COMUNITA’ PROVVISORIA . paesi .. paesaggi … paesologia

comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella

…ero ad Andretta e…

con 17 commenti

 

L\'Irpinia d\'Oriente Ieri sera ero ad Andretta e ho ascoltato i contenuti della  riunione dei sindaci.

 Molte delle analisi escusse erano ovviamente corrette (ai miei  occhi) e condivisibili da chi ha a cuore l’esito di questa  battaglia. Ma ora preferirei che chiunque intenda  cimentarsi con sì gravi argomenti, metta provvisoriamente da  parte le analisi politiche, sociologiche, storiche ed altre,  relative agli incresciosi fatti, per dedicare ogni energia mentale  all’elaborazione di una strategia efficiente ed immediata che in  un certo senso possa cancellare quel nome da quel decreto.  Penso che dobbiamo farlo tutti, in quanto, pur con leggere varianti, tutti sappiamo, vediamo, riflettiamo. In realta’ quando uno é già “incazzato” non ha bisogno di essere “piu’ incazzato” (chiedo scusa per i l termine derivante da cultura classica): ognuno di noi sa e gli basta e avanza, per essere motivato nell’opposizione. 

Un’estrema, pervicace, “avvitatoria”, ulteriore chiarezza, (udita nella riunione), incattivisce l’anima e offusca la mente. C’é bisogno di una grande e sconvolgente emozione invece, che allarghi gli orizzonti degli amministratori e degli amministrati. La nostra forza é il numero di idee efficaci che sappiamo metter insieme, lavorando gomito a gomito, non il numero di sindaci e assessori. Figure necessarie, sopportate ma consunte. Purtroppo impotenti. 

Sappiamo pero’, come é stato possibile vedere ieri sera, che tale operazione eseguita dagli amministratori ha i tempi lunghi che il territorio non puo’ permettersi. E’ molto evidente l’inadeguatezza di taluni amministratori ai tempi attuali. Loro furono cresciuti, addestrati ed insediati secondo lo schema che prevedeva che gli amministrati non sapesssero, non fossero in grado di censurare, non potessero abiurare, per i mille compromessi che una vita grama e prona imponeva. Senza che alcuno se ne accorgesse  dai tempi di “pappacone” si é passati ad internet. I figli dei figli sono acculturati, leggono qualcosa, confrontano, sanno. In tal modo sono “liberi”: non decidono, ma sono “liberi”. E si allontanano dalla “politica” che in realtà é solo amministrazione locale e normalmente straordinaria.

I nostri amministratori questo non l’hanno ancora capito. Agiscono come se gli interlocutori, i soccorritori, i salvatori potessero essere ancora “gli antichi padrini”. Quando si tratta di prender qualche decisione più rigida, che esuli dai permessi e dai limiti imposti e supinamente accettati, tentennano, delegano a ipotetici consessi successivi e superiori, in attesa che il controllore-suggeritore faccia le sue scelte, santifichi o maledica una firma, una adesione. Sono abituati a parlare di “rinascita” delle nostre zone (da una morte che non c’è stata), mentre dovrebbero parlare di “sopravvivenza”. Sono proprio fuori tema e fuori tempo.

E dove pensa di arrivare la nostra disgraziata terra con simili condottieri da salotto, pardon da sezione? Chiacchieroni impenitenti che di fronte alla richiesta di solidarietà sono presenti con la carcassa, col culo, e non con la mente.

Che dolore mi ha dato vedere il sindaco di Andretta già solo alla fine della riunione giunta (la fine) con l’opportuno tempismo, appena é apparso chiaro che bisognava essere appena appena meno prudenti del solito. E che pensano che la manifestazione di sabato “dell’intera Irpinia” possa  in qualche modo spaventare chi  è sicuro di poter produrre decreti probabilmente liberticidi come se producesse gramigna? Va bene, sabato ci saremo, grideremo, faremo teatro, richiederemo, qualcuno farà finta di dire cose sensate alle TV locali da condominio e alla fine qualcuno dirà: “Ok, vi siete sfogati?, ora tutti a casa che facciamo quello che avevamo deciso, e non dite che siamo contro la libertà di espressione perché oggi vi siete espressi. ecc, ecc…”. Tornando a casa ci congratuleremo, per il numero, per le facce, per le promesse e per l’impressione data. E magari stanchi e pigri per l’ennesima volta eviteremo di fare la differenziata con le scorie della giornata.

Ma come fanno a non capire questi sparagnini condottieri, che se restano aggrappati al vecchio metodo saranno sconfitti. I loro “politici di riferimento” (quei pochi sopravvissuti) li hanno già abbandonati! A caccia di nuovi equilibri e compromessi si sono sganciati. Gli altri conservano il ruolo non la funzione.

Basterebbe loro, per una volta, forse per la prima volta, girare lo sguardo, immaginarsi diversi e rappresentanti di tali e tante umili intelligenze. Rendersi conto che siamo nella società della comunicazione in cui i mezzi di comunicazione “anticipano” gli eventi: anzi li creano. Io non credo che sia il sistema delle comunicazioni a zittirci, ma sia l’incapacità di tanti di capirne il linguaggio e l’uso.

