039;hanno perduta. Questo è sicuramente vero, ma non è tutta la verità. C&#039;è un altro pezzo di verità, che è la novità assoluta di questi anni, e guai a dimenticarlo.

E&#039; quello che tu chiami &quot;progetto per il futuro&quot;. Quel progetto non è più possibile nei termini in cui l&#039;hanno avuto i giovani di allora. Lo spartiacque storico di oggi non sta più nel solco delle rivolte giovanili (o anche mature, perchè no?) dei decenni passati.
Per questo è così difficile oggi il cambiamento.

Capire che ciò che blocca il futuro (e quindi qualsiasi &quot;progetto per il futuro&quot;) è l&#039;attuale progresso (che quindi va &quot;rinominato&quot;), è fondamentale per rimettere in piedi un &quot;progetto&quot;. E&#039; quel che ho chiamato &quot;la lotta per rifiutare&quot;, indispensabile oggi per qualsiasi cambiamento.

Per questo non mi convincono molte analisi critiche sulla società attuale che indulgono troppo su questioni &quot;passate&quot;, magari ancora vere, ma che non sono più &quot;novità&quot; e quindi non più capaci di fare da &quot;traino&quot; (nella storia degli uomini &quot;trascinano&quot; solo le novità). Non ne parliamo poi del &quot;passatismo&quot; e &quot;sudismo&quot; banale (e &quot;reazionario&quot;) del nostro amico Paolo.

So che mettere insieme la &quot;lotta per avere&quot; e la &quot;lotta per rifiutare&quot; è difficile, ma questa è la sfida che ci sta di fronte. &quot;E&#039; il progresso bellezza, e tu non puoi farci niente&quot; avrebbe detto Humphrey Bogart. Invece noi possiamo rispondergli: &quot;E&#039; il progresso, bellezza, d&#039;accordo. Ma noi possiamo fare tanto perchè non ci rovini. Perchè sia &quot;rinominato&quot;. Perchè sia svelato il trucco mefistofelico&quot;.

La discussione su quell&#039;anno decisivo nella nostra storia recente continuerà.

