COMUNITA’ PROVVISORIA . paesi .. paesaggi … paesologia

comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella

maggio

con 31 commenti

l’irpinia di maggio è una terra bellissima. il verde la copre in ogni angolo, l’aria è appena calda. insomma è un bel luogo in cui vivere. In questi giorni, almeno in irpinia d’oriente, c’è anche una bella partecipazione collettiva alle vicende del territorio.

Ieri a sant’andrea di conza abbiamo presentato il parco. credo che tutti i presenti abbiano vissuto una giornata memorabile e spero che in tanti vogliano scrivere come commento a questo testo le loro impressioni sulla giornata di ieri. testimonianze delle proprie emozioni, ma anche riflessioni sul come portare avanti il sogno del parco.

   oggi a vallata abbiamo tenuto una grande

manifestazione contro la città dell’immondizia che in tanti vorrebbero realizzare sul Formicoso. Sappiamo che il commissario per ora ha smentito il progetto, ma sappiamo anche che la situazione dei rifiuti è di una gravità intollerabile e in situazioni del genere i territori più deboli sono quelli che pagano i prezzi maggiori. sta già accadendo a savignano e questo blog esprime una forte solidarietà coi contadini che vivono nella zona di difesa grande e di pustarza.

penso che una delle prossime domeniche dovremmo programmare una visita in quella zona: l’itinerario potrebbe essere: Greci, Montaguto, Savignano.

armin

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ci sono le prime foto della giornata memorabile    http://www.flickr.com/photos/verderosa/sets/72157604894830010/

(mandatemi le vostre foto sulla mia posta -100 kb max ogni foto-  e le monterò in flikr ; ciao, angelo) 

ci sono anche alcuni video (dedicati a VIRGINIO)  http://it.youtube.com/user/luponeve

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31 Risposte

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  1. Anche leggendovi dal mio altrove, guardandovi difendere la vostra terra così bella, così tormentata e violata, ma così amata, io, che ho sempre creduto di odiare questo posto in cui mi sono trovata a vivere, ora sono arrivata a guardare con occhi diversi alle mie colline, che a volte ho creduto mi imprigionassero. Guardando la dolcezza delle loro forme e sentendone la mancanza negli occhi quando ne sono lontana, ho cominciato a pensare che magari, chissà, qualcosa che mi lega alla mia terra, in fondo, c’è. La mia terra… Trovare la propria terra può essere un lavoro lungo millenni e doloroso da matti, ma vedere voi che la difendete così, per assurdo che sia, è servito anche a me.
    Vi saluto caramente, tutti.

    Monia

    5 Maggio 2008 alle 3:23 pm

  2. virginio ieri ha fatto un brutto incidente. adesso è ricoverato a san giovanni rotondo. nulla di grave per fortuna. un abbraccio da tutti i comunitari.
    armin

    comunitaprovvisoria

    5 Maggio 2008 alle 3:35 pm

  3. sul parco:

    potremmo già immaginare di fare a breve un incontro con i sindaci. potremmo proporre di organizzare un prototipo di estate in irpinia d’oriente. con trentamila euro, duemila per ogni comune, già si potrebbe fare qualcosa di notevole. sarebbe anche una lezione a quelli che spendono tanti soldi per organizzare eventi fasulli.
    come dicevo ieri: tutto questo si può fare solo se ci distribuiamo bene i compiti. i
    aspetto valutazioni in proposito.
    la mia idea è che dobbiamo comportarci come se il parco già ci fosse. in fondo a noi non servono cartelli, ma la convinzione che i nostri luoghi sono dei “grandi” luoghi.
    armin

    comunitaprovvisoria

    5 Maggio 2008 alle 3:39 pm

  4. sto leggendo alcuni scritti di serge latouche sulla decrescita economica.
    trovo le sue riflessioni molto interessanti e soprattutto mi sembrano degli ottimi argomenti di riflessione per il progetto del parco dell’irpinia d’ oriente.
    sarebbe interessante potersi confrontare a riguardo su questo blog.
    c’è un sito che contiene diversi interventi di latouche e di altri economisti.

