quando il pericolo è più grande…
il fatto che non ci siano molte risposte agli allarmi lanciati da me e da battista ieri sera non significa che la gente non abbia voglia di difendere la propria terra. significa semplicemente che un blog è frequentato prevalentemente da intellettuali e che gli intellettuali aderiscono con preferenza alle battaglie proprie e non a quelle altrui. nulla di nuovo. c’è solo da insistere. i buoni ci sono ancora. qui e altrove. a destra, a sinistra e a centro. tra gli scrittori e i contadini. tra i politici e gli antipolitici. l’importante è non mollare. bisogna comportarsi da martiri e da eroi, nel proprio piccolo o nel proprio grande non importa. in tempi difficili non ci sono scelte facili. qualcosa accadrà, qualcosa sta già accadendo. come diceva il filosofo, quando il pericolo è più grande arriva ciò che salva.
armin
l’unica risposta è il fiato…….
anche queste parole sono solo tali
….ma il fiato la carne….
a chi legge il silenzio complice non appartiene
deve sradicarlo altrove
non è sogno che s’impiglia tra le ciglia ed i sussurri
…ora serve il fiato e la carne………….sono d’accordo con il poeta………….
l’intelletto, l’uomo e la donna “che salvano” devono ben presto materializzarsi
da sempre, da ora, da domenica al calore del riunirsi all’allarme ripetuto all’ossessione del pericolo alla paura alla conta dei giorni……….al suono del silenzio di cristallo che s’infrange………………finalmente………………..
Metaphisique
29 Aprile 2008 alle 10:40 am
Non sono d’accordo che un blog sia frequentato in prevalenza da intellettuali. Probabilmente è vero che ci sia una discrepanza nella facilità di raggiungimento del pubblico a cui si vuole parlare. Ma il mezzo della Rete è più accessibile alle generazioni più giovani, che si presume siano anche le più attive. Si potrebbe innescare da qui la miccia, far partire il tam-tam non solo lungo i sentieri virtuali, ma nelle piazze, lungo le strade, nelle scuole e nei bar dei nostri paesi. E tenerla viva, questa tensione. Perché una discarica in quel posto non farebbe felice nessuno nel raggio di 30 km, tranne i soliti affaristi con le mani in pasta dappertutto. Figurarsi la più grande discarica d’Europa, proprio in uno dei suoi angoli più incontaminati. Temo invece che una grossa fetta della popolazione lì residente non ne sia ancora informata.
Ed è sull’informazione che occorre lavorare.
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29 Aprile 2008 alle 11:40 am
Il Cielo sopra Bisaccia
Il mese di aprile che ci sta lasciando potremmo cercare di simboleggiarlo come il mese: del desiderio, del sesso, del matrimonio, della passione; nel mentre, il mese di maggio: dell’intelligenza, del sentimento, delle parole e del condizionamento.
Il mese di maggio a me causa allergia e l’allergia è un conflitto biologico della memoria del nostro corpo, come ogni malattia. La memoria, come l’allergia a volte ci impedisce di fare delle cose come ad esempio amare.
Spero però che il nuovo millennio ci possa far comprendere, quello che dice un mio carissimo amico di Napoli, il Prof. Renato Palmieri, che “Il cammino dell’uomo nel terzo millennio è sicuramente predeterminato da un riconoscimento o da una rinuncia: il riconoscimento della sua autonomia dalle “cose” o la rinuncia ad essa”.
Alcuni giorni fa siamo andato a trovarlo con altri amici nella sua casa di Napoli e ci ha svelato un suo segreto quello di essere riuscito a fare “La Quadratura del Cerchio” http://it.geocities.com/cid10.geo/geomcomp.htm .
La cosa certamente è notevole e si può anche rischiare di esser presi per pazzi….sapete quando si sostiene di essere riusciti a fare la “quadratura del cerchio” trasformando in un teorema il V postulato di Euclide…allora si è coscienti che ci si mette contro la scienza.
Leggevo in uno dei post di Franco Arminio dal titolo “Lo spazio Letterario di Livio Borriello” che “…Non siamo né dentro, né fuori dal mondo, ma è un continuo peregrinare in uno spazio interiore che sembra ugualmente distante dall’anima e dal corpo. Uno spazio che può darsi solo grazie a quel miracolo che è la letteratura”.
In verità anche Dante nel canto XXXIII del Paradiso descrisse la possibilità della quadratura del cerchio ponendosi il problema di: Qual è ‘l geomètra che tutto s’affige / per misurar lo cerchio, e non ritrova, / pensando, quel principio ond’elli indige, / tal era io a quella vista nova… (che era la vista del creatore)..cercandoci di farci comprendere come tentò Archimede ed oggi il mio amico Renato, che noi siamo tutto.
