COMUNITA’ PROVVISORIA . paesi .. paesaggi … paesologia

comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella

DOVE SIAMO e dove andiamo

con 17 commenti

... per chi si chiede perchè ultimamente non siamo più tanto
sul blog della Comunità Provvisoria

ITINERARI del LABORATORIO DEMOCRATICO

continua il “VIAGGIO ELETTORALE” del Laboratorio Democratico con FRANCO ARMINIO

 OGGI, domenica 6 aprile, siamo in IRPINIA D’ORIENTE sulle orme del VIAGGIO di DE SANCTIS

al Laboratorio partecipano le intelligenze buone della NUOVA IRPINIA

 

Franco Arminio – Luca Battista – Dario Bavaro – Michele Ciasullo -

- Enzo Luongo – Michele Minieri – Salvatore Ruggiero – Paolo Saggese -

Angelo Verderosa – Antonio Vespucci  - Franco Archidiacono – Antonio Vella

- Arcangelo Lodise -  Fiorenzo Iannino – Toni Ricciardi –

Giuseppe Iuorio – Antonello Matarazzo – Nino Uva – Alfonso Nannariello -

- Carmine Prudente -  Giovanni Marino – Pietro Brundu – Eugenio Perrotti –

Andrea Forgione – Nicola Zarra – Felice Storti – Angelo Cataldo

- Sergio Gioia – Paolo Mascilli Migliorini – Federico Verderosa

Antonio Petruzzo – Salvatore Storti – Felice Santoro – Enrico Tecce

- Giuliano Minichiello – Fiorella Guerriero – Paolo Battista

Antonio Luongo – Michele Natale – Giovanni Maggino – Enzo Cristallo

- Paola Maria Guerriero – Flaviano Oliviero – Alessandra Maddaloni -

Gianni Fiorentino – Luigi Famiglietti – Nino Sica – Mario Pagliaro –

- Antonio Rauzzino – Alevidio Zoena – Gianni Storti – Annarita Colantuono -

Valentina Corvigno – Vincenzo Storti – Urbano Todisco  - Emiliano Bruno –

- Luigi Salzarulo – Andrea Romita – Michele D’Onghia – Michele Giammarino

 

 

 

chi vuole condividere il cammino può lasciare un commento sul blog o può contattare FRANCO ARMINIO

   arminio17@gmail.com   388.7622101

 

Il Laboratorio Democratico ha un proprio sito su cui vi sono programmi, comunicati

(anche quelli che non pubblica la stampa locale), video, foto, aggiornamenti e

commenti   http://irpino.wordpress.com

 

sulla lettera di ANTONIO LA PENNA a FRANCO ARMINIO si è messo in moto un dibattito sul BLOG di TISBE, IL VASO DI PANDORA

http://tisbe.splinder.com/post/16599353/Il+latinista+La+Penna+sui+peri

 

Written by verderosa

6 Aprile 2008 a 9:50 am

17 Risposte

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  1. “In politica non bisogna contare i complimenti ma i voti”. E’stato per questa sconvolgente verità subita che dopo oltre quindici anni di “clandestinità illuminata” in politica, qualche tempo fa, ho deciso di tirare il freno ed aspettare. Una dieta di attivismo che mi ha dato il tempo di incontrare il Lab. Dem. Da quando è successo, però, ricomincio a contare troppi complimenti, questo mi fa pensar male. Nel frattempo che si continua ad essere come più ci piace essere, quindi, propongo di cominciare anche a costruirci, nel PD, un ceppo di visibilità oggettivo che possa renderci meno clandestini anche a chi preferisce la ragioneria al pensiero.

    Ho spesso detto che il senso del PD è nella speranza (non più utopica) della convivenza delle diversità, in ottica maggioritaria. Il senso dell’azione del Lab.Dem. è nella dimostrazione di questa possibilità.

