COMUNITA’ PROVVISORIA . paesi .. paesaggi … paesologia

comunità paesologica per una regione del sud interno, dal Pollino alla Maiella

UN LUOGO PER CHI CREDE

con 67 commenti



La comunità provvisoria è nata per rivoluzionare la maniera di percepire gli uomini e le cose, per dare attenzione ai luoghi più affranti, più sperduti. 

Non è, non può essere una casa per tutti.

È un luogo per chi crede che il parco dell’Irpinia d’oriente può essere il primo parco italiano in cui si sperimenta un nuovo modo di stare in occidente.

È un luogo per chi crede che oggi l’arte è la prima via per indagare e orientare il mondo.

È un luogo per chi crede che i paesi sono un patrimonio straordinario, non per le bellezze che contengono, ma per il fatto che sono paesi, cioè luoghi con un loro carattere unico, irripetibile.

È un luogo per chi crede che i rifiuti vanno gestiti da chi li produce e che le discariche (se proprio si vogliono fare) non vadano fatte nei luoghi meno abitati.

È un luogo per chi crede che l’Irpinia nella sua storia non ha mai avuto dirigenti politici che hanno creduto veramente in questa terra.

È un luogo per chi crede che uno come Angelo Verderosa sarebbe un ottimo presidente della Provincia.

È un luogo per chi crede gli attuali dirigenti delle asl e dell’ente turismo (solo per fare qualche esempio della ricca fauna di parassiti che continuiamo ad alimentare con la nostra indifferenza) sono persone che dovrebbero essere mandate a casa.

È un luogo per chi crede che i partiti sono solo una delle forme per partecipare alla vita civile. La politica migliore è tutta da inventare e sono da inventare i luoghi in cui si possa fare.

È un luogo per chi crede che chi non legge e non studia è un miserabile che rende miserabile anche la vita degli altri.

Il credo potrebbe continuare a lungo, ma preferiscono che magari siano altri a continuare.

armin  

 

Written by Arminio

11 Giugno 2008 a 2:09 pm

Pubblicato in a Franco Arminio

67 Risposte

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  1. Io ci credo, armin.
    E sono anche convinto che Angelo VEREDEROSA sarebbe un ottimo Presidente della Provincia. Ho qualche perplessità rispetto al Partito Democratico…. Non ci credo, come non credo negli altri partiti. Ci vorranno anni prima che gli attuali partiti possano evolvere al punto di permettere a me una qualche collocazione.
    Nel frattempo credo nelle iniziative civiche (non nel modo di Grillo) che partano da quei cittadini più motivati eticamente e più attaccati affettivamente alla loro terra.
    Non contro la Politica ma a favore della Politica Vera.
    A Sant’Angelo dei Lombardi, io credo, qualcosa, alle ultime elezioni amministrative due mesi fa, è accaduto. La gente ha preferito votare per chi non faceva le solite promesse elettorali o tentava ricatti clientelari, ma per chi proclamava affettività per il paese e prometteva solo un impegno, con la partecipazione di tutti, nell’interesse vero della comunità.
    Saluti comunitari!
    A tutti, Armin che ancora non conosco ed Angelo in primis.

    Antonio IMBRIANO da Monza

    11 Giugno 2008 alle 2:59 pm

  2. credo nel Parco d’Irpinia d’Oriente come il primo parco italiano dove sperimentare un nuovo modo di stare in occidente
    …e credo nel continuo delle cose elencate
    vorrei aggiungere
    un luogo dove poter conoscere paesi fino ad oggi, ancora, dimenticati, poterli vivere almeno un pò
    un luogo dove poter scoprire rime inedite o irraggiungibili, che pure ci consolano l’anima
    un luogo dove si può credere di combattere la camorra.. piovra malvagia ..e spezzare i suoi tentacoli affinchè non arrivino ovunque
    un luogo dove credere che l’Irpinia è una terra piena di risorse che aspettano di essere valorizzate
    un luogo per sconfiggere la solitudine e l’indifferenza..
    con saluti affettuosi a tutti
    f.g.
    (moderare)

    fiore

    11 Giugno 2008 alle 5:58 pm

  3. Caro Franco,

    vedo che si riprende il dibattito sulla Comunità Provvisoria. Bene. Spero sia soltanto l’inizio di una lunga discussione sul passato, presente e futuro di un organismo piccolo (niente esagerazioni), ma interessante se sa inventare davvero un rapporto nuovo tra gli abitanti e il loro territorio. Spero di dare in seguito un mio contributo più corposo alla discussione (la famigerata seconda puntata di “Comunità Provvisoira: un organismo già finito?”).

    Per ora posso soltanto rispondere ai tuoi quesiti e magari, in seguito, aggiungerne altri.

    In ordine.

    Sì, va bene la Comunità Provvisoria può avere un rapporto nuovo con le cose e le persone, a condizione che si capisca che finora non è stato sempre così. Si sono spesso percorse strade vecchissime, sia nel rapporto con le persone che nel rappoorto con i territori. La democrazia, che è per definizione oggi “democrazia diretta” oppure non è altro che burocratica routine, è una bestia difficile. Bisogna imparare l’orizzontalità dei rapporti, i tempi collettivi, la cura delle persone e, di conseguenza, delle cose. Insomma una pratica non solo lontana dalle consuetudini sociali e politiche di oggi ma anche non troppo di casa nel piccolo mondo della Comunità Provvisoria.

    La C.P. non è e non può essere una casa per tutti. Per la verità all’inizio non è stato così. Sono stati invitati “tutti”, intesi come culture e comportamenti spesso opposti.
    Non sarebbe stato (e non è stato) un errore, a condizione di avere però una pratica molto delicata nel gestire l’organismo. Spesso non è andata così.
    Tuttavia oggi si può accettare la regola della “Casa non per tutti”. Una casa dove c’è un minimo comun denominatore tra i suoi membri, per esempio una “linea” progressista che metta insieme, per dirla con il vecchio linguaggio della politica e della cultura del passato, le tre anime del progressismo italiano, quella del cattolicesimo democratico e di sinistra, quella dell’azionismo e laicismo liberal-socialista, quella della cultura comunista. Naturalmente il tutto va miscelato nella logica “non politica” o di “politica nuova” di questo organismo particolare che si chiama Comunità Provvisoria.

    La C.P. può essere il luogo in cui si vive in modo nuovo il Parco dell’Irpinia d’Oriente? Sì, ma solo a condizione che si sappiano alcune cose: 1) i parchi sono una cosa vecchissima, ce ne sono a decine in Italia e funzionano come funzionano; 2) per queste ragioni l’idea del parco è una buona idea ma non una grande idea (le grandi idee sono altre, anche per il nostro territorio, ma adesso non c’è lo spazio per parlarne); 3) la spia della novità con cui si può vivere in modo nuovo un parco è quella della sostituzione delle vecchie istituzioni con la nuova istituzione-parco. Se questo non avviene non solo non si apre nulla di nuovo ma si moltiplica la “corruzione” in cui siamo sommersi.

    Sì, caro Franco, l’arte è sicuramente una strada di perlustrazione del nuovo come nessun’altra, soprattutto in un periodo di crisi come l’attuale. Ma anche quì la cosa è molto delicata e per palati sensibili. Bisogna stare attenti affinché non diventi la grande invenzione degli uomini per cambiare il mondo. Sarebbe una grande illusione, perchè l’arte è certamente un ottimo consumo (il migliore dei consumi) ma non può cambiare il mondo; questo, per quanto mi riguarda, è compito di un’altra grande invenzione umana, cioè la politica.

    I paesi oggi possono essere una grande occasione a condizione che vivano “dentro la storia” del nostro tempo. Un tempo di cultura e costumi “metropolitani”, di civiltà “metropolitana”. Cosa vuol dire? Che i paesi hanno un futuro se diventano, in modo del tutto nuovo, “città”. Cioè agglomerato diffuso di borghi e spazi verdi ma in un’unica rete collettiva di comportamenti e programmazione (il Nuovo Municipio, con cui ho finora rotto le palle abbondantemente). Occorre una vasta discussione in merito, ovviamente.

    D’accordo sui rifiuti, ma non dimentichiamo che la lotta per il Formicoso continua, in qualsiasi modo uno voglia farla. Tra l’altro non è forse sbagliato riprendere un viaggio nella memoria del passato (mi riferisco a dieci anni fa), anche per capire che nulla accade a caso. I vecchi articoletti che scrivevo per Il Manifesto dieci anni fa sulla lotta contro la discarica sul Formicoso forse possono essere utili per capire cosa si muoveva allora e quanta maturità c’è nei nostri luoghi (ho lasciato il materiale a Enzo Luongo che dovrebbe metterlo a breve sul blog).

    Non so se l’Irpinia non ha mai avuto dirigenti che hanno creduto nella loro terra.
    Non penso sia del tutto così. Penso piuttosto che ci hanno creduto a modo loro. Ma se si vuole un modo nuovo di credere nella propria terra e nella propria gente questo non può nascere che da una visione del tutto diversa dei rapporti tra le persone. Una visione “orizzontale”, in cui si condividono non le idee soltanto ma la vita delle persone (del popolo), i loro tempi, i loro sogni, i loro dolori. Non è una cosa facile, è quel che si chiama rivoluzione. Una cosa difficile, ma l’unica che ci vuole.

    Non so se Angelo Verderosa sarebbe un ottimo presidente della Provincia. Penso di sì, ma che c’entra questo con la Comunità Provvisoria? Mica la C.P. nasce per sponsorizzare cose del genere? Meglio soprassedere, non si sa mai, magari si ricomincia a utilizzare in modo “improprio” la C.P. (si sa, la carne è debole). In ogni caso se uno dicesse di me che potrei essere un ottimo presidente di una provincia gli risponderei così: “Togliti davanti ai coglioni, la prossima volta questo lo dici a tua madre e a tua sorella!”.

