COMUNITA’ PROVVISORIA, il blog dei paesi e delle montagne

MI CHIAMO ANGELO SICILIANO

Pubblicato su a Autori Comunitari, z Irpini nel Mondo e nell'Anima by verderosa su Aprile 20th, 2008

Mi chiamo Angelo Siciliano (Angelomaria all’anagrafe) e nacqui contadino a Montecalvo Irpino nel 1946. Rimasto orfano di padre, nel 1949, assieme a un fratello di dieci mesi, per scelta di mia madre, che decise di non rifarsi una vita, divenni capofamiglia.

Pascolavo le pecore e aiutavo a coltivare la terra, e pareva che il mio destino fosse di fare il pastore-contadino. Magari un poeta-contadino affabulatore. Sarei potuto diventare uno strologo di campagna. Ma ero curioso del mondo, di cui poco si sapeva da noi. Mi era innato il disegno e a 13 anni disegnavo e dipingevo con dei pennelli che mi ero fatto da solo, con il crine rubato alla coda di una vacca di una zia massara.   (continua)

Scopersi l’importanza della lettura e cominciai a scrivere versi. Per motivi economici rinunciai a iscrivermi al liceo artistico, che era a Napoli, per frequentare l’Istituto per ragionieri ad Ariano Irpino. A 17 anni era pubblicata una mia poesia.

Diplomatomi ragioniere, scopersi d’essere un ignorante, nonostante che quell’anno – si era nel 1965 – fossi risultato terzo su 72 (vi furono 15 bocciati) come qualità di voti. Capii che, se volevo impossessarmi di qualche chiave della conoscenza, dovevo proseguire gli studi. Se avessi avuto la vocazione, mi sarei fatto frate, per poter poi fare anche l’esorcista, tanta è l’energia da cui mi sono sempre sentito pervaso.

Mi laureavo in Economia e commercio a Napoli nel 1970, ma nel contempo avevo ascoltato musica e studiato autonomamente letteratura e storia dell’arte. Dipingevo, scolpivo, scrivevo ed ero assiduo alle mostre di due gallerie d’arte napoletane.

Durante gli studi universitari, quando tornavo a casa mi rifugiavo nella Ripa della Conca, un fantastico e impressionante burrone del mio paese (nelle vicinanze c’è “l’Occhio del diavolo” dove, secondo le leggende locali, si svolgeva il sabba), e d’estate mi appisolavo, in compagnia del mio cane, sotto dei pioppi, le cui foglie avevano un sussurrio alla lieve brezza pomeridiana, e pareva di udire il dio Pan suonare il suo flauto.

Avevo due certezze in quegli anni: non avrei fatto il commercialista e non mi sarei dato alla politica. Non me lo consentivano i miei ideali. Tra l’altro ero un ex sessantottino. Avendo scelto di emigrare e fare famiglia, e poiché di arte e poesia non si campa, per oltre 30 anni ho insegnato Ragioneria e tecnica commerciale e bancaria a Trento, e ciò mi ha consentito di analizzare e capire i fenomeni sociali.

Come lavoro, in alternativa, mi sarebbe piaciuto fare l’entomologo, il naturalista (faccio spesso bird watching nei boschi o nei parchi), l’astronomo, l’archeologo (in oltre 40 anni, nella terra di mio nonno, ho raccolto tanti reperti antichi tra le zolle da poter creare un museo), ma anche più modestamente il giardiniere per migliorare il verde di una città.

Scrivendo d’arte, ho potuto fare le mie mostre di pittura senza dovermi rivolgere al mercato.

In oltre 20 anni di ricerca ho messo insieme l’archivio della civiltà agropastorale, incentrato sul mio paese d’origine (Montecalvo ndr): oltre 25.000 versi in dialetto irpino dell’Ottocento e 10 libri da pubblicare.

Il recupero della memoria mi ha consentito di riappropriarmi della nostra cultura, di capire chi eravamo e, forse, chi siamo.

