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	<title>Commenti a: Il parco archeologico di Conza da &#8220;Il Manifesto&#8221; del 24 / 9 / 2004</title>
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	<description>comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella</description>
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		<title>Di: michele fumagallo</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/05/02/il-parco-archeologico-di-conza-da-il-manifesto-del-24-9-2004/#comment-3290</link>
		<dc:creator>michele fumagallo</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 07 May 2008 14:22:32 +0000</pubDate>
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		<description>Cari amici,

quel Parco di Conza non sta in cielo ma è inserito dentro la storia e la geografia di quel paese. Quindi occorrerebbe fare un&#039;analisi più dettagliata su Conza, sulla sua ricostruzione al di là della strada ofantina, sul mancato recupero del pezzo di centro storico attaccato a Conza vecchia (Ronza), eccetera. Ma è un discorso troppo lungo, l&#039;unica cosa che dico adesso è che è stato un grave errore sia la ricostruzione di Conza al di là della strada sia il mancato recupero di Ronza. Un errore di cui abbiamo discusso in tanti, anni fa (ne ho scritto su &quot;Il Manifesto&quot; negli anni 80 e 90 e sarebbe adesso noioso riprodurre tutti i vecchi articoli).

Sul Parco di Conza invece posso solo dire, purtroppo in sintesi, che a me non ha mai convinto la sua impostazione principale, cioè quella del recupero e della &quot;lettura&quot; della storia complessiva di quel paese, magari con un occhio di riguardo ai reperti antichi (romani, eccetera). Non che questo non andasse fatto, anzi. Ma andava fatto come lettura &quot;subalterna&quot; a quella principale che è (era?) essenzialmente, almeno per me, la lettura della memoria del terremoto del 23 novembre 1980. Il progetto, che è sempre progetto politico non architettonico o archeologico, io l&#039;avrei concepito così: la memoria delle cose e delle persone, finita e fermata quella sera del 23 novembre. Le case, le strade, i negozi, il bar, la sarta, gli uffici, eccetera, &quot;letti&quot; nella loro semplicità e umanità (nella storia non c&#039;è estetica che tenga, quindi un calcinaccio della peggiore edilizia anni 60 è assolutamente equivalente a un pregevole reperto antico). Una sorta di Spoon River del sisma, un luogo dove gli abitanti di Conza (ma di tutta l&#039;area terremotata, perchè non c&#039;è parco equivalente) potevano ricercare la linfa vitale della storia minuziosa delle persone e quindi della nostalgia.

Dobbiamo riparlarne, e, a questo proposito, mi permetto di suggerire agli amici comunitari che facciamo male a fare incontri che non si soffermano per l&#039;intera giornata su di un singolo paese, come del resto accadeva all&#039;inizio.

Con  affetto
Michele Fumagallo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cari amici,</p>
<p>quel Parco di Conza non sta in cielo ma è inserito dentro la storia e la geografia di quel paese. Quindi occorrerebbe fare un&#8217;analisi più dettagliata su Conza, sulla sua ricostruzione al di là della strada ofantina, sul mancato recupero del pezzo di centro storico attaccato a Conza vecchia (Ronza), eccetera. Ma è un discorso troppo lungo, l&#8217;unica cosa che dico adesso è che è stato un grave errore sia la ricostruzione di Conza al di là della strada sia il mancato recupero di Ronza. Un errore di cui abbiamo discusso in tanti, anni fa (ne ho scritto su &#8220;Il Manifesto&#8221; negli anni 80 e 90 e sarebbe adesso noioso riprodurre tutti i vecchi articoli).</p>
<p>Sul Parco di Conza invece posso solo dire, purtroppo in sintesi, che a me non ha mai convinto la sua impostazione principale, cioè quella del recupero e della &#8220;lettura&#8221; della storia complessiva di quel paese, magari con un occhio di riguardo ai reperti antichi (romani, eccetera). Non che questo non andasse fatto, anzi. Ma andava fatto come lettura &#8220;subalterna&#8221; a quella principale che è (era?) essenzialmente, almeno per me, la lettura della memoria del terremoto del 23 novembre 1980. Il progetto, che è sempre progetto politico non architettonico o archeologico, io l&#8217;avrei concepito così: la memoria delle cose e delle persone, finita e fermata quella sera del 23 novembre. Le case, le strade, i negozi, il bar, la sarta, gli uffici, eccetera, &#8220;letti&#8221; nella loro semplicità e umanità (nella storia non c&#8217;è estetica che tenga, quindi un calcinaccio della peggiore edilizia anni 60 è assolutamente equivalente a un pregevole reperto antico). Una sorta di Spoon River del sisma, un luogo dove gli abitanti di Conza (ma di tutta l&#8217;area terremotata, perchè non c&#8217;è parco equivalente) potevano ricercare la linfa vitale della storia minuziosa delle persone e quindi della nostalgia.</p>
<p>Dobbiamo riparlarne, e, a questo proposito, mi permetto di suggerire agli amici comunitari che facciamo male a fare incontri che non si soffermano per l&#8217;intera giornata su di un singolo paese, come del resto accadeva all&#8217;inizio.</p>
<p>Con  affetto<br />
Michele Fumagallo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: HERA-Klescampania</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/05/02/il-parco-archeologico-di-conza-da-il-manifesto-del-24-9-2004/#comment-3265</link>
		<dc:creator>HERA-Klescampania</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 May 2008 21:22:02 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=697#comment-3265</guid>
		<description>Michele ciao, 
non ho molto da aggiungere sul Parco di Conza, visitato una sola volta nell&#039; estate del 2004, insieme ad un amico lucchese, ingegnere e ambientalista, che era venuto in Irpinia nell&#039; 80, con le squadre di soccorso della regione Toscanae voleva rivedere i luoghi.
E questa è la nota personale ed affettiva nell&#039; andar per siti.

Incontrai il gruppo dei giovani universitari cooperanti e cooperativi, cui tu accenni
Contenta , per un brandello di storia che prendeva forma: sito archeologico e nuove occasioni di lavoro, sito della memoria e lavoro,giovani e cultura universitaria, entusiasmo .