    Sì, tanti parassiti della politica e del sociale dovrebbero non occupare i posti che occupano. Ma l’espressione “mandare a casa” non mi piace. Sa di capro espiatorio.
    Se vogliono, le persone possono costruire cose migliori, mettersi insieme, “egemonizzare”, non perdere tempo con i “potenti” di qualsiasi specie, e vincere, perchè nessun potente resiste all’autogoverno popolare. Invece spesso le dimissioni servono a “calmare” il popolo, a dargli un contentino per proseguire poi nel modo consueto o con qualche aggiustamento ipocrita.

    “La politica migliore è tutta da inventare”: ottima cosa, Franco. Soltanto dobbiamo stare attenti, perchè tra il dire e il fare… .

    Sulla lettura e sullo studio ci andrei un po’ cauto. E’ una bella e utile cosa sia chiaro.
    Però spesso gli studiosi sono tra i più pallosi e devitalizzati “animali” che io conosca.

    Mi fermo qui, per ora. Poi, se prosegue il dibattito, cercherò di aggiungere altro.

    Soltanto, come post scriptum, un’ultima cosa: a noi (alla C.P.) conviene andare avanti
    in modo “disordinato” per un altro periodo. Altra strada non vedo adesso. Poi, magari a fine estate, possiamo, dopo altre discussioni “chiarificatrici” (si spera), e ovviamente altri incontri, trarre qualche bilancio e prendere qualche decisione.

    Con affetto
    Michele Fumagallo

    michele fumagallo

    11 Giugno 2008 alle 6:32 pm

  4. questo post di michele mi pare esemplare.
    ci sono stanti spunti.
    in attesa di altri interventi
    voglio ribadire solo una cosa su angelo verderosa:
    io lo penso veramente che uno come lui sarebbe un ottimo presidente della provincia.
    noi dobbiamo uscire dall’idea che siamo marginali, su questo si sbaglia anche michele.
    la verità è che il nostro discorso è fin troppo centrato e abbiamo energie da vendere.
    il guaio è che le usiamo male.
    armin

    francoarminio2

    11 Giugno 2008 alle 7:29 pm

  5. carissimi, vedo che dopo giorni di latitanza avete gana di sfrucoliare
    e allora permettetemi di scrivere dove vedo i comunitari che conosco e che frequentano questo blog;
    in provincia mi porterei, come persone di massima competenza, onestà e fiducia:
    Antonio Imbriano alla Sanità Mentale per ex-amministratori caduti di poltrona;
    Enzo Luongo alle Energie alternative, agricoltura dura e foreste eoliche;
    Luca Battista alla De-Urbanistica, demolizioni, tagli e piantumazioni;
    Gianni Fiorentino alla Decrescita Felice;
    Antonio Luongo, mio amico fraterno, alla promozione turistica; il fatto che è un milanese emigrato a Cairano, è già di per sè slogan, logo, mascotte, testimonianza, invito, promo, ecc.

    Roberta Gimigliano la vedo bene come Rettore all’Università della Campania
    Rocco Quagliariello all’ ASCT ex ASL, Azienda per la Salvezza del Corpo e del Territorio
    Enzo Maddaloni a capo della confraternita di Altura e presidente della prima comune dell’Irpinia d’Oriente
    Sergio Gioia alla presidenza del consorzio trasporti con preghiera di istituire una linea di autobus a pedali napoli-bisaccia con frequenza ogni 5 minuti
    Stefano Ventura, responsabile della comunicazione intra-extra-over comunitaria
    aspettate, arrivano … eccoli :

    Franco Arminio alla Presidenza del Consiglio dei Comunitari Irpini, Italiani e dell’Umanità intera;
    Dario Bavaro alla Presidenza della Repubblica delle Arti e del Sogno
    Alfonso Nannariello, direttamente al Vaticano
    Serena Guadino, corrispondente da Mosca
    Adelelmo (Adelelmo), ministro del Silenzio

    chi manca ?

    Michele Fumagallo…
    l’incarico glielo proporrò solo al compimento dell’agognato anno comunitario !
    sperando che non mi risponda così: “Togliti davanti ai coglioni, la prossima volta questo lo dici a tua madre e a tua sorella!”.

    saluti dal presidente

    verderosa

    11 Giugno 2008 alle 7:50 pm

  6. a proposito di presidente della provincia, riceviamo e pubblichiamo:

    La Lioni -Grottaminarda è diventata una storia infinita e non se ne vede la fine.
    In questa consiliatura provinciale, che ormai volge al termine, abbiamo parlato tante volte della Lioni – Grottaminarda ma risultati concreti, ad ora, non se ne vedono.
    Nelle stanze del potere napoletano tutto diventa difficile quando si tratta di decidere per l’Irpinia, specialmente in termini di infrastrutture che possono servire, forse, a “provocare” un minimo di sviluppo per la Provincia di Avellino.
    In Provincia di Avellino è tutto il sistema di collegamenti che è inesistente ed i ritardi delle istituzioni regionali e nazionali sono sotto gli occhi di tutti.
    Da vari decenni si sente parlare della realizzazione della strada di collegamento Contursi-Caianiello ma tutto è quasi come prima.
    L’Autostrada Napoli-Bari che attraversa l’Irpinia non è certamente stata un volano di sviluppo per le nostre aree; questo asse viario è servito soltanto a collegare i due mari ma lungo quella direttrice non è sorto niente di positivo.
    Una proposta valida sarebbe quella di eliminare il pedaggio autostradale per la tratta afferente al territorio irpino fino a Candela e consentire l’apertura di altre uscite quali quella tra il casello di Vallata e quello di Grottaminarda nel territorio di San Sossio Baronia. Questo casello sarebbe una grande occasione di sviluppo per tante zone dell’Arianese , della Baronia e della Puglia e potrebbe garantire un vero e nuovo benessere per quelle aree.
    Senza poi contare che la Provincia di Avellino è forse l’unica se non l’unica in Italia a non essere collegata con ferrovia con il resto della nazione. Infatti se si vuole raggiungere Milano, Torino e comunque tutta l’Italia bisogna portarsi, con trasporto su gomma, alle stazioni di Napoli o Foggia o Salerno.
    E sull’Alta Velocita e sull’Alta Capacità, ovviamente, si sono fatti tanti convegni anche forse per consentire la passerella ai politici e politicanti di turno; si è scritto tanto mentre la Provincia di Avellino è ferma al museo itinerante della linea Avellino-Rocchetta Sant’Antonio.
    Fino a quando durerà questa situazione? Le future generazioni irpine, se nel frattempo non emigrano, avranno mai la possibilità di usufruire di servizi di collegamento, specialmente ferroviario, a livelli accettabili, a livello di cittadini europei?
    Da Napoli, oltre all’immondizia oltremodo inquinata, possono mai arrivare cose positive per l’Irpinia?
    Anche l’argomento trasporti ci induce a riflettere che in una Regione diversa dalla Campania tutto sarebbe sicuramente più fattibile e più positivo per l’Irpinia.

    da
    dott. Erminio D’Addesa, Presidente del Consiglio della Provincia di Avellino
    a Comunità Provvisoria
    11 giugno 2008

    - – -
    Caro Erminio, nel caso di una mia Presidenza, come auspicato da Franco, non esiterei a
    riconfermarti alla Presidenza del Consiglio proviniciale; ultimamente stai facendo bene; se frequentassi un pò di più la Comunità Provvisoria potresti passare anche alla Ragione …

    verderosa

    11 Giugno 2008 alle 8:30 pm

  7. chiedo scusa per il precedente commento; deve intendersi Regione e non ragione

    verderosa

    11 Giugno 2008 alle 8:33 pm

  8. Comunità provvisoria:
    -sai tu, cosa ti fa maggiormente soffrire?
    sono tutte le insoddisfazioni, le esitazioni,
    i conflitti in te stessa, tra:
    ciò che tu desideri e quello che possiedi,
    ciò che tu vorresti essere e quella che sei,
    la tua sete di sapere e il tuo mistero, i misteri dell’Irpinia d’oriente e del mondo.
    la tua frenesia di felicità e la sofferenza sotto tutti i suoi aspetti,
    la tua nostalgia di grandezza morale e il male che è in te, attorno a te,
    la tua sete di bellezza e gli insuccessi, i limiti dell’Hirpinus…
    ciò che ti fa soffrire è la tua imperfezione, la tua incompletezza.
    antonio luongo

    antonioluongo

    11 Giugno 2008 alle 8:54 pm

  9. eh, bei proposito quelli di franco… io condivido con lui il titanismo delle intenzioni…i progetti devono essere smisurati, quasi incontenibili dalle parole… tuttavia nella comunità provvisoria, quando ci vado, trovo veramente attuati o perseguiti questi progetti? a che si riducono, in questi commenti, a voler occupare posti amministrativi ? (e qui conconrdo cone le perplessità di michele fumagallo). ma è veramente possibile poi proporne degli altri senza partire da una reale, rigorosa rielaborazione del modo di percepire il mondo?. e qui non concordo con michele fumagallo. l’arte – franco usa questo termine sintetico per comodità – non è un passatempo, è la tecnica per percepire il mondo da un altro punto… e ogni evoluzione umana è consistita sempre in questo spostamento, o più ampiamente in uno spostamento culturale. ogni politica davvero nuova non può che partire da questo spostamento, altrimenti resta un giorco di strategie, un puro rimescolamento, resta insomma quella cosa intuile che ha fatto veltroni.

    livio borriello

    11 Giugno 2008 alle 10:03 pm

  10. … cito per non saper dire meglio:

    «Guardatevi in giro, c’è una sola forma di pericolo per voi qui: la poesia».

    Così adesso sapete cosa é la C.P.