Basterebbe allora fare un unico consiglio comunale costituito dai soli sindaci come se fossimo una sola città; basterebbe coinvolgere, come già ho detto in altre occasioni, l’Autorità di Bacino del fiume Ofanto; ed anche gli strateghi un pò consunti dell’Acquedotto Pugliese, entrambi in rappresentanza dell’assetata Puglia, che dalle nostre sorgenti e fiumi riceve sollievo; basterebbe mandare messaggeri presso i rappresentanti di “Santa Madre Chiesa” perché è la ’sua’ terra ed il suo ‘popolo’ ad aver ora bisogno, e che bisogna aiutarlo, evitando di suggerire sempre e solo la calma ma lasciando ogni volta con ipocrita naturalezza la porta aperta alle spalle ad un rapporto con i potenti; basterebbe costituire un gruppo di agguerriti comunicatori che gestiscano una immediata, sfiancante campagna via stampa, internet, televisione analogica e satellitare atta a comunicare che non siamo “spazio” (per altro da riempire con l’immonizia) ma siamo ambiente, arte, cultura, salute, alternativa di vita ad una vita variamente ‘inquinata’.

Forse facciamo ancora in tempo a far questo ed altro, ma per cortesia lasciate stare gli amministratori: non sono la nostra controparte e non ci sono neanche di aiuto. 

Ogni giorno di ritardo nel prender una decisa iniziativa é di fatto un lustro in meno da vivere per le future generazioni.

Intanto venerdì porto i miei alunni in ‘gita’ a spese nostre, non della scuola, per la giornata della creatività, nell’Oasi di Conza, a Cairano e sull’area della discarica.

Forse così conserveremo e tramanderemo più a lungo il ricordo di cosa era e come era questa terra.

EnzoLuongo

 

Written by enzlu

28 Maggio 2008 a 2:23 am

Pubblicato in a Autori Comunitari

17 Risposte

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  1. vorrei sentire il parere dei frequentatori di questo blog sull’affermazione fatta ieri dal presidnte della Repubblica NApolitano che ha detto che la soluzione del problema rifiuti in Campania va cercata in un’ottica ‘regionale’ e non ‘provinciale’.
    A me è parso che vi sia stato una sorta di ‘imprimatur’ sul trasferimento della spazzatura di Napoli e dintorni in Irpinia…..
    Spero di essermi sbagliato nell’analii…

    Antonio Imbriano da Monza

    28 Maggio 2008 alle 8:36 am

  2. Antò ma stai “imbriaco”……? Lo dice il nome stesso!

    NEL FRATTEMPO RISPONDO A FRANCUCCIO

    “DATEMI UN PUNTO DI APPOGGIO E VI SOLLEVERO’ IL MONDO!”

    Pasquale…. in un commento ad un post citava…..

    il Piano Provinciale Gestione Rifiuti http://www.provincia.avellino.it/intamm-ww/servlet/wscs_render_attachment_by_id/111.142531.1189496470086.pdf?id=111.139319.1189429057292 , che nel capitolo V definisce i criteri per l’individuazione di aree idonee e non idonee alla localizzazione di siti per lo smaltimento rifiuti tramite parametri di esclusione o di idoneità.
    Riassumo solo i punti che mi sembrano interessanti, su cui insistere quali parametri di esclusione, sono:

    1)Aree sottoposte a vicolo idrogeologico, pag 71 del documento citato (non so se sull’area insiste effettivamente un vicolo idrogeologico)
    2) Condizioni meteoclimatiche (pag. 72)
    3)Presenza di case sparse (pag.73)
    4)Soggiacenza di falde (pag.73)
    5)Punti di approvvigionamento di acque ad uso potabile (pag.73)
    6) Vulnerabilità idrogeologica intrinseca (pag 74)
    7) Sismicità dell’area (pag. 75)

    Non so, poi, se sull’area insistono vincoli di tipo paesaggistico (SIC, ZPS, ….)
    E conclude il suo commento….”Se qualcuno riuscisse a procurarmi i dati su aspetti idrogeologici, paesaggistici, sismicità, sull’area potrei sviluppare un’applicazione in ambiente GIS. Concludo, invece, con alcuni aspetti preferenziali. Sempre secondo il documento citato, tra gli aspetti preferenziali ci sono:
    1) Necessità di ridurre il costo del trasporto (mi pare non rispettato)
    2) Necessità di ridurre l’impatto sulla viabilità determinato dal trasporto (idem)”

    ORA IL DECRETO ….

    per l’emergenza dei rifiuti in Campania nell’art 9 “…..Allo scopo di consentire lo smaltimento in piena sicurezza dei rifiuti urbani prodotti nella regione Campania, nelle more dell’avvio a regime della funzionalita’ dell’intero sistema impiantistico previsto dal presente decreto, nonche’ per assicurare lo smaltimento dei rifiuti giacenti presso gli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti urbani e presso i siti di stoccaggio provvisorio, e’ autorizzata la realizzazione, nel pieno rispetto della normativa comunitaria tecnica di settore, dei siti da destinare a discarica presso i seguenti CVOMUNI…….” OMISSIS

    lo stesso decreto richiama esplicitamente il “principio”.. delle direttive della comunità europea che potete scaricare sul sito http://www.noinceneritoresa.altervista.org/downloads.php?cat_id=3

    Ora alla luce di questa controversa disposizione che potrebbe essere tutto ed il contrario di tutto vedi alcuni commenti:

    http://www.allarmerifiutitossici.org/rifiutitossici/articles/art_684.html

    la questione credo vada affrontata con grande lucidità e potrebbe essere proprio utilizzando le stesse contraddizioni del decreto….. facendo ricorso alla corte costituzionale e alla corte europea rivendicando il rispetto delle direttive europee che non possono più essere derogata a differenza anche di precedentid decreti…

    Se riflettete la stessa intesa di verifica sul sito di Chiaiano ha utilizzato questi prinicpi di tutela che pure ci sono in questo decreto…..