    Perchè questo sia strutturalmente chiarito, però, dobbiamo cominciare a contare/ci. Nel PD irpino ci saranno i veltroniani, binettiani, manciniani, deluchiani, se tutti gli aderenti a Lab.Dem., invece, si iscrivessero al circolo PD di Bisaccia potremo annunciare anche la nascita della corrente dei “pensieri folli di Bisaccia”.
    Denunciando (e misurando) la possibilità di coinvolgimento di politica “altra” in un partito che almeno in provincia e regione non lascia abbandonare facilmente ricordi gattopardeschi.

    Dalla appartenenza a questo nuovo ceppo di visibilità, poi, ognuno potrà, avviarsi verso i percorsi che riterrà più opportuni ma certa sarà la provenienza e quindi, se non la destinazione, almeno l’obiettivo.

    Che Franco quindi mi dica come posso fare per iscrivermi al circolo di Bisaccia.

    mariopagliaro

    6 Aprile 2008 alle 6:00 pm

  2. o a quello di cairano, che potremmo aprire noi, magari venerdi in occasione del mi comizio di chiusura della campagna elettorale.
    condivido il tuo ragionamento, ma bisogna parlarne con gli altri folli….
    armin

    franco arminio

    7 Aprile 2008 alle 7:57 am

  3. Caro Mario Pagliaro e caro Franco,

    questo tipo di dibattito sul partito democratico va tenuto sul vostro sito, non qui.

    Così continua una manipolazione della Comunità Provvisoria quanto mai dannosa per questo organismo che non è il partito democratico (sarebbe impazzita la Comunità Provvisoria se lo fosse, scusatemi la battutaccia da comunista impertinente) nè nessun altro partito.

    E’ da tempo che metto in guardia tutti sui danni che si immettono in un organismo del genere.
    Comincio a pensare (l’ho sempre pensato, per la verità) che sarà molto difficile se non impossibile arrivare all’anno fatidico della sperimentazione così.

    E’ un danno, caro Franco, che si fà anche alla scelta politica e alla tua candidatura.
    Più si è capaci di fare cose diverse, o diverse militanze, più si è maturi. Mica è difficile capirlo questo?

    Mi sono battuto qui per ridimesionare gli infantilismi di chi voleva una democrazia compiuta in un organismo del genere ancora “in fieri”.

    Ho sottolineato, ad esempio, i ruoli di Franco (organizatore degli incontri) e Angelo (del blog) quanto mai giusti.

    Però, soprattutto chi gestisce questa fase, deve dare più garanzie di altri sull’autonomia del gruppo chiamato Comunità Provvisoria.
    Altrimenti sarà un organismo in via di estinzione o, che è molto peggio, un organimso di partito.

    Con affetto

    Michele Fumagallo

    michele fumagallo

    7 Aprile 2008 alle 8:49 am

  4. allora che il dialogo cominci.

    mariopagliaro

    7 Aprile 2008 alle 11:06 am

  5. michele
    ma noi non facciamo propaganda. raccontiamo le nostre cose e qual’è il problema se le nostre cose adesso sono queste.
    ieri il viaggio era in fondo un’operazione tutta nello spirito della comunità provvisoria.
    armin

    comunitaprovvisoria

    8 Aprile 2008 alle 9:58 am

  6. @Armin e Michele,
    sono rientrata stasera tardi dall’ Irpinia e mi sono precipitata al pc per sentire il vento che tira e aggiungerci il mio tocco.
    Contenta di avervi incontrato,singolarmente e in carovana , anche informale e godereccia.
    Divertita anche, come se fosse stata l’ ennesima pala eolica montata “fuori la croce “, ad Andretta da…un complesso di circostanzee di persone.

    Quello che dirò ora, risuona ancora della cavillosità avvocatesca degli andrettesi: ieri per me ,c’ era una domanda capace di riportare al presente , al QUI ed ORA la splendida definizione di De Santis, sempre riconosciuta da tutti gli andrettesi onesti…
    La scansione dei tempi mi ha impedita di porla:eccola.
    ” Quanti di voi , in Andretta, si riconoscono cavillosi ? Quanti di voi riconoscono la necessità di acqua chiara da immettere nel pantano per vivificarlo ?”