    EnzoLuongo

    enzlu

    11 Giugno 2008 alle 10:21 pm

  11. Io non c’entro niente con la Comunità Provvisoria, vi leggo, ma da estranea.
    Come un’estranea vi osservo mentre create questa cosa dal nulla, intorno alle vostre montagne. E penso che non c’è niente da fare: gli uomini non smetteranno mai di cercare qualcosa intorno a cui incontrarsi. E dirsi delle cose. Perché stanchi di parlare invano all’immagine che torna dallo specchio. Gli abitanti di un paese che rischia di essere distrutto somigliano alle mamme di città che non sanno con chi confrontare il loro modo di crescere i figli e si inventano delle improbabili festicciole di compleanno per provare ad avere un contatto umano, almeno una volta, almeno per poco…Tutti cerchiamo un fuoco intorno a cui incontrarci, guardarci e parlarci.
    Per voi sono i vostri paesi. La difesa del territorio dalle offese, diventa ai miei occhi, anche metafora della disperata e disperante ricerca di un sollievo alla solitudine dell’uomo . Che non sa più a chi lasciare il patrimonio di abilità e antiche saggezze, che non sa più a chi additare la bellezza della sua terra martoriata, che non sa più da dove cominciare a denunciare ingiustizie.
    Auspico che la Comunità Provvisoria sia il luogo dove accendere ilo vostro fuoco; che sia il luogo per chi crede che l’arte non è affatto un consumo e che possa, eccome, cambiare il mondo; che sia il luogo per chi crede che i paesi potranno diventare quello che chi li abita sceglierà di farne; che sia il luogo per chi ha voglia di inventarsi spazi per l’esercizio della lettura, per chi ricerca e valorizza il silenzio, merce preziosa.
    Vi saluto caramente.
    Monia

    Monia

    11 Giugno 2008 alle 10:34 pm

  12. angelo, mi hai dato il ruolo più sfigato dei sedici, si vede che me lo sarò meritato…

    sergio gioia

    11 Giugno 2008 alle 11:54 pm

  13. Caro Livio,

    intanto grazie per il libro che ci hai dato, un po’ d’aria fresca nel soffocante squallore che ci circonda.
    Grazie anche per l’inutilità della cosa veltroniana, sono contento che siamo in parecchi ormai a pensarla così.

    Voglio però soffermarmi sul punto di attrito con te, quello dell’arte che è soltanto un ottimo consumo ma non può cambiare il mondo. Mentre ciò che veramente cambia il mondo è la politica.Tu non sei d’accordo, ma io voglio cercare di spiegarmi meglio.

    L’arte, per quanto consumo vitale, è sempre una cosa. Le cose non possono evidentemente cambiare il mondo, essendo il cambiamento del mondo prerogativa degli uomini. Si fa’ molta confusione su questo. Cioè si confonde la “cosa” con la “persona”. L’arte può aiutare soprattutto in periodi di crisi, ma guai a pensare che possa fare da supplenza alla politica, l’ “arte vera” che può cambiare le cose perchè “organizza gli uomini”. Ovviamente io non parlo della politica manipolatoria (che è praticamente quella ufficiale che vediamo sul “mercato”) ma della politica che organizza in modo egualitario, democratico, gli uomini.
    Per questo l’artista non è quasi mai un “grande” (nobile) uomo. Perchè crea “cose”, si concentra sulle cose, sia pure belle cose. La politica, invece, si concentra sugli uomini, mette in moto una sorta di “rapporto erotico” tra le persone. E lì sta la sua grandezza. Imbattibile.

    Dobbiamo approfondire.

    Con affetto
    Michele Fumagallo

    michele fumagallo

    12 Giugno 2008 alle 12:31 am

  14. le cose intorno a noi si mettono sempre peggio. guardate che vita fanno i quindicenni….
    secondo me dobbiamo veramente mettere in campo qualcosa che cambi il metabolismo dei luoghi in cui viviamo. qualcosa da mettere in campo ad ogni costo.
    ci vuole uno strappo, uno strappo potente a questo trascinarsi in un infinito sfinimento
    armin

    francoarminio2

    12 Giugno 2008 alle 1:03 am

  15. Molto divertente il lapsus di Verderosa sul passare alla Ragione anzichè alla Regione…
    Trovo molto più interessante la prima della seconda. Non solo interessante ma anche un caro affettuoso consiglio la destinatario da non confondere mai con una semplice battuta…A mio personale parere passare alla Regione Campania a che cosa sarebbe utile? In questi tempi occorre molto di più il senso della Ragione. Cambiare la vita ai quindicenni? La vita è la vita…é la vita che cambia noi se viviamo…

    renzo marrucci

    12 Giugno 2008 alle 1:30 am

  16. Le cinque del mattino

    Questa qui è un’ora abbastanza speciale. Fuori c’è un grande silenzio. Non si odono rombi, incasinamenti, incandescenze. Eppure fuori qualcuno è in movimento, fa girare la ruota, che ti aiuta molto di suo, per come è fatta.
    Di qui a qualche ora tutto prenderà una velocità centomila volte questa qui di adesso. Sarà un vortice, un abisso di irragionevolezze e di una pletora pressochè infinita di parole che di lì a meno di un secondo saranno dimenticate, svanite, svuotate.
    Non sto canticchiando quel ritornello che fa: “mezzo pieno o mezzo vuoto – questo è il solo ed unico bicchiere che abbiamo – se si stava meglio quando si stava peggio – non lo so però io vivo adesso”.
    Riesco a distinguere penso, almeno un poco, il meglio dal peggio, e le ragioni del meglio e le cause del peggio.
    Ma ho conosciuto un tempo – per davvero – che di qui a qualche ora, e per tutto lo svolgersi del giorno, le cose sarebbero rimaste non tanto distanti da quelle delle cinque del mattino.
    Quel tempo lì è finito, polverizzato. Chiuso, concluso.
    Ma quel tempo lì, che non è certamente un tempo né indistinto né innocuo – e che non è un vaneggiamento – sta lì come una isola lieta su di un vortice intollerabile.

    Mi sento di dire – per davvero – solo questo: a Sant’Angelo dei Lombardi ho avuto la fortuna di incontrare persone amiche, cordiali e civilissime, e questa cosa qui è una cosa lieta e fondamentale.

    Un saluto caro. A presto. Adelelmo

    Adelelmo Ruggieri

    12 Giugno 2008 alle 5:53 am

  17. Viaggiare di notte e di buon mattino
    con l’aria ancora fresca e poca gente in giro,
    per me è un’abitudine.
    incontrare qui, prima renzo, all’una e trenta,
    poi adelelmo alle cinque del mattino,
    da paesi lontani è un piacere ma anche un arricchimento.
    ant.

    -renzo ti aspettiamo nell’Irpinia d’oriente.

    -adelelmo fra poco è il tempo della “festa dell’aria”
    quindi devi ritornare.

    antonioluongo

    12 Giugno 2008 alle 6:33 am

  18. strana notte
    sempre sveglio
    adesso è un mattino senza sole
    vigilia di una festa senza festa.
    ripeto
    ci vuole un prodigio, magari piccolissimo
    ma ci vuole un prodigio

    armin

    francoarminio2

    12 Giugno 2008 alle 8:44 am

  19. piove, ecco il prodigio

    verderosa

    12 Giugno 2008 alle 8:59 am

  20. E’ poco tempo che Vi conosco…sono ancora ai margini della comunità

    provvisoria…ma, Vi assicuro, è bello stare in questa posizione per me in questo

    momento…e poi, quali possono essere i margini di una comunità provvisoria…anch’essi

    sono relativi e provvisori…sono quelli che io sento… mi piace abitare ai “margini” perchè

    qui c’è maggiore silenzio…in esso entro in contatto autentico con il cosmo, con i

    comunitari, con i commenti, con gli argomenti, con le emozioni, le delusioni, le

    gioie…sono nella mia posizione preferita che è quella dell’ascolto amorevole…del

    rispetto del soffio vitale che gira in questo spazio…

    per ora la cp è questo per me e a Voi dico:

    enchantée de Vous connai^tre

    sono letteralmente incantata!

    Buona Comunità a tutti

    Monica

    Monica

    12 Giugno 2008 alle 9:47 am

  21. Cari amici e caro Franco,

    lo strappo, il prodigio è nell’ “uccisione” dei padri da parte dei figli. Cioè il fuoco puntato sul passato. Fin quando questo non avviene, fin quando i giovani non imparano a mettere in discussione ciò che i più anziani hanno costruito, non ci sarà esortazione che tenga. Non ne parliamo poi del famoso “diaologo tra adulti e giovani”, una tiritera insopportabile, che impedisce di fatto il cambiamento perchè blocca, appunto, nel dialogo, imbriglia nel pedagogismo ciò che invece va portato alla luce in modo dirompente e “scioccante”.

    Michele Fumagallo

    michele fumagallo

    12 Giugno 2008 alle 11:50 am

  22. Angelo,
    voglio aprire anche “AMBULATORI DI COCCOLE” cazz …ti sei dimenticato!?

    Non Ministro della Salute ma della PRESA IN CARICO DELLA PERSONE AMMALATA con tutti suoi problemi e non soltanto dell’organo.

    La cosa è seria anche se dobbiamo iniziare a fare anzi a “come fare” TUTTO COME SE FOSSE UN GIOCO…uacc uaa

    proseguiamo nella bellezza
    Nanosecondo

  23. ops…..dimenticavo la cosa importante:

    PEPPE RE PE PE PEPPE RE PE PE!!!!eeee

    IX ed. di CASTELLARTE… la mitica manifestazione dell’irpinia… quest’anno è sul tema della comicoterapia e la nostra associazione LA COMPAGNIA DEL SORRISO CAMPANIA onlus (ci siamo cambiati i connotati) è ospite senza ONORARI ma con molto ONORE dell’evento. Vi terrò aggiornati con il calendario delle iniziative.

    Come vedi la parte della (nostra) della Comunità Provvissoria si allarga in IRPINIA e ad agosto saremo di nuovo a Taurasi con un nostro stend nella Fiera Enologica del Vino.

