COMUNITA’ PROVVISORIA: UN ORGANISMO GIA’ FINITO? di Michele Fumagallo
Cari amici,
come accennato in altra pagina del blog, mi preme scrivere questo post sull’esperienza della Comunità Provvisoria per rimarcare alcuni punti essenziali per proseguire in un gioco collettivo che altrimenti devo considerare concluso, almeno per me.
Potrei sopprassedere, non scrivere più sul blog, non partecipare agli incontri e chiudere così. Sarebbe più giusto per questo gioco, giacché insistere più di tanto espone a una sopravvalutazione non solo di sé ma dell’organismo stesso.
Tuttavia le sollecitazioni ricevute in questi mesi a “mantenere la barra della comunità provvisoria”, a fare un po’ da coscienza critica, mi obbligano di nuovo a ripetere succintamente alcune cose chiedendo scusa per la ripetizione ormai noiosa anche per me.
Sin dall’inizio, fedele agli impegni presi con un gruppo di persone nella prima assemblea di Bisaccia, ho cercato di dare una forma a un incontro in cui il comune denominatore era l’interesse per il territorio e l’autonomia politica e culturale delle persone. La cosa, per me invitato da Franco, era interessante per questo. (continua)
Come tenere in piedi, però, una “assemblea provvisoria”? Mi pare di essere stato io a lanciare la formula della sperimentazione di un anno. Un tempo giusto, dove si invitavano persone a conoscersi negli incontri nei paesi. Sempre chi scrive formulò il concetto dell’ ”arte applicata a incontri tra amici”, e poi, mano a mano, la precisazione di un paio di incontri al mese tra lunghi e brevi.
Parallelamente proseguiva il libero dibattito sul blog, anche negativamente e superficialmente libero.
E’ apparso subito chiaro che l’ansia di stringere, cioè l’incapacità di vivere il provvisorio, ha preso molte persone. Dapprima, da parte di alcuni, come richiesta infantile di democrazia compiuta (cioè regole codificate), impossibile in un organismo nascente. Poi come manipolazione dell’organismo stesso per fini (in questa sede) impropri , vuoi di impegno sociale, vuoi di impegno poltico.
Questi squilibri della Comunità Provvisoria sono stati da me rimarcati in continuazione sul blog. Ho ricevuto plausi pubblici e privati, tuttavia l’andazzo (scusatemi la parola) è continuato.
Che fare adesso? Francamente stilare un catalogo dei comportamenti della comunità mi sembra presuntuoso e probabilmente inutile. Preferisco invitare gli amici a dibattere qui con me su queste poche note (ma c’è tutto il pregresso che ho scritto sul blog in questi mesi) e su questi semplici interrogativi:
1) Ha ancora senso continuare questa esperienza?
2) C’è ancora qualcuno che crede nell’autonomia di questa comunità?
3) C’è ancora qualcuno capace di rivedere gli errori commessi finora e riprendere questo “gioco”?
Con affetto
Michele Fumagallo
p.s. : Franco sa che io vivo di “rifiuto” (punto decisivo dell’impegno politico e sociale nella nostra società, per quanto mi riguarda), quindi non avrei mai scritto sul blog, così come rarissimamente faccio su altri giornali che non sia quello su cui mi sono formato politicamente. Voglio dire agli amici che le cose (questa è la Comunità Provvisoria!) vanno prese con leggerezza, quindi a nessuno deve dispiacere se, senza l’autonomia e il rispetto degli impegni presi, non potrò più partecipare agli incontri della comunità, non potrò più scrivere e dovrò ritirare il mio nome e i miei scritti precedenti dal blog.
caro michele
penso semplicemente che qui è difficile spiegarsi, ammesso che ci sia qualcosa su cui spiegarsi.
penso che solo parlandone dal vivo ci si possa capire bene e magari anche capire le strade di ognuno.
ti facccio un solo appunto: stai giudicando esperienze a cui non hai partecipato.
con affetto
armnin
comunitaprovvisoria
17 Aprile 2008 alle 6:30 pm
Caro Franco,
stai scherzando? Penso di essere stato tra i partecipanti più assidui alle cose della Comunità Provvisoria, sia come scritti sul blog che come incontri.
Fai confusione tra il laboratorio democratico (su cui non ho dato giudizi), nato nella campagna elettorale del partito democratico e verso cui ovviamente non ho nessun interesse per le mie posizioni politiche diverse, con la comunità provvisoria. L’uno non c’entra nulla con l’altra. Metterli insieme si chiama manipolazione. E’ un uso personale (non parlo di interessi, ovviamente) di un organismo nato per fare altre cose, sicuramente non “politica” (ci metto le virgolette perchè sai che io non considero politica quella che ufficialmente viene definita tale), non elezioni e non partiti.
Ho parlato spesso di doppia, tripla e quadrupla militanza che non è solo capacità di gestire cose diverse ma rispetto per l’autonomia di ogni cosa. Non è difficile da capire.
La riunione di Sant’Andrea, mi dispiace dirlo, è una riunione “falsata” da quello che ho detto sopra. In questo senso non suscita il mio interesse.
Come sai, io partecipo sempre volentieri a incontri del tipo “ludico”, ma qui c’è un peccato d’origine che mi impedisce (parlo per me, sia chiaro) di divertirmi. E io, senza “divertimento”, non faccio mai nulla.
Con affetto
Michele Fumagallo
p.s. : grazie del breve intervento, spero ce ne siano molti. A me dispiace non partecipare più al gioco della comunità provvisoria. Ma senza rimettere le cose sul binario corretto, dovrò farlo. Poi, vale sempre il principio che questo (quello della comunità provvisoria) è un gioco e non ci sarà quindi nessuna drammatizzazione se ognuno prende strade diverse, e diversi modi di giocare.
micheless
17 Aprile 2008 alle 7:32 pm
caro michele
forse rimane un dialogo fra noi due, ne abbiamo fatti tanti in questi anni e con grande affetto reciproco.
la parola gioco mi piace anche se è equivocabile.
il gioco del laboratorio è tutto nello spirito della comunità provvisoria. mi fermo qui, magari qualche lettore di passaggio ci prende per pazzi con tutto questo nostro sottilizzare.
secondo me ti saresti divertito assai più di me nei vari incontri che abbiamo svolto.
non ti rimane che fare un salto a sant’andrea. non è una riunione di appestati…
il pd è una cosa lontana, molto lontana dalle cose di cui stiamo discutendo…
armin
comunitaprovvisoria
17 Aprile 2008 alle 7:45 pm
scusate se mi inframmezzo, vorrei proporre una lettura del senso del laboratorio democratico, atteso che il significato e lo scopo della comunità provvisoria sono gli stessi per tutti, almeno credo o spero. quest’ultima è, se ho capito bene, una realtà di tipo ideale e culturale che partendo dal territorio come motivo di ispirazione e fattore di cementazione, parla ai singoli, con la voce dei singoli tutti, per una “formazione e crescita” generale e di ciascuno, di tipo spirituale, morale, ludico e quant’altro. il laboratorio democratico invece non è, come si potrebbe ma non si dovrebbe equivocare, il braccio politico e tanto meno partitico della c.p., per i seguenti motivi: 1) chiunque può farne parte, solo che dica di gradire il concetto di democrazia, quand’anche ritenesse che democratico sia veltroni o berlusconi, hitler o stalin, perchè su cosa sia la democrazia ognuno la può pensare come meglio crede. 2) di sicuro il lab. dem. non è il trampolino di lancio per la carriera politica di nessuno (potrebbe anche esserlo, ma per puro caso e non per una strategia precisa), per il semplice fatto che franco e chi lo segue più da vicino non sono interessati a un’operazione di questo tipo, cosa peraltro implicita nella cifra personale delle persone di cui sopra. pertanto chiudo:
sergio gioia
17 Aprile 2008 alle 8:11 pm
visto e vissuto così, il lab.dem. è stato da me, nel mio piccolo e indegnamente, frequentato con piacere. p.s. mi dispiacerebbe assai, quindi, michele non vederti più, poichè ,sempre per me, la tua presenza per iscritto e da vicino è una delle note più qualificanti del blog e delle riunioni
sergio gioia
17 Aprile 2008 alle 8:17 pm
comunque, anche se capisco le difficoltà logistiche e di tempo (e ribadendo che non sono in via di principio inconciliabili, anzi) anche io sarei dell’avviso che sia meglio tenere in momenti distinti e separati le riunioni della c.p. e del lab. dem.
sergio gioia
17 Aprile 2008 alle 8:48 pm
Dedicata ad Arminio e a tutti i comuntari provvisori & democratici….