    Con tutto il DIVERTIMENTO possibile , devo dire che ieri dalle 12 (ora in cui mi hanno comunicato che c’ era in giro un manifesto xxx), ai crocchi curiosi delle 13 fori la croce, fino alla fine del nostro incontro…tutto si è svolto come una grande farsa , con un giocodelle parti strabiliante , una grande giostra dove tutti salivano e scendevano a precipizio..ed io ne ero semplicemente complice , grazie alla disponibilità verso la C.P. e agli auguri allineati per una precisa scelta politica personale, che data da molto tempo.

    Il punto è che gli eventi di ieri non giovano agli andrettesi , che continuano ad abitare il pantano della diffidenza e della critica …e non si giovano dell’ energia del vento!

    Il punto è la confusione tra Comunità Provvisoria e Laboratorio democratico, messa in evidenza da Michele.

    Il punto sono gli errori di comunicazione via blog/blogs e via carta stampata (es non aver concordato le finalità dell’ incontro e il testo!) che sono a monte e che investono a cascata un territorio, in questo caso i militanti di un PD andrettese ,una parte dei soci di HK e la sottoscritta che da un pezzo gioca a fare la” pala eolica “.

    Mi sono divertita : sono uscita dal centro di comunità, rassicurata di aver incontrato una C.P., forse dei possibili amici, comunque degli alleati di ricerca personale e politico-sociale e delusa dalla distanza , incomprensione espressa privatamente e/o taciuta in pubblico da parte di alcuni compaesani.

    Immagino, fantastico, ma ho anche ascoltato : il cavillo grande è sortito dalla locandina e dal suo contenuto!!! il cavillo minore è aver nominato il cavillo!
    Personalmente , non posso farci altro che una bella risata…Tanto Tutto è ILLUSIONE e IMPERMANENZA…comunque brucia.
    Forse anche la confusione è nell’ ultima frase del tuo commento precedente :non credo che ad Andretta abbiano capito che ieri era una operazione tutta nello spirito della comunità provvisoria.
    Ieri, gli andrettesi hanno visto l’ apparato elettorale del Pd, in marcia con la logistica FAVOLOSA della festa dell’ unità , ma della C.P. non sanno nulla e , se lo sanno, non lo dicono.
    Reportage di una pala eolica che risponde al nome di
    Teresa Cella

    HERA-Klescampania

    8 Aprile 2008 alle 11:32 am

  7. Nota :
    autorizzo il copia /incolla sul Lab Dem se F.Arminio lo ritiene opportuno .
    A firma personale TERESA CELLA

    HERA-Klescampania

    8 Aprile 2008 alle 11:38 am

  8. Un obiettivo che mi piacerebbe fosse perseguito è quello di riuscire a dare sotanza di documento e di testimonianza durevole (con un libro, un filmato ..) all’esperienza anche del Laboratorio Democratico.
    Scrivo adesso solo una riflessione sulla carovana itinerante e sugli incontri conseguenti ed è quella che quasi ovunque sono sempre intervenuti persone che non votano PD , che erano contrari alla candidatura di Franco , addirittura che votano Berlusconi. Questo per sottolineare lo spirito del tutto “provvisorio” del Laboratorio Democratico, che pur si candida a rappresentare qualcosa di più strutturato all’interno del PD provinciale e per questo completamente altro dalla Comunità Provvisoria e dalla sua esperienza.-

    lucabattista

    8 Aprile 2008 alle 11:46 am

  9. …CREDO NELLA COMUNICAZIONE…CREDO ALLE SANE PROVOCAZIONI…CREDO ALL’UNIONE DI PIU’ ANIME PER RAGGIUNGERE IL BENE…CREDO NELL’AMORE E ALLE SUE INTENSE ERUZIONI…CREDO CHE L’ARTE ABBIA TANTO DA INSEGNARE ALLA POLITICA E AGLI UOMINI…CREDO IN UN FUTURO DEL QUALE LA CREAZIONE ARTISTICA APPARE COME PROMESSA ED ANTICIPAZIONE…CREDO NELLA SPERIMENTAZIONE…CREDO NELL’INTEGRAZIONE…CREDO PERCHE’ CREDERE NON E’ UN’ILLUSIONE. CREDO PERCHE’ SIAMO NOI A GUIDARE IL DESTINO DEL MONDO.

