COMUNITA’ PROVVISORIA _______________ . . paesi .. paesaggi … paesologia - - - - - - NO alla MILITARIZZAZIONE del FORMICOSO

comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella - NO alla DISCARICA sul FORMICOSO

appunti sul parco

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questa è la mia introduzione all’incontro di domenica. la faccio qui per guadagnare tempo. domenica mi limiterò a far circolare al meglio le parole degli altri. immagino tanti interventi, ma brevi. il tutto sarà filmato. la nostra discussione sarà subito un film.

ARMIN

Il parco dell’Irpinia d’Oriente si costruisce con progetti che usano la gomma più che la matita; dobbiamo togliere e non mettere. Dobbiamo cucire in una nuova alleanza il vuoto e il silenzio e la luce e il cibo e il pensiero e l’arte di trascorrere il tempo, dobbiamo cucire fabbriche nuove come quella del vento a fabbriche antiche come quella del pane.

*

Il parco già c’è, bisogna solo usarlo. È un piccolo angolo di quel grande parco che dovrebbe chiamarsi “parco mondiale della terra tonda”.

Alla luce dei pericoli che corre il nostro pianeta, che esiste da quattro miliardi di anni, è chiaro che bisognerebbe dichiararlo per intero “area protetta”.

Gli uomini stanno in giro da tre milioni di anni.                                - - - - - continua

Tempo infimo, ma buono per sterminare i nostri compagni di avventura. Del miliardo di specie vegetali e animali che la terra tonda ha partorito, ne è rimasto solo l’uno per cento.

Siamo troppi: tre nuovi nati ogni secondo, 26.000 al giorno, 95 milioni all’anno. Nel 1800 eravamo un miliardo, nel 1910 quattro miliardi, nel 2000 sei miliardi.

Continuando di questo passo nel giro di un secolo non ci sarebbe spazio neppure per muovere un passo.

C’è un modo di usare il mondo, che sinteticamente potremmo definire “capitalistico” a cui noi ci opponiamo radicalmente. Ci sono le persone che ammazzano i loro simili con un pistola e giustamente li mettiamo in galera. Ci sono i criminali di specie: sono tutti quelli che inneggiano alla crescita. Il corpo sociale è come il corpo di un individuo: non può vivere sempre mangiando, senza mai fermarsi, senza mai dormire.

Nel nostro parco non c’è spazio per il mito dello sviluppo. Noi non diremo mai che il nostro parco è un’occasione per lo sviluppo.

Abbiamo avuto l’ardire di usare questa parola perfino dopo il terremoto. Abbiamo concepito la ricostruzione come occasione di sviluppo e abbiamo visto com’è andata.

*

Noi siamo ambiziosi: chiediamo all’umanità di correggere la propria traiettoria. E cominciamo da qui, cominciamo dai nostri luoghi, dai nostri incontri.

A nessuno venga in mente domenica di venire da solo in macchina. Bisogna venire in compagnia, altrimenti non ha senso.

*

Lo spazio è limitato e una crescita continua può solo lacerare il delicato involucro che ci contiene.

Il nostro è il parco della decrescita.

Il nostro è un granello per inceppare il meccanismo infernale a cui ogni giorno lavorano le oligarchie politiche ed economiche.

*

 Non c’è tempo per tutto, ma in questi giorni sul nostro blog il parco già vive. Parlare di un libro come quello di Livio Borriello, scrivere una poesia, battersi contro un criminale del territorio come De Gennaro,

tutto questo deve stare insieme, tutto questo è già una nuova politica e una nuova società. Dobbiamo incoraggiarci e incoraggiare. Siamo sulla buona strada.

*

Il parco è già nato e non abbiamo bisogno di inchinarci davanti a nessuno per farci battezzare. Non staremo a imbrattare cartoffie, a istituire consigli di amministrazione. Non vogliamo fare una cosa che diventa un problema di cui occuparsi, ma vogliamo occuparci di quello che facciamo, dei liberi vincoli, della comune passione che ci lega a questo territorio.