    Inoltre, considerato che sono “morit” tutti i padrini i sindaci si possono anche dimettere tutti e costituiscono la “città dell’irpinia” con un nuovo patto costituente (altro che seccessione).

    Le associazioni ambientaliste e culturali rivendicano la presenza con propri esperti nell’attività di controllo e monitoraggio dei siti.

    Premialità del territorio attraverso progetti di promozione mirate gestite dalle associazioni di volontariato e avvio di “azioni di buona salute”.

    Per quello che ci riguarda costituzione dell’associazione ALTURA e WEB PER LA PROMOZIONE DEL

    “PARCO URBANO CITTA’ DELL’IRPINIA”

    uACC uAA
    NANOSECONDO

  3. Nella sostanza non comprendo perchè non si è passati alla costituzione dell’associazione ALTURA considerate le adesioni fin qui pervenute (12/13?). Si poteva realizzare non solo il web suil parco ma anche un centro studi che può approfondire i vari temi che ci sono difronte.

    Prima di fare bisogna pensare dopo aver pensato dobbiamo studiare e verificare le cose da fare. E’ vero la “comunità provvisoria” ha un ruolo e una funzione innovativa e certamente altra rispetto ad un’associazione di promozione sociale ma dovremmo comprendere ora se per costruire la citta dell’irpinia ed il suo parco urbano (ed unificato nei vari parchi urbani) ci può essere “utile” o no questo strumento tutto qui.

    Per questo considerato che l’emergenza dell’emergenza rifiuti ci ha fatto perdere di vista questo aspetto chiedo a tutti di “aderire” e mettere a disposizione le proprie “intelligenze creative”.

    Sto raccogliendo ancora le adesioni ad ALTURA inviate un email con i vostri dati al mio indirizzo di posta elettroncia nanosecondo54@alice.it autorizzandoci al trattamento degli stessi:

    Nome , Cognome, residenza, via, data di nascita , codice fiscale, email, recapoti telefonici.

    Uacc Uaa
    Nanosecondo

  4. ops dimenticavo….non vi dimenticate LA PIRAMIDE!

  5. con riferimento all’ultimo passaggio di enzo su questo post :

    l’amicizia e la generosità di una giornata comunitaria portano sempre frutti …
    Il prof. Biagio Cillo e i ragazzi della facoltà di Architettura, corso di Urbanistica, che sono stati qui in Irpinia domenica scorsa, vorrebbero avviare una serie di tesi di lauresa sull’idea e sul territorio del Parco dell’Irpinia d’Oriente. Come Comunità Provvisoria ci impegnamo subito a fornire dati e cartografia di base; inoltre cercheremo attraverso amministrazioni locali e comunitari di ospitare i ragazzi durante i sopralluoghi e periodi di studio sul campo.
    Studiare e conoscere significa tutelare meglio e promuovere, condividere. Domenica scorsa ho visto i ragazzi di Napoli 2 affascinati dalla nostra terra e dagli ‘affabulatori’ comunitari; erano meravigliati per gli spazi immensi e disabitati a soli 100 km. da casa. … e per le case disabitate e svendute sotto costo. Torneranno a Sant’Antonio per affacciarsi da Cairano sul mare di grano …
    Il Parco, lo abbiamo detto sin dal’inizio, per noi già c’è. Benvenuti ragazzi !

    verderosa

    28 Maggio 2008 alle 9:57 am

  6. Caro Nanosecondo, sarò anche ‘imbriaco’ ma vorrei che tu provassi lo stesso a spiegarmi il senso della tua reazione. Da quello che leggo nei tuoi scritti credo tu abbia molte possibilità di aiutarmi a smaltire la ’sbornia’.
    Con simpatia ma in trepida attesa…

    Antonio Imbriano da Monza

    28 Maggio 2008 alle 10:06 am

  7. dal Corriere della Sera di ieri 27.05.2008

    Il monito del Capo dello stato Rifiuti, Napolitano: «Non cedere mai a logiche localistiche di arroccamento» Il presidente della Repubblica non fa riferimento specifico alla Campania ma indirettamente ammonisce il partito del «no»
    Giorgio Napolitano
    Anche il Capo dello Stato si esprime sulle vicende che stanno agitando la sua Naoli in questi gironi di scontri per le discariche. Napolitano, in particolare, ne ha parlato premettendo comunque di «non voler fare accenni e riferimenti specifici a una situazione della Campania che è motivo di assillo per tutti noi». Ma seppur formulata in generale, la sua raccomandazione è sembrata riferirsi anche e soprattutto alla vicenda dei rifiuti che sta creando tensione in Campania.
    Napolitano ha detto testualmente: «Le province facciano la loro parte. È essenziale non cedere mai a logiche di arroccamento, di cedimento a pressioni localistiche, di contrapposizione fra province. Questa è una materia in cui è indispensabile il rispetto dell’autonomia di tutti in una visione regionale, unitaria e solidale». Il presidente della Repubblica lo ha detto nel Salone delle Feste del Quirinale in una udienza pubblica, rispondendo all’indirizzo di saluto del presidente dell’Unione Province Italiane Fabio Melilli.
    27 maggio 2008

    Antonio Imbriano da Monza

    28 Maggio 2008 alle 10:22 am

  8. per quanto riguarda “imbriaco” giocavo solo con il tuo nome …perchè la risposta (credo) che stia anche nel nome del presidente (napolitano) d’origine e di fatto.