Non so altro del Parco di Conza...ma conosco a fondo le difficoltà di praticare per me stessa la cultura dell&#039; entusiasmo sul lavoro e le difficoltà di trasmetterla agli altri..a tutti quei giovani che non vogliono faticà, perchè c&#039; hanno daffà altre cose.
Ma , qui potrei aprire un&#039; altro post : Impresa sociale , dal sogno alla realizzazione.
ti saluto caramente e ti sollecito aleggere i miei interventi di oggi sugli ultimi post.
Teresa C.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Michele ciao,<br />
non ho molto da aggiungere sul Parco di Conza, visitato una sola volta nell&#8217; estate del 2004, insieme ad un amico lucchese, ingegnere e ambientalista, che era venuto in Irpinia nell&#8217; 80, con le squadre di soccorso della regione Toscanae voleva rivedere i luoghi.<br />
E questa è la nota personale ed affettiva nell&#8217; andar per siti.</p>
<p>Incontrai il gruppo dei giovani universitari cooperanti e cooperativi, cui tu accenni<br />
Contenta , per un brandello di storia che prendeva forma: sito archeologico e nuove occasioni di lavoro, sito della memoria e lavoro,giovani e cultura universitaria, entusiasmo .</p>
<p>Non so altro del Parco di Conza&#8230;ma conosco a fondo le difficoltà di praticare per me stessa la cultura dell&#8217; entusiasmo sul lavoro e le difficoltà di trasmetterla agli altri..a tutti quei giovani che non vogliono faticà, perchè c&#8217; hanno daffà altre cose.<br />
Ma , qui potrei aprire un&#8217; altro post : Impresa sociale , dal sogno alla realizzazione.<br />
ti saluto caramente e ti sollecito aleggere i miei interventi di oggi sugli ultimi post.<br />
Teresa C.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Michele Fumagallo</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/05/02/il-parco-archeologico-di-conza-da-il-manifesto-del-24-9-2004/#comment-3238</link>
		<dc:creator>Michele Fumagallo</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2008 23:52:54 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=697#comment-3238</guid>
		<description>Cara Teresa,

il problema, in questo caso, è la confusione del nostro blog, o almeno la confusione con cui utilizziamo il blog.

In questo post c&#039;è un mio vecchio articolo sul Parco archeologico e storico di Conza. L&#039;ho messo perchè c&#039;era l&#039;incontro, ma anche con la speranza che si svolgesse un dibattito sul Parco (di Conza). L&#039;argomento quindi è questo. La ferrovia ci è entrata di traverso. E io, come vedi, ho rimandato una risposta a Enzo-nanosecondo, proprio perchè la Rocchetta-Avellino merita un post e un dibattito a parte. 

Non è quindi un dibattito tra sordi la ferrovia ma semplicemente &quot;rimandato&quot; ad altro post. 

Qui, invece, c&#039;è qualcosa da dire sul Parco di Conza. Lo possono fare tutti quelli che sono venuti all&#039;incontro oppure anche quelli che conoscono il luogo. Io cercherò magari di aggiungere qualcosa al mio articolo, qualcosa di più personale sia sul funzionamento che su come è stato concepito il parco.

Con affetto
Michele Fumagallo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara Teresa,</p>
<p>il problema, in questo caso, è la confusione del nostro blog, o almeno la confusione con cui utilizziamo il blog.</p>
<p>In questo post c&#8217;è un mio vecchio articolo sul Parco archeologico e storico di Conza. L&#8217;ho messo perchè c&#8217;era l&#8217;incontro, ma anche con la speranza che si svolgesse un dibattito sul Parco (di Conza). L&#8217;argomento quindi è questo. La ferrovia ci è entrata di traverso. E io, come vedi, ho rimandato una risposta a Enzo-nanosecondo, proprio perchè la Rocchetta-Avellino merita un post e un dibattito a parte. </p>
<p>Non è quindi un dibattito tra sordi la ferrovia ma semplicemente &#8220;rimandato&#8221; ad altro post. </p>
<p>Qui, invece, c&#8217;è qualcosa da dire sul Parco di Conza. Lo possono fare tutti quelli che sono venuti all&#8217;incontro oppure anche quelli che conoscono il luogo. Io cercherò magari di aggiungere qualcosa al mio articolo, qualcosa di più personale sia sul funzionamento che su come è stato concepito il parco.</p>
<p>Con affetto<br />
Michele Fumagallo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: HERA-Klescampania</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/05/02/il-parco-archeologico-di-conza-da-il-manifesto-del-24-9-2004/#comment-3234</link>
		<dc:creator>HERA-Klescampania</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2008 20:40:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=697#comment-3234</guid>
		<description>@ Micheless e Nanosecondo, 

Questo post e i suoi commenti sembra un dialogo fra due SORDI..
ed io sarei la cieca-pardon! -non vedente che non s&#039;accorge di quello che sta succedendo !
Recupero della storia passata ed utopie conservative .
Ferrovia antica per gettare &quot;ponti &quot;nuovi fra le genti ...e
profusioni di saperi linkati con citazioni di esperti a riempire il vuoto del contatto.

Vi ho letto con pazienza e interesse, pur nella cecità della comprensione.

Vi ho letto immaginando una concreta tenzone fra l&#039; ORSO BRUNO HIRPINUS HISTORICUS e l&#039; ORSO RIDENS GAUDENTIS.

Vi dò uno pari, per ora.
Non prometto lettura alla cieca per il seguito.
ciao Teresa C.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ Micheless e Nanosecondo, </p>
<p>Questo post e i suoi commenti sembra un dialogo fra due SORDI..<br />
ed io sarei la cieca-pardon! -non vedente che non s&#8217;accorge di quello che sta succedendo !<br />
Recupero della storia passata ed utopie conservative .<br />
Ferrovia antica per gettare &#8220;ponti &#8220;nuovi fra le genti &#8230;e<br />
profusioni di saperi linkati con citazioni di esperti a riempire il vuoto del contatto.</p>
<p>Vi ho letto con pazienza e interesse, pur nella cecità della comprensione.</p>
<p>Vi ho letto immaginando una concreta tenzone fra l&#8217; ORSO BRUNO HIRPINUS HISTORICUS e l&#8217; ORSO RIDENS GAUDENTIS.</p>
<p>Vi dò uno pari, per ora.<br />
Non prometto lettura alla cieca per il seguito.<br />
ciao Teresa C.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Nanosecondo al secolo Enzo Maddaloni</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/05/02/il-parco-archeologico-di-conza-da-il-manifesto-del-24-9-2004/#comment-3209</link>
		<dc:creator>Nanosecondo al secolo Enzo Maddaloni</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2008 07:45:14 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=697#comment-3209</guid>
		<description>ops...dimeticavo.....giusto per stare in tema d&#039;oriente c&#039;è un vecchio proverbio arabo che dice: 

&quot;SE VIVI SU UN&#039;ISOLA FATTI AMICO IL MARE&quot;.