Ora abbiamo detto che il miracolo è la letteratura. Personalmente credo che sia l’amore o meglio la capacità di provare amore. Oggi alcuni scienziati ci stanno dicendo che il cuore non è solo un muscolo o una pompa che mette in circolo il sangue, ma è (pare) anche una ghiandola che appartiene al sistema endocrino e produce un ormone e/o sostanza che ci può far andare in estasi. Una sostanza naturale (endogena) che non fa male come l’estasi artificiale. D’altronde mai nessuno di noi fino ad oggi si è spiegato (bio-chimicamente parlando) come sia possibile provare quella sensazione di beatitudine quando si è innamorati, pur sapendo che la stella polare del nostro amore è il cuore.
Parlavamo quindi di miracolo e come questo può realizzarsi, personalmente credo nell’amore.
Nel film “Il cielo sopra Berlino” credo che sia molto ben rappresentata questa esperienza.
Gli angeli intuiscono ciò che gli uomini chiamano i ’sentimenti’, ma a rigore non possono viverli. Sono profondamente ‘amorevoli’ i nostri angeli, sono buoni e non è dato loro modo di essere altrimenti, perché non possono neanche concepire l’alterità: la paura, ad esempio, o la gelosia, l’invidia, né l’odio. Conoscono i modi con cui vengono espressi, ma non i sentimenti stessi.
Ed è cosi che Damiel (uno degli Angeli protagonisti del film) decide di diventare uomo. Per fare ciò deve tuttavia rinunciare alla sua immortalità spirituale. Damiel si mette così alla ricerca della donna di cui si è innamorato, Marion, che adesso è disoccupata e che, non sapendo cosa fare, va ad un concerto rock. I due si ritrovano e riescono a coronare il loro sogno d’amore, mentre l’altro angelo Cassiel assiste alla nuova condizione dell’amico con un pizzico di malinconia per non aver avuto egli stesso il coraggio di compiere il grande “passo”.
Ora tornando alla simbologia di questo mese di maggio: dell’intelligenza, del sentimento, delle parole e del condizionamento, potrei dire che il senso da scoprire attraverso la nostra intelligenza, i nostri sentimenti, le nostre parole non è che la relazione umana, la quale dovrebbe essere una relazione “senza” “condizionamenti” senza “memoria” e che “parli” con il “cuore” senza nessuna “infrastruttura artificiale” vuoi che essa sia letteratura o poesia, semplicemente esperienza individuale.
L’amore è un tale segreto, che è divenuto talmente complesso per l’uomo così “condizionato” di oggi, che non è qualcosa che si può trasmettere qui per iscritto o ancora peggio attraverso un libro. L’amore non è un metodo, non è una tecnica, non può essere un manuale perché è solo un’esperienza di consapevolezza.
Gli angeli sono solo una rappresentazione simbolica come io ho cercato di fare con i due mesi dell’anno prima. La cosa di cui bisogna essere certi però e che non sono ciò che si crede che siano!
Ognuno di noi è angelo solo che non lo sa. Ognuno di noi può “scrivere” la propria storia d’amore come ha fatto Damiel perché il miracolo è già in ognuno di noi e non nella letteratura, basta guardare il Cielo sopra Bisaccia.
Camminiamo nella Bellezza
Nanosecondo
enzo maddaloni
29 Aprile 2008 alle 12:06 pm
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hai ragione.
per intellettuali intendevo gente che fa mestieri legati alla parola o alla scrittura: avvocati, architetti, insegnanti ecc
domani sera organizzo un’assemblea a bisaccia proprio per informare ancora meglio i cittadini.
ma bisaccia non è un problema. il problema è che stavolta non possiamo farcela da soli.
maddaloni: sei di una generosità immensa, sei un uomo del futuro..
arminio
29 Aprile 2008 alle 1:29 pm
Grazie per il chiarimento, Franco! Sono d’accordo con te, stavolta serve la solidarietà e la compattezza di tutto il territorio. Portiamo avanti la battaglia per il Parco Regionale, è quella la vera arma che ci permetterà di spuntarla.
Tenete duro,
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29 Aprile 2008 alle 4:28 pm
è vero che intellettuale è chi di mestiere, o comunque nella massima parte del suo tempo, scrive o parla, ma aggiungerei che per essere intellettuale deve scrivere o dire cose oneste, utili, illuminanti, senò piuttosto che un intellettuale è solo uno stronzo, e io considero cento volte superiore a lui, anche intellettualmente, uno che rovista nei cassonetti per sfamarsi
sergiogioia
30 Aprile 2008 alle 3:27 pm