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Installazioni e provocazioni

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Comune di Tradate, provincia di Varese, un edificio abbandonato diventa la “Casa del malconsumo”, installazione “shock” del fotografo Moreno Di Trapani: rifiuti provenienti dal ciclo della raccolta differenziata trabboccano dalle porte e dalle finestre della struttura.

Sull’ installazione,il sindaco leghista di Tradate, Stefano Candiani, afferma:

«Abbiamo pensato a una provocazione forte per scuotere le coscienze, per far capire che il problema dei rifiuti è un problema reale…»
«…Tradate deve migliorare la propria percentuale di raccolta differenziata, ferma al 45% questo servirà a far capire dove andremo a finire se non prestiamo maggiore attenzione a come differenziamo i rifiuti. Dobbiamo arrivare almeno al 60 per cento in breve tempo».

Nel varesotto Tradate non è considerato un comune virtuoso per la gestione dei rifiuti, tanto da fare affermare al vicesindaco Vito Pipolo, originario di Altavilla Silentina (SA): «…il comune di Salerno, per la felice gestione del ciclo-rifiuti, potrebbe essere uno dei comuni della provincia di Varese.» La provocazione è in risposta all’ipotesi avanzata dai verdi locali di considerare Tradate in provincia di Napoli e di multare i comuni che non raggiungono la soglia media provinciale di raccolta differenziata del 53,8%.

Il parere di Oliviero Toscani sull’installazione in un intervista:

Cosa pensa dell’efficacia dell’installazione?
«È tutto molto bello, ma non è reale. È l’arte per la gente per bene. L’idea è sicuramente efficace, l’estetica va benissimo. Diciamo che è mancato il coraggio, il vero significato all’iniziativa».

L’installazione di Tradate raggiunge il messaggio?
«Anche se si ferma all’estetica sì. È come una bella donna vestita molto bene, ma che non sa parlare. L’opera di Tradate è vestita molto bene. L’arte deve avere coraggio e non giustificarsi. Non essere andati fino in fondo e come giustificarsi. Per questo dico che non è un vero “shock”».

Ma dove finisce la realtà e dove inizia l’arte?
Non sarebbe stato meglio organizzare una mostra fotografica sull’emergenza campana o importare dei veri rifiuti campani e metterli in bella mostra in una discarica varesina o in piazza?

Quello che è certo è che i rifiuti campani non sarebbero potuti passare attraverso il comune di Tradate data l’esistenza di un’ordinanza comunale del gennaio di quest’anno, emessa, con non poche polemiche, immediatamente dopo che il presidente della regione lombardia Formigoni si era reso disponibile ad accogliere una parte dei rifiuti campani. Tale ordinanza vieta il transito di camion che trasportino rifiuti non provenienti dal territorio lombardo e non differenziati, pena una multa di 500 euro.

Cos’è più provocatorio? L’installazione o l’ordinanza sindacale?
E se il leghismo fosse un movimento artistico prima che politico?
Forse è per questo che molte sue manifestazioni si ha difficoltà a comprenderle, ci mancano gli strumenti per interpretarle.

foto installazione | cavicchi - davidesalerno
foto rifiuti campania | nataleadaversa - Marco Del Sorbo (flickr)

Installazioni e provocazioni

 

Written by verderosa

6 Giugno 2008 a 9:43 pm

2 Responses to 'Installazioni e provocazioni'

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  1. Uee ….avete visto che è diventato pedagogico far “vedere” la munnezza. E qui non centra niente la seccessione.

    La Piramide, la Piramide, costruiamola subito, adesso con le eco balle …facciamolo vedere non nascondiamoli più vi prego. Così si arricchiscono solo i cammorristi, gli imbroglioni ed i politici corrotti, ecc

    Questa è arte contemporanea “trasformare il negativo in positivo”.

    A chi aspettiamo?

    La provocazione più grande oggi sarebbe non fare niente e continuare a mirare il paesaggio!

    uacc uaa
    Nanosecondo

  2. Lo stesso Oliviero Toscano nella sua intevista (critica) dice: «Secondo Sartre la mediocrità è quando ci si ferma all’estetica dell’opera e non si va a fondo della condizione umana. Sarebbe stato davvero fantastico realizzare l’opera con dei rifiuti veri, di tutti i tipi, non solo quelli che non puzzano. Qui sarebbe stata raggiunta anche la perfezione artistica, il vero completamento dell’opera, il vero “shock”. Il tutto naturalmente sarebbe stato allestito solo per un paio di giorni, ma sarebbe sicuramente bastato».

    Solo sull’ultimo concetto non sono tanto d’accordo con Oliviero Toscano sulla “temporalità” “la piramide” deve essere eterna a simbolo proprio di una “condizione umana” …a ragazzi gli egiziani ci insegnano…….facciamo anche di quest’atto artistico un atto pedagogico, per il futuro dell’umanità e/o delle disumanità: obiettivo rifiuto zero, sempre!

    Uacc Uaa
    Nanosecondo

    P.S. sta cosa mi piace proprio

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