CAIRANO NEL CUORE
Comizio a Cairano
Venerdì sera a Cairano chiuderò la mia campagna elettorale. Questa è la traccia del discorso. Poi quello che dirò dipenderà dall’umore del momento, dalle facce che avrò davanti.
Cari cittadini di Cairano che non siete qui perché siete in Belgio o al cimitero, oggi parlo a voi e a questi amici che sono venuti con me, parlo al vento e alle nuvole, ai muri e alle porte chiuse. Parlo con sconforto e fervore, parlo coi sentimenti che mi sono venuti in questa campagna elettorale che mi ha portato nei paesi non a spiare la mia morte e la vostra, ma a sentire il fiato che c’è ancora. Sono a Cairano insieme a voi per dire che noi queste elezioni le abbiamo già vinte. Le abbiamo vinte perché non abbiamo detto menzogne. Ci siamo accampati nel diluvio di desolazione che ha preso i paesi e abbiamo usato i nostri corpi come stracci per raccogliere un poco d’acqua. Continueremo a farlo anche dopo queste votazioni. Stasera non c’è bisogno di nominarlo il partito per cui votiamo e nemmeno il lugubre pagliaccio che abbiamo arricchito passando le nostre sere sui divani. Non siamo qui per dire le parole che tutti dicono e che stanno nell’aria senza toccare nulla. Siamo qui per dire che bisogna tornare a Cairano. Le cantine di questo paese devono tornare a riempirsi di vino. Bisogna tornare a piegarsi per spiantare dalla terra le cicorie. Questi gesti ci piacciono, non quelli di certi politicanti accigliati che passano il loro tempo a tramare per guidare il partito a cui appartengono. È come se uno avesse una donna e invece di baciarla fa di tutto per chiuderle la bocca, per imbavagliarla. Sono esseri tristi che vivono con stipendi rubacchiati in questo o quell’ente partorito da un’Italia burocratica e inconcludente. Un’Italia di carta che ha partorito questi uomini di polvere, con la faccia grigia. Siamo qui perché non saremo mai con loro e non ci importa nulla se diventano sindaci o assessori. Per noi sono tappi, lacci, imbuti. A Cairano e nei paesi più affranti, più sperduti, c’è bisogno di una politica tanto nuova che adesso non si riesce neppure a immaginare. Una politica che faccia girare la terra nel suo verso, che lasci cantare il buio e la luce, che riporti le lucciole a luglio e la neve a febbraio, una politica che faccia svegliare gli uomini all’alba e li metta a letto dopo il tramonto. Una politica naturale, semplicemente umana. Guardatevi intorno, qui c’è tanto cemento di cui non c’era bisogno. Non ci sono mani per queste maniglie, non ci sono lacrime per chi è rimasto a soffrire. A un certo punto accade che i paesi muoiano, come muoiono le persone. Forse per noi e per Cairano il terribile è già accaduto. E allora è un miracolo riaprire la terra e gettarvi dentro un seme. Questo seme è il fatto che siamo qui in compagnia. Siamo venuti da altri paesi, da altre desolazioni. E abbiamo una luce negli occhi che non abbiamo mai avuto. Ci fa luce il batticuore, ci fanno luce queste amicizie venute su vicino alle tende che abbiamo aperto in ogni paese. Siamo una carovana di nomadi che ha deciso di disertare le cerimonie della noia a cui si vota ogni giorno la piccola borghesia di questo capitalismo che a furia di espandersi è diventato piccolissimo. Siamo qui per dire che la vita è un evento enorme e la politica se non è grande non è niente. Siamo qui per la gloria di stare insieme agli altri nel mondo, per onorare questa misteriosa avventura di cui non sapremo mai nulla. Quello che sappiamo è che non ha senso istigare e istigarci a produrre e consumare di più. Non è la crescita la nostra salvezza. La nostra salvezza è la poesia che ancora c’è nel mondo, è questa nuova religione che ci tiene insieme, quest’antica bellezza che vogliamo proteggere e accudire. Non ci aspettiamo niente da nessuno dei parolai che stanno sulla scena. Ci piace leggere, ridere, guardare. E per fare questo non abbiamo bisogno di leggi e di progetti, di ministri e portaborse. Le nostre poltrone sono queste montagne, il grano che sta crescendo, le rose che fra poco fioriranno.
