i manovali di berlusconi
ieri napolitano ha esternato di nuovo: non bisogna lasciare i rifiuti in mezzo alla strada … è una follia dare fuoco ai cassonetti, bisogna essere solidali … gli abitanti delle zone scelte come discariche non devono protestare. non sono certo dichiarazioni che brillano per originalità e coraggio.
nessun cenno ai sindaci che continuano a non fare la raccolta differenziata.
insomma napolitano fa il manovale di berlusconi.
è al lavoro una grande squadra di manovali. spicca anche il realacci del pd, ex legambiente.
questo signore dice che voleva difendere i piccoli paesi e adesso difende chi i piccoli paesi li vuole uccidere.
il lugubre pagliaccio a napoli ha confermato la scelta della linea dura, ma lui di rifiuti ne sa quando io so della lingua mongola.
sono ignoranti e presuntuosi. chi non l’ha fatto firmi la lettera al presidente, magari prima di mandarla ai giornali rivediamo qualcosa, ma non si può assistere inermi a questo scempio della verità e della democrazia.
parlatene, parlatene agli amici, portateli qui e fateli leggere _armin
Caro Franco, siamo nella merda. Io non vedo spiragli. Ci restano solo le parole. I fatti sono cosa loro. Il nostro tempo non ci spetta, e non ci rispetta. Siamo estranei a casa nostra, extracomunitari che camminano sulla terra da abusivi col foglio di via. Perché il passato è sempre meglio di questi nostri tempi senza fede, di questi governanti della vergogna, i bipartisan della (di)gestione del consumo ecoballista e moralmente compatibile, i farisei mestieranti del profitto e del malaffare normalizzato? Niente per loro è indisponibile, i beni di tutti, le risorse della natura, la terra, sono il loro campo di battaglia. E’ la democrazia bellezza! Vogliono le cose a portata di mano; e quando la mano si allunga non ci devono stare ostacoli di mezzo. Ce le avranno, non ci sono dubbi. Loro hanno la forza per toglierci di mezzo, noi no. E non ci credo che noi siamo senza colpe. Proprio no. Siamo marci pure noi. Torniamo a casa e nel tinello teniamo i fiori di plastica, e le passeggiate paesologiche ce le facciamo davanti al televisore. Quanto erano più seri gli antichi in queste dichiarazioni di principio e di fatto. Loro facevano governare i filosofi, noi i pagliacci. Quando la terra era sacra c’era un’ecologia vera, che era pratica e simbolica. !6 generazioni, solo 16 generazioni di boria modernista e di illusioni democratiche ci separano dagli antichi, gli antenati nostri, i capostitipiti aristocratici di questi intellettuali macchiettisti della magna grecia, sti debosciati dell’olocrazia monnezzara che è l’apoteosi della repubblica del magna magna! Allora anche i Presidenti ulivisti quando non erano rincoglionito riformisti e degenerati parolai, dicevano e facevano cose davvero con i cazzi, cose vere che parlano di un amore per i luoghi e di una sacralità della terra che viene prima di tutto. Ci sono parole che erano regole, regole che ancora fanno rimescolare il sangue: “Se qualcuno avrà sradicato o avrà abbattuto un olivo, sia di proprietà dello stato sia di proprietà privata, sarà giudicato dal tribunale e se sarà riconosciuto colpevole verrà punito con la pena della morte”. Aristotele, Costituzione degli Ateniesi: che rigore, che serietà. Per certe cose sono regno indisponibile della natura bisognerebbe uccidere e farsi uccidere. Fanatici e intransigenti. Ma questi no sono tempi. Meglio le nostre ipocrisie parolaie, i lavacri di coscienza che lasciano intatta la puzza impotente che ci portiamo addosso.
Nell’inceneritore, se c’avessimo ancora un poco di fegato dovremmo passarci loro, i nostri governanti di questa democrazia polverosa e incancrenita. Un giusto olocausto di stronzi. Polvere erano e polvere termovalorizzata tornerebbero ad essere. L’aria sarebbe pulita, la terra netta. Amen.
Mauro F. Minervino
31 Maggio 2008 alle 3:18 pm