    PAOLO BATTISTA

    8 Aprile 2008 alle 11:23 pm

  10. Dal momento che ogni cosa è solo un’ apparizione,
    perfetta nell’ essere com’è,
    e non ha nulla a che vedere con il buono o il cattivo,
    l’ accettazione o il rifiuto,
    tanto vale scoppiare a ridere!

    citz da Lonchempa, citato da Lama Sogyal.
    Teresa C. in persona e per HERA-KlèS

    HERA-Klescampania

    8 Aprile 2008 alle 11:39 pm

  11. Teresa puoi descrivere il MANIFESTO XXX che c’era ad Andretta ?
    Puoi mettere qui una breve sintesi del laboratorio che hai tenuto sabato 5 ad Andretta e che gran parte dei comunitari si sono persi a causa del Laboratorio democratico a Lioni ?
    Psicodinamica e politica Ovvero la politica come metafora della complessità della vita psichica / La relazione creativa come dialettica fra polarità / Secondo laboratorio teorico-esperienziale
    Teresa vuoi provare Tu, a mente fresca e psicodinamica, a tentare di conciliare e riammagliare la Comunità Provvisoria con il Laboratorio Democratico ?
    Ti confesso che anch’io mi sento scisso dovendo occuparmi di 2 blog … e che non vedo l’ora di rivedere tutti i comunitari in una giornata epica; sto pensando ad una giornata di salita al monte terminio … Mi impegnerò al massimo solo se arrivano qui le adesioni scritte tue, di michele fumagallo, di antonio romano, di gaetano calabrese, di luigi di guglielmo e di tonino la penna .
    e come chiosa Dario Bavaro
    w la comunità provvisoria
    w l’irpinia
    w l’altairpinia
    angelo

    verderosa

    9 Aprile 2008 alle 6:35 am

  12. Angelo, ci provo a riammagliare .
    un cadeau pour toi e la CP e il lab dem

    Comincio dal laboratorio di “Psicodinamica e politica” in breve “PSICOPOLITICA “per noi veci allievi di P.Q., autore della metafora.
    Perchè in Irpinia ? perchè ad Andretta? un prototipo , che ora sto proponendo anche a Fi, in un quartiere.
    Della serie :Andretta e l’ Irpinia terra di sperimentazione !!!SIC!!!SIC!!!

    All’ origine :una intuizione personale , per ricucire dialogo e curiosità con i miei com-paesani andrettesi cavillosi ,ovviamente estremamente cavillosi anche nei miei confronti e nei confronti della associazione HK.
    Il metodo?
    Un tentativo di TESSERE una sintesi tra la lettura del difficile testo dii P.Q”Fenomenologia della esperienza” con l’ esperienza in vivo della teatro-terapia.

    In gennaio, durante il primo incontro , abbiamo letto, commentato e poi siamo passati alla improvvisazione teatrale(tra l’ altro ne è stata fatta una registrazione che non ho ancora visto, né recuperato).

    La psicopolitica è una metafora , cioè una “carriola “,che permette di spostarci dal piano della teoria psicologica e psicoanalitica (da cui Io, Es, Super-Ioe Sè) al piano analogico e della esperienza .
    la Psicopolitica ha valenza individuale , in primis : permette di tessere una relazione analogica tra la complessità del mondo interiore di OGNUNO di noi e lacomplessità della vita politica di una nazione( composto almeno da popolo, governo, istituzioni e nazione).

    In breve, associando il POPOLO all’ Es,possiamo mettere in evidenza la molteplicità dei BISOGNI interni, quelli così bendescritti dalla piramide di Maslow.
    Il popolo è l’ immagine della complessità dei bisogni psichici che vanno dal soddisfacimento di fame e sete, sesso e territorio ai bisogni più elevati quali le relazioni sociali ed affettive ,la capacità esporessiva e creativa, l’ evoluzione spirituale.