L&#039;isola che non c&#039;è .....pian piano si stà costruendo.

Nanosecondo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ops&#8230;dimeticavo&#8230;..giusto per stare in tema d&#8217;oriente c&#8217;è un vecchio proverbio arabo che dice: </p>
<p>&#8220;SE VIVI SU UN&#8217;ISOLA FATTI AMICO IL MARE&#8221;.</p>
<p>L&#8217;isola che non c&#8217;è &#8230;..pian piano si stà costruendo.</p>
<p>Nanosecondo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Nanosecondo al secolo Enzo Maddaloni</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/05/02/il-parco-archeologico-di-conza-da-il-manifesto-del-24-9-2004/#comment-3208</link>
		<dc:creator>Nanosecondo al secolo Enzo Maddaloni</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 May 2008 07:31:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=697#comment-3208</guid>
		<description>Carissimo Michele,
sarò un caso o altro ma questa &quot;metafora del: Il treno dei Desideri&quot; sta pert già prendendo corpo e si chiama Prof. Antonio  Panzoni di Taurasi. Ha scritto un libro sulla storia di questo pezzo di mondo che era la tratta “Ferrovia Avellino - Rocchetta S.A.- Con De Sanctis una rete del Sud”. Il suo impegno  è rivolto al rilancio della Ferrovia da inserire in una rete più ampia del Sud al fine di favorirne lo sviluppo.

Ieri sera appena tornato a casa (rano le 22,30 circa) all&#039;incontro di domenica 4 maggio a Sant&#039;Andrea di Conza della nostra Comunità Provvisoria mi ha telefonato Antonio (e si...mi ha detto subito diamoci del Tu).

Siamo stati a telefono fino alle 00,30 e mi ha raccontato il suo sogno ....... 

http://iriformisticoraggiosi.wordpress.com/2008/02/14/tratta-avellino-rocchetta-s-antonio-sa-proposta-istituzione-parco-naturale/

Un&#039;osservazione che gli ho fatto è stata ma comne è possibile che con tutta questa &quot;storia&quot; a me sembra che non ci sia stato nessun punto di &quot;incontro&quot; tra le persone se non solo delega per la soluzione dei problemi. Ognuno ho avuto l&#039;impressione ha vissuto all&#039;interno del proprio paese pensando di farlo fortezza , tanto da &quot;nascondere&quot; addirittura la stazione di Taurasi (AV). Quasi come se non si volesse contatto con il mondo.

Gli ho anche detto di una ragazza che ieri sera parlava di &quot;referendum per una nuova regione dell&#039;irpinia&quot; e poi gli ho chiesto di dove sei e Lei mi ha detto sono Irpinica ma ho vissuto molti anni in svizzera.....i Cantoni.

Ora credo che la metafora più significativa potrebbe essere per il nostro parco proprio la ferrovia perchè in questo caso non dobbiamo costruire nuovi &quot;ponti&quot; ma serve solo &quot;riparare&quot; quelli che già esistono. 

http://www.lestradeferrate.it/foto/fotof4.htm

http://www.lestradeferrate.it/foto/fotof5.htm

http://www.ilmondodeitreni.it/avellino_rocchetta.htm

http://www.lestradeferrate.it/avrokkmaggi.htm

Concludo dicendo solo che il Prof. Antonio Panzoni per il lavoro che stiamo facendo che non è solo la realizzazione del parco ma anche di una &quot;nuova cultura&quot; del fare che non può che passare attraverso la consapevolezza di ogni cittadino (prima) e di ogni politico (dopo) proprio la proposta di realizzare PARCHI URBANI COMUNALI con le proprie identità culturali, antropologiche (immaggino Montemarano con il suo storico Carnevale, ecc) , archeologicgo, enologico, ecc affinchè ogni &quot;stazione&quot; diventi museo di un pezzo della storia e della vita dell&#039;irpinia.

La vera premessa per questa azione è la non individuazione di un solo parco dell&#039;Irpinia d&#039;Oriente ma di tanti Parchi Urbani e Comunali a tema che nel loro insieme &quot;riparino&quot; la linea Avellino - Rocchetta. 

Qui rispondo anche alla ragazza &quot;svizzera&quot; l&#039;unità e l&#039;identità di un popolo non è realizzata dai suoi confini fisici ma dall&#039;apertura all&#039;altro.

Viaggiamo nella bellezza con il Treno dei desideri ...nei parchi dell&#039;Irpinia.
Nanosecondo