Sono anonimo
non mi si deve nominare
non sono che un raccontastorie
un custode dei misteri e della sapienza,
della saggezza e degl’insegnamenti degli Antichi.
Minatou delle tradizioni del popolo.
Avvicinati intorno al fuoco
e sentirai la mia storia.
Sono anonimo
non mi si deve nominare
Cantore,sognatore,visionario,ciarlatano
amante,padre,fratello,figlio.
La mia storia iniziò quando fu creato il fuoco
Superai il grande diluvio con la nostra nazione
Portandomi dietro il consiglio del Lupo
Recando i segreti del Gufo
Sono anonimo
Non mi si deve nominare
Sono il viaggiatore e il sentiero,
Sono il Puma e la sua preda,
Sono la larva che attende l’Avvoltoio,
Sono il respiro delle stelle
Sono sterco,sono cenere,sono polvere,sono calce
Sono l’uccello senza testa del tempo
Dì che sono movimento,estasi
Caro ascoltatore straniero,la mia voce è tua
Ascolta la tua anima,poiché siamo uno
Siamo anonimi
Non dobbiamo essere nominati
Avvicinati intorno al fuoco
Parliamo dei sogni della nostra gente
Raccontiamo le storie d’amore e desiderio
E cantiamo per coloro che devono ancora nascere…
Di Manitonquat ( il cui nome significa ”Storia della medicina”, cioè sacra, che guarisce)
Spero che vi piaccia…”RITORNO ALLA CREAZIONE” e se volete anche e solo per gico alla “RICREAZIONE”.
Camminiamo nella bellezza
Nanosecondo
Nanosecondo al secolo Enzo Maddaloni
17 Aprile 2008 alle 11:25 pm
caro michele
le scelte di de gennaro penso che chiudano il nostro dialogo. a questo punto ti aspetto, come l’altra volta, sulle barricate del formicoso.
armin
comunitaprovvisoria
18 Aprile 2008 alle 12:23 am
Caro Michele
ho condiviso la tua visione della Comunità Provvisoria e delle azioni conseguenti agli incontri – sempre unici ed irripetibili – che di volta in volta si sono svolti in questi mesi.-
Del tuo pensiero, più volte espresso negli scritti sul blog mi ha sempre particolarmente interessato un atteggiamento propositivo che mi è parso affondare le radici in un’idea piuttosto anarchico-libertaria del senso di fare gruppo e comunità.-
Forse potrò anche aver frainteso , ma credo che la forza della Comunità Provvisoria sia proprio la capacità di coinvolgere persone che poi davvero si impegnano ad esprimere pensieri, a proporre idee ed anche a fare , organizzare cose. mettendosi in gioco; di questo credo che bisogna dare merito anche a Franco e poi Angelo che nonostante tutto mi pare non abbiano mai prevaricato nessuno. (mi sembra che questa cosa l’hai evidenziata più volte , anche dopo l’incontro di febbraio al Goleto).-
Proprio perché penso questo, non riesco bene a comprendere per quale motivo si continui a cercare per forza la sovrapponibilità e ad indagare la coincidenza tra la Comunità Provvisoria ed il Laboratorio Democratico.
L’esperienza del Laboratorio Democratico ha una genesi elettorale, intorno a Franco Arminio, poeta candidato al Senato della Repubblica, si sono coagulate diverse persone che neanche conoscevano Franco Arminio e che incontro dopo incontro hanno imparato a frequentare addirittura i suoi scritti .
Del resto, se anche c’è la molla politica, questa non può dirsi che produce un lancio significativo, visto il peso politico e partitico di Franco ( e non me ne voglia il poeta) .
Il Laboratorio Democratico probabilmente farà da traino al fatto che nuovi volti frequenteranno la Comunità Provvisoria , cogliendone ovviamente il senso non partitico e politico .
Un organismo politico può mai essere provvisorio ? Chi in termini consueti lo capirebbe ?
Infatti il Laboratorio Democratico, per mio conto, sarà sempre cosa diversa dalla Comunità Provvisoria per il solo fatto che nato come esperienza politica in campagna elettorale, se davvero vorrà incidere nei luoghi deputati alla scelta delle strategie e delle decisioni politiche per questa terra , dovrà conformarsi dentro la struttura partitica del PD. Infatti il PD è un partito a tutti gli effetti con tanto di statuto, di congresso e poi anche di tessere, questo a me non piace ma tant’è.
Perciò la Comunità Provvisoria potrà continuare a vivere, perché essa è fondata sul gene del senso di una provvisoria e libertaria aggregazione !
Luca Battista
Luca b.
18 Aprile 2008 alle 12:30 am
Caro Franco,
le scelte di De Gennaro-Berlusconi non chiudono il nostro dialogo. Si possono fare benisssimo le due cose, cioè il dibattito sulla comunità provvisoria e quello sui rifiuti (l’impegno e le lotte, importanti, sono un’altra cosa).
Sui rifiuti e sulle scelte sciagurate di Berlusconi e De Gennaro (a parte vedersi ovviamente dove capiterà se continua questo stillicidio contro il territorio) mi riprometto di intervenire in altre pagine del blog.
Su questo dibattito, invece, spero vivamente che continui. Non per me, che ho espresso chiaramente il mio pensiero e le mie scelte, ma per il futuro della comunità provvisoria, se deve esserci un futuro.
Con affetto
Michele Fumagallo
micheless
18 Aprile 2008 alle 1:19 am
ho provato a leggervi con distacco, come un visitatore di passaggio
e ho poi sfogliato il blog … risalendo man mano all’inizio
ed è difficile seguirvi
siamo noi, siamo comunità provvisoria e siamo laboratorio
siamo quei pochi rimasti nel territorio disabitato, siamo gli stessi di settembre 2007
ci piace stare insieme e in questo momento dobbiamo starci non solo per divertimento
il laboratorio nasce a bisaccia a gennaio con le assemblee sui rifiuti
e i soli a credervi e a parteciparvi sono stati i comunitari
che senso ha quindi sottilizzare adesso ?
disperderci per distinguerci ?
un senso unitario alle nostre cose non lo daremo mai … è nella nostra natura
gli obiettivi, anche se questa parola forse dispiace a michele, devono esserci
perchè sono obiettivi dei comunitari e della comunità irpina e non sono obiettivi personali…
serve adesso unirci per dire no all’immondizia
serve che tutti adesso scriviamo e combattiamo la nostra guerriglia, anche sul blog e inviando e.mail ognuno a cento amici
e ognuno invii una foto con la nostra terra verde e disabitata
sono sempre più convinto che nemmeno sanno a napoli e a roma come è fatta la nostra terra
michele fidati e rimani
abbiamo tutti una certa età … e tanta onestà e dignità…
verderosa
18 Aprile 2008 alle 9:37 am
Sentirsi travolto da qualcosa che inconsapevolmente ti travolge e spiacevole.La comunità provvisoria a cui perticipavo, prima dellla influenza elettorale, per forza di cose è stata contaminata e inconsciamente (e di questo sono convinto) travolta dagli eventi pre-elettorali ed elettorali, che hanno visto Franco candidato nella lista del P.D. Indubbiamente gli obiettivi che si prefiggeva la C.P. sposano qulli del laboratorio democratico o viceversa, daltronde le due cose sono fatte dagli stessi uomini.
Ma la nascita, inquadrata in un contesto temporale preciso, di questa ulteriore appendice allla C.P.,ha deviato quella autonomia intellettuale, quella candita forza critica, fatta da soggetti anche diversamente schierati (partiticamente), “facendoci inconsciamenti fessi” minando la C.P. e travolgendola.
antonio denunzio
18 Aprile 2008 alle 11:42 am
Sinceramente, comincio ad essere meno contento, non perchè mi sia reso conto della realtà, ma semplicemente perchè ricomincio a sentire tintinnare di vittimismo. Se basta un berlusconi per ridare dignità alle difese ansiose da post fascismi supposti, grandi fratelli ritrovati e discariche subite, sinceramente valeva poco quanto ho visto fare e fatto nell’ultimo mese. Io di berlusconi non ho paura come, troppe volte ho già detto, non ho mai avuto paura dei riina e dei de mita. Io ho il terrore di maria de filippi, tonino di pietro e mario sena, dei marco travaglio e dei vauro che mi sanno solo far ridere, odiare e convincere che “la colpa non è mai mia”, perchè c’è sempre un mangano che vive in una arcore e che i buoni stanno solo sotto il 3%.