    http://www.decrescita.it

    maria rosaria

    5 Maggio 2008 alle 4:11 pm

  5. Non dobbiamo “far finta che c’é”! In realtà il Parco “non esiste sulla carta!” ma già “esiste sulla Terra!!!”. Di fatto servono indicazioni stradali, cartelli indicatori di località, percorsi e postazioni di ‘environment watching’, mappe tematiche per percorsi archeologici, storici, naturalistici, sui luoghi dell’abitare stabile e di quello temporaneo o occasionale, sull’artigianato di qualità, sui luoghi del silenzio, sui luoghi dove ‘aggiornare la memoria’, sui cicli della natura: ciclo delle acque e del vento, sulla natura dei luoghi e sui luoghi di natura, sui luoghi di studio e sulle eccellenze, sulla sperimentazione delle tecnologie avanzate (le fabbriche, le scuole, i centri di formazione), e pure percorsi su come questa natura sia stata già deturpata: a futura memoria!
    Ed altro se occorresse.
    Aggiungerei subito un sistema di comunicazione: DVD tematici a pubblicazione periodica (ho già l’idea/progetto pronta), internet con sito di news e blog, e collegamento al sistema della libera stampa, un canale satellitare tematico in ‘time sharing’ cioè affittando il tempo di trasmissione da una delle piattaforme che offrono già il servizio.
    Così spenderei il contributo dei comuni che avrebbero voglia di aderire! E strapperei coi denti un finanziamento all’EPT, maledizione! Ogni anno e per gli anni a venire!.
    Questo é il vero sogno: l’adesione dei comuni intesi come enti, ovvio, non dei loro abitanti.
    Poi quando tutto questo sarà fatto, e si potrebbe fare in poche settimane, ed il Parco ‘esisterà in Terra per volontà dei suoi abitanti’ che non lo sentiranno estraneo o avverso alle loro esistenze, farlo ’sulla carta’ sarà un gioco più che un lavoro.

    EnzoLuongo

    enzlu

    5 Maggio 2008 alle 4:42 pm

  6. @ franco
    è giunta in redazione una foto che ti ritrae stamane alla manifestazione di vallata con fazzoletto rosso, occhiali neri e … un cartello sovversivo …
    considerato che siamo … sotto osservazione … vorrei che mi autorizzassi -preventivamente- a pubblicare la foto nella home page.
    l’autore della foto è un tale gdegianni; lo conosci ?

    angelo

    5 Maggio 2008 alle 5:07 pm

  7. Virginio, ti aspetto presto a cairano
    in bocca al lupo.

    antonio

    antonio luongo

    5 Maggio 2008 alle 7:14 pm

  8. mi dispiace di non essere riuscita a trattenermi ieri per la discussione sul parco, che immagino sia stata una degna prosecuzione di una mattinata splendida.
    sottoscrivo comunque la proposta di franco di organizzare quanto prima un’escursione nell’arianese, perché credo che scindere la questione del formicoso da quella di pustarza sarebbe una mossa perdente.

    per franco
    ci dai notizie delle condizioni di virginio?

    roberta

    5 Maggio 2008 alle 8:09 pm

  9. oggi “le mie mani hanno fame di andar via”……..vi scivolano sensi come acqua per lavarle meglio…sensi, per la gran parte sorpresi e sospesi……………carichi di sangue ossigenato…………….come al mattino che i fiori si riaprono già umidi di rugiada…….freschi e rasserenati dalla bellezza lieve che possiedono e dalla loro naturalezza ….ieri sono stata su un verde lussureggiante tappeto………..e pur carica di febbre (oggi) sento ancora la clorofilla al posto del sangue…………sento la voluttà del vento che trascina lo sguardo e il sole…………e dei grandi uccelli bianchi (le cicogne dall’oasi?) che mi fanno ombra con le loro ali per poi invitarmi al volo ……….. o per venire loro verso la terra…………….non capisco ancora il verso…………..se c’è……….ma non credo ci sia un verso, intendo direzione………no….e il mio ricordo delle sensazioni è questo caos in questo momento e in questo spazio esatti……………credo sia rimasto di quei passi di ieri nel “mio” eccellente maggio un pensiero distante e suggestivo……… con delle labbra che sfiorano le parole giuste : l’ozio sconfinato delle muse e il tramonto infuocato come gli animi dei viventi che desiderano ardentemente un cambiamento…..hai ragione, poeta, il parco c’è, respira da sempre di sè e della tranquiliità che gli uomini gli hanno devotamente (finora!) concesso; se c’è non si deve far altro che mostrarlo a più occhi di quanti ne possiede ai suoi bordi – sontuosi cerchi paradisiaci di silenzio e di lentezza fuori del tempo- non si deve far altro che scostare quel sipario di velluto verde su cui anche le mie mani ieri indugiavano e quella lussuria della natura che cattura ogni sguardo…….per far godere a tutti (Tutti) lo spettacolo della sua bellezza che si sta appropriando anche dell’infuocata vita, delle azioni e dei progetti e non solo degli sguardi incantati e della contemplazione….

    oltre ciò che si fa, naturalmente vorrei tanto qualcosa anche nella-dalla Bassa (Irpinia) – sarà perchè “sotto casa” sento preoccupante silenzio non suggestivo………penso a….non so…. proiezioni di filmati -foto -libri- discussioni -incontri -storie-feste-musica-materiale comunitario e non-desinare-sport-innovazioni-magie insomma melting pot di persone parole e silenzi …………….vita………..per iniziare a vivere quel tappeto volante verde che è il parco dell’irpinia d’oriente (anche a distanza, con una sorta di teletrasporto)……………..abra-cad-abra!