    Le ISTITUZIONI, d’ altro canto, soprattutto il Parlamento con il Partito Progressista e il Partito Conservatore rappresentano al meglio le istanze normative del mondo interiore, tutto quell’ arrovellarsi dialettico tra volontà di cambiamento e bisogno di conservazione.
    In altri termini: pulsionalità e narcisismo.

    Il GOVERNO è L’ Io , quel po’raccio che si barcamena a capire i bisogni del popolo e li governa secondo l’ impronta istituzionale che lo sottende ( cioè le leggi che si è dato ) : un Io conservatore è ben diverso da un Io progressista..ma entrambe queste funzioni sono intercambiabili ,nella stessa persona, secondo evoluzioni cicliche abbastanza evidenti ( vedasi il Ciclo di Vita)..e tra i diversi stili di IO conservatore ce ne sono per tutti i gusti : da louis xiv a mitterrand , da Stalin a Hitler.
    Sto cercando di mettere in guardia contro il possibile dittatore interno, che non tiene conto delle istanze del popolo.

    Accanto alle precedenti carriole c’è la carriola super della NAZIONE, metafora della storia e della verità narrativa individuale : quella che permette di differenziare i governi Italiani dall’ Italia e di dare SENSO e lume alla storia personale .
    ad esempio: Io sono T,mi governo in alternanza con una valida tendenza progressista intervallata da puntate reazionarie, rigide e protezionistiche, conosco i miei bisogni, ma non sempre mi occupo di loro quando corro dietro ai doveri, e mi riconosco nella mia storia , che dà senso ed unicità alla mia esperienza..

    Ok.
    Date codeste premesse, si va in scena IMPROVVISANDO e si VERIFICA cosa sta succedendo.
    Lasciatemi la suspense sulla scelta :tra movimento collettivo del gruppo come corpo unico e del problema individuale , sperimentato in codesti termini.
    Sul piano pratico, in realtà, sto ancora mettendo a fuoco i differenti passaggi operativi per applicare la teatro-terapia alla psicopolitica .
    In effetti è il “MIO Teatro degli IN-clusi” in versione “impegno politico”…
    Che vuol dire ?
    Voglio dire che il mio obiettivo è arrivare a far intravvedere ai giovani e alle persone più semplici la complessità del loro paesaggio interiore, dar loro strumenti di accettazione e comprensione dei bisogni e delle emozioni discordanti…per poterne trovare una sintesi creativa.
    E Mentre ci accorgiamo dell’ ALTRO DENTRO DI ME, ci possiamo accorgere dell’ Altro, fuori di me, l’ Altro che forse fa lo stesso percorso, forse rispecchia e riverbera il nostro.
    Questo è il percorso che provo a mettere in scena con il teatro della psicopolitica .
    E’appena cominciato e già ne intravvedo la difficoltà principale :quella distaccarsi dalla vita sociale “normalizzata” per immettersi in una UNITA’ di TEMPO e SPAZIO , quale può essere un gruppo/lab di Gestalt.

    Come vedi Angelo, ti /vi ho parlato della psicopolitica, ma non ti ho voluto parlare specificamente della esperienza di sabato 5 : l’ argomento sfiora la privacy e l’ etica professionale.
    Posso solo dire che abbiamo tenuto parzialmente il timone puntato verso l’ obiettivo : sulla prima parte vige la privacy assoluta, sulla seconda pongo la mia riserva , come se si fosse trattato di un incontro di scambio e conoscenza , caratterizzato dall’ arrivo in ritardo di due persone.
    Mentre lo dico, mi sto richiamando alla unità /rispetto di tempo e luogo e di riconoscimento delle competenze, che è alla base di ogni lavoro terapeutico.
    Detto più chiaramente : non accetto ritardatari, senza preiscrizione.