Io non parteciperò mai alla lotta dei della manna e di coloro che combattono i carabineri e subiscono le camorre. Dimostratemi che gli arianesi abbiamo voglia di fare la differenziata, invece di bloccare il Formicoso portatemi ad occupare le sedi dei cosmari, invece di manganellare più forte gli unici lavoratori senza sindacato in Italia, portatemi nelle sedi dei giornali dove si progetta l’ignoranza e la demagogia, invece di violentare Di Gennaro, fatemi denunciare i sindaci di Bisaccia, Andretta, Savignano, Ariano, Avellino per omissioni di atti d’ufficio, istigazione a delinquere, plagio e circonvenzione d’incapaci.
Invece di rincorrere la comoda inutilità romantica dei 3% fatemi sporcare di utilità e aizzatemi contro la prassi, il perbenismo ed il moralismo. Alla faccia dei savignanesi che o votano per De Mita o …non votano. Dimostratemi che l’irpinia non meriti una discarica, perchè altrimenti il primo sacchetto lo butto io. E per chi ancora adora la retorica: ONORE AI 115 SAVIGNANESI che hanno votato. Solo per quelli io posso combattere, il resto è déjà vu.
mariopagliaro
18 Aprile 2008 alle 12:51 pm
Caro Angelo,
la tua lettera, spiace dirlo, è demagogica. Sfugge al problema.
Il laboratorio democratico non c’entra nulla con la comunità provvisoria.
Così come non c’entra nulla il giornale della mia vita con la comunità provvisoria, così come non c’entra nulla la cgil con la comunità provvisoria, eccetera.
Metterli insieme è manipolatorio, cioè disonesto. Io non parlo di questioni morali, parlo di errori e comportamenti sotto gli occhi di tutti.
Se ho aperto questo dibattito (ma ne ho parlato infinite volte già nei mesi scorsi) non è per questioni personali. Io mi sono già divertito abbastanza scrivendo e partecipando agli incontri della comunità e posso finirla qui.
Non c’è nessun problema, come del resto ho scritto.
La questione è invece collettiva, oltre che di onestà intellettuale verso le persone che hanno guardato a questa esperienza con l’interesse con cui si guarda a una cosa, certo provvisoria e soggetta a errori di ogni tipo, ma autonoma e non manipolatoria.
Fossi in te, e negli altri comunitari, affronterei il problema. E questo post e il dibattito che ne sta venendo fuori (spero continui e con molti interventi, per il futuro della comunità provvisoria, non per me) può forse aiutare a uscire da un’impasse, se non è troppo tardi.
Con affetto
Michele Fumagallo
p.s. : come ti ho detto in altre occasioni, la questione rifiuti, così come molte altre questioni importanti, non sospendono nessuna attività della vita civile. Si può continuare tranquillamente (magari meno tranquillamente) a fare quel che bisogna fare e nello stesso tempo lottare contro le continue violenze del potere. Se si corre come matti sballottati di qua e di là dalle decisioni degli sciagurati che governano questo sfortunato paese, si diventa “sottomessi” alla concezione “militaristica” del potere.
Perciò, calma. Fatti una pizza con gli amici, poi vai sul Formicoso a incontrare altre persone che vogliono mettersi insieme a lottare contro i soprusi, poi fatti una passeggiata e guarda le donne che ci sono in mezzo alla strada fantasticando di grandi storie d’amore con loro, poi scrivi e rifletti sugli errori della comunità provvisoria, poi … . Sto scherzando, ma non tanto, caro Angelo.
La nostra subalternità alle logiche, ai tempi, allo stile del potere, è una delle cose da cui prima ci si libera meglio è. Altrimenti è in agguato quella che Pasolini chaimava “omologazione”.
michele fumagallo
18 Aprile 2008 alle 12:56 pm
Caro Michele,
se mi permetti ti comprendo (prendo con me). E’ proprio nei momenti difficili che il metodo deve avere priorità ed il laboratorio democratico, la comunitò provvisoria dei tempi di pace, credo avessero prorio questo merito, suggerire un metodo.
Purtroppo, pare che il suggerimento non viene raccolto perchè le emergenze volute/attese impongono ancora il loro metodo: la superficialità populista.
mariopagliaro
18 Aprile 2008 alle 3:09 pm
hai ragione micheal, anche per me la c.p. e il lab. dem. dovrebbero continuare anche adesso che c’è il casino del formicoso, anche sotto le bombe…perchè rappresentano la
AUTONOMIA.
sergio gioia
18 Aprile 2008 alle 3:26 pm
che la CP vada al congresso! :-P
concordo con michele sul fatto che la parentesi elettorale non abbia giovato alla comunità, ma penso pure che in questa (anche secondo me impropria) commistione di CP e PD si sia espressa una vocazione più politica e meno contemplativa di buona parte della comunità. quello che secondo me si dovrebbe provare a fare è sperimentare altre formule di impegno politico diretto, emancipate da sigle partitiche, al tempo stesso però capaci di superare una declinazione eccessivamente emotiva degli scopi dello stare insieme comunitario, che pure ha in parte dominato queste pagine.
allora ripartiamo dal territorio, ripartiamo ad esempio da savignano, ma facciamolo in maniera forte, competente, critica. e a partire da qui riprendiamo i fili di un discorso un po’ sfilacciato. comunque proviamoci, prima che scada l’anno di prova…
roberta
18 Aprile 2008 alle 3:44 pm
sono la terra e il paesaggio il nostro collante
è in atto l’ennesimo malcelato scontro tra città e campagna
tra osso e polpa
tra signori e cafoni
tra chi produce rifiuti e chi fa la raccolta differenziata
tra chi ha avvelenato il proprio spazio vitale e chi l’ha preservato coltivandolo
tra chi ha segato alberi e chi li ha piantati
adesso napoli vuole imporci l’ennesima megadiscarica connotaqndola per rifiuiti tossici e speciali (sanitari, amianto, radioattivi)
vogliono scavare il fosso perchè sono incapaci di fare la differenziata e perchè imporre calza bene con la prova di dicisionismo che il nuovo governo vuole dare
anche a bassolino va bene il fosso perchè potrà dire che è la destra che lo vuole
né destra né sinistra il fosso lo vuole napoli, lo vuole l’assise di palazzo di marigliano, lo vuole pecoraro scanio, lo vuole l’abitante delle perifierie metropolitane perchè così si risolve il problema
carissimi michele, antonio, roberta, mario
non riesco in questi frangenti a capire cosa proponete di fare …
sarà un mio limite, ma vorrei leggere “una cosa da fare” insieme …
con una precisazione; in un gruppo ampio come la C.P. e ancora più ampio come il laboratorio forse possono cominciare a formarsi gruppi di vocazione: mi spiego, c’è chi può farsi carico dell’aspetto “divertimento” come michele e, allora, è bene che si cominci ad organizzare una giornata con eventi C.P: da qualche parte
ci sono altri che si occupano del blog
altri ancora che seguono da vicino gli accadimenti
di volta in volta ognuno aderisce, nei limiti delle proprie disponibilità di tempo, alle varie cose in essere
angelo verderosa
angelo verderosa
18 Aprile 2008 alle 5:58 pm
Non mi convincete!
Non mi avete ancora insegnato che cosa fare e come agire in questo mondo sanguinario e adesso siete pronti a ricostruire barricate?
Io vi ho indicato una strada quando Michele ci ha detto ricominciamo a giocare. Vi ho proposto una giornata sul tema “RITORNO ALLA CREAZIONE” o “RICREAZIONE” e voi pensate di far guerra alle mosche della discarica.
Prima di fare bisogna comprendere e prima di comprendere bisogna che qualcuno ci insegni. Ma , chi ci può insegnare la strada giusta?
Ci continuiamo a crucciare per certi fatti che non ci piacciono e pensiamo che solo “facendo” cose riusciremo a cambiare la nostra realtà. Se non aggiustiamo la nostra struttura, la forma della nostra “comunità provvisoria” non potremmo mai trovare la verità. La “Comunità Provvisoria” non è un diritto d’autore, non è di proprietà di qualcuno e solo un pezzo della nostra o meglio delle nostre verità, perché la verità non esiste se non è un pezzo anche dell’altro..
La verità è solo una nostra dimensione mentale che dipende da quello che pensiamo. E, prima di fare bisogna pensare cosa fare, e prima di pensare bisogna capire.
Più Comunità Provvisoria o più Laboratorio Democratico? Credo che sia più giusto per la Comunità restare Provvisori come è giusto per chi pensa ancora di sperimentarsi nel Laboratorio Democratico continuarlo a fare le due cose non sono in contrapposizione tra loro , perché ognuna appartiene ad una verità che va accolta e compresa. Semmai bisognerebbe comprendere che c’è chi non si sente ancora pronto per una cosa o per l’altra e se siamo in Comunità ognuno può fare qualcosa per aiutare l’altro a comprendere.