Un caro abbraccio a tutti
da Franco Arminio
il comizio è anche su primo amore, sito letterario che vi consiglio vivamente di frequentare.
mi aspetto qualche commento intelligente. mi pare una buona base per sviluppare altre “visioni”.
arminio17@gmail.com
arminio
10 Aprile 2008 alle 10:29 pm
non sarebbe male che chi intende venire a cairano
lo dica qui
anche perché dopo, molto dopo, c’è la cena a bisaccia e vorrei capire in quanti siamo
arminio
10 Aprile 2008 alle 10:47 pm
per michele fumagallo.
il comizio è un gesto situazionista, in stile comunità provvisoria.
se non condividi vuol dire che abbiamo smesso di capirci.
arminio
10 Aprile 2008 alle 10:50 pm
a chi sussurrerà al vento
leggo le parole e l’intensità
e so che presto esse saranno come globuli viaggianti
nel sangue di sente il proprio midollo impolparsi
di vita e di convinzione e di sogno
ti auguro l’ascolto e il risveglio
Metaphisìque
10 Aprile 2008 alle 11:27 pm
adesso parto per zungoli, una delle perle dell’irpinia.
secondo me chi commenta questo testo, in qualunque modo lo faccia, è una persona che a capito il mio tentativo di epicizzare una vicenda tutto sommato mediocre.
e la comunità provvisoria ha bisogno solo di queste persone e non di altre.
arminio
10 Aprile 2008 alle 2:36 pm
Caro Franco,
Come già ho avuto modo di dire, anche su questo blog, non è in discussione la novità con cui conduci la tua campagna elettorale. Spero anche che diventi un tuo diario scritto perché sono convinto che sarà l’unica cosa che resta, dal punto di vista della novità, di queste elezioni.
Va bene anche il situazionismo, sia pure solo in parte: l’involucro conta purtroppo, e, come sai, “il mezzo è il messaggio”, voglio dire che sarebbe stata più dirompente e più “credibile” una campagna elettorale provocatoriamente più “vera”, cioè “senza partito”.
Inutile dirti che il tuo “comizio” su Cairano è la cosa più bella che ho letto in questi giorni.
Perciò, come vedi, non abbiamo assolutamente smesso di capirci, anzi. Semplicemente siamo su posizioni “elettorali” diverse. Tutto qua.
Per il resto, cioè per l’amore disinteressato che abbiamo per i nostri paesi, tutto continua come prima e avemo modo di discuterne più ampiamente nel futuro prossimo.
Intanto, per queste elezioni che, come sai, sono sempre un terreno “secondario” per me, abbiamo entrambi, sia pure da posizioni politiche contingenti diverse, lo stesso desiderio: che il “lugubre pagliaccio che abbiamo arricchito passando le nostre sere sui divani” (bellissima definizione di Berlusconi) ne esca con le ossa rotte.
Con Affetto
Michele Fumagallo
michele fumagallo
10 Aprile 2008 alle 7:42 pm
Un tempo , neanche molto tempo fa, avrei voluto portare almeno una persona cara con me a Cairano in una domenica !
Non ci riuscii e mi lacerai sul fatto , che pur non volendo, invece voglio imporre i miei occhi, il mio cuore, il mio sentire ad altri, alla mia compagna per esempio !.
In una ricerca disperante e quindi forse da ritenere tralasciabile (!?) – cerco di suggerire ciò che può accogliere e raccogliere chi intende vivere nei nostri luoghi coi sensi spalancati (un posto, un incontro con una persona, un convivio, uno sguardo, un VOLO).
Ma il problema è forse che non si ha più voglia di vivere con i sensi spalancati, o molto più realisticamente ognuno apre le porte del proprio universo emozionale con le sue chiavi; e spesso anche chi ti è vicino le ha gelose e custodite.
Io tento di reinventare continuamente la mia appartenenza a questo tempo perché è vitale la necessità di rinsaldarsi e di fondersi con chi vorresti vicino per creare spazi di vitalità, di compagnia, di amore.-
Per mirabilia della vita e delle sue coincidenze, torno a Cairano, questa volta con le persone a me vicine, a me care che mi dicono: ti accompagno, ci vediamo a Cairano.