P.S. Antonio mi ha detto che telefonerà Franco ed Angelo in questi giorni per concordare meglio un incontro a tema sulla ferrovia Avellino - Rocchetta.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Carissimo Michele,<br />
sarò un caso o altro ma questa &#8220;metafora del: Il treno dei Desideri&#8221; sta pert già prendendo corpo e si chiama Prof. Antonio  Panzoni di Taurasi. Ha scritto un libro sulla storia di questo pezzo di mondo che era la tratta “Ferrovia Avellino &#8211; Rocchetta S.A.- Con De Sanctis una rete del Sud”. Il suo impegno  è rivolto al rilancio della Ferrovia da inserire in una rete più ampia del Sud al fine di favorirne lo sviluppo.</p>
<p>Ieri sera appena tornato a casa (rano le 22,30 circa) all&#8217;incontro di domenica 4 maggio a Sant&#8217;Andrea di Conza della nostra Comunità Provvisoria mi ha telefonato Antonio (e si&#8230;mi ha detto subito diamoci del Tu).</p>
<p>Siamo stati a telefono fino alle 00,30 e mi ha raccontato il suo sogno &#8230;&#8230;. </p>
<p><a href="http://iriformisticoraggiosi.wordpress.com/2008/02/14/tratta-avellino-rocchetta-s-antonio-sa-proposta-istituzione-parco-naturale/" rel="nofollow">http://iriformisticoraggiosi.wordpress.com/2008/02/14/tratta-avellino-rocchetta-s-antonio-sa-proposta-istituzione-parco-naturale/</a></p>
<p>Un&#8217;osservazione che gli ho fatto è stata ma comne è possibile che con tutta questa &#8220;storia&#8221; a me sembra che non ci sia stato nessun punto di &#8220;incontro&#8221; tra le persone se non solo delega per la soluzione dei problemi. Ognuno ho avuto l&#8217;impressione ha vissuto all&#8217;interno del proprio paese pensando di farlo fortezza , tanto da &#8220;nascondere&#8221; addirittura la stazione di Taurasi (AV). Quasi come se non si volesse contatto con il mondo.</p>
<p>Gli ho anche detto di una ragazza che ieri sera parlava di &#8220;referendum per una nuova regione dell&#8217;irpinia&#8221; e poi gli ho chiesto di dove sei e Lei mi ha detto sono Irpinica ma ho vissuto molti anni in svizzera&#8230;..i Cantoni.</p>
<p>Ora credo che la metafora più significativa potrebbe essere per il nostro parco proprio la ferrovia perchè in questo caso non dobbiamo costruire nuovi &#8220;ponti&#8221; ma serve solo &#8220;riparare&#8221; quelli che già esistono. </p>
<p><a href="http://www.lestradeferrate.it/foto/fotof4.htm" rel="nofollow">http://www.lestradeferrate.it/foto/fotof4.htm</a></p>
<p><a href="http://www.lestradeferrate.it/foto/fotof5.htm" rel="nofollow">http://www.lestradeferrate.it/foto/fotof5.htm</a></p>
<p><a href="http://www.ilmondodeitreni.it/avellino_rocchetta.htm" rel="nofollow">http://www.ilmondodeitreni.it/avellino_rocchetta.htm</a></p>
<p><a href="http://www.lestradeferrate.it/avrokkmaggi.htm" rel="nofollow">http://www.lestradeferrate.it/avrokkmaggi.htm</a></p>
<p>Concludo dicendo solo che il Prof. Antonio Panzoni per il lavoro che stiamo facendo che non è solo la realizzazione del parco ma anche di una &#8220;nuova cultura&#8221; del fare che non può che passare attraverso la consapevolezza di ogni cittadino (prima) e di ogni politico (dopo) proprio la proposta di realizzare PARCHI URBANI COMUNALI con le proprie identità culturali, antropologiche (immaggino Montemarano con il suo storico Carnevale, ecc) , archeologicgo, enologico, ecc affinchè ogni &#8220;stazione&#8221; diventi museo di un pezzo della storia e della vita dell&#8217;irpinia.</p>
<p>La vera premessa per questa azione è la non individuazione di un solo parco dell&#8217;Irpinia d&#8217;Oriente ma di tanti Parchi Urbani e Comunali a tema che nel loro insieme &#8220;riparino&#8221; la linea Avellino &#8211; Rocchetta. </p>
<p>Qui rispondo anche alla ragazza &#8220;svizzera&#8221; l&#8217;unità e l&#8217;identità di un popolo non è realizzata dai suoi confini fisici ma dall&#8217;apertura all&#8217;altro.</p>
<p>Viaggiamo nella bellezza con il Treno dei desideri &#8230;nei parchi dell&#8217;Irpinia.<br />
Nanosecondo</p>
<p>P.S. Antonio mi ha detto che telefonerà Franco ed Angelo in questi giorni per concordare meglio un incontro a tema sulla ferrovia Avellino &#8211; Rocchetta.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: michele fumagallo</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/05/02/il-parco-archeologico-di-conza-da-il-manifesto-del-24-9-2004/#comment-3197</link>
		<dc:creator>michele fumagallo</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 May 2008 20:04:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=697#comment-3197</guid>
		<description>Caro Enzo,

non posso dilungarmi ora. Scrivo soltanto per ricordare che quel treno è un po&#039; la metafora della nostra vita e della nostra miseria culturale e politica.
Riprenderne il funzionamento, a partire proprio da quello che dici tu, è quasi un obbligo per noi. 

Spesso nella vita le cose apparentemente &quot;accantonate&quot; possono rappresentare una via d&#039;uscita proprio per quel che contengono di metaforico dentro di sè.

La ferrovia Avellino-Rocchetta è una delle nostre metafore.

Dobbiamo riparlarne.

Michele Fumagallo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Enzo,</p>
<p>non posso dilungarmi ora. Scrivo soltanto per ricordare che quel treno è un po&#8217; la metafora della nostra vita e della nostra miseria culturale e politica.<br />
Riprenderne il funzionamento, a partire proprio da quello che dici tu, è quasi un obbligo per noi. </p>
<p>Spesso nella vita le cose apparentemente &#8220;accantonate&#8221; possono rappresentare una via d&#8217;uscita proprio per quel che contengono di metaforico dentro di sè.</p>
<p>La ferrovia Avellino-Rocchetta è una delle nostre metafore.</p>
<p>Dobbiamo riparlarne.</p>
<p>Michele Fumagallo</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Nanosecondo al secolo Enzo Maddaloni</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/05/02/il-parco-archeologico-di-conza-da-il-manifesto-del-24-9-2004/#comment-3193</link>
		<dc:creator>Nanosecondo al secolo Enzo Maddaloni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 May 2008 18:51:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=697#comment-3193</guid>
		<description>“IL TRENO DEI DESIDERI VA’” 

Carissimo Michele,
Giulio, 24 anni, studente di giurisprudenza, ha posto una questione centrale “aiutati che Dio ti aiuta” e nella sostanza mi piace questo suo ispirarsi al sogno anche attraverso la sua passione per la poesia. E, qui ci chiediamo che cosa è la realtà.