    Nel frattempo con alcuni amici abbiamo lanciato un blog per realizzare a luglio del 2009 a FLUMERI (av) un RADUNO NAZIONALE DI CLOWN DOTTORI, CI DA ANCHE UNA MANO LA PROTEZIONE CIVILE……di Flumeri (AV).

    http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/

    Come vedi “ricominicamo”……..

    uacc uaa
    nanosecondo

  24. Vi anticipo….. giusto per stare nel gioco che con alcuni amici autoctoni ed extra comunitari (anche se provvisori anche loro) abbiamo lanciato l’iniziativa per luglio 2009 di un RADUNO NAZIONALE DEI CLOWN DOTTORI a Flumeri (AV) attraverso questo blog .

    http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/

    CASTELLARTE, la grande manifestazione irpinica, quest’anno (2008) avrà come tema principale la “comicoterapia”. Saremo ospiti d’onore con la nostra Associazione di Clown Dottori LA COMPAGNIA DEL SORRISO CAMPANIA onlus ( e si! Ci siamo cambiati i connotati).

    uacc uaa
    Nanosecondo

    P.S. Quann ra cap nun va buon turnamm a cumincià!!

  25. Condivido in pieno il commento di Enzo Luongo.

    La Comunità è il NOSTRO luogo, l’abbiamo costruita, ora dobbiamo alimentarla e farla crescere, cercando di contaminare con i nostri sogni chi ci circonda.

    teoraventura

    12 Giugno 2008 alle 1:46 pm

  26. sono d’accordo con quello che dice michele fumagallo, a patto però di sostituire alla parola “politica”, limitata ed equivocabile, la più completa e chiara “volontà morale”.
    sull’arte che può cambiare il mondo invece: se così fosse allora direbbe il vero chi affermò che scopo della vita è l’intensità, ma io non sono d’accordo perchè l’intensità è solo un mezzo, non il fine

    sergio gioia

    12 Giugno 2008 alle 1:56 pm

  27. io ci tengo molto alla natura collettiva del blog, ma ci tengo anche molto alla sua identità che per me e spero anche per voi è quella paesologica.
    in questo solco penso che dobbiamo spargere i nostri semi.
    armin

    francoarminio2

    12 Giugno 2008 alle 2:41 pm

  28. ringrazio michele per quel che dice sul mio libro…e adelelemo del suo bell’intervento. la questione del primato della politica o dell’arte, che era centrale nel post di franco, è certo complessa, non esauribile in un blog. capisco cosa intende michele, e anche sergio gioia.. il lavoro dell’arte va finalizzato in qualche modo alla felicità degli uomini, o magari degli animali e delle cose, su questo concordo. ma di che si nutre la buona politica, se non del pensiero dei filosofi, degli artisti, dei mistici, degli uomini di buona volontà? l’essenza costitutiva dell’uomo è la parola, il gesto, l’atto, non è specifico della nostra specie, non è sufficiente a fare vera politica. sono gli intellettuali che devono eleborare una nuova visione del mondo, individuare ad es. nuove proposte di giustiìzia sociale, la politica deve tradurle in nuove regole. ma una politica che non si nutre di questo lavoro di rielaborazione, è un fare cieco, destinato, peraltro, alla sconfitta. portato al suo massimo grado, il puro pragmatismo si riduce al vuoto attivismo berlusconiano, ovvero non si volge più all’uomo, ma al suo simulacro.

    livio borriello

    12 Giugno 2008 alle 4:20 pm

  29. concordo con livio. una visione seria e complessiva della società è quello che manca alla nostra politica e alla nostra sinistra. quello che fa oggi la politica è limitarsi ad assecondare i processi in corso, il mercato, il consumo e a tutelarli con risposte autoritarie. ma questa nuova visione non verrà mai dalle camere dei bottoni. quella è compito nostro.
    io penso la CP come un luogo di produzione di queste elaborazioni.

    PS. Grazie ad angelo: rettore sarei però solo di un’università rivoluzionaria…

    roberta

    12 Giugno 2008 alle 7:49 pm

  30. Qui Mosca: (grazie angelo per la corrispondente da Mosca! Ma avrei preferito Una città più a sud che so Instambul per esempio mi sarei sentita più a casa!
    alle 21.00 il sole è al limite dell’orizzonte, a Torino oggi è il primo giorno senza pioggia da tre mesi. Non ci credete? Fidatevi!
    Bentornato soprattutto ad Arminio che dopo un lungo silenzio mediatico ha ripreso a animare questa comunità che deve a questo punto riconoscergli la leadership! Sono d’accordo con molti commenti, con altri molto meno. Riconosco però che questa comunità debba fare delle scelte e che queste scelte siano fondamento per una rinascita di una politica che come dice Arminio è tutta da fondare. Potrebbe essere la nostra politica, il nostro modo di trovare soluzioni ai problemi, il nostro modo nuovo di sconfiggere quelli che non si riconoscono in ciò che io credo il pensiero puro e vivo, capace di rivoltare e rifondare. Io credo in questo, in un’opposizione dura a ciò che non mi piace, che mi fa star male, io credo in una rinuncia più proficua di un’acquisizione, io credo in un futuro più povero per tutti ma più ricco di spirito e d’amore.

    Serena Gaudino

    12 Giugno 2008 alle 9:18 pm

  31. il cuore della faccenda è in questa bellissima frase di serena:

    io credo in un futuro più povero per tutti ma più ricco di spirito e d’amore.

    mi pare un bel giro di commenti, con leggerezza e profondità ben miscelate.

    armin

    francoarminio2

    13 Giugno 2008 alle 12:43 am

  32. dario

    Dario

    13 Giugno 2008 alle 8:42 am

  33. spazio comunitario

    dario

    Dario

    13 Giugno 2008 alle 8:43 am

  34. ,

    Dario

    13 Giugno 2008 alle 8:44 am

  35. si tace per amore
    per amore si parla
    così nel silenzio
    cosi nella parola
    nella voce cullati
    nel silenzio e nella virgola rigenerati

    e viva la voglia di comunità

    Dario

    13 Giugno 2008 alle 9:43 am

  36. “Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”
    (da La luna e i falò di Cesare Pavese)

    Io di meglio non credo di poter dire.

    Gianfranco Frascione

    Gianfranco Frascione

    13 Giugno 2008 alle 11:12 am

  37. dal mio paese si vede la puglia, la paglia
    dall’ ultima loggia quando l’aria è chiara
    si può vedere l’orario dei treni di foggia
    noi stiamo qui in mezzo a questo vento
    semprevivo in nessun giorno infermo
    un vento che soffia anche se sta fermo

    frase vigliaccamente copiata da un ristorante

    capoccia

    13 Giugno 2008 alle 12:01 pm

  38. le cose più meravigliose della vita sono l’amore, la mente aperta e la visione libera…

    il top sarebbe poterle praticare qui e ora dove qui è la propria terra…

    monica

    13 Giugno 2008 alle 1:03 pm

  39. capoccia
    il ristorante è del fratello di franco …

    verderosa

    13 Giugno 2008 alle 1:51 pm

  40. iO LO SO PERCHè è COSI!

    È un periodo di transizione abbastanza “duro”, l’estate è ormai arrivata e c’è aria di esami (per chi studia) e di vacanze (per chi lavora e anche per chi studia), PER CHI è DISOCCUPATO SPERA DI TROVARE UN POSTO ANHE STAGIONALE e per chi è precario già spera di trovare un lavoro per tutte le stagioni.

    Questa è una email (un pò integrata..tra parente) che mi è arrivata (non posso dirvi da chi) ma credo che faccia al caso nostro:

    I mesi passati sono stati caratterizzati da un “terremoto” e dalle tante “ scosse di assestamento”, io vi prego di portare sempre con voi Entusiamo, che poverino se rimane a casa si deprime, poi gli Onci Onci (quelli che vengono giu dai monti) , (oppure)Filippa la pecora (che non ne puo più di mangiare l’erba alla diossina) , la pasta e fagioli (che fa fare tante scorregge) , la banana che si sbuccia poi si mangia ( non ne parlate mai con persone di colore che si offendono) , poi si caca e vomita (per piacere dopo tutta sta merda) , il piccolo pipistrello che svulazzà qua e là (non non è il cuculo), insomma tutto quello che ci ha sempre dato la forza di non smettere di credere nel nostro sogno!

    (Ed è cosi che vi faccio anch’io questo regalo………)

    …è una favola…

    la favola che racconta come sono nati i sogni tanti,tanti,tanti,tanti,tanti e tantissimi anni fa, la leggete di seguito, avevo preparato anche un’altra cosa ma il pc non lo capisco mai e non funziona, vabbè ve la regalerò un’altra volta….(in due giorni si sono rotti tre pc a casa di nanosecondo ..e pure loro si so rotti le palle di scrivere sempre le stesse cose…)

    Vi abbraccio forte, con la speranza di vederci presto tutti assieme appassionatamente…come romeo e giulietta, mmm forse come romeo e giulietta proprio no, insomma non ne considerate la tragica fine! hhhhahahahahahaha

    …e fu così che nacquero gli Oneiros, i sogni.

    L’Olimpo era in subbuglio: Le dee del Fato avevano interrotto il proprio lavoro e sulla Terra il tempo si era fermato. Cloto, che tesseva lo stame della vita, e Atropo (la più anziana delle tre), che aveva il compito di reciderlo nel momento prefissato, guardavano preoccupate la sorella Lachesi che, anziché attendere alle proprie occupazioni, ovvero distribuire a ciascuno la giusta Sorte, si torceva le mani con lo sguardo perso nel vuoto. Il problema era davvero di quelli grossi; infatti Atropo, al momento di recidere il filo della vita di un omino che abitava tutto solo nei boschi, si era resa conto che in realtà il poveretto non aveva mai realmente vissuto. Semplicemente, al momento della sua nascita, distratta da quello sfacciato di Eros che le svolazzava intorno con le sue alucce dorate, Lachesi aveva dimenticato di assegnargli il suo Destino.

    Ed ora, per riparare, non era rimasto che lo spazio di una notte. Gli dei erano tutti li che si guardavano l’un l’altro senza sapere come risolvere il problema (tranne Eros che aveva preferito tenersi a prudente distanza), quando si fece avanti Thànatos (la Morte) che, con il faccino innocente di fanciullo e i suoi riccioli d’oro, propose con la freddezza che gli era consueta di occuparsene subito e personalmente. Lachesi, al sentirlo, emise un gemito di disapprovazione e Thànatos si allontanò offeso ed imbronciato.