Le parole e le cose non sono in contrasto tra loro se solo possiamo cogliere la forma giusta della struttura della nostra comunità e le cose che essa intende rappresentare.
Io, con la mia moto del tempo, mi sono lasciato il mare alle spalle e mi sono addentrando nell’retroterra Irpinico alla ricerca della verità.
Ma la mia ricerca della verità ho compreso che è una cosa falsa, perché essa non è come se fosse là a portata di mano.
Dovevo prima comprendere e riscoprire attraverso il coraggio delle mie imperfezioni che la verità è in ognuno di noi, perché ognuno di noi è verità e quindi la verità non esiste esistono le verità.
E, tutto ciò di cui ho avuto bisogno, anche in questo momento è riconoscerle, accoglierle per poter dire che le ho ritrovate. Eppure non le ho ritrovate del tutto e mi spaventa chi come alcuni di voi hanno tutte queste certezze mettendosi petto in fuori ad accogliere ancora bastonate e fare guerra al mondo, dicendo di non essere razzista e contro i leghisti e poi agire con le solite logiche egoistiche.
Fin dall’infanzia ci hanno insegnato a detestare il nostro vicino, ci hanno detto che siamo diversi dagli altri e cosi siamo stai allevati nel pregiudizio, e siamo diventati aggressivi, egocentrici, e ora a me pare che l’intero ciclo si ripeta anche qui, nonostante la nostra presa di coscienza dell’essere provvisori.
E, cosi mi sono messo a studiare per essere più stupido e stupito. Per imparare ad ascoltare liberamente senza accettare o negare. Senza resistenza alcuna.
E’ stato in questo momento che ho smesso di cercare e vado ancora in giro per diversi mondi, con la mia moto del tempo, a scoprire cos’è la bontà e come essa può rifiorire. Essa non può fiorire in un angolo ma solo in campo aperto. Certo che faccio ma l’unica cosa che faccio adesso e imparare interrogando gli sconosciuti e prima di fare altre cose, piuttosto, cominciare ad imparare dall’altro.
La verità nessuno può insegnarcela, perché nessuno ve la può imparare ne svelare. Non avete bisogno di seguire nessuno. Imparare è molto più che cercare di fare oggi. Imparare è molto più importante che trovare. Per trovare ci si deve prima smarrire, come è capitato spesso a me andando in giro con la mia moto del tempo, anche viaggiando dal mare verso il retroterra Irpinico. Non disperate però anche voi state a buon punto, perché vi vedo tutti un po’ smarriti.
Vi sentite traditi, delusi, non riconosciuti. Smarrire e riconoscere è solo lo “schema” della ricerca. Lo schema costruttivo della mia moto del tempo, e lo strumento della mia ricerca. Non si può capire però se il “tu” è ancora attivo e per questo ho ucciso Enzo ed è nato Nanosecondo così il ritorno alla creazione prima della morte fisica.
Per questo mi sento ancora provvisorio e meno democratico. Al momento non ho bisogno di seguire nessuno (per la prima volta nella mia vita non sono andato neppure a votare…un già sapevo che andava a finire così e non mi dite che gli italiani se votano a sinistra sono intelligenti e se votano a destra sono cretini) se non gli sconosciuti come voi.
Il mio pensiero non è irrequieto. Si sforza solo di non creare opposti. Per questo oggi si attacca a tutto ciò che ritiene essenziale, permanente nella sia provvisorietà, però del tutto soddisfacente. E’ così che la verità (la mia verità) diventa l’attaccamento finale, almeno nella soddisfazione dell’essere gioioso e non triste o peggio depresso per le storture del mondo.
La verità non si può indurre con nessun mezzo. Non è un fine ma è là , e la si può vedere solo quando riusciremo ad avere comprensione dell’altro e quando avremmo più percezione dell’intelligenza creativa. Adesso vedo solo intelligenze distruttive!
La stessa libertà si può realizzare solo quando c’è completa libertà dal pregiudizio. Così, non pensate a nessuna verità neppure alla vostra, se non lasciate che la mente sia consapevole della propria prigione nel ruolo che vi siete dati. Non c’è libertà se non eliminate la vostra prigione. Solo la bellezza del vuoto, semmai della capoccia di un clown come la mia, vi può rendere liberi, se volete anche democratici ma sempre e comunque provvisori.
Per ritornare alla creazione iniziamo a guardare le colline, il paesaggio, la valle e se volete il mare anche a me più vicino. Se le ricominciate a vedere senza un centro del “tu” allora le vedrete nella loro pura bellezza ed avrete imparato a fare. Vi accorgerete così che si può ritornare a creare.
Nanosecondo.
nanosecondo
18 Aprile 2008 alle 9:51 pm
non posso pretendere che altri amino il formicoso come lo amo io.
concordo con angelo.
ognuno proponga quello che si potrebbe fare e in questo modo fa comunità….
non c’è altra strada.
la mia adesso si chiama formicoso.
f.a.
arminio
18 Aprile 2008 alle 11:12 pm
Caro Pagliaro,
in altre occasioni affronteremo il problema grande che tu poni in poche righe, cioè quello del metodo e quello della superficialità populista.
Sono problemi decisivi, e mi fa piacere che qualcuno cominci a tirali fuori. Mi spiace solo che devo affrontarli brevemente.
Sì, il metodo di un’organizzazione provvisoria che “ospita” persone che la pensano in modo diverso è davvero questione non solo importante ma direi affascinante. Se volessi esagerare (perché parliamo sempre di un organismo “leggero”, e, in fondo, di un “gioco”) potrei dire che l’unico metodo di un certo valore è quello che si sposa alla “provvisorietà”. E’ evidente che l’equilibrio (potremmo anche chiamarlo equilibrismo)è quello di concepire tante “militanze” e quindi non farsi strattonare di qua e di là dagli avvenimenti. Cioè il tempo di pace e il tempo di guerra stanno sempre insieme. Bisogna saperli vivere entrambi, questo mi sembra un buon metodo.
La superficialità populista è ormai dentro la nostra epoca di crisi. E’ sempre esistita, sia chiaro, ma oggi è facile cadere in questa vera e propria trappola.
Camminare col popolo, “portare la croce sulle spalle” come diceva un tale, è sicuramente molto difficile. Ma è l’unica democrazia autentica, vera. Richiede però un rapporto “orizzontale” con la realtà, con le persone. La democrazia autentica rifiuta tante cose: rifiuta (o si pone in posizione di scontro dialettico) ogni “verticalismo”, tutte le cose “calate dall’alto”, tutti i “soggettivismi”, insomma tutto ciò che “strumentalizza” il popolo, tutto ciò che parla in suo nome.
La democrazia autentica (diretta) rifiuta la superficialità populista e ne vede immediatamente i pericoli.
La discussione è lunga e ovviamente continua.
Con affetto
Michele Fumagallo
michele fumagallo
19 Aprile 2008 alle 2:18 am
Cara Roberta,
dici delle cose giuste sull’impasse della comunità provvisoria, tuttavia occorrono delle puntualizzazioni.
Qualsiasi decisione sul futuro della comunità provvisoria doveva (deve?) essere presa alla fine di un anno di sperimentazione fatto delle cose che abbiamo ripetuto sempre.
L’impegno politico diretto non è previsto in questo anno di sperimentazione. Chi vuole deve farselo altrove. Altrimenti si mette in atto una strumentalizzazione.
Altra cosa è l’impegno politico indiretto, ma questo è sempre stato presente nella comunità.
Il problema di oggi è semplicemente decidere se continuare su quella strada della sperimentazione e dell’autonomia della “Comunità Provvisoria”, o dichiarane finita l’esperienza perchè va bene quel che si è fatto finora e ogni persona che ha incrociato questo tragitto ha deciso di fare altro.
Con affetto
Michele Fumagallo
michele fumagallo
19 Aprile 2008 alle 2:54 am
michele fai una proposta concreta
da oggi ad un mese fissa una – due tappe, organizza un incontro, una passeggiata, una cena; riprendiamo l’idea del cinema insieme o l’escursione a sulmona …
proviamoci
verderosa
19 Aprile 2008 alle 10:05 am
Carissimo Angelo,
partendo dalla tua proposta mi piacerebbe dotarvi gratuitamente della possibilità di costruirvi un “mezzo”.