    Metaphisique

    5 Maggio 2008 alle 8:09 pm

  10. caro angelo
    oggi avevo l’abito adatto. procedi.
    la mia indole sovversiva me la porto dietro da bambino.
    sul parco aspettiamo altri ragionamenti e poi vediamo il da farsi.

    virginio penso di andarlo a trovare domani. hA un braccio rOtto. l’air bag lo ha salvato.
    ARMIN

    comunitaprovvisoria

    5 Maggio 2008 alle 10:06 pm

  11. @franco
    “il buco che vogliamo” è pubblicato nel post “maggio”
    http://comunitaprovvisoria.wordpress.com/2008/05/05/maggio/

    p.s.:
    se metti qui il tel. di virginio lo chiamiamo o gli mandiamo un sms
    hai visto i video ?

    verderosa

    5 Maggio 2008 alle 10:32 pm

  12. Cari amici,

    Questo discorso sul Parco dell’Irpinia d’Oriente è una buona idea ma non una “grande” idea. E’ urgente quindi rimettere un po’ di ordine nel discorso, altrimenti si rischia di non capirci più niente, oltre a diventare sempre più prigionieri della consueta “subalternità” alle idee correnti.

    1) L’Italia è piena di parchi regionali che funzionano come funzionano, cioè male. Spesso non aggiungono molto a quello che c’era prima.
    2) Il parco, in questo caso poi probabilmente regionale (un handicap notevole), è una istituzione. Non altro che questo. Non è un parco giochi per bambini. Nè un “sogno”. Lasciamo i sogni a cose più grandi.
    3) Il passaggio alla realizzazione del parco (cioè alla creazione dell’istituzione) è quanto di più snervante e burocratico ci sia, almeno in Italia. E’ vero che i tempi sono un po’ cambiati, ma non bisogna farsi troppe illusioni.
    4) La creazione di nuove istituzioni avviene in un’epoca in cui la “casta” è sotto tiro (si fa per dire, in realtà si muovono soltanto le parole sui giornali). Questo non impedirà ovviamente la costituizione di un parco ma il clima è quello di istituzioni che cercano di difendersi dagli attacchi sul loro “malfunzionamento”, quindi spesso si muovono in termini ipocritamente “virtuosi”. Tradotto: potremmo assistere a personale politico che
    non se la sente di apparire “dispendioso” e potrebbe farne le spese proprio il parco.
    4) Il problema, parlo delle istituzioni (del loro funzionamento e della loro “moltiplicazione”) è ovviamente anche nostro. Io, per esempio, che considero fondamentale la lotta contro la “casta” ma soprattutto contro le istituzioni date (per il loro radicale “sfoltimento” e per il loro radicale rinnovamento), un’istituzione-parco che si aggiunge alle istituzioni date non la voglio più. Non sono affatto d’accordo. Tradotto ancora: se il Parco non sostituisce pari pari la Comunità Montana (non “dopo” ma “prima”: cioè la legge di istituzione del parco contempla innanzitutto questo) è semplicemente un imbroglio, certamente involontario se proposto dai comunitari, certamente furbesco se proposto dai “politici”.
    5) Uno dei comunitari potrebbe a questo punto dire: ma proprio noi dobbiamo essere così virtuosi? Proprio noi dobbiamo iniziare così quando gli altri non l’hanno fatto prima?
    Quando, per esempio, il confinante Parco dei Picentin non solo non ha tolto le Comunità Montane ma ha addirittura moltiplicato per due le sedi centrali?
    La risposta è semplice da parte mia: sì, proprio noi. E anzi: proprio noi senza fiatare, senza se e senza ma, altrimenti c’è una sculacciata sulla pubblica piazza.

    Post scriptum: parlavo all’inizio di un’dea buona ma non di un’idea grande perchè non è quella l’idea “trainante” verso il futuro. Per quanto mi riguarda l’idea forte è quella del riordino istituzionale in chiave europea (stato europeo). Cioè, nei territori, la creazione dei “Nuovi Municipi”, all’altezza dei bisogni che viviamo da tempo e che sono “compressi” e mal guidati da involucri vecchi. Il Nuovo Municipio, che per esprimere una programmazione all’altezza del tempo (e dei bisogni) che viviamo non può non avere almeno 80/100 mila abitanti, è il passaggio all’identità forte, all’identità “guida” del nostro futuro. Così, anche il Parco acquista un valore totalmente diverso, perchè inserito dentro una costruzione più grande, in tutti i sensi, non solo geografica ma politica.