    Spes (la Speranza) mormorava parole di conforto, mentre Zeus accigliato, misurava il salone a grandi passi, non lasciando presagire nulla di buono.

    A quel punto Hypnos, il dio del Sonno, che si era tenuto in disparte guardando corrucciato e pensieroso la scena, decise di intervenire con una proposta che, date le circostanze, sembrò a tutti la soluzione migliore. Poiché le regole dell’Universo non consentivano ad un essere mortale di vivere più di una vita nell’arco di una sola esistenza, l’omino del bosco, immerso in un sonno intessuto con trama sottile , avrebbe vissuto nello spazio di una notte quella vita a cui aveva diritto e che gli era stata negata.
    E fu così che nacquero gli Oneiros, i Sogni, tessuti con l’argento delle stelle, con perle di lacrime e di rimpianto e cristalli di desiderio.

    Essi, bellissimi ed evanescenti, presero dimora nel Palazzo del Silenzio, sul fiume dell’Oblio e da allora, ogni notte, fanno visita agli uomini consentendo loro di viaggiare in una dimensione irreale senza limiti di spazio e di tempo, dove è possibile realizzare desideri inconfessabili e vivere non una, ma mille vite diverse.

    Oppure, chissà!? Forse questa è soltanto una favola e le cose sono andate in tutt’altra maniera…

    stiamo nella bellezza
    Uacc Uaa
    Nanosecondo

    p. s. …lo sapete che si può sognare anche di giorno, ad occhi aperti…come sappiamo fare noi!

  41. Ad aprire i libri a caso c’è sempre da stupirsi per la consonanza.
    Ieri sera ho aperto qui, ve lo regalo:

    “La massima sventura è la solitudine; tant’è vero che il supremo conforto-la religione- consiste nel trovare una compagnia che non falla, Dio. La preghiera è uno sfogo come con un amico. L’opera equivale alla preghiera, perché mette idealmente a contatto con chi ne usufruirà. Tutto il problema della vita è dunque questo: come rompere la propria solitudine, come comunicare con altri. Così si spiega la persistenza del matrimonio, della paternità, delle amicizie. Perché poi qui stia la felicità, mah! Perché si debba star meglio comunicando con un altro che non stando da soli, è strano. Forse è solo un’illusione: si sta benissimo soli la maggior parte del tempo. Piace di tanto in tanto avere un otre in cui versarsi e poi bervi se stessi: dato che dagli altri chiediamo ciò che abbiamo già in noi. Mistero perché non ci basti scrutare e bere in noi e ci occorra RIavere noi dagli altri. [il sesso è un incidente: ciò che ne riceviamo è momentaneo e casuale; noi miriamo a qualcosa di più riposto e misterioso di cui il sesso è solo un segno, un simbolo].”

    (Cesare Pavese – Il mestiere di vivere)

    Saluti cari.
    M.

    Monia

    13 Giugno 2008 alle 3:03 pm

  42. lo ammetto, ammetto di avere avuto dei dubbi ( echissenefrega?direte voi e avrete ragione), dubbi sulle modalità mie di partecipazione a tutto ciò, dubbi su quello che di interessante e di utile potevo avere da dire, dubbi sul fatto che le mie assenze (notate o meno) potessero sembrare disinteresse, apatia, indecisione.
    non è così.
    è che, come dite voi, comunitari di ben più lungo corso, la comunità non è una casa per tutti (complemento di vantaggio o di attraversamento?), anche se io me la immagino come un castello con centinaia di stanze tutte comunicanti,nessuna porta sbarrata o chiusa a chiave, ed un immenso giardino pieno di stranissime piante.
    perdonate questo mio tono neoterico, ma, se ci ho fatto capolino, e poi l’ho vissuta è perché, lo ammetto solo ora, vorrei continuare a viverla come un luogo :
    -di conoscenza(ma chi se li può scordare certi post, certe fotografie, certi commenti, certi racconti e, soprattutto, certe vite vissute regalate a questo blog?)
    -di scoperte e di riscoperte (in mezzo a voi ci sono persone con le quali ho condiviso esperienze trascorse ma mai dimenticate, belle o brutte che siano state)
    -di riconoscimenti trasversali (quando leggo alcuni commenti ai post, mi sembra che ci sia come una categoria A, una categoria B ed una ,negletta, categoria C e la cosa mi sta bene, a patto che sia manifesta, anche se poi mi passa la voglia di scrivere)
    -di affetti vecchi e nuovi(michele, i tuoi racconti hanno accompagnato i nostri giorni successivi alla domenica di sant’andrea; angelo, le tue parole dopo il mio primo post mi hanno commossa)
    -di curiosità(sono talmente ancora curiosa di ognuno/a di voi che non riesco a fare una classifica, né mai la stilerò)
    -di silenzi (il giardiniere del silenzio è il mio costante mentore)
    -di appartenenza nella assoluta diversità di stili di vita e di pensiero
    forse mi sbaglio, forse sono così border line da non poter dire quello che vedo e che desidero(e questo non è un buon segno…), ma tant’è, comunitari carissimi, tant’è.
    in un post che si intitolata “Un luogo per chi crede” ho avvertito il bisogno di raccontarvi il mio modo di stare qui ed ora con voi.
    il redde rationem non era necessario, razionalmente, ma emotivamente, di pancia, sì che lo era.
    vi abbraccio(davvero) tutte/i e, dato che i prossimi due mesi li passerò a lavorare in alta irpinia nella terra ( e, qualche volta, anche sotto terra), spero di vedervi presto.
    elda martino

    eldarin

    13 Giugno 2008 alle 3:42 pm

  43. Ecco, la parola passo.
    Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce davanti alla parola, ma la parola non era nel vento.
    Dopo il vento ci fu un terremoto, ma la parola non era nel terremoto.
    Dopo ci fu un fuoco, ma la parola non era nel fuoco.
    Dopo il fuoco ci fu il mormorio di un vento leggero.

    Solo quando la parola scompare si comincia a vedere, si comincia a sentire si comincia a cantare.

    La comunità provvisoria vive nel mormorio di un vento leggero.

    tatù

    13 Giugno 2008 alle 4:57 pm

  44. Bagliori spostabili.

    Faville sono gli occhi degli uomini
    che corrono nei vicoli
    come gatti guardinghi e leali.
    Allontani la testa:
    e i tetti trasmutano in pezzi di terra,
    lontana, rugosa,
    che regge il mare di spighe.
    e non c’è differenza
    a mirare il manto del cielo.
    Odi la Nona,
    a gonfiar di coraggio
    le mani dei fieri,
    bagliori spostabili.
    Cantando galleggian su reste
    in attesa dei barbari,
    che verranno
    a zittire la Storia
    a umiliare la Vita.
    Che forma ha l’attesa?

    Ai miei cari e nuovi amici: l’affetto con cui mi avete supportato non diventi mai silenzio! E che io non debba scoprire, con domande o carezze, quella solitudine immensa di amarvi solo io. Vi saluto e vado a far del male da un’altra parte.
    EnzoLuongo

    enzlu

    13 Giugno 2008 alle 9:24 pm

  45. ops…..dimenticavo ma quando costituiamo ALTURA?

    Ci soNo al moMento 13 aDesIoni ………. FaTeVi soTTo !!!!

    Nel frattempo ANNUNCIAZIO’ ANNUCIAZI0′

    cON aNGELA di Flumeri (AV) e alcuni amici Clòown dell’Abruzzo abbiamo LANCIATO PER ARIA E NELLA RETE…..LA PROPOSTA NIENTE PO PO DI MENO DI FARE A LUGLIO DEL 2009 A flumeri

    un RADUNO NAZIONALE DI CLOWN DOTTORI

    della fuoriSerie “Clown Dottori a Consulto”

    http://radunonazionaleclowndottori.blogspot.com/

    (potete fare commenti e suggerimenti sul blog)

    Inoltre, quest’anno CASTELLARTE 25,26,27 luglio 2008 HA “SPOSATO” IL TEMA della “comicoterapia” e con la nostra associazione LA COMPAGNIA DEL SORRISO CAMPANIA onlus (ci siamo cambiati i connotati non più ridere per vivere campania, la maggioranza dei soci ha fatto la scelta di staccarsi dalla federazione) saremo “ospiti d’onore” il 10 luglio ci sarà la presentazione della manifestazione ad aveLLinO ….per il programma completo vedi http://www.castellarte.it vi aspettiamo tutti!

    Ecco questo è il nostro contrINBUTO per VARCARE LA SOGLIOLA DELLA SPERANZA ………uacc uaa , uacc uaa

    Nanosecundis

  46. nessuno sino ad ora ha commentato il contributo sul tema dei ragazzi di oggi: questo puo’ significare due cose : nessuno l’ha letto oppure chi l’ha letto ha preferito non commentare un argomento cosi’ delicato e complesso. Tertium non datur.
    Francamente me ne infischio. R Q.

    aruspice roccioso

    14 Giugno 2008 alle 12:36 pm

  47. mentre condivido totalmente quanto scritto da armin sulla identità paesologica della comunità provvisoria ,sulla leggerezza delle sue iniziative e sulla qualità dei suoi contenuti Cordialmente R.Q.

    aruspice roccioso

    14 Giugno 2008 alle 12:48 pm

  48. @ verderosa
    lo so che il ristorante è del fratello di franco perciò ho scritto”vigliaccamente”

    capoccia

    14 Giugno 2008 alle 2:13 pm

  49. in questa domenica di metà giugno, in compagnìa del mio cane, di un caffè e di un cielo

    azzurro in cui il sole ha voglia di giocare a nascondino con le nuvole,

    Vi scrivo dalla posizione da me scelta liberamente, momentaneamente “marginale” di

    attenta e delicata osservatrice dei movimenti della cp e di Voi comunitari, posizione di

    ascolto rispettoso e curioso del vento che

    soffia dentro questo blog, posizione che, seguendo i canali viscerali, credo gli unici in

    grado di far ” riconoscere ” le persone nelle relazioni autentiche e dirette, mi mette in

    comunicazione con Voi e mi consente di scegliere di voler farne parte.