Con  affetto
Michele Fumagallo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Alfonso,</p>
<p>scusami il ritardo con cui rispondo a questo tuo breve intervento. </p>
<p>Non so se la Comunità Provvisoria potrà essere il luogo del nostro cambiamento radicale. Me lo auguro, ma sai, le cose camminano per vie traverse e imperscrutabili.</p>
<p>Per ora noi dobbiamo avere la capacità di far lievitare questa pasta del tutto particolare che corrisponde alla comunità. Se ne verrà fuori un pane profumato e ottimo da gustare lo dirà soltanto il futuro, anche il futuro non troppo lontano. </p>
<p>Ciò che invece voglio sottolineare del tuo intervento è l&#8217;ottimismo, la tua preservazione del nostro blog dal limite della &#8220;depressione&#8221; che un po&#8217; ci prende tutti (ma è depressione generale e persino metaforica, per quanto mi riguarda). Mi fa piacere che dai la carica a tutti noi; mi fa piacere che lo fai tu che forse più di altri avresti bisogno di &#8220;essere caricato&#8221;.</p>
<p>Sul 68: la sua forza sta certamente nell&#8217;avere avuto una carica ideale che noi adesso ci sogniamo soltanto. Tuttavia bisogna stare attenti, caro Alfonso. Bisogna stare attenti a pensare che quella carica è svanita soltanto perchè molti di noi l&#8217;hanno perduta. Questo è sicuramente vero, ma non è tutta la verità. C&#8217;è un altro pezzo di verità, che è la novità assoluta di questi anni, e guai a dimenticarlo.</p>
<p>E&#8217; quello che tu chiami &#8220;progetto per il futuro&#8221;. Quel progetto non è più possibile nei termini in cui l&#8217;hanno avuto i giovani di allora. Lo spartiacque storico di oggi non sta più nel solco delle rivolte giovanili (o anche mature, perchè no?) dei decenni passati.<br />
Per questo è così difficile oggi il cambiamento.</p>
<p>Capire che ciò che blocca il futuro (e quindi qualsiasi &#8220;progetto per il futuro&#8221;) è l&#8217;attuale progresso (che quindi va &#8220;rinominato&#8221;), è fondamentale per rimettere in piedi un &#8220;progetto&#8221;. E&#8217; quel che ho chiamato &#8220;la lotta per rifiutare&#8221;, indispensabile oggi per qualsiasi cambiamento.</p>
<p>Per questo non mi convincono molte analisi critiche sulla società attuale che indulgono troppo su questioni &#8220;passate&#8221;, magari ancora vere, ma che non sono più &#8220;novità&#8221; e quindi non più capaci di fare da &#8220;traino&#8221; (nella storia degli uomini &#8220;trascinano&#8221; solo le novità). Non ne parliamo poi del &#8220;passatismo&#8221; e &#8220;sudismo&#8221; banale (e &#8220;reazionario&#8221;) del nostro amico Paolo.</p>
<p>So che mettere insieme la &#8220;lotta per avere&#8221; e la &#8220;lotta per rifiutare&#8221; è difficile, ma questa è la sfida che ci sta di fronte. &#8220;E&#8217; il progresso bellezza, e tu non puoi farci niente&#8221; avrebbe detto Humphrey Bogart. Invece noi possiamo rispondergli: &#8220;E&#8217; il progresso, bellezza, d&#8217;accordo. Ma noi possiamo fare tanto perchè non ci rovini. Perchè sia &#8220;rinominato&#8221;. Perchè sia svelato il trucco mefistofelico&#8221;.</p>
<p>La discussione su quell&#8217;anno decisivo nella nostra storia recente continuerà.</p>
<p>Con  affetto<br />
Michele Fumagallo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: HERA-Klescampania</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/21/quaranta-anni-fa-il-68-parte-prima/#comment-2464</link>
		<dc:creator>HERA-Klescampania</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Mar 2008 21:08:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=560#comment-2464</guid>
		<description>@Michele, 
nella grande dimensione prospettica che tu dai del &#039;68, voglio sottolineare quanto sia stata fondamentale l&#039; uccisione metaforica dei padri e delle madri per la battaglia aperta dal movimento femminista negli anni successivi.
Le leggi nuove sul diritto di famiglia, divorzio, aborto, protezione della maternità sui luoghi di lavoro appartengono al decennio successivo, ma hanno le loro radici nel movimento del &#039;68.
Il secondo punto da te sottolineato  è interessante.
 Semplicemente,  mi risuona e si trasforma così: dalla lotta &quot;per avere&quot; alla lotta &quot;per essere nel tempo, cioè esistere &quot;...
Non è che lo dico in maniera del tutto chiara :sto applicando un linguaggio individuale allla logica del collettivo ...e il collettivo sconfina nell&#039; ecosistema e dipende dall&#039; ecosistema.
Per Angelo : 
io avevo 17 anni nel &#039;68 /secondo l.cl / e i professori consigliarono mio padre di non mandarmi alle assemblee studentesche per non incorrere in pericoli molteplici. Io andai e mio padre non me lo vietò: era il responsabile dell&#039; uff politico della questura di Fi.
Ma la mia rivoluzione ( compresa la metaforica uccisione di entrambi i genitori ),l&#039; ho dovuta fare anni dopo, nel campo dei diritti delle donne.
Teresa C.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Michele,<br />
nella grande dimensione prospettica che tu dai del &#8216;68, voglio sottolineare quanto sia stata fondamentale l&#8217; uccisione metaforica dei padri e delle madri per la battaglia aperta dal movimento femminista negli anni successivi.<br />
Le leggi nuove sul diritto di famiglia, divorzio, aborto, protezione della maternità sui luoghi di lavoro appartengono al decennio successivo, ma hanno le loro radici nel movimento del &#8216;68.<br />
Il secondo punto da te sottolineato  è interessante.<br />
 Semplicemente,  mi risuona e si trasforma così: dalla lotta &#8220;per avere&#8221; alla lotta &#8220;per essere nel tempo, cioè esistere &#8220;&#8230;<br />