Per questo propongo alla Comunità Provvisoria la giornata del
“RITORNO ALLA RICREAZIONE”
nell’arco della mezza o intera giornata a me servono solo due ore per presentarvi il “mezzo” ed insegnarvi a costruirlvelo e spiegarvi come funziona allegata questa mia riflessione http://www.girodivite.it/Il-Clown-Nanosecondo-alle-prese.html troverete una scheda tecnica che vi spiega le basi tecnologiche della mia moto del tempo. Leggetevela che poi vi interrogo:
Laboratorio Esperenziale: “Come Costruirsi in Casa una Moto del Tempo” dur. 2 ore circa.
La giornata potrebbe essere articolata anche con un cerchio del council si potrebbe invitare Sidney ma posso “facilitaverlo” anch’io il cerchio per guardare attraverso i nostri cuori le colline, il paesaggio, la valle e se volete il mare anche nei vostri sogni ed a me più vicino.
Se ricominciamo a “vedere” con il cuore senza un centro del “tu” allora “vedrete” riusciremo a vedere nella pura bellezza tutta la nostra provvisorietà per ricostruire una nuova democrazia.
Apprezzo molto l’ultimo commento di Franco Arminio….”….non posso pretendere che altri amino il formicoso come lo amo io. concordo con angelo. ognuno proponga quello che si potrebbe fare e in questo modo fa comunità…non c’è altra strada. La mia adesso si chiama formicoso.”
Questa è la strada del cuore. Tutto sta a scegliere il mezzo giusto. Chi sà, spero che la moto possa servire.
Vorrei ritornare a viaggiare nella bellezza dei vostri luoghi con tante moto del tempo e semmai realizzare a Vallessaccarda il primo raduno internazionale delle moto del tempo.
Nanosecondo
Nanosecondo al secolo Enzo Maddaloni
19 Aprile 2008 alle 11:03 am
X Angelo: io farei questo: quello che ha detto Nanosecondo.
Forse non è ancora evidente a tutti, ma la CP è una cosa il LD un’altra. Sono, forse, comprenetrabili, omologhi, raccordabili, ma diversi. La CP può/deve prevedere una propria funzione contemplativa (per dirla con Roberta), di riflessione pura, il LD no! Deve prevedere attività politica, e si badi bene non attivismo (il fare per il fare) ma il fare per l’obiettivo.
Per me, la CP senza il LD, o quasiasia altra cosa non concretizzi le analisi, sarebbe solo un “Dopolavoro per fricchettoni”, intellettuali convinti che il loro impegno si possa esaurire nella ammirazione per una pietra antica, la nostalgia per un paesaggio perso, la rabbia per i cattivi che “non siamo mai noi”.
Sempre per essere chiaro, quindi, affinchè la CP non diventi il LD di chi non vota PD, e il LD non so cosa, che resti pure il luogo di riflessione, contemplazione e analisi trasversale sulle cose d’Irpinia.
Il LD, (l’ho stradetto nel venerdi di passione e nella pasquetta della delusione) invece, si ISTITUZIONALIZZI, faccia le tessere, elegga i suoi rappresentanti, proponga Franco alla Segreteria Regionale del PD, Angelo a quella provinciale e no so chi altro a che cosa, crei lobby affinchè, come è stato in campagna elettorale, coloro che traggono aria vitale dalla CP, ma vivono la sensazione e la gastrite di doversi comunque sporcare, impegnare in una possibilità di costruzione pragmatica delle utopie, abbiano uno strumento per farlo. Uno strumento che altrimenti non esisterebbe.
XComunità Provvisoria ( non sono certo ma mi sembra sia Franco?)
Io ho la fortuna di non amare questa terra, semplicemente di viverla da uomo consapevole, senza alternative … e con 4 figli. Per questo, se tu per difendere il Formicoso hai solo la necessità del cuore io ho quella della vita che debbo costruire per me ed i miei, ho l’urgenza, la pressione e la forzata volontà, di assicurare la che la trasmissione della mia impresa di vita possa avvenire senza diminuizione della propria redditualità, anzi decuplicandola. Perchè non posso concludere il mio percorso ed aver fatto la vita di merda che faccio, lasciando ai miei figli una terra da subire o combattere come rischio di fare io tutti i giorni. E non avendo mai avuto l’alternativa d fuggire, non voglio che i mei nipoti soffrano della stessa mancanza di alternativa.
Per questo io ti/vi posso assicurare che il luogo migliore per combattere la vicenda Formicoso, Difesa grande, Pianodardine, Quindici, è l’occupazione democratica delle istituzioni, non la difesa violenta dei luoghi.
Altri due, tre, dieci, individui sul Formicoso schierati contro i manganelli, saranno solo la conferma pasoliniana della guerra tra poveri, dove le uniche vittime saranno sempre i carabinieri e noi i carnefici di una esecuzione ordinata dal potere che crediamo di combattere ed invece continuiamo ad alimentare.
Franco, diamoci un appuntamento davanti alle sedi dei cosmari, della provincia e dei comuni, delle prefetture avviamo un digiuno di dialogo e …
- obblighiamo alle dimissioni chi occupa poltrone da decenni senza essere capace di avviare una differenziata vera, ma solo di spendere soldi in siti internet, numeri verdi, manifesti e gadjets cui non corrisponde un servizio,
- obblighiamo i sindaci, tutti perchè nessuno lo ha mai voluto, a pretendere un ciclo integrato dei rifiuti vero, non millantato come gli attuali, ad individuare discariche comunali o al massimo comprensoriali dove smaltire quanto resta fuori dalla differenziata
- obblighiamo i Prefetti a pretendere che si indaghi sulle assunzioni malavitose e partitocratiche in seno al servizio rifiuti
denunciamo che siamo un popolo ignavo, perchè con tutti i decenni di monnezza che abbiamo vissuto abbiamo solo saputo comprometterci perchè la nostra munezza fosse odorata da altri.
- denunciamo che gli ambientalisti di Ariano, a difesa grande, non vogliono la discarica ma le fabbriche (parola di la manna “leader degli ambientalisti arianesi”)
- denunciamo che tutti i sindaci, TUTTI, non hanno sprecato una parola quando la Regione, nel suo insulso Piano territoriale, ha individuato il Formicoso quale area “agricola-manifatturiera” (leggasi possibilità di costuire fabbriche) e la Valle Iveco, “area turistica” (leggasi soldi da spendere), anzi si sono combattutti perchà l’enormità inutile di tracciati viari (su gomma non ferro) previsti passasse per il proprio territorio e non per il vicino (alla faccia della solidarietà irpina).
Non si può avere la “botte piena …”, allora se non siamo come questi sindaci, se crediamo che gli elettori debbano emanciparsi dalla politica “un piacere-un cugino-un voto” dobbiamo fare quello che abbiamo detto in campagna elettorale, creare in seno al PD, una realtà politica altra. Che sappia programmare, essere POPOLARE e POPOLANA ma non POPULISTA, e realizzare nelle istituzione quello incui crede.
Se ho torto dovevate dirmelo prima.
P.S.
-Angelo dice “adesso napoli vuole imporci l’ennesima megadiscarica connotandola per rifiuiti tossici e speciali (sanitari, amianto, radioattivi)”, ma dimentica che noi, i puri, gli irpini, i cafoni non ci siamo fatti nessun problema ad imporre la nostra per trent’anni a Pianura. Magari fossimo cafoni, siamo solo furbi.
-Mentre il popolo individua avversari su cui scaricare le proprie colpe, i loro eletti con quegli avversari fanno protocolli di intesa da distribuire ai tecnici di fiducia che ricambieranno portandogli voti: i vostri
(BURC – http://www.sito.regione.campania.it/burc/pdf08/burc15or_08/del285_08.pdf)
mariopagliaro
19 Aprile 2008 alle 11:18 am
ops…..mi sono sbagliato…….”RADUNO INTERPLANETARIO DELLE MOTO DEL TEMPO”
Uacc Uaa
Nanosecondo al secolo Enzo Maddaloni
19 Aprile 2008 alle 11:20 am
ops…immagginate se ad accogliere De Gennaro al Formicoso invece di esserci gente incazzata ci fossero Clown sorridenti ed ironici …..tutti dotati di Moto del Tempo …con la manifesta intenzione di fare una piccola magia gentile …..far scoparire e/o fuggire da questa terra ……..quale sarebbe l’eco ?
Non sarebbe la solita manifestazione anti discarica……ma una bella presa per il culo ai moti saggi che hanno indicato quel luogo come discarica.
E poi invece di fare una manifestazione contro facciamone una a favore della discarica nel cratere del vesuvio.
Nanosecondo
Nanosecondo al secolo Enzo Maddaloni
19 Aprile 2008 alle 11:38 am
Caro Angelo,
rispondo alle tue ultime lettere.
Sui rifiuti dici cose interessanti però dobbiamo continuare la discussione nella pagina aperta da Franco.