    Con affetto
    Michele Fumagallo

    Michele Fumagallo

    6 Maggio 2008 alle 1:28 am

  13. carissimi,
    una splendida giornata domenica scorsa.
    ad ogni nostro incontro, o quasi, il sole ci accompagna. il tempo è bello. forse è la cp con i suoi raduni a convincerlo di uscire di casa, proprio come fa con noi singoli.
    ovviamente di quel giorno ho apprezzato tutto quanto ho partecipato. mi sono perso la mattinata, ma ero impegnato altrove.
    in particolare mi ha interessato la discussione sul parco. ogni intervento è stato significativo, rappresentativo di un’istanza, di una filosofia, di un’esigenza di vita.
    degli interventi mi ha molto interessato quello di Lello Spagnuolo (! ho scritto bene?).
    Lello non ha smentito la necessità di un parco dell’irpinia d’oriente, ma con il suo senso delle cose, con la sua competenza in materia, con le sue argomentazioni da real politik ha dato, almeno così è risultato a me, il giusto e saggio tono alla questione.
    spero, come tutti, che la sua proposta di sintesi con il punto di vista di Lega Ambiente venga realizzata e si apra un tavolo di trattativa con De Gennaro, per la riconsiderazione della discarica che dovrebbe sorgere (ma non è un sole) a Vallata.

    alfonso

    6 Maggio 2008 alle 9:35 am

  14. Ha ragione Michele in questa Comunità Provvisoria c’è bisogno d’ORDINE!

    … e chi lo può dichiarare se non un folle: Un Clown!

    Dunque entriamo nel merito del dibattito:

    1° si parla di nuova municipalità? sono d’accordo anche perchè ho porposto di relaizzare PARCHI URBANI COMUNALI che si integrano tra di loro attraverso un percorso delle tradizioni e delle culture;

    2° L’unità del percorso non è teneuta in piedi da un “carrozzone politico” ma da “carrozze di un treno” (Avellino-Rocchetta) sono d’accordo con l’esigenza di eliminare le comunità montane e per realizzare le “Comunità dei Comuni”;

    3° Non sono d’accordo sulle seccessioni e sulle divisioni ma per costruire una “Comunità più allargata possibile” diciamo “sgualleriata” che difenda le proprie identità affinche queste diventino la sua nuova ricchezza e possibilità di sviluppo;

    basta cosi per il momento.

    Come realizzare questi primi obbiettivi?

    a) costituire un coordinamento provvisorio la disponibilità dataci dal professore della federico II và bene solo che bisognerebbe evitare di “professionalizzare” troppo quindi aprirei il coordinamento anche alle “esperienze del cuore”;

    b) definire subito uno schema tipo di delibera di consiglio comunale per la realizzazione del Parco Urbano – con adeguata variante relativa del piano regolatore e Piano Programmatico del Parco Urbano e suo collegamento con gli altri vicinori, le norme come ho già detto ci sono ed i tempi sono anche più rapidi rispetto alla realizzazione di un parco regionale o nazionale che sia che rischia poi solo di essere un nuovo “apparato” ( e su questo sono d’accordo con Michele che èp una cosa che và evitata);

    b) a breve la comunità provvisoria dovrebbe presentare pubblicamente lo schema di delibera e promuovere una campagna di sensibilizzazione tra la gente nelle scuole, ovunque ed in ogni luogo, anche attraverso un concorso di idee;

    c) evitare di chiamare il Parco dell’Irpinia d’Oriente perchè cosi si delimita solo un’area geografica ristretta invece il nostro obiettivo e che ogni piccola comunità si senta partecipe e per evitare di “ricostruire cantoni”. Credo che in questo momento ci sia più l’esigenza di coinvolgere tutti gli altri comuni. Quindi si dovrebbe indicare un nome comune a tutti ad es. “Parco Urbano ……(il nome del paese) ……..dell’Irpinia ………….(bassa , alta , d’oriente , o di ponenente non so cos’altri di preciso)….;

    d) identificare nel percorso di unificazione del processo la strada ferrata “Avellino-Rocchetta” e dalle sue stazioni di transito affinche esse stesse sia luoghi di ritrovo e di scambi (se questo argomento si può contattare il prof. Antonio Panzoni di Taurasi (esperto e storico su questo argomento ha scritto anche un libro);

    e) definire ed indicare altri elementi dell’unità dei percorsi dei “Parchi Urbani dell’Irpinia” qui faccio solo degli esempi: l’acqua, il fuoco, il cielo, la terra, nascita, vita e morte e tutto quello che questo può rappresentare dal punto di vista antropologico e socio-economico. faccio ancora qualche esmpio: il carnevale di Montemarano ad esempio come atrattatore per un turismo culturale, ecc anche nei periodi invcernali. Pacchetti estivi per “Turista Provvisorio nell’isola che non c’è….”, ecc;

    ecco facciamo funzionare la fantasia è l’unica cosa che diventa realtà….e questo avviene solo praticando il sogno, il più vero del vero.