    Volevo condividere le mie ultime riflessioni

    Credo che la comunità provvisoria attragga anime insofferenti, intolleranti ai

    soprusi…con vissuti che raccontano un malessere ed un disagio annidati dentro a causa

    di altri mali dilaganti come arroganza, prepotenza, superficialità, disattenzione, disamore,

    ignoranza, bramosìa (e purtroppo la lista non finisce qua) soprattutto di chi ci ha

    governato che però, spesso, ha trovato il terreno fertile (per chi aveva ed ha cattive

    intenzioni) della passività e della morte

    intellettuale, culturale delle comunità in cui avrebbe dovuto e avrebbe il dovere di

    svolgere l’incarico politico/amministrativo affidatogli proprio dalle comunità dormienti.

    Credo purtroppo che la passività delle comunità, purtroppo spesso contagiosa, sia a sua

    volta collegata ad altre modalità semplicemente erronee che hanno a che fare con il

    proprio modo, del singolo di stare in società. Altresì bisogna considerare ed accettare

    che non tutti possiedono gli strumenti e le possibilità per rendersi consapevoli della

    depressione e dell’appiattimento che li riguarda come singoli individui o appartenenti a

    quella comunità. Voglio dire, ognuno di noi deve desiderare la qualità della vita, ognuno

    deve voler vivere dignitosamente.

    Ora, se la comunità provvisoria riesce con tutti i mezzi che può

    mettere a disposizione (che sono anche qui quelli delle singole persone che ne fanno

    parte che li mettono in relazione e in circolo) e comincia a “rompere” la cupola di

    piombo sotto la quale ci siamo tutti fatti imprigionare, se serve a svegliare le menti e le

    coscienze addormentate, se serve ad innescare circoli virtuosi, se serve a svegliare i

    desideri e a farne nascere tanti nuovi,

    se ci insegna, MI INSEGNA a diventare SENTINELLA DEL TERRITORIO,

    deve avere vita lunga e felice.

    Per tutto quanto ragionato sopra io condivido il credo della cp e riconosco nella

    PAESOLOGIA POETICA di Franco e in tutta la sostanza che c’è dietro, il movimento e

    l’energia in grado di far “ricordare” alle menti addormentate LA VOGLIA DI BENE per sè stessi, per tutti…

    P.S. Vi scrivo anche per un’altra ragione: siccome ho spesso problemi ad avere una vettura a disposizione per portarmi nei luoghi in cui Vi incontrate, per caso, c’è qualcuno che parte da Avellino? Aspetto di sapere…
    buona domenica di bene a tutti…
    Monica da Avellino

    Monica

    15 Giugno 2008 alle 11:24 am

  50. sono anni che mi offro per passare a prendere gente da avellino. tel. 081-5567611, 338-7346377

    sergiogioia

    15 Giugno 2008 alle 5:30 pm

  51. perfetto,
    a presto conoscerci
    Monica

    Monica

    15 Giugno 2008 alle 6:00 pm

  52. @michele fumagallo

    “A torto il genere umano si lamenta della propria natura, per il fatto che questa, debole e di breve durata, sarebbe governata più dal caso che dal merito. A ben guardare, invece, ti accorgeresti che non potrai trovare una cosa più grande e più eccellente della natura stessa, e che alla natura degli uomini, in realtà, manca l’operosità, piuttosto che la forza o il tempo stesso.” (Sall, Bellum Iugurthinum, I, 1.)

    a presto
    elda

    eldarin

    15 Giugno 2008 alle 7:57 pm

  53. mi piacerebbe dire qualche parola su che cosa dovrebbe essere per me la comunità provvisoria, ma siccome l’argomento richiederebbe un commento molto meditato, oggi mi limiterei a dire che cosa non dovrebbe essere, sempre secondo me, e nel farlo preferisco essere schematico e impiegare tre punti, rimandando ai prossimi giorni la parte propositiva:
    1) non dovrebbe essere quello che purtroppo in parte già è: un luogo in cui molti parlano senza però venire alle riunioni, semmai per cattiva volontà, ecco a queste persone, questo è il mio punto di vista, chiederei di non scrivere nemmeno più
    2) quando poi le persone che scrivono decidono di venire, le pregherei di interagire apertamente, mettendo al bando inutili arie e prosopopoee buone solo a rimarcare la nullità della loro personalità, ma piuttosto sforzandosi di conoscere i presenti con spirito di umiltà, ossia con educazione, diversamente farebbero cosa gradita a non venire
    3) infine, quando queste persone hanno soddisfatto ai due requisiti appena detti, dopo aver fatto tutti i loro bei complimenti alla giornata, al posto e alla gente squisita che c’era, gentilmente la smettessero di scomparire senza farsi vedere mai più, diversamente si potrebbe pensare che erano venute solo perchè non avevano di meglio da fare, la qualcosa sarebbe poco carina

    sergio gioia

    15 Giugno 2008 alle 9:33 pm

  54. @ Michele F,
    mi hai chiesto un intervento ai tuoi post, per mantenere vitale l’ esperienza democratica della c.p. e del blog.
    Ti rispondo sul blog, dove leggo nuove presenze interessanti (Monia, la sedicente marginale ) e vecchi ritorni ( Elda che si interroga e scava).
    Difficile risponderti , se non comincio dal mio disinteresse a scrivere e testimoniare ancora su codesto blog, dove mi sono esposta umanamente , con i miei cavilli doc e le co-costruzioni poetiche e professionalmente.
    Difficile risponderti senza mettere il dito nella piaga e ri-sentire il dolore dell’ in-comprensione.
    Non mi interessa un blog dei proclami , dei post /contapersone, dove lo spazio della democrazia passa per il gioco della spartizione delle future poltrone.

    Non mi convince neanche la tua personalissima e deviante visione dell’ arte come COSA e , quindi, ai tuoi occhi, minore e meno determinante della politica nella costruzione della polis.
    L’ ARTE ovvero l’ ESPERIENZA di fare arte è un fenomeno complesso della vita umana , fenomeno che solo alla fine del suo percorso produce cose…cose che possono essere scambiate, nel senso che possono essere oggetto di comunicazioni , emozioni, reazioni, ri-creazioni e ….anche mercificazioni.
    Questo è l’ aspetto che tu eludi, appena accennato in altri commenti : la vita e le sue rappresentazioni sono anche forme , spazi e tempi di bellezza , per la bellezza oltre che per la polis, governata dall’ etica e dalla morale…bada bene che le cito entrambe.

    Bene , codesto blog è BELLO , ma NON è ETICO, al massimo moraleggia e, molto spesso, mercanteggia :ovvero non è democratico, come dici tu, non è reticolare , come sostiene M.Rosaria.Ovviamente , immagino di poter dire la stessa cosa della CP.

    Mi Conviene restar marginale, come Monia, in silenzio volutamente in silenzio, di fronte alla mancata riflessione sull’ uso del LINGUAGGIO, prima ancora che della comunicazione, di fronte alla distorta MEMORIA della violenza di alcuni scritti.

    Ho inviato una mail collage sul tema ad alcuni autori del blog e , ad alcuni ex partecipanti, ricucendo post e commenti degli ultimi tre mesi, eppure potevo tranquillamente risalire fino a dicembre.
    Immagino che la mia indagine sulla semeiotica delle parole, delle frasi e di contenuti non risulti gradevole agli autori : è come sottolineare che il BELLO non è mai disgiunto dal BRUTTO ed un comportamento etico non è mai troppo lontano dal suo opposto.

    @Aruspice roccioso ( nonchè R.Q.)
    ho provato a scrivere un commento al tuo post.
    Mi sono fermata alla seconda riga ..per mancanza di parole.
    Mi era successo anche mesi fa, quando L.G. aveva aperto un post sul disagio giovanile.
    Eppure vivo tra i giovani e mi occupo di giovani, a Fi e ad ad Andretta.
    Non ho voluto aggiungere considerazioni ovvie ed impersonali.
    Non ho voluto parlare in prima persona, nè professionalmente.
    Non è il momento, per me, su codesto blog.

    @ Tutti, i nominati per i nuovi incarichi e ai nominati di cuore , da parte mia, compreso Livio ed Alf, un buonasera di cuore.
    Teresa Cella, personalmente e per HERA-KlèS

    HERA-Klescampania

    15 Giugno 2008 alle 10:53 pm

  55. @ Teresa
    mi chiamo Monica e non Monia, tengo a precisarlo perchè mi pare che una comunitaria di nome Monia ci sia comunque in questo blog e non sono io…
    quanto a sedicente marginale…intendi che mi sono attribuita un titolo che non è mio, nel senso che, forse, tanto marginale non sono o non sembro? Altrimenti non dovrebbe essere perchè non mi conosci…
    poi mi chiedevo: quante sono le donne nella cp? mi pare pochissime…ma non importa…importa presentarsi in qualità di persone, di anime che, pur nelle rispettive rispettabili ed uniche vesti, sentano di appartenere ad un sogno/desiderio/progetto che può essere quello della cp.
    A presto conoscersi…
    Monica