    Detto questo credo che siano del tutto scontate le dichiarazioni del presidente della repubblica che proprio perchè si ispira giustamente al principio della solidarietà sull’utilizzo di questa se sono d’accordo sulla non “separazione” o alla politico del proprio orticello credo che un presidente della repubblica dovrebbe idealmente rappresentare tutti i cittadini nella unica misura del diritto in questo caso dando per socntato il fatto che tutti siamo d’accordo ad evitare il “dividi et impera” bisognerebbe chiedere al presidente della repubblica come intende tutelare le minoranze all’interno nel rispetto del prinicpio della solidarietà.

    Mi spiego meglio la stessa solidarietà oggi rischia di essere solo al servizio dei più potenti e chi la riceve deve semplicemente sottostare alla logica di questi. Invece conoscevo un’altra solidarietà (nazionale) che è quella che appartiene ed è rappresentata dalla consapevolezza di ogni uno di noi e credo che in questo momento non sia rappresentata da nessuno, neppure dal presidente della repubblica.

    Mi spiego ancora meglio napolitano e di Napoli perchè non ha rivendicato il diritto dei napoletani ad avere un’istituzione democratica che rappresentasse quel principio di solidarietà tra gli stessi napoletani di autodeterminazione di un popolo.

    C’è un libro “Mamma Marcia” di Curzio malaparte che anche se scritto molti anni fa una fotografia di napoli poi ripresa ne “La Pelle” molto attuale.

    Mi sono sempre chiesto e so anche (per essere stato iscritto in passato al PDS e al DS) che Napolitano apparteneva alla componente dei (cosidetti) “miglioristi” ed anche un pò contrario alle logiche politiche del partito da parte di Bassolino. Ora per all’ora credo che in Campania ci sia bisogno di liberare i Cittadini da quella logica di “regime” che su cui lo stesso Napolitano aveva in passato detta la sua.

    Ecco io mi aspetterei da oggi da un Presidente della Repubblica che rappresenta tutti i Cittadini e non solo una parte di essi che le sue paroli diventassero “atti”.

    L’unico atto che il Presidente della Repubblica può fare oggi non è quello di insegnarci la solidarietà ma è convocare il Premier del “Governo Ombra” e chiedergli di “decretare” lo scioglimento del Consiglio Regionale della Campania per liberare finalmente i cittadini della Campania Unita (tutti) da questo regime che dura in Campania da oltre 10 anni.

    In proposito puoi leggere: http://www.girodivite.it/CAMPANIA-LIBERATA.html

    Uacc Uaa
    Nanosecondo

    P.S. spero che non ti sei offesa per “l’imbriaco”

  9. grazie per la risposta; sai, eri stato un pò lapidario… comunque la pubblicazione successiva della lettera a Napolitano, che ho convintamente sottoscritto, immediatamente successiva al mio primo commento, mi ha chiarito ogni dubbio sulla posizione della maggior parte, almeno credo, dei comunitari.
    Non mi ero affatto offeso, comunque, avendo già capito che eri in perfetta buona fede.
    Ciao.

    Antonio Imbriano da Monza

    28 Maggio 2008 alle 12:24 pm

  10. Ecco perchè bisogna lottare contro queste soluzioni che ci vogliono imporre a tutti i costi, questo è successo, succede e succederà…
    IRPINIA LIBERA

    Rifiuti, 25 arresti indagato il prefetto Pansa. Tregua a Chiaiano
    RifiutiChiavi cronaca~ emergenza rifiutiVenticinque persone, tra cui funzionari e dipendenti del commissariato per l’emergenza in Campania, agli arresti domiciliari; una ordinanza notificata a una dei vice di Bertolaso; un avviso di garanzia inviato al prefetto di Napoli. E accuse che vanno dal traffico illecito di rifiuti, falso ideologico e truffa ai danni dello Stato. Sono i risultati clamorosi di una operazione dei carabinieri del Noe denominata “Rompiballe”, un termine mutuato dall’espressione utilizzata in una intercettazione telefonica: tra le accuse c’e’ infatti quella di aver consentito in alcune occasioni che le balle di spazzatura – teoricamente rifiuti trattati e resi cosi’ idonei allo smaltimento in un termovalorizzatore – venissero aperte, e il contenuto inviato in discarica.

    Intanto a Chiaiano la tregua tra cittadini e le forze dell’ordine regge: le barricate sono state rimosse e i rilievi tecnici sono avvenuti.

