I CANI E L’OSSO ovvero benvenuta tramontana
metto qui un pezzo di vito solazzo, insegnante di bisaccia che vive tra umbria e lazio. chi vuole che appaiano qui suoi testi puoi mandarli anche al mio indirizzo: arminio17@gmail.com
1) Domanda: “Qual è la capitale d’Italia?” Risposta ovvia.
2) Domanda: “Qual è la leonessa d’Italia?” Risposta non ovvia.
3) Domanda: “Qual è l’osso d’Italia?” Risposta!!!!!????
Io sono nato e vissuto proprio lì, dove l’OSSO è più duro, dove la terra è terribilmente sferzata, ben levigata e d’inverno ferrata da venti che spirano da tutte le direzioni, dove non c’è un albero, dove si intravedono ancora i sudati tratturi, dove si cammina con il collo nelle spalle alzate per difendersi dalla Bora pungente e penetrante, la più temuta dei venti, dove, a volte, anche il Padreterno dimentica che ci sei!!! Dove……tutto, appunto, è ridotto all’osso. (*)
Ma si sa, dove c’è l’osso prima o poi arriva il cane! Nel nostro caso i cani!
Ci fu un tempo in cui l’OSSO era una prateria verde costellata da piccolissimi pagliai, costruiti dai pastori per trovare rifugio e riposo nelle pur sempre fresche notti estive o durante i temporali. Davanti ad ogni pagliaio snelli e vigili cani che da Maggio a Settembre abbaiavano alle ombre dei lupi e ai capricci delle pecore e che, fedeli e necessari, accompagnavano e scortavano le greggi nell’antica transumanza tra la Puglia e la Montagna.
Per secoli così fu.
Vennero poi i Cani Reali, nobili, bianchi e possenti, sicuramente feroci. Si aggiravano ringhianti tra gli stalloni che la Corona d’Aragona aveva voluto a pascolo sul Formicoso per la purezza dell’aria e la tenerezza dell’erba.
Per qualche decennio fu così!
Passò il tempo e venne il tempo della razza dei cani di razza:la Razza Padrona.
Fiutava l’affare e all’affare arrivava con qualsiasi mezzo; con le buone o le cattive, con la pace o con la guerra. Rapida nei terreni pianeggianti, rilassata in campagna, elegante in città, poteva scrivere: Proprietà Privata.
E ci vollero molti decenni ma alla fine anche il Formicoso fu quotizzato e ognuno poté dire: “E’ di mia proprietà!”.
E la terra fu allora nera, bianca, verde e gialla, solcata da piccoli tratturi e per quei tratturi cani piccoli, bassi, curvi, malfatti e deformi di petto, invecchiati prima del tempo, destinati a non nascere, a morire in fasce o comunque a vivere poco, con malattie epatiche, renali, reumatiche e polmonari, sciancati, scheletrici: cani bastonati e abbandonati ma, comunque, avvinghiati a quell’osso giallo che solo le emigrazioni e la morte riuscivano a strappare.
Per decenni quei poveri cani furono dimenticati!
Solo quando l’OSSO prendeva e ancora oggi prende le sembianze del dramma: distruzioni e lutti, si presentava e si presenta puntuale la pietà cristiana e sociale, benevola e caritatevole, spesso pressante e interessata ma sempre benvenuta!!!
E i cani???
Erano e sono lì: volpini puri, ma di razza bastarda.
Razza particolare ottenuta dall’incrocio selezionato nella storia dell’umanità tra la volpe matricolata e la iena ridens.
Con progetti, accordi e concertazioni eccoli scorazzanti nel pollaio abbandonato ingrassarsi a più non posso.
E sull’OSSO tempestato eccoli drizzare o abbassare le orecchie, eccoli sbavare o abbaiare ai quattro venti, eccoli girare vorticosamente e ululare alle centrali e alle pale eoliche, eccoli sensibili, trasformare il dio Eolo in dio Euro!!
Poi la scoperta: l’OSSO è d’argilla impermeabile!!!…pronti via!!!
Ringhianti, violenti, ingordi, ben protetti da elmi e scudi, buttarsi a capofitto sulla tavola imbandita per il sontuoso banchetto e grugnire grufolanti nel piatto d’oro dei rifiuti.
Io, come da antica favola, sono sotto la tavola. A me non resta che sperare; sperare in Eolo quello dei venti.
Guai se libera dal suo anfratto Scirocco (proveniente da Andretta).
Guai se libera dal suo anfratto Libeccio (proveniente da Trevico-Vallata).
Bisaccia sarà allora irresistibile (altro che cambiare aria!).
Spero che soffi sempre Bora! Spero che fischi forte, fredda, gelida, tempestosa e violenta e che purifichi il Formicoso e dintorni dall’alito mefitico di tutti i cani famelici.
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*) Definizione dell’economia corrente degli anni ‘60 che individuava nell’Alta Irpinia la carenza di qualsiasi risorsa rilevante dal punto di vista economico.
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COMPOSIZIONE DI COPERTINA: Angelo Siciliano
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. avviso

sono a napoli, ma, se ci riesco, vi raggiungo a caposele.sennò, fateci un resoconto domani o quando avrete tempo. sarei anche curiosa di capire che esiti potrà avere il discorso sulla valorizzazione, nel parco, dei siti culturali.
p.s per la cronaca: dovrei iniziare tra breve uno scavo a lacedonia, nel caso, venitemi a trovare
baci
elda m.
eldarin
14 Giugno 2008 alle 1:44 pm