COMUNITA’ PROVVISORIA . paesi .. paesaggi … paesologia

comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella

ARCHEOLOGIA DEL SAPERE E BIOPOLITICA della GIOIA

con 2 commenti

asiciliano-notte-su-montecalvo-dip-el-18-7-06.jpgBuona Pasqua a Tutti! /  Nel mio ultimo viaggio in Egitto, con la mia moto del tempo, in compagnia di Vimenuzo e Gildina siamo andati alla ricerca del “segreto meraviglioso” perduto. Questa storia la potete leggere su  http://www.girodivite.it/Il-Clown-Nanosecondo-alla-ricerca.html . / In conclusione di questa “storia meravigliosa e fantastica” ho accennato anche ad un’altra storia d’amore, quella tra Maddalena e Gesù. Una delle “escursioni termiche spazio tempo” che abbiamo fatto in compagnia della nostra “meravigliosa” guida Giorgio “il Faraone”, abita al Cairo, è di religione Copto, è stata al Colle di Gebel el Tarif ad una sessantina di chilometri da Luxor, vecchia Tebe. Era il 1950, da pochi anni si era fatta una importantissima scoperta. Sul colle ci sono molte tombe che risalgono a tutte le epoche. VI dinastia egizia, epoca greco-romana ed infine ai tempi dei monaci dell’antico monastero di Pacomio.

Giorgio “il Faraone” seduti in cerchio intorno a Lui con Vimenuzo e Gildina sempre più estasiati dalla bellezza di questi luoghi magici, ci ha raccontato che nella primavere del 1945 due contadini scavando nella zona trovarono “La Brocca” con dei manoscritti. I codici “Nag Hammadi”, dal nome del luogo del ritrovamento. Alcuni di questi sono ancora conservati nel museo Copto del Cairo ed altri all’Istituto Jung di Zurigo.

Finalmente si tradussero dal copto-grecizzante forse tradotti dall’aramaico e fu così che le parole dell’acquario sono venute alla luce del sole. Guarda caso il XXI secolo è nel segno dell’acquario.

Giorgio “il Faraone” ci disse, ci ha detto, ci direbbe, ma il tempo del verbo sceglietelo voi perché ogni tanto mi perdo con la mia moto del tempo, che si trattava di tredici codici formati da 1350 pagine ma a noi ce ne sono arrivati intatte solo 1130. Risalirebbero al primo secolo dopo Cristo. Si tratta di manoscritti in Copto forse tradotti dall’aramaico. Tra questi manoscritti c’è “Il vangelo secondo Tommaso” che è conosciuto con il nome di “Quinto Vangelo”, dato che è il più antico.

Questo testo, ci spiegò, ava, a,  la nostra “illuminata” guida scout Giorgio “il faraone”, contiene molte frasi di Gesù fino ad oggi sconosciute ed in queste pagine appare un concetto nuovo: Il Cristo non vince le forze del mondo servendosi del dolore. La sua “arma” non è la sofferenza ma la conoscenza che attraverso Gesù, esce dal tempo e diventa eterna, cosmica: l’atto creativo è gioia e amore incondizionato.

La stessa condizione dell’uomo, donna e maschio, lo stesso concetto di parità tra i “generi” alla luce del Vangelo di San Tommaso assume una luce diversa.

Alcuni giorni fa, commentavo,  in un post sulla condizione della Donna Irpinica che “….o tutte e femmen avvarian esser uommn o tutto i maschi avvarrian essere femmene…(Roberto De Simone)” frase che avevo ripetuto a Giorgio “il Faraone” in occasione della nostra escursione sul sito archeologico del Colle di Gebel el Tariff

E, così leggemmo tutti insieme, li nel cerchio sul colle di Gebel el Tariff uno dei passi del Vangelo secondo Tommaso (il 114).

Racconta di quando Simon Pietro alzando la voce disse, perché anche Gesù lo sentisse: “Non sarebbe ora che questa Mariza venisse allontanata dal nostro gruppo? Che ci sta a fare tra noi? E’ inutile che ascolti le parole del Maestro, tanto è una donna e le donne non sono degne della Vita Eterna”  

Gesù allora disse: ” Mariza, vieni più vicina e stai qui, dolcissima creatura, stretta a me! Non dar retta alle parole di quell’uomo. Anche tu entrerai nell’eternità, quando saprai completarti, arricchendoti di quella parte maschile che ti manca, allora diventerai Spirito, eternamente vivo. E, voi discepoli, ascoltatemi, e anche tu Pietro: la stessa cosa avviene per voi maschi: ognuno di voi è un ESSERE tagliato a metà, ma se questa mezza anima sarà capace di completarsi con l’altra metà che le manca potrà entrare nel Regno, perché nel regno si entra a due a due, una donna e un uomo, un uomo e una donna”.

Ed è cosi che lo stesso Giorgio “il Faraone”, stringendoci in cerchio ancora di più,  ci spiegò che una metà dell’infinito Bene fu creduta il Male e che Dio è coppia e Sposo e Sposa. Tutto quello che è vivente è coppia. L’uomo ha creduto uno ciò che era metà. Così l’uomo spezzato si vergognò dei suoi pensieri e li nascose. Prima era il Regno della felicità e della bellezza, ma l’uomo “spezzato” non ne fu degno, perché amò il dolore e la sofferenza e respinse la saggezza che può dare la gioia e l’amore delle essere uno. Non più maschio e femmina ma maschio e femmina, essere unico e divino.

Il sole iniziava  a tramontare e dovemmo scendere dal Colle prima che facesse buio. Questo viaggio in Egitto con la mia moto del tempo nel sempre non solo ha unificato l’amore tra Vimenuzo e Gildina ma ha dato a me anche più consapevolezza dell’essere “creatura della gioia”. Lo stesso incontro fatto “prima”  (o dopo? Boh!) sull’isola di Phila nel tempio dedicato ad Horus, Osiris ed Iside (la dea dell’amore familiare), con il Dio nano-BES, custode della famiglia, della creatività e della gioia, mi ha dato sempre più conferma che dobbiamo percorrere con ogni strumento e mezzo la strada della bellezza e della gioia.

Camminiamo nella bellezza … ops dimenticavo anche Giorgio, l’ho visto poco fa, mi ha detto di rivolgere anche da parte sua i migliori auguri di Buona Pasqua a tutti.

Nanosecondo / enzo maddaloni

.

in copertina, Angelo Siciliano, Notte su Montecalvo, 2006

Written by verderosa

23 Marzo 2008 a 9:22 pm

2 Risposte

Subscribe to comments with RSS.

  1. OMNE IGNOTUM PRO MAGNIFICO EST
    tutto ciò che è ignoto si immagina pieno di meraviglie
    Tacito, Agricola, 30.

    tacito

    25 Marzo 2008 alle 6:21 pm

  2. “Vedere il mondo in un granello di sabbia
    e il Paradiso in un fiore di campo
    porta l’Infinito nel palmo della tua mano
    e l’Eternità, in una sola ora”

    (William Blake)

    Enzo Maddaloni

    26 Marzo 2008 alle 9:30 am


Lascia una Risposta