    Sono circa 650 le pagine dell’ordinanza di custodia emessa dal gip Rosanna Saraceno, su richiesta del procuratore aggiunto Aldo De Chiara e dai pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo. Si tratta degli stessi magistrati che hanno indagato sui presunti illeciti contestati nei mesi scorsi al governatore della Campania Antonio Bassolino e ai vertici dell’Impregilo, tutti gia’ a giudizio. Proprio il “monitoraggio” sulle attivita’ del Commissariato dopo la gestione Bassolino ha portato ai nuovi provvedimenti. Un colpo inferto anche alla “squadra” dell’ex commissario e attuale sottosegretario Guido Bertolaso. I titolari dell’inchiesta hanno escluso le voci su una presunta iscrizione nel registro degli indagati dello stesso sottosegretario.

    Dai capi d’accusa emerge “un sistema imperniato su una attivita’ di lavorazione dei rifiuti assolutamente fittizia”. I rifiuti che uscivano imballati dai cdr presentavano, secondo i magistrati, “identiche caratteristiche fisico-chimiche” rispetto alla spazzatura d’origine. Dall’inchiesta viene fuori inoltre che la frazione umida dei rifiuti non sarebbe stata sottoposta ad alcun trattamento di “stabilizzazione”, procedura necessaria a eliminare i cattivi odori e a “igienizzare” la spazzatura. In pratica si sarebbero persi tempo e denaro per produrre “finte” ecoballe, che in realta’ sarebbero state solo spazzatura impacchettata.

    Una indagine basata in particolare su intercettazioni telefoniche, dalle quali si evince che in talune circostanze sono state illecitamente smaltite in discarica proprio le cosiddette ecoballe: l’involucro plastico veniva lacerato, e camion e trattori passavano piu’ volte sul contenuto, al fine di far apparire il tutto come “un mero scarto composto da inerti” e dunque formalmente autorizzato per finire in una discarica.

    Il tutto avveniva alla luce del sole, sul piazzale degli impianti per la produzione del cdr. Dall’inchiesta sono emerse anche analisi false per “accompagnare” questi rifiuti nei siti di smaltimento. Per gli inquirenti si era instaurata una “consolidata e articolata rete di complicita’ all’interno della struttura commissariale” da parte di pubblici funzionari e dipendenti che violavano “i precisi compiti di vigilanza sulle attivita’ di lavorazione dei rifiuti affidata alle societa’ Fibe e Fisia”, dando direttive che di fatto violavano le ordinanze commissariali. Il tutto “con l’assoluta complicita’ di dipendenti e collaboratori” di Fibe e Fisia, che determinava una realta’ “di mancata lavorazione dei rifiuti, falsa qualificazione degli stessi e illecito smaltimento nelle discariche, con grave pregiudizio per l’ambiente e la salute pubblica”. Al centro dell’inchiesta anche le irregolarita’ riscontrate nel trasferimento sui treni diretti in Germania dei rifiuti campani.

    L’elenco degli indagati agli arresti domiciliari comprende, tra gli altri, Marta De Gennaro, responsabile del settore sanitario del Dipartimento della Protezione civile e gia’ vice di Guido Bertolaso quando l’attuale sottosegretario era commissario ai rifiuti i responsabili dei sette impianti di Cdr in Campania, l’ad Roberto Cetera e il direttore tecnico Lorenzo Miracle dell’Ecolog, l’azienda incaricata dei trasporti in Germania e il maresciallo dei carabinieri, Rocco De Frenza, distaccato presso la protezione civile. L’avviso di garanzia al prefetto Alessandro Pansa si riferisce a una ordinanza del 18 dicembre dello scorso anno, con la quale si stabiliva l’opportunita’ di regolare le prestazioni che doveva effettuare la Fibe e in cui si sarebbe omesso di indicare che la Fibe era interdetta dal trattare con la pubblica amministrazione.

    raffaella

    28 Maggio 2008 alle 12:30 pm

  11. Vi invito a scaricare su questo link il testo di una petizione alla deputazione europea a favore della raccolta differenziata e riclo dei rifiuti e non all’incenerimento.

    Sarebbe bello ed importante costruire

    “La Rete del Voglio Vedere Come Mi Tratti il Rifiuto”

    http://www.allarmerifiutitossici.org/rifiutitossici/articles/art_328.html

  12. ops …..ognuno di voi si può far promotore nella propria città e paese della raccolta di firme inviandola successivamente al Parlamento Europeo.

    Campania Liberata!

  13. Signori,
    è con piacevole sorpresa che leggo i vostri commenti,
    non mi aspettavo tanto fervore!
    Qualcuno di voi parlava di passività dei nostri cari compaesani in tanti anni di sopprusi! Terremoto, fabbriche abbandonate, soldi rubati, assenza delle istituzioni ecc…
    Io vivo a Napoli, prima per l’università poi per lavoro, sono stata a Chiaiano sabato e domenica e ho ascoltato, chiacchierato, chiesto… Ho chiesto di essere solidali con l’Irpinia, con Serre ecc… e loro già lo erano, mi hanno detto che stanno lottando non solo per Chiaiano ma per tutti, sperano di esserci al nostro fianco, sperano soprattutto che saremo noi a lottare! Vedete io credo che bisogna dire basta, di smettere di subire per delle logiche politiche che ormai non stanno ne in cielo e ne in terra, qui ne va della nostra salute e fin’ora gli italiani tutti quelli che hanno taciuto e non si sono ribellati, sono stati collusi con questo sistema camorristico di gestire l’ambiente!
    Non si può sempre essere sottomessi, dire tanto la faranno, se ne fottono di noi,
    NO basta con l’essere sempre vittime, sempre pecore? tipico diceva Verga di noi meridionali (ma sono passati un paio di secoli ormai), siamo cresciuti almeno culturalmente e allora facciamoci valere, agiamo!
    Appello di chi è al vostro fianco e in qualche modo cerca di fare qualcosa…
    grazie

    raffaella da Napoli (e da Scampitella)

