Sarò breve ma oscuro!
Spezzando la monotonia dei giorni, la polemica, insorta speciosamente intorno alle ipotetiche ‘censure’ di alcuni scritti o scrittori, mi ha fatto regredire (non fisicamente purtroppo) alla mia fanciullezza.
Ho creduto che la macchina del tempo, e i necessari settaggi, avessero effettivamente funzionato. C’erano tanti bambini che giocavano sulla spiaggia, quelli rinchiusi in una stanza, quelli per strada, quelli inseguiti dalla mamma che tentava di farli mangiare, e quelli che in un cantuccio frignavano sbattendo il piedino per terra invocando papà. Dietro di me c’erano quelli che si occupavano del bello, dei colori, degli odori, della stanza in cui erano rinchiusi, della natura, degli uomini e dei loro errori.
Io in mezzo a loro, con la scarpe sfrantumate dalla fatica di seguirmi nei miei giochi, giravo su me stesso e li guardavo come in un film. Non vedevo i papà. Solo bambini e mammine.
Poi con calma ho pensato che dovevo essere diventato improvvisamente o molto stupido o molto sfortunato (i due casi non si escludevano a vicenda e forse convivevano da tempo). Possibile che (parafrasando il poeta) io abbia attraversato la Comunità Provvisoria “e non abbia riconosciuto un essere umano”?. Possibile che le affermazioni e le annotazioni salaci di tanti e credibili frequentatori del blog mi fossero sfuggite, dimostrandomi di essere effettivamente stupido?; oppure ero precipitato nella congrega (forse combriccola sarebbe meglio) radunatasi strumentalmente intorno a un nuovo mezzo di comunicazione con l’unico obiettivo di circuire o strumentalizzare tutti i bravi fanciulli come me?
A pensarci bene significherebbe che: tutti quelli che sul blog continuano a scrivere, risultano essere fessi e circuiti (e non dovrebbero più farlo per la loro reputazione), mentre quelli che non scrivono, perchè il blog è “brutto sporco e cattivo”, vorrebbero invece ardentemente farlo, e si lamentano che sono censurati, che sono isolati, che non sono ascoltati, che non sono seguiti.
Se ne deduce che vorrebbero essere immediatamente “fessi e sfortunati come me” e non più intelligenti e lungimiranti qual sono. Ho imparato dal mio buon maestro elementare (il maestro, come tutte le altre cose ‘è utile all’uomo’), che nell’estenuante e dolorosa ricerca del perché delle cose, non ci si avvede certe volte di avere l’evidenza sotto gli occhi. Il mio maestro elementare, che é qui a fianco a me, figuratamente, mi suggerisce di esporre le mie ragioni avvisandomi però che per farlo e per farmi capire devo restare fanciullo, innocente, cretino, anzi col concreto rischio di permanere per sempre in tale condizione reale.
Se invece voglio sopravvivere alla tempesta, basta che imbocchi lo ’stargate’ e torni ad essere un uomo ipocrita come sempre, come la vita richiede.
Ebbene vedo di articolare bene i pensieri, del resto sono ancora fanciullo e mi dovrete perdonare:
a) La rete per sua natura e struttura, cambia la vita alle generazioni che con essa convivono. Senza addentrami nella filosofia della rete (nella quale come fanciullo ingenuo sono purtroppo ferrato), dico solamente che essa è basata su un concetto molto semplice ma non molto diffuso che gli inglesi chiamano ‘trust relationship’ e che potrei (molto, ma molto) liberamente tradurre in “vera relazione di stima”;
b) Tale banale assunto implica che ogni essere umano che si mette in relazione con la rete e la usa, accetta implicitamente o inconsciamente, di ’stimare’ (in senso stretto) chiunque incontri nella rete (che a sua volta ha già accettato).
c) E’ banale capire che nessuno si metterebbe in relazione con altri, ovviamente, se non ‘li stimasse’. Sarebbe infatti difficile essere in rapporti con chi si disistima, con chi si rifiuta aprioristicamente!