Caro Michele, anche tu dici che la realtà è rappresentata da un fenomeno “antico” del nostro sud : “…..Al Nord si fanno partecipi le persone delle cose e delle prospettive di lavoro, qui al sud tutto viene nascosto come se fosse cosa propria (e da qui la logica della raccomandazione e dell’uso “politico” delle cose), c’è quella cultura recondita del - non faccio io e tutto può sparire in un attimo -, ha ricacciato ancor di più le persone nel privato perché ha stimolato una diffidenza verso la cosa pubblica (molti ci  hanno mangiato sopra) - oggi ho fatto una mia piccola ricerca sul mio trenino dei desideri ed addirittura mi risulta che la stazione di Taurasi fù occultata – ......(continua Giulio)….”…Confesso che i miei progetti di vita sono altri, ma al  Parco e a Conza ci tengo e mi piacerebbe investire parte della mia cultura».

Ogni discussione rischia di riportarci quindi alla tragedia antica della dipendenza e del clientelismo. 

Ma andiamo avanti… 

&quot;Michele Lariccia, 40 anni, fino a poco tempo fa operaio della Eurosodernic nell’area industriale di Conza, mette il dito nella piaga: “………..Due cose tuttavia mi hanno colpito in questo lavoro al Parco: una è il grosso successo di presenze e di visitatori quest’estate, l’altra è il disinteresse che i giovani mostrano verso la storia, vengono qui anche perché conoscono noi ma durante il tragitto sono presi da tutt’altre cose». 

E poi…

&quot;Lina, 24 anni, studentessa universitaria, è la più ottimista, (per fortuna) sia sul futuro del Parco che sugli amministratori del proprio comune:”……..Da questo punto di vista forse il Parco ci può aiutare a uscire da una situazione, ma solo se viene vissuto nel senso dell’itinerario, del percorso turistico di molti comuni.”

Ecco qui unirei le due riflessioni: “durante il tragitto sono presi da tutt’altre cose…” e su quello che dice Lina di &quot;...far vivere il parco.... “nel senso dell’itinerario , del “percorso turistico di molti comuni”…..del viaggio di De Santis?

Ora la diga, il lago il parco......i comuni , De Santis , questi ragazzi che hai incontrato tu... potrebbe rappresentare il crocevia di questo &quot;nuovo percorso&quot;  (turistico? anche e non solo)  e lo stesso vecchio tracciato ferroviario potrebbe essere &quot;strumento di questo nuovo sviluppo&quot; dove quei ragazzi durante il tragitto non rischierebbero più di perdersi .....qui potrebbero &quot;ritrovare i binari giusti”.

Ho fatto una ricerca su internet ed ho trovato cose incredibili. Non solo quella che dicevo prima che la stazione di Taurasi “è stata nascosta”, ma come l’incuria di un patrimonio incredibile la “ferrovia” possa essere distrutto così.

Link:  http://www.liberamenteonline.com/ferrovia.htm

Su questo forum ho trovato:

http://www.ilmondodeitreni.it/mioforum/topic.asp?TOPIC_ID=833&amp;whichpage=4

E poi De Sanctis si rivolterebbe nella tomba anche vedendo che il Parco letterario che avevano creato a suo nome e che nel 2000, se non ricordo male, organizzò anche un treno straordinario ( http://www.parcoletterariodesanctis.it/album.htm ) si è poi miseramente spento ed oggi non so neanche se ancora esiste visto che sul sito le iniziative si fermano al 2004.
A maggio la mia associazione va in visita a Conza: mi sarebbe piaciuto fare arrivare le persone in treno ma la domenica il treno non funziona e Trenitalia mi ha chiesto per una 668 da Avellino (neanche da Napoli)mi hanno chiesto 3000 euro + IVA andata e ritorno e quindi 3600 euro che divisi per 70 persone fanno circa 50 euro a persona, davvero troppi considerando che devo anche procurare un bus dalla stazione agli scavi di Conza. Risultato: tutti verranno in auto!

E poi ho trovato questo studio del Prof. Antonio Panzone, Presidente Associazione Culturale Taurasia - Via Municipio, 24 - 83030 Taurasi (AV) - tel. 0827 74007  che sinceramente  

http://www.lestradeferrate.it/comitato1.htm

Tra l’altro parla dell’alta Irpinia e di un  “Progetto Bioitaly - di Regione, Ministero e Commissione Europea ha individuato sei zone di grande importanza ambientale (Siti di Interesse Comunitario)........&quot; 

Vicino alla diga passa una tratta della ferrovia che collegava (che collega ancora?) Avellino con Rocchetta Sant’Antonio - un lascito politico di Francesco De Sanctis - oggi in disuso, ma che dovrebbe essere recuperata grazie all’impegno di alcuni comuni. Questo è il trenino del parco?

C’è stata a febbraio di quest’anno una interrogazione parlamentare del senatore Tecce Raffaele di Rifondazione Comunista….perchè non insistiamo?

http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_15/showXhtml.Asp?idAtto=21055&amp;stile=6&amp;highLight=1&amp;paroleContenute=&#039;INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA&#039;

Ecco quando parlavo del Trenino dei Desideri parlavo di questo e chi ben inizia come noi è alla metà dell&#039;opera. Il trenino potrebbe rappresentare per il Parco la vera &quot;colla&quot; degli intinerari della tradizione ......, esperienze di questo tipo ne sono state fatte in germania ed in svizzera come anche nel trentino ....collegare la vostra zona al resto del mondo in un viaggio della storia e della cultura dell’Irpinia d’Oriente.

Stasera ho telefonato il professore Antonio Panzone di Taurasi l’ho invitato per domenica 4 maggio a Conza.