    Monica

    15 Giugno 2008 alle 11:51 pm

  56. @Sergio
    caro sergio
    leggo di notte il tuo commento e mi viene spontaneo risponderti, anche perché mi ero permessa di esprimere i miei sogni sulla cp(ma, evidentemente, almeno secondo te, non ne avevo titolo, ossia non avevo titolo di sognare…)
    io sono venuta ad una sola riunione,quella di sant’andrea ( e non perché non avevo niente di meglio da fare…), gli altri incontri li ho mancati per motivi che credo di non dover spiegare su questo blog, motivi personali che non hanno nulla a che vedere con la condivisione delle idee della cp.
    non so se includi anche me fra quelle persone che -cito dal tuo commento-
    “decidono di venire” e che dovrebbero agire “(…)mettendo al bando inutili arie e prosopopoee buone solo a rimarcare la nullità della loro personalità” mentre invece sarebbe giusto che si sforzassero -e qui cito di nuovo- “di conoscere i presenti con spirito di umiltà, ossia con educazione, diversamente farebbero cosa gradita a non venire”.
    non so di chi parli, ma mi sento duramente colpita da questi toni, come persona, come elda.
    MI viene in mente, però che, forse, la timidezza può venire scambiata per prosopopea e la riservatezza per poca umiltà, che, forse, la curiosità ognuno la manifesta nelle forme in cui sa.
    forse alcuni sono più capaci di osservare che di parlare e, forse, hanno bisogno di più tempo per interagire e, ancora forse, il bello di una comunità potrebbe stare proprio in questa diversità.
    Ma, forse, sergio, tu nemmeno ti ricordi di me, perché ci siamo parlati per un solo momento e, quindi, nemmeno ci siamo conosciuti, eppure mi dispiace leggere parole come queste, perché, Sergio carissimo, almeno per ciò che riguarda me, che io sia o non sia una delle destinatarie del tuo commento, che io stia o non stia a buon diritto nella cp, non credo ci sia qualcuno che possa dire agli altri come dovrebbero essere o cosa dovrebbero fare.dalle parole di Angelo, da quelle di Michele, da quelle di MRosaria, di Teresa e di tanti altri, mi era sembrato sempre di capire che l’aggettivo “provvisoria” fosse la parola-chiave di questo luogo e che l’apertura fosse la sua costitutiva essenza.
    la tua chiarezza e la tua franchezza sono splendide qualità,che ti auguro di conservare sempre vive e fresche perché sono il segno del tuo assoluto candore, ma ciò non toglie che si possa “sentire” e partecipare e stare dentro qualcosa in modi e tempi differenti dai tuoi.
    la mia curiosità ed il mio affetto ci sono, sono quì, così come la comprensione e la totale tolleranza e simpatia per chi è diverso da me, per chi se ne sta zitto e non parla alle riunioni, per chi, invece, parla anche troppo, per chi non viene e per chi viene e si fa in quattro per gli altri.
    scusami, ma non sono ancora riuscita a trovare un solo individuo che mi abbia trasmesso “la nullità della propria personalità” -ti cito ancora-, almeno finora, ma, forse, sono stata fortunata.
    con affetto vero,ma anche con un pò di amarezza,
    elda martino

    @Teresa
    mi trovo a condividere molto di quello che dici, spero di poterti vedere un giorno, attualmente anch’io sono un pò a corto di parole. in più, adesso, mi sento amareggiata da alcuni proclami, mi vengono sempre in mente le liste di proscrizione di Lucio Cornelio Silla quando leggo certi toni

    @Monica
    presente, io sarei una donna e sono nella cp [se sergio non mi caccia :-)))]
    molto belle le cose che hai scritto finora, spero di leggerne altre.

    eldarin

    16 Giugno 2008 alle 1:44 am

  57. lungi da me giudicare o esprimere parere su quello che scrive sergio (non mi piace

    esprimere giudizi in generale tantomeno gli eventuali accadimenti che lo

    hanno portato ad esprimersi così) (tra l’altro, gentile, è l’unico che si è offerto di

    ospitarmi nella sua vettura per raggiungere i luoghi di incontro della cp) ma condivido

    totalmente le parole di elda…anche quando ne riconosce le splendide qualità di

    chiarezza e franchezza…

    grazie elda per le parole di gradimento e a presto vederci

    @ Teresa
    ho letto della tua storia personale nel post della cp…ti ammiro per tante cose che racconti ma soprattutto per una nella quale, forse, mi sono riconosciuta…
    l’esperienza più bella ed emozionante ed interessante che possiamo fare non è quella di essere in vita ma quella di vivere la vita nella consapevolezza, nel rispetto e nell’amore ed in contatto continuo con il soffio vitale che ci abita…
    abbiamo qualche “momento” della nostra formazione culturale in comune credo…gestalt, analisi transazionale, terapia centrata sul cliente…ho studiato per tre anni alla scuola per “consulente familiare” di Roma diretta da Luciano Cupia…ma non svolgo questa professione per scelta…continuo ad approfondire soprattutto Carl Rogers e le sue splendide teorie e poi…da qualche tempo ho avuto la fortuna (sì, proprio quella lì) di “incontrare” attraverso i suoi libri ma anche fisicamente perchè è stato in Italia, prima a Roma poi a Napoli, il maestro Thich Nhat Hahn che attualmente è centrale nella mia esistenza, non solo nei miei studi e nelle mie passioni. Con lui è la sintesi, grazie ai suoi insegnamenti che è brutto chiamarli così, lo dice lui stesso, grazie al dono di sè e delle sue intuizioni ho fatto esperienza fisica corporale della consapevolezza… mi piacerebbe incontrarti per confrontarci su questi temi, se ti va…
    ciao Monica

    Monica

    16 Giugno 2008 alle 8:57 am

  58. @Monica,
    scusami per il lapsus di memoria e , quindi, di digitazione.
    Ti ho dato della “sedicente” e avrei potuto scrivere altro del tipo,” secondo la sua definizione”.
    Ovviamente sottende una valutazione positiva, di una concreta e nuova presenza femminile nel blog, una donna che ha voglia di esprimersi e sente la necessità di andare piano piano quando entra in un ambiente nuovo.
    Quanto alle donne della cp : siamo poche , a volte viviamo lontano daill’ Irpinia.
    Ci sono dei buoni motivi per essere poche , ma presenti.
    Ne abbiamo discusso nei mesi passati.
    Personalmente , io ho scelto di tornare marginale e di non espormi e non ripetermi oltre sul blog della cp, comunità che esiste solo nella provvisorietà e nel riconoscimento che non è una com-unità, cioè un luogo di sentiri identici ed omologati.
    Per ora C’ est tout.
    Mi puoi trovare a Firenze epoi, dal 20 luglio/1° agosto ad Andretta.
    Mail, telefoni e cell. sono pubblici e rintracciabili sul web: mi permetto il piacere della riservatezza.
    Un caro saluto a voi donne
    TERESA C.

    HERA-Klescampania

    16 Giugno 2008 alle 9:59 am

  59. ASPROPOSITO DEI GIOVANI…nel post la vergogna ho commentato così sui giovani dell’irpinia……….

    Come delegato alla progettualità della nostra Associazione di Clown Dottori (ci siamo cambiati i connotati, adesso ci chiamiamo LA COMPAGNIA DEL SORRISO CAMPANIA onlus e non aderiamo più alla federazione Ridere per Vivere) alcune sere fà sono stato ad Avellino, perchè http://www.castellarte.it quest’anno (24,25 26 LUGLIO) è dedicata al tema della “comicoterapia” e saremo ospiti d’onore insieme ad un’altra associazione proprio di Avellino “Missione Sorriso”.

    La sua presidente Poppy Pecoro mi confermava purtroppo un dato che già conoscevo e che la Provincia e la città di Avellino è la provincia a più alto tasso di suicidi anche ed in particolare tra i giovani.

    Lei un pò “giustificava” questa tendenza (da un’indagine che ha fatto un’altra associazione di Avellino che segue questo fenomeno più direttamente) per un’attegiamento di tristezza e di rigidità nei comportamenti, che favorisce tutto sommato un approccio dell’apparenza. In estrema sintesi (l’argomento và meglio approfondito) sembrerebbe causato da un’incapacità (nei giovani) a trovare modelli diversi che non siano quelli che ci proprina la televisione e la stessa società dei consumi.

    Nella sostanza se non appaio non sono.

    Camminiamo nella bellezza
    Nanosecondo

    P.S. quando riapriamo l’ambulatorio di coccole a Cairano? Il problema è sempre lo stesso non è fare le cose ma come farle!

  60. ciao enzo,
    purtroppo non posso tacere sull’argomento suicidio dei giovani irpini…certamente hai sentito di Pasquale; il 2 maggio di quest’anno si è lanciato dal balcone di casa sua, al 5° piano, era il figlio di mia cugina, 12 anni..seconda media…fidanzatosi per la prima volta durante la prima gita della sua vita con pernottamento, appena qualche giorno prima…studiava, coltivava le rose e le regalava alla nonna…si prendeva cura dei canarini insieme al suo papà e all’altro fratellino, li faceva accoppiare e faceva nascere i piccolini, uno l’aveva regalato anche a mia figlia…era sensibile, delicato, riservato, silenzioso, un po’ harry potter…faceva gli esperimenti, non guardava soltanto la tv…aveva più di un interesse…
    MA GIOCAVA AI VIDEOGIOCHI anche sulla rete dove era iscritto ad un blog con il nome di Paskull…ho trovato il coraggio di guardare una partita che ha fatto sulla rete, era un guerriero combattente che saltava da un palazzo ad un altro…provo a dire come sto cercando di spiegarmi questo suicidio…per superare il dolore ed imparare perchè sono mamma di due figli, uno di 21 anni e una di 12 …
    all’età di 12 anni non puoi avere nessuna consapevolezza, non puoi maturare il suicidio…io credo che l’uso di questi videogiochi in alcune sensibilità possa far scaturire delle modalità di reazione di cui il ragazzo non è consapevole, che si insinuano nella mente e diventano quasi corredo cromosomico, è bastato un rimprovero di mia cugina e giù, ha preso la rincorsa e si è lanciato in un volo senza capire che stava mettendo fine alla sua splendida vita, a tutto quanto, tantissimo, avrebbe avuto ancora da fare…non stava facendo una partita…
    se serve che io abbia accennato a questo racconto, se serve sono disponibile a testimoniare, se serve però, Vi prego, con cautela, piano piano, facciamo attenzione anche alle parole che utilizziamo ma senza avere paura di affrontare questi argomenti così pesanti…

