COMUNITA’ PROVVISORIA, il blog dei paesi e delle montagne

ESORTAZIONE / paolo battista

Pubblicato su a Autori Comunitari by comunitaprovvisoria su Aprile 2nd, 2008

La sedia vuota
ascolta la mia contro-politica,
pensieri che altrimenti non troverebbero respiro.
Un’apologia di umane necessità
dove riordinare i contenuti
(per poi decifrarne le parti più evolute).
Esule
della mia stessa nazionalità
diffido dell’ostinata logica della storia.
La libertà di un unimale in gabbia è la nostra libertà…
e storditi dalle circostanze viviamo di diseguaglianze,
che altrimenti strategie diplomatiche occulterebbero.

Come un albero abusivo
nel ventre asfaltato della città,
Babilonia centrista e apparentemente invulnerabile,
Patria irriconoscibile.

Mi rivolgo a me stesso(ed esorto alla riflessione),
chè a parlar da soli,
ognuno coi suoi tormenti,
ognuno con le sue variazioni,
non è adolescente follia che moderni farisei sentenzierebbero,
ma utile riguardo
alle nostre interne contraddizioni,
rinnovata attenzione
per gli archetipi della paura,
della verità che può far paura(in cerca di un’uscita sicura),
un traguardo
che altrimenti prepotentemente uomini ottusi per noi oltrepasserebbero.

paolo battista

3 Responses to 'ESORTAZIONE / paolo battista'

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  1. alfonso said, on Aprile 2nd, 2008 at 4:40 pm

    avevo una sedia
    nessuno si sedeva
    la vedevo restare
    ogni giorno vuota.
    un giorno
    per curiosità
    vedendo che era possibile salirvi
    lo feci e vidi il mondo
    da un’altra prospettiva.
    non ci credete? provateci ragazzi.
    il mondo sembra diverso da quassù.
    è proprio quando credete
    di sapere qualcosa
    che dovete provarla
    a guardare da un altro punto di vista
    anche questa è una necessità
    se non della storia
    delle cose, come per me bambino
    il richiamo della sedia.
    salito s’è scritta un’altra storia
    da una necessità della curiosità
    ispirata dalla provocazione del mondo

  2. paolo battista said, on Aprile 8th, 2008 at 11:01 pm

    Anima vagante.
    Viandante.
    Nel buio della mente.
    Occulte fucilate.
    Comparse nel presente…Adesso…PENSARE.
    La libertà di decidere nella giungla della politica iconoclasta.
    Adesso…BASTA!
    Rivoglio i miei diritti!
    La libertà di peccare nella giungla iconoclasta.
    Anima ingiuriata. Deviata. Nel buio della mente una vampa…Adesso!
    Adesso basta…voglio ESSERE altro.
    Nuove generazioni alla riscossa.
    Adesso…PENSARE.
    E’ il momento di decidere, prima di annegare nell’impero di uomini che giocano agli eroi.
    ADESSO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  3. Paolo Battista. Versi tratti da CANTI URBANI, ed.Il filo (genn. 2008) said, on Aprile 10th, 2008 at 11:17 pm

    GRATE NERE

    Un suono metallico si spande tra le grate nere.
    L’odore dei panni umidi di brezza,
    la bellezza della brezza!
    Schiamazzi sfuggevoli e isterici nei suoni gravidometallici.
    La diffidenza del silenzio,
    e del mondo.
    L’orologio continua la sua marcia,
    la sua furia si schianta ai bagordi domenicali,
    bagordi metallici!
    Il suono ferraginoso di un telefonino
    e gli odori del Ramadan
    si confondono alla brezza casilina
    e ai ricordi confusi della sera precedente.
    Gli occhi venati di sangue della sera precedente!
    La pioggia della sera precedente!
    Lacrime di gioia e paura.
    Il delirante sabato del quartiere
    e i suoi vetri frantumati,
    le risse dei fascisti,
    i soliti ubriachi…
    …………………
    Il trepidio s’interrompe
    e una festa di piatti corrompe gl’infanti,
    assaliti dalla brezza confusa di tradizioni e speranze,
    speranze metalliche!
    La ribellione del verbo,
    dell’autunno,
    del silenzio,
    di una sciarpa nera strapazzata dal vento,
    e dal silenzio.
    Gl’odori del traffico e del pane
    nella bigia consuetudine del vento.
    Foglie ingrigite dallo smog
    e la dispersione della brigata.
    L’amarezza metallica di una folata
    e l’intemperanza di un cane
    si perdono nelle chiazze porporine dell’imbrunire,
    …nell’oblio di evanescenti respiri
    …nel brumoso refrigerio della sera
    …nella cerea gloria della cenere.

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