    28 Maggio 2008 alle 1:27 pm

  14. SU RADIO RADICALE LA REGISTRAZIONE DELL’ASSEMBLEA TENUTA IERI -MARTEDI’ 27 MAGGIO- AD ANDRETTA

    http://www.radioradicale.it/scheda/254885/incontro-tra-sindaci-e-amministratori-dellalta-irpinia-per-discutere-la-scelta-del-governo-berlusconi-di-i

    RADIO RADICALE

    28 Maggio 2008 alle 7:06 pm

  15. questo è ciò che è scritto nel decreto firmato il 23/05/08

    Art. 9.
    Discariche

    “Allo scopo di consentire lo smaltimento in piena sicurezza dei rifiuti urbani prodotti nella regione Campania, nelle more dell’avvio a regime della funzionalita’ dell’intero sistema impiantistico previsto dal presente decreto, nonche’ per assicurare lo smaltimento dei rifiuti giacenti presso gli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti urbani e presso i siti di stoccaggio provvisorio, e’ autorizzata la realizzazione, nel pieno rispetto della normativa comunitaria tecnica di settore, dei siti da destinare a discarica”

    nell’art.9 si parla di ciò che deve essere smaltito in discarica e io leggo “rifiuti unbani”.
    sempre nell’art.9 comma 2-3 viene fatta la lista per “codici” di quello che in precedenza sono chiamati rifiuti urbani;

    ” Gli impianti di cui al comma 1 sono autorizzati allo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER: 19.12.12; 19.05.01; 19.05.03; 20.03.01; 19.01.12; 19.01.14; 19.02.06; presso i suddetti impianti e’ inoltre autorizzato lo smaltimento dei rifiuti contraddistinti dai seguenti codici CER: 19.01.11*; 19.01.13*; 19.02.05*, nonche’ 19.12.11* per il solo parametro «idrocarburi totali», provenienti dagli impianti di selezione e trattamento dei rifiuti urbani, alla stregua delle previsioni derogatorie di cui all’articolo 18.
    Ai fini dello smaltimento nelle discariche di cui al comma 1, i rifiuti urbani oggetto di incendi dolosi o colposi sono assimilati ai rifiuti aventi codice CER: 20.03.01.”
    questi codici corrispondono a :
    19.12.12:: altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, diversi da quelli di cui alla voce 19.12.11 (che sarebbe altri rifiuti. compresi i materiali misti, prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, contenenti sostanze pericolose) [cmq previste sotto]

    19.05.01: parte di rifiuti urbani e simili non compostata

    19.05.03: compost fuori specifica

    20.03.01: rifiuti dei mercati

    19.01.12: ceneri pesanti e scorie, diverse da quelle di cui alla voce 19.01.11 (ceneri pesanti e scorie, contenenti sostanze pericolose) [cmq previste sotto]

    19.01.14: ceneri leggere, diverse da quelle di cui alla voce 19.01.13 (ceneri leggere, contenenti sostanze pericolose) [cmq previste sotto]

    19.02.06: fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici, diversi da quelli di cui alla voce 19.02.05 (fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici contenenti sostanze pericolose) [cmq previste sotto]

    ed ancora:

    19.01.11*: ceneri pesanti e scorie, contenenti sostanze pericolose (tipicamente ceneri prodotte dagli inceneritori)
    19.01.13*: ceneri leggere, contenenti sostanze pericolose (tipicamente ceneri prodotte dagli inceneritori, sono considerate pericolose e vengono solitamente smaltite in discariche speciali)
    19.02.05*: fanghi prodotti da trattamenti chimico-fisici contenenti sostanze pericolose
    19.12.11*: altri rifiuti (compresi i materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti, contenenti sostanze pericolose
    ci prendono per il c…..
    ma allora mi chiedo l’emergenza rifiuti riguarda i rifiuti sparsi nelle strade di napoli
    o i rifiuti tossici che la malavita non ha fatto in tempo a sotterrare e adesso ci
    pensa il GOVERNO ITALIANO a sotterrarli.
    Quindi mi chiedo che differenza c’è tra lo stato e la malavita? c’è qualcuno sa darmi una risposta? grazie saluti a tutti i blogganti