d) Perdendosi il rapporto di fisicità tra le persone (nell’uso della rete), in questi rapporti di stima resta solo ciò che è “afisico”, nel senso di ’separato’ non di ‘privo’;
e) Significa che ogni (ogni !!!) legame con ciò che ha attinenza con la fisicità: in particolare la violenza (nelle sue varie forme) non ha senso, perché dimostra l’incapacità di comprendere e accettare che non si è più nel mondo ‘reale=fisico’ (e la violenza ha bisogno di fisicità), ma in un mondo ‘diverso’ che usa ’strumenti diversi=la rete’ e che mette in relazione ‘uomini diversi’ nel senso che hanno abbandonato (o stanno per farlo) ogni educazione alla fisicità ricevuta per anni, e sono entrati in una ‘dimensione di stima afisica’ dell’altro da sé!.
Qui mi fermo se no mi imbroglio!
Ora possiamo comprendere ciò che è accaduto: in un mondo afisico (la rete, il blog), alcuni fanciulli capricciosi non comprendendo il mezzo e la natura del mezzo usato per esprimersi, ancora fieri e prigionieri della loro educazione ai rapporti ‘fisici’ (cioè anche alla violenza) hanno tentato e tentano di introdurre elementi di fisicità attraverso l’uso spregiudicato dell’insulto, dell’ingiuria e della sfida, mediante i loro scritti nel blog.
Badate bene, non ‘chiedono’ di essere ascoltati ‘lo pretendono’, non ‘chiedono’ di partecipare ‘lo pretendono’, non ‘chiedono’ di esporre le loro ragioni ‘lo pretendono, non ‘chiedono’ di essere credibili ‘lo pretendono’ e facendo questo non comprendono che la rete ed il nostro blog, per loro natura, non sono il loro mondo!! Potremmo dire che sono ‘fuori dal mondo!!’
Non si rendono conto, a causa del loro modo di comunicare, che sono già degli esclusi! Filosoficamente e fisicamente esclusi in quanto sono ‘analfabeti del mezzo di comunicazione’.
Viceversa, per questa evidenza, e nel tentativo che quanto prima capiscano, il mondo dei fanciulli ‘virtuali’ accetta compassionevolmente che ancora insultino, esponendosi purtroppo all’antica arte della inversione dei ruoli (tanto di moda nel mondo fisico): osservando con superficialità ciò che accade, sembra che chi blocca simili vituperi sia ‘censore=persecutore’ e chi insulta sia perseguitato.
E’ solo autodifesa! Cercate di capire: non sapete usare lo strumento, quindi siete pericolosi; non parlate la nostra stessa lingua e quindi non vi capiamo (e non giudichiamo i contenuti ma i modi!); non è che non vi vogliamo ma dovete adattarvi alla nuova realtà e lo dovete fare quanto prima, per non essere ’separati’ ‘allontanati’ ’segregati’ ‘censurati’ o come diavolo vorrete inventarvi.
Tutti noi non dobbiamo ma possiamo essere presenti sul blog senza sentirci obbligati a dire, a leggere, credere, scrivere, riverire. Viceversa nell’essere presenti nel blog non possiamo ma dobbiamo usare estrema cautela ed educazione . Nella rete l’educazione e la moderazione dei modi (non dei contenuti) non sono opzional sono un obbligo dettato dal mezzo.
Ai miei occhi rappresentate solo una sorta di ‘integralisti dell’opinione’, ‘parlatori da pulpito non da riunione’. Ma il blog non è un altare dal quale ‘ipse dixit’ e chi non ‘crede’ è cattivo (altra distinzione del mondo reale=fisico=violento). Nella rete non si può ‘imporre’ che si debba credere. La fede, nella rete, nasce da un’altra educazione!!
Nasce dalla disponibilità incondizionata ad accettare che intorno alle cose che diciamo possa piombare il silenzio, e che siano considerate ‘cazzate’ anche quando per noi sono ‘il sale della terra’. Questa è ‘la vera relazione di stima!’.
Il mio amato maestro dice che basta, che devo immediatamente tornare ad essere l’adulto che sono, vuole accompagnarmi a comprare un gelato fisico e meritato!.
Ah! un’ultima cosa: (cito) “chiudete le finestre che qua fuori è un brutto mondo!”
EnzoLuongo