    Monica

    16 Giugno 2008 alle 1:00 pm

  61. Un luogo per chi preferisce andare oltre le apparenze e guardare il mondo in maniera più aperta,
    per chi apprezza il silenzio come momento in cui si forma un pensiero, invece di tanto rumore e chiacchiere vuote,
    per quelli a cui piace conoscere le cose e le persone delicatamente, lentamente, cogliendo più aspetti ed emozioni possibile, invece che con modi aggressivi e invasivi.
    Ma soprattutto un luogo per chi accoglie e non per chi caccia via
    per chi li salva i giovani dalla solitudine e dal suicidio,
    non per chi ce li butta con l’ottusità del proprio vivere, con l’intolleranza di idee preconcette e con la superficialità nei giudizi e negli atteggiamenti
    con il fare non solo con il chiacchierare…
    ciao buona provvisorietà a tutti,
    nella cultura.

    ivi

    16 Giugno 2008 alle 3:23 pm

  62. @ teresa,
    strano a dirsi, anche per me è un momento di silenzi e di pensieri che fanno fatica a trovare una collocazione sensata…il blog ha perso molto della sua carica, almeno per me, andava meglio quando si navigava a vista…adesso i perimetri, i recinti comunitari limitano, costringono all’omologazione che poi è il vero male dell’irpinia, inibiscono la dialettica quella vera…per me che quotidianamente transito da una ‘cultura’ all’altra questa comunità la vedo un po’ come una camicia di forza per cui preferisco tacere, sento di essere un corpo estraneo nonostante la passione che mi lega alla mia terra ed alla mia gente.
    porsi come comunità con le caratteristiche che si sono delineate strada facendo è di per sé un escludere ed un autoescludersi e le chiusure più o meno manifeste non portano da nessuna parte, si continua ad essere provincia nel senso più negativo del termine…
    è un blog di maschi, già detto e ripetuto, e il dire diretto e senza compromessi delle donne non piace…
    è un blog dove le vecchie abitudini, nonostante le bune intenzioni iniziali, hanno ripreso ad affiorare.
    Peccato.

    maria rosaria

    16 Giugno 2008 alle 3:31 pm

  63. a elda martino, io mi ricordo bene di te, piuttosto anche a me non piacque quando nel tuo commento a proposito delle modalità della tua partecipazione, esordisti dicendo : “(ma voi mi potreste dire, giustamente, chissenefrega di quello che pensi)”. ecco, nel mio caso è proprio l’opposto, io dico qualcosa perchè immagino che possa, anzi debba interessare, senò parlerei da solo chiuso in camera mia.
    infine, vorrei raccomandare a qualcuno del blog di non confondere la delicatezza con la cosidetta semplice uàllera

    sergio gioia

    16 Giugno 2008 alle 6:39 pm

  64. sergio ricordati che ti ho affidato un’assessorato a pedali … :)
    ti ho letto e ti invito ad essere meno criptico; ricordiamoci che le cose scritte fanno più male di quelle dette; e che ognuno vive la sua provvisorietà come meglio gli pare; e che più di quello che ognuno sta facendo per la comunità non si può fare; e che avendo poche occasioni di incontro comunitario a volte il blog finisce con l’essere anzichè rappresentare la comunità; ma lo scritto rimane poco provvisorio
    - – -
    come avranno fatto michele e livio a vedere altro nel gioco messo in moto da franco ?
    misteri della comunità provvisoria …
    una comunità che procede incerta, va a missile, poi si ferma, si inceppa, riparte a strattoni; poi per un pò fila liscia; sul blog ci sono giorni con commenti deliziosi, dolci; a volte eccessivamente mielosi; altri in cui prevale l’acidità uterina maschile; poi ci sono i martellamenti di michele, di quelli che demoliscono anche una montagna; sì, poi ci sono le conte e le liste e gli appelli con i controappelli e i cavilli che più cavillosi non si può
    - – -
    nessuno ha chiesto conto della lettera al presidente della repubblica ? lo faccio io: franco che fine ha fatto la lettera ? perchè non l’hai spedita ? ci hai fatto solo contare e incazzare … era questo che volevi ? o volevi allontanare qualche penna rossa ? e perchè, se non l’hai spedita, nessuno ne chiede conto ? ma spedirla a chi ?
    - – -
    sono felice nel rileggere su questo canale maria rosaria e teresa; perchè prendersela in questo mare di provvisorietà ? non me la prendo io che cerco di organizzare una salita al terminio sabato dopo sabato senza ricevere alcuna adesione :) … vi fa così schifo salire su una montagna, tre ore di cammino per staccarsi dalla pianura quotidiana ? mi rivolgo a voi cittadini soprattutto: avete 3 ore di tempo per scalarvi la mente ? :P
    - – -
    è vero, in alcuni momenti si cerca ossessivamente di organizzare un perimetro, di capire chi c’è … in questo mi ritrovo con franco e penso che ciò sia dovuto alle nostre origini sannite, montanare;
    stamane per tornare da salerno mi sono fatto un piccolo regalo; niente autostrada, sono salito per faiano, montecorvino pugliano, montercovino rovella, acerno, bagnoli, goleto ! 62 km. anzichè 90; a faiano sono andato a vedermi il nuovo museo archeologico…
    ho quindi rifatto la via dei sanniti, dal mare alla montagna; faiano, avamposto degli etruschi: elda racconta qualcosa ! dunque 60 km. … a piedi si fanno comodamente 5 km. all’ora; 3000 anni fa forse ne facevano 7-8; non avevano il blog; in una giornata passavano dal mare tirreno fino alle sorgenti dell’ofanto; ho pensato a mimì cambria e sono sempre più convinto che, sotto o intorno a quelle trazzere, tra acerno e fontigliano, c’è qualcosa; ci sono impronte, passavano da lì, è indubbio; è la strada più breve; altre 2 giornate di cammino ed erano a manfredonia
    - – -
    recinti, inclusione, cammino, controllo, richiami, voci, silenzio, boschi, villaggi, montagna …
    comunità ?

    verderosa

    16 Giugno 2008 alle 11:09 pm

  65. Carissima Monica,
    scusami se rispondo solo adesso alla tua “drammatica” testimonianza. Serve caspita che serve “testimoniare” e parlarne di queste cose. Il problema non sono le “responsabilità” è semmai comprendere “come fare” perchè queste cose non si verifichino più.

    Ho tre figli 28, 19 e 17 e credo che sia difficile per tutti oggi essere genitori. Come padree sono conspevole che molte cose vanno riscritte e come “comunitario provvisorio” sono coscienti che molte credenze (valori ecc) vanno uccisi. Come a volte mi faccio uccidire prima dai miei figli per non uccidere io. Parlo della mia esperienza di padre. Nessuno può essere maestro e tutti siamo maestri. Ecco in questo senso ed attraverso la mia esperienza di Clown Dottore credo che la stessa “comicoterapia” può aiutare i giovani ad usciere fuori dagli schemi sociali indotti e liberarsi.

    Per questo continuo ad in giro con la mia moto del tempo per diversi mondi…per “curare” innanzitutto il mio modo d’essere e prendere coscienza dei miei errori senza vivere sensi di colpa perchè ho sempre avuto coscienza che (purtroppo) i bambini imparano ciò che vivono:

    I bambini imparano ciò che vivono.
    Se un bambino vive nella critica impara a condannare.
    Se un bambino vive nell’ostilità impara ad aggredire.
    Se un bambino vive nell’ironia impara ad essere timido.
    Se un bambino vive nella vergogna impara a sentirsi colpevole.
    Se un bambino vive nella tolleranza impara ad essere paziente.
    Se un bambino vive nell’incoraggiamento impara ad avere fiducia.
    Se un bambino vive nella lealtà impara la giustizia.
    Se un bambino vive nella disponibilità impara ad avere una fede.
    Se un bambino vive nell’approvazione impara ad accettarsi.
    Se un bambino vive nell’accettazione e nell’amicizia impara a trovare l’amore nel mondo.
    di Doret’s Law Nolte

    Camminiamo nella bellezza
    Nanosecondo

  66. quando angelo mi chiede qualcosa, non posso che dire di sì, se, poi, questo qualcosa riguarda la storia (Michele non mi uccidere! :-)))), meglio, ancora meglio!
    adesso mi siedo e riprendo un pò le questioni di storia del territorio, così poi vi mando un post ( e Michele si arrabbia davvero…scherzo!ci siamo ampiamente chiariti).
    una piccola cosa la posso ripetere sin da ora: questi territori sono stati a lungo attraversati, senza bisogno di alta velocità o di megaviadotti. certo, certo, adesso mi direte: e la fatica ? e il tempo? e l’evoluzione? Ma chi le mette in dubbio?
    il punto è recuperare ciò che i percorsi veloci ci hanno fatto perdere: pensate solo alle vie d’acqua ed a ciò che debbono essere stati fiumi come l’Ofanto, il Sele, il Calore e lo stesso Ufita in antico.
    le strade di altura, i passaggi, le terre di mezzo sono da sempre, o, almeno da vent’anni, il mio pane quotidiano.
    domani inizio uno scavo nel centro di lacedonia, se passate di là, venitemi a trovare.
    pensate un pò: abbiamo trovato materiali che testimoniano i commerci di quei “montanari” con la puglia e, contemporaneamente, con le coste tirreniche…
    mi rendo conto di essere disordinata in questa risposta, a breve un post e qualche immagine.
    e.m.
    p.s. avete mai visto lo splendido museo di Eboli? se vi capita, fateci una capatina, vi meraviglierete di quanto “loro” somigliassero a “noi”.

    eldarin

    17 Giugno 2008 alle 3:54 pm

  67. a ivi e a tutti:
    ho riletto i commenti di questo post e sono rimasto di sasso per delle cose da me proferite.
    in particolare per una trivialità del 16 giugno.
    lo stesso dicasi per dei commenti sul post “appello per una nuova regione” del 26 giugno.
    vi chiedo scusa.
    a ivi: ho riletto tutti i tuoi commenti su questo blog e li ho trovati davvero belli, equilibrati e pieni di morbidezza.
    continua a scrivere.
    e a venire agli eventi della comunità, porterai gioia e allegria a tutti.
    evviva il popolo irpino, onesto, dignitoso e valoroso!

    sergiogioia

    25 Aprile 2009 alle 11:58 am


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