I contadini e la casta
Tra i contadini e la casta non ho dubbi: io sto con i contadini. Sto con i contadini di Savignano e di Sant’Arcangelo Trimonte che in questi giorni hanno le ruspe nei loro terreni. Queste ruspe scavano per imbucare gli scarti di una società morta. Alla lettera l’occidente è un morto che caca. Abbiamo gremito il mondo di merci e non c’è più spazio per niente. In una regione come la Campania si producono oltre settemila tonnellate di rifiuti al giorno. Sono rimasti pochi contadini nella nostra regione. Ci sono più politici che contadini. E già questo dice della natura perversa del nostro capitalismo assistenzialistico e burocratico.
Io sono dalla parte di chi lavora la terra. Considero profondamente ingiusto imbrattare la terra dei contadini. Non è possibile mettere la merda dei morti al posto del grano.
Non ci sono giustificazioni, non ci sono compromessi e mediazioni. È semplicemente una cosa indegna.
Ci vuole una politica enormemente buona e attenta per mettere dentro questo mondo di morti e di morenti la buona salute che viene dal grano che sta crescendo e dalle rose che stanno fiorendo.
arminio
la tua definizione di occidente come morto che caca è incredibilmente azzeccata e mi ricorda quell’altra, sempre tua, di essere umano come morto non ancora entrato in funzione
sergio gioia
26 Aprile 2008 alle 6:39 pm
caro sergio
la seconda non è mia ma di proust.
in ogni caso l’ho fatta mia e vivo come morto ancora non entrato in funzione.
comunque sei di un’incredibile gentilezza e disponibilità ad esprimere ammirazione.
tu porti la gioia nel cognome. io inizio con le armi…
comunitaprovvisoria
26 Aprile 2008 alle 9:17 pm
muchas grazias
sergio gioia
26 Aprile 2008 alle 10:38 pm
Notifica di lettura
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Teresa c.
HERA-Klescampania
28 Aprile 2008 alle 10:45 am