Viaggiamo nella bellezza...Ciuff Ciuff
Nanosecondo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>“IL TRENO DEI DESIDERI VA’” </p>
<p>Carissimo Michele,<br />
Giulio, 24 anni, studente di giurisprudenza, ha posto una questione centrale “aiutati che Dio ti aiuta” e nella sostanza mi piace questo suo ispirarsi al sogno anche attraverso la sua passione per la poesia. E, qui ci chiediamo che cosa è la realtà.</p>
<p>Caro Michele, anche tu dici che la realtà è rappresentata da un fenomeno “antico” del nostro sud : “…..Al Nord si fanno partecipi le persone delle cose e delle prospettive di lavoro, qui al sud tutto viene nascosto come se fosse cosa propria (e da qui la logica della raccomandazione e dell’uso “politico” delle cose), c’è quella cultura recondita del &#8211; non faccio io e tutto può sparire in un attimo -, ha ricacciato ancor di più le persone nel privato perché ha stimolato una diffidenza verso la cosa pubblica (molti ci  hanno mangiato sopra) &#8211; oggi ho fatto una mia piccola ricerca sul mio trenino dei desideri ed addirittura mi risulta che la stazione di Taurasi fù occultata – &#8230;&#8230;(continua Giulio)….”…Confesso che i miei progetti di vita sono altri, ma al  Parco e a Conza ci tengo e mi piacerebbe investire parte della mia cultura».</p>
<p>Ogni discussione rischia di riportarci quindi alla tragedia antica della dipendenza e del clientelismo. </p>
<p>Ma andiamo avanti… </p>
<p>&#8220;Michele Lariccia, 40 anni, fino a poco tempo fa operaio della Eurosodernic nell’area industriale di Conza, mette il dito nella piaga: “………..Due cose tuttavia mi hanno colpito in questo lavoro al Parco: una è il grosso successo di presenze e di visitatori quest’estate, l’altra è il disinteresse che i giovani mostrano verso la storia, vengono qui anche perché conoscono noi ma durante il tragitto sono presi da tutt’altre cose». </p>
<p>E poi…</p>
<p>&#8220;Lina, 24 anni, studentessa universitaria, è la più ottimista, (per fortuna) sia sul futuro del Parco che sugli amministratori del proprio comune:”……..Da questo punto di vista forse il Parco ci può aiutare a uscire da una situazione, ma solo se viene vissuto nel senso dell’itinerario, del percorso turistico di molti comuni.”</p>
<p>Ecco qui unirei le due riflessioni: “durante il tragitto sono presi da tutt’altre cose…” e su quello che dice Lina di &#8220;&#8230;far vivere il parco&#8230;. “nel senso dell’itinerario , del “percorso turistico di molti comuni”…..del viaggio di De Santis?</p>
<p>Ora la diga, il lago il parco&#8230;&#8230;i comuni , De Santis , questi ragazzi che hai incontrato tu&#8230; potrebbe rappresentare il crocevia di questo &#8220;nuovo percorso&#8221;  (turistico? anche e non solo)  e lo stesso vecchio tracciato ferroviario potrebbe essere &#8220;strumento di questo nuovo sviluppo&#8221; dove quei ragazzi durante il tragitto non rischierebbero più di perdersi &#8230;..qui potrebbero &#8220;ritrovare i binari giusti”.</p>
<p>Ho fatto una ricerca su internet ed ho trovato cose incredibili. Non solo quella che dicevo prima che la stazione di Taurasi “è stata nascosta”, ma come l’incuria di un patrimonio incredibile la “ferrovia” possa essere distrutto così.</p>
<p>Link:  <a href="http://www.liberamenteonline.com/ferrovia.htm" rel="nofollow">http://www.liberamenteonline.com/ferrovia.htm</a></p>
<p>Su questo forum ho trovato:</p>
<p><a href="http://www.ilmondodeitreni.it/mioforum/topic.asp?TOPIC_ID=833&amp;whichpage=4" rel="nofollow">http://www.ilmondodeitreni.it/mioforum/topic.asp?TOPIC_ID=833&amp;whichpage=4</a></p>
<p>E poi De Sanctis si rivolterebbe nella tomba anche vedendo che il Parco letterario che avevano creato a suo nome e che nel 2000, se non ricordo male, organizzò anche un treno straordinario ( <a href="http://www.parcoletterariodesanctis.it/album.htm" rel="nofollow">http://www.parcoletterariodesanctis.it/album.htm</a> ) si è poi miseramente spento ed oggi non so neanche se ancora esiste visto che sul sito le iniziative si fermano al 2004.<br />
A maggio la mia associazione va in visita a Conza: mi sarebbe piaciuto fare arrivare le persone in treno ma la domenica il treno non funziona e Trenitalia mi ha chiesto per una 668 da Avellino (neanche da Napoli)mi hanno chiesto 3000 euro + IVA andata e ritorno e quindi 3600 euro che divisi per 70 persone fanno circa 50 euro a persona, davvero troppi considerando che devo anche procurare un bus dalla stazione agli scavi di Conza. Risultato: tutti verranno in auto!</p>
<p>E poi ho trovato questo studio del Prof. Antonio Panzone, Presidente Associazione Culturale Taurasia &#8211; Via Municipio, 24 &#8211; 83030 Taurasi (AV) &#8211; tel. 0827 74007  che sinceramente  </p>
<p><a href="http://www.lestradeferrate.it/comitato1.htm" rel="nofollow">http://www.lestradeferrate.it/comitato1.htm</a></p>
<p>Tra l’altro parla dell’alta Irpinia e di un  “Progetto Bioitaly &#8211; di Regione, Ministero e Commissione Europea ha individuato sei zone di grande importanza ambientale (Siti di Interesse Comunitario)&#8230;&#8230;..&#8221; </p>
<p>Vicino alla diga passa una tratta della ferrovia che collegava (che collega ancora?) Avellino con Rocchetta Sant’Antonio &#8211; un lascito politico di Francesco De Sanctis &#8211; oggi in disuso, ma che dovrebbe essere recuperata grazie all’impegno di alcuni comuni. Questo è il trenino del parco?</p>
<p>C’è stata a febbraio di quest’anno una interrogazione parlamentare del senatore Tecce Raffaele di Rifondazione Comunista….perchè non insistiamo?</p>
<p><a href="http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_15/showXhtml.Asp?idAtto=21055&amp;stile=6&amp;highLight=1&amp;paroleContenute=" rel="nofollow">http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_15/showXhtml.Asp?idAtto=21055&amp;stile=6&amp;highLight=1&amp;paroleContenute=</a>&#8216;INTERROGAZIONE+A+RISPOSTA+SCRITTA&#8217;</p>
<p>Ecco quando parlavo del Trenino dei Desideri parlavo di questo e chi ben inizia come noi è alla metà dell&#8217;opera. Il trenino potrebbe rappresentare per il Parco la vera &#8220;colla&#8221; degli intinerari della tradizione &#8230;&#8230;, esperienze di questo tipo ne sono state fatte in germania ed in svizzera come anche nel trentino &#8230;.collegare la vostra zona al resto del mondo in un viaggio della storia e della cultura dell’Irpinia d’Oriente.</p>
<p>Stasera ho telefonato il professore Antonio Panzone di Taurasi l’ho invitato per domenica 4 maggio a Conza.</p>
<p>Viaggiamo nella bellezza&#8230;Ciuff Ciuff<br />
Nanosecondo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Nanosecondo al secolo Enzo Maddaloni</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/05/02/il-parco-archeologico-di-conza-da-il-manifesto-del-24-9-2004/#comment-3185</link>
		<dc:creator>Nanosecondo al secolo Enzo Maddaloni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 May 2008 07:34:15 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=697#comment-3185</guid>
		<description>ops ..mi ero dimenticato della ferrovia.......questa si che potrebbe essere una bella storia. Il treno dei desideri!