Per quanto riguarda il dibattito di questo post (comunità provvisoria, non altro), fai bene a ricordare le “cose da fare” e, aggiungo io, il prospetto “provvisorio” dei “responsabili” (è parola grossa, lo so).
Sulle cose da fare ti ricordo che erano già in parte stabilite. E ovviamente sono sempre soggette a modifica sia nei tempi che nel paese scelto.
Per esempio, a maggio si potrebbe fare la mezza giornata già stabilita dentro il teatro Gesualdo di Avellino, oppure la giornata intera a Calitri di cui abbiamo parlato da tempo. O ancora l’incontro di Sant’Andrea sia sugli anni settanta che sull’agricoltura biologica e sull’artigianato del ferro. O ancora quello della sala cinematografica di cui abbiamo discusso da tempo. Su tutte queste cose io dò oviamente la disponibilità alla preparazione.
Sul prospetto provvisorio dei “responsabili”, si era deciso che Franco fosse il responsabile degli incontri e tu il responsabile del blog, naturalmente sempre in una logica di collaborazione collettiva e nella provvisorietà delle cose cioè senza appesantire sulle vostre spalle nulla. Tradotto vuol dire che se uno non ha più la possibilità o la voglia di fare una cosa può dirlo, oppure può chiedere una collaborazione più stretta ad altri. Eccetera.
Tutto ciò va bene, caro Angelo. Soltanto che non è questo il problema sollevato da me. E’ quello che ho scritto tante volte, cioè l’autonomia di questo organismo durante il tragitto della sperimentazione annuale.
Da questo punto di vista, è sbagliata la fretta che intravedo nelle tue lettere. Io penso che questo dibattito debba continuare. E non solo. Andrebbe addirittura sollecitato da tutti. Ripeto: non è questione personale, io ho già dichiarato le mie possibili scelte. E’, invece, questione squisitamente collettiva.
Con affetto
Michele Fumagallo
michele fumagallo
19 Aprile 2008 alle 1:01 pm
caro angelo, io la comunità la vedrei come una sorta di osservatorio sui fatti di irpinia, anche volendo un luogo di ricerca, con gruppi di studio e di riflessione, capace di elaborare un quadro chiaro su cosa è questa terra oggi, come si colloca all’interno dei flussi economici regionali e macro-regionali, quali possono essere le sue vocazioni. capace di monitorare il senso complessivo delle operazioni delle istituzioni e dei servizi territoriali. capace quindi di formulare un piano di denunce e rivendicazioni meno rapsodiche ed estemporanee di quanto si faccia generalmente. capace di raccogliere il disagio diffuso e di dargli espressione.
caro michele, intendo questo per partecipazione politica diretta. evidentemente questo non significa negare l’aspetto eminentemente creativo e ricreativo, poetico e culturale della comunità, senza il quale verrebbero meno il collante emotivo e lo stimolo intellettuale. questa non mi sembra una chiusura sugli obiettivi della comunità prima dei tempi fissati, ma piuttosto un’apertura di nuove sperimentazioni.
caro franco, perché non ci comunichi gli appuntamenti per il formicoso?
roberta
19 Aprile 2008 alle 4:12 pm
Cari amici,
vedo interventi sui rifiuti che andrebbero invece sulla pagina ad hoc.
A chi immagina poi che io abbia una visione della vita bucolica e ricreativa dico che non mi conoscono. Io ho una visione delle cose del tutto politica. Solo che è un’altra politica, sicuramente non quella che viene praticata ufficialmente e che è una delle cose più banali e “sottomesse” (alla vita così com’è, ai poteri degli uomini così come sono) che io conosca.
Continuiamo la discussione sulla comunità provvisoria e il suo possibile (o impossibile) futuro.
Con affetto
Michele Fumagallo
michele fumagallo
19 Aprile 2008 alle 8:33 pm
ho letto gli ultimi interventi insieme a mio figlio livio. lui mi ha detto che non gli piaceva quello che scrivete. ma gli ho spiegato che siete persone di valore.
non credo che sia la rete il luogo migliore per capirsi. vediamoci, quando volete e dove volete. adesso è un momento di molti impicci, ma per gli amici il tempo si trova sempre.
armin
comunitaprovvisoria
19 Aprile 2008 alle 11:54 pm
michele, perdona, non intendevo affatto attribuirti una visione bucolica della comunità. stimo infinitamente la tua capacità di analisi politica che in genere mi trova perfettamente d’accordo anche nei contenuti. volevo solo dire che la mia prospettiva mi sembra compatibile con la tua idea di politica dal basso. per l’equivoco chiedo venia
roberta
20 Aprile 2008 alle 11:17 am
Franco,
le due cose, rete e incontri, vanno insieme.
Tu sei, sia pure in termini provvisori, il “direttore artistico” (scusa la parola grossa, so che i direttori artistici sono in genere pagati profumatamente, e qui invece c’è “solo” da divertirsi) degli incontri. Fissa un incontro di quelli mensili già decisi, sia esso di intera giornata o di mezza, e lì si discuterà anche del destino di questa comunità. Ho aperto questo dibattito perchè l’autonomia di questo organismo è stata messa a dura prova da logiche “esterne”. Oggi secondo me occorre tornare all’autonomia piena e dichiarata di questa avventura.
Sul blog invece questo dibattito che si è aperto va sollecitato, non bloccato. E’ quantomai utile, beninteso se questo organismo chiamato comunità provvisoria deve continuare nel suo viaggio oppure chiudere, magari diventando un’altra cosa. Ma anche in quest’ultima scelta conviene sempre essere chiari, evitare qualsiasi forma di “non detto”.
Con affetto
Michele Fumagallo
michele fumagallo
20 Aprile 2008 alle 12:24 pm
roberta condivido, non più di un mese fa lanciammo un post “sentinelle del territorio”, dai un’occhiata …
http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/02/28/per-una-rete-web-di-sentinelle-irpine/
come C.P. c’è stato poco entusiasmo, molto di più come Laboratorio
-
michele, come sai, io non mi occupo affatto di fare politica ma di mettere uno sull’altro pietre e mattoni
mi rincresce quindi sentire antonio, nello, e altri che la comunità provvisoria ha avuto una involuzione approdando con furbizia al laboratorio democratico e al connesso impegno elettorale; sono state usate parole come “strumentalizzazione” …
non pensavo che si potesse facilmente strumentalizzare qualcuno facendoci insieme una scampagnata…
-
mi accontenterei di questi 7-8 mesi di gestazione e di sperimentazione senza aspettare pedissequamente il compleanno
ma la comunità ritengo fallisca al chiuso di un blog
il laboratorio per me è stato molto comunitario nello girare per paesi e campagne e nel conoscere tante belle intelligenze irpine
e ogni volta mi sono chiesto com’è che non ci siamo mai prima visti e ascoltati l’un l’altro
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non ho difficoltà ad ammettere che non ho visto nè vedo differenze di marchio e di slogan tra CP e LD; sbagliato pensare che ci potrebbe essere chi pensa e chi agisce.
o siamo insieme, quei pochi che siamo, o non se ne fa niente.
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condivido franco, con commenti e post si scavano fossati e ognuno finisce col difendere la propria trincea intellettuale; vediamoci da qualche parte, estendendo l’invito all’intera irpinia, e non più alla C.P. e al L.D., e conosciamoci prima ancora di parlare
se no va a finire che persone sensibili e squisite come sergio gioia finiscano col prendersela per una parola come po’ racci
e così con T.C., che pochi conoscono, con la quale -non conoscendoci- si finisce con il non capirsi attraverso la scrittura (ti assicuro che il passaggio sulle sigle che non rappresentano era riferita ai partiti e alle associazioni partitiche locali)
-
riguardo le cose da fare vi ricordo che con alfonso nann. e antonio luongo lanciammo l’idea di fare una settimana, ad inizi giugno, intensa al goleto, favorendo l’apertura di una mostra di pittura (luigi rainone), una di scultura (egidio iovanna), una di fotografia (sandro de blasi); puntando su comunicazioni libere, laboratori di scrittura e di architettura.
abbiamo anche presentato una richiesta di autorizzazione alla curia.
ma converrete, che data l’imponenza di una settimana -autogestita e autofinanziata- non è una cosa che si può fare in 3 persone …
-
c’è l’idea di scalare il monte terminio, partendo all’alba di una domenica di maggio, portandoci le famiglie; ho trovato disponibile una guida di montella, un cacciatore di cinghiali; sono 3 ore di salita, facile; colazione sulla vetta più alta della regione…
anche qui c’è bisogno di un gruppo che organizzi …
-
e così con s.andrea anni ‘70 e col cinema …
-
chi ha idee e energie si faccia avanti, è il momento.
verderosa
20 Aprile 2008 alle 6:59 pm
riprendo da dove ha finito angelo:
fatevi avanti, fatevi avanti.
la discussione di chiarimento si può fare già domenica prossima, magari riprendendo il discorso di sant’andrea, ma sinceramente non mi va di raccogliere pezzi sparsi, di telefonare, di aspettare chi arriva e chi non arriva.
insomma l’incontro si fa se c’è gente che è veramente interessata. al momento qui sono intervenute meno di dieci persone…
e poi per me e credo per tutti adesso la priorità è la questione della difesa del territorio.
