per una comunità paesologica 2
spero che anche questo testo della MELTEMI possa essere utile alla nostra riflessione _ alfonso
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Sabina Lenoci |
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Il progetto per lo spazio aperto può considerarsi un vero e proprio laboratorio di sperimentazione di nuove ipotesi sulla città contemporanea, in continuità con una lunga tradizione che ha avuto avvio negli anni Sessanta negli Stati Uniti. L’“uscita nel territorio” per gli artisti che diedero vita alla land, la process, l’earth, l’environmental art inaugurò un proficuo percorso di lavoro in parte artistico e in parte urbanistico, interessato a una rifondazione della civiltà urbana nel territorio. Le recenti collaborazioni tra artisti, urbanisti, tecnici e studiosi delle scienze della terra, le esperienze di ecovention e di landscape urbanism proseguono la ricerca di strategie e materiali innovativi. In questo testo vengono ricostruiti alcuni sfondi del rapporto tra arte visiva e urbanistica ed esaminati esempi significativi per la messa a punto del progetto dello spazio aperto e collettivo della città. I casi analizzati mostrano concretamente cosa si intenda per nascita di una nuova etica ambientale e progetto urbano legato alla tradizione artistica. Sabina Lenoci, architetto, è dottore di ricerca in Urbanistica. Attualmente insegna Urbanistica allo iuav nel biennio di specializzazione “Architettura e città”. Tra le sue più recenti pubblicazioni: “Percorsi”, in Segni (2002); “Immagini”, in Torino, il villaggio olimpico (2005); Il progetto delle strade come luogo di sperimentazione per il progetto urbanistico contemporaneo (2005). Dal 2002 dirige il settore Urbanistica del Comune di Chioggia. |
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non so chi ha messo questo post…
opportuno mettere sempre il nome di chi posta
… e poi mi interessa la banda nera del titolo (come avete fatto ?)
angelo
11 Maggio 2008 alle 10:45 am
angelo, scusa. l’ho postato io. pensavvo uscisse “by alfonson”. la banda nera già c’era. l’ho ritagliata e copiata dal sito della Meltemi
alfonso
12 Maggio 2008 alle 9:34 am
L’unico motore per cambiare oggi il mondo è l’Utopia.
Se questa la applichiamo alle nuove realta urbani e rurali si possiamo combinare sviluppo ed eco sostenibilità di un territorio. C’è solo bisogno di una cosa “praticare il sogno”.
Viaggiamo nella Bellezza Uacc Uaa
Nanosecondo
http://www.girodivite.it/Il-Formicoso-parco-regionale-d.html#forum12287
Nanosecondo al secolo Enzo Maddaloni
12 Maggio 2008 alle 9:58 am
a nanosecondo e alla cp.
l’idea di nanosecondo a me pare provocatoria e giusta.
potremmo, per realizzare il suo progetto, riferirci ad Eduardo Cicelin, direttore del museo MADRE di Napoli e sottoporgli l’idea. certamente sarà stimolato a far intervenire artisti di fama internazionale per realizzarla
alfonso
13 Maggio 2008 alle 9:31 am
ovviamente la mia risposta a NANOSECONDO non è al commento surriportato ma a una mail speditami e che ho cercato di pubblicare qui sopra.
alfonso
13 Maggio 2008 alle 9:33 am
nel parco dell’irpinia d’Oriente manca: LA PIRAMIDE!
Una Piramide nel Parco dell’Irpinia d’Oriente…..
12 maggio 2008, di : Enzo Maddaloni
E, perché non ci facciamo costruire una Piramide?”
Prendo spunto da un “post” di Sabina Lenoci (*) dal titolo “Tra arte, ecologia e urbanistica” pubblicato sul blog della “Comunità Provvisoria”
Sabina dice “….Il progetto per lo spazio aperto può considerarsi un vero e proprio laboratorio di sperimentazione di nuove ipotesi sulla città contemporanea, in continuità con una lunga tradizione che ha avuto avvio negli anni Sessanta negli Stati Uniti. L’“uscita nel territorio” per gli artisti che diedero vita alla land, la process, l’earth, l’environmental art inaugurò un proficuo percorso di lavoro in parte artistico e in parte urbanistico, interessato a una rifondazione della civiltà urbana nel territorio.”
Nella storia del mondo siamo sempre stati abituati a nascondere la munnezza e pensare così di aver risolto ogni problema.
Su questa semplice condizione del “nascondere” abbiamo di fatto “delegato”, a come nasconderla, alla camorra ed alle eco-mafie.
Credo che oggi, per rompere questo circolo vizioso, sono maturi i tempi per un “cambio del paradigma”: non nascondiamo più la munnezza anzi facciamola vedere (cosi la controlliamo meglio).
L’esperienza artistica dell’arte della terra applicate alle nuove tecnologie, come ci suggerisce Sabina, ci può “far emergere dal nero”, trasformando così in ricchezza sociale e culturale la munnezza.
Questo è il cambio del paradigma.
Nel parco dell’Irpinia d’Oriente manca una “PIRAMIDE”, perché non ce la facciamo costruire affidando il progetto a chi ha già esperienza in questo campo?
Il ’’paradiso’’ della mondezza vicino a Tel Aviv
Uacc Uaa!!!!
Nanosecondo
P.S. Ueee!!! Nun và piccicate …proprio mo, che dobbiamo praticare l’utopia!
alfonso
13 Maggio 2008 alle 9:36 am
era questa la mail :)
alfonso
13 Maggio 2008 alle 9:36 am
… la piramide è meglio farla con le balle di fieno, almeno profumano d’irpinia
forse il logo del parco potrebbe essere la piramide con le balle di fieno
d’altronde marco del cogliano con il suo primo logo è partito proprio dalla spiga di grano
(leggete enzo luongo nel merito del formicoso, granaio della campania)
marco / itaca se ci sei continua a lavorare … servono molte idee e molti disegni, c’è anche l’istituto d’arte di calitri, con il prof. antonio iannece, che sta lavorando alla ricerca del logo
poi facciamo una mostra al … goleto
angelo
comunitaprovvisoria
13 Maggio 2008 alle 9:55 am
ma nella proposta di nanosecondo la spazzatura sarebbe trash art, non spazzatura. certo si può installare anche una piramide di fieno. farebbe da contrasto e sarebbe un’implicita indicazione di due possibili percorsi comportamentali e consumistici
alfonso
13 Maggio 2008 alle 10:49 am
ci sono musei interi che si accaparrano opere di TRASH ART
alfonso
13 Maggio 2008 alle 10:50 am
le balle di fieno sarebbero LAND ART
io avevo un’idea, da diverso tempo coltivata.
fare come christo: punteggiare uno dei confini del nostro parco con una serie di bandiere GIALLO GRANO di h m 1,50
alfonso
13 Maggio 2008 alle 10:52 am
il parco non deve essere solo natura, ma anche cultura.
deve esprimere le diverse voci della cultura contemporanea.
vedere ARTE SELLA su internet. si può anche realizzare un qualcosa del genere
alfonso
13 Maggio 2008 alle 10:53 am
Buen post, las ideas son muy relevantes. http://FundacionAsis.Org
Fundación Proyecto Asís
29 Agosto 2008 alle 12:04 am