Uacc Uaa</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ops ..mi ero dimenticato della ferrovia&#8230;&#8230;.questa si che potrebbe essere una bella storia. Il treno dei desideri!</p>
<p>Uacc Uaa</p>
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	</item>
	<item>
		<title>Di: Nanosecondo al secolo Enzo Maddaloni</title>
		<link>http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/05/02/il-parco-archeologico-di-conza-da-il-manifesto-del-24-9-2004/#comment-3184</link>
		<dc:creator>Nanosecondo al secolo Enzo Maddaloni</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 May 2008 07:28:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/?p=697#comment-3184</guid>
		<description>E&#039; dificile vivere in una terra che ha subito notevoli &quot;deportazioni&quot;. Prima la si è &quot;svuotata&quot; di persone ed oggi la si vuole riempire di munnezza. Quello che mi fà riflettere questo articolo è: sul &quot;passato&quot;. Credo però che qui si sta tentando di costruire il futuro e quindi abbiamo bisogno di altri modelli che non possono essere più quelli del passato. Certo mi direte l&#039;esperienza conta. Ma, è proprio su questa esperienza negativa che dovremmo riflettere con un&#039;altra ottica. Un&#039;altro punto di vista. 

Sappiamo tutti che ogni parco può essere un&#039;occasione di sviluppo o una semplice conservazione &quot;contemplativa&quot; dello &quot;status quo&quot;. 

Oggi la stessa esigenza di realizzare un parco si lega ad una esigenza in particolare di base: &quot;conservare&quot; ed evitare un nuovo schempio del territorio. 

Prima domanda che mi porrei e se  possiamo costruire il nuovo sulle macerie del passato. Personalmente credo di no.

Il parco deve essere occasione di un &quot;uso&quot; non solo contemplativo del territorio e quindi puramente &quot;conservativo&quot; ma come occasione di un &quot;nuovo modello di sviluppo&quot;.

Le stesse caratterristiche rurali possono e diventare una ricchezza, i paesi vuoti farli diventare paesi alberghi per un nuovo turismo delle &quot;tradizioni&quot;.

Lo sviluppo rurale della zona dovrebbe servire a qualificare le caratteristiche e le qualità delle coltivazioni e degli allevamenti, privileggiando la qualità e non quantità. Facendo anche una precisa &quot;scelta di mercato&quot;. Il parco non và solo conservato  e quindi contemplato ma va &quot;usato&quot; attraverso un&#039;intelligenza creativa. 

La &quot;rivoluzione&quot; sta proprio qua. Non più un Parco piovuto dall&#039;alto o peggio ragionato sull&#039;emergenza di un momento post-terremoto e/o post-discarica, ma &quot;partecipato e condiviso da una comunità come scelta di &quot;nuovo modello di sviluppo&quot;.

Per partecipare e condividerne &quot;l&#039;uso-creativo&quot; e quindi renderlo fruibile a tutti per un&#039;occasione di incontro e di stabilità  per evitare le migrazioni dei giovani vanno andrebbe creato un percorso &quot;un sentiero&quot; dove ognuno possa praticare un sogno. Coinvolgendo le persone una per una chiedendole tu che vorresti fare in questo parco. Oggi internet ci mette in contatto con il mondo e le potenzialità di questo sistema di emrcato goblale ci fanno riflettere anche che molti lavori si possono fare anche da casa. 

La stessa promozione dei prodotti tipici. La realizzazione di percorsi della salute. La realizzazione di spazi di incontro ecc. già queste semplici cose potrebbero realizzare un indotto &quot;produttivo&quot; del territorio.

Per questo c&#039;è bisogno di definire un PIANO DI PROGRAMMAZIONE DEL PARCO (uscendo fuori dalle emergenze storiche) sulla base certo delle esperienze ma che guardino al nuovo all&#039;utopia al sogno.

Andrebbe promossa una partecipazione dal basso per raccogliere più informazioni possibili sulla base di questo schema:

Progetto di Partecipazione per la redazione 
del Piano programmatico del Parco Dell’Irpinia d’Oriente: 

Il Parco in... gita:
Camminando s’impara... i sentieri della mia infanzia 
le ricorrenze e le gite con la famiglia
 
Il parco gli Insetti, animali  &amp; company:
“Caccia” alla traccia del ………
pastorizia e allevamenti 
specie autoctone (recupero)

Il Parco e l’acqua:
L’acqua, che forza!
La Collina la Valle …il fiume e…..

Il Parco è... storia:
Archeologia 
L’uomo-albero 
Le incisioni (sentieri e camminnamenti) del Parco
Leggende e Fiabe
Vita ………sociale, culturale e tradizioni 

Il Parco è... bosco:
La Valle del bosco Grande
L’albero del pane
la Flora e fauna

Il parco……?:
e……la nuova industria locale 


Il Parco insegna:
scuola e formazione

Il Parco gioca:
possibilità di realizzare parchi di divertimenti
zoo;

Il parco coltiva:
?

Il Parco Informa: 
 ?

&quot;Il parco e l&#039;isola che non c&#039;è ...
costruire nuove possibilita di socializzazione del territorio


ecc.....