è una battaglia culturale prima che politica. e non è solo una battaglia di bisaccia e di arminio.
se non siamo uniti su questo di cosa vogliamo parlare?
armin
comunitaprovvisoria
21 Aprile 2008 alle 10:05 am
Cari amici,
questo dibattito può essere interessante per il futuro della comunità.
Se l’ho lanciato, anche in modo così drastico per un organismo leggero e anche molto “impalpabile”, è per aprire un nuovo spazio e un nuovo futuro per la comunità.
O meglio per vedere se ci sono gli spazi per una situazione nuova.
Perciò questo dibattito può diventare proficuo se viene arricchito da interventi nuovi.
E allora agli amici che sono stati finora pertecipi dei “giochi” della comunità provvisoria, un appello a intervenire, a dire la loro.
Alfonso, Enzo, Teresa, Maria Rosaria, Luigi, e tutti gli altri che hanno incrociato, direttamente o indirettamente, questa esperienza (chiedo scusa se non li nomino tutti, ma l’invito è rivolto a tutti), fatevi avanti. Dite la vostra, proponete le vostre ricette.
Con affetto
Michele Fumagallo
michele fumagallo
21 Aprile 2008 alle 1:25 pm
La cultura non è se non incide sulla vita, quindi, non è se non è politica. Se non ci parliamo e si rinvia la possibilità di incontrarsi …
Ancora per chiarezza, io guerre contro lo Stato non ne faccio, figuriamoci battaglie. Io voglio costruire strade, non tratturi.
mariopagliaro
21 Aprile 2008 alle 5:32 pm
caro mario
sto qui
0827 89259.
per organizzare un dibattito dovei avere la sensazione che interessi ad almeno cinque persone. e per ora siamo tre o quattro
se poi organizzano gli altri faccio di tutto per non mancare….
f,a,
comunitaprovvisoria
21 Aprile 2008 alle 6:49 pm
caro mario
ho letto anche il tuo intervento nel sito del pd.
dimmi per favore cosa dovrei fare.
dovrei dire: accomodatevi, il formicoso è vostro?
dovrei dire questo?
a volte anche l’antipopulismo è populistico.
fa
comunitaprovvisoria
21 Aprile 2008 alle 10:44 pm
Cari provvisori,
la provvisorietà è una grande libertà, essere e sentirsi provvisori ci liberà anche dalle parole che dividono.
Ogni parola deve essere letta interpretata e le parole si sà hanno colori, angolature e relazioni infinite.
Nel blog è inevitabile l’uso della parola con tutti i rischi che questo comporta.
La C.P. ha bisogno di spazi dove è possibile anche fare a meno della parola che non deve essere esclusa ma vissuta nella ricchezza degli occhi, del naso, della bocca e delle mani.
Il L.D. l’ho vissuto come un attraversamento un’altra possibilità di incontro.
Ricordo con emozione, durante il viaggio elettorale, la sosta fatta sotto la pala eolica sul Formicoso, e i volti delle persone incontrate per la prima volta.
Bisogna difendere il vento del Formicoso perchè conosce il profumo del grano e lo sà raccontare.
Dario
Dario
22 Aprile 2008 alle 12:59 pm
Cari tutti, non sono mai intervenuto su laboratorio democratico e sulle varie iniziative fatte nel corso della campagna elettorale di Franco, perchè non condivido i programmi e le forme del Pd, anche se la campagna elettorale di Franco ha avuto delle belle pagine, temi nuovi trattati in modo spiazzante. Detto questo, mi spiegate perchè continuare a intrecciare ORA il laboratorio democratico e la comunità? La comunità provvisoria sta continuando, seppur tra incomprensioni e qualche defezione, è necessario continuare questa bella esperienza…
Sulle proposte di Angelo, per esempio, mi sembra che si possa lavorare. Personalmente sono interessato alla passeggiata sul Terminio, sarebbe bello saperne di più e fissare delle date.
Comunque grazie a chi dedica così tanto tempo ed energie alla comunità.
STefano
teoraventura
22 Aprile 2008 alle 3:35 pm
caro michele, cari amici
come tutti a quanto pare, anche io ho avuto un momento di scoramento durante la campagna elettorale. mi riferisco, naturalmente, al nostro blog.
le cose che leggevo:
la loro frammentarietà dovuta spesso alla moltiplicazione/sovrapposizione di diversi post in un medesimo giorno,
l’avvilimento che balzava direttamento in petto al lettore da alcuni di essi,
l’insistenza di qualche voce unidirezionale,
una specie di inasione del post dovuta ad alcuni messaggi partitici non proprio subliminari
mi hanno un po’ stancato, frose meglio dire affaticato. anzi annoiato.
non leggevo e ritrovavo nel blog la cp, ma monotonie.
in quei giorni credo si sia perso lo spirito della nostra comunità.
c’è da chiedersi se lo abbiamo capito.
c’è da chiedersi, come qualche volta ho fatto, se il blog è di qualcuno o è NOSTRO, di TUTTI.
c’è da chiedersi se qualcuno lo strumentalizzi
c’è da chiedersi se non sia stato già commesso il peccato originale che compromette il lavoro futuro.
c’è da iniziare forse a lavorare collegialmente, non solo per l’idea che condivido del parco dell’irpinia d’oriente, ma anche per la gestione del blog e delle iniziative.
è orribile l’impressione di qualcuno che decida il da farsi e il come.
noi, per fortuna, siamo qui. ancora con la voglia di lavorare, sperare e di non cedere.
se qualcosa ci ha affaticati, ora abbiamo recuperato le forze. ora possiamo, liberati dall’umore scuro, riprendere il da fare. come sempre, con franchezza e disponibilità
alf
alfonso
23 Aprile 2008 alle 4:33 pm
Caro Alfonso e cari amici che siete intervenuti finora.
Intanto grazie per gli interventi in questo post che vuole riflettere sul senso della comunità provvisoria e sull’interrogativo che Alfonso ha posto così efficacemente: “C’è da chiedersi se non sia stato già commesso il peccato originale che compromette il lavoro futuro”. Questo dibattito serve proprio a questo. Perciò mi permetto di insistere nel portarlo avanti non condividendo le opinioni di chi mette in contrapposizione incontri e dibattito sul blog. Le due cose vanno insieme e insieme si alimentano. Tutto sta a come si concepisce questo organismo e, in generale, a quale concezione della democrazia si fà riferimento.
Perciò penso che questo dibattito sia il più necessario e mi piacerebbe che altri prendessero la parola.
Nei prossimi giorni vedrò anche se è possibile rilanciare la questione con un nuovo post sull’argomento e con qualche proposta concreta che già l’intervento di Alfonso ha anticipato.
Del resto, avanzate tutti, come ho promesso, le “conclusioni” (che investono soltanto me, ovviamente).
Con affetto
Michele Fumagallo
michele fumagallo
23 Aprile 2008 alle 5:46 pm
caro michele
sono molto nervoso
e non mi piace questa accusa di strumentalizzazione.
sai quanto voglio bene a te e ad alfonso, ma sono anche stanco e trovo veramente un pò di ingratitudine in tutto questo. mi spiace anche che non sei intervenuto sulla faccenda dei rifiuti. a questo punto non so che dire. qui le cose le fa chi le fa e nessuno impedisce agli altri di farle.
non è che per discuture si debba per forza tirare in ballo peccati che non ci sono…
f.a.
franco arminio
23 Aprile 2008 alle 6:23 pm
Caro Franco,
non reagire così. Non è in discussione l’affetto. Cerca di vedere questo dibattito come un aiuto alla comunità (e anche a te, credimi), non il contrario. Altrimenti non l’avrei mai aperto. Del resto tu sai, e il blog è pieno di miei interventi in tal senso, che io ho sempre difeso la tua capacità e bravura nel fare le cose. Qui invece è in discussione una forma della democrazia, per quanto mi riguarda. E, evidentemente, abbiamo due concezioni diverse della “procedura” democratica. Ma chi mi conosce, e tu mi conosci, sa che in me non c’è un grammo di moralismo. Registro semplicemente quelli che io individuo come pericoli e errori. Noi siamo adulti, Franco, oltre che amici di lunga data, e che senso avrebbe quindi un dibattito fatto di fair play?