    Signori in carrozza……..viaggiamo nella bellezza
    Nanosecondo

  15. ops dimetinticavo ……..Carissimo Michele,

    chi è più folle l’uomo o il dio…..De Gennaro e Franco Arminio……io so solo una cosa che per accedere agli abissi della follia che ci abita occorre dislocarsi “fuori” dal recinto protetto dalla ragione, abbandonare le “nostre” dimore (ruoli).

    Per non perdersi nella follia, occorre però che ad accompagnarci sia l´amore – di cui ci paralva un nostro comunitario provvisorio a Sant’Andrea di Conza che fece un bellissimo intervento su questo argomento…..(non ricordo il nome mi dispiace) ….- e tutto ciò che noi possiamo amare, proprio perché c’è l’esigenza di accogliere la nostra follia, l’unica cosa in grando di poter far cambiare le cose.

    L’Amore, infatti, può essere inteso come un evento solo tra due persone (in questo caso non tra me e te……Uacc Uaa!), ma, grazie a te, tra il mio ordine razionale ed il tuo e l´abisso della mia e della tua follia…solo “li” avviene il cambiamento.

    Stai nella bellezza
    Nanosecondo

    P.S. per questi motivi ti chiedo chi è più felice e mirabile delle api…..?

    http://www.girodivite.it/chi-e-piu-felice-e-mirabile-delle.html

  16. caro michele
    dobbiamo organizzare una riunione operarativa. mi pare che fai un errore molto grave: discuti del parco in astratto, senza tenere contro che sarebbe il “nostro” parco. e le cose prendono la forma di chi le fa. se poi non ci fidiamo di noi stessi è un altro discorso.
    in ogni caso aspettiamo altri interventi e poi definiamo luogo e data per parlare dal vivo della faccenda.
    armin

    comunitaprovvisoria

    6 Maggio 2008 alle 12:05 pm

  17. Caro Franco,

    no, io ho cercato di mettere in guardia da due pericoli.

    Il primo è che un parco, parlo di oggi e della storia critica in cui siamo sommersi, non è la “cosa grande” che trascina (per me, lo sai, trascinano solo le cose grandi). E’ una buona cosa che può avere un significato soltanto se è inserita nel discorso del “riordino” (chiamiamolo così, in realtà è una vera e propria rivoluzione) istituzionale in chiave europea. Tradotto: senza un attacco forte al passato nessuna cosa può produrre il nuovo. Ci può essere un’”ideologia del nuovo” (in Italia e soprattutto al sud siamo maestri nel trasformismo), ma non un nuovo progresso. Per me quindi è fondamentale, per tornare al concreto del nostro territorio, il discorso del Nuovo Municipio (che è più ampio, per quanto mi riguarda, del perimetro del parco) senza di cui si può essere solo trascinati nella palude del passato comunque camuffata, cioè parco o non parco che sia.

    Il secondo pericolo è quello di non inquadrare le cose “dentro la storia”. E la storia ci parla di una tragedia italiana (e soprattutto meridionale: questa è la crisi nord-sud che viviamo da tempo) dovuta, tra l’altro, al blocco di un ceto politico-istituzionale parassitario, alla moltiplicazione delle istituzioni e alla loro vecchiezza e pericolosità.
    In questo senso dicevo: il parco (che è istituzione, è inutile girarci intorno, e del resto uso qui il termine in senso positivo) ha un significato se va a sostituire la Comunità Montana visto che abbraccia lo stesso territorio. Se non fa questo, mette in atto non una cosa nuova ma la moltiplicazione del parassitismo e del “vecchio”. La Comunità Provvisoria vuole la moltiplicazione del parassitismo e della vecchiezza istituzionale? Penso (e spero) di no.

    Tu dici: ma il parco lo facciamo noi, quindi dipende da noi. E no, caro Franco. Le cose non stanno così. Nessuna cosa nuova può nascere dentro istituzioni vecchie e corrotte. Le cose nuove nascono solo insieme a “involucri” nuovi. Tra l’altro tieni presente che sarebbe una lezione di democrazia per tutti se, per una volta, si lottasse per un’istituzione che soppianta un’altra, non si aggiunge parassitariamente ad un’altra.
    Non è una cosa grandissima, ma che lezione sarebbe!

    p.s. : poi, va detto,, che non è né la popolazione, né la comunità provvisoria, a fare le leggi. La legge sarebbe in questo caso fatta da un consiglio regionale. Vediamo cosa producono.