    OKKK .
    Date le premesse psicodinamiche, cosa sta succedendo tra C.P. e Lab Dem ?
    Tra di loro :sono in conflitto oppure in con-fusione/con-fluenza ?
    E quali rapporti hanno con le altre comunità esterne ?
    Quali relazioni , in particolare ha il lab dem con:
    I paesi che visita, gli amministratori, i responsabili locali del PD e degli altri partiti, le associazioni cult e la gente semplice ?
    In definitiva : Il lab dem ha tessuto relazione oppure è semplicemente andato in scena?
    Il Lab dem in toto si è posta la questione della opportunità o meno di sollevare la questione del cavillo in una terra di cavillosi?
    é storico od antistorico appellarsi a De Sanctis dopo un secolo e mezzo e permettere digressioni ampie e fori terra , di fronte ai pochi locali, tutti certificati xx,che per l’ ennesima volta si sono sentiti diagnosticati “cavillosi”?

    Non Può esserci relazione con una premessa dia-gnostica :conoscere attraverso il sapere non è conoscere l’ altro : io, sono trenta anni che ci lavoro e non sempre mi riesce andare al di là della dia-gnosi, intesa come meta-conoscenza.
    Forse è successo , almeno ad Andretta, un intrecciarsi di contatti e comunicazioni briose che hanno rinforzato la rete interna della CP e del lab dem ( li cito insieme, stavolta), ma hanno escluso opp inficiato il contatto con gli autoctoni-autoctoni.

    Ma Ma ..Tutta questa mia delirante ed opinabile ricostruzione di UN avvenimento durato due ore ha una premessa nellla locandina xxxx che è comparsa in paese , la domenica mattina. Con i colori della nostra storia verde e rosso du fondo bianco, usando le stesse parole del blog del labdem, F.A. era alle 13 in Pzza T e alle 14 incontrava il lab ( magari associazione!) HERA-K e T.Cella…
    Me so’ sentita ‘ na pala eolica fuori posto, con tutti i militanti locali scavalcati da una donna che essi ignorano da un pezzo.
    Divertita , certo : ma questo è il risultato della con-fusione/con-fluenza tra la Comunità provvisoria ( di cui faccio parte e sul cui blog ho dato disponibilità per un incontro informale la domenica ) e la campagna elettorale di F.Arminio, mediata ed organizzata dal Laboratorio Democratico: a quest’ ultimo spettava il compito organizzativo del contatto con il PD autoctono e l’ elaborazione di una comunicazione SODDISFACENTE per tutti.
    Ovviamente il mio divertimento personale di apparire , sulla stampa, come l’ unica persona che accoglieva F.A in Andretta la cavillosa che non scrive sui blog etc etc ha già pagato pegno con persone care ed indispensabili alla rete associativa di HK ed , ugualmente, ha incassato un imbarazzato disinteresse di una parte dei militanti locali.
    Non com-prendono.
    Personalmente , ho già scelto il silenzio nei confronti di persone che “cavillosamente”cuciono e scuciono alle mie spalle……ma il tema della tessitura , insito nella “psicodinamica e politica ” rischia di finire nel pantano dei commenti ..per via di una comunicazione impropria su una locandina che ha dimenticato di nominare tutti gli attori di un paese.
    E quando dico attori , per questa volta, mi riferisco solo a coloro che si identificano con le Istituzioni e i partiti che le gestiscono.

    Forse anche il mio commento è con-fuso e particolaristico, soprattutto stanotte, dopo un’ altra giornata densissima.
    Forse no :è solo da lasciar sedimentare .
    Il percorso che propongo attraverso HK e la psicopolitica mira a ricucire i danni che la politica sta facendo in un piccolo paese come Andretta…ma può essere utile in ogni contesto collettivo.
    Buonanotte Teresa C. per HERA-KlèS

    HERA-Klescampania

    9 Aprile 2008 alle 11:18 am

  13. cercando parole altre per dirlo :

    LA PALA EOLICA

    Amo
    affidare al vento
    parole eoliche,
    chè solcano cieli azzurri
    di altipiani lontani.

    Amo
    affidare al vento
    occhi curiosi
    dei fiori nei campi.