    antonio

    28 Maggio 2008 alle 9:00 pm

  16. I magistrati hanno scritto:

    PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO
    IL TRIBUNALE DI NAPOLI
    Al Consiglio Superiore della Magistratura
    ROMA
    Oggetto: decreto legge 23 maggio 2008 n. 90. Osservazioni formulate dai magistrati della Procura della Repubblica di Napoli.
    I sottoscritti magistrati della Procura della Repubblica di Napoli, in relazione al contenuto e agli effetti derivanti per la attività giudiziaria dalla applicazione del Decreto legge 23 maggio 2008 n. 90, intendono sottoporre all’ Organo di Autogoverno dei magistrati le seguenti riflessioni.
    Le gravissime e drammatiche problematiche ambientali e sanitarie che riguardano la regione Campania, ovvero una situazione di eccezionale e perdurante emergenza, hanno da ultimo indotto il Governo ad adottare lo strumento della decretazione di urgenza.
    Negli ultimi anni, diverse indagini preliminari hanno accertato la consumazione di gravi violazioni della legge penale, tutte afferenti all’attuale sistema di raccolta, trasporto, stoccaggio, recupero e smaltimento dei RSU e di altra tipologia.
    Gli uffici inquirenti della Campania, in diverse occasioni, hanno cercato di contrastare fenomeni illegali di vario tipo, anche riguardanti le infiltrazioni della criminalità camorristica nel settore rifiuti e di individuare gravi degenerazioni amministrative e di contenere e ridurre, in ogni caso, il danno arrecato all’ambiente, al territorio ed alla salute dei cittadini.
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    Tuttavia, le norme del decreto legge n. 90 non sembrano assecondare e sostenere lo sforzo che, sino ad ora, è stato profuso dal nostro ufficio e da altri uffici inquirenti campani.
    In primo luogo, l’attribuzione – prevista in via “transitoria”, siccome legata al perdurare dell’emergenza (fissata normativamente per il 31 Dicembre 2009, ma destinata a perdurare oltre, per circa trenta mesi, come affermato dal Sottosegretario di Stato dr. Guido BERTOLASO) – della competenza territoriale al Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Napoli per i procedimenti penali relativi a reati riferiti alla gestione dei rifiuti ed ai reati in materia ambientale nella regione Campania, nonché a quelli ad essi connessi a norma dell’articolo 12 del codice di procedura penale, solleva non poche perplessità di conformità al modello costituzionale di giurisdizione disegnato dagli artt. 25 e 102 Cost. ed altrettante ne suscita quanto alla previsione della efficacia futura della azione giudiziaria.
    Viene ad essere individuata, infatti, una nuova figura di giudice – il Tribunale in composizione collegiale che si occupa delle misure cautelari personali e reali relative a reati in tema di rifiuti – che, da una parte, è straordinario, poiché temporalmente e territorialmente limitato, dall’ altra speciale, avendo cognizione di una specifica e limitata materia. Per di più tale modifica riguarda anche i procedimenti già avviati, con un mutamento delle regole nel corso del procedimento, che non può non rilevare anche in relazione all’art. 3 Cost.
    Devono avanzarsi riserve di non poco conto anche in ordine alla disposizione che prevede l’attribuzione in capo al Procuratore della Repubblica degli affari di cui al comma 1 dell’art 3 del citato decreto, anche in deroga dell’art. 2 del decreto legislativo 20 febbraio 2006 nr. 106.
    In questo modo viene ad essere dilatato il potere di gestione del Procuratore capo, in ordine alle indagini e all’azione penale, al di là del recinto normativo stabilito dalla legge 24 ottobre 2006 nr. 269, che, modificando il testo dell’art. 2 del dlgs 106 del 2006, ha introdotto il concetto di “assegnazione” dei procedimenti penali in luogo di quello originariamente previsto di “delega”. Il rischio che si prospetta è quello di vedere cancellata l’indipendenza interna e la autonomia professionale dei sostituti, prerogativa – questa – ribadita più volte dal Consiglio Superiore della Magistratura, da ultimo in occasione della stesura della Risoluzione del 12 luglio 2007 sulla organizzazione degli uffici del pubblico ministero. Invero, viene ad essere conferito al procuratore della Repubblica un ampio potere discrezionale nella gestione degli affari di cui all’art 3 comma 1° del DL citato, con facoltà di impartire qualsivoglia disposizione e direttive anche specifiche ai magistrati (non più) “titolari” dei procedimenti in materia ambientale, ma solamente co-assegnatari.
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    Risulta, altresì, che questo nuovo giudice speciale – che prescinde dall’attuale ripartizione territoriale delle sedi giudiziarie, poiché si assegna la competenza all’ufficio di procura di Napoli, e di conseguenza al tribunale di Napoli limitatamente alla fase delle indagini preliminari e della udienza preliminare – assume un potere di ius dicere che va al di là dei confini del distretto di Corte di Appello ove gli uffici de quibus sono ubicati. Questo aspetto crea non pochi problemi a livello strettamente investigativo, poiché tutti gli uffici di polizia giudiziaria dislocati sul territorio campano, anche quelli lontani centinaia di chilometri da Napoli, dovranno interloquire con un unico ufficio di procura, con il rischio che minore efficacia e tempestività abbia l’ azione di coordinamento del lavoro della polizia giudiziaria da parte del PM.