Abbiamo capito che abitare un territorio sano è la condizione per poter abitare in maniera sana anche le parti malate, anche gli altri luoghi in cui scegliamo o siamo costretti ad andare.

Il nostro non è un recinto. Alla provincia come prigione psicologica non vogliamo aggiungere la prigione del paesaggio. Siamo per l’andare e il venire. E la nostra è una frontiera fra il basso occidente e l’alto oriente.

*

Il nostro non è un parco contemplativo, ma insurrezionale. Qui se si fanno passeggiate sono passeggiate rivoluzionarie. Non camminiamo nel giorno di festa per riposarci dagli imbrogli dei giorni feriali. Camminiamo come forma d’amore urgente. Non vogliamo svagarci, vogliamo rigenerare, rigenerarci.

*

Ci opponiamo al progetto di De Gennaro non perché non vogliamo fare la nostra parte nella gestione del problema dei rifiuti, ma perché rifiutiamo questa esportazione della cancrena a cui ormai tutti si stanno assuefacendo. Come se ormai il mondo non consistesse nel portare la bellezza da un posto all’altro, ma nel far viaggiare la merda, come se ognuno di noi dovesse essere impegnato nella catena di montaggio del peggio.

*

Nella nostra provincia piccoli gruppi di politicanti giracchiano nei paesi e sui giornali utilizzando strutture strutture organizzative e mentali ormai morte, strutture asfittiche rispetto a quando avviene non solo nel mondo, ma anche qui, a Domicella o Scampitella.

Ma la miseria non è solo in quelli che si fanno stipendiare dalla politica, magari stipendiandosi a vicenda, è anche nei corpi, nei gesti che si vedono in giro: basta affacciarsi sul corso del capoluogo: smorfie e sorrisi ipocriti, la recita della vita più che la vita stessa, una scoraggiante penuria di lietezza e perfino di disperazione, un malumore viscido e senza gloria, uno sfinimento privo anche dell’ebbrezza che può venire dalla perdizione.

Written by comunitaprovvisoria

1 Maggio 2008 a 7:52 am

Posted in a Franco Arminio

19 Responses to 'appunti sul parco'

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  1. Le istituzioni esibiscono di avere smarrito il senno e la virtù, non mostrano come si attraversano le difficoltà, hanno rinunciato a guidare i cittadini verso forme regolari di convivenza e di attestazione del bene comune.
    Non si possono rintrodurre concetti di mitezza e di umiltà di un’antica pazienza contadina, riconsegnando la vita allo strazio, di un’ attesa certa e consueta.
    Non si può pensare di riparare alle mancanze che non ci appartengono e purificare la pattumiera degli altri. Ci mostrano, invece, come si può partecipare a insozzare la vita qui, in Irpinia, sul Formicoso, indicando il luogo come risoluzione dei problemi non risolti altrove.
    Avversare significa , non consegnarsi passivamente alla perdita di buon senso, che mostrano coloro che vogliono attivare in questa area geografica, una mera follia.
    Abbiamo il dovere di tirarci fuori dall’attuale difficoltà, non possiamo accettare di percorrere un sentiero che corrode la terra, e annerisce le nuvole.
    Il Formicoso con il vento produce energia pulita, in parte abbiamo già tolto lo sguardo dalla sua bellezza. L’area su cui vogliono costruire una discarica è ricca di fonti e acque sorgive è a ridosso della valle dell’Ofanto, è popolata da uccelli migratori che transitano al mutare delle stagioni.
    E’ fonte di storia, di reperti archeologici, di ritrovamenti, di lotte tra sanniti e romani, di castelli medievali è una terra che va abbracciata e curata è la dea madre che dispensa ogni bene, l’uomo contemporaneo la vuole violare con la sua tracotanza.
    La proposta di creare un Parco dell’Irpinia d’oriente, non è una vana illusione o una pretesa, mi piace, credo però, che dobbiamo articolare una metodologia, promuovere le risorse del territorio e individuare i saperi esistenti.
    Coniugare l’arte del pensare e del fare, elaborare progetti di ripopolazione della fauna e della flora, di tutela delle sorgenti, del lavoro rurale, artigianale della musica e dei canti popolari, di leggende che si tramandavano oralmente.
    Bisogna interrogare i saperi: le università, le comunità montane, i sindaci, a prescindere dal vestito politico che indossano, i cittadini che vogliono lottare, credo che necessità attivare studi di approfondimento.
    Sperare non significa rassegnarsi o illudersi ancora una volta, dobbiamo vincere questa battaglia.