    Con affetto
    Michele Fumagallo

    michele fumagallo

    6 Maggio 2008 alle 4:04 pm

  18. a questo punto direi di spostare il ragionamento sul post intitolato “riunione di lavoro”.
    si tratta di assumere impegni precisi.
    in effetti la formula di domenica rimane quella nostra più peculiare, ma per fare le cose che vogliamo fare nei prossimi mesi ci vuole un lavoro collettivo.
    armin

    comunitaprovvisoria

    6 Maggio 2008 alle 6:14 pm

  19. Faccio una domanda molto semplice e spero che qualcuno avrà una risposta: dove mettiamo i NOSTRI rifiuti? L’idea del Parco è sorta perché sarebbe un modo per evitare che si metta una discarica sul Formicoso o in altri posti dell’Irpinia, ma questo non risolve il problema dei rifiuti. L’altra sera a San Andrea ho sentito tanti discorsi sul parco, sulla provincializzazione dei rifiuti, sulla separazione dell’Irpinia dalla Campania, ecc. Tutti quei discorsi sono fatti a diecimila metri di altezza e nessuno riguarda i problemi reali ed attuali dell’Irpinia. Infatti non ho sentito nessun discorso, né letto niente su questo blog a sui giornali su dove dobbiamo mettere i nostri rifiuti.

    A Cairano si fa la raccolta differenziata, però da una settimana i rifiuti non sono raccolti perché i cassoni sono pieni. Stamattina sono stato a San Angelo dei Lombardi ed entrando in paese credevo di essere a Napoli per i mucchi di rifiuti che ho visto. Non credo che questi due paesi siano una eccezione. Vivo all’estero e quindi non conosco le regole e norme che i comuni irpini devono osservare per lo smaltimento dei rifiuti, ma chiedo: dal momento che la regione o la provincia non fanno niente, perché i comuni non prendono l’iniziativa creando discariche locali temporanee? Non sarebbe meglio di tenere i rifiuti a casa o ammucchiati intorno ai cassoni pieni in paese? Cosa succederà in estate?

    Un signore, non so il suo nome, a San Andrea ha fatto un discorso molto accorato dicendo che dobbiamo amare questa terra. Sono d’accordo con lui ed io amo questa terra. Ogni anno faccio 15 ore di volo proprio per poter trascorrere qualche giorno dove sono nato e mi rattrista vedere che si fanno discorsi campati in aria che non risolvono niente perché, ripeto, nessuno ha mai detto dove mettiamo i nostri rifiuti. Se mi sbaglio, spero che qualcuno saprà rispondere con informazioni concrete e precise alla mia domanda che ripeto ad alta voce: OGGI, DOMANI, L’ANNO PROSSIMO, DOVE METTIAMO I RIFIUTI DI CAIRANO, DI LIONI, DI SAN ANDREA, DI SAN ANGELO, …? Finché non siamo capaci e disposti a dare una risposta concreta e reale a questa domanda ogni altro discorso è inutile.

    raffaele ruberto.

    raffele ruberto

    6 Maggio 2008 alle 10:36 pm

  20. Salve a tutti,
    segnalo che ho pubblicato una versione migliore del logo del Parco Regionale d’Irpinia d’Oriente al seguente indirizzo:

    http://www.itacamedia.it/parco_regionale_irpinia_oriente.jpg

    Grazie
    Marco del Cogliano – ITACA
    http://www.itacamedia.it

    Marco Del Cogliano

    6 Maggio 2008 alle 11:06 pm

  21. @ Raffaele R,
    io non ho risposta per la tua domanda, da Firenze, dove la raccolta differenziata funziona quasi bene.
    nelle ultime settimane, qulache bloggerista ci ha ricordato che , fino a non poco tempo fa e per qualche decennio, l’ irpinia scaricava sulla discarica di Pianura …devi aver la pazienza di leggerti le ultime settimane, per ritrovare la notizia.
    E’ vero : il fervore per la nostra terra e il futuro parco è una elevata forma di egoismo collettivo sulla falsariga di uno spot televisivo “PULITI DENTRO, BELLI FUORI”..
    Intanto questo è : questa è la forma di partecipazione collettiva che , come Comunità Provvisoria, siamo riusciti a costruire, sul posto o da lontano, pienamente nelle altezze o moderatamente concordi.
    Saluti da lontano Teresa Cella -Firenze/andretta