Il futuro ci deve appartenere per forza.

Oltre a collaborare con quotidiani e riviste, molto mio materiale è fruibile nel sito www.angelosiciliano.com.

 

Zell, 20 aprile 2008

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(per angelo e per la comunità provvisoria / irpini nel mondo e nell’anima)

4 Responses to 'MI CHIAMO ANGELO SICILIANO'

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  1. Nanosecondo al secolo Enzo Maddaloni said, on Aprile 21st, 2008 at 12:25 pm

    Carissimo Angelo,
    creedo che meriti una spiegazione: Nel mio navigare in internet leggevo un commento anonimo su un blog….della serie:

    “1.ARIANOGODE, su Aprile 19th, 2008 a 2:46 pm Ha detto:
    Ariano gode alla realizzazione della super-discarica del Formicoso. Senza la protezione di De Mita finalmente anche gli avellinesi lo prenderanno in quel posto, e speriamo che vengano scaricati rifiuti tossici e nocivi.
    Che piacere! Adesso chinatevi e prendetevelo e lasciatevi sodomizzare, vi è piaciuto fare i ricchioni con il culo degli altri, senza guardare al di là del vostro naso??? BEN VI STA!
    Noi continueremo a lottare da soli come abbiamo sempre fatto per il bene della nostra terra! ORGOGLIOSI DI NON ESSERE AVELLINESI!”

    …..Ora a me sembra che con il nuovo post sull’argomento monnezza della comunità provvisoria leggo (finalemente) un timido avvio di discussione verso una visione “comunitariamente provvisoria” del problema monnezza.

    Credo però che bisognerebbe fare ancora un piccolo sforzo.

    Invitare, prima dei politici, i Cittadini Napoletani, Salernitani, Avellinesi, Casertani e Beneventani oltre, chiaramente gli “Ariani” e far comprendere “capire”, “insegnare” loro cosa stiamo rischiando ad avere un atteggiamento “limitante” “perdendo di vista l’insieme e quindi ridurre una inutile e devastante rivalità territoriale, che ha fatto bene solo ai signorotti ed ad una becera casta politica che su questa logica ha costruito le proprie fortune e mettere una volta per tutta fine a tutti i “padrini”.

    Il cambio del paradigma del XXI secolo è prima di natura culturale e poi di natura politica spero che la “Comunità Provvisoria” possa essere laboratorio di questa nuova visione del mondo. La differenza che tu non comprendi stà tutta qui!

    Camminiamo nella bellezza
    Nanosecondo

  2. gianni perna said, on Aprile 21st, 2008 at 3:52 pm

    finora ho apprezzato molto ile immagini di angelo siciliano che man mano il blogger caricava; luci vive e colori limpidi, trasparenti come l’aria dell’irpinia.
    leggendo la tua storia, angelo, rivedo la mia storia e quellla di tanti irpini partiti negli anni ‘70.
    ho sfogliato il tuo sito e vedo che sei una celebrità in quel di trento.
    fai onore alla tua terra. continui a scavare anche a distanza come fai con i reperti quando sei a montecalvo.
    la comunità provvisoria avrebbe bisogno di altri artisti come te.
    con ossequio, gianni perna

  3. maria rosaria said, on Aprile 21st, 2008 at 10:07 pm

    Un adagio turco recita “Ogni momento che saprai ricordare è la tua unica dote”

    le tue poesie e i tuoi dipinti aprono gli anfratti più nascosti della memoria.
    fanno riemergere profumi, colori e suoni lontani.
    rendono la nostalgia per ciò che è passato più intensa e a tratti quasi struggente.
    grazie ancora per le tue belle poesie.

  4. HERA-Klescampania said, on Aprile 22nd, 2008 at 8:20 pm

    Angelo,
    grazie per la tua storia e le tue tele.
    cercherò di immaginarti meglio attraverso il tuo sito.
    Per ora un semplice saluto
    Teresa C.

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