    Desta ancora enormi perplessità l’attribuzione alla procura di Napoli, in via retroattiva, dei procedimenti penali pendenti nella fase delle indagini presso tutti gli uffici giudiziari del territorio campano. Tale disposizione, infatti, da una parte contrasta chiaramente con il principio della precostituzione del giudice naturale, posto che viene ad essere effettuato un mutamento della competenza territoriale sia dell’ufficio di Procura che del giudice per le indagini preliminari e per l’udienza preliminare anche per i procedimenti iscritti prima della entrata in vigore del decreto legge; dall’altra parte, pare stridere con le finalità poste a fondamento dello stesso decreto legge (“… considerata la necessità di fornire adeguate risposte, anche in termini di efficienza, nello svolgimento delle attività di indagine in ordine ai reati commessi nell’ambito delle predette attività di gestione dei rifiuti;”), dal momento che procedimenti penali pendenti presso altri uffici giudiziari, anche se connotati da una particolare complessità, pur essendo prossimi alla definizione delle fase delle indagini, dovranno essere esaminati nuovamente dal nuovo magistrato assegnatario del procedimento, con inevitabile dilazione dei tempi di conclusione delle indagini e rischio di vanificazione della auspicata esigenza “di fornire le adeguate risposte in termini di efficienza..”.
    In quest’ ultima ottica si pongono altre disposizioni, come quelle per cui le misure, personali e reali, già disposte prima della entrata in vigore del D.L., dovranno essere oggetto di una nuova delibazione da parte del nuovo giudice speciale collegiale: con il paradosso per cui ordinanze di custodia da considerarsi stabili (cd. giudicato cautelare) – avendo superato positivamente tutti i controlli giudiziari, compreso quello della Corte di Cassazione – dovranno essere nuovamente esaminate, riaprendo così una nuova serie di impugnazioni e aggravando ulteriormente il lavoro dei magistrati, tutto ciò ovviamente a scapito della celerità e della efficienza della azione giudiziaria.
    Egualmente contraria, rispetto alla auspicata efficienza giudiziaria da assicurare, è la previsione per cui le richieste di misura cautelare ancora pendenti dinnanzi al GIP e non ancora decise dovranno passare al nuovo giudice specializzato collegiale: in tal modo si
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    renderà inutile il tempo trascorso e impiegato dal GIP per studiare gli atti in vista della decisione sulla misura e si renderanno ancora piu’ lunghi i tempi di decisione del nuovo giudice speciale, nel frattempo oberato di tutto il carico di lavoro pendente in Campania e concentrato solo dinnanzi ad esso.
    Sotto il profilo investigativo inciderà non poco sulla efficacia dell’azione il divieto per il P.M. e per la P.G. di ricorrere al sequestro preventivo di urgenza, uno dei pochi strumenti validi per la lotta contro gli inquinatori, avendo esso sempre assicurato una risposta rapida ed efficace contro i reati ambientali. Ma egualmente preoccupante e costituzionalmente illegittima per violazione del dell’art. 3 Cost. è anche la introduzione di requisiti ulteriori (necessità della gravità indiziaria e dell’incontenibilità altrimenti del pregiudizio alla salute ed all’ambiente) per la adozione di misure cautelari reali di aree destinate a discariche e siti di stoccaggio, nonché quelle ulteriori individuate dal Sottosegretario di Stato – art 3 comma VIII del decr. cit.
    Infatti, il divieto di operare il sequestro preventivo urgente consentirà, da una parte, solo il ricorso al sequestro probatorio che, come noto, presenta spazi di operatività non sovrapponibili al sequestro preventivo ex art. 321 c.p.p., dall’altra, in ultima analisi, si tradurrà in un fattore di rilevante depotenzionamento della azione di contrasto alle attività illegali posti in essere da tutti gli inquinatori del territorio e delle acque marine ed interne della regione e, quindi, anche della azione di contrasto della stessa criminalità organizzata camorristica che, in particolare nelle province di Napoli e Caserta, opera illegalmente in questo settore sin dalla fine degli anni ‘80.
    Da ultimo, non possono non evidenziarsi disposizioni che assicurano una deroga a principi generali in materia di gestione dei rifiuti informati su parametri comunitari. A titolo esemplificativo si evidenzia l’art 9 comma III del decr. cit. che effettua una assimilazione normativa obbligatoria dei cd. rifiuti combusti ai rifiuti solidi urbani (CER 20.03.01) senza possibilità di assegnare un altro codice ricompreso nel catalogo europeo dei rifiuti, ciò sulla scorta di specifiche analisi fisico chimiche. In altri termini, e solo nella regione Campania, posto che per le altre regioni italiane vige un divieto assoluto, sarà possibile smaltire in discarica un rifiuto normativamente considerato pericoloso in qualunque paese europeo – in quanto i parametri dei metalli pesanti ovvero di altre sostanze inquinanti lo indicano come tale – atteso che la nuova normativa lo equipara ad un rifiuto non pericoloso.
    Siamo assolutamente consapevoli delle responsabilità istituzionali e dei gravosi compiti che incombono sui magistrati della Procura della Repubblica di Napoli, chiamati ad assolvere, sulla base della nuova legge, compiti nuovi e difficili.
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    Riteniamo tuttavia utile, ma al tempo stesso doveroso, prospettare al Consiglio Superiore della Magistratura le nostre osservazioni in ordine ad una possibile lettura costituzionalmente orientata delle norme con le quali il decreto legge modifica radicalmente, per il territorio della regione Campania, l’assetto del procedimento e del processo penale in tema di reati ambientali nonché, almeno in parte, anche le norme dell’ ordinamento giudiziario in tema di poteri del dirigente dell’ Ufficio di Procura.
    Con ossequi.
    Napoli 27 Maggio 2008
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    raffaella da Napoli (e da Scampitella)

    29 Maggio 2008 alle 12:27 pm

  17. @raffaella, vedo che ci assomigliamo, anch’io abito a napoli ma sto spesso a bisaccia, se ti vuoi confrontare, fatti sentire su sergiogioia@virgilio.it

    sergio gioia

    29 Maggio 2008 alle 11:04 pm


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