    M.Teresa Iarrobino

    1 Mag 08 at 11:40 am

  2. Caro Franco,
    sono favorevole al Parco dell’Irpinia d’Oriente… fosse solo perchè l’ho lanciato come idea nella mia ultima pubblicazione uscita ad ottobre del 2007 e ripresa in un articolo del Corriere dell’Irpinia del 4 dicembre 2007.
    Bisogna far squadra.
    Buona domenica.
    PG

  3. OKKK Armin,

    un post di cui posso condividere tutti i contenuti..salvo le passeggiate rivoluzionarie!

    Non tanto perchè sono assente dall’ Irpinia od altamente invalidata a passeggiare in codesta maniera, ma proprio perchè cerco il lato contemplativo.

    Detto questo personalissimo inciso, ti immagino propositivo ed equilibrato OGGI, finalmente globale, visto che ti ricordi della terra tonda su cui siamo tutti, verso la quale siamo tutti debitori nel prendere e restituire.
    Buon primo maggio
    Teresa C.

  4. Tenderei per considerare questa “rivoluzione” di Franco come “aiuto al cambiamento e presa di coscienza”.

    Dagli stessi conflitti può nascere il nuovo. Il progetto del Parco e di per se “rivoluzionario” non già perchè già c’è nella natura come dice Franco e quindi giustamente va usata la gomma per cancellare senza aggiungere “altro” (discarica compresa) per il peggio che c’è già stato messo o appunto che ci vogliono mettere, ma perchè lo faremo “rivoluzionariamente” far vedere da un’altro punto di vista con un’altro “valore”.

    Molte persone, “gli occhi” ultimamente non li hanno usati. Lo stesso “contemplare” oggi, appartenendo allla pratica del sogno, diventa di per se “rivoluzionario”, certo non nel senso della “guerra del formicossovo” (sulla qual cosa neppure io sono d’accordo) ma come “rivoluzione culturale” che al senso mette il fare. La pratica del sogno ed il sogno che può divenire realtà.

    Qui mi riallaccio ad una cosa che diceva prima Sergio Gioia in un’altro post, perchè credo che sia (qui) appropriata una riflessione. E’ vero, l’intelletto, non appartiene a all’intellettuale, ma all’umile, al contadino, al fabbro, all’uomo in genere. Il problema vero che ultimamente in genere l’intelletto è stato usato poco.

    Qui mi riferisco a quella parte dell’intelletto “contadino”: attenerci alla natura ed al suo equilibrio, ai tempi alla sua contemplazione, le stesse stagioni oggi dove abito io le vedo poco a Napoli non ne parliamo proprio e allora. Se diamo per accettato questo concetto allora è “rivoluzionario” oggi utilizzare la gomma. E, un pò come toglierci le lenti scure e vedere il mondo che ci circonda sotto un’altro aspetto. Non più un mondo solo da “contemplare” ma un mondo da vivere e da amare; un mondo che dovremmo fare di tutto per lasciarlo un pò tranquillo perchè siamo noi che abbiamo bisogno di Lui non certo Lui di Noi.

    La vera “rivoluzione” sta nel riappropriarci del vero “miracolo” della vita che c’è davanti agli occhi avendo la capacità di farlo vedere anche agli altri che non l’hanno ancora vista. Ecco condividerei l’atto della “contemplazione” integrato da questo atto “rivoluzionario” nel senso che ho detto.

    Ne approfitto per suggerire a tutti una lettura “Ritorno alla Creazione” di Manitonquant (un vecchio Nativo d’America).