    Amo tessere
    fili argentei di luna
    nelle trame degli uomini,
    biondi di olio e grano
    neri di terra affaticata
    verdi di speranza concreta.

    E ricevo.
    Calore di sguardi
    divertiti,
    increduli.

    Ovvero , quello di cui sopra in versione “divertissement di una pala eolica ”
    bonsoir Teresa C.

    HERA-Klescampania

    10 Aprile 2008 alle 6:59 am

  14. CHICCO D’UVA

    Mi scontro ogni volta
    con l’esigenza della strade.
    Dibatto ogni volta
    con l’intransigenza del mondo
    e i suoi fondamentalismi.
    Stringo tra le dita un chicco d’uva,
    mi sorride…!
    Gli sorrido prima d’ingoiarlo.
    E’ questo che l’uomo fa col mondo.
    Disturbo il gioco fastidioso di una mosca,
    poi ci ripenso e l’accolgo fissandola negl’occhi.
    Facciamo tutti parte dello stesso circo globale.
    Stringo tra le dita un chicco d’immaginazione,
    gli sorrido e l’ingoio perchè è la mia salvazione.
    Ecco che il sole smonta la sua guardia.
    L’eternità della notte mi rassicura,
    mi sorride e sono felice.
    La bellezza di sentirsi felici è immensa
    quando dura un pò di più di quel che si aspettava,
    ma come vapore sfugge
    e bisogna saper pazientare.
    Sorrido prima di marcire…
    ……………………………..
    ……………………………..

    Paolo Battista. Versi tratti da CANTI URBANI, ed.Il filo (genn. 2008)

    10 Aprile 2008 alle 11:34 pm

  15. Teresa perdonami, mi riesce difficile capire sentimenti ed emozioni provocate in te dalla sosta della carovana del laboratorio democratico ad andretta.
    Ho visto ieri pomeriggio una copia stampata del manifesto xxx affisso ad andretta.
    Il testo è lo stesso messo sul blog del laboratorio qualche giorno prima della domenica.
    Amo la sintesi : ti ha sorpreso (dispiacendoti) il tuo nome sul manifesto o il fatto che il laboratorio ha fatto sosta solo da Te ad andretta ?
    ciao, angelo

    verderosa

    11 Aprile 2008 alle 12:57 am

  16. Entrambe le cose ed altro ancora :

    mi ha creato una crisi interna ad Hk , con una persona xx del consiglio direttivo che mi aveva promesso la sua presenza la domenica e non ha accettato il mio motus politico 2008 e il coinvolgimento del nome di Hk. in una direzione .
    Tra l’ altro , è una polemica interna legata alla migrazione di De Mita e alla diaspora che ne consegue.
    Come associazione , e per statuto, dobbiamo essere fuori dell’ engagement politico e religioso etc , ma abbiamo sempre riflettuo ad alta voce che lo stesso lavoro di HERA-KlèS è politico, sociale epolitico insieme , visto che ha tra i suoi obbiettivi la sensibilizzazione, l’ alfabetizzazione emotiva , l’ impegno perchè ognuno , soprattutto giovane, trovi uno spazio dell’ anima , un giardino interiore libero dall’ influenza della chiesa, della collettività (scuola ) e della famiglia.
    Volutamente tolgo le maiuscole ai nomi astratti, dopo averle scritte.
    Non è un caso che ho tirato fuori , dal mio cilindro magico, il tema della psicodinamica e politica iin gennaio ..prima che scoppiasse la crisi nazionale, rispondendo solo ad un mio obiettivo personale di ricucitura per Andretta. ( post elezioni amministrative 2007).