    HERA-Klescampania

    6 Maggio 2008 alle 11:38 pm

  22. L’ordine dentro cui viviamo è nello sguardo delle cose che accadono, gli aspetti prescrittivi appaino irrisori, persino secondari; comprendiamo che non è solo l’aspetto normativo che regola la vita sociale tra individui, eppure, crediamo ancora, per un antico piglio educativo e metodologico che l’etica si attua al di là degli avvenimenti, ovunque.
    Le norme tendono a controllare ciò che è stato indicato hanno istituito comportamenti che si sono tramandati da padri a figli che nel tempo si sono codificati in norme sociali, valide e possibilmente eccellenti, generando spesso, separazione di genere, confluiti in conflitti teorici e pratici, causati dall’assenza di riconoscimento sociale.
    Gli uomini che si regolano secondo natura frequentemente imbarbariscono gli stili di vita, quando seguono il loro aspetto primitivo, eppure se avessimo lo sguardo acuto e attento, la natura non è mera brutalità, lo è anche, quando non la rispettiamo, ma se la consideriamo come la Dea madre che genera e nutre, ospita e accudisce quando è compresa e amata, allora possiamo ritrovarla com’è accaduto domenica nel cielo e nell’aria frizzantina regalandoci per intero la sua benevolenza avvolgendoci senza incompatibilità.
    La brutalità è emersa quando aprendo il blog di Comunità Provvisoria, ci è apparsa la foto di Arminio, con il cartellone da cui si evidenzia la raffigurazione del sesso femminile paragonato a buco di discarica, unico contenitore appropriato al contenimento degli spermatozoi.
    Eravamo presenti anche noi a Vallata, alla Manifestazione e già in quella situazione abbiamo ripreso i ragazzi che mostravano con evidente soddisfazione il cartellone, sappiamo che l’assenso di Arminio favorirà altre riproduzioni dello stesso genere e noi certamente, non possiamo condividere.
    Questa è una norma lesiva della dignità femminile, atavica quanto l’uomo, conosciamo il pensiero maschile a tale proposito.
    Vogliamo terminare ridondando un popolo antico e dimenticato come gli spartani, severi e fieri nonostante le loro evidenti contraddizioni, tenevo una pratica incommensurabile delle donne, nulla era possibile senza il loro assenso.
    Chiediamo ad Arminio di rimuovere quell’immagine offensiva e deleteria dal blog, non onora la stima che proviamo nei suoi confronti.
    Reclamiamo un incontro per chiarire l’avvenimento, anche perché il rinnovamento del Partito Democratico è legato e non scomposto al pensiero dei cittadini che è ideato da uomini e donne che intendono tutelare i loro diritti, sia nella terra dell’Irpinia d’oriente che nel mondo.

    Filomena Giannini e M.Teresa Iarrobino

    M.Teresa Iarrobino

    7 Maggio 2008 alle 10:53 am

  23. Come vogliono la scienza e il nostro onore, come impongono l’usanza e il dovere come vuole l’amore e la nostra madre terra,

    Noio Magnifico Clown Nanosecundis della Comunità Provvisoria
    ORDINIAMO E NOMINIAMO:
    Franco Arminicus
    Capo dell’Ordine Goliardico del “Formicoso Buco Provvisorio”

    “e così ….riconosciam che il chierico in amore, vale assai, assai più del cavaliere.”

    Il tutto nel secolo XXI
    del giorno 7
    del mese di maggio
    dell’anno 2008
    in Irpinia D’Oriente

  24. @ M.Teresa e Filomena,

    ho visto la foto..e ci ho riso sopra, come qualunque masculo avrebbe fatto.

    Mi sono sentita in imbarazzo di fronte alla seconda parte del vostro commento, perchè non ho avuto una reazione di genere appropriata.

    In-Zomma è così…forse ognuno sceglie il campo di battaglia che più gli è congeniale, in un dato momento della vita .
    Ieri ed oggi non sono risentita per una foto goliardica.
    L’ importante è non intervenire sul campo di battaglia deciso da altri, per lotte che non gli appartengono, non conosce o non gli interessano( e qui parlo della mia esperienza , per altri temii, non per il vostro!)
    Sto citando Coelho de il man del guerriero della luce.
    Buona serata
    Teresa C

    HERA-Klescampania

    7 Maggio 2008 alle 11:50 pm

  25. Cara Teresa,
    il nostro campo di battaglia è la terra su cui viviamo, uomini e donne divisi dalla follia.
    Poca interazione, molto scompiglio, basta vedere la gestione rifiuti, anni di silenzio o le tante relazioni istituzionali esistenti e di seguito……….vivere, gestistire significa dialogare nelle divergenze, lo diciamo, ma abbiamo una grande paura del confronto e della diversità.
    Sarebbe interessante approfondire.
    Filomena e M.Teresa