    Camminiamo nella bellezza..pratichiamo il sogno.
    Nanosecondo

    P.S. Alcuni amici di Roma stanno organizzando un incontro a Viterbo per gli inizi di Giugno con Manitonquant. Certo, sarebbe molto bello poter fare un council della nostra Comunità Provvisoria con Lui. Glielo proporrò. Uacc Uaa!

  5. dopo rudolf steiner (1861-1925) e luciano luisi (1938-2004)…franco arminio maestro spirituale della modernità

    sergiogioia

    1 Mag 08 at 9:05 pm

  6. Carissimo Sergio,
    per me è troppo lontano Rudolf Steiner quindi sono partito dagli studi di Renato Palmieri e la sua legge unigravitazionale ed ultima la quadratura del cerchio, che puoi leggere……

    La Quadratura del Cerchio ed Il Compasso del Creatatore di Renato Palmieri

    http://www.girodivite.it/La-Quadratura-del-Cerchio-ed-il.html

    Ognuno di noi va alla ricerca del proprio angelo “verde o rosa?”.

    Nanosecondo

  7. ops dimenticavo ….Arminio è “una forza animica”….Uacc Uaa

  8. Caro Franco,
    ci sareme anche noi domenica perchè condividiamo l’idea del Parco dell’Irpinia d’Oriente… e sosteniamo solo lo sviluppo sostenibile con il sogno di preservare il nostro paesaggio: boscoso, brullo, spigoloso, rotondo, dimesso, luminoso, oscuro, un paesaggio sprecato come deve sempre essere il paesaggio.
    Francesco e Onidia- Architetti di Castelnuovo di Conza

    Francesco Custode

    2 Mag 08 at 9:58 am

  9. …e ci procureremo anche renato palmieri…vincentius maddaloni caro

    sergiogioia

    2 Mag 08 at 12:18 pm

  10. chiamate, parlatene in giro, la leggenda del formicoso è assai più bella delle porcherie imposte dall’agenda mediatica.
    armin

  11. AVVISO AI COMUNITARI PER DOMENICA 4 MAGGIO

    -1° appuntamento ore 10.30 al PARCO ARCHEOLOGICO di CONZA (da avellino > ofantina bis in direzione Lioni, seguire poi Conza; il parco è sull’antica Compsa, paese abbandonato dopo il terremoto del 1980; seguire segnaletica PARCO STORICO-ARCHEOLOGICO; da avellino 65 km., 1 ora circa)
    ognuno si porti panino e bibita, un maglioncino (si prevedono nuvole), scarpette per la partita di pallone delle ore 12 : “comunità provvisoria sfida laboratorio democratico”; iscrizioni alle squadre in loco —

    -2° appuntamento ore 16.30 parcheggio piazzale Aldo Moro a S.ANDREA DI CONZA (sono 5 km. da Conza); dalle 16.30 alle 17.30 siamo in giro per il centro storico, parte alta, giardini dell’episcopio, seminario; poi andiamo al laboratorio del ferro battuto di Michele Marena (parte bassa del paese, area artigianale); alle 18 ci riuniamo nella SALA CONSILIARE NELL’EX-EPISCOPIO (parte alta di S.Andrea, attuale Municipio).

    INFO
    http://www.goleto.it/itinerari/conza.htm

    http://www.prolococompsa.it/pagine%20principali/Parco%20Storico%20e%20Archeologico/0Introduzione.html

    http://medivia.sele.it/archeologia/santandreadiconza.htm

    AVVISO PER DOMENICA 4 MAGGIO

    2 Mag 08 at 1:37 pm

  12. ieri sono stato a savignano. siamo stati alla testa del corteo col nostro striscione che univa nella lotta pustarza e il formicoso.
    non c’erano parlementari, n<è consiglieri regionali. solo un paio di sindaci. veramente una pena.
    bisogna passarci vicino a una discarica in costruzione. bisogna vedere i militari e i poliziotti. forse in questo modo ci si rende conto che viene leso un sentimento atavico, un sentimento che ci lega alla terra, a dispetto dell’epoca che fa di tutto per farci dimenticare dove siamo.
    armin

  13. GRAZIA

    Arde in noi
    la meraviglia
    del cielo
    infinito.