Non è che lo dico in maniera del tutto chiara :sto applicando un linguaggio individuale allla logica del collettivo &#8230;e il collettivo sconfina nell&#8217; ecosistema e dipende dall&#8217; ecosistema.<br />
Per Angelo :<br />
io avevo 17 anni nel &#8216;68 /secondo l.cl / e i professori consigliarono mio padre di non mandarmi alle assemblee studentesche per non incorrere in pericoli molteplici. Io andai e mio padre non me lo vietò: era il responsabile dell&#8217; uff politico della questura di Fi.<br />
Ma la mia rivoluzione ( compresa la metaforica uccisione di entrambi i genitori ),l&#8217; ho dovuta fare anni dopo, nel campo dei diritti delle donne.<br />
Teresa C.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: angelo</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/21/quaranta-anni-fa-il-68-parte-prima/#comment-2457</link>
		<dc:creator>angelo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Mar 2008 11:26:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=560#comment-2457</guid>
		<description>il &#039;68 passò sotto la finestra della mia scuola elementare
c&#039;era sole, facevo la terza
corremmo alle finestre
passava un gruppo di ragazzi con una bandiera, cantando e slogan ando...
ricordo nitidamente le facce di rodolfo, enrico, domenico, michelino, nino ...
la maestra intimò di tornare nei banchi e aggiunse, &quot;sono comunisti&quot;
poi seppi che mangiavano i bambini ... e mi incuriosii 
michele, parliamone (e appena puoi metti qualcosa su caramel)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>il &#8216;68 passò sotto la finestra della mia scuola elementare<br />
c&#8217;era sole, facevo la terza<br />
corremmo alle finestre<br />
passava un gruppo di ragazzi con una bandiera, cantando e slogan ando&#8230;<br />
ricordo nitidamente le facce di rodolfo, enrico, domenico, michelino, nino &#8230;<br />
la maestra intimò di tornare nei banchi e aggiunse, &#8220;sono comunisti&#8221;<br />
poi seppi che mangiavano i bambini &#8230; e mi incuriosii<br />
michele, parliamone (e appena puoi metti qualcosa su caramel)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Di: alfonso</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/03/21/quaranta-anni-fa-il-68-parte-prima/#comment-2450</link>
		<dc:creator>alfonso</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Mar 2008 09:38:20 +0000</pubDate>
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		<description>alle spalle abbiamo tutti un passato. di fronte, se non vagheggiato, un vago futuro.
al nostro passato tutti voltiamo le spalle. davanti vaghiamo con gli occhi, se qualcosa ci attraversa lo sguardo.
può essere questo, carissimo michele, che ci manca oggi. ci manca una visione da realizzare, ci siamo abituati al terreno che sentiamo sotto ai piedi. ci manca un&#039;utopia, concreti e materiali come siamo diventati.
forse non l&#039;abbiamo mai considerato, ma quanta forza spirituale c&#039;era in quei ragazzi del &#039;68, che nemmeno sapevano ci fosse.
noi siamo ancora troppo comodi, pigri mentalmente e rattrappiti.
specie noi italiani. l&#039;ultimo sondaggio (non ricordo l&#039;agenzia) pubblicizzato ieri sera diceva che noi italiani siamo pigri e depressi.
speriamo non circoli più da queste nostre parti, su questo nostro blog specialmente, la malattia che ci corrode e distrugge: la depressione, l&#039;ipocondria cronica.
speriamo che anche franco stia meglio. speriamo scriva sempre come scrive, ma per i libri; sul blog spero scriva con un senso prospettico delle cose.
come da depressi può venire una rivolta? contro chi? con quali energie? a pro di che?
noi non ci lasciamo vincere e contagiare. noi siamo qui, a voler opporci alle cose.
cito il mio amico paolo saggese, il titolo di un suo libro sul sud, IL PENSIERO ANTAGONISTA. 
siamo noi i lottatori, la cp, che ha una visione e un entusiasmo delle cose. 
la nostra rivoluzione parte forse come una reazione calma alla forza che l&#039;ha provocata, ma è già rivoluzione</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>alle spalle abbiamo tutti un passato. di fronte, se non vagheggiato, un vago futuro.<br />
al nostro passato tutti voltiamo le spalle. davanti vaghiamo con gli occhi, se qualcosa ci attraversa lo sguardo.<br />
può essere questo, carissimo michele, che ci manca oggi. ci manca una visione da realizzare, ci siamo abituati al terreno che sentiamo sotto ai piedi. ci manca un&#8217;utopia, concreti e materiali come siamo diventati.<br />
forse non l&#8217;abbiamo mai considerato, ma quanta forza spirituale c&#8217;era in quei ragazzi del &#8216;68, che nemmeno sapevano ci fosse.<br />
noi siamo ancora troppo comodi, pigri mentalmente e rattrappiti.<br />
specie noi italiani. l&#8217;ultimo sondaggio (non ricordo l&#8217;agenzia) pubblicizzato ieri sera diceva che noi italiani siamo pigri e depressi.<br />
speriamo non circoli più da queste nostre parti, su questo nostro blog specialmente, la malattia che ci corrode e distrugge: la depressione, l&#8217;ipocondria cronica.<br />
speriamo che anche franco stia meglio. speriamo scriva sempre come scrive, ma per i libri; sul blog spero scriva con un senso prospettico delle cose.<br />
come da depressi può venire una rivolta? contro chi? con quali energie? a pro di che?<br />
noi non ci lasciamo vincere e contagiare. noi siamo qui, a voler opporci alle cose.<br />
cito il mio amico paolo saggese, il titolo di un suo libro sul sud, IL PENSIERO ANTAGONISTA.<br />
siamo noi i lottatori, la cp, che ha una visione e un entusiasmo delle cose.<br />
la nostra rivoluzione parte forse come una reazione calma alla forza che l&#8217;ha provocata, ma è già rivoluzione</p>
]]></content:encoded>
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