Ecco il senso della politica, ecco il senso della comunità provvisoria ! Non c’è cesoia tra le cose, tra le nuove appartenenze al nostro paesaggio !
Viva l’irpinia è già uno slogan politico !
Luca Battista
luca b.
10 Aprile 2008 alle 9:03 pm
sono deluso , è inutile nasconderlo.
la bellezza sembra che interessi sempre meno.
ovviamente non mi arrendo…
arminio
10 Aprile 2008 alle 11:08 pm
come ti dicevo ci dovrei essere con andreina, anche per il dopo
sergio gioia
11 Aprile 2008 alle 12:32 am
Ho saputo che l’aura
e le stelle di quella notte
saranno indulgenti.
Stamani ne parlavano gli alberi
e l’aria in moto.
Ti offro ora il tremore
di mani speranzose,
grattano monti,
carezzano visi.
EnzoLuongo
enzlu
11 Aprile 2008 alle 12:50 am
Zell, 10-4-2008
Caro Angelo, condivido il contenuto della lettera di Arminio.
Ti allego 5 file, di cui due opere erotiche, che potrebbero allietare il blog, e 3 file pdf: “Francesco II” e due testi erotici illustrati, “Biagìnu cu lu sciarabàllu” e “Musciu o tuostu”.
Un caro saluto e buon lavoro.
angelo siciliano
angelo siciliano
11 Aprile 2008 alle 10:13 am
Di questi tempi, madre mia,
i santi traslano e fanno notizia
e i pellegrini accorrono.
Ai viandanti non importa quanto lungo sia il cammino,
ma che ci sia il sole, un riparo e un pasto caldo.
Di questi tempi, madre mia,
i governi traslano e fanno notizia
e gli elettori accorrono.
Alla gente non importa quanto sia grande un partito,
ma che ci sia il sole, un riparo e un pasto caldo.
Madre mia, Terra,
benedetta sia, ancora e nonostante tutto, una giornata di sole
perché scalda il cuore all’uomo che ti coltiva,
ma, più ancora,
sia benedetta la pioggia, che lava via il lavoro dai campi.
Al contadino non importa dove cada il seme, ma che sia fertile la terra.
Madre mia, Terra,
benedetta sia la tua voce che ci chiama.
Ai tuoi figli non importa il proprio nome, ma l’ amore che gli esprimi pronunciandolo.
Partecipo alla resistenza partigiana sui monti d’Irpinia,
ma conservo integro il bianco della mia indipendenza.
Io non ex, io non tabuista, pratico la via del possibile per quanto possibile.
Il nuovo non lo medito ma lo agisco.
Domani,
se gioia ci sarà o amarezza,
camminerò
e cammineremo ancora,
perchè non m’ importa quanto lungo sia il cammino,
ma che ci sia il sole, un riparo e un pasto caldo.
nello conte
13 Aprile 2008 alle 6:18 pm
C’è una foto pubblicata anche sul sito del PD di Avellino, che rende onore e merito alla”resistenza partigiana” fatta sui monti dell’Irpinia da Franco Arminio ad altri. Quella foto sembra un “miracolo” nel senso che a Cairano, – il paese più disperante dell’Irpinia, ma con un senso dell’immenso unico in Irpinia e non solo – alla fine del comizio ( e che comizio !!!) di Franco Arminio è stata scattatata una foto di gruppo con rappresentate tutte le classi di età dalla diciottenne cairanese al novantenne cairanese passando per i trentenni , i cinquantenni e così via provenienti da tutta l’Irpinia !!! Ecco la politica cosa deve fare (non solo il PD .. sia ben chiaro la politica tutta !!!) dialogo intergenerazionale e interterritoriale. Ma una altra cosa deve fare la politica … e questo lo può fare da subito il PD , abolire il meccanismo delle tessere di partito !
Immaginate che grande partecipazione sarebbe garantita senza il retaggio fascista e comunista e democristiano (in quel partito vero scandaoloso mercato delle persone il più delle volte ignave) della conta delle persone schierate .- Credo che Nello Conte non dica cose improbabili nell’affermare la importanza della propria indipendenza all’interno anche di organismi strutturati . E’ aperto il confronto… che spero non sia solo solo sul PD.. o peggio ancora sulla deriva politica che sta prendendo la Comunità Provvisoria..LUca b.
luca battista
14 Aprile 2008 alle 12:35 am