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comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella

pensieri intorno al parco regionale dell’irpinia d’oriente

con 2 commenti

Mi hanno accennato alla creazione del Parco Regionale dell’Irpinia d’Oriente, un pensiero e un sogno che vivono nelle speranze di molti, nella tenacia di quanti hanno il coraggio di sognare della propria terra. Qualcuno mi ha chiesto di scrivere qualcosa al riguardo . Parco Regionale dell’Irpinia d’Oriente, mi sembra un buon nome, anche se non so di cosa, mi sembra una ridondanza che può portare. Ma io non so di cosa parliamo perché non ci sono, perché il mio corpo è qui in Irpinia da quando ha voluto tornare dopo anni di vagabondaggio, il mio corpo è vivente nella sua terra ma i sensi sono oramai annichiliti e non so di cosa parliamo perché io non sono dove speravo di essere.

Non riesco, non ce la faccio, e già questa è una sorpresa dopo aver accettato che è una sconfitta. La mia sconfitta, quella delle mie speranze e del mio tempo che ho donato al tempo del fare qualcosa. Ho lasciato il tempo dell’agire in un posto che sì non era il mio ma che mi rassicurava e curava e mi teneva stretta; ho lasciato il sole dei sorrisi per essere qui dove volevo essere ma desso che ci sono mi sento sconfitta.Sono tornata perché volevo dare ed invece mi hanno tolto. Mi hanno tolto finanche la gente, che non conosco e non mi riconosce perché io stessa non mi riconosco. Mi hanno tolto la voglia di crederci e il bisogno di provarci.

Forse sono stata presuntuosa perché aspettavo il fare e non gli sono andata incontro, non l’ho cercato come avrei dovuto, come molti mi indicavano, ma non mi piaceva quel cercare era una strada che non mi piaceva. Mi guardavo intorno e sapevo che sarebbe successo ed invece. Invece sono qui senza niente, senza certezze, ma in fondo chi ne ha! Senza speranza che qualcosa cambi, tanti invece ne hanno   e sono fortunati e sono quelli che combattono e che, a volte, hanno perso ma che sono qui e dicono agli altri di esserci. Urlano e chiacchierano, raccontano e inventano ma ci sono. Voglio esserci di nuovo, questa è la mia casa.  Ma mi sento delusa. Delusa dal fare che non si è fatto, dalle promesse e dalle buone parole che sono rimaste parole, neanche tanto buone. Ero tornata a casa con il sorriso, resto a casa con gli occhi bassi.Ho cercato per mesi un fare che non c’è stato, ho scavato con le mani e non mi accorgevo che scavavo nella sabbia e che ogni granello tolto, ogni spazio vuoto era riempito da altri granelli che non lasciavano spazio che toglievano e consumavano il tempo, che è perso. Ho cercato un colpevole, quello che ha rubato il mio tempo, la mia vita e alcuni dei miei anni.

Forse non esiste un colpevole, forse il colpevole sono io stessa che pensavo di poter essere, ed invece.

Forse la colpa è del paesaggio tanto bello che incanta e toglie il tempo e i pensieri per fare. Forse la colpa è solo una scusa e in realtà non esistono colpe, tutto è semplicemente così perché deve essere così; perché la gente è così, io sono così, la vita è così, gli uomini che hanno la presunzione di guidare la vita degli altri uomini sono così. Nessuna colpa, nessun dito puntato, solo fato solo destino, sarebbe bello e sarebbe facile ma forse così non è. E tra la ricerca di colpe che in realtà è solo un palliativo per aspettare altro tempo tra il farò e il dirò, il tempo continua a passare ed io resto a casa. La mia casa che oramai è stretta perché siamo cresciute entrambe  e io non sto più bene  nella mia casa perché i miei pensieri sono cresciuti e la mia casa non mi accoglie bene come prima perché è cresciuta anch’essa e abbiamo pensieri diversi.

Il Parco Regionale dell’Irpinia d’Oriente, sembra il titolo di una fiaba, l’oriente misterioso come l’Irpinia dei misteri, del fascino e dell’arcano. La terra dello splendore, del verde, dei paesaggi e delle speranze, o la terra del restare così.

Non so di cosa parlare perché sono stata defraudata e derubata delle mie stesse parole, dei miei pensieri dettati dalle mie speranze e dall’amore che avevo (che ho) per la mia terra, ma la mia terra ha guardato altrove ed io sono qui a non conoscere il Parco e la sua Irpinia che è ad Oriente.

Sono qui e voglio rimanerci ma voglio che mi siano restituite la mia dignità e i miei pensieri, pretendo che la mia parola possa essere di gratidutine e non di rassegnazione com’ è oggi.

La rassegnazione è la morte delle cose, è la fine dei pensieri, è il non essere. Ma io sono qui, ci sono anche se da qualche tempo me ne sono scordata perché troppo impegnata a colpevolizzare, ad additare me stessa e gli altri per un fallimento che era forse e prevedibile; troppo presa dal non accettare che non basta saper fare, le cose bisogna farle effettivamente perché siano valide. Non basta pensare e sapere di sapere, è necessario che il sapere diventi fatto e diventi azione senza aspettare che qualcun’ altro lo faccia. Sono arrivata a capirlo adesso mentre scrivo, perché è sì vero, e continuo ad incolpare, che qualcuno mi ha derubata e mi ha impoverita, mi hanno tolto molto forse quasi tutto ma è inutile continuare a chiedere che il tolto venga restituito. Bisogna ricostruire quello che hanno preso, bisogna ridare respiro e speranza a chi lo hanno tolto, e so di non essere sola in questo treno fermo. Mi hanno parlato del Parco Regionale dell’Irpinia d’Oriente ed io non ho capito bene cosa sia, ma c’è, esiste e questo è quello che  conta e se esiste voglio dargli il mio respiro perché forse è il solo modo per riprendermi i miei pensieri.

 

luciana cerreta

Written by comunitaprovvisoria

27 Aprile 2008 a 7:38 pm

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2 Risposte

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  1. Luciana ciao,
    ti parlo con cuore di donna ,
    donna che va e viene dall’ Irpinia e non si ferma.
    Ti scrivo per dirti solo una cosa :
    Non conta quello che ti è accaduto nella vita, i perchè e percome .
    Conta quello che ne FAI, essendo accaduto quello che è accaduto.
    Conta quello che decidi di SCAMBIARE, della tua vita, con l’ altro, gli altri.

    Benvenuta …
    Teresa Cella

    HERA-Klescampania

    27 Aprile 2008 alle 9:49 pm

  2. MI PARE CHE QUESTO POST
    MERITI UNA DISCUSSIONE COLLETTIVA…
    ARMIN

    comunitaprovvisoria

    28 Aprile 2008 alle 11:11 am


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