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comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella

prendere coscienza

con 3 commenti

   ci sono momenti in cui non ha molto senso stare in casa. in questo momento il paesaggio è bellissimo, sono giorni in cui il paesaggio è in festa, basta guardarlo per accorgersene. e questo sguardo diventa dolente se si pensa alle ferite che il paesaggio ha già subito a savignano e che adesso subirà al formicoso.

è solo questione di tempo e non dipende da berlusconi ma da noi. se le persone prendono coscienza che questa è la stagione dell’impegno civile la battaglia si può vincere.

bisogna decidere con chi stare e bisogna dirlo con chiarezza. troppa gente nicchia, traccheggia e intanto arrivano i carri armati. non c’è bisogno di vedere l’esercito sul formicoso per capire che l’Italia è solo formalmente in europa, ma è ormai un paese sudamericano, ma senza la fresca vitalità di quei popoli, un’italia con una classe dirigente truffaldina e delirante, un’italia con troppi cittadini che fanno finta di niente, che continuano a pensare solo ai fatti loro.

ieri ho detto a un giornalista che è un figlio di p.

basta, basta con la tolleranza. non si può più consentire che le persone migliori siano emarginate e una cricca di mediocri occupi i posti più importanti della società.

armin

Written by comunitaprovvisoria

27 Maggio 2008 a 11:14 am

3 Risposte

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  1. Ho dipinto la pace

    Avevo una scatola di colori,
    brillanti, decisi e vivi.

    Avevo una scatola di colori,
    alcuni caldi, altri molto freddi.

    Non avevo il rosso per il sangue dei feriti,
    non avevo il nero per il pianto degli orfani,
    non avevo il bianco per il volto dei morti,
    non avevo il giallo per le sabbie ardenti.

    Ma avevo l’arancio per la gioia della vita,
    e il verde per i germogli e i nidi,
    e il celeste per i chiari cieli splendenti,
    e il rosa per il sogno e il riposo.

    Mi sono seduta,
    e ho dipinto la pace.

    (Tali Sorex)

  2. Tu, tu che sei una guida, non dimenticare
    che tale sei, perché hai dubitato
    delle guide! E dunque a chi è guidato
    permetti il dubbio!

    (tratto da Lode al Dubbio di Bertol Brecht)


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