Figure necessarie:
Un Contadino;
Un muratore;
Un allevatore;
Un geologo;
Un sociologo;
Un archeologo;
Un giovane che non conosce niente diu tutto questo ma che pensa 
Un vecchio saggio
Un architetto urbanista;
Un veterinario
Un medico
ecc

Ci vediamo , domani
Nanosecondo

ed alla fine invece di fare il referendum per la seccessione chiderei alla regione di pagare un salario sociale a tutti i giovani che restano li e non vanno via.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; dificile vivere in una terra che ha subito notevoli &#8220;deportazioni&#8221;. Prima la si è &#8220;svuotata&#8221; di persone ed oggi la si vuole riempire di munnezza. Quello che mi fà riflettere questo articolo è: sul &#8220;passato&#8221;. Credo però che qui si sta tentando di costruire il futuro e quindi abbiamo bisogno di altri modelli che non possono essere più quelli del passato. Certo mi direte l&#8217;esperienza conta. Ma, è proprio su questa esperienza negativa che dovremmo riflettere con un&#8217;altra ottica. Un&#8217;altro punto di vista. </p>
<p>Sappiamo tutti che ogni parco può essere un&#8217;occasione di sviluppo o una semplice conservazione &#8220;contemplativa&#8221; dello &#8220;status quo&#8221;. </p>
<p>Oggi la stessa esigenza di realizzare un parco si lega ad una esigenza in particolare di base: &#8220;conservare&#8221; ed evitare un nuovo schempio del territorio. </p>
<p>Prima domanda che mi porrei e se  possiamo costruire il nuovo sulle macerie del passato. Personalmente credo di no.</p>
<p>Il parco deve essere occasione di un &#8220;uso&#8221; non solo contemplativo del territorio e quindi puramente &#8220;conservativo&#8221; ma come occasione di un &#8220;nuovo modello di sviluppo&#8221;.</p>
<p>Le stesse caratterristiche rurali possono e diventare una ricchezza, i paesi vuoti farli diventare paesi alberghi per un nuovo turismo delle &#8220;tradizioni&#8221;.</p>
<p>Lo sviluppo rurale della zona dovrebbe servire a qualificare le caratteristiche e le qualità delle coltivazioni e degli allevamenti, privileggiando la qualità e non quantità. Facendo anche una precisa &#8220;scelta di mercato&#8221;. Il parco non và solo conservato  e quindi contemplato ma va &#8220;usato&#8221; attraverso un&#8217;intelligenza creativa. </p>
<p>La &#8220;rivoluzione&#8221; sta proprio qua. Non più un Parco piovuto dall&#8217;alto o peggio ragionato sull&#8217;emergenza di un momento post-terremoto e/o post-discarica, ma &#8220;partecipato e condiviso da una comunità come scelta di &#8220;nuovo modello di sviluppo&#8221;.</p>
<p>Per partecipare e condividerne &#8220;l&#8217;uso-creativo&#8221; e quindi renderlo fruibile a tutti per un&#8217;occasione di incontro e di stabilità  per evitare le migrazioni dei giovani vanno andrebbe creato un percorso &#8220;un sentiero&#8221; dove ognuno possa praticare un sogno. Coinvolgendo le persone una per una chiedendole tu che vorresti fare in questo parco. Oggi internet ci mette in contatto con il mondo e le potenzialità di questo sistema di emrcato goblale ci fanno riflettere anche che molti lavori si possono fare anche da casa. </p>
<p>La stessa promozione dei prodotti tipici. La realizzazione di percorsi della salute. La realizzazione di spazi di incontro ecc. già queste semplici cose potrebbero realizzare un indotto &#8220;produttivo&#8221; del territorio.</p>
<p>Per questo c&#8217;è bisogno di definire un PIANO DI PROGRAMMAZIONE DEL PARCO (uscendo fuori dalle emergenze storiche) sulla base certo delle esperienze ma che guardino al nuovo all&#8217;utopia al sogno.</p>
<p>Andrebbe promossa una partecipazione dal basso per raccogliere più informazioni possibili sulla base di questo schema:</p>
<p>Progetto di Partecipazione per la redazione<br />
del Piano programmatico del Parco Dell’Irpinia d’Oriente: </p>
<p>Il Parco in&#8230; gita:<br />
Camminando s’impara&#8230; i sentieri della mia infanzia<br />
le ricorrenze e le gite con la famiglia</p>
<p>Il parco gli Insetti, animali  &amp; company:<br />
“Caccia” alla traccia del ………<br />
pastorizia e allevamenti<br />
specie autoctone (recupero)</p>
<p>Il Parco e l’acqua:<br />
L’acqua, che forza!<br />
La Collina la Valle …il fiume e…..</p>
<p>Il Parco è&#8230; storia:<br />
Archeologia<br />
L’uomo-albero<br />
Le incisioni (sentieri e camminnamenti) del Parco<br />
Leggende e Fiabe<br />
Vita ………sociale, culturale e tradizioni </p>
<p>Il Parco è&#8230; bosco:<br />
La Valle del bosco Grande<br />
L’albero del pane<br />
la Flora e fauna</p>
<p>Il parco……?:<br />
e……la nuova industria locale </p>
<p>Il Parco insegna:<br />
scuola e formazione</p>
<p>Il Parco gioca:<br />
possibilità di realizzare parchi di divertimenti<br />
zoo;</p>
<p>Il parco coltiva:<br />
?</p>
<p>Il Parco Informa:<br />
 ?</p>
<p>&#8220;Il parco e l&#8217;isola che non c&#8217;è &#8230;<br />
costruire nuove possibilita di socializzazione del territorio</p>
<p>ecc&#8230;..</p>
<p>Figure necessarie:<br />
Un Contadino;<br />
Un muratore;<br />
Un allevatore;<br />
Un geologo;<br />
Un sociologo;<br />
Un archeologo;<br />
Un giovane che non conosce niente diu tutto questo ma che pensa<br />
Un vecchio saggio<br />
Un architetto urbanista;<br />
Un veterinario<br />
Un medico<br />
ecc</p>
<p>Ci vediamo , domani<br />
Nanosecondo</p>
<p>ed alla fine invece di fare il referendum per la seccessione chiderei alla regione di pagare un salario sociale a tutti i giovani che restano li e non vanno via.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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