    M.Teresa Iarrobino

    8 Maggio 2008 alle 8:00 am

  26. “Il Parco dell’Irpinia d’Oriente”

    Non capivo perché mi piaceva cosi tanto il vostro paesaggio. E, perchè mi piaceva così tanto l’idea di non aver fretta nel viaggiare con la mia moto per giungere fino a voi e nel fare delle cose così umane, come guardare. Legge Regionale o Legge trasversale, dal basso o dall’alto, d’oriente o di ponente…adesso l’ho compreso.

    E’ femmina!

    Le dolci curve delle colline. Le pelose insenature delle vallate. Le chiome bionde al vento. Il carattere autonomo e fiero. Gli sguardi profondi che colmano gli spazi infiniti dell’anima. Il calore di quei sguardi che ti rubano il cuore. Treni come serpenti che si insinuano nei dolci pendii.

    Ecco questo è la “parca” immagine di cui mi sono innamorato.

    Lo sò c’è stata anche la sommossa delle femministe e adesso dei municipalisti, degli associazionisti eppure credo che ci debba essere adesso una nuova dimensione del senso (ideale o sogno) e del reale…una nuova umanità.

    E’ già ma è proprio questo: un parco che parli di una nuova umanità e non di leggi e regolamenti.

    Non più solo di “generi”, del maschile o del femminile, ma di persone. Persone, che ritrovano le ragioni dello stare insieme anche se provvisoriamente. Persone che riscoprono i bisogni nei propri limiti e confini. Persone che si accorgono della loro natura e del loro carattere senza respingere l’altro. Persone che non si negano allo sguardo ed agli abbracci. Persone che non si chiudono nella riserva senza riserva. Persone che condividono e ne fanno uno, unitario e per questo unico modo di vivere il mondo, sempre più piccolo ed egosita. Persone che unifichino il senso ed il reale, il loro femminile ed il loro maschile, nella loro naturale bellezza. Persone che stanno insieme, sotto gli alberi e nei prati. Persone che sanno amarsi. Persone che giocano e ridono di se stessi prima che degli altri. Persone che pensano alla loro terra che genera e non dei generi. Persone che vivono una vita vera ed il meno artificiali possibile. Persone che vivono nella libertà, nella consapevolezza, nella comprensione dell’altro condividendo e praticando i propri sogni. Persone che non si escludono. Persone diverse rispettose delle diversità. Persone che si uniscono senza paure. Persone che sanno far volare un aquilone tra la terra e il cielo. Persone che non piangono più i propri figli. Persone che ritornano a sperare nel domani, di un domani che supera il passato. Un passato che guardi al presente senza nessuna ambizione. Un presente che è già adesso. Un cielo terso. Un colore non perso.

    E, si. E’ proprio femmina “Orientale”! Questa terra di nessuno che tutti vogliono bucare senza amare.

    L’Orientale che con i suoi occhi scruta l’acqua dei fiumi e ti rivela il futuro. Un futuro più roseo come il cielo al tramonto che qui si spera. E, la speranza illuminerà le stelle che finalmente ti riusciranno a guardare e sorridere.

    Le stelle qui ti fanno veramente compagnia. E, la luna non resta sola ad aspettare insieme a te, in questi luoghi, che questa femmina sia gravida di una nuova umanità.

    Nanosecondo

    P.S. Non serve una legge serve una nuova umanità.

  27. nanosecondo sei geniale…

    maria rosaria

    8 Maggio 2008 alle 6:45 pm

  28. Tante donne, tanti buchi, peccato!
    Non vi dice niente il nome K.Liebknecht?
    Gli spartani tenevano, sostenevano una pratica diversa delle loro donne.
    Tempi diversi, tempi provvisori, tempi transitori, tempi effimeri…..il consueto nel tempo.
    Pensiamo ad altro…

    M.Teresa Iarrobino

    9 Maggio 2008 alle 5:56 am

  29. cara maria teresa
    parlami, parlaci di questi spartani.
    ti abbraccio
    armin

    comunitaprovvisoria

    9 Maggio 2008 alle 12:57 pm

  30. per maria teresa…
    sui rapporti tra donne e uomini irpini si è già dibattuto ampiamente su questo blog…
    vedi il post “l’irpinia e le donne”
    lasciarsi andare a commenti facili e sommari è irrispettoso al pari della foto alla quale fai riferimento.
    cordialmente.

    m.rosaria

    10 Maggio 2008 alle 7:50 am


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