    Grazia in grembo
    l’inverno
    su di noi
    indefinito.

    Paolo Battista

    2 Mag 08 at 8:52 pm

  14. assisto al lavorio delle mani, esse spostano le quinte e gli oggetti di scena……..assisto all’angolatura perfetta dell’inerzia……..e m’insanguino controllo e dignità…quel violento intenso infetto rinascimento dei sensi e del destino che chiamo primavera (intendo non solo la stagione i raggi di sole le margherite) tarda ad arrivare…nel fiume rosso vedo galleggiare le difese ai non-attacchi e le tante parole di scuse….”con la mia assenza non partecipo mica del glorioso disfacimento” “tanto non cambierà il destino”…
    bene(anzi male), ho un sospiro che dondola sulle labbra……….la “mia” terra è come un pane e si sta sbriciolando….pur friabile, nutre……..la fetta non è perfetta alla vista (mai lo fu) ma in tempi di anime sconvolte ed affamate la perfezione non sta quasi nella bellezza (all’antica) non nei sigilli non nelle sicurezze ma nel dubbio e nell’afflizione …nel senso abominevole del distacco…nella plateale e comprensibile paura di perdere ciò che si ama….nelle fauci spalancate…..
    Sì, fauci che divorano proprio quei silenzi……….ascoltiamo il rumore altrui ascoltiamo il silenzio complice e ogni cosa che insapona di rosso di nero o di bianco le pareti intorno ci sembra inopportuna ……..oggi voglio l’azzurro ed il verde………..oggi non voglio concetti non voglio verticali non voglio ascensioni ma solo orizzontali e orizzonti oggi (e domani) vorrei solo passeggiare solo sentire che non ci sono nè ci saranno devastazioni vorrei le verità che soffiano tra i fili d’erba, solo questo………..
    scusatemi sono scivolata su fili d’erba bagnati sognavo di sicuro l’immaginazione stessa e la sognavo stesa su un prato, un tappeto verde qualsiasi (del Formicoso) tra i fili d’erba con le braccia dietro la nuca e la leggerezza di colui che si è salvato improvvisamente dalla morte… quell’acqua invece non era la rugiada del prezioso mattino di maggio………..accanto alle ali di farfalla accanto ai teneri petali di primula accanto ai sorrisi ai respiri al pallone e all’aquilone invece era solo un maleodorante nausabondo rivolo di percolato.

    Metaphisique

    3 Mag 08 at 4:12 pm

  15. ooops … il “lavorio delle mani” con cui iniziavo il commento inserito in un post dal titolo “appunti sul parco” potrebbe sembrare rivolto a voi………ovviamente per chiarezza e per evitare equivoci specifico che sono decisamente altre mani quelle a cui mi riferisco………………:)

    Metaphisique

    3 Mag 08 at 4:22 pm

  16. dopo s.andrea…
    l’irpinia d’oriente potrebbe diventare un laboratorio di idee, un progetto pilota per sviluppare una comunità territoriale, una città (o un borgo) fatto da più comuni che decidono di amministrare (e promuovere) insieme il proprio territorio …
    obiettivi comuni del “parco” dovrebbero essere : autotutela, autopromozione, autosufficienza energetica (eolico e biomasse); autogestione del ciclo dei rifiuti (propria discarica dimensionata per 50.000 ab.)

    l’intensa giornata di ieri ha immesso nuova energia e ha visto accendersi nuovi entusiasmi … a s.andrea c’erano tante persone che si sono avvicinate spontaneamente alla comunità provvisoria

    il lievito c’è
    rinnovo gli inviti operativi :
    - giornate comunitarie come lanciate nella home page
    - incontri itineranti con amministratori e popolazione
    - gruppo di discussione e di lavoro sul parco, aperto a tutti

    buona settimana

    verderosa

    5 Mag 08 at 10:00 am

  17. dovremmo anche organizzare un confronto pubblico con l’assise di marigliano. dobbiamo far capire anche a loro che è interesse di tutti che questa parte della campania resti pulita.

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