    Per la seconda ipotesi , io sono solo una piccola parte del “sistema” che si è mosso in quel luogo per due ore , insieme alla C.P confluente nel Lab.dem , al Pd di Andretta e agli amministratori.
    Io ho proposto una lettura degli avvenimenti la cui sintesi è la mancanza di un contatto e di relazione vera tra viaggiatori acculturati e locali .
    Bisognerebbe avere il tempo di verificare, ascoltare le reazioni di tutti coloro che vogliono esprimersi (evidentemente non sul blog) e ormai è PASSATO , un pezzo di storia perfetto così come è.
    La psicopolitica in Irpinia potrebbe servire a questo : permettere alle persone, soprattutto ai giovani, di lavorare su se stessi, sul proprio “paesaggio interno”, anche in piccole comunità dove non è uso scoprirsi e allontanarsi dalle richieste del collettivo.

    Il terzo passaggio è il ritardo (ed altro) dei partecipanti opp semplici curiosi dei miei laboratori : mettono a dura prova la mia pazienza , a rischio della professionalità.
    Il ritardo riguarda la C.P. solo nella misura in cui i ritardatari erano della C.P. ( o del Lab?), con un ritardatario abitué.

    Mi dispiace aver costruito un commento lungo e complicato, dopo la tua richiesta.

    Vedilo come il grandangolo di un occhio isolato , su un attimo fuggevole, e di un cuore che si rende conto della difficoltà di abbracciare trama e ordito, tessitura e ricucitura di strappi!

    Ciao Teresa

    HERA-Klescampania

    10 Aprile 2008 alle 3:13 pm

  17. Angelo,
    non amo la sintesi e riprendo, non sapendo se tu hai spostato la mia risposta, anticipandola di un giorno, per convenienza o perchè attendi altra risposta.

    E’ storia passata, ma io immagino che sia MANCATO totalmente un vero CONTATTO di F.A , della C.P. e della sottoscritta con il paese di Andretta, rappresentato sulla scena del centro comunitario da 10 persone al max, tutte sinceramente PD e da una tipa sola , sempre la stessa sottoscritta, in rappresentanza di una associazione di latitanti.

    Ancora in sintesi, quando riferisco quello che ho visto con “emozioni e sentimenti in sovrabbondanza” e cerco di argomentare tra confusione e confluenza e tessiture varie,
    sto semplicemente cercando di riflettere ad alta voce su quello che non va, non su quello che è andato.

    In sintesi , ai miei occhi miopi :
    La C.P. con sede al Goleto non è il Lab dem , nato successivamente per..
    Il Lab dem non sembra essere il circolo periferico del PD, con sede al Goleto.
    La C.P. non è HERA-KlèS in campania, che è una sezione “calata” dall’ alto di una assoc.per volontà di una tipa e di un amministratore.

    Teresa C. non è HERA-KlèS, anche se pensa, progetta, parla, si esprime e lavora perHK.
    HK non è Andretta, che attualmente ha un sindaco ben attaccato alla sua proloco e non si è mai incuriosito di quello che l’ associazione ha saputo esprimere nei due anni precedenti e poi anche nella prima estate del suo mandato.

    La C.P non è F.Arminio, anche se è certamente un frutto del suo impegno e della sua maturazione SOCIALE e POLITICA.
    HERA-KlèS non è Teresa C., anche se è l’ espressione del suo impegno a far vivere Andretta, come frutto dell’ impegno SOCIALE che mette nel lavoro.
    IN codeste imprese, sia F.A che T.C. patiscono le difficoltà di contatto, insite nella loro natura “ciclica” e nella storia personale…detto con simpatia.

    In sintesi :
    RICONOSCERE LE DIFFERENZE PERMETTE DI COSTRUIRE PONTI
    e TESSERE RELAZIONI tra persone e gruppi affini , ma non identici..ma anche tra persone e gruppi diversissimi per orientamento politico, religioso, storico , filosofico etc.

    RICONOSCERE LE DIFFERENZE PERMETTE DI VALORIZZARLE
    E DI METTERE IN EVIDENZA L’ INTERDIPENDENZA DEI FENOMENI…dove ogni cosa , evento o persona o relazione prende forma in relazione al campo in cui è immersa e che contribuisce a creare/generare.

    Mi dispiace di aver creato equivoci , dilungandomi nei dettagli.
    Buona Domenica Teresa C

    HERA-Klescampania

    12 Aprile 2008 alle 9:12 pm


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