Con affetto
Michele Fumagallo
p.s.: sui rifiuti sono intervenuto tante volte e penso di farlo anche adesso, tuttavia non sempre c’è il tempo per scrivere, spesso non si scrive perchè si condividono le cose e non si vuole aggiungere altro, a volte non si scrive perchè non se ne ha voglia o non si sa cosa dire, eccetera. Non c’è nessun “disegno”, non temere.
michele fumagallo
23 Aprile 2008 alle 8:32 pm
Penso che la libertà e la democrazia, tanto invocata e ricercata, non può essere vissuta nel sospetto di possibili strumentalizzazioni.
Questo è il luogo della provvisorietà della ricerca della pace, luogo della fiducia.
Viva la C.P.
Viva zio Pietro
Viva l’irpinia
Viva il Formicoso
Dario
24 Aprile 2008 alle 12:51 pm
Caro Dario,
questo dibattito, che deve continuare in questo post e magari su un altro che cercherò di aprire nei prossimi giorni, serve proprio a ripristinare la fiducia. Ma non si può fare senza discutere nel merito delle questioni e senza rimettere nei binari giusti la comunità provvisoria.
Il tentativo che sto facendo è di questo tipo. So che è molto difficile perchè si continua ancora sulla vecchia strada della “manipolazione”, ma ancora per un breve periodo di tempo cercherò di provarci.
Con affetto
Michele Fumagallo
michele fumagallo
25 Aprile 2008 alle 12:52 am
Ai comunitari tutti,
a Michele, Angelo,Roberta, Dario, MarioP, Alfonso,
che cito espressamente , perchè nelle letture veloci di questi giorni sono coloro che incontro nel mio sentire.
Forse è il momento di lasciare aperti, operativamente,solo due/tre post fondamentali e continuare a confrontarci con quelli , indirizzando i nostri interventi solamente sul post prescelto.
es, sulla scia di Michele : SENSo e SIGNIFICATO della C.P., per i comunitari e per la comunità
es, sulla scia di Angelo . Le FORME POSSIBILI della CP :espressioni artistiche, ludiche, intimiste, acculturate ed impegnate et..le forme del fare
es: LA DIFESA e la PROMOZIONE DEL TERRITORIO dell’ Irpinia d’ oriente( + la discarica ):sulla scia di Franco e dei paesologi , degli ambientalisti e degli impazienti.
Personalmente , sono interventuta a titolo personale( confronto con Franco) e associativo in vari post, nelle scorse settimane pre/post elezioni.
Non ho avuto l’ impressione di essere stata com-presa … , anche quando ho cercato di mettere limiti e confini a affermazioni che portano verso un FALSO confluire comunitario.
Continuo a dedicarvi il mio tempo ed interesse, la mia curiosità.
Per farlo , però, sottraggo tempo ed interesse alla mia associazione di Fi, a quella irpina e al mio lavoro, alla famiglia e ..al mio riposo.
Quella cosa strana che condivido con qualcuno della comunità e che posso chiamare :Il SILENZIO e IL VUOTO .
Perdonatemi, ma con questo commento , porto anche la fatica di leggervi tutti fino in fondo, fino all’ ultimo rigo.
Tornando all’ argomento del post , proposto da M.F. : il senso di questa discussione sta proprio nella PROFONDA DEMOCRAZIA che genera.
Parola della sottoscritta che passa per essere una autoritaria , dirigista in famiglia e in associazione..ma anche una che di fa un xxxx mentre le altre si lamentano ed aspettano l’ imbeccata).
Io immagino che la Cp, prima o poi , si possa trasformare in una associazione opp in una confederazione di associazioni.
oppure imploderà.
oppure si confonderà con il Lab dem.
Per ora , quello che è interessante,soprattutto per chi abita lontano come me e non può partecipare a tutti i possibili incontri, è proprio il lavoro in RETE, sul blog…
UN Non -Luogo dove non sai mai chi c’è , se ti risponde, se ricambia il saluto , se ..
Per ora, quello che è interessante, non è tanto quello che possiamo FARE insieme, ma quello che possiamo SCAMBIARE insieme.
Vi devo lasciare : impegno familiare, questione di tempi degli altri.
un saluto a tutti
TERESA C.
Anonimo
25 Aprile 2008 alle 6:27 pm
Avevo impostato via Mozilla Firefox, per un problema di connessione.
Teresa Cella, in forma non anonima
HERA-Klescampania
25 Aprile 2008 alle 11:38 pm
la comunità provvisoria
se deve esistere, ovviamente questo è un mio punto di vista, non deve essere fatta di nomi, ma di persone.
è la cp che avanza proposte sciogliendo le singole individualità, le singole cellule in uno zigote. è la cp che esiste, non singoli membri. ovviamente le proposte devono essere prima partecipate e condivise, poi assunte. non il contrario. credo sia questa la procedura democratica cui fa riferimento Michele F.
tutto qui, non altro. nessun risentimento, solo fastidio per la brutta sensazione di essere trascinati da qualche parte senza condivisione previa.
alf
alfonso
28 Aprile 2008 alle 9:34 am
Caro Alfonso,
hai ragione, la comunità provvisoria ha bisogno di condivisione, o di quella che io ho chiamato “democrazia orizzontale”. La mia proposta è sempre stata questa anche se seguiva uno schema temporale diverso (e su questo ho discusso in passato sul blog anche con te, con qualche polemica sui tempi). Uno schema di questo tipo: 1) niente democrazia compiuta all’inizio (perchè impossibile e astratta, come capita in ogni organismo nascente); 2) gestione, democratica per quanto possibile, da parte dei promotori dell’avventura, legata ovviamente a incontri “leggeri” e all’autonomia della comunità; 3) assemblea costituente alla fine dell’anno di sperimentazione (quindi democrazia compiuta con regole e gestione decisa collettivamente).
Questo schema è ancora il mio, tuttavia sarebbe miope non vedere che l’incapacità della gestione “delicata” di un organismo simile con continue forzature ha messo le cose in una situazione “appesa”. Che fare?
Sul piano personale ho già tracciato un mio percorso: impegno contro le forzature, politica “indiretta” (quindi doppia, tripla, eccetera, militanza con autonomia della comunità provvisoria), sperimentazione autonoma. Se non sarà possibile ognuno prende la propria strada senza drammatizzazioni fuori luogo in un organismo che per me è sempre stato un “gioco”.
E’ troppo tardi per riprendere lo schema suddetto? Forse sì. Tuttavia vediamo cosa succede anche con questo dibattito (e magari rilanciando un nuovo post sull’argomento), oltre che con gli incontri.
Non c’è bisogno che rimarchi la tua mancanza di risentimento. E’ ovvio che è così e nessuno ne dubita.
Con affetto
Michele Fumagallo
michele fumagallo
28 Aprile 2008 alle 4:26 pm
ragazzi non ci siamo.
se per lanciare l’idea del parco dovevamo fare un’assemblea
stavamo freschi…
qui non si decide niente, si fanno cose provvisorie….
fa.
comunitaprovvisoria
28 Aprile 2008 alle 5:49 pm
così si può passare da frescura a frescura.
così, forse pensava il decisionista. così pensa forse sbirulino che è ora capo del governo :)
alfonso
30 Aprile 2008 alle 8:16 am
Cari amici,
scusate se mi prendo la briga di “chiudere” (per modo di dire, ognuno può continuare a scrivere commenti su questo post) la prima parte di questo dibattito sul presente e futuro della Comunità Provvisoria. Credo però che sia più opportuno (più proficuo) rilanciare la seconda parte con un post ad hoc che cercherò di mettere nei prossimi giorni.
La cosa che mi preme dire, adesso, è che questo dibattito è stato abbastanza interessante anche se non eccessivamente soddisfacente per quanto riguarda il numero degli interventi. Io penso che può essere il dibattito più “utile” (lo sono tutti, d’accordo) se viene vissuto come aiuto di un amico della comunità che ha intravisto errori dannosi per un organismo tanto delicato come questo.
Le questioni da me poste finora sono ancora tutte in piedi, dalla “manipolazione” alla sottovalutazione di uno scambio di opinioni utilissimo.
Va da sè che il post che rilancerò a breve è in continuazione con la discussione fatta finora.
Con affetto
Michele Fumagallo
michele fumagallo
30 Aprile 2008 alle 6:11 pm